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Snowfall

[N2019-3A] Come nei videogiochi

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Genere thriller/horror

Traccia: estraneità

 

 

Come nei videogiochi

 

 

 

Dieci di sera. Mamma e papà si stavano vestendo per uscire a teatro e Francesco, per gli amici Cesco, avrebbe aspettato che uscissero per attuare il diabolico piano.

-Allora noi andiamo! Non rimanere in piedi fino a tardi come al solito- lo avvisò Katerina, conscia del fatto che lo avrebbe fatto comunque.

-Va bene mamma- rispose Cesco, osservandoli uscire. Appena la porta si chiuse scattò dal divano. Salì le scale per il piano superiore scavalcando due gradini alla volta, poi entrò in camera e scollegò la Playstation dalla piccola tv da 35 pollici per collegarla alla grande tv da 55 in soggiorno. Tutt’altra storia bro! Era contro le regole della casa, per evitare di rincoglionirsi o cose del genere, ma bastava mantenere il segreto, e lui era bravo in questo. In cinque minuti si trovò già online su Call Of Duty Modern Warfare. Calimero e Vichingo, gli unici amici che aveva, erano già in game. Li avvisò sul cellulare e uscirono dalle rispettive partire, accedendo al gruppo: i Tartassabudella.

-Yo bro- lo salutò Vichingo, il primo ad aver avuto la barba, se due peli sotto il mento fosse considerata tale almeno.

-Era ora Kratos- sbuffò Calimero, colui che era riuscito a uccidere una mosca schiacciandosi un uovo sulla fronte.

-Hei raga, scusate il ritardo.-

Erano ragazzini di tredici anni, non quelli che in gioco urlano e si lamentano se vengono uccisi, ma quelli con del gran potenziale per la loro età. Speravano di farci i soldi prima o poi, nel mentre si allenavano. -Ora che ci siamo tutti scateniamo l’inferno!-

-Dio mio ancora con ste frasi!- si lamentò subito Vichingo.

-Sempre meglio di Andiamo a comandare di ieri sera- precisò Calimero, che aveva già iniziato a masticare chissà cosa, dando via al solito casino in sottofondo che li avrebbe accompagnati per tutta la nottata. La migliore di tutte.

 

Quella in particolare erano in gran forma. Nessuna partita persa, neanche una in trentadue giocate. Potevano continuare così ma decisero di fare una pausa perché la fame era divenuta incontrollabile. Abbandonò le cuffie sul divano, quindi svuotò tre barattolini di yogurt alla fragola, ci infilò qualche wafer in mezzo per riempire, poi trangugiò mezza bottiglia da un litro di succo alla pesca e in fine digerì tutto ruttando. Sghignazzò al pensiero che se lo avessero sentito i suoi sarebbero stati guai, ma quando il gatto non c’è i topi ballano, no? Stava per rimettersi le cuffie quando sentì uno strano rumore. Restò in ascolto, insicuro su cosa avesse udito. Il grattare si ripeté e capì che proveniva dalla porta d’ingresso. Dapprima si spaventò, pensando a chissà cosa, poi gli sovvenne che non aveva ancora visto Lancellotto, il gatto cicciotto, in casa. Aprì la porta suo posto entrò una folata di vento allucinante accompagnata da un tanfo che gli provocò un conato di vomito, trattenuto a pelo. Nell’istante in cui si tappava la bocca, qualcosa gli sfiorò i capelli. I peli del corpo gli si drizzarono come spilli, si voltò ma non c’era nulla. Il cuore martellò quando i suoi occhi inquadrarono solo il suo soggiorno. Il gatto schizzò fuori allo scoperto, grattando le unghie sul pavimento per fiondarsi tra il divano e il muro dove era appoggiato.

-Cazzo di gatto!- disse, sfregandosi la testa. Qualcosa però gli rimase attaccato alla mano ed era viscido e violaceo. Quindi guardò sopra di sé. Il telaio della porta era grondante di  una strana… melma schifosa. E quindi ci arrivò, per quanto fosse brutto pensarlo capì che in casa non erano solo in due. Qualcosa era entrato.

Per prima cosa pensò di scappare, chiamare i suoi genitori e non entrare più in quella casa per giorni. Però sapeva cosa fare, in situazioni del genere nei videogame se la cavava bene e, magari, poteva essere che quella cosa fosse pure amichevole. Quindi seguì le regole base: prima di tutte procurarsi un’arma. Prese il coltello più grande che c’era in cucina, le sue mani tremavano ma cercò di nasconderlo. I guerrieri non tremavano mica. Sapeva come affrontare la cosa, in teoria. Avrebbe dovuto trovare la bestia, capire se fosse pericolosa e nell'emergenza uccidere. Era così che funzionava in quel gioco appena uscito, Solstizio D’apocalisse, quel survival post-apocalittico con i mostri da lui già finito. Trovare, capire, uccidere. Però servivano le condizioni adatte e quindi accese tutte le luci del soggiorno, corridoio e cucina. Poi avanzò e notò subito le prime strisciate di melma, sul soffitto. Finivano dritte dritte in bagno. Accese quindi la luce di quella stanza, un secondo dopo sentì un fischio acutissimo e la lampadina esplose.

Non gli piaceva la luce.

Cercò di vedere dentro, ma sembrava più buio del normale, come se quella cosa ne fosse l’artefice. Poi quella cosa si mosse e, prima che succedesse il peggio, Cesco afferrò la maniglia della porta e la chiuse con forza. Quell'oscurità non fece nulla per riaprirla. Capì presto che per combatterla gli serviva della luce, non sapeva dove trovare delle torce ma aveva ciò che faceva al caso suo in camera. Corse di nuovo, salì sul letto e sganciò la replica della spada laser di Skywalker. L’accese illuminando la stanza di un blu bello potente. Con quella scese, dimenticando il coltello ai piedi del letto. Era sicuro che avrebbe funzionato, i giochi non mentivano. Ritornò alla porta del bagno, la spada stretta in pugno e il respiro fuori controllo. Appoggiò un orecchio contro il legno della porta. Al di là poco nulla, solo un flebile fischio, tipo quello che producevano alcune tv.

Decise di entrare.

Aprì piano la porta, spada laser davanti a lui per protezione. Avanzò. C’era davvero qualcosa che risucchiava la luce, perché anche la sua spada ne risentì molto, affievolendosi, tanto da non riuscire a vedere che stava calpestando quello schifo di melma violacea. Però era sufficiente per notare la massa indistinta che galleggiava in mezzo al suo bagno. Non avanzò oltre, non ne fu capace. La osservò, paralizzato, incapace di capire che cosa stesse vedendo. Non era un mostro, non aveva forma, e non sarebbe stato capace a dargliene una. Era in continuo movimento, alternava sfumature totalmente nere con barlumi di colore spento e gocciolava la melma su tutto il pavimento. Alla vista del ragazzino sembrò agitarsi.

Cesco in quel momento era fuori dal suo corpo, incapace di fare qualsiasi cosa, bloccato da ciò che i suoi occhi gli trasmettevano nel cervello. Ora avrebbe volentieri fatto retromarcia e sarebbe fuggito a gambe levate, ma gli era impossibile. Era quella… cosa che non sapeva spiegare, impossibile da descrivere, anche cercando di disegnarla non era possibile. Non aveva forma. Era tutto ed era nulla. Non capiva se fosse solito, un sorta di liquido o cosa, era semplicemente indescrivibile.

Fu un attimo dopo che sentì il peso montagli in petto. Il peso della consapevolezza che non sarebbe uscito da quel bagno. Lo avrebbe ucciso e nessuno sarebbe stato capace di capire come fosse successo.

La cosa iniziò ad ampliarsi, e quel fischio che aveva sentito poco prima si fece più intenso. Le pareti vennero coperte dalla creatura, che come una grossa macchina riempiva ogni angolo fino a spingersi verso il ragazzo. Fino a spingerlo verso il muro, a schiacciarlo come una mosca sotto la paletta. La spada laser si spense del tutto, venne risucchiata dalla punta dalla forma immonda. Poi si protrasse per la lunghezza fino all’impugnatura. In fine arrivò alla sua mano. Fu lì che buttò fuori tutto il fiato per urlare, sbloccato da quella sorta di gelo momentaneo cercò di chiamare aiuto ma quella cosa si fiondò su di lui e gli entrò in bocca. Si appiccicò su spalle, gambe, petto, braccia, bacino e avanzò fino a circondarlo del tutto. La carne del ragazzo si staccò a pezzi, e mentre le ossa si liquefacevano le orbite oculari sparivano all’interno del cranio ormai vuoto.

 

La stessa sera, i genitori rincasati trovarono la tv accesa, le cuffie sul divano, un coltello in camera del ragazzino. E di lui solo il vuoto.

 

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Ciao :rosa: ti tocca beccarti il mio commento per la pubblicazione, sarò puntiglioso

10 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Va bene mamma

Prima e dopo delle vocazioni secondo me ci andrebbe la virgola, però non sono tutti d'accordo... Non so :umh:

13 minuti fa, Snowfall ha scritto:

se due peli sotto il mento fosse considerata tale almeno

Essendo che il soggetto è "due peli", e l'oggetto "tale" (la barba), credo che il verbo vada concordato col soggetto: "fossero considerati"

14 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Sempre meglio di Andiamo a comandare di ieri sera

Metterei delle virgolette, un corsivo, qualcosa per il titolo

15 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Quella in particolare erano in gran forma.

Eviterei

16 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Erano ragazzini di tredici anni, non quelli che in gioco urlano e si lamentano se vengono uccisi, ma quelli con del gran potenziale per la loro età.

C'è qualcosa di strano in questa frase, ma non riesco a capire cosa. Forse è "ma quelli con del gran potenziale", come se fosse una categoria di tredicenni (ma per definizione quelli con grande potenziale sono pochi), oppure è il fatto che non è che se hanno potenziale allora non possono urlare e lamentarsi xD rielaborerei in un altro modo, tipo

"Erano ragazzini di tredici anni, non di quelli che in gioco urlano e si lamentano di continuo per essere stati killati, ma dotati anzi di gran potenziale."

21 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Abbandonò le cuffie sul divano

Espliciterei il soggetto (Cesco), perché è diverso da quello della frase precedente

23 minuti fa, Snowfall ha scritto:

poi trangugiò mezza bottiglia da un litro di succo alla pesca

Oltre a rendere complicata la frase da seguire, è anche superfluo (le bottiglie di succhi normalmente sono da un litro)

24 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Lancellotto, il gatto cicciotto

Bellissimo :D

25 minuti fa, Snowfall ha scritto:

una folata di vento allucinante

"allucinante" non vuol dire niente, non stai comunicando nessuna informazione al lettore. Com'è questo vento? Descrivi un po' il motivo per cui è allucinante

25 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Nell’istante in cui si tappava

Se è "nell'istante", allora è "tappò", non "tappava"

26 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Il cuore martellò quando i suoi occhi inquadrarono solo il suo soggiorno.

Ho dovuto rileggere più volte per capire, è una frase un po' fuorviante. La eliminerei, tanto hai già detto prima "non c'era nulla". Sistemerei tipo:

"I peli del corpo gli si drizzarono come spilli e il cuore prese a martellare, si voltò ma non c’era nulla. Poi il gatto schizzò fuori allo scoperto" etc

30 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Cazzo di gatto!

È spinato :D

31 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Qualcosa però gli rimase attaccato alla mano ed era viscido e violaceo.

Non mi piace molto la congiunzione copulativa perché le due frasi sono molto diverse: nella prima descrivi un'azione (rimase attaccato) e nella seconda descrivi invece l'oggetto (era viscido etc). Secondo me invece di "ed" ci starebbe magari una virgola

42 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Trovare, capire, uccidere

La scienza secondo Francis Bacon :asd:

44 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Non capiva se fosse solito

solido?

45 minuti fa, Snowfall ha scritto:

come una grossa macchina riempiva ogni angolo

Non ho capito la similitudine

46 minuti fa, Snowfall ha scritto:

fino a spingersi verso il ragazzo. Fino a spingerlo verso il muro, a schiacciarlo come una mosca sotto la paletta.

Non mi piace molto il parallelismo "fino a spingersi" / "fino a spingerlo" Farei una cosa tipo "Lo premette contro il muro, schiacciandolo come una mosca sotto la paletta"

50 minuti fa, Snowfall ha scritto:

venne risucchiata dalla punta dalla forma immonda

Confonde abbastanza. Farei una cosa tipo "la forma immonda iniziò a risucchiarla dalla punta"

52 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Fu lì che buttò fuori tutto il fiato

Cambi soggetto, quindi espliciterei: "Cesco"

53 minuti fa, Snowfall ha scritto:

Fu lì che buttò fuori tutto il fiato per urlare, sbloccato da quella sorta di gelo momentaneo cercò di chiamare aiuto ma quella cosa si fiondò su di lui e gli entrò in bocca.

Metterei una virgola dopo "momentaneo"

54 minuti fa, Snowfall ha scritto:

le orbite oculari sparivano all’interno del cranio ormai vuoto

Le orbite sono le cavità, forse intendevi i bulbi

54 minuti fa, Snowfall ha scritto:

E di lui solo il vuoto.

Bellissima la frase finale

 

Mi è piaciuto, interessante :sù: Bella la scelta del protagonista, mi è piaciuto come l'hai descritto e mi è piaciuto come hai reso il lessico. Mi stavano molto simpatici anche Vichingo e Calimero, peccato poi spariscano ;( Se ti va, potresti farli restare come presenza in chat vocale, durante le vicende che subisce il ragazzo (già mi immagino le loro voci che escono dalle cuffie rimaste per terra, in bagno, mentre la creatura divora Cesco: "Kratos, ci sei? Che succede? L'hai trovato? Gli hai fatto il culo?"); magari per giustificare il fatto che restano in chat anche staccandosi dal gioco, potresti fare che si stavano sentendo su discord o simili. Gestito bene anche lo stile, a parte qualche piccola sbavatura qua e là: senza infamia né lode.

Insomma, un bell'horror, molto classico, forse un po' troppo. Comunque è sempre gradito, ed è un ottimo racconto. A presto :super:

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Commento lampo. Non male davvero, @Snowfall, sia il genere che la traccia mi sembrano centrati in pieno. Ottimo ritmo e ottima tensione (y)

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Ciao, il racconto è un horror classico, ma ci sono degli spunti originali e anche divertenti, come il tredicenne che, trovandosi un mostro in casa, giustamente va a prendere la spada laser di Starwars :asd: Io un paio di fendenti a questa cosa glieli avrei fatti dare, giusto per la soddisfazione di morire da eroe...

Piaciuta molto la prima parte con i tre che giocano, così come la caratterizzazione dei personaggi minori.

7 ore fa, Snowfall ha scritto:

Era ora Kratos- sbuffò Calimero, colui che era riuscito a uccidere una mosca schiacciandosi un uovo sulla fronte.

un tipo molto interessante... Anche Lancillotto il gatto cicciotto mi sta simpatico, peccato non abbia più spazio

Nella seconda parte secondo me hai insistito un po' troppo sul pericolo imminente e su quanto sia misteriosa e difficile da descrivere questa cosa, togliendo un po' di tensione nel finale. Comunque, al netto di qualcosina da sistemare nella forma che ti hanno già segnalato, un racconto molto piacevole.

 

 

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Il 11/1/2020 alle 17:34, Snowfall ha scritto:

- (spazio) Va bene, (virgola) mamma (spazio)- rispose Cesco, osservandoli uscire.

Credo che i vocativi (o complementi di vocazione) vadano sempre individuati dalle virgole.

Lascerei uno spazio prima è dopo i trattini.

Queste due osservazioni valgono anche per i successivi dialoghi.

 

Il 11/1/2020 alle 17:34, Snowfall ha scritto:

Salì le scale per il piano superiore scavalcando due gradini alla volta, poi entrò in camera e scollegò la Playstation dalla piccola tv da 35 pollici per collegarla alla grande tv da 55 in soggiorno.

Ridondanze. Se sale è difficile che vada al piano inferiore. I pollici degli schermi rendono già bene l'idea delle dimensioni. Al massimo valuterei scollegò la Playstation dalla piccola tv per collegarla a quella da 55 in soggiorno.

 

Il 11/1/2020 alle 17:34, Snowfall ha scritto:

Vichingo, il primo ad aver avuto la barba, se due peli sotto il mento fosse considerata tale almeno.

Se il soggetto è "due peli" metterei verbo al plurale.

 

Il 11/1/2020 alle 17:34, Snowfall ha scritto:

Erano ragazzini di tredici anni, non quelli che in gioco urlano e si lamentano se vengono uccisi, ma quelli con del gran potenziale per la loro età. Speravano di farci i soldi prima o poi, nel mentre si allenavano.

Non sapevo si potesse guadagnare giocando on line. Ho scoperto in un colpo solo: 1) di essere vecchia e 2) di essermi bruciata una potenziale carriera. :aka:

In ogni caso direi qualcosa come ma quelli che giocano sul serio (o altra espressione che ritieni più adatta al contesto).

 

Il 11/1/2020 alle 17:34, Snowfall ha scritto:

Abbandonò le cuffie sul divano, quindi svuotò tre barattolini di yogurt alla fragola, ci infilò qualche wafer in mezzo per riempire, poi trangugiò mezza bottiglia da un litro di succo alla pesca e in fine digerì tutto ruttando.

Ah, le cene nutrienti e bilanciate di quando si rimaneva a casa da soli! :love2:

 

Il 11/1/2020 alle 17:34, Snowfall ha scritto:

Dapprima si spaventò, pensando a chissà cosa, poi gli sovvenne che non aveva ancora visto Lancellotto, il gatto cicciotto, in casa.

 

Il 11/1/2020 alle 17:34, Snowfall ha scritto:

E quindi ci arrivò, per quanto fosse brutto pensarlo capì che in casa non erano solo in due. Qualcosa era entrato.

 

Il 11/1/2020 alle 17:34, Snowfall ha scritto:

sapeva cosa fare, in situazioni del genere nei videogame se la cavava bene e, magari, poteva essere che quella cosa fosse pure amichevole. Quindi seguì le regole base: prima di tutte procurarsi un’arma.

Awnn, da qui in poi il racconto mi piace un casino.

 

Il 11/1/2020 alle 17:34, Snowfall ha scritto:

Non capiva se fosse solito (solido), un sorta di liquido o cosa, era semplicemente indescrivibile.

 

Il 11/1/2020 alle 17:34, Snowfall ha scritto:

che come una grossa macchina (macchia) riempiva ogni angolo fino a spingersi (direi: spingendosi) verso il ragazzo.

 

Il 11/1/2020 alle 17:34, Snowfall ha scritto:

le orbite oculari sparivano all’interno del cranio ormai vuoto.

Le orbite sono le cavità ossee, credo tu intenda i bulbi.

 

@Snowfall, hai scritto un horror retrò gustoso. Il blob! :asd: La forma è un po' da rivedere, ma l'ambientazione, la trama e i personaggi sono davvero di classe!

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@Snowfall, ciao e bentrovato! Scusa se sarò breve:

il tuo racconto è carino, un horror abbastanza canonico nella struttura ma moderno nello stile. Ben caratterizzato il protagonista, un ragazzino tutto game e chips, simpatico quanto odioso :D

La creatura mi ha ricordato il Blob di un vecchio film, non so se lo conosci. Il finale tragico è una scelta azzeccata, quindi niente, bravo. ;)

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Ciao @Snowfall
Il tuo racconto mi ha ricordato molto i Piccoli Brividi che leggevo da piccola, mi sembra perfettamente inserito nel genere. C’è qualche refuso qua e là, ma nulla di grave. 

Mi spiace che i personaggi dell’inizio scompaiano così, avevo già pensato a Stranger Things e allo stereotipo degli amici in cuffia mentre succedono i casini :lol:

 

comunque buona prova!

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1 ora fa, Garrula ha scritto:

tuo racconto mi ha ricordato molto i Piccoli Brividi che leggevo da piccola

Vero! ^^ Belli i Piccoli Brividi!

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Ciao a tutti! Vorrei rispondervi uno per uno ma sono costretto a fare tutto da cellulare (sono senza wifi mannaggia) e quindi intanto grazie! Sono felice che vi sia piaciuto il racconto 😊 ripasserò appena sarò di nuovo operetivo per chiarire cose e rispondere! 

 

(ps: per chi ha citato l'idea degli amici in cuffia stima che ci starebbe da dio!) 

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