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dyskolos

Scovare una sorella misteriosa

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Immaginate la scena. C'è l'investigatore, il tenente Flanagan, che con uno stratagemma riesce a salire sulla macchina di una persona sospetta, chiamiamola Maria, che sostiene di non avere sorelle. In realtà ne ha una, ma la vuole "coprire": il tenente ha dedotto l'esistenza di questa sorella misteriosa, tuttavia non ne ha la prova certa, la cosiddetta "pistola fumante".

 

Maria guida mentre Flanagan sta sul sedile del passeggero. Vorrei che Flanagan, durante la breve gita in macchina, scorgesse su di essa un dettaglio che gli fa capire indubitabilmente che invece Maria ha una sorella, anche se lo nega. Quale potrebbe essere questo dettaglio? In altre parole, che cosa potrebbe essere la "pistola fumante"?

Io un'idea ce l'avrei, ma voi che dite?

 

La macchina è un furgoncino a due posti.

Il contesto è un'investigazione in un giallo deduttivo.

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Se Maria parla da sola, passando davanti casa della sorella (un po' forzata, lo ametto..) potrebbe rallentare e guardare la casa dicendo una frase tipo "non è mai a casa quella lì.. ha preso tutto da mamma!"
Altrimenti un dialogo in una telefonata.. nella telefonata potrebbe anche non parlare della sorella, ma magari del suo nipote (figlio della sorella).
Difficile farglielo capire senza che lo senta dalla sua voce..

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1 ora fa, Lucky83 ha scritto:

Se Maria parla da sola, passando davanti casa della sorella (un po' forzata, lo ametto..) potrebbe rallentare e guardare la casa dicendo una frase tipo "non è mai a casa quella lì.. ha preso tutto da mamma!"

 

:)

Un po' forzata, è vero, ma il vero problema è che Maria e la sorella vivono insieme.

 

 

1 ora fa, Lucky83 ha scritto:

Altrimenti un dialogo in una telefonata.. nella telefonata potrebbe anche non parlare della sorella, ma magari del suo nipote (figlio della sorella).

 

Sarebbe una buona idea, ma questo non lo posso fare perché non collima né con la trama né col narratore. Comunque nella soluzione che pesavo io, Maria parla di un cognato (non nipote). Avevo pensato a una canna da pesca. Quando l'investigatore entra in auto, vede una canna piegata sul sedile, cosa che sarebbe coerentissima con la trama, e chiede a Maria tipo: «E questa di chi è?» e lei fa: «Quella? Ehm… di… di… di mio cognato, ispettore.» «Il marito di sua sorella?» «Le ripeto che non ho sorelle! Quella è… è… sì, mio cognato è il fratello di mio marito.» Tac, fregato! Però se riesco a dimostrare che il marito di Maria non ha fratelli, l'ispettore potrebbe fare finta di bersi la notizia e andare avanti come nulla fosse.

 

Avevo anche pensato che il'ispettore aprisse il porta-oggetti della macchina con una scusa, tipo: «Volevo prendere un DVD. Un po' di musica non sarebbe male», ma nel porta-oggetti, invece, nota qualcosa che gli fa dedurre con certezza che Maria ha almeno una sorella. Sì, ma… che cosa? :asd::asd::asd:

 

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Mia sorella l'anno scorso mi ha regalato una saponetta con scritto: "Gli amici vanno e vengono, le sorelle restano per sempre". Potresti inventare, che ne so, un arbre magique con scritto qualcosa di simile e farlo sventolare in faccia al tenente per mezz'ora prima che inizi a farsi qualche domanda... :asd:

Oppure Maria indossa uno di quei bijoux che si comprano in coppia fra sorelle con inciso "Sis" o robe del genere (ma poi potrebbe giustificarsi dicendo che ha un'amica che è come una sorella...)

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8 minuti fa, Antares_ ha scritto:

Mia sorella l'anno scorso mi ha regalato una saponetta con scritto: "Gli amici vanno e vengono, le sorelle restano per sempre".

 

Bello! :D:D

 

 

10 minuti fa, Antares_ ha scritto:

Potresti inventare, che ne so, un arbre magique con scritto qualcosa di simile e farlo sventolare in faccia al tenente per mezz'ora prima che inizi a farsi qualche domanda... :asd:

 

Ottimo suggerimento, diabolico :asd::asd:

Anche se poi dovrei giustificare perché l'arbre magique è rimasto lì dopo che ha tolto tutte le tracce della sorelle. Uhm… potrebbe averlo dimenticato. In effetti lei un po' svampita lo è :)

Sto cercando di trovare l'eventuale scusa che potrebbe accampare la tizia, e non la trovo, quindi mi sa tanto che ti utilizzerò biecamente per i miei scopi. Poi ti metto nei ringraziamenti finali per farmi perdonare, dai :D

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8 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Poi ti metto nei ringraziamenti finali per farmi perdonare, dai

Ciò mi garba :D 

  • Divertente 1

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La tizia deve fare una telefonata (magari dietro richiesta dell'ispettore) e ha il cellulare connesso via bluetooth con l'auto. Mentre cerca il nominativo da chiamare i nomi della rubrica scorrono sul display dell'auto e l'ispettore nota un nome o soprannome che fa da indizio (da "sorellona" a "Anna cognomediMaria").

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9 ore fa, Gualduccig ha scritto:

La tizia deve fare una telefonata (magari dietro richiesta dell'ispettore) e ha il cellulare connesso via bluetooth con l'auto. Mentre cerca il nominativo da chiamare i nomi della rubrica scorrono sul display dell'auto e l'ispettore nota un nome o soprannome che fa da indizio (da "sorellona" a "Anna cognomediMaria").

 

Buona idea! La potrei usare in altre storie, grazie :)

Nella presente, non mi convince molto perché è facile ribattere: la tizia potrebbe sempre dire che "sorellona" e simili sono soprannomi che lei dà ad amiche, oppure dove c'è il cognome potrebbe dire che è sua cugina o sua nipote o semplicemente una persona che ha lo stesso suo cognome. Non basta per "inchiodarla" con certezza, credo.

 

Poi ho pensato che l'ispettore prima dà un'occhiatina al porta-oggetti dell'auto e intravede dentro due arbre magique confezionati. Successivamente dice una cosa tipo: «Signorina, mi presta quell'arbre magique sotto lo specchietto? Mia moglie mi fa una testa così, dice che devo cambiare quello sulla mia macchina che non funziona più. Aaah le donne!». A questo punto lei non può rifiutarsi perché 1) sa che il tenente ha visto gli arbre magique nuovi nel porta-oggetti e 2) immagina che potrebbe essere denunciata, visto che in macchina tiene una pistola senza porto d'armi e il tenente le ha detto che chiuderà un occhio sul quel fatto (se rifiuta il prestito, il tenente potrebbe arrestarla a causa dell'arma). Incastrata! Inoltre farebbe carte false per levarsi la polizia di torno: figurati se non gli presta l'arbre magique. 

 

Mentre col display la vedo dura riguardo al prestito: «Signorina, per favore mi presta il display bluetooth?» Uhmm, non funziona. Per di più, il tenente fotografa l'arbre magique quando arriva in commissariato. Se invece ha il display, che fotografa?

 

Preferisco il suggerimento che mi ha dato Antares dell'arbre magique, anche perché quello posso staccarlo facilmente e scriverci sopra: mi può servire per ordire un inganno successivo, che ho già ideato. Il display non lo posso staccare (o almeno non con facilità) né ci posso scrivere sopra, quindi alla fine non mi serve per il futuro dell'inchiesta. O almeno credo.

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Aggiungo solo una domanda: in che tempo é ambientato il tutto?

Perché oggi verificare uno stato di famiglia é relativamente facile (sempre che non si tratti di una sorellastra).

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1 minuto fa, Gualduccig ha scritto:

Aggiungo solo una domanda: in che tempo é ambientato il tutto?

Perché oggi verificare uno stato di famiglia é relativamente facile (sempre che non si tratti di una sorellastra).

 

La vicenda si svolge a metà febbraio 2019. Lo stato di famiglia, purtroppo, non dice nulla di definitivo. La sorella misteriosa non compare nel documento, tra l'altro.

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@dyskolos se l'indagine è condotta dalle forze dell'ordine hanno database su tutto perciò difficile non risalire alla sorella. Dura la via del giallista, eh!:sherlock:

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9 minuti fa, Brutus ha scritto:

potrebbe avere un magnete sul cruscotto con la foto di lei e sua sorella.

 

Troppo facile, la tizia può trovare un mare di scuse per spiegare la foto :)

 

 

9 minuti fa, Brutus ha scritto:

Dura la via del giallista, eh!:sherlock:

 

Quello sempre, in ogni epoca :D

 

 

11 minuti fa, Brutus ha scritto:

se l'indagine è condotta dalle forze dell'ordine hanno database su tutto perciò difficile non risalire alla sorella.

 

Vero, ma questi database sono utili solo se ci sei. Se non ci sei non serve a niente.

E mica ci sono tutti: io, per dire, non ci sono, e tu nemmeno, scommetto, a meno che in passato non abbia avuto guai con la giustizia ;)

Se no, se fossi così facile come dici, gli "inquirenti" risolverebbero tutti i misteri consultando i database, ma non è così. Vedi il caso Yara Gambirasio ;)

Poi è domenica.

Il mio commissario risolve i casi in due giorni, tre al massimo. Non c'è tempo per i database.

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La deduzione di Flanagan è tale che ha bisogno solo di far cadere in contraddizione Maria per avere la certezza dell'esistenza di una sorella, o è solo un'ipotesi appena formulata? In altre parole è solo una sua congettura o ha già diversi elementi a suffragare l'esistenza di questa persona?

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7 ore fa, butch ha scritto:

La deduzione di Flanagan è tale che ha bisogno solo di far cadere in contraddizione Maria per avere la certezza dell'esistenza di una sorella, o è solo un'ipotesi appena formulata? In altre parole è solo una sua congettura o ha già diversi elementi a suffragare l'esistenza di questa persona?

 

Ha alcuni elementi, però non ne è certo. L'ideale sarebbe che Maria confessasse, magari dopo essere caduta in contraddizione. Flanagan sale sull'auto di Maria con la speranza di trovare qualcosa che rimandi con certezza (o quasi) a una sorella, che Maria nega di avere. Tieni conto che il viaggio a bordo dell'auto dura solo tre minuti, quindi il tenente ha poco tempo per trovare il "qualcosa". Maria era stata fermata mentre si aggirava vicino al luogo del delitto (c'è un morto) con una pistola, che aveva puntato contro i poliziotti minacciandoli di far fuoco (cosa che alla fine non fa).

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Difficile nascondere l'esistenza di una sorella a un poliziotto, sapendo che questi potrà controllare, se non immediatamente di certo nel giro di poco. Quindi suppongo sia una sorella biologica che però non risulta all'anagrafe... una persona che è stata tenuta nascosta alle autorità e/o fatta passare come figlia di altri genitori, o data per scomparsa in passato... io la vedrei così, ma ovviamente solo tu lo sai con certezza. In ogni caso, ammesso che sia come dico io, i dettagli rivelatori non potrebbero che fare riferimento a questo mistero del passato... scusami, sto costruendo un qualcosa che magari a te non serve, ma lo sto facendo solo perché ad essere sincero mi sembra poco credibile che un investigatore "tiri a indovinare" l'esistenza di una sorella quando gli basta fare un paio di telefonate per sincerarsene in maniera definitiva. Di solito l'attività deduttiva si concentra su quegli elementi difficili da provare, non su quelli alla portata di qualunque ricerca anagrafica o archivistica. Forse ci sono ulteriori dettagli che non ci hai descritto che rendono la tua richiesta più concreta, ma da quello che hai scritto purtroppo non mi pare che ci siano grandi spazi d'inventiva senza scivolare nel già visto o già letto... 

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@dyskolos i database non riguardano solo i malviventi. Basta essere fermati dalla stradale per entrarci. All'anagrafe dev'essere iscritta. Se invece è una sorella biologica chiaramente no, ma se vive con lei risulta comunque, ci sono anche i dati degli affittuari e la residenza.

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1 ora fa, Brutus ha scritto:

database non riguardano solo i malviventi. Basta essere fermati dalla stradale per entrarci.

 

Esatto, il problema è entrarci. Non ci sono solo malviventi, ma non tutti sono registrati in queste banche dati. Qualcuno ti ha mai preso il DNA? Sei mai stato fotosegnalato? Non credo. Quando la stradale mi ferma, mi chiede il classico "patente e libretto", non mi chiede altri dati. In ogni caso io sono certo di non essere in nessun database.

I database servono per il confronto: la polizia ti arresta (se c'è un motivo) e poi, per esempio, confronta il tuo DNA con quelli del database e così deduce se sei un parente del signor Tal de' Tali. Ma quest'ultimo deve essere nel database, altrimenti non serve a niente. Inoltre gli agenti che ti arrestano devono sapere come ricavare il tuo DNA; e comunque ci vogliono alcuni giorni, se va bene.

Se bastassero solo i database per risolvere i casi, allora tutti i criminologi sarebbero disoccupati, non ci sarebbe ragione di avere la polizia giudiziaria, i GIP non servirebbero più, ecc…

 

Ho letto che sei un giallista anche tu :sherlock::)

 

 

1 ora fa, Brutus ha scritto:

ma se vive con lei risulta comunque, ci sono anche i dati degli affittuari e la residenza.

 

Be' accogliendo un consiglio più sopra, le ho spostate e adesso non abitano più insieme. La sorella misteriosa vive all'estero.

 

 

3 ore fa, butch ha scritto:

Di solito l'attività deduttiva si concentra su quegli elementi difficili da provare, non su quelli alla portata di qualunque ricerca anagrafica o archivistica.

 

Giusto, tutto sommato trovare quella sorella aiuta, ma non è fondamentale. Nella mia storia, l'inchiesta si basa su altri indizi e altre deduzioni. Non sarà una che mente sulla sorella a fermare gli investigatori.

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Ma tu diresti a un poliziotto una cosa falsa sapendo che la tua bugia ha le ore contate e per di più con la certezza di essere da quel momento in poi un potenziale bugiardo (nella migliore delle ipotesi) o uno che ha da nascondere qualcosa (nella peggiore)? Perché basterebbe una telefonata ad un'amico all'anagrafe...

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2 ore fa, dyskolos ha scritto:

io sono certo di non essere in nessun database.

Off topic: tu non hai idea di quanti database abbiano registrato la tua "impronta" (informatica, di cittadini, di consumatore, di scrittore, di utente di WD, ...).

 È che  (1) non sono connessi fra loro è (2) hanno una prospettiva del tuo profilo ottenuta da angolazioni differenti per cui ricondurre tutto alla medesima entità anagrafica é complesso (ma sempre più facile anno dopo anno).

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@dyskolos

Se il tenente Flanagan conosce il nome della sorella di Maria, e magari anche il suo cognome (potrebbe averne un altro se adottata), potrebbe fingere di rispondere a una telefonata di un collega  che lo informa che questa sorella è stata fermata e condotta in centrale.

Naturalmente deve far finta di non voler dire il nome della sorella, di sforzarsi di non dirlo e infatti non lo dice.

Se il cognome della sorella è uguale a quello di Maria lui può far finta di dire al collega – Ah sì, sì. È lo stesso suo cognome infatti. Ben fatto.Tra poco sono da voi.

E osservare la reazione di Maria.

Oppure può dire – Ah! Nega anche lei di essere sua... Ah! Ma vedi te... Avete già fatto il tampone? (del DNA). Facciamo in fretta a farne un altro e sistemiamo tutto. Arrivo fra un po'.

E osservare come reagisce Maria.

 

 

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10 ore fa, butch ha scritto:

Ma tu diresti a un poliziotto una cosa falsa sapendo che la tua bugia ha le ore contate e per di più con la certezza di essere da quel momento in poi un potenziale bugiardo (nella migliore delle ipotesi) o uno che ha da nascondere qualcosa (nella peggiore)?

 

Io non lo farei mai anche perché conosco le conseguenze, ma non è detto che l mio personaggio le sappia. Ricordiamoci che è stata arrestata perché poco prima ha puntato la pistola contro la polizia, quindi se ne potrebbe dedurre che non abbia ben chiare le conseguenze dell'opporsi alla polizia.

Comunque forse vuoi dirmi che è inverosimile che una persona menta in quel modo alla polizia sapendo di mentire. Io infatti ho pensato di non farla mentire: semplicemente Flanagan non prende l'argomento. In questo senso, voglio accogliere il suggerimento, che mi è stato dato sopra, dell'Arbre Magique sull'auto. L'investigatore se lo fa consegnare e deduce qualcosa da una scritta a penna sull'alberello. Non è la "pistola fumante", ma è sempre un indizio forte a sfavore dell'arrestata.

 

 

8 ore fa, Gualduccig ha scritto:

tu non hai idea di quanti database abbiano registrato la tua "impronta" (informatica, di cittadini, di consumatore, di scrittore, di utente di WD, ...).

 

Ah, sì, su questo hai ragione, @Gualduccig Purtroppo è così.

Io mentre scrivevo avevo in mente un eventuale database utilizzabile dalla polizia giudiziaria per determinare dal nulla l'esistenza di un mio fratello.

 

 

 

8 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:

@dyskolos

Se il tenente Flanagan conosce il nome della sorella di Maria, e magari anche il suo cognome (potrebbe averne un altro se adottata), potrebbe fingere di rispondere a una telefonata di un collega  che lo informa che questa sorella è stata fermata e condotta in centrale.

Naturalmente deve far finta di non voler dire il nome della sorella, di sforzarsi di non dirlo e infatti non lo dice.

Se il cognome della sorella è uguale a quello di Maria lui può far finta di dire al collega – Ah sì, sì. È lo stesso suo cognome infatti. Ben fatto.Tra poco sono da voi.

E osservare la reazione di Maria.

Oppure può dire – Ah! Nega anche lei di essere sua... Ah! Ma vedi te... Avete già fatto il tampone? (del DNA). Facciamo in fretta a farne un altro e sistemiamo tutto. Arrivo fra un po'.

E osservare come reagisce Maria.

 

Ottimo suggerimento, grazie un milione:)

Forse non posso utilizzarlo nella storia corrente, ma in altre probabilmente sì, quindi farò tesoro del tuo commento.

Ci rifletterò, comunque.

 

 

@Brutus

Il tuo suggerimento mi può essere utile. Quindi che deve fare l'investigatore? Portare l'arrestata in centrale? E poi? Deve prelevare un capello (o un campione di saliva) dell'arrestata per un eventuale DNA?

Tieni conto che il mio investigatore vuole (o deve) risolvere il caso entro due giorni. Considera che la vicenda avviene di domenica.

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5 ore fa, dyskolos ha scritto:

 

Io non lo farei mai anche perché conosco le conseguenze, ma non è detto che l mio personaggio le sappia. Ricordiamoci che è stata arrestata perché poco prima ha puntato la pistola contro la polizia, quindi se ne potrebbe dedurre che non abbia ben chiare le conseguenze dell'opporsi alla polizia.

Comunque forse vuoi dirmi che è inverosimile che una persona menta in quel modo alla polizia sapendo di mentire. Io infatti ho pensato di non farla mentire: semplicemente Flanagan non prende l'argomento. In questo senso, voglio accogliere il suggerimento, che mi è stato dato sopra, dell'Arbre Magique sull'auto. L'investigatore se lo fa consegnare e deduce qualcosa da una scritta a penna sull'alberello. Non è la "pistola fumante", ma è sempre un indizio forte a sfavore dell'arrestata.

A meno che questa donna non abbia qualche grave problema comportamentale o cognitivo, non può non sapere che mentire alla Polizia può avere delle conseguenze estremamente negative. Sarebbe una licenza narrativa non plausibile e non giustificata, una di quelle cose che farebbero storcere il naso ai lettori. Io se incappassi in una leggerezza del genere in una trama gialla chiuderei il libro seduta stante, perché mi crollerebbe addosso tutto ciò che mi hai descritto fino a quel punto. Poi magari per curiosità lo riaprirei, ma sarei fortemente critico verso tutto quello che seguirebbe quel momento.

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3 minuti fa, butch ha scritto:

Io se incappassi in una leggerezza del genere in una trama gialla chiuderei il libro seduta stante

 

Credo anche io, @butch

Ho colto un lato critico della mia storia e per questo ne ho voluto parlare qui: avevo il sospetto di scrivere qualcosa di poco realistico. Alla fine ho deciso di evitare quella menzogna. In fondo c'è una cosa "grossa" di cui parlare durante il viaggio in macchina: la pistola. Il viaggio si conclude al commissariato: lì la polizia le sequestra l'arma in via cautelativa. Aggiungere anche la menzogna spudorata sulla sorella sarebbe stato troppo.

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@dyskolos per il DNA fai attenzione all'art.360 del Codice di Procedura Penale. Non è così facile per la polizia avere il permesso per effettuare il tampone salivare.

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8 minuti fa, Brutus ha scritto:

@dyskolos per il DNA fai attenzione all'art.360 del Codice di Procedura Penale. Non è così facile per la polizia avere il permesso per effettuare il tampone salivare.

 

Sì, infatti, il c.p.p. ormai è il mio compagno più fidato :)

Lo dicevo io tra me e me che è troppo macchinoso usare la tua idea nella mia storia, dove il mio investigatore deve risolvere il caso entro due giorni (tre a massimo). Casomai ne terrò conto per un prossimo giallo 

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@dyskolos Visto che le due sorelle vivono insieme nel furgoncino potrebbe esserci una bolletta con scritto l'indirizzo di Maria ma intestata ad un altro nome.

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Il 14/1/2020 alle 14:56, butch ha scritto:

non può non sapere che mentire alla Polizia può avere delle conseguenze estremamente negative

Eppure lo fanno, anche al giorno d'oggi. Non so, mi viene in mente la madre di Bossetti visto che parliamo di parentele, ma non solo. Praticamente tutti ci provano, indipendentemente da come andrà a finire.

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16 ore fa, Antares_ ha scritto:

Eppure lo fanno, anche al giorno d'oggi. Non so, mi viene in mente la madre di Bossetti visto che parliamo di parentele, ma non solo. Praticamente tutti ci provano, indipendentemente da come andrà a finire.

 

La signora Ester! :super:

Adesso è morta, però ha sbagliato. Se dici una bugia alla polizia, poi sei costretta a trovare una bugia più grossa per giustificare la prima. E così le è successo: si è addirittura inventata gravidanze a sua insaputa :) E poi finisci nella spirale o nel tunnel. Lei voleva nascondere la tresca con ll conducente dell'autobus, secondo me.

Il caso Yara Gambirasio è il più interessante degli ultimi 15 anni. Purtroppo ci è scappato il morto.

Prima c'era quello di Cogne. E anche lì ci è scappato il morto.

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Esatto, e tra l'altro in questi due casi c'è anche una probabile componente psicologica della bugia che diventa verità (per chi la dice), dei falsi ricordi ecc. Cosa che mi pare molto comune... 

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