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Poeta Zaza

Nascita di una madre

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commento ad altrui testo

 

 

Con la creatura
nasci tu, la madre,
in un vortice di gioia
e di emozione
e da subito
si annidano nel petto:
il latte della vita,
il sangue che ribolle
vittorioso,
la tigre preparata
a ogni battaglia,
la forza dell’eterno di un amore
che è collegato al battito
di un cuore.

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Il 8/1/2020 alle 22:33, Poeta Zaza ha scritto:

Con la creatura
nasci tu, la madre,
in un vortice di gioia
e di emozione
e da subito
si annidano nel petto:
il latte della vita,
il sangue che ribolle
vittorioso,
la tigre preparata
a ogni battaglia,
la forza dell’eterno di un amore
che è collegato al battito
di un cuore.

 

Questa poesia potremmo definirla "la caduta"? Questa è la tua prima poesia che mi lascia completamente indifferente. Il motivo non è (come si potrebbe pensare) il tema, forse distante per un uomo. Come al solito, analizziamo i dettagli: 

Il 8/1/2020 alle 22:33, Poeta Zaza ha scritto:

Con la creatura
nasci tu, la madre,
in un vortice di gioia
e di emozione
e da subito
si annidano nel petto:

 

"Vortice di gioia", "annidano nel petto": metafore assai superficiali e comuni. Tutte le persone che leggono le mie poesie e i miei commenti conoscono perfettamente il mio amore per la semplicità e, al contempo, il mio disprezzo per gli eccessi di artifici retorici che servono esclusivamente a gonfiarsi il petto dimostrando abilità poetiche che poi non c'entrano un cazzo con la poesia. Nonostante la piacevole semplicità, questa prima parte del tuo componimento è assai piatta, non scava nel profondo, fino al feto o allo scheletro, per intenderci. 

Il 8/1/2020 alle 22:33, Poeta Zaza ha scritto:

il latte della vita,
il sangue che ribolle
vittorioso,
la tigre preparata
a ogni battaglia,
la forza dell’eterno di un amore
che è collegato al battito
di un cuore.

 

Anche qui, dalla seconda parte in poi, non vi è alcuna "montagna russa" metaforica che ho sempre riscontrato nelle tue opere. Mancano quelle immagini soffuse, evanescenti, quel ritmo vorticoso che ti hanno sempre caratterizzato. Sicuramente, qui, non abbiamo quella mirabile abilità pittorica che ti ha sempre contraddistinto e che mi ha reso un tuo "fan" (permettimi questa orribile parola). "Latte della vita", "sangue che ribolle", "la tigre che battaglia", "la forza dell'eterno amore" ... sono immagini e significati così usuali che non rendono un sentimento puro, ma banale, comune. Ecco, per dirla tutta, in questa poesia non ho trovato la tua unicità, la tua diversità, la tua cifra stilistica. E' come un giocatore di grande talento con una giornata storta, che fa una partita al pari degli altri, magari non perché non ne ha voglia, magari non perché vuole uniformarsi, ma semplicemente perché oggi aveva i "piedi" di tutti gli altri bravi giocatori. A presto :) 

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1 ora fa, Stefano Verrengia ha scritto:

"Vortice di gioia", "annidano nel petto": metafore assai superficiali e comuni. Tutte le persone che leggono le mie poesie e i miei commenti conoscono perfettamente il mio amore per la semplicità e, al contempo, il mio disprezzo per gli eccessi di artifici retorici che servono esclusivamente a gonfiarsi il petto dimostrando abilità poetiche che poi non c'entrano un cazzo con la poesia. Nonostante la piacevole semplicità, questa prima parte del tuo componimento è assai piatta, non scava nel profondo, fino al feto o allo scheletro, per intenderci. 

@Stefano Verrengia  credo che questo passaggio del tuo commento sia confuso e sconveniente in punto. I commenti devono essere sinceri e tu certamente non manchi di schiettezza ma non possono scivolare in un linguaggio volgare. Questo può essere accettato all'interno del testo e se è il caso esiste una sezione over18, ma mai nei commenti che presuppongono un tono rispettoso e composto tra gli utenti.

1 ora fa, Stefano Verrengia ha scritto:

dimostrando abilità poetiche che poi non c'entrano un cazzo con la poesia.

Inoltre questa frase, oltre al termine fuoriluogo, è una contraddizione logica.

Di norma non mi intrometto mai nel contenuto dei commenti ma noto spesso che dietro il tuo esprimerti in modo diretto c'è una certa approssimazione, nonché la volontà di esprimere idee generali sulla scrittura (cosa lecita in sé, ma...) e di fare classifiche sulla produzione di un utente (cosa più delicata e su cui ti invito a fare attenzione).

La prima regola di un buon commento è la sua utilità, certo ognuno commenta in base ai suoi strumenti di analisi, ma spesso rivedo nei lavori che proponi gli aspetti che critichi nei tuoi commenti. Quindi per concludere ti invito a esprimere le tue analisi in modo più pacato e in qualche caso meglio argomentato, perché a volte il confine tra schiettezza e maleducazione può essere sottile e non tutti a riguardo hanno gli stessi parametri.

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Ciao @Poeta Zaza

Io non commento quasi mai le poesie, perché pur amando e leggendo poesia non mi ritengo un competente.  Il mio commento è molto semplice. Però questa poesia mi è piaciuta, mi dice cose che mi colpiscono, mi interessano, che condivido, che sento di poter amare.

Si parla di una madre? Ben venga che si parli ancora di madri nelle poesie.  Madri gioiose di aver dato alla luce un figlio addirittura! Gioia ed emozione di aver dato alla luce una creatura. Un istinto umano, ancestrale, unico. Ci vedo questo e siccome  lo condivido, lo amo.

Il latte materno, meraviglia delle meraviglie  che oggi  si vogliono cancellare! Il latte materno è la vita, rappresenta la vita, e il sangue ribolle vittorioso, oh sì: vittorioso per aver dato alla luce una vita. Quale orgoglio più grande, quale sensazione più alta e nobile di vittoria per una madre? La sensazione di vittoria che da la consapevolezza di far parte della Natura, di averla assecondata, condivisa, amata, non combattuta... La sensazione di avere ricevuto un dono, la facoltà di dare la vita, non per propria capacità personale, come se si dovesse produrre un manufatto consumistico di un certo livello, ma perché la Natura vuole, consente questo da sempre, senza frequentare corsi particolari, senza avere permessi speciali, almeno  quasi fino a  oggi, pur con tanti interrogativi e speriamo che si vada avanti...

La donna che ha dato alla luce un bambino può essere una tigre? Certamente sì. Deve esserlo.  Per difenderlo. Anche se spesso non basta per evitare che al bambino vengano fatte prendere altre strade da taluni adulti...

Cosa ne sanno taluni adulti della sensazione di aver sentito dentro il proprio corpo il battito di un cuore? Oh ma gli uomini non possono saperlo? E chi lo ha detto?

Quando morì mia madre io sentii qualcosa staccarsi dal mio petto in quel preciso momento. Non so cosa fosse. Una sensazione mai sentita, dolorosa, di distacco, ma un qualcosa che era sempre stata presente dentro  di me e che forse non faceva parte di me. Una sensazione che se qualcosa si era staccata, voleva dire che c'era, che era andata da qualche altra parte, una speranza di poterla raggiungere, un giorno.

Oh... sono  certamente andato oltre nel commento e sicuramente sono a livelli di interpretazione molto primitiva e mi scuso, ma ritengo che una poesia, se scritta con il cuore debba trasmettere sensazioni, emozioni e questo ha fatto in un vecchio orso come me.

Ho tralasciato l'eziologia interpretativa metapoetica di turno o di moda di questi  dimenticabili anni Venti che verranno e di ciò  non mi dolgo...

 

 

 

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