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Rhomer

[N2019-3A] Una serata Tipica

Post raccomandati

Macro-genere: Sentimentale
Traccia: Estraneità

 

 

                                                                                                                                                             Una serata Tipica

 

 

Col primo boccone non accade nulla, ma quando afferro il secondo mi becco la lezioncina, e solo perché ho osato chiamarlo sushi.

«Makizushi. È il termine che identifica il comune sushi arrotolato». Lo spiega puntandomi le bacchette. Poi con grazia ne prende uno e me lo mette di fronte agli occhi.

Si avvia quell'effetto a catena tipico di Lisa, fatto di argomenti a profusione apparentemente legati tra loro da un filo conduttore. In questo caso il tema prescelto è l'Anisakis, e mentre fa la maestra mi disegno sul volto quell'espressione che ha imparato a conoscere e rispettare, e che significa: non te l'ho chiesto.

Si blocca un attimo, nei suoi occhi blu osservo l'insistenza annegarvi poco alla volta. Infine desiste e mangia il... com'è che si chiamava? Makizushi, sì. Un altro termine made in Lisa che posso fare mio. Ti ringrazio, Lisa.

«Non ti sarai mica offesa, vero?»

Ha la bocca piena, mastica e scuote la testa, mi ricorda una scena da cartone animato, ma non so quale.

«Tranquilla, è normale. Non devi sforzarti, è più una questione di liberarsi, ecco». Sembro sempre un po' scemo quando le do consigli. Nell'istante in cui parlo mi domando come avrebbe formulato lei la frase.

Lisa va forte in queste cose: parole, argomenti, conoscenza in generale e via discorrendo.

«No, certo. Hai ragione, devo liberarmi, liberarmi, liberami». In realtà ripete per tre volte la parola emanciparmi, ma la traduco automaticamente.

Mi offre il suo sorriso, il solito sorriso strano tutto sbagliato. Un sorriso lezioso, affettato; sinonimi che mi ha insegnato lei la prima volta che me l'ha mostrato; volevo fare il romantico, approfittare di quel diastema che appariva quando schiudeva le labbra, e dirle che era carino. “Cioè... Non intendo solo lo spazio tra i denti, cioè, il tuo sorriso, ecco”, avevo detto.

Lei non aveva capito il complimento, più che altro si era fissata sui suoi incisivi centrali superiori, ma in compenso mi ero reso conto della presenza di una nota strana, stonata. Sorriso, sguardo, movimenti, tutto stonato. Tutto made in Lisa.

 

Il sushi è terminato da un po'. Il ristorante è un continuo tintinnare di bicchieri, di piatti, e di borbottii sommessi.

Lisa non parla, non resiste più. Lo capisco dalle posizioni stereotipate che assume. Ogni movimento è un'azione copiata da qualcuno che ha osservato, dalla scena di un film, o da chissà cos'altro. Si stiracchia e sembra imitare chi lo fa per davvero. Anche lo sguardo è meccanico; i suoi occhi si muovono circospetti, alla ricerca di schemi comportamentali, e sempre pronti a nascondersi dai miei.

«Se ti dà fastidio il rumore possiamo andarcene».

Silenzio.

«Non sarebbe mica un fallimento. Al Solstizio potrai...», mi guarda, in qualche modo sa già cosa sto per dire, «... emanciparti?».

Si alza furibonda ed esce dal ristorante. Pago il conto e la raggiungo. Poi, senza rivolgerci la parola, ci incamminiamo in direzione del Solstizio.

 

Bravo, l'hai trattata come un'aliena, penso. E mi chiedo anche se lei avrebbe compreso questo pensiero.

Lisa non va forte con queste cose: sarcasmo, ironia, e tutte quelle sfumature che si insinuano dietro le parole, dietro la logica nuda e cruda.

Ho imparato a privarmi del sarcasmo, me lo tengo per me. Mi tengo per me tutte quelle cose che possono dividerci.

Una volta ha detto che per i medici lei è semplicemente una neuroatipica, mentre per il resto del mondo è Sheldon Cooper . Poi mi ha chiesto chi fosse per me, e io le ho risposto che, tutt'al più, è la ragazza di Sheldon Cooper.

Complimenti, coglione, un vero genio!

Ovviamente non l'ha presa per niente bene, ma in compenso ho capito che, da quel momento, le parole avrebbero avuto un peso non indifferente.

 

«Sei ancora arrabbiata?»

Ha gli occhi puntati sul marciapiede. Non piange, non l'ho mai vista piangere.

«Vuoi davvero andarci? Non ti perdi nulla, anzi, il Solstizio è tra le peggiori discoteche. Gente che si muove strana, musica assordante... ».

Si ferma e sbotta: «Non è necessario che tu dica: “gente che si muove strana”. Comprendo bene che ballano, non sono oligofrenica. E ti rammento che ho fatto una promessa e, in quanto tale, intendo mantenerla».

Quando si arrabbia troppo si irrigidisce. Le braccia sono abbandonate lungo i fianchi, gambe e piedi uniti. È tutta un unico pezzo con la bocca che si agita impazzita. Gli occhi sempre che mi stanno a sondare, sembra che a loro non gliene importi un fico secco del sottoscritto, freddi e distaccati, come se stessero sempre a fare altro. Guardatemi e basta, non chiedo molto.

«Non devi dimostrarmi nulla, a me neanche piacciono quei posti», dico.

Riprende il cammino decisa.

Nessuna parola, sbagliata o meno. Solo il silenzio. Quel tipo di silenzio che si crea tra due persone troppo diverse. Mi dico che sono innamorato di una aliena, e mi sento in colpa. Me la figuro dentro la discoteca, che impazzisce. Adesso cammina come un soldato, ha lo sguardo determinato.

Da quando ha detto che non era mai stata in una discoteca non si è data pace, diceva che avevo fatto una faccia troppo sorpresa, troppo brutta.

Io non sono stato in tantissimi posti, le avevo detto, l'importante è essere se stessi e quelle cavolate lì. Ma lei voleva provare. Forse in quel posto ci vede una scappatoia; tutti i suoi più grandi mali raggruppati in un'unica sala: luci, urla, bassi a tutto spiano, confusione, e ancora luci, e ancora urla, bassi, confusione, tutto insieme, tutto sparato al massimo, un caos impossibile da analizzare e schematizzare.

Forse è questo ciò a cui sta pensando adesso, non lo so, ma questa è la sua serata, e così sarà.

 

Quando arriviamo alla meta notiamo che sono già tutti dentro. Da fuori, la musica techno è attutita dalle mura del locale e assume i contorni di quello che a me sembra un richiamo diabolico. Sarà per via di Lisa che, una volta all'entrata, infila il suo braccio attorno al mio. Sarà perché questi posti li odio e maledico il giorno in cui ne abbiamo parlato. Oppure ho semplicemente paura, paura di vergognarmi di lei.

«Forza, entriamo», dice Lisa.

Le porte si aprono e tutto ci investe. Il suo braccio diventa una morsa. In faccia è sconvolta; la bocca spalancata, gli occhi sgranati e impietriti. Per un attimo perdo il controllo e inizio a tremare. Non riesco a smettere di fissarla. Davanti a noi un caleidoscopio di luci strobo immortala corpi di fricchettoni impazziti che saltano, urlano, gioiscono, a tempo di musica.

Bum, bum, bum, Lisa osserva tutto questo, e io osservo lei.

Mi lascia il braccio e si porta le mani alle orecchie, dopodiché inizia una nenia che le ho visto fare una sola volta; quando, imbottigliati nel traffico, siamo stati travolti dal rumore dei clacson.

La-la-la-la-la-la-la.

L'impulso di prenderla per le braccia e scuoterla è forte, ma non lo faccio. Vedo solo una bambina che emette lallazioni, e ciò mi fa sorridere.

Poi, come per magia, i suoi occhi incontrano i miei, mi guardano per davvero. Il mio sorriso la calma, e le sue mani scendono.

Le apre e le chiude, come a voler raccogliere tutta quella luce invadente che la colpisce.

Passo dopo passo, i movimenti del corpo vanno a tempo di musica. Chiude gli occhi e, infine, si scatena. Con le mani inizia a graffiare l'aria, scoppio a ridere perché mi fa pensare a una sorta di marionetta.

Allora decido di buttarmi, ballo anch'io.

Intere ore ci passano davanti scandite dai bassi. Rimaniamo soli, nel nostro pianeta, senza alcun bisogno di comprenderci, liberi dagli schemi, dalle regole e, soprattutto, dalle persone attorno a noi. Tiene fisso lo sguardo su di me e capisco che non è cambiato niente, che sta ancora fingendo, e tutto questo lo fa per noi. Solo adesso mi è chiaro cos'è che guardano quegli occhi: un alieno.

«Certo che sei bravo a ballare», mi sussurra all'orecchio.

«Grazie».

«Era sarcasmo», aggiunge, con una strana intonazione, e sempre con quella risata sbagliata, tutta sua: made in Lisa.

 

 

 

 

 

 

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:) Eccomi da te, @Rhomer ,  nel ruolo autoinflitto  ;)  di CddS (Commentatrice degenere di Scrittopoli).

 

 

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

Col primo boccone non accade nulla, ma quando afferro il secondo mi becco la lezioncina, e solo perché ho osato chiamarlo sushi.

«Makizushi.

metterei in corsivo i termini stranieri.

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

 

È il termine che identifica il comune sushi arrotolato». Lo spiega puntandomi le bacchette. Poi con grazia ne prende uno e me lo mette di fronte agli occhi.

Si avvia quell'effetto a catena tipico di Lisa, fatto di argomenti a profusione apparentemente legati tra loro da un filo conduttore. In questo caso il tema prescelto è l'Anisakis, e mentre fa la maestra mi disegno sul volto quell'espressione che ha imparato a conoscere e rispettare, e che significa: non te l'ho chiesto.

Si blocca un attimo, nei suoi occhi blu osservo l'insistenza annegarvi poco alla volta. Infine desiste e mangia il... com'è che si chiamava? Makizushi, sì. Un altro termine made in Lisa che posso fare mio. Ti ringrazio, Lisa.

«Non ti sarai mica offesa, vero?»

Ha la bocca piena, mastica e scuote la testa,

punto e  virgola

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

mi ricorda una scena da cartone animato, ma non so quale.

«Tranquilla, è normale. Non devi sforzarti, è più una questione di liberarsi, ecco». Sembro sempre un po' scemo quando le do consigli. Nell'istante in cui parlo mi domando come avrebbe formulato lei la frase.

Lisa va forte in queste cose: parole, argomenti, conoscenza in generale e via discorrendo.

«No, certo. Hai ragione, devo liberarmi, liberarmi, liberami». In realtà ripete per tre volte la parola emanciparmi, ma la traduco automaticamente.

bella questa frase, dà l'idea del lavorio di comprensione dell'altra metà della coppia

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

Mi offre il suo sorriso, il solito sorriso strano tutto sbagliato. Un sorriso lezioso, affettato; sinonimi che mi ha insegnato lei la prima volta che me l'ha mostrato; volevo fare il romantico, approfittare di quel diastema che appariva quando schiudeva le labbra, e dirle che era carino. “Cioè... Non intendo solo lo spazio tra i denti, cioè, il tuo sorriso, ecco”, avevo detto.

Lei non aveva capito il complimento, più che altro si era fissata sui suoi incisivi centrali superiori, ma in compenso mi ero reso conto della presenza di una nota strana, stonata. Sorriso, sguardo, movimenti,

forse meglio i due punti

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

tutto stonato. Tutto made in Lisa.

piaciuto

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

Si alza furibonda ed esce dal ristorante. Pago il conto e la raggiungo. Poi, senza rivolgerci la parola, ci incamminiamo in direzione del Solstizio.

Solstizio in corsivo o tra virgolette, visto che è il nome di una discoteca, come dirai dopo.

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

Complimenti, coglione, un vero genio!

Questa frase sopra la metterei tra parentesi, intendendola come una riflessione interiore.

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

Ovviamente non l'ha presa per niente bene, ma in compenso ho capito che, da quel momento, le parole

tra di noi

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

avrebbero avuto un peso non indifferente.

 

«Sei ancora arrabbiata?»

 

Quando arriviamo alla meta

virgola

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

notiamo che sono già tutti dentro. Da fuori, la musica techno è attutita dalle mura del locale e assume i contorni di quello che a me sembra un richiamo diabolico. Sarà per via di Lisa che, una volta all'entrata, infila il suo braccio attorno al mio. Sarà perché questi posti li odio e maledico il giorno in cui ne abbiamo parlato. Oppure ho semplicemente paura, paura di vergognarmi di lei.

«Forza, entriamo», dice Lisa.

Le porte si aprono e tutto ci investe. Il suo braccio diventa una morsa. In faccia è sconvolta; la bocca spalancata, gli occhi sgranati e impietriti. Per un attimo perdo il controllo e inizio a tremare. Non riesco a smettere di fissarla. Davanti a noi un caleidoscopio di luci strobo

stroboscopica

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

 

immortala corpi di fricchettoni impazziti che saltano, urlano, gioiscono, a tempo di musica.

 

Le apre e le chiude, come a voler raccogliere tutta quella luce invadente che la colpisce.

altra bella immagine

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

Intere ore ci passano davanti scandite dai bassi. Rimaniamo soli, nel nostro pianeta, senza alcun bisogno di comprenderci,

meglio un punto e virgola

3 minuti fa, Rhomer ha scritto:

liberi dagli schemi, dalle regole e, soprattutto, dalle persone attorno a noi. Tiene fisso lo sguardo su di me e capisco che non è cambiato niente, che sta ancora fingendo, e tutto questo lo fa per noi. Solo adesso mi è chiaro cos'è che guardano quegli occhi: un alieno.

«Certo che sei bravo a ballare», mi sussurra all'orecchio.

«Grazie».

«Era sarcasmo», aggiunge, con una strana intonazione, e sempre con quella risata sbagliata, tutta sua: made in Lisa.

 

 

Chissà, con quell'ultima battuta, Lisa è sulla via della guarigione, sembrerebbe di capire... Un'aliena immigrata e naturalizzata. Forse ;)

 

Una bella prova, Rhomer, anche col genere sentimentale e alle prese con una donna "sui generis". (y)

 

 

CddS  Zaza  :saltello:

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Che piccolo, ma intenso, spaccato di vita quotidiana. Molto divertente la visione di questo appuntamento dal punto di vista maschile e vi vedo che "traducete" i termini che usiamo ^O^

11 ore fa, Rhomer ha scritto:

«No, certo. Hai ragione, devo liberarmi, liberarmi, liberami». In realtà ripete per tre volte la parola emanciparmi, ma la traduco automaticamente.

Mi hai fatto sorridere! :)

 

11 ore fa, Rhomer ha scritto:

Gli occhi sempre che mi stanno a sondare,

Trovo questa frase un po' contorta, l'unica in questo bel testo fluido.

 

11 ore fa, Rhomer ha scritto:

Mi dico che sono innamorato di una aliena,

Piccola segnalazione per apostrofo mancante.

 

Mi piace molto l'uso che fai di certe parole e ne ho imparata una nuova che non conoscevo: 

11 ore fa, Rhomer ha scritto:

diastema

Inizialmente ho pensato che fosse troppo tecnica, derivando dall'ambiente medico, poi invece l'ho rivalutata e trovo che nel tuo svolgimento ci stia benissimo :)

 

11 ore fa, Rhomer ha scritto:

In questo caso il tema prescelto è l'Anisakis

Quando ho letto questa frase mi sono scompisciata. Io e mio marito apprezziamo molto la cucina giapponese (siamo anche stati in Giappone, mangiando il "vero" sushi ^^) e la scena da te descritta mi ha ricordato una cena con una coppia di amici che volevano provare quel cibo per la prima volta. Lei è un po' fissata coi germi e inizia una disquisizione su questo verme parassita dei pesci. Vi dico solo che un gruppo di quattro persone dietro di noi se ne è andato e un'altra coppia nel tavolino di fianco al nostro ci guardava con occhi assassini ^O^

 

Complimenti per essere riuscito con naturalezza e garbo a raccontare questa scena.

 

FiammaBlu

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Ciao @Rhomer, mi è piaciuto. Ho capito dove volessi andare a parare solo al 

22 ore fa, Rhomer ha scritto:

Lisa non parla, non resiste più. Lo capisco dalle posizioni stereotipate che assume. Ogni movimento è un'azione copiata da qualcuno che ha osservato, dalla scena di un film, o da chissà cos'altro. Si stiracchia e sembra imitare chi lo fa per davvero.

Che mi è piaciuto molto, perché rende bene il modo di interiorizzare la realtà di una persona sullo spettro autistico. 
 

22 ore fa, Rhomer ha scritto:

Certo che sei bravo a ballare», mi sussurra all'orecchio.

«Grazie».

«Era sarcasmo», aggiunge, con una strana intonazione, e sempre con quella risata sbagliata, tutta sua: made in Lisa.

Anche il finale, col rovesciamento di chi deve spiegare la realtà a chi, è bello. 
 

Bravo, mi sembra tu abbia messo in campo un’ottima sensibilità. 
 

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Ciao e complimenti, te la sei cavata benissimo anche col sentimentale! Mi piace molto come hai caratterizzato i protagonisti e il loro rapporto particolare (anche se poi ogni coppia è particolare a suo modo) un po' alla volta. Non sono un'esperta, ma secondo me hai reso molto bene i problemi di lei attraverso le sue piccole manie, i dettagli del suo modo di parlare e di comportarsi, anche per chi non conosce il personaggio di Sheldon (che io adoro). Hai reso altrettanto bene il modo in cui lui cerca di adattarsi e venirle incontro senza offenderla.

 

Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

Si blocca un attimo, nei suoi occhi blu osservo l'insistenza annegarvi poco alla volta

La frase mi piace molto, forse per questo mi ci sono soffermata. A me suona meglio. "nei suoi occhi blu osservo l'insistenza annegare poco alla volta" (per non ripetere la preposizione di luogo). Ma è proprio l'unica cosa che cambierei.

Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

approfittare di quel diastema

ho imparato anche una parola che non sapevo:D Purtroppo mi sa che la userò poco perché troppo scientifica, ma in questo contesto ci sta bene. Bello comunque tutto questo pezzo, in cui si mostrano le difficoltà di comprensione tra i due (lui vuol dire una cosa carina e lei la fraintende)

Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

Solo adesso mi è chiaro cos'è che guardano quegli occhi: un alieno.

Molto bello il finale, con un tocco filosofico, che ci ricorda come tutto dipenda dai punti di vista e che la "normalità" non esiste

Insomma una storia d'amore molto dolce e scritta davvero benissimo. Piaciuto molto(y)

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Mi è piaciuto molto questo racconto, e leggendolo non ho potuto fare a meno di pensare a un personaggio della serie Elementary, una ragazza che in un paio di stagioni ha una storia con Sherlock Holmes... non so se lo hai mai visto!

 

Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

«Era sarcasmo», aggiunge,

Citazione DOC di BBT, questa! :D

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@Silverwillow @Bango Skank grazie per essere passati, mi fa piacere sapere che il racconto vi sia piaciuto!

 

4 ore fa, Silverwillow ha scritto:
Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

Si blocca un attimo, nei suoi occhi blu osservo l'insistenza annegarvi poco alla volta

La frase mi piace molto, forse per questo mi ci sono soffermata. A me suona meglio. "nei suoi occhi blu osservo l'insistenza annegare poco alla volta" (per non ripetere la preposizione di luogo). Ma è proprio l'unica cosa che cambierei.

Sì, effettivamente suona meglio (

 

2 ore fa, Bango Skank ha scritto:

leggendolo non ho potuto fare a meno di pensare a un personaggio della serie Elementary, una ragazza che in un paio di stagioni ha una storia con Sherlock Holmes... non so se lo hai mai visto!

Purtroppo no, ci sono così tante serie che mi ci perdo! Vedrò di buttarci un occhio un giorno di questi. 

 

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ciao @Rhomer, annuncio subito, visto che siamo amorevolmente e amichevolmente "nemici" nel contest, per rapidità di post m'hai rubato l'idea! 

Volevo sviluppare anche io una storia sentimentale che avesse come fulcro una relazione con uno dei due che fosse la versione maschile o femminile di Sheldon Cooper ma...mi tolgo il cappello e non solo mi appresto a commentare ma ti faccio i complimenti per come hai trattato il tema, con estrema delicatezza e attenzione senza mai veramente dire di che tipo di sindrome, tic, "malattia" stai trattando.

Mi è piaciuto molto, a livello di forma non ho nulla da segnalare perchè mi pare di non aver riscontrato errori; a livello di contenuto devo dire che mi ha divertito particolarmente l'uso che hai fatto della boa, come discoteca in cui potersi sfogare. 

Il genere sentimentale è sviluppato molto bene, dando attenzione sia all'affetto che lui (la voce narrante) ha per lei, sia al carattere di lei, di cui ho apprezzato tantissimo l'uso dell'ironia finale.

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21 ore fa, Marty12 ha scritto:

annuncio subito, visto che siamo amorevolmente e amichevolmente "nemici" nel contest, per rapidità di post m'hai rubato l'idea! 

Volevo sviluppare anche io una storia sentimentale che avesse come fulcro una relazione con uno dei due che fosse la versione maschile o femminile di Sheldon Cooper ma...mi tolgo il cappello e non solo mi appresto a commentare ma ti faccio i complimenti per come hai trattato il tema, con estrema delicatezza e attenzione senza mai veramente dire di che tipo di sindrome, tic, "malattia" stai trattando.

Ciao, @Marty12 . Ti ringrazio per le belle parole. In qualche modo mi spiace che, alla fine, tu abbia scelto di cambiare la tematica del tuo racconto, non mi sarebbe dispiaciuto affatto leggere una storia col medesimo tema.

Poco male comunque, visto che l'alternativa da te adoperata è risultata essere altrettanto interessante (e anche più rischiosa, oserei dire). 

Comunque, sono davvero contento che il racconto ti sia piaciuto. A rileggerci. (

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Ciao @Rhomer...

 

Non sono certo di aver capito se nel racconto ci sono interpretazioni nascoste che non ho capito, ma comunque ti dirò che il tutto mi è piaciuto leggendolo appunto come una storia d'amore avversata dalle quotidiane difficoltà di una dura malattia.

 

Secondo me è ben scritto: ottimi i personaggi soprattutto nel loro rapporto e scambi di battute.

Bella l'atmosfera, funzionale la trama. Importante il contenuto.

 

Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

erale e via discorrendo.

«No, certo. Hai ragione, devo liberarmi, liberarmi, liberami». In realtà ripete per tre volte la parola emanciparmi, ma la traduco automaticamente.

Dunque l'ultimo "liberami" è un refuso (manca una erre)?

 

Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

Un sorriso lezioso, affettato; sinonimi che mi ha insegnato lei la prima volta che me l'ha mostrato; volevo fare il romantico, approfittare di quel diastema che appariva quando schiudeva le labbra, e dirle 

Non mi convince troppo il verbo "insegnare" dei sinonimi a una persona che dice "diastema"... L'insegnamento c'è nel senso che lei gli insegna "come definire" il suo sorriso, ma scritto così può dare l'impressione che gli arricchisca il vocabolario in generale... Forse vedrei se si può dire lo stesso concetto in maniera diversa.

 

Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

immortala corpi di fricchettoni impazziti che saltano, urlano, gioiscono, a tempo di musica.

Non ci vedo molto bene i "fricchettoni' come i classici frequentatori di discoteche... anche se non sono un esperto in merito.

 

Un bel racconto, bravo!

(y)

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Ciao, @AndC , e grazie per essere passato.

 

17 minuti fa, AndC ha scritto:

Non sono certo di aver capito se nel racconto ci sono interpretazioni nascoste che non ho capito, ma comunque ti dirò che il tutto mi è piaciuto leggendolo appunto come una storia d'amore avversata dalle quotidiane difficoltà di una dura malattia.

Nessuna interpretazione nascosta e nessuna malattia. (

Diciamo che Lisa ha una forma lieve di autismo (nello specifico ho immaginato più la sindrome di Asperger). Ma ciò comunque non cambia il senso della storia per come, in generale, l'hai interpretata tu, va comunque bene.

 

21 minuti fa, AndC ha scritto:
Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

erale e via discorrendo.

 «No, certo. Hai ragione, devo liberarmi, liberarmi, liberami». In realtà ripete per tre volte la parola emanciparmi, ma la traduco automaticamente.

Dunque l'ultimo "liberami" è un refuso (manca una erre)?

Oh, che occhio di falco! Grazie, mi era proprio sfuggito. 

 

21 minuti fa, AndC ha scritto:
Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

Un sorriso lezioso, affettato; sinonimi che mi ha insegnato lei la prima volta che me l'ha mostrato; volevo fare il romantico, approfittare di quel diastema che appariva quando schiudeva le labbra, e dirle 

Non mi convince troppo il verbo "insegnare" dei sinonimi a una persona che dice "diastema"... L'insegnamento c'è nel senso che lei gli insegna "come definire" il suo sorriso, ma scritto così può dare l'impressione che gli arricchisca il vocabolario in generale... Forse vedrei se si può dire lo stesso concetto in maniera diversa.

In questo caso c'entra di nuovo l'Asperger; molto spesso chi ha la sindrome di Asperger tende ad avere un vocabolario molto ricco e sofisticato. Dunque sì, si potrebbe dire benissimo che, inevitabilmente, Lisa finisca per insegnargli svariati termini. Per quanto riguarda la parola "diastema", francamente non mi sono posto il problema, dopotutto qualche termine "complicato o tecnico" dovrà pur conoscerlo anche lui... (

 

26 minuti fa, AndC ha scritto:
Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

immortala corpi di fricchettoni impazziti che saltano, urlano, gioiscono, a tempo di musica.

 Non ci vedo molto bene i "fricchettoni' come i classici frequentatori di discoteche... anche se non sono un esperto in merito.

la scelta del termine è dipeso unicamente dal tipo di discoteca: dove si suona la musica techno. Ma, ti dirò, non è che io sia un esperto in materia, dunque potresti aver ragione tu. (

 

30 minuti fa, AndC ha scritto:

Un bel racconto, bravo!

Ti ringrazio, sia per gli apprezzamenti che per le annotazioni.

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Non ho ancora cominciato a commentare e, tra l’altro, sei nel mio girone e non posso votarti, ma te lo dovevo dire: sei riuscito a farmi amare, e senza riserve, un racconto assolutamente rosa, né parodico, né trasgressivo, né umoristico... il racconto di una storia d’amore. Mannaggia a te, alla mia età mi fai sentire romantica :lol:

Bravo, @Rhomer che altro ti potrei dire? 

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11 ore fa, Befana Profana ha scritto:

Non ho ancora cominciato a commentare e, tra l’altro, sei nel mio girone e non posso votarti, ma te lo dovevo dire: sei riuscito a farmi amare, e senza riserve, un racconto assolutamente rosa, né parodico, né trasgressivo, né umoristico... il racconto di una storia d’amore. Mannaggia a te, alla mia età mi fai sentire romantica :lol:

Bravo, @Rhomer che altro ti potrei dire? 

E cosa potrei dire io se non grazie? Il macro-genere sentimentale mi preoccupava non poco, dunque leggere un riscontro come il tuo non può che rendermi felice. Grazie mille per essere passata, @Befana Profana  (

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Allora...  Tu scrivi molto bene, te l'ho già detto e lo confermo anche dopo aver letto questo racconto. 

Però qui devo farti una critica, che spero accetterai di buon grado :bandiera:; a mio modestissimo avviso hai commesso un errore imperdonabile, questo: 

Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

Una volta ha detto che per i medici lei è semplicemente una neuroatipica, mentre per il resto del mondo è Sheldon Cooper . Poi mi ha chiesto chi fosse per me, e io le ho risposto che, tutt'al più, è la ragazza di Sheldon Cooper.

Complimenti, coglione, un vero genio!

Ovviamente non l'ha presa per niente bene, ma in compenso ho capito che, da quel momento, le parole avrebbero avuto un peso non indifferente.

Qui mi hai tagliato fuori dal racconto.

Io non so chi sia questo personaggio, immagino il protagonista di una qualche serie tv.  E però io non lo conosco: tu da questo momento in poi scrivi soltanto per chi ha visto la serie (o forse un film, chissà?) ed escludi chiunque non sia parte di quel mondo.  È un peccato, perché il racconto stava funzionando bene e avrebbe continuato a farlo senza questa improvvida citazione.  Da questo punto in poi per me è come se autore e personaggi stessero ammiccando tra loro alle mie spalle e non riesco più a godermi la lettura.

Sheldon Cooper, chiunque egli sia, non è Garibaldi, Maradona o Don Chisciotte, personaggi realmente esistiti, esistenti o solo letterari che però sono conosciuti universalmente; Sheldon Cooper per me è un illustre sconosciuto e non ho alcun desiderio di andarmi a documentare per scoprire chi sia.  

Se in futuro revisionerai il racconto, prendi quelle due righe e buttale nel cestino.  Ti rimarrà un gran bel racconto, ben scritto e con dei personaggi altrettanto ben caratterizzati.  Chi conosce il personaggio e la serie troverà dei piacevoli riscontri (uh, guarda, questo è un chiaro riferimento a...), chi ne è del tutto ignaro se lo godrà in pace, senza provare quella spiacevole sensazione di essere al centro di una comitiva in cui tutti parlano di fatti di cui lui non è al corrente.

Il racconto merita, salvalo ;).

Mi perdonerai? Spero di sì.

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@Marcello ciao. Grazie per essere passato. Credo ci sia stato un fraintendimento, proverò dunque a chiarire il tutto ( :

 

8 ore fa, Marcello ha scritto:
Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

Una volta ha detto che per i medici lei è semplicemente una neuroatipica, mentre per il resto del mondo è Sheldon Cooper . Poi mi ha chiesto chi fosse per me, e io le ho risposto che, tutt'al più, è la ragazza di Sheldon Cooper.

Complimenti, coglione, un vero genio!

Ovviamente non l'ha presa per niente bene, ma in compenso ho capito che, da quel momento, le parole avrebbero avuto un peso non indifferente.

Qui mi hai tagliato fuori dal racconto.

Io non so chi sia questo personaggio, immagino il protagonista di una qualche serie tv.  E però io non lo conosco: tu da questo momento in poi scrivi soltanto per chi ha visto la serie (o forse un film, chissà?) ed escludi chiunque non sia parte di quel mondo.

 No, no, la questione Sheldon Cooper si chiude proprio nel momento in cui viene aperta. Assume unicamente la funzione di battuta, nulla di più. 

Quando ho scritto questa storia la mia intenzione era proprio quella di cercare di non tagliare fuori nessuno, perché, magari, non tutti conoscono molte delle caratteristiche dello spettro autistico. Dunque, detto ciò, io credo che tu ti sia concentrato più sulla battuta che sull'informazione vera e propria che sarebbe il: "neuroatipica".

Non c'è assolutamente nessun legame con la serie in questione, quella è solo una citazione per strappare un sorriso, nulla di più.

 

8 ore fa, Marcello ha scritto:

Se in futuro revisionerai il racconto, prendi quelle due righe e buttale nel cestino.

Dunque no, non mi sembra il caso, perdonami (

 

8 ore fa, Marcello ha scritto:

Il racconto merita, salvalo ;).

Mi perdonerai? Spero di sì.

Ti ringrazio, e non hai nulla da farti perdonare, figurati. Anzi, ti ringrazio per la sincerità e avermi dato la possibilità di far chiarezza sulla questione. (

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11 minuti fa, Rhomer ha scritto:

Ti ringrazio, e non hai nulla da farti perdonare, figurati. Anzi, ti ringrazio per la sincerità e avermi dato la possibilità di far chiarezza sulla questione.

:rosa:e io ti chiedo scusa se ho frainteso i tuoi intenti; non potendo per ovvie ragioni apprezzare la battuta, da quel momento in poi ho pensato che ogni descrizione del comportamento dei due personaggi facesse riferimento a episodi della serie e non sono più riuscito a sentirmi "dentro" al racconto, che invece mi aveva preso fino a quel momento.  Limite mio, sicuramente, me ne dispiace :(.

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Ciao @Rhomer. Commento lampo. Sai scrivere. Punto. Questo ormai lo abbiamo capito. Anche io mi sono sentito un po' tagliato fuori da riferimenti che non ho colto, tienilo presente come feedback al di là delle tue intenzioni. Per il resto il racconto mi è piaciuto molto, sei davvero bravo.

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Ti ringrazio, @Edu . Le tue parole mi lusingano.

3 ore fa, Edu ha scritto:

Anche io mi sono sentito un po' tagliato fuori da riferimenti che non ho colto, tienilo presente come feedback al di là delle tue intenzioni.

E siamo a due... 'Sto povero Sheldon Cooper mi sta creando un bel po' di problemi (

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Ciao @Rhomer, bentrovato! Ormai è assodato che il tuo stile mi piace molto e in questo racconto non sei da meno. Ben caratterizzati i personaggi e le dinamiche della coppia. Mi hai fatto sorridere in più riprese senza mai annoiarmi, anzi. Ti ho letto con grande interesse. Come un primo approccio al genere romance te la sei cavata piuttosto bene. Per quel che mi riguarda la prova è stata superata con profitto! Bravo!

3 ore fa, Rhomer ha scritto:

E siamo a due... 'Sto povero Sheldon Cooper mi sta creando un bel po' di problemi (

Facciamo tre, va'. Mai visto The Big Bang Theory. :D Ammetto candidamente di essere andata su google, ma non ce l'ho per questo con te. Il racconto mi è piaciuto così tanto che sono pronta a chiudere un occhio. ;) 

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Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

Davanti a noi un caleidoscopio di luci strobo immortala corpi di fricchettoni impazziti che saltano, urlano, gioiscono, a tempo di musica.

Da quando i fricchettoni ballano techno? 

 

Riguardo le citazioni di TBBT, suggerisco di togliere quella palese e lasciare quelle meno esplicite. Per due motivi:

1) più un racconto è "per tutti", meglio è. Chi conosce la serie se le godrà lo stesso, gli altri non si sentiranno tagliati fuori

2) l'idea di parlare di neurodiversità in modo leggero è molto bella, ma riferimenti espliciti personaggi che (per quanto siano simpatici) sono macchiettistici, secondo me inflaziona un po' il racconto.

 

@Rhomer, mi piace sempre leggerti e direi che vai forte anche con il sentimentale. 

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@Emy @mercy Grazie a voi per essere passate e per gli apprezzamenti.

 

7 minuti fa, mercy ha scritto:

1) più un racconto è "per tutti", meglio è

Non sono d'accordo. Sarebbe l'ideale da un punto di vista "commerciale", ma a me queste "regole" non piacciono, non quelle che minano le intenzioni dell'autore quantomeno. Per me la scrittura è un hobby e smetterei del tutto di scrivere se pensassi di farlo per gli altri; in primis io intrattengo me stesso. Ora, ciò non vuol dire che non faccio tesoro del parere altrui, anzi, in questo posto ciò che più mi piace è proprio il fatto che posso "crescere" grazie ai vostri feedback. Ma, come spesso di suol dire, prendo ciò che è utile per me, per ciò che voglio scrivere, e migliorarmi dunque in tal senso.

 

14 minuti fa, mercy ha scritto:

l'idea di parlare di neurodiversità in modo leggero è molto bella, ma riferimenti espliciti personaggi che (per quanto siano simpatici) sono macchiettistici, secondo me inflaziona un po' il racconto.

Sono d'accordo, ma il punto è che la "citazione" (perché è una, mica ce n'è altre...) è più una battuta/critica:

 

Il 8/1/2020 alle 21:21, Rhomer ha scritto:

Una volta ha detto che per i medici lei è semplicemente una neuroatipica, mentre per il resto del mondo è Sheldon Cooper . Poi mi ha chiesto chi fosse per me, e io le ho risposto che, tutt'al più, è la ragazza di Sheldon Cooper.

Complimenti, coglione, un vero genio!

Lei è appunto infastidita dal fatto che il resto del modo la associ a una figura macchiettistica... Dunque, paradossalmente, questo concetto offre la medesima critica da te esposta.

 

20 minuti fa, mercy ha scritto:

mi piace sempre leggerti e direi che vai forte anche con il sentimentale. 

Ti ringrazio, come ho già detto prima non è esattamente il mio genere. Dunque il tuo apprezzamento mi rende molto felice.

 

Alla prossima!

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Ciao @Rhomer, il genere sentimentale è centrato in pieno e ti faccio i miei complimenti per il tuo stile di scrittura che mi piace molto. :) Mi sono persa nella citazione perché non seguo la serie e che ho creduto per qualche istante che da quel momento buona parte del racconto si rivolgesse a chi la conosce che senz'altro ne ha apprezzato l'omaggio. Quanto ti ho detto non smonta minimamente il fatto che penso che tu abbia scritto un' ottima storia non fraintendermi, ma come ti hanno già detto penso anche io che un racconto dovrebbe essere fruibile a tutti. Ho compreso anche il tuo punto di vista, sul fatto che scrivi in primis per te stesso e questo è condivisibile, ma ecco ci tenevo a essere sincera e a dirti la sensazione di leggero smarrimento che avevo a tratti provato. Tornando alla storia, ottimamente caratterizzati i personaggi e la loro relazione :) 

A rileggerti! 

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Racconto apprezzatissimo :) Da mente contorta quale sono, all'inizio mi chiedevo se la ragazza fosse davvero un robot o un alieno, vista la traccia e l'uso frequente del verbo "emanciparsi", che mi ha fatto quasi pensare a un momento di emancipazione del robot dal padrone (?). Ma sono sempre rimasta nel dubbio, e il dubbio è bello perché ti fa venire voglia di proseguire la lettura fino a comprendere la verità, che hai dispiegato a poco a poco, brillantemente.

 

Quota

 mi disegno sul volto quell'espressione che ha imparato a conoscere e rispettare, e che significa: non te l'ho chiesto.

:D

 

Ci sono molti aspetti che mi sono piaciuti nel racconto: il "made in Lisa" per definire, senza termini ultrascientifici e depersonalizzanti, i tratti diversi in questa ragazza, l'incredibile capacità del protagonista di dire sempre la cosa sbagliata (la ragazza di Sheldon Cooper :asd: ), il "sarcasmo", il modo in cui i due si studiano e cercano di capirsi fino a formare poi un loro "pianeta" nel piccolo cosmo della discoteca.

Sono due personaggi che mi piacerebbe reincontrare in altri racconti :)

 

Consigli non ne ho, il racconto mi è piaciuto così com'è. Prendilo come un enoooorme complimento, perché di solito sono una rompiscatole!

Ah, bugia, un consiglio ce l'ho: hai mai visto la serie Tv Atypical?

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1 ora fa, Lizz ha scritto:

Da mente contorta quale sono, all'inizio mi chiedevo se la ragazza fosse davvero un robot o un alieno

Non sarebbe stata male come idea (

 

Ciao, @Lizz , e grazie per essere passata e per gli apprezzamenti. Il mio obiettivo principale era soprattutto quello di rendere credibili i due personaggi, dunque mi fa piacere sapere che siano risultati tali e, in qualche modo, divertenti. 

 

1 ora fa, Lizz ha scritto:

hai mai visto la serie Tv Atypical?

Oh! Finalmente qualcuno che la cita. Sì, l'ho vista (anche se devo ancora recuperare la terza stagione), la trovo molto divertente, semplice e ben curata. Altro che Sheldon Cooper... 

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5 ore fa, Rhomer ha scritto:

Finalmente qualcuno che la cita. Sì, l'ho vista (anche se devo ancora recuperare la terza stagione), la trovo molto divertente, semplice e ben curata. Altro che Sheldon Cooper...

E' stupenda :D Proprio come il tuo racconto, mixa un umorismo intelligente e non stereotipato a una buona analisi sociale. 

Credo di aver binge-ato due stagioni in un paio di giorni! E' uscita anche la terza? :ballo: 

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@Rhomer bel racconto, originale come il Made in Lisa, che suggerisce la singolarità del personaggio. Trama scorrevole e ben congegnata, una serata atipica davvero, dove atipici – per accoppiata – sono i personaggi. Riesci a mostrarceli nell'intento di compiacersi l'un l'altro sbagliando di certo le battute (soprattutto lui)

Non mi quota le frasi, cavolo.

Insomma lui si rende conto di sbagliarne una dietro l'altra, d'altronde, chi sia più alieno di tutt'e due resta da vedere.

Ogni scena è descritta permettendo al lettore di seguire la storia scoprendo a mano a mano le due personalità. 

Il made in Lisa rimane il fiore all'occhiello del racconto. Bravo.

 

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