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Exairesi

Solitudine gemella

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Solitudine gemella, nella notte piove

Gocce d'ombra sul letto disfatto

E tempi passi parole di neve

Pioviamo noi - dal corpo il contatto.

La pelle è un velo che ci trattiene

Lo sai lo so - nessuno capisce 

Stordiamoci fino all'oblio - per bene

Via dal tempo che violento ci colpisce.

Via dalla testa giù nel corpo e oltre

Accortocciamoci nell'ombra della notte

Là nel buio delle cose più sinistre

Sfuggiamo a un'altro giorno che ci inghiotte

E a quel girare della vita così triste.

 

Di noi niente rimane nell'ombra

E negli occhi è il confine che sfuma

Dentro al buio non siamo che membra

Ammasso di carne e riflesso di luna.

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@Exairesi  bentrovata.

 

Ho avvertito in questa poesia un incedere potente dato da un uso molto parsimonioso della punteggiatura, bilanciato da l'uso di incisi (in cui ti confermi molto brava) e in un caso con un lavoro interessante sull'allitterazione:

Il 7/1/2020 alle 02:31, Exairesi ha scritto:

E tempi passi parole di neve

Pioviamo noi

Passaggio di grande forza.

 

Il 7/1/2020 alle 02:31, Exairesi ha scritto:

Accortocciamoci nell'ombra della notte

La poesia tira il fiato e incede come un torrente ma qui avverto un inciampo.

 

Una riflessione notturna, un dialogo con la luna. Potrebbe essere un tema poco originale ma il passo energico dà una sensazione di freschezza a tutto i componimento. Quindi va rimarcato un buon lavoro sulla forma, hai fatto tuo un tema tipico utilizzando la tua voce poetica.

Altro aspetto su cui riflettere è l'uso delle figure retoriche che puntellano la solidità del componimento, a iniziare dall'ossimoro del titolo e dell'apertura. Quel "noi" con cui chiami la solitudine lungo il componimento. La solitudine gemella del poeta e durante lo svolgimento diviene un noi che ingloba il lettore. La poesia si fa confidenza, dialogo intimo, trascendendo a condizione esistenziale: un noi universale.

La struttura delle frasi è articolata e potrebbero essere dette le stesse cose comprimendo i passaggi. Di solito in poesia la sintesi è qualità. Ma qui il ritmo richiede una dilatazione dei versi che lavorano sull'estensione temporale nella lettura e la sua cadenzatura.

Una buona prova.

Alla prossima.

 

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Cos'è la pioggia? Uno sfogo, liberazione di energia, traduzione di questa in azione, materia, refrigerio. Un processo simile all'amplesso. Cos'altro potrebbe lasciare un letto disfatto? Forse una notte tormentata, insonne... e, dopo aver letto il precedente commento, qualche dubbio a riguardo mi è venuto. Ma quella che qui riporto è la mia prima impressione e, magari sbagliando, a questa voglio attenermi.
Come gocce di pioggia si muovono le ombre sulle lenzuola, come gocce di pioggia l'io, che si dibatte nella propria prigione per fondersi a un'altra coscienza, batte contro la pelle e, attraverso la pelle, contro un altro corpo. Tutto precipita, azioni e parole hanno la consistenza di un fiocco di neve che si dissolve su un terreno asciutto, assetato, ciò che conta è il presente, se qualcosa si proietterà nel futuro sotto forma di ricordo, lo dovrà al caso, perché l'obiettivo è la fuga, lo stordimento, l'eclissi, sottrarsi per un momento, estraniarsi dal tempo, dal mondo, da se stessi, rifugiarsi nell'ombra, nelle profondità delle proprie sensazioni.
La prima strofa della poesia ritrae la pioggia o, meglio, la registra, è una lunga sequenza di fotogrammi che si susseguono a ritmo serrato, quello che riprende è un'azione.
Alla pioggia segue la quiete, un fermo immagine, un singolo fotogramma, immobile, assoluto, ritratto nei pochi versi della seconda strofa, il tempo si dilata. Quiete di membra addormentate, laccate dalla luna come asfalto lustro di pioggia. Corpi ignorati dal mondo, coscienze che ignorano il mondo, individualità inesistenti perché assopite, dimentiche di se stesse e di quanto le circonda, la vita è coscienza e azione. Quale confine rappresentano gli occhi? Un confine tra il mondo e un io unico e imperscrutabile testimone di se stesso. Di qui, il senso di un nucleo di solitudine inespugnabile, dramma gemello di ogni essere senziente.

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Poesia ben impostata , sia a livello di metrica che di scorrevolezza nella lettura . Purtroppo aleggiano in questi versi atmosfere cupe e inquiete che non gradisco molto ma  è una questione puramente soggettiva , dipesa dal fatto che in parte mi sento cupo ed inquieto anch'io e di solito cerco di scrivere cose opposte a questa parte di me stesso . Comunque l'ho apprezzata molto lo stesso , complimenti !

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Il 7/1/2020 alle 02:31, Exairesi ha scritto:

Solitudine gemella, nella notte piove

Gocce d'ombra sul letto disfatto

E tempi passi parole di neve

Pioviamo noi - dal corpo il contatto.

Questa quartina iniziale mi ha colpito per le similitudini trovate. E per il ritmo.

Il 7/1/2020 alle 02:31, Exairesi ha scritto:

La pelle è un velo che ci trattiene

Lo sai lo so - nessuno capisce 

Stordiamoci fino all'oblio - per bene

Via dal tempo che violento ci colpisce.

Via dalla testa giù nel corpo e oltre

Accortocciamoci

è voluto questo verbo? Diventiamo corti? Oppure volevi dire "accartocciamoci"?

Il 7/1/2020 alle 02:31, Exairesi ha scritto:

 

nell'ombra della notte

Là nel buio delle cose più sinistre

Sfuggiamo a un'altro

col maschile non c'è elisione: un altro

Il 7/1/2020 alle 02:31, Exairesi ha scritto:

 

giorno che ci inghiotte

E a quel girare della vita così triste.

 

Di noi niente rimane nell'ombra

E negli occhi è il confine che sfuma

Dentro al buio non siamo che membra

Ammasso di carne e riflesso di luna.

 

Brava, @Exairesi :rosa:

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Il 7/1/2020 alle 02:31, Exairesi ha scritto:

Solitudine gemella, nella notte piove

Gocce d'ombra sul letto disfatto

E tempi passi parole di neve

Pioviamo noi - dal corpo il contatto.

 

Proverò ad essere un chirurgo spietato e vivisezionerò la poesia con bisturi tagliente, non me ne volere, nel bene e nel male. Sebbene io non apprezzi "l'ermetismo estremo" (passami questa maldestra definizione) devo ammettere che la poesia tiene per sé un'aura misteriosa che, a fasi alterne, ho apprezzato. Stupende le "gocce d'ombra" che piovono sul letto disfatto e le "parole di neve". 

 

Il 7/1/2020 alle 02:31, Exairesi ha scritto:

La pelle è un velo che ci trattiene

Lo sai lo so - nessuno capisce 

Stordiamoci fino all'oblio - per bene

Via dal tempo che violento ci colpisce.

 

Questa parte, invece, la trovo decisamente più bassa rispetto la precedente. Sia la metafora di pelle come "velo" (abbastanza canonica e non ri-contestualizzata) sia il tempo che ci colpisce sono come marmo grezzo buttato lì senza alcuna rifinitura. L'altro giorno vedevo un video di Jago, un'artista, che spiegava il Cristo Velato e la realizzazione di una scultura. L'artista spiegava che "il genio" si trova nell'ultimo millimetro, ovvero nella parte di rifinitura dei dettagli della scultura. In questo caso, è mancata quella parte, quindi è mancato il genio. Mentre sopra si ricrea un'atmosfera magica con metafore accattivanti, in questa parte il tuo materiale emotivo è gettato qui senza cura, se non quella formale (spero di essermi spiegato). 

Il 7/1/2020 alle 02:31, Exairesi ha scritto:

Via dalla testa giù nel corpo e oltre

Accortocciamoci nell'ombra della notte

Là nel buio delle cose più sinistre

Sfuggiamo a un'altro giorno che ci inghiotte

E a quel girare della vita così triste.

 

Qui torniamo su un livello decisamente più alto. Al di fuori dei refusi "accortocciamoci" e "un'altro", l'immagine è densa e molto evocativa. L'accartocciarsi nella notte e in sé stessi, sfuggire magari il tempo che violento ci colpisce auto-fagocitandosi. Il "chiudersi a riccio" trasformato in poesia, ecco, per me ce l'hai fatta. 

 

Il 7/1/2020 alle 02:31, Exairesi ha scritto:

Di noi niente rimane nell'ombra

E negli occhi è il confine che sfuma

Dentro al buio non siamo che membra

Ammasso di carne e riflesso di luna.

 

Qui, trovo assai pleonastico il parlare d'ombra. I primi due versi sono, ancora una volta, materiale da rifinire. Li percepisco come buttati lì, incoerenti con il resto della poesia. Di questa parte trovo invece assai mirabile la chiusa. Sinceramente avrei concluso eliminando i primi 2 versi e: 

 

"Nel buio non siamo 

che ammassi d'ombre, 

riflessi di luna."

 

Ripeto, dal mio punto di vista, quella buona idea si sarebbe tramutata in una immagine ed una chiusa decisamente più evocativa e potente, lasciando al lettore la sensazione di essere semplici ombre illuminate dalla luna, evanescenti figure pronte a sparire. 

 

CONCLUSIONE: trovo intrigante la tua poesia e ci vedo del potenziale. Nonostante questo, credo vivamente che tu debba metterti con martello e scalpello e la debba rifinire. Ho una sola certezza, per quanto riguarda la poesia. L'arte dello scrivere dei versi è assai diversa dal vedere comune. Le persone credono che una poesia nasca dal di dentro, come fossimo Mozart che scrive di getto una marcia alla turca. Non è così. Io rileggo le mie poesie infinite volte (forse anche troppe, a dir la verità), e le limo fin quando non ottengo il Cristo Velato in una strofa (per riprendere l'esempio). Ovviamente, quel che io credo sia il Cristo Velato e, ovviamente, potrei sbagliarmi. A presto e spero di poter leggere la versione "limata" di questa interessante opera. Ciao. 

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Ciao @Anglares scusa l'assenza e il ritardo nel risponderti. 

In questa poesia ho voluto mettermi alla prova con una struttura che non è la mia solita (di solito uso le pause e i silenzi per dare senso sonoro ai versi mentre qui decido di lavorare su assonanze e versi veloci).

Sono felice che la mia prova non ti sia dispiaciuta così come sono meravigliata della tua interpretazione. È sempre splendido capire di scrivere qualcosa che può essere interpretato, elaborato, è come vedere l'evoluzione di un messaggio vivo.

 

Un grande saluto, a presto!

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@Stefano Verrengia ti ringrazio tantissimo per la tua attenzione, per i complimenti e soprattutto per gli utili consigli. Un testo non finisce mai di essere rielaborato e so bene che molti punti di ciò che scrivo andrebbero limati. Concordo anche con te sulle debolezze che hai individuato nel testo.

Senz'altro pubblicherò una versione rilavorata, spero la leggerai quando sarà il momento.

 

Grazie ancora, a rileggersi!

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