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Stevesteve

Scrivo sempre quando dormi. O di dove mettere una o più virgole.

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“Scrivo sempre quando dormi” significa che aspetto che tu dorma, per scrivere. Forse mi piace scrivere da solo, o forse non voglio sottrarre tempo a noi, quando sei sveglia.

Ma ecco che basta una sola virgola, e la frase cambia di senso:
“Scrivo sempre, quando dormi” vuol dire che, quando tu dormi, io non faccio altro che scrivere. Il che, puo avere a sua volta una serie di significati diversi: può essere il mio modo di coprire il vuoto della tua presenza, oppure che il graffiare della penna, il fruscio dei fogli, sono suoni che ti conciliano il sonno.

Si può enfatizzare, mantenendo il significato, mettendo “sempre” all’inizio della frase:
“Sempre, quando dormi, scrivo”: ho dovuto aggiungere ancora una virgola. La frase è meno fluida, più puntuta: le pause indotte dalle virgole creano sospensione, drammatizzano.

“Dormi sempre quando scrivo” sposta l’accento dallo scrivere al dormire. Forse che ti addormenti, quando scrivo? Il mio scrivere ti concilia il sonno? Non ti piace che io scriva?

Anche qui, una virgola al centro “Dormi sempre, quando scrivo” sembra introdurre un tono di rimprovero, come se tu fossi assente – dormi – mentre io faccio qualcosa che mi piacerebbe condividere con te.

“Sempre, quando scrivo, dormi”: qui ho invertito di posizione di “scrivo” e “dormi”. E così “quando scrivo“, messo tra due virgole, come un inciso, resta sulla sfondo, mentre “Dormi”, messo in chiusura di frase, con “sempre” all’inizio, acquista forza.

Mentre scrivo, mi rendo conto di aver presupposto, come se fosse naturale così, un uomo che scrive e una donna che dorme. Nella realtà potrebbe benissimo essere l’inverso, oppure i due potrebbero essere coetanei o di età molto lontane, potrebbero essere marito e moglie o una coppia di amanti o di giovani fidanzati, potrebbero essere figlio e madre, figlia e padre, sorella e fratello, amico e amica o amico e amico e insomma la natura della relazione tra le due persone potrebbe cambiare del tutto il significato di ciascuna delle frasi.

Credo si potrebbe continuare a lungo. Queneau andò avanti novantanove volte.

PS: insomma, ci rendiamo conto 🙂 di quanto sia difficile, e affascinante, scrivere?

 

Stefano

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Il 3/1/2020 alle 17:51, Stevesteve ha scritto:

PS: insomma, ci rendiamo conto 🙂 di quanto sia difficile, e affascinante, scrivere?

 

 

Bella riflessione, la tua. A volte basta un segnetto a cambiare il senso di una frase. D'altronde, per un punto Martin perse la cappa (https://www.studiarapido.it/per-un-punto-martin-perse-la-cappa/#.XhIozZJKjeQ).

 

«Andiamo a mangiare, nonna!» o «Andiamo a mangiare nonna!» e hai trasformato un affamato in un cannibale :D

 

«Amo i miei genitori, Jennifer Lopez, e Dio» o «Amo i miei genitori, Jennifer Lopez e Dio» e hai trasformato un fan di Jennifer in un semidio :D

 

«Se l'uomo sapesse realmente il valore che ha la donna, andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca» o «Se l'uomo sapesse realmente il valore che ha, la donna andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca»: se sei uomo o donna, sposti l'accento :asd::asd::asd:

 

 

  

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Carine. Ce n'era anche una, che ora non ricordo di preciso, su un telegramma, o forse un messaggio, che, si disse, per una virgola sbagliata fece scoppiare una vera guerra.

 

Hai però spostato un po' l'ottica, che nella mia intenzione voleva far riflettere sul lavoro di revisione e revisione e revisione necessario a far uscire un testo almeno decoroso.

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12 ore fa, Stevesteve ha scritto:

Ce n'era anche una, che ora non ricordo di preciso, su un telegramma, o forse un messaggio, che, si disse, per una virgola sbagliata fece scoppiare una vera guerra.

 

Non mi viene adesso. Devo averla sentita da qualche parte, però :)

 

 

12 ore fa, Stevesteve ha scritto:

Hai però spostato un po' l'ottica, che nella mia intenzione voleva far riflettere sul lavoro di revisione e revisione e revisione necessario a far uscire un testo almeno decoroso.

 

Non tanto, volevo ribadire il tuo discorso con qualche esempio in più :)

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