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Mister Frank

[N2019-2A] La ricerca dell'alba

Post raccomandati

 

Traccia: Il manufatto scomparso

Boa: nel testo non devono comparire i verbi “scomparire”, “sparire” e “perdere”, in nessuno dei loro modi e tempi, e in nessuno dei loro sostantivi e aggettivi derivati.

Genere: fantasy

Caratteri: 6790

Tempo di lettura: 5 minuti circa

 

La ricerca dell'alba

 

La lama affondò nel collo.

L'acciaio staccò la carne.

L'osso si spezzò.

La testa oscillò e,

alla fine, ruzzolò a terra.

 

Giunsero di sera, come lupi feroci. Il ragazzo era troppo giovane per avere una spada però possedeva il corno, che suonò prima di essere colpito a morte. In questo modo diede un po' di vantaggio ai sacerdoti del tempio.

Ma non fu sufficiente.

Morgana aveva raggiunto la parte interna del tempio. “Prendetela” ordinò indicando l'oggetto sul piedistallo, e due negromanti adempirono all'ordine.

Si udirono delle grida: le urla del tempio saccheggiato.

“Uccideteli tutti” disse sanguinaria. “Il regno di Camelot deve cadere”.

“Cosa facciamo con Merlino, mia padrona?” chiese uno dei due negromanti.

“Me ne occuperò io”.

 

* * *

 

Andrea aveva undici anni e gironzolava da mezz'ora nella soffitta dei nonni, quando sul ripiano di uno scaffale notò una valigia. Si arrampicò, la tirò giù e ne rovesciò il contenuto a terra. Era un mucchio di vestiti piuttosto logori, che emanavano un cattivo odore di naftalina. Spostò un cappotto di pelliccia e sotto ci trovò una scatoletta in legno. Era stretta e lunga, sulla superficie c'era un cartellino adesivo recante una scritta in lettere maiuscole: “NON APRIRE”.

“Un tesoro!” gridò Andrea.

No, non era un tesoro.

Era un bastoncino di legno non più lungo del suo braccio; una pietra verde, brillante e traslucida, era incastonata alla base.

Si udì bussare alla porta della soffitta.

Andrea nascose rapidamente il bastoncino di legno sotto la maglietta e andò ad aprirla. Iniziò con l'affacciarsi da uno spiraglio. Strabuzzò gli occhi e spalancò la bocca. Era un vecchio con la barba bianca così lunga da portarla annodata alla cintura; indossava un cappello a punta e aveva una bisaccia in pelle. “Buon giorno” disse il mago, “Posso entrare?”.

Andrea scosse la testa. “Mi spiace, penso proprio di no”. Fece per chiudere la porta ma il mago la bloccò con il piede. “Sono alla ricerca di un oggetto che mi appartiene” spiegò inforcando gli occhiali sul naso adunco. La montatura a mezzaluna era d'argento e le lenti molto spesse, doveva essere mezzo cieco.

Andrea lo fissò con sospetto. “Ti faccio entrare se mi dici il tuo nome”.

Il mago sollevò il mento e si portò le mani sui fianchi. “Il mio nome è Merlino!”.

“Re Artù!” squittì Andrea e batté le mani, “Camelot! I Cavalieri della Tavola Rotonda!”.

“Merlino” ripeté il mago, “M-E-R-L-I-N-O”.

“Dov'è Anacleto?” chiese il bambino, allungando il collo come uno struzzo.

“Aceto?” gli fece eco il mago, chinando il capo.

“Anacleto!”.

“Ah, Anacleto! Sì, dov'è quell'uccellaccio?” si domandò grattandosi il naso.

BANG!

Entrambi si voltarono: un gufo si era schiantato sul vetro della finestra. Andrea rise e Merlino corse ad aprire l'anta della finestra. Il gufo lo beccò sulla testa. “Brutto rimbambito!” esclamò, “Prima di partire da Camelot ti avevo detto di aprire la finestra!”.

“Anacleto!” gridò Andrea, spalancando le braccia come a volerlo abbracciare.

“Pussa là!” bofonchiò il gufo, prima di volare via sulla trave del soffitto. “Bambini, sempre bambini! Prima Artù, adesso lui!” e si girò di culo, borbottando tra sé.

“Qui si trova ciò che cerco da tanto, tanto tempo” disse il mago, sistemando il cappello.

“Che cos'è che cerca?”.

“La bacchetta che nascondi proprio lì sotto alla maglietta”. Andrea gliela porse domandando che cosa fosse.

“È la mia bacchetta magica” spiegò Merlino, “Morgana la rubò dal tempio in cui era conservata, come una reliquia... Sai cos'è una reliquia?”. Andrea scosse la testa. “Non fa niente... dicevo... ah, sì, le tenebre caddero su Camelot e i miei poteri vennero azzerati, o quasi”.

“Allora è preziosa!” osservò Andrea.

“Molto, molto preziosa. Senza la bacchetta, sia Camelot che io siamo destinati a tramontare” e girò e rigirò la bacchetta alla luce del sole, che filtrava dalla finestra del soffitto; un sorriso pieno di nostalgia e felicità gli apparve in viso. “Adesso posso fare ritorno a Camelot”.

“Sì, ammazziamo la strega!” esultò Anacleto.

Ma Andrea strappò la bacchetta dalle mani di Merlino. “L'ho trovata io! Voglio qualcosa in cambio”.

Merlino lo fulminò con lo sguardo. “E tu cosa vorresti in cambio?”.

“Dimmi cosa hai lì” e indicò la bisaccia.

Allora il magio tirò fuori un oggetto avvolto da una stoffa rossa. “Posso donarti Durlindana, la spada di Orlando, paladino del Re dei franchi, Carlo Magno”.

“È bella!” osservò Andrea, ma la convinzione sfumò presto. “Se i nonni la vedessero in camera mia sicuramente non me la farebbero usare in giardino”. Scosse il capo dispiaciuto. “Purtroppo non posso prenderla, è troppo rischioso”.

Merlino estrasse un altro oggetto, stavolta tanto piccolo da entrare nel palmo della mano. “La Pietra Filosofale, in grado di tramutare il metallo in oro puro”.

“No, non voglio l'oro. Non mi interessa” disse Andrea, incrociando le braccia.

Allora il mago prese un uovo e glielo porse. “Posso donarti un uovo di drago”.

“Un drago?” gli fece eco Andrea, il viso raggiante. “Ma quanta carne mangia un drago? E quanto diventa grande? Può bruciare la casa con uno starnuto?” rimuginò tra sé. “In camera mia non ci entrerebbe, forse neppure qui in soffitta... Uffa” sbuffò.

Merlino ripose l'uovo nella bisaccia in pelle e gli porse una mela d'oro. “La mela d'oro, il frutto del giardino delle esperidi, in grado di donare l'eterna giovinezza”.

“Potrei regalarla ai miei nonni”. Andrea si strinse nelle spalle. “Però a me non serve”.

“Questo è l'anello di Gige, in grado di rendere invisibili. Potrai fare ciò che vuoi”.

Andrea prese l'anello e lo fissò a lungo. “Posso fare quel che voglio” sussurrò tra sé. Merlino annuì. “Potrai fare tutto ciò che vuoi”. Andrea glielo porse indietro e Merlino mostrò stupore. “Allora dimmi cosa vuoi, affinché io possa dartelo così da avere la mia bacchetta magica”.

“Io voglio vedere i miei genitori”.

Anacleto volò sulla spalla di Merlino e il mago capì. “Dovrai venire con noi a Camelot”. Andrea drizzò le orecchie. “Ma non potrai tornare indietro”.

“Non potrò vedere i miei nonni?“ chieste rabbuiato.

Merlino scosse la testa.

Andrea guardò la porta della soffitta. Non avrebbe lasciato i nonni. “Prendi pure la tua bacchetta magica, a me non serve”.

Merlino si illuminò. “Per la bacchetta...”.

Analceto lo interruppe: “No, no, no, no, no. Un'altra volta, no!”

“Se lo merita, Anacleto!” spiegò Merlino.

“L'ultima volta mi sono andate in fiamme le piume del culo!”

Merlino rise. “Stavolta farò attenzione” e strizzò un occhio ad Andrea, che lo guardò stralunato.

“SHABUM!”.

Si udì il suono di un clacson. Andrea corse alla finestra, si sollevò sulle punte dei piedi e arpionò le mani sul davanzale, così da scrutare fuori in giardino. Un maggiolino bianco mezzo rotto era parcheggiato sul viale e una giovane coppia camminava in direzione della porta di casa. Andrea li riconobbe. Erano i suoi genitori.

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:) Eccomi da te, @Mister Frank ,  nel  ruolo autoinflitto ;)  di CddS (Commentatrice degenere di Scrittopoli)

 

 

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Traccia: Il manufatto scomparso

Boa: nel testo non devono comparire i verbi “scomparire”, “sparire” e “perdere”, in nessuno dei loro modi e tempi, e in nessuno dei loro sostantivi e aggettivi derivati.

Genere: fantasy

Caratteri: 6790

Tempo di lettura: 5 minuti circa

 

(y) Utile informazione di servizio per il lettore! Inoltre, questa brevità invoglia alla lettura.:indicare:

 

Quota

 

La ricerca dell'alba

 

Nel titolo hai scritto: La promessa dell'alba. Qui a capo-testo hai scritto: La ricerca dell'alba. Interessante, ti seguo...

 

Quota

 

La lama affondò nel collo.

L'acciaio staccò la carne.

L'osso si spezzò.

La testa oscillò e,

alla fine, ruzzolò a terra.

 

Perché un incipit poetico su di uno strazio di carni? Darebbe più enfasi al racconto? Oppure è un "enjambement" per superare le boe? Wow! (y)

 

Quota

Giunsero di sera, come lupi feroci. Il ragazzo era troppo giovane per avere una spada però possedeva il corno, che suonò prima di essere colpito a morte. In questo modo diede un po' di vantaggio ai sacerdoti del tempio.

Ma non fu sufficiente.

Morgana aveva raggiunto la parte interna del tempio. “Prendetela” ordinò indicando l'oggetto sul piedistallo, e due negromanti adempirono all'ordine.

Si udirono delle grida: le urla del tempio saccheggiato.

“Uccideteli tutti” disse sanguinaria.

disse la sanguinaria

Quota

 

“Un drago?” gli fece eco Andrea, il viso raggiante. “Ma quanta carne mangia un drago? E quanto diventa grande? Può bruciare la casa con uno starnuto?” rimuginò tra sé. “In camera mia non ci entrerebbe, forse neppure qui in soffitta... Uffa” sbuffò.

Merlino ripose l'uovo nella bisaccia in pelle e gli porse una mela d'oro. “La mela d'oro, il frutto del giardino delle esperidi, in grado di donare l'eterna giovinezza”.

“Potrei regalarla ai miei nonni”. Andrea si strinse nelle spalle. “Però a me non serve”.

“Questo è l'anello di Gige, in grado di rendere invisibili. Potrai fare ciò che vuoi”.

Andrea prese l'anello e lo fissò a lungo. “Posso fare quel che voglio” sussurrò tra sé. Merlino annuì. “Potrai fare tutto ciò che vuoi”. Andrea glielo porse indietro e Merlino mostrò stupore. “Allora dimmi cosa vuoi, affinché io possa dartelo così da avere la mia bacchetta magica”.

“Io voglio vedere i miei genitori”.

Anacleto volò sulla spalla di Merlino e il mago capì. “Dovrai venire con noi a Camelot”. Andrea drizzò le orecchie. “Ma non potrai tornare indietro”.

 

 

Quota

“Non potrò più vedere i miei nonni?“ chieste chiese rabbuiato.

 

Quota

Merlino scosse la testa.

Andrea guardò la porta della soffitta. Non avrebbe lasciato i nonni. “Prendi pure la tua bacchetta magica, a me non serve”.

Merlino si illuminò. “Per la bacchetta...”.

Analceto lo interruppe: “No, no, no, no, no. Un'altra volta, no!”

“Se lo merita, Anacleto!” spiegò Merlino.

“L'ultima volta mi sono andate in fiamme le piume del culo!”

Merlino rise. “Stavolta farò attenzione” e strizzò un occhio ad Andrea, che lo guardò stralunato.

“SHABUM!”.

Si udì il suono di un clacson. Andrea corse alla finestra, si sollevò sulle punte dei piedi e arpionò le mani sul davanzale, così da scrutare fuori in giardino. Un maggiolino bianco mezzo rotto era parcheggiato sul viale e una giovane coppia camminava in direzione della porta di casa. Andrea li riconobbe. Erano i suoi genitori.

 

Sei stato grande, Davide! :super:

 

Hai scritto, per il Contest natalizio una favola a tema buoni sentimenti. Sulla scia delle leggende del regno di Camelot. Di più, non ci sono cedimenti retorici, smancerie & affini.

Un bellissimo fantasy per bambini che vale per tutti. 

 

CddS  Zaza  :saltello:

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1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

La lama affondò nel collo.

L'acciaio staccò la carne.

L'osso si spezzò.

La testa oscillò e,

alla fine, ruzzolò a terra.

 

Il secondo verso è superfluo, secondo me.

 

1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

Giunsero di sera, come lupi feroci

I lupi feroci giungono di sera? io avrei piuttosto aggiunto un "affamati" o qualcosa di simile.

 

1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

Si arrampicò, la tirò giù e ne rovesciò il contenuto a terra

Non saprei perché ma in questa frase qualcosa non mi torna. Forse perché i primi due versi rappresentano una successione più o meno voluta(il ragazzo prima si arrampica, poi tira giù la scatola), mentre il terzo verbo avviene più o meno contemporaneamente e come conseguenza del secondo (è tirando la scatola che questa si rovescia), in una maniera che avverto più o meno involontaria (che ne sa cosa c'era dentro? e se era qualcosa che poteva rompersi?). 

 

1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

Si Udì bussare alla porta della soffitta.

Cancellerei il si

 

1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

spiegò inforcando gli occhiali sul naso adunco

Forse questa informazione sarebbe dovuta arrivare prima, perché io lettore, considerando che mi avevi descritto il personaggio poco sopra, me lo ero già immaginato e immaginato senza occhiali.

 

1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

Andrea lo fissò con sospetto. “Ti faccio entrare se mi dici il tuo nome”.

Non proprio il massimo della furbizia

 

1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

La bacchetta che nascondi proprio lì sotto alla maglietta

Rima leggermente cacofonica. "Maglia" sarebbe bastato

 

1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

Allora il magio

Refuso?

 

1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

È bella!” osservò Andrea, ma la convinzione sfumò presto. “Se i nonni la vedessero in camera mia sicuramente non me la farebbero usare in giardino”. Scosse il capo dispiaciuto. “Purtroppo non posso prenderla, è troppo rischioso”.

Taglierei entrambi i verbi

 

1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

il frutto del giardino delle esperidi

forse Esperidi meglio in maiuscolo

 

1 ora fa, Mister Frank ha scritto:

“Potrei regalarla ai miei nonni”. Andrea si strinse nelle spalle. “Però a me non serve”.

Così però dai al ragazzo una connotazione un po' da egoista (che in realtà non ha, come scopriremo col proseguo della storia).

 

Apprezzo le favole anche se secondo me in questo caso credo sarebbe stato opportuno concentrarsi di più sulla trattativa tra Merlino e il bambino, magari facendola diventare più organica. Che so, facendo negoziare al mago oggetti via via sempre più importanti, oppure al contrario, partendo proprio dagli oggetti più importanti per poi far capire al Mago che l'importanza che un bambino dà agli oggetti è piuttosto diversa da quella che potrebbe fare un adulto. Appunto, immagino che un bambino potrebbe non desiderare affatto la Pietra Filosofale (oggetto importantissimo ma per lui poca cosa) ma essere ben più interessato a un uovo che potrebbe portarlo, da lì a poco, a crescere un cucciolo di drago. Trattativa in cui farei intervenire anche il gufo, con qualche suggerimento e un po' di sarcasmo, giusto per vivacizzare la discussione.

Il resto, soprattutto il prologo, mi sembra più contorno e gli avrei dedicato meno caratteri.

 

Ammetto che il finale non mi convince completamente considerando che nella letteratura per l'infanzia, soprattutto contemporanea, esistono numerose storie che insegnano ai bambini come accettare il fatto che persone che abbiamo amato non ci sono più e potrebbero non tornare, mentre il tuo finale va un po' nella direzione opposta.

 

Al netto di tutto, il bambino che è in me che ancora compra e legge libri per ragazzi ha apprezzato il racconto.

 

 

Modificato da Eudes

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Ciao @Poeta Zaza ! <3

Grazie per essere passata a leggere e a commentare, come anticipato in chat :love:

3 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Utile informazione di servizio per il lettore! Inoltre, questa brevità invoglia alla lettura.

L'ho fatto proprio per noi lettori! Come anche tu hai scritto, questa brevità invoglia alla lettura :D

3 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Nel titolo hai scritto: La promessa dell'alba. Qui a capo-testo hai scritto: La ricerca dell'alba. Interessante, ti seguo...

Piccolo errore, adesso è tutto sistemato ;) 

3 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Perché un incipit poetico su di uno strazio di carni? Darebbe più enfasi al racconto? Oppure è un "enjambement" per superare le boe? Wow! 

Sì, ho pensato fosse interessante iniziare il racconto con un breve testo poetico molto violento (è d'impatto, no?). Un lettore pensa di trovarsi a leggere un racconto violento, invece...

3 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

disse la sanguinaria

Mi piace, anche se mi fa pensare a Maria I Tudor (Bloody Mary) detta la sanguinaria :resottodx:

3 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Sei stato grande, Davide! :super:

Grazie :love3:

3 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

una favola a tema buoni sentimenti

Ogni tanto ci vuole, no? :love2:

3 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

non ci sono cedimenti retorici, smancerie & affini.

Allora l'ho scampata! Ho temuto di cadere in facili tranelli, come appunto la retorica.

3 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Un bellissimo fantasy per bambini che vale per tutti.

Felice di essere stato all'altezza di un buon testo. Grazie, Zaza :sss:

 

Ciao @Eudes :D

Grazie di essere passato a leggere e a commentare!

:festeggiamo:

3 ore fa, Eudes ha scritto:

I lupi feroci giungono di sera? io avrei piuttosto aggiunto un "affamati" o qualcosa di simile.

(Morgana e i negromanti) giunsero di sera, come lupi feroci (i lupi feroci sono solo il paragone) 

Feroci è più attinente a un saccheggio, per questo ho scelto questo termine.

3 ore fa, Eudes ha scritto:
4 ore fa, Mister Frank ha scritto:

Si arrampicò, la tirò giù e ne rovesciò il contenuto a terra

Non saprei perché ma in questa frase qualcosa non mi torna. Forse perché i primi due versi rappresentano una successione più o meno voluta(il ragazzo prima si arrampica, poi tira giù la scatola), mentre il terzo verbo avviene più o meno contemporaneamente e come conseguenza del secondo (è tirando la scatola che questa si rovescia), in una maniera che avverto più o meno involontaria (che ne sa cosa c'era dentro? e se era qualcosa che poteva rompersi?).

Vedo un po' di sistemarla, così da renderla meglio.

3 ore fa, Eudes ha scritto:
4 ore fa, Mister Frank ha scritto:

Si Udì bussare alla porta della soffitta.

Cancellerei il si

 Ok (y)

3 ore fa, Eudes ha scritto:

 

4 ore fa, Mister Frank ha scritto:

Andrea lo fissò con sospetto. “Ti faccio entrare se mi dici il tuo nome”.

Non proprio il massimo della furbizia

Eh, lo volevo un po' ingenuo in questa scena :D

3 ore fa, Eudes ha scritto:
4 ore fa, Mister Frank ha scritto:

spiegò inforcando gli occhiali sul naso adunco

Forse questa informazione sarebbe dovuta arrivare prima, perché io lettore, considerando che mi avevi descritto il personaggio poco sopra, me lo ero già immaginato e immaginato senza occhiali.

Non volevo sovraccaricare la descrizione precedente, e non avevo pensato a questo particolare.

3 ore fa, Eudes ha scritto:
4 ore fa, Mister Frank ha scritto:

La bacchetta che nascondi proprio lì sotto alla maglietta

Rima leggermente cacofonica. "Maglia" sarebbe bastato

Correggo!

3 ore fa, Eudes ha scritto:
4 ore fa, Mister Frank ha scritto:

Allora il magio

Refuso?

Sì, è il mago :D

3 ore fa, Eudes ha scritto:
4 ore fa, Mister Frank ha scritto:

il frutto del giardino delle esperidi

forse Esperidi meglio in maiuscolo

(y)

3 ore fa, Eudes ha scritto:
4 ore fa, Mister Frank ha scritto:

“Potrei regalarla ai miei nonni”. Andrea si strinse nelle spalle. “Però a me non serve”.

Così però dai al ragazzo una connotazione un po' da egoista (che in realtà non ha, come scopriremo col proseguo della storia).

Sì, è un bambino mutevole! Prima è egoista, poi altruista  xD

3 ore fa, Eudes ha scritto:

Che so, facendo negoziare al mago oggetti via via sempre più importanti, oppure al contrario, partendo proprio dagli oggetti più importanti per poi far capire al Mago che l'importanza che un bambino dà agli oggetti è piuttosto diversa da quella che potrebbe fare un adulto.

Il mio intento era proprio questo, e sono felice che tu l'abbia scritto.

Volevo tentare di far capire che un bambino non dà la stessa importanza agli oggetti preziosi e rari, o magici, come fanno gli adulti. Tutti avrebbero accettato i doni di Merlino, ne sono certo. La presentazione degli oggetti non segue un ordine preciso, come hai giustamente notato (ci avevo pensato a dargli un ordine, ma non sapevo quale).

3 ore fa, Eudes ha scritto:

Trattativa in cui farei intervenire anche il gufo, con qualche suggerimento e un po' di sarcasmo, giusto per vivacizzare la discussione.

Sì, Anacleto è la parte comica. Vedo di provare a inserirlo nel dialogo (y)

3 ore fa, Eudes ha scritto:

Il resto, soprattutto il prologo, mi sembra più contorno e gli avrei dedicato meno caratteri.

ok

3 ore fa, Eudes ha scritto:

Ammetto che il finale non mi convince completamente

Infatti abbiamo discusso un po' sul finale xD

3 ore fa, Eudes ha scritto:

nella letteratura per l'infanzia, soprattutto contemporanea, esistono numerose storie che insegnano ai bambini come accettare il fatto che persone che abbiamo amato non ci sono più e potrebbero non tornare, mentre il tuo finale va un po' nella direzione opposta.

Hai ragione. Ma lo prendo come un complimento :love2:

3 ore fa, Eudes ha scritto:

il bambino che è in me che ancora compra e legge libri per ragazzi ha apprezzato il racconto.

:love3:

Grazie per i tanti suggerimenti e correzioni. E naturalmente le idee su cui riflettere di più ;) 

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@Mister Frank ma che bella favola!

Gufo e bambino sono resi benissimo! Ognuno di loro manifesta l'egoismo dell'urgenza, ma poi si umanizzano fino alla tenerezza. 

Piaciuto, bella rivisitazione...

 

Ah! Scusa, eh! Per non smentirmi, poi fai come vuoi...

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

Andrea li riconobbe. Erano i suoi genitori.

 

Grazie della lettura e buon Contest! 

:flower:

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Davvero molto carino e coinvolgente il tuo racconto! Ci sta bene il prologo che spiega l'antefatto per poi andare al presente, mi ricorda alcuni film e serie d'avventura.

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

“Uccideteli tutti” disse sanguinaria.

suona male anche a me, sanguinaria si adatta poco a un modo di parlare. Non mi viene però una sostituzione adeguata. Forse "Disse con voce grondante malvagità" o "con espressione truce/spietata"

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

Era stretta e lunga, sulla superficie c'era un cartellino adesivo recante una scritta in lettere maiuscole: “NON APRIRE”.

il modo migliore per assicurarsi che chiunque la trovi abbia immediatamente voglia di aprirla:asd:

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

Era un vecchio con la barba bianca così lunga da portarla annodata alla cintura; indossava un cappello a punta e aveva una bisaccia in pelle. “Buon giorno” disse il mago, “Posso entrare?”.

è una minuzia, ma il lettore in teoria non sa ancora che è un mago, quindi lo definirei il vecchio, l'uomo, ecc. . Solo dopo che lui stesso si è presentato come Merlino allora lo metterei

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

Andrea scosse la testa. “Mi spiace, penso proprio di no”.

mi aspetterei più che un bambino già grandicello dicesse "Chi caspita sei? Che fai in casa mia?", ma va bene dai, in un racconto fantastico ci può stare

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

Dov'è Anacleto?” chiese il bambino, allungando il collo come uno struzzo

pensa che il gufo Anacleto l'avevo messo anch'io nel mio racconto precedente:D Mi pare che guardasse languidamente il coniglio pasquale, ma ho dovuto sacrificarlo per tagliare caratteri. Sono lieta che l'hai resuscitato tu

In conclusione mi è piaciuto molto, è divertente e ha un ritmo vivace, oltre a essere ben scritto. Molto bravo!

 :cool:

 

 

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Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

Si udì il suono di un clacson. Andrea corse alla finestra, si sollevò sulle punte dei piedi e arpionò le mani sul davanzale, così da scrutare fuori in giardino. Un maggiolino bianco mezzo rotto era parcheggiato sul viale e una giovane coppia camminava in direzione della porta di casa. Andrea li riconobbe. Erano i suoi genitori.

Una bella favola per bambini, molto ben scritta, che finisce anche troppo bene al momento giusto.

Perché fra un attimo la burocrazia arriverà come un lupo feroce per trasformare il racconto in tragedia. Infatto i genitori possono solo esibire un certificato di morte e non hanno più il codice fiscale, un certificato di residenza, una posizione Inps, il diploma di scuola elementare, ecc. La vedo male.

Forse era meglioi la pietra filosofale, con il senno di poi.

Scherzo, ovviamente, mi è piaciuto leggere il tuo racconto. Buon Anno!

 

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Ciao @Mister Frank, bentrovato e buon anno! <3 Mi è piaciuto un sacco questo racconto: è uno dei pochi del girone vostro che ho riletto più volte e con immenso piacere. È una bella favola a lieto fine e con un protagonista che conquista sin dalle prima battute per la sua simpatia e l'astuzia. Concordo però con Eudes sul fatto che potevi rendere ancora più interessante la trattativa fra Andrea e Merlino. Una bella prova! Bravo, Davide. Promosso a pieni voti! 

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Guarda, @Mister Frank, sei stato bravissimo, perché io come vedo il fantasy un po' mi prende l'orticaria (lo so lo so, è una frase scorretta, ma nei commenti rilassiamoci), mentre il tuo mi h preso dapprima perché lo trovavo ben scritto, poi hai saputo essere simpatico e rendere benissimo la dinamica tra questo bambino un po' (volutamente credo) letterario e merlino... e alla fine è anche molto tenero. Bravo! 

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Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

Tempo di lettura: 5 minuti circa

<3 Meraviglioso, come i veri blogger 

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

vantaggio ai sacerdoti del tempio.

Ma non fu sufficiente.

Morgana aveva raggiunto la parte interna del tempio.

valuterei un sinonimo (lo ripeti una terza volta anche sotto), tipo edificio.

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

“Prendetela” ordinò indicando l'oggetto sul piedistallo, e due negromanti adempirono all'ordine.

sa troppo di lessico giuridico. Obbedirono.

 

cattivo odore di naftalina

Premetto che è un po' che non sniffo naftalina ma, a quanto ricordo, non ha poi un odore così cattivo, piuttosto neutro. Quindi, direi direttamente emanavano odore di naftalina.

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

“Un tesoro!” gridò Andrea.

ha comunque 11 anni (non 3) quindi mi sembra strano si metta ad urlare da solo come un cretino :D . Opterei per un pensò...

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

e andò ad aprirla.

ad aprire.

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

giorno” disse il mago, “Posso entrare?”.

Il Pov è su Andrea, ergo ancora non sa che quell'uomo sia un mago. Opterei per un "disse l'uomo".

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

“Dov'è Anacleto?” chiese il bambino, allungando il collo come uno struzzo.

“Aceto?” gli fece eco il mago, chinando il capo.

:D  

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

Andrea rise e Merlino corse ad aprire l'anta della finestra.

finestra lo avevi già detto prima e lo ridirai poi, si capisce

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

“Se i nonni la vedessero in camera mia sicuramente non me la farebbero usare in giardino”.

un po' troppo contorta. Io farei qualcosa del tipo "i nonni non mi ci farebbero sicuramente giocare"

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

“No, non voglio l'oro. Non mi interessa” disse Andrea, incrociando le braccia.

tenero <3 

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

Allora il magio

mago. 

 

Tenerissimo il finale. 

Che dirti, amico? Sicuramente una simpatica e spigliata favola per bambini che intrattiene e non annoia. Forse il prologo non è propriamente necessario visto che la situazione viene spiegata dal Mago ad Andrea, anche se in fin dei conti è breve e non annoia. Ma forse è proprio la sua brevità a farmi propendere per l'eliminazione: o mi parti con un bel prologo corposo epic fantasy (che a me annoierebbe tantissimo ma è questione di gusti) per poi giocare sulla contrapposizione con  il concreto simpatico scambio tra mago e bambino, oppure me lo toglie del tutto (sempre secondo la mia modestissima opinione).  

Belli gli scambi con Merlino e la trattativa serrata per la bacchetta, anche se non ho capito perché ha rifiutato l'anello dell'invisibilità (il trashone che è in me avrebbe sicuramente saputo che farne :D ). Concordo con Eudes sul fatto che avresti potuto dare maggiore struttura e organicità alla trattativa (suggerirei aumentando via via il valore degli oggetti offerti dal mago) e che qualche battuta in più di Anacleto non sarebbe guastata.

Il finale a me è piaciuto, sono quelle belle storie a lieto fine che fa sempre piacere leggere. 

In definitiva, è un bel pezzo, simpatico e centrato. Ti muovi bene tra epicità e fantastico e la vena comica non ti manca.

Un saluto :) 

 

 

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Piacere di leggerti @Mister Frank. Questo racconto mi è molto piaciuto, Una scrittura fresca e scorrevole; una storia delicata in cui i personaggi sono ben delineati,  riesci a far entrare nella situazione il lettore, come se fosse lì presente ad osservare la scena tra Andrea, Merlino ed Anacleto.

Il prologo è interessante. L'incipit iniziale in versi disorienta e considerando il bambino che è in me, mi piace come scelta, coraggiosa, azzardata e azzeccata. Se consideriamo invece il bambino che è fuori di me potrebbe non essere compresa. La tua valutazione di iniziare con un racconto cruento per continuare con lo stupore della fiaba tenera, se il tuo intento è anche quello di rivolgerti a dei bambini, potrebbe non rientrare nelle corde di questi ultimi. Magari aggiungendo un po' di magia e mistero alla prima parte, forse...

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

Si udì bussare alla porta della soffitta.

 

Forse  anche soffitta si può togliere, mi sembra sottinteso che sia quella porta

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

Andrea nascose rapidamente il bastoncino di legno sotto la maglietta e andò ad aprirla. Iniziò con l'affacciarsi da uno spiraglio. Strabuzzò gli occhi e spalancò la bocca. Era un vecchio con la barba bianca così lunga da portarla annodata alla cintura; indossava un cappello a punta e aveva una bisaccia in pelle. “Buon giorno” disse il mago, “Posso entrare?”.

Andrea scosse la testa. “Mi spiace, penso proprio di no”. Fece per chiudere la porta ma il mago la bloccò con il piede.

 

In effetti la prima reazione del bambino è assolutamente tranquilla, non sapendo ancora di chi si tratti. A me, pensando a com'ero da bambino, avrebbe trasmesso una certa inquietudine vedere un signore vestito stranamente, che di fatto è già entrato in casa e bussa alla porta. Considerando com'ero fifone mi sarei angosciato non avendo altre vie d'uscita.

Oppure avrebbe potuto fare lo splendido dicendo: "Che bel costume, dove l'hai comprato?"

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

 

Era un bastoncino di legno non più lungo del suo braccio; una pietra verde, brillante e traslucida, era incastonata alla base.

Si udì bussare alla porta della soffitta.

Andrea nascose rapidamente il bastoncino di legno sotto la maglietta e andò ad aprirla. 

 

Son tornato un attimo indietro. Ho visto che si ripete a breve bastoncino, forse lo sostituirei con un sinonimo, tipo legnetto ecc

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

 

“Qui si trova ciò che cerco da tanto, tanto tempo” disse il mago, sistemando il cappello.

“Che cos'è che cerca?”.

“La bacchetta che nascondi proprio lì sotto alla maglietta”. Andrea gliela porse domandando che cosa fosse.

“È la mia bacchetta magica” spiegò Merlino, “Morgana la rubò dal tempio in cui era conservata, come una reliquia... Sai cos'è una reliquia?”. Andrea scosse la testa. “Non fa niente... dicevo... ah, sì, le tenebre caddero su Camelot e i miei poteri vennero azzerati, o quasi”.

“Allora è preziosa!” osservò Andrea.

“Molto, molto preziosa. Senza la bacchetta, sia Camelot che io siamo destinati a tramontare” e girò e rigirò la bacchetta alla luce del sole, che filtrava dalla finestra del soffitto; un sorriso pieno di nostalgia e felicità gli apparve in viso. “Adesso posso fare ritorno a Camelot”.

 

 

 

In questo passaggio Andrea non mi convince come risponde. A presentazioni fatte: Merlino, Anacleto, Camelot ecc. Il bambino  riconosce la storia e i personaggi però è stupito e non distingue la bacchetta magica e il fatto che possegga un potere? O forse lo sa benissimo e fa finta di niente?

 

Il 2/1/2020 alle 18:05, Mister Frank ha scritto:

 

Ma Andrea strappò la bacchetta dalle mani di Merlino. “L'ho trovata io! Voglio qualcosa in cambio”.

Merlino lo fulminò con lo sguardo. “E tu cosa vorresti in cambio?”.

“Dimmi cosa hai lì” e indicò la bisaccia.

 

 

Da qui in poi inizia la parte più esilarante, che preferisco. Qui il bambino fa la voce forte di fronte a un mago che potrebbe ridurlo polvere all'istante, e deve sottostare alle richieste del bambino. Bellissimo.

La parte della trattativa mi piace molto, come l'hai affrontata, i dialoghi.

Il finale è emozionante e devo dire che non l'ho colto subito, mi ha lasciato sentimenti contrastanti nonostante il ritorno dei genitori. Perché una perdita è una perdita. Ma trattandosi di un fantasy, allora è perfetto.

Complimenti!

A rileggerti

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Ciao a tutti! <3

Scusate per il ritardo, ma ho sono stato un po' impegnativo in queste ultime settimane...

Ringraziato ognuno di voi per il tempo dedicato alla lettura del racconto e, ancora di più, ai commenti molto, molto utili per me <3

Grazie mille! :hug:

@Ospite Rica @Silverwillow @macelo @ljuset @emy @edu @andrea28 @kasimiro (ok, qualcosa non funziona, le tag non escono...) 

 

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