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Pigliasogni

[N2019-2A] La collana

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Traccia: superstizione

 

«Infine, insigni colleghi, ecco gli ultimi risultati della campagna di sperimentazione: la cura funziona.»

Un applauso unanime si alzò dalla platea, il dottor Carlo Testi si crogiolò di quel meritato successo. «Siete stati davvero fortunati a trovare questa soluzione» commentò un signore canuto al termine della conferenza. «Fortuna?» ribatté Testi «La chiamerei più il risultato della costanza e della dedizione di un team di professionisti.» «Certo, ma altri team lavoravano da anni allo stesso tema senza risultati. Siete stati molto fortunati.» Testi abbozzò un sorriso accondiscendente e si congedò.

 

«Complimenti doc, viene a festeggiare con noi?» Lo invitarono alcuni colleghi, lui si tastò la tasca della giacca, «No, grazie ragazzi, ho già un altro impegno.» «Ormai Testi festeggia solo con la moglie» sghignazzò qualcuno.

 

Mentre guidava, Carlo accarezzò la scatolina nella tasca. Quel contatto gli diede piacere, già pregustava l'espressione sorpresa e entusiasta di sua moglie nello scoprire quale meravigliosa collana le aveva comprato.

 

Un uomo di scienza affermato e anche un marito ideale, questo desiderava essere Carlo Testi e lo avrebbe dimostrato come sempre.

 

Carlo aprì la porta con le chiavi, Sara non lo aveva sentito arrivare, troppo intenta ad ascoltare la voce da oca della sorella, che starnazzava qualche futilità.

 

Lui rimase a contemplare qualche secondo la propria donna. La vestaglia leggera le lasciava scoperto l'incavo del collo e Carlo non resistette al desiderio di avvicinarsi abbastanza per poggiarvi le labbra. Sara sobbalzò dalla sorpresa e ricambiò il bacio, mentre la voce della sorella continuava imperturbabile il racconto di una gita in campagna: «...e pensa che ho anche trovato un ferro di cavallo! Uno vero! Pensa che fortuna!» «E che ci deve fare? Ci vuole ferrare quel somaro di suo marito?» Sussurrò Carlo nell'orecchio della moglie, facendola scoppiare a ridere. «Sara, ora ti lascio, stanno arrivando le mie amiche della meditazione. Un bacio anche a quel sapientone di tuo marito.»

 

Carlo prese una bottiglia di vino dalla dispensa: «Tua sorella frequenta ancora quel gruppo di svampite assatanate?»

 «A quanto pare sì. Ti ricordi di quella volta della campana tibetana?»

«Di cosa?»

«Dai, di quella ciotola con il pestello che volevi usare per fare il pesto alla genovese?»

«Oh sì, sento ancora la puzza dell'incenso purificatore che mi hanno agitato in faccia tutto il pomeriggio!»

 

I due risero.

 

«Tesoro» esordì Carlo mostrandole la scatolina «ho un dono per te.»

L'espressione di Sara appagò le aspettative «È stupenda!»

Carlo gliela cinse al collo e lei si specchiò con orgoglio: «Mi sta benissimo. Non la toglierò mai più.»

Carlo si sentì soddisfatto del secondo successo della giornata. L'oro bianco disegnava un profilo di luce sulla pelle della consorte, proprio come se lo immaginava.

 

«Carlo, devo dirti una cosa. Sono incinta.»

 

Carlo batté le palpebre un paio di volte, sentì una sferzata di freddo dalle orecchie alle dita dei piedi e subito dopo un gran calore nel petto. Sarebbe diventato padre, un altro tassello per il suo quadro di perfezione. 

 

«Lo annunceremo ai miei la sera di Capodanno» dichiarò Carlo.

 

«Va bene. Mi dispiace ammetterlo, ma sono contenta di passare l'ultimo dell'anno con i tuoi. Ti ricordi cosa è accaduto l'anno scorso dai miei?»

«Che tua sorella a mezzanotte si è mangiata l'intero pentolone di lenticchie? Voleva fare i soldi lei, e invece ha iniziato l'anno con una colica che ha sparato petardi per una giornata!»

«E quell'anno con zia Concetta, te lo ricordi?»

«Quella squinternata che mi tirò addosso un pugno di sale grosso?»

«Sì, esatto, però tu quella volta avevi esagerato: dopo aver incrociato i calici per tutta la serata, le avevi anche aperto l'ombrello in casa. Povera zia.»

«I tuoi sono primitivi, vivono immersi in superstizioni dozzinali.»

«Lo so e tu sai che amo la razionalità, la tua e anche quella della tua famiglia. Vado a farmi una doccia.»

Carlo guardò la moglie. Incinta. Stupenda. Ma…

 

Cos’è che stona?

 

«Tesoro, ma la collana non la togli?»

«No, perché dovrei? Te l'ho detto, la voglio indossare per sempre.»

«Ma ora che sei incinta... non hai la pelle più sensibile?»

«Cosa farnetichi? È oro purissimo, non mi dà alcun fastidio.»

 

L'uomo rimase pensieroso.

 

La sera di Capodanno grandi festeggiamenti nel cortile patronale della famiglia Testi. La notizia della gravidanza  per il rampollo di casa destò l'interesse di tutti i presenti, ma anche un'improvvisa aleggiante irrequietezza.

 

«Carlo, volevo un pezzetto di anguilla, ma sembra sparito da tutti i tavoli del buffet.»

 

«Vado a sentire mia madre.»

 

Sara rimase a sorseggiare un flûte di ananas mentre vagava sorridente con lo sguardo tra gli invitati. Smise di sorridere quando si accorse della discussione tra Carlo e sua madre. Erano troppo distanti perché lei potesse sentire le parole, ma era evidente che sua suocera stava parlando con fare a metà tra l'educatrice di scuola materna e l'emissario della santa inquisizione. Carlo teneva lo sguardo basso, aveva ribattuto qualcosa un paio di volte, ma poteva solo capitolare. Quando entrambi si voltarono verso di lei, Sara ebbe la certezza di essere il centro della discussione.

 

Il marito le si avvicinò con espressione cupa.

«Carlo, va tutto bene?»

 

«Sì, certo.»

 

«Spero che non hai discusso con tua madre per l'anguilla.»

 

«Per fortuna ci ha pensato lei a farla togliere, altrimenti chissà quanta te ne saresti mangiata. Lo sai che una donna incinta non dovrebbe mangiare mai anguille?»

 

«No, non lo sapevo...»

 

«E poi quella collana.»

 

«Cos'ha la mia collana?»

 

«Lo sanno tutti che in gravidanza una donna non dovrebbe indossare collane.»

 

«Non crederai davvero a queste superstizioni? Lo sai che non ha alcun senso scientifico, vero?»

 

«Non è questione di superstizioni, è che nella mia famiglia abbiamo ereditarietà con il cordone intorno al collo. Mia zia Teresa ha perso suo figlio così.»

 

«Oddio, che cosa orribile. In realtà non sapevo neanche che avessi una zia di nome Teresa.»

 

«Non è proprio mia zia… è una cugina di mia nonna.»

 

«Allora stai scherzando! Amore, per un attimo ho temuto che fossi serio. Bello scherzo, ma non ci riesci a imitare un credulone superstizioso, sei troppo razionale anche solo per fingere.» Sara gli baciò una guancia, mentre lo sguardo di Carlo incrociò quello cupo di sua madre e trangugiò il vino che aveva nel calice.

 

 

Quella notte Carlo continuava a rigirarsi nel letto. Un raggio di luna penetrava nella stanza e illuminava come un faro il filo d'oro sul collo della moglie.

 

«Ma non ti dà fastidio?» tentò di dire alla moglie, che borbottò qualcosa e continuò a dormire.

 

Dannazione, non esiste alcuna razionale relazione tra una collana e un cordone ombelicale.

 

Carlo si sforzò di assecondare il raziocinio e di prendere sonno. L'immagine dello sguardo passivo aggressivo di sua madre si fuse con quello accusatore della fantomatica zia Teresa, che non ricordava di aver mai incontrato.

 

Vuoi finire come zia Teresa? Fate i moderni con la salute dei figli? Non succede, ma se succede? Il grande dottore che ha perso il figlio per un cordone intorno al collo.

 

Carlo sobbalzò. La luna era ancora lì come quello stramaledetto filo metallico, che disegnava un ghigno sul collo della moglie.

 

Al diavolo!

 

Carlo andò dritto in cucina, tirò fuori le trinciapollo e tornò a letto. Delicato come un artificiere avvicinò le lame alla pelle della moglie. Un colpo secco. Un taglio perfetto e quella stradannata collanina scivolò via. Carlo se la nascose in un calzino e buttò le trinciapollo nel cassetto del comodino. Finalmente con il cuore in pace, si rigirò su un fianco, soddisfatto di essere un eroe che ha salvato il proprio figlio e la coscienza della moglie. Un ottimo padre, un marito ideale e ... pazienza per l'uomo di scienza.

 

Si assopì soddisfatto e sognò di tirare un pugno di sale dietro a zia Teresa.

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Ciao @Pigliasogni è stato un piacere leggere il tuo racconto, l'ho trovato l'ho trovato molto equilibrato nello sfruttare la traccia delle superstizioni.

Non ho granchè da segnalare per quanto riguarda la forma, e in merito al contenuto, è tutto riassumibile attraverso questa massima.

2 ore fa, Pigliasogni ha scritto:

Non succede, ma se succede?

è stato divertentissimo leggere la battuta del ferro di cavallo per ferrare il marito!

Divertente anche il modo in cui hai sfruttato la boa, mi sono persa un attimo a immaginare come deve essere il pesto in questa maniera tibetana.

 

Mi è piaciuto molto il tono leggero con cui hai affrontato "l'involuzione" dell'uomo di scienza che da' retta alle superstizioni, allo stesso modo ho notato che questo "declino" coinvolge anche la figura del marito perfetto e premuroso che poi tuttavia diventa il primo a fare qualcosa di tangibile per scacciare quanto di negativo c'è nelle superstizioni delle collane delle donne in gravidanza.  Ho notato anche il tono di critica leggera con cui hai voluto presentare i superstiziosi anche se poi leggendo come vira il racconto mi sono fermata a pensare a che fine farà il rapporto di Sara e Carlo perchè ovviamente eventuali sospetti di lei al mattino ricadranno su di lui. 
E la zia Teresa funziona un po' da "uomo nero" della situazione, che viene abilmente taciuto con una manciata di grani di sale.

 

L'unico "errore"che ho trovato è questo, per il quale io direi di cambiare in "si crogiolò in quel meritato successo"

2 ore fa, Pigliasogni ha scritto:

il dottor Carlo Testi si crogiolò di quel meritato successo.

Nel complesso devo dire che è un testo molto carino.

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:) Eccomi da te, @Pigliasogni , nel  ruolo autoinflitto  ;)   di CddS (Commentatrice degenere di Scrittopoli).

 

Presentemente nella versione flash.

 

Ti avevo accolta in Ingresso quattro mesi fa, ricordi? E adesso ti trovo già a partecipare a un Contest, e di quelli impegnativi assai.

Brava! Mi piacciono le persone, consapevoli dei propri mezzi,  oltre che dei limiti, che sanno osare.

E qui tu hai confezionato, con uno stile scorrevole e corretto, senza sbavature, un racconto con un messaggio sotteso: anche un professionista di successo, come lo sperimentatore

della storia, può avere delle cadute ingenue come lo sono le superstizioni. Nessuno è esente da fragilità, da semplicismi. 

Della serie: il primitivo che è in noi.

A me piacciono i racconti con un messaggio. :rosa:

 

CddS  Zaza :saltello:

 

 

 

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@Poeta Zaza mi ricordo sì, è stata proprio l'ottima accoglienza che mi ha incoraggiata a tuffarmi in questa prova.

Esattamente quello il messaggio: l'irrazionale viene fuori quando vengono toccate le corde più ancestrali.

Grazie per aver letto il mio racconto, a presto!

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20 ore fa, Pigliasogni ha scritto:

Siete stati molto fortunati.

Direi "perseguitato dalla fortuna": non è da tutti tagliare una collana d'oro con un trinciapollo senza che la moglie se ne accorga e faccia fare al marito la fine del pollo. La moglie ci teneva particolarmente a quella collana. Allora, vediamo cosa non va da un punto di vista etico: 1) la collana era un regalo e distruggere un regalo dato è come riprenderselo, e questo non sta bene; 2) è stata la madre a chiedere al dottor Testi di far togliere la collana alla moglie. Quindi nella disputa moglie-suocera, l'uomo si è schierato dalla parte della suocera, e così ha spesso inizio la fine di un matrimonio.

Ma ovviamente queste osservazioni hanno poco a che fare con la scrittura. La storia scorre con una sua illogicità impeccabile, soprattutto considerando l traccia della superstizione.

Non mi è dispiaciuto per niente. Mi sarebbe solo piaciuto vedere la reazione della moglie quando si risveglia senza collana al collo. Qualcuno dovrà pur darle una qualche spiegazione, confidando che la donna non abbia facilità a reperire una qualche arma, o perlomeno un oggetto contundente.

 

Alla prossima.

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Se posso darti un consiglio, per maggior chiarezza metterei le linee di dialogo di diversi personaggi su diverse righe... Insomma, vai a capo dopo ogni battuta

22 ore fa, Pigliasogni ha scritto:

Carlo aprì la porta con le chiavi

Preferirei qualcosa di più neutro, tipo "Carlo entrò in casa". Anche perché come dovrebbe aprirla la porta? :D

22 ore fa, Pigliasogni ha scritto:

Sara sobbalzò dalla sorpresa e ricambiò il bacio, mentre la voce della sorella continuava imperturbabile il racconto di una gita in campagna

Questa immagine mi ha ucciso, rido; bellissima :asd:

 

Dal punto di vista della formattazione, non mi fa impazzire che venga lasciata una riga bianca dopo ogni paragrafo

Lo stile è ottimo, mi sono piaciute molto le descrizioni, e anche le caratterizzazioni dei personaggi. Quello più problematico però secondo me è proprio il protagonista. Prima cosa:

22 ore fa, Pigliasogni ha scritto:

«Siete stati davvero fortunati a trovare questa soluzione» commentò un signore canuto al termine della conferenza. «Fortuna?» ribatté Testi «La chiamerei più il risultato della costanza e della dedizione di un team di professionisti.» «Certo, ma altri team lavoravano da anni allo stesso tema senza risultati. Siete stati molto fortunati.» Testi abbozzò un sorriso accondiscendente e si congedò.

Mi sembra molto strano che un uomo di scienza conosca così poco del metodo scientifico da credere che costanza e dedizione siano più importanti della fortuna nella ricerca, è uno dei primi luoghi comuni che viene screditato in qualsiasi percorso scientifico

Secondo, mi è piaciuta molto l'idea del personaggio che tende alla perfezione e che perciò come punizione si ritrova con un cortocircuito psicologico, ma non mi è piaciuto il cortocircuito in sé: è molto irrealistico che uno dei più eminenti uomini di scienza si ritrovi a credere a superstizioni del genere; credo sarebbe ideale se descrivessi qualche giustificazione abbastanza forte per le sue credenze

In ogni caso, ottima prova :love:

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ciao @Pigliasogni e benvenuta al Contest.

 

Mi chiedevo come mi nell'incipit fai susseguire le battute del dialogo e nel testo, invece, vai a capo ogni battuta. Perché?

Rallenta la lettura, almeno a me l'ha rallentata. :) 

 

No, pensavo fosse un accapo a ogni battuta, invece...

 

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

«Complimenti doc, viene a festeggiare con noi?» Lo invitarono alcuni colleghi, lui si tastò la tasca della giacca, «No, grazie ragazzi, ho già un altro impegno.» «Ormai Testi festeggia solo con la moglie» sghignazzò qualcuno.

 

Anche qui le metti insieme, per poi andare a capo. Non capisco il criterio, hai un motivo? :) 

 

Ripeti molte volte "Carlo", anche lì dove potresti mettere un pronome e a volte nulla, talmente chiaro che lui è il soggetto...

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

i assopì soddisfatto e sognò di tirare un pugno di sale dietro a zia Teresa.

Taglierei.

 

In generale ho trovato disturbante la lettura per la formattazione data.

Piaciuto il finale, senza la parte che ti ho tagliato, a mio avviso superflua. Vedi tu.

 

Interessanti i due piatti della bilancia a confronto: razionalità e superstizione. 

Grazie per la lettura.

A presto e buon Contest! :D

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5 ore fa, Ljuset ha scritto:

vediamo cosa non va da un punto di vista etic

Ciao @Ljuset direi che dal punto di vista etico è proprio del tutto errata la posizione del protagonista, ma a volte quando si pensa di agire per il bene anche l'etica va a farsi friggere.

5 ore fa, Ljuset ha scritto:

non è da tutti tagliare una collana d'oro con un trinciapollo senza che la moglie se ne accorga

Questa tizia direi che non brilla per prontezza di riflessi, visto che già una volta il marito è riuscito a toccarle il collo senza farsi accorgere, mettiamoci la stanchezza per la festa e per la gravidanza e il dottor Testi ha vita facile.😉

5 ore fa, Ljuset ha scritto:

Mi sarebbe solo piaciuto vedere la reazione della moglie quando si risveglia senza collana al collo

Ci scrivo il prossimo racconto!😁

 

Grazie per il tuo commento!

A presto!

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@Ospite Rica grazie davvero per le tue segnalazioni, mi rendo conto che hai ragione sia per la formattazione (avrei un motivo, perché nella prima parte le battute sono inframmezzate dal testo nella seconda parte no e quindi mi era venuta così) che per la ripetizione del nome (credo che sia un indice di insicurezza di chi scrive!) 

Provo a riscriverlo con queste accortezze.

Grazie e a presto!

 

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@mina99grazie per il commento dettagliato. Per la formattazione mi rendo conto che avrei potuto fare meglio, anche perché la scorrevolezza deve essere la base per un testo del genere, grazie per avermelo fatto notare.

3 ore fa, mina99 ha scritto:

Mi sembra molto strano che un uomo di scienza conosca così poco del metodo scientifico da credere che costanza e dedizione siano più importanti della fortuna nella ricerca, è uno dei primi luoghi comuni che viene screditato in qualsiasi percorso scientifico

Sono d'accordo con te, è proprio questo aspetto che dovrebbe far sorgere il dubbio di trovarsi davanti a un personaggio che si sforza di essere pura ragione, anche quando il buon senso riconoscerebbe che c'è qualcosa di più della sola dedizione. 

È questa ostinazione esteriore che nel momento di un evento personale atavico e forte come l'arrivo di un figlio decade miseramente fino a credere a superstizioni del tutto irrazionali.

Concordo però con te che la transizione è resa troppo repentina, speravo che si cogliesse proprio quella finezza che hai individuato tu dell'uomo di scienza che nega la fortuna. 

Voglio provare a renderlo meglio. 

Grazie ancora!

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Ciao @Pigliasogni Se dovessi dire una cosa su questi racconto è che fila tutto come l'olio. Forse anche troppo, nel senso che qualche intoppo - nella trama, ovviamente, non nella scrittura -  magari lo avrebbe valorizzato. Comunque pollice in su!

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Ciao, un racconto molto carino e spiritoso. La scrittura e i dialoghi sono scorrevoli e non ho notato particolari problemi nella forma (a parte la sistemazione dei paragrafi, che è facilmente risolvibile). Hai introdotto bene la storia, facendo capire che il protagonista è uno scienziato, cosa che poi contrasta in modo buffo col suo cedere alla superstizione. Non avevo mai sentito questa superstizione sulle collane e le donne incinte, interessante.

 

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

Carlo andò dritto in cucina, tirò fuori le trinciapollo e tornò a letto. Delicato come un artificiere avvicinò le lame alla pelle della moglie. Un colpo secco.

drastico, daixD  Poteva slacciargliela pian piano. Ma è anche vero che così fa più effetto... Comunque non prevedo un matrimonio lungo e felice per quest'uomo.

Lieta di averti letta, racconto piaciuto(y)

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@Silverwillowgrazie per il commento!

12 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

Non avevo mai sentito questa superstizione sulle collane e le donne incinte, interessante.

Sulla gravidanza esistono tante di quelle superstizioni che è un vero colpo di fortuna uscirne sane! Io non conoscevo quella dell'anguilla, eppure in alcune regioni di Italia esiste, come in altre parti del mondo tante altre credenze difficilmente spiegabili.

16 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

drastico, daixD  Poteva slacciargliela pian piano. 

Me lo sono immaginata legata in mezzo ai capelli, una complicazione che un uomo tutto d'un pezzo sa come risolvere 😉

 

 

15 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

Comunque non prevedo un matrimonio lungo e felice per quest'uomo.

Ahahahah! Neanche io!

 

A presto!

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Oddio, cos'è accaduto alla formattazione di questo racconto?

Perché andare a capo lasciando ogni volta un capoverso bianco e scrivere le battute di dialogo in sequenza sullo stesso rigo? Mi ha reso la lettura estremamente difficile e mi ha costretto più volte a tornare indietro a rileggere, per essere sicuro di avere interpretato correttamente: il capoverso bianco di solito indica un cambio di scena, mentre tu li lasci senza un apparente motivo, addirittura tra una battuta di dialogo e la risposta, come qui:

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

«Carlo, va tutto bene?»

 

«Sì, certo.»

 

«Spero che non hai discusso con tua madre per l'anguilla.»

 

«Per fortuna ci ha pensato lei a farla togliere, altrimenti chissà quanta te ne saresti mangiata. Lo sai che una donna incinta non dovrebbe mangiare mai anguille?»

perché?

Qui invece:

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

«Complimenti doc, viene a festeggiare con noi?» Lo invitarono alcuni colleghi, lui si tastò la tasca della giacca, «No, grazie ragazzi, ho già un altro impegno.» «Ormai Testi festeggia solo con la moglie» sghignazzò qualcuno.

scrivi tutto di seguito e sinceramente non ne comprendo la ragione.  La formattazione corretta renderebbe il tutto molto più leggibile:

«Complimenti doc, viene a festeggiare con noi?» lo invitarono alcuni colleghi.

Lui si tastò la tasca della giacca.

«No, grazie ragazzi, ho già un altro impegno.»

«Ormai Testi festeggia solo con la moglie» sghignazzò qualcuno.

 

Qualche appunto e/o consiglio qua e là, se permetti:

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

Un uomo di scienza affermato e anche un marito ideale, questo desiderava essere Carlo Testi e lo avrebbe dimostrato come sempre.

meglio sempre evitare di raccontare sentimenti, sensazioni e desideri dei personaggi (lui era davvero arrabbiato, lei desiderava piacergli e simili: risulta molto più efficace mostrare con le azioni o con le parole i sentimenti dei personaggi.   Fallo imprecare e capiremo che è arrabbiato, fai vedere che si trucca o si veste con ricercatezza e noi sapremo che la protagonista tiene a quella persona... e via dicendo).

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

«Carlo, devo dirti una cosa. Sono incinta.»

Carlo batté le palpebre un paio di volte, sentì una sferzata di freddo dalle orecchie alle dita dei piedi e subito dopo un gran calore nel petto. Sarebbe diventato padre, un altro tassello per il suo quadro di perfezione. 

«Lo annunceremo ai miei la sera di Capodanno» dichiarò Carlo.

«Va bene. Mi dispiace ammetterlo, ma sono contenta di passare l'ultimo dell'anno con i tuoi.

Forse la notizia meriterebbe un po' più di entusiasmo da parte di entrambi, non trovi? Così sembra che gli abbia comunicato che un fattorino ha lasciato un pacchetto o che  la donna delle pulizie si è dimenticata di passare l'aspirapolvere in salotto... 

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

nel cortile patronale

padronale; patronale significa "del patrono".

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

un flûte di ananas

ananas?  Il flûte è fatto per lo champagne, o comunque per un vino spumante; non ce lo vedo a essere usato per un succo di ananas, soprattutto a un ricevimento...

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

Spero che non hai discusso con tua madre

che tu non abbia

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

Carlo andò dritto in cucina, tirò fuori le trinciapollo e tornò a letto. Delicato come un artificiere avvicinò le lame alla pelle della moglie. Un colpo secco. Un taglio perfetto e quella stradannata collanina scivolò via.

trinciapollo è maschile: il trinciapollo.

Un uomo di scienza che lascia sopraffare a tal punto dalla superstizione?  D'accordo, l'immagine è carina e scatena il sorriso, però non mi sembra una reazione credibile... Lei sta dormendo, avrebbe potuto semplicemente sfilargliela; così rischia di sgozzarla se l'altra fa un movimento sbagliato :)

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

e ... pazienza per l'uomo di scienza.

 evita la rima, che è sempre brutta in narrativa.

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

Si assopì soddisfatto e sognò di tirare un pugno di sale dietro a zia Teresa.

Bella la chiusa.

 

Un raccontino leggero dalla trama forse un po' esile, ma comunque godibile con qualche ritocco. A iniziare dalla formattazione, che indispone alla lettura.

Buon proseguimento ;).

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Grazie @Edu, sì avrei potuto complicare la vicenda, ma ho preferito mantenere lineare e non sforare nei caratteri per questa mia prima prova.

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@Marcello grazie per il commento spietato!😁 Allora, sì con la formattazione ho commesso un pasticcio, in parte con errori effettivi, in parte in maniera del tutto accidentale, ho postato senza rendermi conto della resa, mea culpa!

Accolgo tutte le tue segnalazioni, tranne il flute di ananas: con questa immagine volevo sottolineare che Sara è scrupolosa nell'attenersi a questioni mediche, come non bere alcol in gravidanza,  tanto da usare il flute con un succo di frutta, per tale ragione la reazione di eliminare l'anguilla dai tavoli del buffet dovrebbe risultare una reazione ancora più paranoica di quanto non sia. 

Grazie ancora e a presto!

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29 minuti fa, Pigliasogni ha scritto:

ho postato senza rendermi conto della resa,

Allora, visto che sei alle prime esperienze, mi permetto anche un consiglio "tecnico": in basso a destra accanto al bottone "invia risposta" ce n'è un altro, "anteprima risposta", che ti permette di vedere come apparirà il testo.  È ottimo per l'ultima verifica, a caccia di refusi, sviste, segni d'interpunzione mancanti o in eccesso... e ovviamente ti consente anche di verificare la formattazione del racconto ;).

 

33 minuti fa, Pigliasogni ha scritto:

tranne il flute di ananas: con questa immagine volevo sottolineare che Sara è scrupolosa nell'attenersi a questioni mediche, come non bere alcol in gravidanza,  tanto da usare il flute con un succo di frutta,

questo non l'avevo proprio afferrato: mi era sembrato bizzarro l'accoppiamento e non ero andato oltre.

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7 ore fa, Marcello ha scritto:

n basso a destra accanto al bottone "invia risposta" ce n'è un altro, "anteprima risposta"

@Marcello questo consiglio vale mille punti!

Non me ne ero assolutamente accorta, forse perché nella visualizzazione con il telefono si trova dopo il pulsante di invio, scritto talmente tanto sbiadito che non lo leggo (o più probabilmente perché sono imbranata).

Grazie ancora!

A presto!

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Ciao @Pigliasogni! Ho letto il tuo racconto d'un fiato e se il tuo intento era far ridere il lettore devo dire che ci sei riuscita in pieno. Lo stile è frizzante, leggero, e ci sono delle belle chicche come 

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

«A quanto pare sì. Ti ricordi di quella volta della campana tibetana?»

«Di cosa?»

«Dai, di quella ciotola con il pestello che volevi usare per fare il pesto alla genovese?»

oppure 

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

.e pensa che ho anche trovato un ferro di cavallo! Uno vero! Pensa che fortuna!» «E che ci deve fare? Ci vuole ferrare quel somaro di suo marito?

 

A parte la formattazione un po' sballata, ma non mi ha disturbato più di tanto, l'unica nota stonata di questa storia, che ripeto ho apprezzato nel suo insieme, è la credibilità del personaggio maschile, ossia Carlo. Uno scienziato di suo livello può essere davvero così superstizioso? In un primo momento avevo pensato che volesse assecondare la madre, ma visto che poi insiste con Sara sulla collana ho dovuto ricredermi e la cosa, devo ammettere, mi è sembrata al limite del surreale. Così anche il modo in cui toglie la collana dal collo di Sara e senza che lei se ne accorga poi. Per un attimo ho creduto che volesse ucciderla xD In ogni caso un pezzo carino. Grazie per la piacevole lettura e buon anno! 

 

 

 

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Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

«Spero che non hai discusso con tua madre per l'anguilla.»

abbia

 

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

Non è questione di superstizioni, è che nella mia famiglia abbiamo ereditarietà con il cordone intorno al collo.

familiarità

 

Il 2/1/2020 alle 16:09, Pigliasogni ha scritto:

Un ottimo padre, un marito ideale e ... pazienza per l'uomo di scienza.

Bel racconto, in linea con ciò che diceva Eduardo: essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male. La scienza non è per niente di ostacolo.

 

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CIao @Emy, sono contenta dell'apprezzamento!

6 ore fa, Emy ha scritto:

credibilità del personaggio maschile, ossia Carlo. Uno scienziato di suo livello può essere davvero così superstizioso?

Mai dire mai! Qui di certo il racconto esaspera le situazioni, ma nella realtà mi è accaduto di constatare che non è raro che molti non-superstiziosi si riscoprino tali in momenti forti della vita.

6 ore fa, Emy ha scritto:

Per un attimo ho creduto che volesse uccider

🤣🤣ti dirò, in un primo momento l'avevo pensato anche io, poi mi sono ricordata che dovevo scrivere un sentimentale e non un thriller e ho cambiato tutti i toni (e il destino della moglie! )

 

Grazie e buen anno a te!

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