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fanwriter91

Iniziare un libro: errori tipici

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Quali sono, secondo voi, gli errori tipici dell'inizio di un libro?

Per ora mi vengono in mente:

- uno spiegone introduttivo;
- personaggi che parlano in modo dettagliato e chiaro di eventi che dovrebbero già sapere, e non è una cerimonia o qualcosa di simile;

- qualcuno che spiega all'istante il proprio piano.


Che altro?

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Descrizioni troppo prolisse e particolareggiate di luoghi, ma credo si possa catalogare negli "spiegoni"...

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io ho un brutto carattere e se non mi coinvolge l'incipit, ovvero le prime tre pagine, smetto di leggerlo. Non importa chi l'abbia scritto. Credo che debba destare curiosità. Attualmente non riesco a riprendere un giallo che , secondo me, è scritto bene ma il protagonista parla di troppe cose personali, anche tristi, e non vedo nessun mistero in arrivo. Immagino che, ad un certo punto, si inciampi per sbaglio in un cadavere, non so. 

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Il 29/12/2019 alle 20:41, fanwriter91 ha scritto:

Quali sono, secondo voi, gli errori tipici dell'inizio di un libro?

Per ora mi vengono in mente:

- uno spiegone introduttivo;
- personaggi che parlano in modo dettagliato e chiaro di eventi che dovrebbero già sapere, e non è una cerimonia o qualcosa di simile;

- qualcuno che spiega all'istante il proprio piano.


Che altro?

L'errore più comune che riscontro come beta Reader è voler mettere troppa roba nella prima pagina e in modo confusionario e non ottimizzato, rispetto i parametri base che una storia dovrebbe avere. Credo che l'incipit sia la parte poi importante e complessa di un libro. È il momento in cui l'autore prende per mano il lettore e lo aiuta a immergersi nel suo mondo, ovviamente se lo fa male, il libro non verrà letto. Credo che un buon incipit debba introdurre nella storia subito,( e non parlo di media res, ma di stile), che il contatto con il flusso narrante debba essere immediato, scorrevole e coinvolgente. 

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L'incipit è sempre la parte più delicata di un libro. E' un po' un biglietto da visita: deve far capire al lettore con cosa avrà a che fare.

Personalmente mi scoraggiano gli incipit con descrizioni dettagliate di luoghi, condizioni atmosferiche, aspetto fisico dei personaggi e del loro vestiario, e in generale con tutto quello che potrebbe definirsi "documentaristico".

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Il 29/12/2019 alle 20:41, fanwriter91 ha scritto:

personaggi che parlano in modo dettagliato e chiaro di eventi che dovrebbero già sapere

 

È ancora peggio quando i personaggi parlano di eventi che non dovrebbero sapere :asd:

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Gli incipit peggiori che ho letto io (e che sono più comuni di quanto il buon senso lascerebbe supporre:facepalm:) sono quelli in cui il personaggio si sveglia (di solito dopo aver messo uno stralcio del suo interessantissimo e simbolico sogno, di cui il lettore non capisce nulla), poi va al bagno e si specchia, in modo da poter descrivere al lettore i suoi fantastici occhi indaco o la sua cicatrice/voglia dall'insolita forma a spirale, ecc. Bonus: se la protagonista è donna probabilmente finito l'elenco degli occhi, dei capelli, ecc. ci viene dato uno scorcio sul suo carattere ammirevolmente umile (o un indizio sulla sua miopia) dicendo che pensa di essere bruttissima.

Poi abbiamo un intero capitolo che, in alternativa:

-ci descrive la sua famiglia sottolineando in modo sottile che i genitori non sono i veri genitori (questo soprattutto nel fantasy)

-ci descrive tutta la sua vita e i suoi problemi fino a lì

Se siamo sfortunati, il protagonista è uno studente, quindi lo vedremo anche andare a scuola e conosceremo i suoi amici, di cui (se donna) con buona probabilità ce ne sarà almeno una pazza che parla solo di ragazzi e uno gay.

Poi ci sono ovviamente le cose che avete già elencato: lunghe e particolareggiate descrizioni di luoghi (bonus: un sole all'alba o al tramonto), "riassunti delle puntate precedenti", scene messe lì apposta per presentarci tutti i personaggi in una volta (magari zia Emma che compie gli anni) e non perché abbiano importanza. Poi ci sono le mie preferite: le frasi a effetto filosofiche che vorrebbero imitare Tolstoj e sembrare profonde, anche se non c'entrano un piffero col libro. Sullo stesso piano le frasi a effetto con parolacce o dettagli trucidi su qualcuno che viene ammazzato già dalla prima riga.

In generale, anche negli incipit più "normali" può accadere di sbagliare il momento in cui inizia davvero la storia, e di iniziarla troppo presto. Idealmente, nel primo capitolo dovrebbe esserci un accenno ai protagonisti, al luogo e al tempo, ma senza esagerare in dettagli, e arrivati alla fine qualcosa dovrebbe essere già cambiato, o perlomeno dovrebbe esserci l'accenno a una crisi imminente.

Un buon esempio di come dovrebbe essere un primo capitolo (il primo che mi viene), secondo me, è Hunger Games. Anche qui inizia con un risveglio, ma già nel primo paragrafo si introduce la crisi, e a fine capitolo la protagonista prende la decisione che metterà in moto la storia. Poi non tutti i generi e non tutti i libri sono uguali, ma giusto per farsi un'idea.

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2 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Gli incipit peggiori che ho letto io (e che sono più comuni di quanto il buon senso lascerebbe supporre:facepalm:) sono quelli in cui il personaggio si sveglia (di solito dopo aver messo uno stralcio del suo interessantissimo e simbolico sogno, di cui il lettore non capisce nulla), poi va al bagno e si specchia, in modo da poter descrivere al lettore i suoi fantastici occhi indaco o la sua cicatrice/voglia dall'insolita forma a spirale

"Lucio Lucertola festeggiò il suo settantesimo compleanno svegliandosi. Riteneva questo un fondamentale segreto della vita: svegliarsi e addormentarsi un numero di volte esattamente uguale. Se ci si sveglia anche solo una volta in meno non si recupera più, si sputa la pallina, consummatum est, diceva Lucio che era stato professore di latino e italiano, ed era inoltre Curioso in altre scienze, le naturali, le filosofiche le zoologiche (in particolare i batteri), la botanica urbana, i cinesi, il concetto di inizio finale. Lucio Lucertola sorge dal letto faticosamente, con una protesta rumorosa di tutte le ossa. Un canto melodioso e trionfale lo accompagna. Le stesse cellule senza scrupoli che riempiono di ghiaia arterie e articolazioni del vecchio Lucio, animano il risveglio entusiasta del suo giovane canarino. In un bicchiere sul comodino Lucio ritrova il sorriso da cui si è separato per una notte."

 

La tua descrizione illustra perfettamente l'incipit di uno dei romanzi che ho più amato, Comici spaventati guerrieri di Benni. Come sempre, "se lo fai bene, bene; se lo fai male, male".

:-)

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2 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Un buon esempio di come dovrebbe essere un primo capitolo (il primo che mi viene), secondo me, è Hunger Games. Anche qui inizia con un risveglio, ma già nel primo paragrafo si introduce la crisi, e a fine capitolo la protagonista prende la decisione che metterà in moto la storia. Poi non tutti i generi e non tutti i libri sono uguali, ma giusto per farsi un'idea.

 

The Hunger Games andrebbe messo nei libri che ogni scrittore esordiente che vuole scrivere avventure YA in prima persona dovrebbe studiare e conoscere a memoria. Il primo capitolo credo che sia un capolavoro, riesce nell'intento di farti conoscere lo stato attuale delle cose, la famiglia, gli amici, il sistema politico, e il tutto senza fartelo pesare minimamente.

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47 minuti fa, Gualduccig ha scritto:

La tua descrizione illustra perfettamente l'incipit di uno dei romanzi che ho più amato, Comici spaventati guerrieri di Benni.

Benni scrive romanzi comici, ed è volutamente ironico ed esagerato.

Anch'io ho portato l'esempio di un romanzo che inizia con un risveglio, quindi il punto non è: tutti gli incipit dove qualcuno si sveglia sono noiosi, ma, a meno di voler essere comici (e di saper scrivere come Benni), come minimo il protagonista deve svegliarsi trasformato in scarafaggio, o chiuso in una bara, o accorgersi che la sorella è andata a dormire con la madre perché terrorizzata da ciò che sta per succedere. Ci deve essere un buon motivo, insomma.

 

39 minuti fa, Ospite ha scritto:

The Hunger Games andrebbe messo nei libri che ogni scrittore esordiente che vuole scrivere avventure YA in prima persona dovrebbe studiare e conoscere a memoria. Il primo capitolo credo che sia un capolavoro, riesce nell'intento di farti conoscere lo stato attuale delle cose, la famiglia, gli amici, il sistema politico, e il tutto senza fartelo pesare minimamente.

Sì, vero, sembra ricalcato su un manuale di scrittura. Io l'avevo iniziato solo per curiosità, per capire come mai aveva avuto successo, e alla fine ho letto tutta la trilogia. Secondo me c'è anche la mano di un buon editor dietro, ma è sempre meglio fare le cose bene dall'inizio che dover rivedere tutto.

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2 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Benni scrive romanzi comici, ed è volutamente ironico ed esagerato.

Anch'io ho portato l'esempio di un romanzo che inizia con un risveglio, quindi il punto non è: tutti gli incipit dove qualcuno si sveglia sono noiosi, ma, a meno di voler essere comici (e di saper scrivere come Benni), come minimo il protagonista deve svegliarsi trasformato in scarafaggio, o chiuso in una bara, o accorgersi che la sorella è andata a dormire con la madre perché terrorizzata da ciò che sta per succedere. Ci deve essere un buon motivo, insomma.

Beh, non sempre. "Un romanzo russo" di Carrère inizia con un sogno, non è né comico né fantastico ma è un bellissimo incipit oltre che un bellissimo romanzo. Credo che come tutto, non è tanto cosa scrivi ma come lo scrivi...

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2 ore fa, ivalibri ha scritto:

Beh, non sempre. "Un romanzo russo" di Carrère inizia con un sogno, non è né comico né fantastico ma è un bellissimo incipit oltre che un bellissimo romanzo. Credo che come tutto, non è tanto cosa scrivi ma come lo scrivi...

Sicuramente. Se uno sa scrivere, allora può iniziare come vuole, anche parlando del tempo, e riuscire a essere originale e coinvolgente lo stesso. Ho letto libri che erano molto belli nonostante un inizio lento o normalissimo, grazie alla bravura degli autori.

Gli esempi riportati li ho trovati soprattutto in romanzi YA o rosa, dove nel primo capitolo ricorrevano gli stessi cliché. Qualcuno poi li ha pubblicati, quindi è anche una questione di gusti.

La mia era un'opinione personale e un po' ironica sugli incipit che fin da subito mi hanno scoraggiata. Sono sicura che volendo si trovano incipit bellissimi per ognuno dei casi nominati in questa discussione, dipende dal genere, dal tipo di storia e soprattutto dalla bravura dell'autore.

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