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julia1983

[N2019-1B] La cubana

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Commento: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/45439-mi-131-cosa-cè-dallaltra-parte/?do=findComment&comment=808160

 

traccia: la consegna 

 

La cubana

 

Gambe da femmina lunghe e affusolate percorrevano la via e nel loro incedere uno sbattere di tacchi risuonava tra i rumori caotici della metropoli. La donna di colore stringeva a sé un pacco di medie dimensioni e procedeva stretta nel suo tubino succinto, che lasciava poco spazio all’immaginazione. Un venditore di hot dog le ammiccò e la invitò a fermarsi al suo carretto.

«Solo due dollari signorina bella» le disse mentre lei esitava e rallentava il passo. Era affamata: il viaggio aereo da Cuba le aveva messo appetito, ma sapeva anche che doveva a tutti i costi consegnare quel pacco in giornata.

«Conosce Nigel Thompson?» chiese la donna con accento spagnolo, decidendosi a poggiare per qualche istante, con cautela, il pacco sul marciapiede, non perdendolo di vista con le sue insolite iridi indaco.

«Il famoso investigatore privato?» replicò il venditore, intento a farcire il panino «è un mio cliente e la sua agenzia è a due isolati da qui» Detto ciò le porse l’hot dog, impregnandolo di mostarda e ketchup. A quel punto la donna tirò fuori un centone dalla sua borsa griffata Dior color vinaccia.

Il venditore sgranò gli occhi. «Non ho il resto, signorina!»

«Va bene così» e quando si voltò, si accorse che un barboncino si era avvicinato al suo pacco per odorarlo e lo cacciò via in malo modo.

«Deve essere attratto dal contenuto» disse il padrone, un vecchio con la coppola stretto nel suo impermeabile ècru.

«Impossibile! Non contiene niente di interessante per il suo cane» replicò stizzita la donna, mentre cercava di sollevare il pacco con fatica perché aveva una mano impegnata con l’hot dog.

«Le occorre aiuto? Guardi che il ketchup le sta sporcando di rosso la parte inferiore dell’involucro di cartone» disse un ragazzetto lentigginoso, che aveva assistito alla scena.

«Oh il ketchup certo…» disse impacciata la donna. Uno sconosciuto le si avvicinò.

«Sono Archie Goldman» si presentò con un leggero inchino e aggiunse «Lavoro per Nigel Thompson come assistente da quando Marlin, il suo ex socio, si è licenziato».

«Yanelis, la donna di Marlin».

Archie, che era un tipo sveglio, comprese che la giovane era intenta a trasportare il pacco che il suo capo stava aspettando da Cuba e rise imbarazzato.

«Credevo che Marlin lo avrebbe spedito».   

«Ne era impossibilitato» tagliò corto la donna «sono venuta di persona a consegnarlo».

«Sono i sigari che Marlin ci ha promesso?» 

«Sigari? Oh, è qualcosa di più scottante» e Yanelis fece seguire alle sue parole una risatina nervosa. Archie la fissò, si grattò il capo e poi fece per prendere il pacco che gli sembrava avere uno strano odore, ma non diede troppo peso alla cosa.

«Avete fatto buon viaggio?» le chiese e nel sollevare lo scatolone imballato ne approfittò per sbirciare le sue curve procaci.

Yanelis, dopo aver mangiato con foga l’hot dog, si accese una Lucky Strike. Gli rispose di sì distratta, poi si guardò attorno come se temesse di essere stata seguita.

«C’è qualcosa che vi turba?» chiese Archie, mentre stavano per dirigersi ad attraversare il primo isolato.  Lui cercava di tenere ben stretto il pacco, anche se l’olezzo proveniente da esso si stava facendo insopportabile.

 «Forse è meglio che lo portiate voi a Nigel» disse all’improvviso Yanelis «Ho paura che finisca in mani sbagliate» e indicò un gruppo di giovani vestiti di nero con borchie e piercing, che sostavano davanti a un bar.

«Stia tranquilla, quei ragazzi non la disturberanno, ci sono io a proteggerla».

Yanelis però non era convinta e mentre passavano osservò la corporatura mingherlina di Archie e si sentì in pericolo.

«Ciao bellezza» le disse quello che sembrava il capobranco e aveva una prominente cresta.

«State lontani!» gridò isterica Yanelis, estrasse fulminea dalla sua borsetta un revolver e sparò alla gamba del ragazzo che dolorante si rotolò a terra, mentre il resto dei suoi compari rimase immobile per la sorpresa. «Via, lasciatemi in pace!» e fece fuoco di nuovo, stavolta mirando in aria per allontanare il gruppo. Ad Archie sbigottito cadde in terra il pacco, ma la cubana lo raggiunse alle spalle e gli puntò la pistola dietro la schiena «Raccoglilo subito!»

 Il giovane era un investigatore alle prime armi,  abituato a redigere rapporti per il suo capo e non era pronto per l’azione e così, tremante, fece come gli ordinava la donna. «Uscite subito tutti dal bar!» gridò Yanelis, mentre si cominciavano a sentire delle sirene in lontananza, e si rifugiò all’interno del locale tenendo in ostaggio Archie.  Gli avventori e il barista uscirono subito, mentre qualche passante prestava soccorso al ragazzo con la cresta ferito e riverso sul marciapiede. 

Archie era sconvolto e le chiese: «Cosa ci sarà mai al suo interno, da rischiare di finire arrestata?»

 «Non faccia domande e chiami il suo capo al telefono» .

Il giovane non se lo fece ripetere due volte e compose il numero dell’agenzia investigativa, mentre fuori dal bar iniziavano ad ammassarsi volanti della polizia e un’ambulanza.

«Nigel Thompson» la voce cavernosa dall’altro capo del filo confortò, anche se per brevi istanti, Archie che si affrettò a informare l’investigatore che si trovava ostaggio nel bar a un isolato dal loro ufficio.

«Devo sempre salvarti il culo!» replicò spazientito Nigel, ma poi affermò che sarebbe accorso in suo aiuto.

Un megafono fece sussultare Archie che si era seduto in terra, mentre continuava a tenere in grembo il pacco, che cominciava a trasudare uno strano liquido dal fondo e l’odore che emanava era diventato insopportabile.

«Signorina è circondata, rilasci l’ostaggio e esca con le mani in vista!» gridò la voce metallica di un sergente e Archie cercò di convincere Yanelis, che però non voleva sentire ragioni e gridò verso l’esterno.

«Voglio che entri Nigel Thompson, per consegnargli il pacco».

«Sergente, i tiratori sono pronti, se si riavvicina alla finestra le spariamo» disse un agente, ma proprio in quel momento sopraggiunse un uomo di mezz’età, stretto nel suo impermeabile avana con un cappello a tesa larga del medesimo colore.

«La donna vuole me, come biasimarla del resto…» disse con fare ironico l’investigatore Thompson e senza attendere indicazioni dai poliziotti, dopo essersi acceso una parliament e aver dato alcune boccate, si diresse a passo spedito nel bar.

«Così siete la donna di Marlin, quell’idiota si è innamorato di voi e mi ha piantato in asso e ora la mia agenzia va a rotoli e sono costretto a dormire in ufficio!» la apostrofò duro Nigel una volta all’interno del locale.

«Ho un pacco per voi» replicò mansueta la donna che però continuava a puntare il suo revolver verso Archie.

«Sì, lo stavo aspettando. Sono i sigari che Marlin ha detto che mi avrebbe spedito?» domandò Nigel e si diresse dietro al bancone per versarsi un bicchiere di Ballantine's.

«Non credo che si tratti di cubani, capo… c’è qualcosa andato a male qua dentro» disse Archie che recuperò un minimo di coraggio per intervenire nella discussione.

«Fate silenzio!» gridò di nuovo isterica Yanelis e alternava a puntare il revolver tra i due uomini.

 «Cazzo signorina! Non fatela tanto lunga e consegnatemi questo pacco!» affermò seccato Nigel, dopo essersi scolato il suo scotch.

Archie chiuse gli occhi, temeva che il fare misogino e sfrontato del suo capo facesse perdere la pazienza alla cubana, ma Yanelis sembrava affascinata dal comportamento rude dell’investigatore e intimò ad Archie di consegnare il pacco a una condizione.

«Io uscirò dal retro del locale e voi aprirete lo scatolone solo quando sarò lontana».

«Bene, signorina, facciamo in fretta, dannazione!» replicò Nigel e lei si allontanò dal bar fuggendo indisturbata.

«La lascia andare così, capo?» chiese Archie mentre gli porgeva il pacco.

«È pur sempre la donna del mio ex socio» replicò laconico, e si accinse ad aprire la confezione.

Quello che vide al suo interno lo lasciò di stucco nonostante vent’anni di carriera come investigatore: nello scatolone giaceva la testa mozzata di Marlin.

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51 minuti fa, julia1983 ha scritto:

le porse l’hot dog, impregnandolo di mostarda e ketchup

Impregnare è più di un liquido che entra in un elemento poroso. Qui userai spalmare.

 

1 ora fa, julia1983 ha scritto:

nello scatolone giaceva la testa mozzata di Marlin

Che ci fosse una testa mozzata, lo avevamo capito da un pezzo dal ketchup, dalla puzza e dall'urgenza della consegna per evitare la decomposizione. Fosse stata una mano o un orecchio o peggio, il pacchetto sarebbe stato molto più piccolo.

Restano alcuni interrogativi amletici. Non è un problema passare la dogana USA con una testa mozzata e un revolver nella borsetta? Chi ha tagliato la testa dell'ex socio di Nigel e gliel'ha mandata? Perché la donna, ora ex donna, di Marlin buonanima è stata incaricata di consegnare la sua testa? E da chi? Perché la polizia in forze - volanti che si ammassano, cecchini suli tetti, ecc. - non ha pensato di circondare il locale lasciando fuggire indisturbata Yanelis dal retro? Secondo me, fra le forse speciali qualche testa cadrà (ops!).

Forse hai preferito lasciare tutto ciò alla fantasia dei lettori, ma le risposte non sembrano facili. Anche il capobranco con la cresta e la gamba sifula non fa che chiederselo.

Scrittura fluida che non aspetta altro che una storia meglio concepita per scatenarsi.

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Ciao @julia1983

 

Ti lascio solo un breve commento lampo.

 

Per me: ben scritto in quanto a stile. Scorre bene e la storia fluisce.

 

In quanto a trama, perdonami, ho anch'io grosso modo le stesse perplessità espresse da @Macleo!

 

Fondamentalmente non mi torna come potrebbe fare la protagonista a fuggire indisturbata dal retro, una volta giunte le forze dell'ordine sul posto...

2 ore fa, julia1983 ha scritto:

«Io uscirò dal retro del locale e voi aprirete lo scatolone solo quando sarò lontana».

 

Né mi torna come effettivamente il pacco  sia passato "indenne" o con "semplicità" a un viaggio in aereo...

 

E sì, in finale, da qui si può intuire che all'interno ci siano pezzi di cadavere o simili...

2 ore fa, julia1983 ha scritto:

che cominciava a trasudare uno strano liquido dal fondo e l’odore che emanava era diventato insopportabile.

 

Secondo me, lavorerei più sulla "mimetizzazione del pacco" (magari era sotto ghiaccio o simili) senza bisogno di lasciare troppi indizi nel racconto che possono rovinare la sorpresa finale.

Ugualmente troverei una semplice scappatoia agli altri due quesiti sopra citati...

 

Secondo me, la parte migliore del racconto sono i personaggi (ben scritti) e lo stile, la trama dovrebbe un poco essere rafforzata.

 

L'incipit mi è molto piaciuto.

 

Perdona le poche parole... a presto!

 

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:) Eccomi da te, @julia1983 , nel ruolo autoinflitto   ;) di CddS (Commentatrice degenere di Scrittopoli).

 

Avevi cominciato molto bene, esibendo uno stile serrato per un thriller avvincente:

 

7 ore fa, julia1983 ha scritto:

Gambe da femmina lunghe e affusolate percorrevano la via e nel loro incedere uno sbattere di tacchi risuonava tra i rumori caotici della metropoli. La donna di colore stringeva a sé un pacco di medie dimensioni e procedeva stretta nel suo tubino succinto, che lasciava poco spazio all’immaginazione. Un venditore di hot dog le ammiccò e la invitò a fermarsi al suo carretto.

«Solo due dollari signorina bella» le disse mentre lei esitava e rallentava il passo. Era affamata: il viaggio aereo da Cuba le aveva messo appetito, ma sapeva anche che doveva a tutti i costi consegnare quel pacco in giornata.

qui non fai capire se conosce cosa contiene.

7 ore fa, julia1983 ha scritto:

Uno sconosciuto le si avvicinò.

«Sono Archie Goldman»

forte il riferimento a Archie Goodwin di Nero Wolfe.

7 ore fa, julia1983 ha scritto:

 

si presentò con un leggero inchino e aggiunse «Lavoro per Nigel Thompson come assistente da quando Marlin, il suo ex socio, si è licenziato».

«Yanelis, la donna di Marlin».

Archie, che era un tipo sveglio, comprese che la giovane era intenta a trasportare il pacco che il suo capo stava aspettando da Cuba e rise imbarazzato.

«Credevo che Marlin lo avrebbe spedito».   

«Ne era impossibilitato» tagliò corto la donna «sono venuta di persona a consegnarlo».

«Sono i sigari che Marlin ci ha promesso?» 

«Sigari? Oh, è qualcosa di più scottante» e Yanelis fece seguire alle sue parole una risatina nervosa.

qui sembra sapere il contenuto del pacco.

7 ore fa, julia1983 ha scritto:

«C’è qualcosa che vi turba?» chiese Archie, mentre stavano per dirigersi ad attraversare il primo isolato.  Lui cercava di tenere ben stretto il pacco, anche se l’olezzo proveniente da esso si stava facendo insopportabile.

 «Forse è meglio che lo portiate voi a Nigel» disse all’improvviso Yanelis

Come fa a fidarsi di Archie,  che per lei è un perfetto sconosciuto, e quindi non può sapere se è chi dice di essere?

7 ore fa, julia1983 ha scritto:

«State lontani!» gridò isterica Yanelis, estrasse fulminea dalla sua borsetta un revolver e sparò alla gamba del ragazzo

Sembra un'azione inutile e dannosa per la protagonista, in ogni caso. Perché la fa?

7 ore fa, julia1983 ha scritto:

 

che dolorante si rotolò a terra, mentre il resto dei suoi compari rimase immobile per la sorpresa. «Via, lasciatemi in pace!» e fece fuoco di nuovo, stavolta mirando in aria per

...

Archie era sconvolto e le chiese: «Cosa ci sarà mai al suo interno, da rischiare di finire arrestata?»

 «Non faccia domande e chiami il suo capo al telefono» .

Il lettore continuerà a farsi domande sino alla fine.

7 ore fa, julia1983 ha scritto:

 

«Io uscirò dal retro del locale e voi aprirete lo scatolone solo quando sarò lontana».

«Bene, signorina, facciamo in fretta, dannazione!» replicò Nigel e lei si allontanò dal bar fuggendo indisturbata.

Poco realistica la fuga indisturbata (le verrà data la caccia e sarà molto presumibilmente presa a breve termine).

7 ore fa, julia1983 ha scritto:

«La lascia andare così, capo?» chiese Archie mentre gli porgeva il pacco.

«È pur sempre la donna del mio ex socio» replicò laconico, e si accinse ad aprire la confezione.

Quello che vide al suo interno lo lasciò di stucco nonostante vent’anni di carriera come investigatore: nello scatolone giaceva la testa mozzata di Marlin.

 

Secondo me, Julia, lasci troppe domande inevase. Perché il capo di Marlin doveva ricevere la testa, e da lei?

Da chi è stato ucciso Marlin? E perché?  Perché la sua donna ha smesso di amarlo?

Hai iniziato bene, e la materia da thriller era di buona grana. Ma lasci il lettore a bocca asciutta se non dai moventi e se non spieghi circostanze e comportamenti, anche solo con dei flash-back, per esempio.

Comunque sei stata incalzante, come ci vuole in un giallo,  e il tuo stile mi piace.:)

 

CddS   Zaza   :saltello:

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Ciao, @julia1983 . Il tuo racconto è scritto bene e offre un ottimo ritmo, però, mi sa che anch'io dovrò aggiungermi agli altri prima di me nel dirti che la trama presenta qualche intoppo. Che poi, a dirla tutta, a me non è che abbiano dato fastidio quelle due-tre sviste che vanno a intaccare su alcuni eventi come, per esempio, la fuga poco credibile della protagonista. Più che altro, secondo me, a rendere poco funzionale la trama è il fatto che il lettore si ritrovi fin da subito a capire qual è il contenuto del pacco. Ed è un peccato, perché il racconto, nonostante ciò, riesce a tenere ben salda la presa sull'attenzione del lettore, solo che ci si ritrova a sperare che il "plot twist", alla fine, non sarà proprio quello lì... Ma è ciò che accade, e dunque un po' l'amaro in bocca rimane. Comunque, è una caratteristica salvabile dal mio punto di vista, e credo che basti non calcare troppo la mano sulle descrizioni riguardanti il fetore emesso dalla scatola e simili. Insomma, basta giusto questo accorgimento e il racconto cambia totalmente faccia. Detto ciò, ti saluto e alla prossima!

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Ciao @julia1983,

 

Il tuo racconto è fluido e pieno d'azione. Lo stile ottimo per il tipo di narrazione e l'idea divertente. Credo però che tu chieda al lettore di lasciare un sospeso troppi perché: perché yanelis ha mozzato la testa al compagno? Perché sente il bisogno di portarla all'ex socio? Perché spara al Crestone, visto che, essendo una donna appariscente, dovrebbe essere abituata alle attenzioni? Perché Nigel, celeberrimo investigatore, si preoccupa di un pacco di sigari, tanto da diventare quasi l'attesa della giornata? 

Almeno alcune di queste domande dovrebbero, almeno per il mio gusto di lettrice, trovare delke risposte nel racconto, anche solo accennate o vaghe. 

 

Infine alcuni passaggi risultano un po' inverosimili. Un volo Cuba-Usa in cui è possibile trasportare un pacco con una testa mozzata senza essere fermati al controllo bagagli? Mh... 

Al metal detector la pistola di Yanelis non viene rilevata? Mh... 

La polizia che circonda il bar, dove una donna armata ha un'ostaggio, fa entrare senza problemi un investigatore privato? Mh... 

 

Nel complesso ho apprezzato sia l'idea che li stile, forse, mia opinione, il racconto necessitava maggiore verosimiglianza. 

 

Talia 

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Breve storia triste di Natale: ho pochissimo tempo per scrivere/leggere. Mi scuso in anticipo pertanto se il commento sarà breve e poco dettagliato :bandiera:

 

Mi pare che fu proprio Raymond Chandler, noto scrittore e sceneggiatore americano di gialli e noir, a suggerire che l'essenza stessa del noir stia nel prendere un banale e volgare delitto, uno qualunque, senza grossa intelligenza e a nasconderlo sotto al tappeto della società moderna: così, partendo da un banale istinto (ovvero una pulsione alla violenza o a qualche altre turpe passione) ci si trova davanti a un sistema sociale che non punisce il male e premia il bene come ci si aspetterebbe, perché in questo non solo le virtù e i vizi sono subdolamente celati dietro al paravento delle convenzioni, ma il concetto stesso di bene e di male sono confusi e annullati in un'indefinibile area grigia. I tuo racconto presenta in un certo senso tutti gli elementi cari al genere noir: personaggi ambigui, un contesto urbano altamente stratificato e denso, pieno di faccendieri e di insoliti personaggi, misfatti tenuti nascosti e una buona dose di scene 'hard boiled'. Tutti gli elementi e anche un buon livello di descrizioni, caratterizzazioni di personaggi eccetera eccetera. Purtroppo difetta proprio di quell'unica cosa che serve ad una storia per essere definita noir, ovvero 'il crimine'. Cioè: che cos'è realmente successo a Marlin? Cosa ha fatto per meritarsi il trattamento ricevuto? La donna che porta il pacco è veramente sua moglie e se sì, che ruolo ha nella vicenda? Questi quesiti, di per sé cruciali per determinare l'aspetto di quell'istinto brutale e basso che dovrebbe essere alla base del crimine noir, restano tristemente insoluti e altrettanto insondabili. Purtroppo non lasci nemmeno piccole briciole di trama su cui il lettore, sperduto pollicino noir, possa quantomeno tentare una strada elucubrativa. Certo, 8000 caratteri sono un'accidenti di revolver .38 puntata fra le costole e non si può mica fare bene il proprio lavoro con una simile motivazione, per la miseria!

Purtroppo però la resa complessiva ne risente tristemente :(

A tal punto che non si riesce ad apprezzare a pieno (secondo me) lo sforzo narrativo notevole che hai infuso in queste poche, ma intensissime righe.

Peccato, davvero. I personaggi, pur nel loro essere stereotipati, andavano benissimo:

 

Nigel: l'investigatore super-dritto.

Archie: il pivello sfigato.

Marlin: il socio misterioso che scompare di colpo.

Yanelis: la pupa da urlo, estremamente pericolosa.

 

Insomma: come incipit per un noir va benissimo. Adesso però devi metterci il resto della storia :D

Davvero: sviluppalo e farlo diventare più grande ;)

Meriterebbe

 

Alla prossima

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Buon pomeriggio @julia1983.

 

Uhm, mi unisco al coro di chi mi ha preceduto in merito alla trama caotica; il ritmo del racconto è serrato, ma - imho - lo stile non è sempre scorrevole, un po' per la punteggiatura mancante in alcuni punti, un po' per delle frasi abbastanza lunghe in altri.

Anche a livello di contenuti e di plausibilità degli stessi mi son fatto le stesse domande che hanno esposto chi mi ha preceduto.

 

Insomma: l'idea c'è e pure il ritmo narrativo serrato adatto al genere; imho, sarebbe stato meglio focalizzare la storia con meno personaggi e situazioni, investendo maggiormente nei dettagli rimasti irrisolti.

 

Alla prossima e auguri in ritardo! (y)

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@Macleo @AndC @Poeta Zaza @Rhomer @Talia @Nerio @H3c70r

 

Ciao a tutti e grazie di avermi commentato, chiedo scusa per l'incredibile ritardo con cui vi rispondo, ma ero all'estero per vacanza senza computer e dunque impossibilitata a rispondere e commentare. Ad ogni modo ci tengo, seppur dopo svariati giorni, a ringraziarvi per le vostre attente analisi. Grazie a voi ho compreso i punti di forza e di debolezza del mio pezzo e ne farò tesoro. :) Sono convinta che limato e con i dovuti accorgimenti questo brano possa stimolarmi a divenire un incipit di un progetto più ambizioso come qualcuno di voi mi suggeriva e la cosa mi ha rallegrato. Ne approfitto per farvi gli auguri di buone feste anche se si usa dire che l'epifania tutte le feste si porta via :P , ma ci tenevo.

Grazie ancora :sss:

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Dispiace dirlo, ma mi ha convinto poco. Più che un racconto a se stante questa scena sembra un frammento di qualcosa di più esteso, soprattutto perchè non viene rivelato il movente della donna. Inoltre (questa è secondo me la debolezza più grande) mi sembra alquanto inverosimile che qualcuno si porti in giro una testa mozzata in una scatola di cartone, quindi un elemento importante della vicenda poggia su basi abbastanza deboli. Il dialogo in cui Yanelis e l'ispettore si danno del "voi" mi sembra piuttosto forzato perchè questo racconto non evoca di certo un'ambientazione "retrò" che potrebbe giustificare questa scelta stilistica. Non ho ben capito il perchè lei "regala" cento dollari al venditore di hot dog:  non aveva monete o anche solo banconote di taglio più piccolo? La prima cosa a cui ho pensato è stata una forma di corruzione, avrebbe avuto molto più senso così, invece rimane un'immagine sensazionalistica fine a se stessa. A pelle mi sembra molto forzato anche lo sparo alla gamba del ragazzo con la cresta, ma dopotutto ho letto ben pochi thriller/polizieschi.

 

Il 24/12/2019 alle 11:44, julia1983 ha scritto:

Gambe da femmina lunghe e affusolate percorrevano la via e nel loro incedere uno sbattere di tacchi risuonava tra i rumori caotici della metropoli

Questo mi è piaciuto invece, un modo incisivo ed efficace per iniziare attirando immediatamente l'attenzione del lettore.

 

Il 24/12/2019 alle 11:44, julia1983 ha scritto:

«Bene, signorina, facciamo in fretta, dannazione!» replicò Nigel e lei si allontanò dal bar fuggendo indisturbata.

«La lascia andare così, capo?» chiese Archie mentre gli porgeva il pacco.

«È pur sempre la donna del mio ex socio» replicò laconico

Splendido esempio di etica professionale :fuma:

 

Comunque è un racconto scritto con stile molto scorrevole e anche piacevole, L'elemento che rimane più impresso è sicuramente l'isteria della protagonista, che è resa molto bene; però non fa per me, senz'altro anche per una questione di gusto personale.

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