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Nome: Morellini Editore (titolare: Mauro Morellini)

Sitohttps://www.morellinieditore.it/

Catalogohttps://www.morellinieditore.it/libri.html

Modalità di invio dei manoscrittihttps://www.morellinieditore.it/scheda-servizio/autori-vari/richiesta-valutazione-testo-narrativa-9788811111111-579333.htm (tassa di lettura di € 29,89 per testi di narrativa)

Distribuzionehttps://www.morellinieditore.it/chi-siamo.html (Messaggerie Libri, promozione PDE)

Facebookhttps://www.facebook.com/morellinieditore/

 

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Sono un po' strani questi di Morellini: ad esempio, oltre a volere quasi 30 euro (24,50€+IVA!) per valutare un'eventuale opera da pubblicare, specificano di controllare il catalogo prima di inviare, per non perdere soldi poiché non puibblicano alcuni generi, come la poesia e la letteratura di viaggio, e poi si scopre che hanno ben tre collane dedicate ai viaggi e alla letteratura ad essi connessa (Città d'autore, Guide Alto Adige e Insider) e che hanno da poco pubblicato il libro di poesie di Sandra Milo. E poi, però, specificano che non pubblicano assolutamente opere a pagamento, "Fatta eccezione per rari casi di volumi di carattere accademico di alto valore culturale ma rivolti a nicchie molto ristrette, e comunque rigorosamente selezionati". Ma se sono di alto valore culturale e rigorosamente selezionati, perchè vogliono il contributo?

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Buongiorno,

Le sono grato di aver posto la questione dandomi modo di chiarire dubbi a lei e altri utenti.

La quota di iscrizione si è resa necessaria a fronte dell'enorme numero di testi che ha iniziato ad arrivare in casa editrice e, dall'altra parte, del desiderio di dare comunque una risposta, ritenendo non sia corretto lasciare in sospeso chi la attende.

Il costo di una lettura è per noi di almeno 50 euro (provate a immaginare quanto tempo ci vuole a leggere un libro, e poi a valutarlo), e mediamente ne scegliamo 1 su 50, nonostante siamo tra gli editori che investono di più sui nuovi autori - i  casi di Sara Rattaro e Stefano Corbetta sono solo gli esordi più famosi.

È quindi per noi insostenibile spendere 2500 euro solo per SCEGLIERE un romanzo - come immagino saprete, i dati rivelano che il 95% dei titoli pubblicati in Italia vende meno di 500 copie.

Chiedere un contributo ai costi da una parte ci consente di ridurre il nostro investimento (immagino saprete che ormai molti agenti chiedono, per essere accettati, 100-150 euro per una scheda di valutazione che può anche essere negativa), dall'altra di filtrare gli autori effettivamente motivati a pubblicare con noi: non avete idea di quante mail circolari ci arrivano - qualche incauto non si premura neppure di mettere gli editori in ccn, così scopriamo di essere assieme a editori che non c'entrano nulla col testo proposto, da Zanichelli a Hoepli.

Quella della congruenza tra il proprio testo e i propri gusti e la produzione della casa editrice dovrebbe essere la prima regola di chi invia manoscritti, ed è quello che ripeto sia agli amici, sia, quando mi capita, nei corsi di scrittura ai quali mi capita di dare una testimonianza.

Per questo motivo nelle avvertenze suggeriamo di verificare prima cosa pubblica Morellini Editore, onde evitare che la quota venga pagata inutilmente. E se è vero che abbiamo un forte settore di GUIDE TURISTICHE, non abbiamo neanche un titolo di NARRATIVA DI VIAGGIO: in un caso si trovano guide a monumenti ristoranti ecc, l'altro è quello di Rumiz, Chatwin, ecc.

Infine, abbiamo voluto sottolineare che non pubblichiamo a pagamento perché è una discriminante per noi molto importante, e perché consigliamo di stare alla larga dagli editori a pagamento - piuttosto sono molto più seri i servizi di self publishing, che fanno sì che l'autore sia editore di se stesso senza false promesse.

Ma per rigore di verità, abbiamo precisato che ci sono delle eccezioni: si riferiscono in particolare alla collana Tracciati, opere di grande livello accademico ma non sostenibili economicamente (un editore in perdita prima o poi chiude, o si riduce a diventare editore a pagamento), che per diversi titoli si avvalgono dei fondi di alcune università italiane e straniere, fondi costituiti proprio per questa finalità.

Spero di essere stato esauriente, sono a vostra disposizione per qualsiasi approfondimento.

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Il 21/12/2019 alle 10:59, Mauro Morellini ha scritto:

Il costo di una lettura è per noi di almeno 50 euro (provate a immaginare quanto tempo ci vuole a leggere un libro, e poi a valutarlo), e mediamente ne scegliamo 1 su 50, nonostante siamo tra gli editori che investono di più sui nuovi autori - i  casi di Sara Rattaro e Stefano Corbetta sono solo gli esordi più famosi.

È quindi per noi insostenibile spendere 2500 euro solo per SCEGLIERE un romanzo - come immagino saprete, i dati rivelano che il 95% dei titoli pubblicati in Italia vende meno di 500 copie.

[...]

Infine, abbiamo voluto sottolineare che non pubblichiamo a pagamento [...]

Ma per rigore di verità, abbiamo precisato che ci sono delle eccezioni: si riferiscono in particolare alla collana Tracciati, opere di grande livello accademico ma non sostenibili economicamente (un editore in perdita prima o poi chiude, o si riduce a diventare editore a pagamento), che per diversi titoli si avvalgono dei fondi di alcune università italiane e straniere, fondi costituiti proprio per questa finalità.

 

@Mauro Morellini Innanzitutto grazie per aver risposto personalmente: chi si mette in gioco in prima persona, soprattutto per fugare dei dubbi riguardo al proprio lavoro, merita sempre un apprezzamento positivo.

I due punti sui quali mi soffermo sono quelli citati sopra: le redazioni delle case editrice sono formate da persone deputate a leggere i manoscritti, normalmente stipendiate dalle stesse, a prescindere che leggano un testo al mese o trecento, e se la quasi totalità delle case editrici non a pagamento non chiede contributi per esaminare le opere, non penso sia fantascientifico farlo. Del resto, se un titolo ogni 50 viene pubblicato, vuol dire che per ogni opera pubblicata incassate più di 1400 Euro! Chi è a capo di una Casa editrice è un imprenditore, e il suo fine è il lucro, ma è anche vero che un imprenditore deve sostenere il cosiddetto rischio d'impresa, ossia la possibilità che il bilancio chiuda in perdita: starà alle sue qualità riuscire a ottenere più guadagni che perdite, e quindi scegliere e portare avanti, anche pubblicizzandole e facendole arrivare fisicamente in libreria, le opere che veramente meritano: da questo si contraddistingue un editore a pagamento, che pubblica qualsiasi cosa, basta pagare, da uno non a pagamento, che rischia in prima persona e sulla propria pelle. Anche perchè un libro di un esordiente che non è presente in libreria non lo comprerà mai nessuno e, quindi, l'Editore dovrà credere veramente in quell'opera, perchè dovrà essere previsto anche un piano pubblicitario e di distribuzione adeguato: è proprio qui il rischio d'impresa!

Altro punto: la collana Tracciati, che si compone di monografie, ossia di quegli scritti che i cattedratici o gli studiosi scrivono per avere risalto o promozioni nel mondo accademico (spesso di non eccelsa qualità, ma su questo tralascerei); è risaputo che non interessino a nessuno, tranne ai diretti interessati i quali, comunque, acquistano un buon numero di copie per farle (e farsi) conoscere e per partecipare alle abilitazioni nazionali (di solito, se ne acquistano tra le 30 e le 50 copie), ma non arriveranno mai in libreria (e quindi non c'è il rischio di copie invendute o spese di distribuzione). E qui subentra l'economicissimo Print on demand, che permette di stampare un solo libro alla volta, solo a richiesta, senza alcun costo per le Case edirici; ma credo che (ed è una pratica alquanto diffusa in Italia, che la quasi totalità degli editori persegue) per guadagnare, le Case editrici facciano cassa con chi è obbligato a scrivere per farsi conoscere in ambito scientifico (e, anche per questo, si dice che la ricerca scientifica da noi non venga supportata a sufficienza).

Per tutte le suesposte motivazioni non credo che la Sua casa editrice possa definirsi totalmente non a pagamento, ma a "doppio binario", ma questo è solo un mio personalissimo parere, e in quanto tale opinabile, che soprattutto non vuole in alcun modo screditare il suo lavoro di editore che, in quanto privato, può svolgere come vuole, con le regole che Lei ritiene più appropriate e opportune, e se agli autori che si propongono le accettano, stanno bene anche a me.

Buon lavoro e auguro le migliori fortune alla Sua Casa editrice.

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Buongiorno,

siamo stati tra i primi in Italia a utilizzare la stampa in POD. Ma sarebbe bello che il costo di un libro si limitasse alla sola stampa - non è così. C'è editing, correzione bozze, impaginazione se non traduzione che per un lavoro di qualità richiedono costi importanti. La collana Tracciati include titoli tra i più importanti esperti di letteratura comparata e di nuove tendenze letterarie. Non si tratta di libri inutili, semplicemente rivolti a una comunità ristretta di docenti ed esperti. In ogni caso ogni anno solo 1 o 2 libri su 60, di quelli da noi pubblicati, rientra in questa categoria, quindi non mi sembra molto corretto definirci "editore a doppio binario".

Quanto al costo di un redattore, proprio perché non possiamo permetterci di pagare stipendi a prescindere dal lavoro fatto la prima lettura viene affidata all'esterno - quindi a tutti gli effetti è un costo vivo direttamente proporzionale alla lettura. E francamente credo che 25 euro, se uno è veramente motivato a pubblicare con noi, non siano una barriera insormontabile. Sono certamente buttati via se un autore sta sparando nel mucchio - ma quello sarebbe scorretto nei confronti degli editori e degli altri autori, quindi ben venga un filtro.

 

Se lo desidera, può contattarmi anche alla mail della casa editrice, credo molto a una cultura sana dell'editoria, con impegno, buona fede, correttezza e trasparenza sia da parte degli editori che degli autori, e sarò lieto di confrontarmi con lei su questi temi.

 

Cordiali saluti

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@Mauro Morellini,

buon pomeriggio, vorrei porle una domanda: la prima lettura d'un manoscritto che perviene alla CE ha un costo di 25 euri. Ma si tratta d'un costo standard valido per ogni manoscritto inviato, oppure fate differenza di costo tra un manoscritto di, che so, 200 cartelle e uno, poniamo, di 500?

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