Ciao @Garrula, la prima impressione leggendo il tuo racconto è di amarezza, per la rabbia che la figlia si porta anche nel trapasso della madre, che gli appare come fantasma, forse un incubo dal quale non riesce a liberarsi. Uno spettro che la perseguiterà anche in futuro? Una storia malinconica che hai saputo rendere con le sensazioni di una scrittura creativa, evocativa e una sottile ironia. Come detto nei commenti precedenti è molto interessante l'idea di immaginazione che lasci nel non dire le cose. Con pochissime parole hai ben definito il carattere della madre: "quelli là si siano portati via le mie pellicce e i miei ori..." fanno capire l'importanza di apparire anche se in modo pacchiano, di attirare l'attenzione su di sé trascurando i bisogni dei figli, probabilmente per qualche scompenso psichico legato a chissà cosa. Anche la figura del padre assente lascia la sorte all'immaginazione del lettore. Una storia senza tempo. Non si capisce l'eta dei protagonisti, anche se la madre si definisce vecchia, ma anche l'età può essere simbolica.   Volevo porti qualche considerazione personale riguardo il testo     All'inizio la madre si ritrova abbandonata con solo dei vestiti addosso, poi nota il copriletto sgargiante e decide di improvvisare un vestito. Immagino che se decide di indossare il copriletto, forse come provocazione o per suo egocentrismo, non apprezza come l'hanno vestita prima. Magari non è influente, ma un rimando potrebbe legare.  Si potrebbe aggiungere. "Via questi abiti da funerale che ricordano il papà..( visto che gli piace il grigio)." e continuare col copriletto...  Quella del copriletto è l'unica nota di simpatia che mi ha trasmesso la madre.       Mi sfugge qualcosa, quei puntini di sospensione e il legame tra grigio e faccetta secca     Questo passaggio è molto drammatico. Si evidenzia tutto il disagio psichico della madre (almeno per me) e l'esasperazione della figlia. Bello.       Questo passaggio è molto bello. Sembra che ci sa uno spiraglio nella mamma per ritrovare l'affetto della figlia. Quando dice "Già la vita l'ha punita abbastanza...." mi aspettavo che continuasse: "con una madre così!" invece infierisce ulteriormente "con quelle gambe a stecchino" Molto amaro.       Per fortuna il finale è più leggero. Con l'ultima frase si stempera tutta la tensione, una battuta che fa crollare il castello. Bel racconto e bella scrittura. Anche secondo me il titolo non rende bene il senso della storia ma non so come aiutarti, la butto lì "Presenza assente" assente con significato ambiguo, come spirito e quindi non tangibile e come madre nei confronti della figlia? Una storia  verosimile come le traversie della vita. Ciao alla prossima