Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

fanwriter91

Spiegoni: sì o no?

Post raccomandati

19 minuti fa, Alberto Tosciri ha scritto:

Io non sono del tutto contrario agli "spiegoni"

 

Nemmeno io.

 

 

19 minuti fa, Alberto Tosciri ha scritto:

Bisogna saperli dosare, come il lievito nel pane, perché poi il lievito si innalza.

Non bisogna mai abbandonare o rifiutare completamente un pensiero o un atteggiamento, secondo me; magari cambiarlo, aggiornarlo, renderlo funzionale ai tempi.

 

Hai ragione!

Questo puoi farlo tu, che sei uno scrittore esperto. A chi comincia, invece, secondo me è giusto dire di evitare gli spiegoni il più possibile. Perché il problema non è lo spiegone in sé; il problema è che se lo metti in mano allo scrittore che non sa «dosare», lo spiegone si trasforma facilmente in divagazione inutile e spesso dannosa in quanto distrae il lettore e lo porta fuori strada.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
21 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:

Naturalmente c'è modo e modo di redigere uno spiegone o spiegotto elisabettiano. Bisogna saperlo fare  bene, senza annoiare.

E non sempre c'è bisogno di spiegoni, come è stato detto. Possono essere inseriti nei dialoghi, nelle azioni, nei comportamenti dei personaggi, nella contestualizzazione. Bisogna saperli dosare, come il lievito nel pane, perché poi il lievito si innalza.

Non bisogna mai abbandonare o rifiutare completamente un pensiero o un atteggiamento, secondo me; magari cambiarlo, aggiornarlo, renderlo funzionale ai tempi.

Sono naturalmente d'accordo ! E mi piace molto la comparazione con il teatro elisabettiano :) 

(Tornerò a rispondere al tuo bel commento su Manto, ma sono in pressa alle correzioni furiose di esami e di bozze di articoli).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Spiegoni no, per il cielo.

Ti dico solo che quando mi capitano nel libro x che sto leggendo, se sono brevi, continuo. Ma se mi accorgo che durano più di una pagina, allora li salto. Pensa se dovesse accadere per tutto il capitolo. O_O

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buon pomeriggio:sss:@fanwriter91 piacere di leggerti,

 

proprio giorni fa, un utente del Writer's dream (mio amico) mi ha detto che i miei racconti spiegano troppo e devo ammettere che ha ragione.  E' nel mio stile "spiegare le cose" poi dipende anche dalla trama.

Secondo me sarebbe una bella sfida modificare il proprio stile. Se spieghi troppo riuscirai a spiegare di meno?^^

A rileggerti.

- Floriana-

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Riguardando il mio libro, ho visto un punto in cui c'è uno spiegone. In pratica, una straniera, per poter avere alcune informazioni, usa una sorta di trucco jedi su una guardia, che le spiega diverse cose su richiesta. Partendo dal fatto che sono globalmente duemila parole (spiegazione, domande, descrizione dei gesti e delle emozioni...) sarebbe da considerare uno spiegone?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 13/12/2019 alle 12:30, fanwriter91 ha scritto:

Molti criticano gli spiegoni, perché rischiano di rovinare la magia del contesto, e magari possono sembrare fuori luogo, con ripetizioni di ciò che un personaggio dovrebbe già sapere.

Ecco una proposta: nel mio libro uno dei protagonisti viene preso come apprendista alchimista. Lui ha qualche nozione basilare, per cui il mentore dà una spiegazione abbastanza approfondita. In tal occasione viene spiegato come funzionano determinate pozioni che si sono viste più volte o come sono state evocate varie creature. Ci saranno anche dei riferimenti utili all'avvenire.

 

Dite che andrebbe bene un capitolo incentrato su spiegazioni e alcune dimostrazioni?

Il discorso: spiegone Sì / spiegone No da un punto di vista narrativo "alto" è del tutto superfluo.

Non esiste "lo spiegone": esistono pagine di grande narrativa e pagine di pessima narrativa. Così se un Nobel per la letteratura ti ammolla 50 pagine di quello che viene considerato "spiegone", è alta narrativa, se lo fa l'esordiente nel suo action thriller erotico d'azione, è una roba che scappano anche gli amici e i parenti.

Questo preambolo per dire che, per me, il punto è rendersi conto di due cose: cosa si sta scrvendo, e a che livello; per chi si sta scrivendo, e con quali aspettative.

Una volta partecipai a un corso sulla scrittura di genere (sci fi) e si parlò proprio degli spiegoni. Dopo i vari bla bla sul concetto spiegone = morte, venne fuori che uno dei più seguiti narratori hard sci fi moderni (non ricordo chi fosse) ammolava 50 pagine di hard spiegoni all'inizio dei suoi roamanzi cult, e che il suo pubblico adorava tutto ciò.

E quindi? E quindi niente. Non c'è una ricetta. Se ci fosse, ogni singolo insegnante di scrittura creativa se ne satrebbe lì, primo in classifica su tutte le piattaforme a bearsi del successo avuto con il suo ultimo romanzo tutto tecniche vincenti per non annoiare il lettore. Non è così che funziona. In narrativa e in editoria c'è una e una sola certezza: non esistono certezze.

Si tratta di ottenere l'alchimia perfetta,  per rimanere in tema.

L'alchimia dipende da una serie di fattori: stile dell'autore, ritmo del narrato, tipologia di spiegone, pubblico di riferimento.

Quest'alchimia l'autore la può trovare da solo, oppure affidandosi a un buon editor.

Nel tuo caso specifico, andando a naso e presumendo che il tuo sia un romanzo fantasy d'azione che punta a un pubblico giovane, sconsiglierei tanto lo spiegone fine a se stesso quanto l'approccio del modernismo alla "non spiego niente".

 

Spiega, ma la spiegazione deve essere inserita nel narrato, con dell'azione a contorno.

Vuoi siegare come funziona una pozione?

Il mentore spega e mentre spiega fa fare cose all'apprendista. Fai vedere l'apprendista che suda, che smadonna, che sbaglia e sbagliando magari fa un macello e quasi da fuoco al laboratorio.

Fallo vedere mentre ripulisce tutto e per punizione passa una settimana a pulire per terra il laboratorio, mentre ripassa a mente i passagg che ha sbagliato.

Così facendo, la spiegazione della pozione sarà ntesa dal lettore come parte della trama, come azione, e tu avrai spiegato senza spiegare, almeno apparentemente.

 

 

 

Modificato da Bango Skank
  • Mi piace 7
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ma riuscite a immaginare la "Trilogia della Fondazione" di Asimov senza le voci dell'"Enciclopedia galattica"?
Impegnandomi potrei anche riuscirci a inserire tutte quelle informazioni nella narrazione, ma perché mai? Si allungherebbe il testo intercalando con decine di pagine che ne spezzerebbero il ritmo. E tutti questi artifici per evitare gli "spiegoni", alla fine, rischierebbero di stancare il lettore molto di più, sempre ammesso che qualcuno si sia mai annoiato leggendoli. 
Ancora, a me piacciono le note, forse perché vengo da un ambiente accademico. E, nel contesto letterario, preferisco le note a piè di pagina a quelle poste alla fine del libro o del capitolo.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
14 minuti fa, Ezio Bruno ha scritto:

E, nel contesto letterario, preferisco le note a piè di pagina a quelle poste alla fine del libro o del capitolo.

 

Anche io :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×