Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

••• --- •••

I gemelli siamesi ElleryQueffe. Processo e condanna.

Post raccomandati

Commento

 

Personaggi:

I fratelli ElleryQueffe: @ElleryQ @qfwfq

Il giudice Domenico Rosso: @Niko

Il maresciallo Nuccio Marcellus: @Marcello

 

È il crepuscolo di un anonimo martedì sera. La città poco a poco inizia a calare le grigie palpebre sulle vie semideserte; in una zona periferica, ecco il tossicchiare del camion della nettezza urbana, più avanti un pensionato che arranca col bastone, una fila di lampioni ancora spenti e, in fondo a destra, delle aiuole che delimitano i giardini pubblici dalla strada, proprio di fronte alla caserma dei carabinieri. Dietro l'aiuola, una mano chiusa sbuca dalla manica verde di una felpa, s’alza in prossimità del berretto, arretra dietro la nuca e di colpo si fionda in avanti lasciando partire un sasso. Qualche istante prima, un'altra mano vestita di un guanto rosso ha afferrato una macchina fotografica e l'indice ha preso a premere ripetutamente sul pulsante.  
I click precedono di pochi attimi il fragore di vetri che si rompono e di allarmi che suonano.

 

«L'udienza è aperta.»
Il giudice Domenico Rosso sposta gli occhiali sulla punta del naso e prende a esaminare alcuni fogli.
«Oggi ci troviamo di fronte a un caso, ehm, quantomeno singolare. Dagli atti risulta che il testimone d’accusa e l’imputato siano rappresentati dalla stessa persona, il signor ElleryQueffe. Nel giorno martedì quindici novembre dell’anno corrente, il signor ElleryQueffe ha tirato un sasso contro la vetrata della caserma dei carabinieri, danneggiandola seriamente. Nel frattempo, però, ha prodotto degli scatti fotografici che non lasciano adito ad alcun dubbio sulla sua colpevolezza. È immortalato nella fase del lancio del sasso, si vedono contemporaneamente il volto e la mano destra armata, così come numerosi scatti delineano in sequenza la traiettoria della pietra. È inoltre necessario puntualizzare che l'imputato ha rinunciato di sua sponte all’aiuto di un avvocato che la legge garantisce di diritto ad ogni cittadino.
Ma ora prego, signor ElleryQueffe, a lei la parola.»

 

In aula si alza un brusio.

 

Queffe molla un calcio nella caviglia di ElleryQ e stizzito prova ad alzarsi, ma trova la resistenza del fratello che rimane aggrappato alla panca.
«Signor giudice, deve esserci un equivoco. Io e mio fratello siamo due persone ben distinte. Vede? Abbiamo un braccio, due gambe e, soprattutto, una testa ciascuno (che tradotto sarebbe: due braccia, due teste e quattro gambe in tutto). Purtroppo dobbiamo condividere il busto e il… vabbè, ha capito, no? Il fondoschiena.» Il volto di Queffe si tinge di rosso per l’imbarazzo.
«Mmm… a dire il vero sia sul certificato di nascita che all'anagrafe risultate una cosa sola. Dato che parla di errore, venga da me. Però lo faccia da solo, con le due gambe che vanta indipendenti.» Lo sguardo di Domenico Rosso si fa severo.
ElleryQ sghignazza, Queffe resta impietrito.
«”Vede?” Non potrà mai ottenere di liberarsi dalla metà che ritiene superflua, perché è parte del suo stesso corpo, della sua persona…»
Queffe si avvicina all'orecchio di ElleryQ: «Solo per la pigrizia di non volere firmare due atti di nascita distinti, guarda in che casino ci ha cacciati quel pelandrone di papà…»
«Al massimo “ti sei” cacciato in un casino, io non c'entro un bel niente. Figuriamoci papà.» Replica ElleryQ divertito.
«Signor ElleryQueffe, le ricordo che siamo in tribunale, quindi la smetta di borbottare tra sé e sé, e mi renda partecipe di tali bofonchianti soliloqui. Questo è un procedimento penale e la sua posizione non è di certo tra le migliori.» 
«Io non ho fatto niente! Secondo lei com'è possibile riuscire a disintegrare dei vetri antiproiettile con un sassolino? Voglio un avvocato e…» Queffe pare lanciato, ma la  bocca gli rimane mezza spalancata, derubata delle parole che ElleryQ  gli soffia via:
«Vostro onore, in via eccezionale mi ritrovo d'accordo con mio fratello, per metà intendo, nel senso che io e lui abbiamo ben poco a che spartire dal punto di vista biologico. Ma non è questo il punto. Sono stato io a scattare le fotografie e a firmare la richiesta di rinuncia all'avvocato di ufficio. Giuro sulla mia unica testa che è stato lui, Queffe! Io ero là! Ha lanciato il sasso e non solo: anche epiteti, che non oso ripetere, contro l’intera categoria delle forze dell'ordine!»
Domenico Rosso si liscia la barba sotto il mento e con l'indice sinistro spinge gli occhiali al loro posto: «Accà nisciun è fess', come si dice a Napoli. Questo che sta tentando è un modo, per altro ridicolo, di puntare all'infermità mentale. Lo sdoppiamento di personalità è un vecchio trucchetto che con me non attacca. Incredibile! “Mio fratello di qua, mio fratello di là…” Mah! Comunque sia, la sua autodenuncia corrisponde a una vera e propria confessione. Il fatto che le abbia concesso la parola è solo da attribuirsi al mio spiccato senso democratico. Una formalità, insomma. Quindi sient’a mme… ehm… non ci provi. 
L'ultima parola sarà affidata al comandante della caserma colpita, il Maresciallo Nuccio Marcellus, che tra l'altro doveva già essere qua e che ancora non vedo...
Se lui riterrà di chiudere un occhio, buon per lei, altrimenti…»

 

Dal corridoio antistante all'aula si odono giungere dei passi pesanti. Le teste dei presenti ruotano di scatto nella stessa direzione. Anche i fratelli ElleryQueffe ci provano, ma le loro fronti sbattono una contro l'altra. 
Il suono che arriva in aula è stranamente sovrumano, e riecheggia in un eco sinistro.
La porta si apre: con andatura goffa Marcellus procede a fatica. Ad ogni passo, i piedi zavorrati da grandi zoccoli in legno - parzialmente nascosti dagli ancor più eccessivi jeans a zampa di elefante - si alzano in maniera esagerata, quasi ci fosse un metro di fango, e poi ricadono al suolo in un boato assordante.
A condire tale trambusto è il cigolio delle ruote di un trolley, che il Maresciallo trascina con sé.

Una macchia di sudore gli si allarga sul logo del Bulldog*, al centro della felpa. Altre gocce gli scendono dalla fronte e si perdono dietro le lenti degli occhiali da sole.
«Urca, quanta gente…» Dice Marcellus grattandosi una tempia. 
Il giudice lo squadra dalla testa ai piedi. Indugia prima sugli zoccoli, poi, salendo, sul trolley fiocchettato da un'etichetta adesiva della KLM*, ed infine fissa il cappellino “I love Amsterdam", che Marcellus d'istinto afferra per la visiera e ruota di centottanta gradi.  
Con le mani tra i capelli e la testa china, Domenico Rosso pare non trovare più parole: «Ehm… ehhh… bah!»
«Vostro Onore, mi scuso per il ritardo, ma di ritorno da Cesenatico ho trovato un gran traffico. Sa Cesenatico, no? La spiaggia, il mare… Eh, avevo proprio bisogno di una vacanza così!»
«In spiaggia a novembre?» Rosso scuote il capo e ritorna a fissare l'etichetta del trolley, che stavolta Marcellus, in un lampo di lucidità, vede e strappa via.
«Tornando a noi… Maresciallo(?), le chiedo in via ufficiale di pronunciarsi al riguardo dell'attacco terroristico sferrato contro la stazione di cui detiene il comando. Il colpevole, come sa, ha già confessato.»
«Ehm… in un altro contesto storico probabilmente avrei lasciato cadere l'accusa, ma vede, Vostro Onore, oggi come oggi proprio non posso. Abbiamo subito quattro attacchi in tre settimane, dobbiamo dare un segnale forte. Tuttavia il danno materiale non è considerevole, dato che i vetri distrutti erano normalissimi vetri: li avevamo fatti montare per sostituire provvisoriamente quelli disintegrati pochi giorni prima.»
Marcellus si toglie gli occhiali da sole. Due occhi lucidi e arrossati ruotano tutt’intorno in cerca della postazione dell’imputato; non appena mettono a fuoco il soggetto si aprono a palla, e Marcellus con un balzo militare ritorna verso il giudice scattando sull'attenti.
«Ma che fa?» Il giudice si porta le mani al volto.
«Comandi!» tenta Marcellus in evidente stato confusionale.
Proprio “in quella” irrompe Queffe, che salta in piedi: «Maledetto,» grida indicando il Maresciallo «Quindi era lei che stavamo aspettando? Lo spacciatore del quartiere? Rivoglio i soldi di quell'erbaccia che mi ha venduto, altrimenti la prossima volta prenderò di mira la casa dei suoi, altro che la caserma! E non creda: anche i colombiani sono molto incazzati!»
«Cosa le dicevo, giudice? Il fesso ha confessato e come vedete è pure un drogato. Spero che la sentenza si risolva col massimo della pena!» Mentre sbraita, ElleryQ  agita il braccio al cielo.
Un colpo ben assestato  di martello fa calare nell'aula un silenzio surreale. Solo qualche ansimo tradisce quell'apparente perfezione muta.
Marcellus fissa il pavimento, mentre giochicchia con la punta degli zoccoli lungo le larghe fughe delle piastrelle.
«Ma dico, siamo andati fuori di testa? Ci mancava ancora tutta ‘sta caciara! Lei, Signor ElleryQueffe, ha appena  calunniato un pubblico ufficiale in mia presenza. Pertanto, visto che il maresciallo(?) si è già… ehm… pronunciato, dispongo che la pena a lei inflitta è da scontare in anni dieci nella casa circondariale di Pietradura, con effetto immediato. La dichiaro  colpevole di terrorismo, calunnia e ingiuria verso le istituzioni. Mentre lei, Marcellus, mi dia retta… si vada a fare un riposino. E magari anche una doccia gelata…»

 

Una guardia estrae le manette, si avvicina ai gemelli ElleryQueffe e le fa scattare ai loro polsi.
«Ma come, anch'io? No, guardate che c'è un equivoco!» ElleryQ preso dal terrore scoppia in lacrime. Il fratello lo guarda e si lascia andare a una risata isterica: «Ah ah ah… ma… ma allora… ah ah ah… sei proprio scemo eh?… Ah ah ah!»
Mentre escono dall'aula barcollando su quelle quattro gambe dall'andatura disarmonica, le teste dei gemelli si uniformano in un ciondolio ugualmente rassegnato, i loro occhi speculari nelle lacrime e nel vuoto dentro, le due labbra inferiori strette dagli incisivi sembrano appartenere ad una sola bocca.
Marcellus si idrata con una rossa doppio malto.
Domenico Rosso, per tirarsi su, mastica qualcosa. «L'u’ienza è ‘onclu’a.» Dice sputacchiando pezzi di banana.


 

*Bulldog

*KLM
 

 

 

 

Modificato da luka ku

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, luka ku ha scritto:

La città poco a poco inizia a calare le grigie palpebre

Che bella questa immagine!

4 ore fa, luka ku ha scritto:

Qualche istante prima, un'altra mano vestita di un guanto rosso ha afferrato una macchina fotografica e l'indice ha preso a premere ripetutamente sul pulsante.  

Poteva fare un video invece di scattare mille foto... :umh:

4 ore fa, luka ku ha scritto:

I click precedono di pochi attimi il fragore di vetri che si rompono e di allarmi che suonano

Puoi toglierlo il secondo "di".

4 ore fa, luka ku ha scritto:

È inoltre necessario puntualizzare che l'imputato ha rinunciato di sua sponte all’aiuto di un avvocato che la legge garantisce di diritto ad ogni cittadino.

Mi ricordo che si tratti proprio di un obbligo... ma le mie conoscenze di giurisprudenza sono equiparabili alle conoscenze che ho di ginnastica artistica (quindi pressoché nulle).

4 ore fa, luka ku ha scritto:

Solo per la pigrizia di non volere firmare due atti di nascita distinti

:facepalm:

4 ore fa, luka ku ha scritto:

Dal corridoio antistante all'aula si odono giungere dei passi pesanti.

Credo che si scriva "antistante l'aula": è una di quelle cose che mi mettono sempre i dubbi...

4 ore fa, luka ku ha scritto:

Vostro Onore, mi scuso per il ritardo, ma di ritorno da Cesenatico ho trovato un gran traffico

Sì, infatti, poi da Porto Sant'Elpidio in giù in molti tratti della A14 c'è una corsia sola mentre verso nord ci sono sempre lavori in corso...

Scherzi a parte, dal punto di vista letterario non mi dispiace l'immagine di un Marcello "titanico". :D

 

Faccio una premessa. Anche se sono qui da quasi due anni, immagino di non cogliere tutti i riferimenti ai personaggi che hai fatto, @luka ku - oggi l'Inter è prima da sola, tra l'altro :rolleyes: - ma alcuni (come i gialli di Marcello) li ho comunque capiti. Solo che ho idea che mi sfugga qualcosa, quindi intanto ti avviso.

Passando alla storia, è un po' confusa (ma credo sia il tuo intento) e si possono cogliere alcune riflessioni più profonde. Al di là della scena di facciata, due gemelli congiunti registrati come un'unica persona: il buono che cerca di incastrare il malvagio ma alla fine pagano entrambi. Come dicevo, posso intendere anche "il buono che paga per il cattivo" per non parlare della questione su chi sia il vero cattivo. In fondo il "cattivo" fa una goliardata, ma il "buono" è quello che cerca di incastrarlo e di fargli prendere una pena elevata (oltretutto è suo fratello). Posso dirti che l'ironia fa da sfondo a una situazione grottesca che però fa pensare a questi dilemmi e il racconto in questo senso è molto interessante in questa chiave di lettura... d'altra parte, però, si tratta di una breve scena e di qualcosa di incompiuto, ho idea che possa essere più ironico di quanto ho colto (e forse qui c'entra la premessa che ho fatto). Non so, l'impressione è di non averlo afferrato completamente, credo che mi manchi qualche tassello... tu che mi diresti? (magari mi mandi a quel paese :facepalm:)

Alla prossima lettura, @luka ku e buona domenica.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie per il meraviglioso omaggio, @luka ku . Non posso esimermi da un commento semiserio (più semi e molto meno serio, o viceversa, non l'ho ancora capito). :D

 

20 ore fa, luka ku ha scritto:

I click precedono di pochi attimi il fragore di vetri che si rompono e di allarmi che suonano.

 

Il terzo "di" lo eliminerei.

 

20 ore fa, luka ku ha scritto:

un'altra mano vestita di un guanto rosso ha afferrato una macchina fotografica e l'indice ha preso a premere ripetutamente sul pulsante.  

 

Dev'essere un epoca molto remota, che fine hanno fatto gli smarthpone? E la funzione della macchinetta che consente gli scatti multipli? :umh:

 

20 ore fa, luka ku ha scritto:

Dagli atti risulta che il testimone d’accusa e l’imputato siano rappresentati dalla stessa persona,

 

Non si comprende bene questa frase. Letta così fa pensare che testimone e imputato abbiano lo stesso rappresentante legale. Il che non sarebbe possibile, il testimone d'accusa non è rappresentato in giudizio, ma semplicemente convocato in udienza. Rappresentate sono le parti.

Più sotto, però, si legge:

 

20 ore fa, luka ku ha scritto:

È inoltre necessario puntualizzare che l'imputato ha rinunciato di sua sponte all’aiuto di un avvocato

 

Quindi, per "rappresentati" si intende che sono entrambi la stessa persona. Chiarirei meglio la frase indicata prima.

Inoltre, in Italia non dovrebbe essere consentita la rinuncia al difensore, ne viene subito nominato uno d'ufficio. In America, invece, è consentita la self representation.

Il racconto non specifica dove ci troviamo, abbiamo nomi italiani e "stranieri" insieme, per cui la cosa potrebbe anche essere plausibile in una dimensione "ibrida".

 

20 ore fa, luka ku ha scritto:

«”Vede?” Non potrà mai ottenere di liberarsi dalla metà che ritiene superflua, perché è parte del suo stesso corpo, della sua persona…»

 

Qui non risco a capire chi parli. È Ellery?

 

21 ore fa, luka ku ha scritto:

Lo sdoppiamento di personalità è un vecchio trucchetto che con me non attacca. Incredibile! “

 

Ma se hanno due teste, è abbastanza evidente che si tratti di siamesi e non di schizofrenia. ;)

Infatti è scritto:

 

21 ore fa, luka ku ha scritto:

che tradotto sarebbe: due braccia, due teste e quattro gambe in tutto

 

21 ore fa, luka ku ha scritto:

Le teste dei presenti ruotano di scatto nella stessa direzione. Anche i fratelli ElleryQueffe ci provano, ma le loro fronti sbattono una contro l'altra. 

 

 Come mai sbattono l'una contro l'altra? Entrambe le teste non dovrebbero voltarsi nella stessa direzione? In tal caso una fronte dovrebbe sbattere contro una nuca. :grat:

 

21 ore fa, luka ku ha scritto:

«Vostro Onore,

 

Anche qui la licenza può essere concessa dalla mancanza di un'ambientazione definita. In Italia, infatti, non ci si rivolgerebbe con "Vostro onore", ma con "Signor giudice".

 

21 ore fa, luka ku ha scritto:

Domenico Rosso, per tirarsi su, mastica qualcosa. «L'u’ienza è ‘onclu’a.» Dice sputacchiando pezzi di banana.

 

:rofl:

 

Nell'insieme è un racconto surreale godibilissimo e simpatico. Mi è piaciuto. Le storie surreali mi affascinano sempre molto.

Poi, se vedeste l'effettiva somiglianza fisica tra @queffe e me ne rimarreste sul serio stupiti! :asd:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao, caro @bwv582 :)

Sei davvero squisito: ogni volta che posto qualcosa, in automatico arriva un tuo commento per mio grande piacere e meraviglia (ma come fai a trovare il tempo? Dimmelo che prendo appunti...)

 

Il 1/12/2019 alle 17:30, bwv582 ha scritto:
Il 1/12/2019 alle 12:51, luka ku ha scritto:

premere ripetutamente sul pulsante.  

Poteva fare un video invece di scattare mille foto... :umh:

Il 1/12/2019 alle 12:51, luka ku ha scritto:

I click precedono di pochi attimi il fragore di vetri che si rompono e di allarmi che suonano

Puoi toglierlo il secondo "di".

Il 1/12/2019 alle 12:51, luka ku ha scritto:

È inoltre necessario puntualizzare che l'imputato ha rinunciato di sua sponte all’aiuto di un avvocato che la legge garantisce di diritto ad ogni cittadino.

Mi ricordo che si tratti proprio di un obbligo... ma le mie conoscenze di giurisprudenza sono equiparabili alle conoscenze

 

Inizio da queste tre quote in quanto sono le stesse parti segnalate anche da ElleryQ (che saluto e ringrazio molto per il coraggioso passaggio in calce al brano:D).

Sulla questione foto senza l'ausilio di video/smartphone/macchine multiscatto e compagnia bella (AndC: & company :facepalm:): non so il perché ma, quando posso, nei brani evito di inserire oggetti tecnologici attuali. Certo, @ElleryQ potrebbe controbattere che le "macchinette a scatti multipli" sono diavolerie (:asd:) abbastanza datate; tuttavia in questo caso l'opzione peggiore si confà perfettamente al personaggio ElleryQ, che diciamo ha una spiccata tendenza all'autolesionismo.

 

Sulla seconda quota, ok, c'è un "di" di troppo. 

 

Sulla terza: nel ringraziarvi per l'appunto, ammetto che non mi ero posto il problema; non ancora...

Comunque opto per il suggerimento di ElleryQ sull'ambientazione ibrida del contesto processuale.

 

Il 1/12/2019 alle 17:30, bwv582 ha scritto:
Il 1/12/2019 alle 12:51, luka ku ha scritto:

Dal corridoio antistante all'aula si odono giungere dei passi pesanti.

Credo che si scriva "antistante l'aula": è una di quelle cose che mi mettono sempre i dubbi..

Anche a me, ma credo che tu abbia ragione.

 

Il 1/12/2019 alle 17:30, bwv582 ha scritto:

dal punto di vista letterario non mi dispiace l'immagine di un Marcello "titanico". :D

 

Infatti :asd:, però ho il timore che l'interessato non abbia gradito troppo :(

 

Il resto della tua analisi direi che è corretto, il bene e il male che non stanno mai da una sola parte, e vorrei tranquillizzarti su questo punto

Il 1/12/2019 alle 17:30, bwv582 ha scritto:

d'altra parte, però, si tratta di una breve scena e di qualcosa di incompiuto, ho idea che possa essere più ironico di quanto ho colto (e forse qui c'entra la premessa che ho fatto). Non so, l'impressione è di non averlo afferrato completamente, credo che mi manchi qualche tassello... tu che

 perché:

1) i tasselli mancano a me: sono completamente "stassellato"

2) In realtà questo è un un omaggio senza pretese - se non quella di farsi due risate - o riferimenti specifici che si intersechino con la realtà - eccezion fatta per Marcellus e l'Olanda.

Un abbraccio, @bwv582 :hug:

 

 @ElleryQ, carissimo :D

10 ore fa, ElleryQ ha scritto:
Il 1/12/2019 alle 12:51, luka ku ha scritto:

Dagli atti risulta che il testimone d’accusa e l’imputato siano rappresentati dalla stessa persona,

 

Non si comprende bene questa frase. Letta così fa pensare che testimone e imputato abbiano lo stesso rappresentante legale.

 Come direbbe Marcellus: "Urca, ma sai che hai ragione!"

Da riformulare.

11 ore fa, ElleryQ ha scritto:
Il 1/12/2019 alle 12:51, luka ku ha scritto:

Vede?” Non potrà mai ottenere di liberarsi dalla metà che ritiene superflua, perché è parte del suo stesso corpo, della sua persona…»

 

Qui non risco a capire chi parli. È Ellery?

No, è Domenico Rosso (giudice comunista, mi conscenta). In effetti è una di quelle (tante) parti confuse e non è cosi intuitiva; dopo le caporali avrei dovuto specificare.

Certo, si potrebbe capire che ElleryQ (guarda un po', si chiama come te :grat:) non avrebbe mai potuto esprimersi così, non solo perché è convinto (e vabbè, lì siamo sul demenziale :asd:) di potere mandare in galera il fratello rimanendone fuori, ma anche perché subito dopo afferma che lui e Queffe, dal punto di vista biologico, non hanno nulla a che spartire.

 

11 ore fa, ElleryQ ha scritto:
Il 1/12/2019 alle 12:51, luka ku ha scritto:

Lo sdoppiamento di personalità è un vecchio trucchetto che con me non attacca. Incredibile! “

 

Ma se hanno due teste, è abbastanza evidente che si tratti di siamesi e non di schizofrenia. ;)

Infatti è scritto:

 

Il 1/12/2019 alle 12:51, luka ku ha scritto:

che tradotto sarebbe: due braccia, due teste e quattro gambe in tutto

 

Be', è ovvio ma anche intenzionale: il giudice continua a vederli come un unico soggetto: si attiene talmente alle "carte" che alla fine la realtà gli sfugge da sotto gli occhi.

E poi nel racconto "l'equivoco" ha una certa valenza.

11 ore fa, ElleryQ ha scritto:
Il 1/12/2019 alle 12:51, luka ku ha scritto:

teste dei presenti ruotano di scatto nella stessa direzione. Anche i fratelli ElleryQueffe ci provano, ma le loro fronti sbattono una contro l'altra. 

 

 Come mai sbattono l'una contro l'altra? Entrambe le teste non dovrebbero voltarsi nella stessa direzione? In tal caso una fronte dovrebbe sbattere contro una nuca

 

Verissimo, ma ho voluto dare risalto alla loro disarmonia, infatti ho specificato "ci provano".

Anche in questo caso, però, la dinamica è poco intuitiva.

11 ore fa, ElleryQ ha scritto:

Nell'insieme è un racconto surreale godibilissimo e simpatico

Eh, troppa grazia... 

Personalmente non sono soddisfatto del risultato: troppo confuso e a tratti anche raffazzonato. 

Però mi fa piacere che tu lo abbia trovato simpatico. 

Sul prossimo episodio prometto di dare molto di più, in tutti i sensi :diavolo2:

 

Un grande abbraccio anche a te ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
17 minuti fa, luka ku ha scritto:

ma come fai a trovare il tempo? Dimmelo che prendo appunti...

Di tempo ne ho poco, tra lavoro e altro; nelle ultime due settimane ho commentato sì e no 4 brani in officina.

La mia strategia: ho delle cartelle tra i preferiti del browser con racconti che vorrei leggere e/o racconti che ho letto e che vorrei commentare e al fine settimana può capitare che faccio 3 commenti in un giorno (poi ci si vede il fine settimana successivo... :rolleyes:). Poi l'ordine con cui commento è a random... magari commento due racconti tuoi poi non ti commento per un mese (sono incasinato, lo so). :facepalm:

In questa democrazia, il tempo è tiranno.

Un abbraccio, @luka ku. :ciaociao:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
11 ore fa, luka ku ha scritto:

Sul prossimo episodio prometto di dare molto di più, in tutti i sensi 

 

Infatti speravo proprio che tu osassi di più! :D

Ti attendiamo... al varco. :asd:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Folgorabile e buona domenica, già è difficile svolgere una causa in un aula di tribunale figuriamoci poi quanto sia arduo condurla equamente nei confronti di due fratelli siamesi. Tuttavia con le abili manovre di Marcello si riesce in  tutto. Dico questo perchè durante la lettura del contenuto ho percepito il suo stile. Racconto molto fluido, facile capire di cercare errori non non ne sono  di certo all'altezza considerati i personaggi. Però anche se la la lettura è leggera, come in tutte le cause ognuno propone la sua verità e per conseguenza la realtà vera viene occultata.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @flambar, abbi pazienza se rispondo solo ora, ma tra le molte notifiche mi ero perso quella del tuo commento.

Il 8/12/2019 alle 13:34, flambar ha scritto:

già è difficile svolgere una causa in un aula di tribunale figuriamoci poi quanto sia arduo condurla equamente nei confronti di due fratelli siamesi

Dici bene, e oltretutto se i gemelli siamesi sono uno contro l'altro la faccenda peggiora ulteriormente :asd:

Il 8/12/2019 alle 13:34, flambar ha scritto:

Tuttavia con le abili manovre di Marcello si riesce in  tutto. Dico questo perchè durante la lettura del contenuto ho percepito il suo stile  (:asd:)

Eh eh! Caro capitano, spero che Marcello non passi più da queste parti perché mi sa che non ha gradito troppo. Ma lo terrò presente per l'episodio scoppiettante del carcere... :D

 

Il 8/12/2019 alle 13:34, flambar ha scritto:

Però anche se la la lettura è leggera, come in tutte le cause ognuno propone la sua verità e per conseguenza la realtà vera viene occultata.

Hai centrato il punto! :plata: 

 

Grazie mille del passaggio, caro Flambar, ci si becca in giro :flower:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Folgorabile, se non ti dispiace vorrei fare con il tuo racconto, che molto mi é piaciuto, il mio esercizio di "critica letteraria" per imparare a conformarmi a questo forum.

Ho trovato l'incipit molto originale e mi ha dato l'idea di essere negli anni 70 del secolo scorso quando ancora imperversavano le Kodak Instamatic e cosí mi sono immaginsta anche l'aula del tribunale, polverosa e consumata.  In modo particolare mi ha toccato il "calare le grigie palpebre" che tanto mi ricorda una poesia di Magrelli.

Trovo peró che questo sia solo l'inizio di una storia ben piú lunga, dato che pare chiaro che Marcellus non sia stato a Cesenatico e si capisce benissimo che ha qualcosa da nascondere, il suo essere losco traspare subito. Peccato che i due gemelli in uno non godano di tanta credibilitá quando lo accusano di essere lo spacciatore, indizio che ci sia una storia molto piú complessa ad aspettarci.

La figura dei gemelli in uno sembra una vecchia cartolina tridimesionale, se li guardi da una parte é una sola persona che monologa fra sé, se li guardi dall'altra si moltiplicano le teste e gli arti senza mai capire bene come siano fatti. La trovo una grande invenzione che porterei fino alla fine (della storia che ancora non c'é) senza mai rivelare davvero come stanno le cose.

Insomma é una storia surreale, divertente, interessante, promette grandi sorprese.

I personaggi sono ben caratterizzati e i dialoghi hanno un buon ritmo e fluiscono bene.

La signora Pina, che é il mio alter ego, dice che é un racconto bella, scorrevole e avvincente, ma lascia insoddisfatti perché quei personaggi avrebbero ancora parecchio da dire e da fare.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×