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sarano

Mio fratello Capitolo 1

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 -Prego, il dottore la sta aspettando. - L’uomo fa quasi un mezzo inchino, poi lascia il soprabito e il cappello alla signora e si avvia verso un lungo corridoio. Quando arriva  alla fine si ferma, bussa alla porta chiusa e una voce cordiale dall’altra parte lo invita con un avanti ad entrare.   

-Buongiorno dottore, come sta? -    

-Bene, grazie. Si sieda pure, non vorrà restare un’ora in piedi. -           

-Certo che si, ho le gambe molli, in piedi si fortificano, l’ho letto su una rivista. –

-Sciocchezze. Allora, la settimana com’è andata? –

-Non bene, grazie. -  

-Ha preso le pastiglie che le ho prescritto? -    

-No, io sono contrario alle pastiglie, sono veleno e io il veleno lo dò ai topi.-   

-D’accordo, allora cosa posso fare per lei?-     

-Niente, Lei mio caro, non può fare niente.- 

 -Allora perché continua a venire?-

-Perché io so che a lei fa piacere.-    

-Ogni visita mi fa piacere, è il mio lavoro.-   

-Non dica così. Lei stesso mi ha detto che sono unico. Io Le sto dando una grande possibilità, quella di studiarmi.-     

-Vediamo di aggiornare la Sua scheda -                  

- Ho voglia di parlare non di cose già schematizzate.-           

-Mi lasci lavorare, so quello che faccio. Allora, qualche novità?-

-Dottore lo sa benissimo, è così da anni. Vivo di una piccola rendita lasciata da mio padre, non ho che qualche conoscenza che si dice amica all’occorrenza e l’amore lo sa benissimo. Ho amato una donna e solo quella per sempre amerò e Lei tutto questo lo sa e lo fa apposta, così l’orologio gira e Lei fa soldi, è così che da anni mi frega il malloppo, dica la verità.-    

-Dunque, la sua amata è morta dieci anni fa…- 

 -No, no, no, dottore,  Lei, oltre che essere un furfante è un incompetente! La mia amata Clara non è morta, è scomparsa, ho avuto notizie fresche e certe, ha avuto un incidente e ha perso la memoria, ora però sta bene, partirò per raggiungerla.- 

-Per dove, se è lecito?-  

-Non è lecito per niente, è una notizia che non può trapelare e poi glielo dico chiaro, io non mi fido, secondo me qui c’è qualcuno che ci ascolta.-  

 -Perché dice una cosa simile?-

-Non lo so, ogni volta che ho un progetto o un’idea mi accorgo dagli sguardi che quando la propongo gli interessati già lo sanno.-  

-Di chi non si fida? -       

-Ormai di nessuno. piuttosto mi dica, la sua domestica è fidata?-   

-Non è una domestica, è mia moglie ed è fidatissima.-

-Voglio ancora fidarmi, alla fine la sua incompetenza mi fa quasi tenerezza.-      

-Quando avrebbe intenzione di partire?- 

-Domani stesso. Ho liquidato la domestica e ho raccolto i miei risparmi.-

-Aveva dei risparmi?- 

-Ovviamente, credevano di tenermi al guinzaglio, ma so ben io come rompere il laccio.- Ora però mio caro andare ho un daffare cosa faccio pago sempre  alla domestica? E’ sempre mia moglie comunque prenda le pastiglie.

Aristide lo guarda e dice fiero -Addio per sempre.-

 Quando esce Elena, la moglie, entra nell’ufficio, Gianni è talmente  intento nei suoi pensieri che non se ne avvede- Gianni,  questa storia non può più durare, lo capisci? Non è più tuo compito, deve essere ricoverato.-   

-E’ mio fratello, ho giurato sul letto di morte a mio padre di proteggerlo, come posso tirarmi indietro?-

-Questa farsa di fare la parte dello  psicologo vestito con il camice bianco con occhiali e stetoscopio  non ha più senso. I casi sono due: o è matto o ci prende in giro. Se è matto va rinchiuso perché io matta per lui non lo divento.-  La donna continua la sua battaglia alzando la voce.  

-Perché non mandarlo da uno psichiatra vero?- 

-Lo sai benissimo, ne ha visti una marea, ma vuole solo me.- 

Elena urla la sua frustrazione , le parole di suo marito sono le solite sentite un milione di volte, un fastidio da togliersi dalle orecchie. Gianni cerca inutilmente di calmarla. Ad un cero punto Elena smette di urlare e con i nervi a fior di pelle si veste ed esce di casa sbattendo la porta.  

Attraversando la città  a piedi Gianni ripensa ad Aristide prima dell’incidente, le donne se lo contendevano e gli uomini spesso lo prendevano ad esempio. Ora invece era solo, tutte le persone che lo circondavano si erano allontanate. L’unico amico vero a rimanere era stato lui, suo fratello. Ogni scusa per la latitanza  in bocca a chi prima si proclamava fraterno amico era un’offesa moltiplicata. I pensieri gli hanno fatto accorciare il cammino verso il suo studio dentistico.

 -Come va, Luca?-

-Benissimo.-

-E’ venuta la signora Balestri?-

-Torna alle diciassette. E poi è venuta la contessa Ruffini, ho cercato di trattenerla, ma voleva parlare soltanto con te.- 

-Beato te, ma come fai ad avere sempre e solo amiche?-

Gianni entra nel retro dello studio e una piccola rabbia gli muove lo stomaco: ma come osava  parlargli di donne, lui che da anni era l’amante neanche tanto celato di sua moglie. Così pensando dà un calcio ad un rotolo di carta che era appoggiato per terra. Questo prende a srotolarsi quasi fosse un tappeto.

Luca, entrando giulivo, dice: -Grazie, non era necessario.-

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Buongiorno @sarano:)

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

-Prego, il dottore la

serve uno spazio dopo il trattino, che dovrebbe essere lungo

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

L’uomo fa quasi un mezzo inchino,

o lo fa o non lo fa. Che ne dici di abbozza un mezzo inchino? Vai a capo con questa frase perché se no sembra che sia l'uomo a parlare, invece l'uomo reagisce a queste parole

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

il cappello alla signora e si avvi

a quale signora? 

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

dall’altra parte lo invita con un avanti ad entrare.

eliminerei con un avanti, lo trovo superfluo dal momento che la voce è cordiale. Se invece è importante che avanti stia nella narrazione lo inserirei come dialogo allora

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

Certo che si,

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

l’ho letto su una rivista. –

il trattino non serve quando il dialogo non prosegue

 

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

veleno e io il veleno lo dò ai topi.-   

niente accento su do

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

Lei mio caro, non

da qui in poi usi le maiuscole, ma prima non c'erano. Se è una scelta non la capisco, voglio dire a livello di narrazione non vedo che sia successo niente che giustifica il cambiamento

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

Vediamo di aggiornare la Sua scheda -                  

- Ho voglia di parlare non di cose già schematizzate.-           

-Mi lasci lavorare, so quello che faccio. Allora, qualche novità?-

non capisco bene questo scambio, che scheda? Mi sembra di capire che il protagonista va a questo incontro una volta a settimana da anni, giusto? Certamente avrà una sua scheda che il dottore compila ogni volta che finisce la seduta con le nuove informazioni... non lo so come funziona nella realtà, ma mi pare una strana dinamica.

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

poi glielo dico chiaro, i

metterei due punti al posto della virgola

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

Non lo so, ogni volta che ho un progetto o un’idea mi accorgo dagli sguardi che quando la propongo gli interessati già lo sanno.- 

comincia con non lo so ma poi spiega il perché della sensazione, quindi lo sa. Trovo tutta la frase molto complicata, cercherei di renderla più diretta

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

Ora però mio caro andare ho un daffare cosa faccio pago sempre  alla domestica? E’ sempre mia moglie comunque prenda le pastiglie.

credo che qui ti sia sfuggito qualcosa o forse hai dimenticato qualcosa. E' non esiste in italiano, benché sia molto usato. È è quello giusto :)

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

Aristide lo guarda e dice fiero

e chi è Aristide? Se è il nome del protagonista, per introdurlo, potresti farlo dire al dottore quando Aristide entra nello studio

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

Quando esce Elena, la moglie, entra nell’ufficio, Gianni è talmente  intento nei suoi pensieri che non s

Quando esce (Aristide), Elena entra nell'ufficio; Gianni... Bisogna che tutti questi nomi entrino in scena prima in altro modo perché inseriti così, con le spiegazioni di chi sono accanto, non funzionano. Sono palesemente informazioni che senti, com'è giusto, di dover fornire al lettore perché non si perda e che hai deciso di infilare qui. Cerca di inserirle all'inizio. Aristide ed Elena si inseriscono facilmente dala momento che i due si vedono da anni ogni settimana. Se lui è spaesato o altro, lei no. Lei conosce i nomi e li ricorda.

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

ho giurato sul letto di morte a mio padre di proteggerlo,

anche questo lo spieghi al lettore che non c'era, ma tra moglie e marito non credo che sia un'informazione da ripetere in un dialogo, stessa cosa vale per la frase successiva che ti riporto sotto

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

Questa farsa di fare la parte dello  psicologo vestito con il camice bianco con occhiali e stetoscopio  non ha più senso

a parte che io ci avevo creduto che quello fosse un dottore vero, anche quando confessa di essere il fratello. Secondo me devi svelarmelo (al lettore) in una maniera più da lasciare a bocca aperta. Fai succedere qualcosa che sveli il mistero, se è proprio arrivato il momento di svelarlo, ma non mettere la spiegazione in bocca ai tuoi personaggi per sciogliere la situazione, non è credibile come dialogo e rende questi due delle macchiette

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

ua frustrazione ,

ti è scappato uno spazio prima della virgola

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

Attraversando la città  a piedi Gianni ripensa ad Aristide

e Gianni quando è uscito? Non era Elena che se n'era andata sbattendo la porta?

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

Ogni scusa per la latitanza  in bocca a chi prima si proclamava fraterno amico era un’offesa moltiplicata.

leggo e rileggo, ma non riesco a capire cosa intendi

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

-Come va, Luca?-

chi è Luca?

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

Beato te, ma come fai ad avere sempre e solo amiche?-

ma non sono clienti dello studio dentistico? Queste donne che nominano intendo

Il 27/11/2019 alle 22:01, sarano ha scritto:

lui che da anni era l’amante neanche tanto celato di sua moglie.

ma quindi chi è che parla di donne? Pensavo che la battuta fosse di Gianni, invece da questa credo sia di Luca.

 

Secondo me c'è una trama che si prospetta come minimo curiosa, ma il testo ha bisogno di un po' di cura supplementare sia nella punteggiatura che nella descrizione dei personaggi che mi risultano poco umani. C'è bisogno di attenzione anche nella dinamica dei fatti che, in certi momenti, sono poco logici secondo me e creano un po' di confusione.

 

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53 minuti fa, Kikki ha scritto:
Il 27/11/2019 alle 21:01, sarano ha scritto:

Ogni scusa per la latitanza  in bocca a chi prima si proclamava fraterno amico era un’offesa moltiplicata.

leggo e rileggo, ma non riesco a capire cosa intendi

 

Io credo di aver compreso che chi prima era amico fraterno di Aristide ora è latitante e ogni scusa che tira fuori per non stargli vicino nel momento del bisogno ne moltiplica il potenziale offensivo :saltello:

 

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Il 27/11/2019 alle 21:01, sarano ha scritto:

 

 -Prego, il dottore la sta aspettando. - L’uomo fa quasi un mezzo inchino, poi lascia il soprabito e il cappello alla signora e si avvia verso un lungo corridoio. Quando arriva  alla fine si ferma, bussa alla porta chiusa e una voce cordiale dall’altra parte lo invita con un avanti ad entrare.   

La signora potrebbe anche essere un'altra paziente, visto che il tizio è un po' matto, meglio specificare. 

-Buongiorno dottore, come sta? -    

-Bene, grazie. Si sieda pure, non vorrà restare un’ora in piedi. -           

Immagino che sia l'ora della seduta, però il dialogo poi mi sembra che duri meno. Faccio una piccola nota da rompiscatole:s: lo psichiatra prescrive farmaci ( così come un medico generico) lo psicologo no. Lo psichiatra se non è anche psicoterapeuta non fa psicoterapia e può far durare un colloquio anche molto meno. Mi pare che tu intenda uno psichiatra. 

-Certo che si, ho le gambe molli, in piedi si fortificano, l’ho letto su una rivista. –

-Sciocchezze. Allora, la settimana com’è andata? –

-Non bene, grazie. -  

-Ha preso le pastiglie che le ho prescritto? -    

-No, io sono contrario alle pastiglie, sono veleno e io il veleno lo dò ai topi.-   

sembra che sia meglio "do" 

-D’accordo, allora cosa posso fare per lei?-     

-Niente, Lei mio caro, non può fare niente.- 

 -Allora perché continua a venire?-

-Perché io so che a lei fa piacere.-    

-Ogni visita mi fa piacere, è il mio lavoro.-   

-Non dica così. Lei stesso mi ha detto che sono unico. Io Le sto dando una grande possibilità, quella di studiarmi.-     

-Vediamo di aggiornare la Sua scheda -                  

- Ho voglia di parlare non di cose già schematizzate.-           

-Mi lasci lavorare, so quello che faccio. Allora, qualche novità?-

-Dottore lo sa benissimo, è così da anni. Vivo di una piccola rendita lasciata da mio padre, non ho che qualche conoscenza che si dice amica all’occorrenza e l’amore lo sa benissimo. Ho amato una donna e solo quella per sempre amerò e Lei tutto questo lo sa e lo fa apposta, così l’orologio gira e Lei fa soldi, è così che da anni mi frega il malloppo, dica la verità.-    

-Dunque, la sua amata è morta dieci anni fa…- 

 -No, no, no, dottore,  Lei, oltre che essere un furfante è un incompetente! La mia amata Clara non è morta, è scomparsa, ho avuto notizie fresche e certe, ha avuto un incidente e ha perso la memoria, ora però sta bene, partirò per raggiungerla.- 

-Per dove, se è lecito?-  

-Non è lecito per niente, è una notizia che non può trapelare e poi glielo dico chiaro, io non mi fido, secondo me qui c’è qualcuno che ci ascolta.-  

 -Perché dice una cosa simile?-

-Non lo so, ogni volta che ho un progetto o un’idea mi accorgo dagli sguardi che quando la propongo gli interessati già lo sanno.-  

-Di chi non si fida? -       

-Ormai di nessuno. Piuttosto mi dica, la sua domestica è fidata?-   

-Non è una domestica, è mia moglie ed è fidatissima.-

-Voglio ancora fidarmi, alla fine la sua incompetenza mi fa quasi tenerezza.-      

-Quando avrebbe intenzione di partire?- 

-Domani stesso. Ho liquidato la domestica e ho raccolto i miei risparmi.-

-Aveva dei risparmi?- 

-Ovviamente, credevano di tenermi al guinzaglio, ma so ben io come rompere il laccio.- Ora però, mio caro, andare! ho un daffare! cosa faccio pago sempre  alla domestica?

Dalle mie parti, in questi casi, si dice àndare! scriverei : ora pero' , mio caro, àndare! però non so se si usi in italiano e molti potrebbero non capire.  Aggiungerei altra punteggiatura.

E’ sempre mia moglie comunque prenda le pastiglie.

Immagino che questa ultima frase sia pronunciata dal "medico".

Aristide lo guarda e dice fiero -Addio per sempre.-

 Quando esce Elena, la moglie, entra nell’ufficio, Gianni è talmente  intento nei suoi pensieri che non se ne avvede- Gianni,  questa storia non può più durare, lo capisci? Non è più tuo compito, deve essere ricoverato.-  

punteggiatura. Sembra che sia uscita Elena e poi non si sa chi sia entrato. E quindi non si capisce subito chi stia parlando

-E’ mio fratello, ho giurato sul letto di morte a mio padre di proteggerlo, come posso tirarmi indietro?-

-Questa farsa di fare la parte dello  psicologo vestito con il camice bianco con occhiali e stetoscopio  non ha più senso. I casi sono due: o è matto o ci prende in giro. Se è matto va rinchiuso perché io matta per lui non lo divento.-  La donna continua la sua battaglia alzando la voce.  

-Perché non mandarlo da uno psichiatra vero?- 

-Lo sai benissimo, ne ha visti una marea, ma vuole solo me.- 

Elena urla la sua frustrazione , le parole di suo marito sono le solite ,

metterei una virgola

sentite un milione di volte, un fastidio da togliersi dalle orecchie. Gianni cerca inutilmente di calmarla. Ad un cero punto Elena smette di urlare e con i nervi a fior di pelle si veste ed esce di casa sbattendo la porta.  

Attraversando la città  a piedi Gianni ripensa ad Aristide prima dell’incidente, le donne se lo contendevano e gli uomini spesso lo prendevano ad esempio. Ora invece era solo, tutte le persone che lo circondavano si erano allontanate. L’unico amico vero a rimanere era stato lui, suo fratello. Ogni scusa per la latitanza  in bocca a chi prima si proclamava fraterno amico era un’offesa moltiplicata. I pensieri gli hanno fatto accorciare il cammino verso il suo studio dentistico.

metterei dopo "incidente" un due punti. Controllerei un po' la struttura della frase, mi pare che cambi soggetto. Il fratello è l'unico amico, poi c'è una frase generica  riferita al"paziente". Poi si ripassa al medico che va a fare il dentista. Desumo che il fratello-paziente si chiami Aristide, ma io specificherei prima, magari salutandolo o nei discorsi della moglie. Ho atto un po' fatica ad identificare i personaggi.

 -Come va, Luca?-

è entrato in studio? Luca è un assistente? specificherei un po' meglio, in fondo fino a questo momento non si sapeva nemmeno che avesse uno studio dentistico. Se pero' questo non è un incipit e hai già spiegato in capitoli precedenti chi sia Luca può andare bene

-Benissimo.-

-E’ venuta la signora Balestri?-

-Torna alle diciassette. E poi è venuta la contessa Ruffini, ho cercato di trattenerla, ma voleva parlare soltanto con te.- 

-Beato te, ma come fai ad avere sempre e solo amiche?-

quindi sta sempre parlando Luca?

Gianni entra nel retro dello studio e una piccola rabbia gli muove lo stomaco: ma come osava  parlargli di donne, lui che da anni era l’amante neanche tanto celato di sua moglie. Così pensando dà un calcio ad un rotolo di carta che era appoggiato per terra. Questo prende a srotolarsi quasi fosse un tappeto.

Luca, entrando giulivo, dice: -Grazie, non era necessario.-

in definitiva, controllerei  la punteggiatura e alcuni riferimenti non chiari, specialmente quando cambiano i dialoganti. Però, nell'insieme, mi è piaciuto molto per l'originalità e anche per l'inizio che lascia presupporre che Gianni sia davvero lo psichiatra di Aristide. Il colpo di scena mi piace e mi incuriosisce e, nell'insieme, mi viene voglia di continuare la lettura e mi diverte. Gianni mi pare una persona che subisce. Subisce passivamente i rimproveri e i tradimenti della moglie, col suo presunto assistente, e la presa in giro del fratello. Lascia pensare che ci saranno molti sviluppi, magari alla fine fa una strage :asd: Mi sembra che ci siano ottime premesse. L'isteria della moglie sarebbe da spiegare ancora, potrebbe anche rimanere così per tutto il tempo. Il fratello Aristide è un vero enigma, potrebbe essere il suo vero e unico alleato segreto, in fondo ha detto che va da lui per fargli piacere. Molto interessante. Anche Luca, il classico "stronzo", non mi è venuto un altro termine, promette benissimo.Credo non sia facile dire  e non dire per creare i colpi di scena. 

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