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topspeed

Flashback ... che tempo usare?

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Salve a tutti, scusate se l'argomento sarà già stato trattato ma quello che ho letto fin'ora non ha fatto altro che confondermi ulteriormente le idee. 

Vado subito al punto, il romanzo che ho appena terminato è naturalmente in passato remoto e in fase di rilettura mi sono accorto che un lungo flashback, presente nel prologo, era ahimè nel medesimo tempo. Ho provveduto a correggere sostituendo il passato con il classico trapassato col risultato di arrivare a detestare l'intera sequenza. Il flashback ha un ruolo chiave ed è lungo 4 pagine e mezzo ma in trapassato a me sembrano 40 ... come posso risolvere? 
Ho letto da qualche parte che è possibile aprire un flashback in trapassato, svolgerlo in passato remoto e terminarlo nuovamente con una frase in trapassato, ma come? A me non convince molto questo metodo. L'unica soluzione che ho al momento è una cura dimagrante alla sequenza, così da alleggerirla ma mi dispiacerebbe perché come ho detto si tratta di una parte importante, voi cosa mi consigliate?
Grazie! 

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Purché sia chiaro al lettore che stai scrivendo di qualcosa che è avvenuto in precedenza (quindi staccandolo anche graficamente dallo sviluppo sequenziale della trama) puoi scriverlo anche al presente, se ti fa piacere.

 

no flashback:

Giorgio scese dall'auto e osservò la casa dove aveva trascorso l'infanzia. Il ricordo di quei giorni felici lo turbò.  Con gli occhi della mente rivide la biblioteca dove aveva studiato, il grande salone dove aveva ballato guancia a guancia con Isabella...

 

flashback al passato:

Giorgio scese dall'auto e osservò la casa dove aveva trascorso l'infanzia. Il ricordo di quei giorni felici lo turbò. 

 

*

 

Gli ospiti erano già tutti nel salone quando Isabella fece il suo ingresso.   Indossava un abitino...  e io, spinto da un pensiero improvviso, la invitai a ballare.  Ci muovemmo prima incerti, poi sempre disinvolti...

 

 

flashback al presente

Giorgio scese dall'auto e osservò la casa dove aveva trascorso l'infanzia. Il ricordo di quei giorni felici lo turbò.  

 

*

 

Sono già tutti nel salone, ma non vedo lei ancora.   Eccola, finalmente!  Isabella è splendida nel suo abitino...  D'un tratto, senza averlo deciso prima, mi butto. 

«Vorresti ballare con me?»

Lei mi guarda, sorpresa.  Per un attimo temo che mi dica di no e invece...

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38 minuti fa, Marcello ha scritto:

Purché sia chiaro al lettore che stai scrivendo di qualcosa che è avvenuto in precedenza (quindi staccandolo anche graficamente dallo sviluppo sequenziale della trama) puoi scriverlo anche al presente, se ti fa piacere.

 

no flashback:

Giorgio scese dall'auto e osservò la casa dove aveva trascorso l'infanzia. Il ricordo di quei giorni felici lo turbò.  Con gli occhi della mente rivide la biblioteca dove aveva studiato, il grande salone dove aveva ballato guancia a guancia con Isabella...

 

flashback al passato:

Giorgio scese dall'auto e osservò la casa dove aveva trascorso l'infanzia. Il ricordo di quei giorni felici lo turbò. 

 

*

 

Gli ospiti erano già tutti nel salone quando Isabella fece il suo ingresso.   Indossava un abitino...  e io, spinto da un pensiero improvviso, la invitai a ballare.  Ci muovemmo prima incerti, poi sempre disinvolti...

 

 

flashback al presente

Giorgio scese dall'auto e osservò la casa dove aveva trascorso l'infanzia. Il ricordo di quei giorni felici lo turbò.  

 

*

 

Sono già tutti nel salone, ma non vedo lei ancora.   Eccola, finalmente!  Isabella è splendida nel suo abitino...  D'un tratto, senza averlo deciso prima, mi butto. 

«Vorresti ballare con me?»

Lei mi guarda, sorpresa.  Per un attimo temo che mi dica di no e invece...

Lo stacco grafico c'è  é che istintivamente andrei di trapassato ma come detto il flashback si protrae per troppe pagine. Il presente non credo si addica anche perché si tratta di un racconto in terza persona e non ce lo vedo proprio. Fermo restando che sarebbe chiarissimo al lettore il salto nel fb non é proprio contemplato l'uso del passato remoto al pari del resto del racconto? 

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3 minuti fa, topspeed ha scritto:

non é proprio contemplato l'uso del passato remoto al pari del resto del racconto?

non capisco...

ho fatto l'esempio al passato: 

47 minuti fa, Marcello ha scritto:

flashback al passato:

Giorgio scese dall'auto e osservò la casa dove aveva trascorso l'infanzia. Il ricordo di quei giorni felici lo turbò. 

 

*

 

Gli ospiti erano già tutti nel salone quando Isabella fece il suo ingresso.   Indossava un abitino...  e io, spinto da un pensiero improvviso, la invitai a ballare.  Ci muovemmo prima incerti, poi sempre disinvolti...

Ho frainteso quello che mi stai chiedendo?

 

Per favore, non scrivere quelle é  che non si possono vedere ;)!

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7 minuti fa, Marcello ha scritto:

non capisco...

ho fatto l'esempio al passato: 

Ho frainteso quello che mi stai chiedendo?

 

Per favore, non scrivere quelle é  che non si possono vedere ;)!

Perdonami sono un imbecille, leggevo velocemente sul cell e non ci ho nemmeno fatto caso convinto com'ero non fosse possibile usarlo... 
Ok quindi il passato remoto per un fb è contemplato, bene anzi benissimo, già mi sentivo perso ... specie per il fatto che nel romanzo ce ne sono almeno altri due e anche più lunghi e se avessi dovuto cambiare tempo a tutti sarebbe stata una tragedia. 
Grazie mille!

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Scusa @Marcello, ma credo di  non aver capito.  Che intendiamo per flashback? 

"flashback ‹flä′šbäk› (o flash-back) s. ingl. [comp. di flash «lampo» e back «indietro»] (pl. flashbacks ‹flä′šbäks›), usato in ital. al masch. – Nella tecnica cinematografica, procedimento narrativo consistente nell'interrompere il racconto di fatti attuali nel loro sviluppo cronologico, per inserirvi un episodio anteriore collegato più o meno intimamente con il racconto stesso: i momenti salienti dell’antefatto sono narrati attraverso una serie di flashback. Per estens., analogo procedimento adottato in opere narrative, soprattutto mediante inserti della memoria del passato nelle vicende del presente." Su questa definizione siamo d'accordo, vero? 

 

E allora qual è la natura del flashback "al presente"?  Si tratta solo della rievocazione di qualcosa che collima o si sovrappone al pensiero interiore "normale" del personaggio. Un corsivo interposto alla naturale esposizione degli avvenimenti. A me pare che lo stacco di cui tu giustamente parli colloca il flashback  automaticamente nel passato e/o nel trapassato.

Il flashback dovrebbe, io penso, caratterizzarsi per l'estrema fluidità dell'evento narrato ricordato. Nei tuoi esempi però, io non distinguo  una netta demarcazione tra vissuto e ricordato!  Mi sembrano uguali. Non solo perché non sono in corsivo ma anche perché esprimono la stessa cosa, narrata dallo stesso punto di vista:

"no flashback:

Giorgio scese dall'auto e osservò la casa dove aveva trascorso l'infanzia. Il ricordo di quei giorni felici lo turbò.  Con gli occhi della mente rivide la biblioteca dove aveva studiato, il grande salone dove aveva ballato guancia a guancia con Isabella...

 

flashback al passato:

Giorgio scese dall'auto e osservò la casa dove aveva trascorso l'infanzia. Il ricordo di quei giorni felici lo turbò."

 

Non credo che si possa ridurre tutto e solo alla questione dell'uso o meno del remoto (tempi al passato semplici) anziché al trapassato. Si deve percepire nel flashback un cambio netto di prospettiva, così come avviene nel flash-farword.

 

La questione dei tempi verbali da usare nei flashback, e più in generale per tutte le azioni accadute prima di altre, è assai interessante e molto dibattuta (vedi la discussione aperta nel forum inglese di Word Reference: https://forum.wordreference.com/threads/past-perfect-flashback.3526870/ 

ma io continuo a pensare che lo scarto tra presente della narrazione e passato ricordato da questo o quel personaggio (si) porti con sé variazioni tali da far passare in secondo piano il conflitto grammaticale passato o trapassato (vede/ha visto - vedeva/aveva visto). Quando sentiamo che siamo in presenza del conflitto e della noiosa sfilza di era/aveva +participio passato spesso vuol dire che c'è un errore di prospettiva "a monte".  Oltre al corsivo e allo stacco dalla linea della narrazione principale, il flashback dovrebbe essere, secondo me,  flusso di coscienza,  pagina di diario senza censura, un insieme di riflessioni sul passato psicologicamente reinterpretato,  "altro" rispetto allo stile narrativo principale prescelto: un approfondimento. Ma potrei sbagliarmi. 

 

Un cordialissimo saluto. 

 

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Oltre al corsivo e allo stacco dalla linea della narrazione principale, il flashback dovrebbe essere, secondo me,  flusso di coscienza,  pagina di diario senza censura, un insieme di riflessioni sul passato psicologicamente reinterpretato,  "altro" rispetto allo stile narrativo principale prescelto: un approfondimento. Ma potrei sbagliarmi. 

Perdonami se intervengo ma anche volendo condividere quanto dici trovo difficile applicarlo ad una narrazione in terza persona. Senza contare che non tutti i fb sono uguali, alcuni riguardano eventi accaduti anni prima, altri sono soltanto meri chiarimenti su quanto accaduto uno o due giorni prima, ergo difficili da reinterpretare psicologicamente...

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@Renato Bruno scusa, ho pochissimo tempo in questo periodo e ho letto un po' di fretta, probabilmente non ho capito nemmeno bene cosa volevi dirmi.

Sulla definizione siamo perfettamente d'accordo, dopo mi sono un po' perso a essere sincero.  Per me il f. consiste nel riportare indietro la lancetta dell'orologio a un avvenimento precedente e se voglio far vivere al lettore la scena "in diretta" nel momento in cui è avvenuta perché non potrei farlo, anche utilizzando il presente?  

Oggi ho novant'anni, rivedo con la mente una scena avvenuta quando ne avevo trenta e la ricostruisco come avvenne sessant'anni fa.  Non è che deve essere per forza così, ma può esserlo, credo.   Quando avrò più tempo poi andrò a leggermi anche il link, che sarà di sicuro interessante, ma ora non posso davvero ;).

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Il 26/11/2019 alle 17:02, topspeed ha scritto:

il romanzo che ho appena terminato è naturalmente in passato remoto e in fase di rilettura mi sono accorto che un lungo flashback, presente nel prologo, era ahimè nel medesimo tempo. Ho provveduto a correggere sostituendo il passato con il classico trapassato col risultato di arrivare a detestare l'intera sequenza. Il flashback ha un ruolo chiave ed è lungo 4 pagine e mezzo ma in trapassato a me sembrano 40 ... come posso risolvere? 

Nella tua stessa situazione io ho usato l'imperfetto per dei ricordi, oltretutto molto confusi, e non credo sia venuto male.

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Il 26/11/2019 alle 19:33, topspeed ha scritto:

Ok quindi il passato remoto per un fb è contemplato

 

Sì, senz'altro.

Volendo, potrei ribaltare la questione e chiederti: «Perché non dovrebbe esserlo?».

 

Esempio…

«Ti piacciono i tatuaggi? Vedo che ne hai un piccolino sul braccio.»

«Ehm… sì. È il mio nome. Speravo che non te ne accorgessi, a dire il vero.»

«A me non piacciono gli uomini con i tatuaggi. Ma come ti è saltato in mente di fartelo?»

«L'ho fatto per scommessa dieci anni fa. Avevo scommesso sulla vittoria della Juventus. L'accordo prevedeva che, se la Juve avesse perso con più di goal di scarto, io mi sarei tatuato il nome sul braccio. Quella domenica, la Juve perse quattro a uno, quindi dovetti sottopormi al tatuaggio. Nemmeno a me piacevano, ma io mantengo sempre la parola.»

«Uhm… mi vanno molto a genio gli uomini che mantengono le promesse: il mio ex non lo faceva mai. Però quel tatuaggio lì…»

«Se vuoi lo tolgo, eh…»

 

Ho messo il fb in grassetto. Come vedi ci ho infilato dentro un trapassato prossimo indicativo, due imperfetti indicativi, un trapassato congiuntivo, un condizionale passato e due passati remoti (spero di non aver saltato nulla :P).

 

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Volendo, potrei ribaltare la questione e chiederti: «Perché non dovrebbe esserlo?».

Bella domanda ... ero convinto sul trapassato e poi avevo avuto conferma leggendo su diversi siti, ovviamente sono più che contento di essermi sbagliato!

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