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Talia

[LP 6] L'ineluttabile

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Traccia n.1: la paura

 

 

C'era il ragno tra le lenzuola
E l'uomo nero sotto al letto.
Mi dicevi: "Tranquilla, la notte
non può farti del male."
Scostavi la frangia e mettevi
un bacio sulla mia fronte.

 

Mi svegliavo scossa da brividi.
Avevo sognato la strega cattiva
che voleva graffiarmi.
Controllavi il termometro
e mi porgevi il cucchiaio. 
"Prendi questa: è amara ma passa."
Mi sostenevi la schiena, 
poi rimanevi seduta

sul letto a cullarmi.

 

Era alto il terrazzo

del sesto piano, 
sentivo le gambe di legno
a guardare di sotto.
Stretta dal tuo abbraccio
attorno alla vita
provavo a sporgermi e scrutare
l'asfalto senza tremare.

 

Devo scegliere le tutine
per il bambino in arrivo,
Sono indecisa su quale è migliore.
"Sono stanca oggi,

non riesco a pensare.
Sono sicura che sai cosa fare,
Quel che potevo te l'ho insegnato".

 

Mi dici piegata
sorretta al bordo del tavolo
mentre trascini i piedi
nel cercare la sedia.
Ora ho capito
che, ragno o terrazza, 
uomo nero o strega cattiva, 
avevo solo paura di questo momento.

 

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Ciao @Talia Due temporalità in uno stesso corpo. Le paure infantili crescono insieme al corpo e si fanno mature e concrete. Spiazzante quanto agghiacciante la svolta della poesia, e l'ineluttabile male di vivere.

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@Talia Forse è una mia impressione ma i primi tre gruppi di versi hanno un sapore fiabesco. I numerosi verbi al passato, tanti per come di solito viene concepito il linguaggio poetico, danno la distanza del tempo tra passato e presente, e la figura della madre attraversa quei primi momenti di paura come un angelo custode, sempre pronto a lenire qualsiasi disagio. Come se ci fosse sempre un rimedio a tutto.Gli ultimi due gruppi attestano invece un passaggio di consegne tra un angelo che viene e un altro che se ne va. In mezzo la voce\pensiero, la bambina di un tempo che deve prendere atto della realtà e del segreto della morte (presagito in ognuna delle vecchie paure), che si tramanda di generazione in generazione. Preservando i più piccoli fino a che, a loro volta, saranno abbastanza forti per portarlo e accettarlo. Un ciclo continuo che, per quanto duro da accettare, qui sembra vestire i colori di una favola, appunto.  Piaciuta.:)

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Ciao @Talia mi hai ricordato un episodio di tanto tempo fa quando quel buontempone di mio padre, mentre dormivo, mi infilò una tarantola di gomma sotto il cuscino. Puoi immaginare il mio terrore quando nel dormiveglia ho preso in mano l'insetto finto. A parte i ricordi tutto sommato piacevoli dell'infanzia (nonostante mio padre (ovviamente scherzo)) la tua poesia la trovo leggera e profonda allo stesso tempo. Anche nostalgica perché non vorremmo mai capire fino in fondo la vera natura delle nostre paure. Brava, come al solito mi sei piaciuta. 

Saluti, 

 

Mirko

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Questa tua poesia, @Talia, che in una climax ascendente conduce il lettore, ignaro del tuo intento, al nucleo infiammato che illumina tutto il componimento, è ottima nelle ultime tre strofe e (a mio modesto avviso) meno buona nelle prime due, in quanto il linguaggio utilizzato è quasi soltanto denotativo. Non è necessario, secondo me, fare troppi esempi: il balcone alto e l'abbraccio materno danno la misura di ciò che vuoi esprimere. Ho provato a immaginare la tua poesia nel modo seguente (ma si potrebbero riassumere in un'unica strofe anche gli episodi delle paure notturne e della cura amorevole):

Il 23/11/2019 alle 22:44, Talia ha scritto:

Era alto il terrazzo

del sesto piano, 
sentivo le gambe di legno
a guardare di sotto.
Stretta  dal  al tuo abbraccio
attorno alla vita
provavo a sporgermi e scrutare
l'asfalto senza tremare.

 

Devo scegliere le tutine
per il bambino in arrivo,
Sono indecisa su quale è migliore.
"Sono stanca oggi,

non riesco a pensare.
Sono sicura che sai cosa fare,
Quel che potevo te l'ho insegnato".

 

Mi dici piegata
sorretta al bordo del tavolo
mentre trascini i piedi
nel cercare la sedia.
Ora ho capito
che, ragno o terrazza, 
uomo nero o strega cattiva, 
avevo solo paura di questo momento.

Bella la rima "scrutare" e "tremare"; eccellente la risposta della madre, quando la figlia è ormai adulta: parole che non vorremmo mai sentire, dove chi ti ha dato finora tutto di sé guarda verso un altrove cui non siamo ammesse. Certo, eliminando le prime due strofe (tu mi scuserai di questa mia intrusione, ma ho sentito così vera la poesia che mi sono permessa tutto ciò), verrebbe meno il richiamo finale (un po' troppo elencatorio, per i miei gusti), ma basterebbe stringere in un'unica strofe dall'aura connotativa gli episodi iniziali. Grazie mille per la bella lettura, un saluto, @Talia!

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@Talia un omaggio all'amore di una madre, quel sentimento che ci rende solidi nell'affrontare la vita. Ho una venerazione per tutte le madri; forse è perché non sono madre, ma una l'ho avuta e ho riconosciuto il suo sostenermi, proteggermi e insegnarmi ad affrontare il futuro in questi tuoi versi. Ma allo stesso modo ho visto quanto incapaci siano esse ad insegnarci ad affrontare il momento peggiore. La loro morte. Brava. Ho apprezzato molto. All'inizio anch'io ho avuto l'impressione che fosse un po' blanda, poco efficace nelle parole ma ha i dato il giusto crescendo. Complimenti 

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@Talia non chiedermi perché, ma nella prima strofa ero convinta parlassi del padre. Mi è piaciuto molto come hai messo a confronto i due mondi, quello dell'infanzia e quello dell'età adulta della donna, diventata madre a sua volta. Le paure, crescendo, cambiano, ma c'è sempre lei, la mamma, a tenderci la mano. Leggera e al contempo profonda, la tua poesia mi ha commosso ed emozionato. L'ho apprezzata molto. Brava. 

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@Vincenzo Iennaco, @Roberto Ballardini, @INTES MK-69, @Ippolita2018, @Adelaide J. Pellitterie @Emy

 

Grazie davvero di <3 di aver commentato I miei versi. 

 

Premetto che sono stati scritti davvero in un lampo e si vede. La questione che alcuni di voi sollevano per le prime strofe è qualcosa che anche io avevo notato. Probabilmente avessi avuto una condizione migliore per scrivere (ero fuori) forse avrei fatto una scelta diversa. Però l'idea è qualcosa che tenevo molto ad esprimere. 

 

Il 24/11/2019 alle 11:28, Vincenzo Iennaco ha scritto:

Le paure infantili crescono insieme al corpo e si fanno mature e concrete. S

Esatto, era una delle cose che volevo trasmettere al lettore, grazie di aver colto il senso :rosa:

 

Il 24/11/2019 alle 21:08, Roberto Ballardini ha scritto:

Gli ultimi due gruppi attestano invece un passaggio di consegne tra un angelo che viene e un altro che se ne va. In mezzo la voce\pensiero, la bambina di un tempo che deve prendere atto della realtà e del segreto della morte (presagito in ognuna delle vecchie paure), che si tramanda di generazione in generazione. Preservando

Sai che ero indecisa se intitolarla con qualcosa che rimandasse all'idea che hai espresso tu? Uno dei miei intenti era proprio dare questo senso di passaggio, questa ciclicità, che, per chi mi legge da un po' sia in prosa che in poesia, è una cosa che ricorre nei miei testi. Ognuno ha le sue fisse, io questa. 

Con la tua interpretazione, @Roberto Ballardini hai colto quasi tutto quello che mi premeva comunicare al lettore, grazie :rosa:.

 

16 ore fa, INTES MK-69 ha scritto:

mi hai ricordato un episodio di tanto tempo fa quando quel buontempone di mio padre, mentre dormivo, mi infilò una tarantola di gomma sotto il cuscino. P

Uno scherzo terribil, che può diventare un trama se fatto sotto una certa età, spero tu fossi già abbastanza cresciuto. 

Grazie per le parole gentili, @INTES MK-69:rosa:

 

12 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

ma si potrebbero riassumere in un'unica strofe anche gli episodi delle paure notturne e della cura amorevole)

Hai perfettamente ragione, @Ippolita2018, le prime tre strofe non sono un granché. Mi sono fatta prendere troppo la mano dalla voglia/necessità di metterci episodi infantili, mi sono calata nel contesto per cui anche il linguaggio non è stato appropriato. Ma come dicevo all'inizio, ho fatto tutto in un lampo (è comunque il bello di questo contest e va bene così), per cui non ho avuto la giusta distanza per rendermene conto prima di postare.

Grazie per gli ottimi consigli e le parole di apprezzamento :rosa:

 

10 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Ho una venerazione per tutte le madri; forse è perché non sono madre, ma una l'ho avuta e ho riconosciuto il suo sostenermi, proteggermi e insegnarmi ad affrontare il futuro in questi tuoi versi. Ma allo stesso modo ho visto quanto incapaci siano esse ad insegnarci ad affrontare il momento peggiore. La loro morte.

@Adelaide J. Pellitteri, srcondo me non è necessario partorire figli per sviluppare emozioni e competenze da madre. Nei tuoi commenti e nei tuoi testi si respira molta "maternità" (non so se riesco a spiegarmi) oltre a molte altre cose ovviamente. Hai colto a pieno il significato e le emozioni che volevo trasmettere,:rosa: grazie.

 

10 ore fa, Emy ha scritto:

Le paure, crescendo, cambiano, ma c'è sempre lei, la mamma, a tenderci la mano. Leggera e al contempo profonda, la tua poesia mi ha commosso ed emozionato. L'ho apprezzata molto. Brava. 

Grazie @Emy per queste belle parole :rosa:.

 

Talia 

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20 ore fa, INTES MK-69 ha scritto:

mi hai ricordato un episodio di tanto tempo fa quando quel buontempone di mio padre, mentre dormivo, mi infilò una tarantola di gomma sotto il cuscino.

Questa mi ha steso :D!!! Ci devi assolutamente scrivere qualcosa, Mirko!

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Ciao @Talia, ci tengo a dirti che questa poesia mi ha emozionato molto e proprio per questo motivo sei stata una delle mie scelte. (si poteva dire? Boh :asd:)

Sicuramente puoi migliorare alcune strofe, anche solo asciugandole un po', ma non approfondisco oltre perché lo ha già fatto egregiamente @Ippolita2018. In un contest lampo come questo è naturale che le poesie possano aver bisogno di essere ritoccate, ma ciò che conta è che il messaggio che veicolano arrivi prorompente. 

E tu, in questo, sei riuscita alla perfezione. Paura della morte, dell'ignoto, della perdita e, quindi, del vivere.

Bravissima! <3

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19 ore fa, Sira ha scritto:

tengo a dirti che questa poesia mi ha emozionato molto e proprio per questo motivo sei stata una delle mie scelte.

<3

@Sira, quale onore essere votata da una poetessa! Ti ringrazio per il voto e per le parole di apprezzamento, sono molto felice :arrossire:

 

19 ore fa, Sira ha scritto:

ma ciò che conta è che il messaggio che veicolano arrivi prorompente. 

E tu, in questo, sei riuscita alla perfezione. Paura della morte, dell'ignoto, della perdita e, quindi, del vivere.

Bravissima! <3

Grazie mille ancora:rosa:

 

Talia 

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Il 23/11/2019 alle 22:44, Talia ha scritto:


Scostavi la frangia e mettevi
un bacio sulla mia fronte.

 

 

Sostituirei "mettevi" con "posavi" o "soffiavi un bacio..." 

"Mettevi" mi suggerisce l'idea di mettere qualcosa di solido e materiale su qualcos'altro.

A parte questo, trovo splendida questa poesia. La chiusa è fortemente struggente, mi ha fatto venire un nodo alla gola. Il sentimento sui cui è incentrato questo testo è sicuramente un sentimento in cui molti lettori possono rispecchiarsi: la paura del giorno in cui i nostri cari non saranno più quel forte pilastro a cui ci siamo sorretti per una vita intera, fin da quando eravamo piccoli. 

L'universalità del tema trattato amplifica l'impatto che il testo ha sul lettore; è un testo che emoziona, arriva dritto al cuore. Soprattutto fa riflettere sulle cose davvero importanti della vita, di cui spesso capiamo il valore solo quando le stiamo perdendo. 

L'immagine della madre che fatica a rimanere in piedi, sorreggendosi ai bordi del tavolo, è di una tenerezza incredibile, anche se suscita al contempo tanto dolore e tristezza.

La protagonista, diventata ormai donna e quasi mamma, che sceglie le tutine per il bambino, suggerisce l'idea della vita che scorre, il tempo che ineluttabilmente passa. E' il ciclo della vita: la protagonista è ora cresciuta e diventerà lei il nuovo e saldo pilastro a cui si sorreggerà il nascituro.

Il registro utilizzato è limpido, chiaro, nitido. Il linguaggio, curato ed elegante, si serve di immagini semplici, di facile comprensione, spesso quotidiane ma non per questo banali o inefficaci. Sono immagini tanto cristalline che le immagini descritte si stagliano davanti agli occhi di chi legge, creando una sorta di empatia fra il lettore e le parole.

Ciao @Talia

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Ciao @Io che mi manco,

12 ore fa, Io che mi manco ha scritto:

L'universalità del tema trattato amplifica l'impatto che il testo ha sul lettore; è un testo che emoziona, arriva dritto al cuore

 

Sono felicissima che le mie parole arrivino al lettore e creino emozioni, credo sia la soddisfazione principale per una persona che ha scritto qualcosa. Grazie! <3

 

12 ore fa, Io che mi manco ha scritto:

tempo che ineluttabilmente passa. E' il ciclo della vita:

Da questa osservazione mi è venuta l'idea del titolo, vedo che siamo n sintonia. 

 

12 ore fa, Io che mi manco ha scritto:

Sono immagini tanto cristalline che le immagini descritte si stagliano davanti agli occhi di chi legge, creando una sorta di empatia fra il lettore e le parole.

Grazie anche per questo, mi hai dato una bella soddisfazione nel sapere che m hai apprezzata :rosa:

 

Talia 

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