Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

flambar

" C a g a V o d k a "

Post raccomandati

https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/35435-pinoli-piliferi/?

“ CAGA VODKA “

 

Mi trovavo a Napoli, in quel periodo per effettuare la visita medica biennale era d'oblico recarsi a Napoli. Mentre facevo colazione in una caffetteria del porto, due manacce ruvide e dure come uno scoglio mi oscurarono gli occhi, una voce baritonale mi chiese: «chi sono?» risposi: «Caga Vodka» rimase stupito di averlo riconosciuto all'istante, anche se era ben vestito e profumava come una troia di lusso.

“Caga Vodka”era diventato il più ricercato sensale marittimo del porto di Napoli, senza di lui non trovavi imbarco. A lui si rivolgevano gli armatori e marittimi, Oh! Compreso armatori di un certo calibro, capace di trovare un imbarco anche ad un scimpanzè, entrambi le parti lo remuneravano soddisfatti del suo management. Si notava che stava conducendo una bella vita. Tuttavia la sua area non era più quella del temerario marinaio che conoscevo, unico capace di avventurarsi a prua con mare forza nove, dotato di mani che stringevano come una morsa d'acciaio, un buon amico, ed era consigliabile tenerselo tale. Finito di fare colazione ci salutammo e a piedi presi la direzione per la cassa marittima. Mentre iniziava la seconda ora di attesa per effettuare la visita medica, notai Caca Vodka venire verso di me. A distanza e voce alta mi disse:«complimenti ho saputo proprio adesso che sei stato promosso comandante, te la sentiresti di comandare un rimorchiatore d'altura rompighiaccio?» Certo replicai. rispose: «aspettami qui che faccio una telefonata». Trascorsa una mezz'ora lo vidi tornare sorridente con i suoi due guardia-spalla dall'aspetto poco raccomandabile. Dato un lungo sospiro disse: «dunque, da oggi ed esattamente dalle ore undici e ventitre minuti sei il comandante del turbo rimorchiatore denominato “ Maciste “ ormeggiato nel porto di Rotterdam»

Risposi:«seee e io sono il papa di Roma» mi ribadì: «guarda che non sto scherzando, devi andare subito a Rotterdam». Infastidito gli replicai: «come hai potuto imbarcarmi se tutti i documenti sono tra le mie mani?» Quasi urlando rispose:«nooo! Devi partire subito questo è il biglietto per l'aereo, questo è un acconto sul tuo stipendio se ti servono soldi per il viaggio». Osservando con molta attenzione i documenti che mi aveva consegnato appurai la loro genuinità, quindi ero il comandante del già citato rimorchiatore, esclamai:«come cazzo hai fatto?» Caca Vodka, portandosi il dito al naso esclamò: «Sssss ci ascoltano!» poi con calma si mise sottobraccio dicendomi andiamo via di qua è ora di pranzo. Un momento e la visita biennale? Rispose:«chi se nè frega» forzatamente mi portò fuori della cassa marittima dicendomi di stare zitto è tutto a posto.

Ancora sbigottito mi trovai in un ristorante dove pranzai con un buon pesce e del buon vino.

Il sensale, sapeva che non ammettevo sbagli, quello che avevamo appena concluso era una scorrettezza disgustosa, scavalcare tanti padri di famiglia in attesa d'imbarco per portare un tozzo di pane ai propri congiunti.

Lasciamo perdere questo discorso vah! ch'è meglio. Ragion percui di ciò che non si può parlare è meglio tacere.

Durante il tragitto per l'aeroporto chiesi al mediatore quanto ammontava il suo interessamento, “ niente”rispose. Come niente?mi hai pagato la colazione, mi hai trovato l'imbarco hai voluto pagarmi anche il pranzo e non ti devo niente? Alle mie domande rispose:« per te questo ed altro l'importante è di restare sempre amici» certo che resteremo sempre amici gli dissi. Ci salutammo e presi il primo volo per Rotterdam.

Arrivato in perfetto orario sottobordo il “Maciste” ebbi un tuffo al cuore era un vero colosso dei mari, ma che dico dei mari, degli oceani. Misurava settanta metri di lunghezza con due eliche e due motori turbo Isotta Fraschini ciascuno dalla potenza di diecimila cavalli per asse più due propulsori prodieri.

Lo ammetto mi tremavano un po le gambe, era la prima volta che imbarcavo su di un bastimento di tale potenza. Mi detti coraggio pronunciando le famose frasi dannunziane:

                                                                                                                MEMENTO AUDERE SEMPRE

Oh! non sono un fascista, che sia chiaro, non appartengo a nessun partito. Tuttavia queste citazioni spesso mi hanno aiutato a vincere la paura. L'indomani mattina verso le ore dodici arrivò l'ordine di partenza, destinazione trentacinque miglia Nord-Ovest il porto di Àlesund, fuori dalle acque territoriali norvegesi. Si trattava di prendere a rimorchio una piattaforma petrolifera e trasportarla nelle acque territoriali statunitensi dell'oceano Nord Atlantico. Appena lasciato il porto olandese venni informato che altri due rimorchiatori navigavano per la stessa direzione e per lo stesso motivo. Nel frattempo calò una nebbia talmente fitta che a malapena riuscivo a vedere il salpa-ancore di prua. Il natante totalmente costruito con sette centimetri d'acciaio ed alluminio marino a prua dieci centimetri. Molto moderno con due radar potenti da rilevare bersagli fino a settanta miglia di distanza. La nebbia tenne duro per tutto il viaggio. Quando si è in navigazione la bruma non è da considerarsi pericolosa, ma se si è costretti ad andare in essa a tutta forza con ventimila cavalli asse di potenza, allora si diventa incoscienti. Purtroppo dovevamo fare in fretta e prendere a rimorchio la piattaforma che avendo tirato a bordo tutto il suo ancoraggio andava alla deriva. Grazie a Dio, arrivati sotto bordo al galleggiante la gara di velocità finì. La nebbia però era li a farci compagnia ed anche più fitta, di notte poi diventerà ancora più bruma. Grazie a gli ottimi marinai imbarcati sulla piattaforma, riuscimmo anche se molte difficoltà a prenderla a rimorchio. Ragion percui iniziammo a navigare in direzione degli Stati Uniti d'America. Siccome la foschia non dava segni di demordere.

In un consulto radiotelefonico tra capitani, tenendo presente la necessità di avere intorno a noi uno spazio libero di quasi un miglio. Il più anziano dei comandanti di nazionalità francese, convinto che la nebbia si sarebbe di colpo diramata facendoci passare senza difficoltà il canale della manica, impose la sua decisione di non cambiare rotta e proseguire la navigazione per lo stretto d'Inghilterra. A mia volta risposi:«questa nebbia è causata dalle correnti calde provenienti dal golfo Messicano, attraversano l'intero oceano Atlantico fino ad arrivare sulle coste del nord Europa, potrebbe persistere nella zona fino al mese di Marzo, siamo ancora a Dicembre. Pertanto consiglio di passare a Nord dell'Inghilterra attraverso Newcastle. Diversamente se avverto la pur minima pericolosità per l'equipaggio ed il battello al mio comando sarò costretto a sganciare il rimorchio. Il comandante francese esclamò:«te ne puoi andare anche adesso!» risposi:«taci scimmia». Trascorsi più di un'ora nella mia inquietudine, man mano che ci avvicinavamo allo stretto aumentava da diventare insopportabile. Dovevo ideare qualcosa che li costringeva a rinunciare alla loro rischiosa decisione. Perciò presi il radiotelefono VHF e gli comunicai:« Attenti! vi state mettendo nella “merda”. Il canale della manica è pieno di traghetti passeggeri. Non furono necessari neanche cinque minuti e dal VHF si senti una voce che diceva:«occhei accostiamo per Newcastle». Nonostante aver cambiato rotta oltre i novanta gradi, sembrava che la nebbia seguiva il nostro convoglio. In navigazione a una cinquantina di miglia dopo aver lasciato il traverso di Newcastle la nebbia all'improvviso sparì. Poichè durante la caligine non avevo ancora visto la piattaforma, notando che tutto intorno e in profondità c'era un gran bagliore, uscii sull'aletta di dritta del ponte comando per controllare cosa fosse. Rimasi impressionato dalla sua imponenza, era alta più di trenta metri e lunga trecento per lato, insomma portavamo a rimorchio una vera città galleggiante, per come era luminosa appariva un pezzo di sole in mezzo l'oceano.

La sua luminosità e potenza era dovuta a quattro generatori elettrici ognuno capace di servire la necessaria richiesta elettrica di una città come Bari. Dall'enorme cavo d'acciaio agganciato ad un gigantesco e speciale gancio posizionato a centro del rimorchiatore, ogni tanto si avvertiva per tutto lo scafo una sconcertante vibrazione dovuta all'angolazione che assumeva il gancio stesso, mi domandavo; adesso che siamo in bonaccia non c'è da preoccuparsi, l'oceano però è solitamente molto insidioso. Comunque quella volta non ci fu nulla da segnalare sul giornale di bordo. A sessanta miglia Est delle Bahamas, cambiammo rotta per il golfo del Messico posizionando la piattaforma a cinquanta miglia Sud Ovest del porto di Tampa in florida. Finalmente sganciati dall'enorme struttura galleggiante, al Maciste arrivò l'ordine di caricare provviste nel porto di Tampa. Non eravamo soli con noi c'era anche il rimorchiatore del comandante francese, dalla quale avevo avuto un alterco per via radiotelefonica. Tutto l'equipaggio al mio comando altro non mi diceva di guardarmi dal francese era un tipo violento. E non vuoi che nello stesso momento di mettere piede a terra lo mette anche lui? Cercai di allontanarmi in fretta, non potevo correre, cosa avrebbero pensato i miei marinai?.. Già che le cose si erano messe in questo modo, cercai di fare buon viso a cattiva sorte. Alle mie spalle sentii dire con tono spavaldo:« Ehi! Comandante italiano» mi fermai girandomi verso di lui risposi:« comandi » lui con tono sempre spavaldo ribadì:«ah!.. Adesso comandi mi dici? non sono più la tu scimmia?Prendendo atto che tutti e due gli equipaggi non attendevano altro, risposi:«no!.. Considerate le dimensioni non siete una scimmia ma un gorilla» a questo punto gli equipaggi si contorcevano dal ridere, il francese però non era un tipo ironico. Mentre si avvicinava, falsamente sottovoce gli dissi:«guarda che sono armato ed anche essendo più grande e grosso di me non credo che una calibro nove possa rimbalzare» aggiunsi facciamo finta di afferrarci per dare inizio alla scazzottata dopo di che avviamo un bel valzer.

I marittimi delusi se ne tornarono mugugnando alle loro mansioni. Nell'imbrunire notai sul tetto di una palazzina una insegna luminosa che diceva;«Casa de marinero»dissi tra me e me:«allora è casa mia» avviandomi nella sua direzione. Entrai nel locale, era stracolmo di gente, c'era anche il comandante francese che mi salutò con una mano, ordinai un Whisky e Coca, mentre sorseggiavo mi accorsi che, buona parte della clientela era ubriaca. Avendo avuto da poco una brutta esperienza, bevvi tutto di un fiato la bevanda e con sollecitudine cercai l'uscita. Si sentirono dei colpi di martello provenire dalle finestre, la gente che urlava le donne prese dal panico correvano indiavolate verso l'uscita, che fu sbarrata da poliziotti, poliziotte e cani antisommossa, perciò eravamo tutti in trappola con le finestre inchiodate. Il comandante francese oramai all'aceto cercò di forzare l'uscita, una decina di poliziotti gli furono a dosso caricandolo di colpi duri e feroci dati non con il normale manganello ma col bastone animato d'acciaio, nel vederlo picchiare cosi selvaggiamente mi tuffai nella rissa anch'io, in conclusione ci svegliammo su i lettini dell'infermeria del carcere di Tampa city. Il comandante francese fu subito messo in libertà, per colpa dei miei tratti somatici latini fui trattenuto. I detenuti del carcere erano tutti degli ottimi musicisti e da loro iniziai ad amare il Jazz e la musica, imparai a leggerla a suonarla col sax tenore, oh! Tutto in pochi mesi, i maestri erano entusiasti di me. Preso dalla passione per la musica non pensavo più alla libertà, in fin dei conti la libertà la ritengo un elemento molto relativo. Un pomeriggio afoso mentre ero con altri detenuti nel cortile, cinque agenti della polizia penitenziaria gridavano;« mister Ussi, mister Ussi.» da parte mia pensando che non fosse il mio nome non rispondevo. Anche perchè con tutte le legnate che mi avevano dato li temevo, quindi mi conveniva starmene zitto e buono buono. La cosa si ripetette per altri due giorni gli agenti iniziarono ad innervosirsi, il carcere era di massima sicurezza. Radunarono in un angolo del cortile tutti i mille e duecento prigionieri, tenendoli sotto tiro dalle sentinelle cecchino.

Gli agenti chiamarono per nome e cognome tutti i detenuti ed interrogarli uno alla volta. Quando arrivò il mio turno chiamarono “Casimo Ussi” e di conseguenza non mi mossi ripetettero “Casimo Ussi” ed io non mi muovevo, però toccava a me muovermi per essere interrogato. Messo di fronte a gli agenti si scopri l'errore di pronuncia, difatti mi chiamo Cosimo Ucci e non Casimo Ussi. Scoperto l'errore fui portato dal giudice che come mi vide si alzò dalla sedia per stringermi la mano chiedendomi scusa, un gesto non consueto nei confronti di un detenuto solo per avergli stroppiato il nome e cognome, ma per i mesi d'ingiusta detenzione. In merito incassai una somma di denaro da loro stabilita con la pretesa di firmare un documento di essere soddisfatto e non avevo nulla a pretendere. Deciso mi rivolsi loro dicendo:«mi avete dato una miseria» Adesso voglio uscire, ma sentirete ancora parlare del “mister Ussi” Ah ah ah ah ah ah. Uscito dal carcere trovai un albergo vicino al mare. L'indomani mattina cercai il consolato italiano senza successo. Mi resi subito conto che la vita in florida era cara. Quello che avevo in tasca non era sufficiente neanche per il viaggio di ritorno in Italia, in oltre ero determinato a fargliela pagare cara al magistrato responsabile della causa, Quindi avevo bisogno di tempo. Pur essendo preoccupato sulla situazione in cui mi trovavo, notai in lontananza delle lenzuola colorate stese ad asciugare al sole. Entrando nel alloggio dell'albergo ed affacciato alla finestra rividi di nuovo le stesse lenzuola. Ancora non mi rendevo conto del perchè quelle lenzuola mi attraevano cosi tanto, poi scoprendo un canneto nelle vicinanze mi venne una idea. Andai al canneto tagliai un pezzo di canna e da quello che avevo visto fare in carcere con un cilindro di cartone fabbricai un rudimentale piffero. Certo non sapevo suonarlo ma suonava ed il suo tono era anche molto piacevole. La sera furtivamente andai nel cortile dell'albergo e staccai un lenzuolo nascondendolo in una cesta chiusa, sicuramente serviva proprio a questo scopo.

Portai tutto nella mia stanza e da una parte del lenzuolo fabbricai un bel turbante. Alla tarda mattinata del giorno successivo indossai come un poncio il lenzuolo, misi in testa il turbante dello stesso colore, presi uno sgabello e mi recai ad un angolo dove passava molte gente. Posizionai il tutto ed iniziai il mio show di “incantatore di serpente che non c'è...” suonavo e suonavo sentivo anche suonare i dollari cadere nel turbante che per l'occasione lo avevo costruito un po più grande. In una settimana accumulai mille e settecento dollari. Durante uno di questi spettacoli si fermò una macchina blindata. Abbassato il finestrino sentii dire:«mister Ussi» chi era costui?.. Il magistrato che mi aveva fatto arrestare. Da ipocrita gli domandai; «avete ricevuto la lettera del consolato italiano?» Rispose: «quale lettera» Occhei la riceverete, quando inizieremo la causa al tribunale staremo a vedere come finirà. Il giudice mi chiese quanto volevo per porre fine alla questione, per altre tre volte mi ripetette la stessa domanda. Presi a rimbalzo la sua insistenza e gli chiesi:«diecimila dollari» rispose: «non né ho » mostrandomi il suo libretto di risparmio con cinquemila dollari depositati. Replicai: «allora fatteli prestare dal tuo autista» E non vuoi che chiese all'autista di prestagli cinquemila dollari. L'autista rispose: «ne ho solo duemila» il magistrato mi guardò io guardai lui e dissi: «occhei» accordandomi per settemila dollari. Incassata la somma, presi l'aereo per New York. Giunto all'aeroporto di New York, ma questa è un'altra storia che vi racconterò in seguito.


 

do=findComment&comment=801071 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Mi trovavo a Napoli, in quel periodo per effettuare la visita medica biennale era d'oblico recarsi a Napoli.

Mi trovavo a Napoli. In quel periodo.... era d'obbligo recarsi lì. 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

due manacce ruvide e dure come uno scoglio

bella similitudine

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

una voce baritonale mi chiese: «chi sono?» risposi: «Caga Vodka» rimase stupito di averlo riconosciuto all'istante, anche se era ben vestito e profumava come una troia di lusso.

Secondo me qui puoi semplificare così:

- Chi sono? - mi chiese con voce baritonale

- Caga Vodka! - risposi

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

“Caga Vodka”era diventato il più ricercato sensale marittimo del porto di Napoli, senza di lui non trovavi imbarco. A lui si rivolgevano gli armatori e marittimi, Oh! Compreso armatori di un certo calibro,  Era capace di trovare posto anche ad un scimpanzè, . I clienti entrambi le parti lo remuneravano soddisfatti del suo management.

Ho provato a dare una sistemata per rendere la frase più snella. 

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

la sua area

aria.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Certo replicai

ti sei scordato le virgolette del discorso diretto.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Infastidito gli replicai:

via il gli... superfluo.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Devi partire subito questo è il biglietto per l'aereo,

virgola dopo subito.

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Il sensale, sapeva che non ammettevo sbagli,

mai la virgola tra soggetto e verbo.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

di ciò che non si può parlare è

di ciò di cui non si può parlare

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

al mediatore quanto ammontava

a quanto

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Alle mie domande rispose:« per te questo ed altro l'importante è di restare sempre amici» certo che resteremo sempre amici gli dissi. Ci salutammo e presi il primo volo per Rotterdam.

Te lo faccio notare qui ma il testo ne è pieno. Qualche volta ti scordi di mettere le virgole del discorso diretto :asd:. Stacci più attento la prossima volta. 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

ebbi un tuffo al cuore era un vero colosso dei mari,

virgola o punto dopo cuore.

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Lo ammetto mi tremavano un po le gambe

due punti dopo "ammetto". Po con l'apostrofo: po'

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Mi detti coraggio pronunciando le famose frasi dannunziane:

                                                                                                                MEMENTO AUDERE SEMPRE

Onore :) 

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

tenendo presente la necessità di avere intorno a noi uno spazio libero di quasi un miglio.

via il punto e dentro la virgola

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

man mano che ci avvicinavamo allo stretto aumentava da diventare insopportabile.

fino a diventare insopportabile

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Dovevo ideare qualcosa che li costringeva

che li costringesse

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

« Attenti! vi state mettendo nella “merda”. Il canale della manica è pieno di traghetti passeggeri.

ti sei scordato di chiudere le virgolette.

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

al mio comando altro non mi diceva di guardarmi dal francese era un tipo violento

che guardarmi dal francese, il quale era un tipo violento.

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

«no!.. Considerate le dimensioni non siete una scimmia ma un gorilla»

:D fantastico.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Nell'imbrunire

all'imbrunire

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

che, buona parte della clientela era ubriaca

via la virgola

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

e l'uscita, una decina di poliziotti gli furono a dosso caricandolo di colpi duri e feroci dati non con il normale manganello ma col bastone animato d'acciaio, nel vederlo picchiare cosi selvaggiamente mi tuffai nella rissa anch'io, in conclusione ci svegliammo su i lettini dell'infermeria del carcere di Tampa city.

qui ci và qualche punto. Uno dopo acciaio e uno dopo io.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Il comandante francese fu subito messo in libertà, mentre io ,per colpa dei miei tratti somatici latini,

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

ed interrogarli uno alla volta

per interrogarli

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

ed io non mi muovevo, però toccava a me muovermi per essere interrogato

Io lo toglierei, del resto è chiarissimo, data la situazione.

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

un gesto non consueto nei confronti di un detenuto solo per avergli stroppiato il nome e cognome, ma per i mesi d'ingiusta detenzione.

bellissimo pezzo. Io toglierei l'ultima parte. Anche in questo caso, la situazione è chiara e senza spiegarla esplicitamente aumenta l'effetto tragicomico della scena.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

In merito incassai una somma di denaro da loro stabilita con la pretesa di firmare un documento, dichiarando di essere soddisfatto e  di non avevo nulla a pretendere. avere nessun altra pretesa.

L'ho asciugata un po'. Vedi se ti piace.

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

in oltre

inoltre

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

sulla situazione

della situazione

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Andai al canneto tagliai

virgola dopo canneto

 

Ciao amico @flambar, come promesso, riparato il pc, sono qui a commentare questo avventuroso racconto.

Sinceramente, trovo la forma molto migliorata rispetto agli esordi, sebbene ci sia ancora molto da migliorare. Consiglio che ribadisco è quello di prestare maggiore attenzione alla lunghezza delle frasi e ad i segni di interpunzione. Ti suggerisco di scrivere frasi il più breve possibili. Il punto è tuo amico, non dimenticartelo :D . 

Altra cosa su cui devi prestare maggiore attenzione sono i discorsi diretti. A volte ti dimentichi di aprire e chiudere le virgolette e ricordati che la prima lettera va in maiuscolo.

Per quanto riguarda la trama, come al solito leggere un tuo racconto equivale ad imbarcarsi in un'avventura piena di fascino e di follia. Bellissima la parte finale con lo scontro con il francese (maledetta scimmiaccia :) ), la prigionia (così ho scoperto dove hai imparato a suonare :D ) e la vendetta verso il magistrato (brutta razza :asd: ). Forse un po' meno interessante la parte prettamente marinaresca, con alcune spiegazioni tecniche che - a mio modestissimo modo di vedere- appesantiscono un po' il narrato. 

Ad ogni modo, è stato un bel viaggio, come sempre :) .

Alla prossima, Capitano :navepirata:

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Illustre principe dei fori italici @Andrea28felicissimo di non annoiarti. Grazie dei consigli e dell'aiuto ti auguro tanta fortuna e tanta gnocca

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buonasera @flambar:sss: commento il tuo racconto perchè ha un titolo spiritoso e curioso.:asd:

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Mi trovavo a Napoli, in quel periodo per effettuare la visita medica biennale era d'oblico recarsi a Napoli. Mentre facevo colazione in una caffetteria del porto, due manacce ruvide e dure come uno scoglio mi oscurarono gli occhi, una voce baritonale mi chiese: «chi sono?» risposi: «Caga Vodka» rimase stupito di averlo riconosciuto all'istante, anche se era ben vestito e profumava come una troia di lusso.

L'incipit è davvero curioso,

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Mentre iniziava la seconda ora di attesa per effettuare la visita medica, notai Caca Vodka venire verso di me.

Modificherei: effettuare. Non mi convince.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

A distanza e voce alta mi disse:«complimenti ho saputo proprio adesso che sei stato promosso comandante, te la sentiresti di comandare un rimorchiatore d'altura rompighiaccio?» Certo replicai. rispose: «aspettami qui che faccio una telefonata». Trascorsa una mezz'ora lo vidi tornare sorridente con i suoi due guardia-spalla dall'aspetto poco raccomandabile. Dato un lungo sospiro disse: «dunque, da oggi ed esattamente dalle ore undici e ventitre minuti sei il comandante del turbo rimorchiatore denominato “ Maciste “ ormeggiato nel porto di Rotterdam»

Qui la scena, mi sembra veloce.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Risposi:«seee e io sono il papa di Roma» mi ribadì: «guarda che non sto scherzando, devi andare subito a Rotterdam». Infastidito gli replicai: «come hai potuto imbarcarmi se tutti i documenti sono tra le mie mani?» Quasi urlando rispose:«nooo! Devi partire subito questo è il biglietto per l'aereo, questo è un acconto sul tuo stipendio se ti servono soldi per il viaggio». Osservando con molta attenzione i documenti che mi aveva consegnato appurai la loro genuinità, quindi ero il comandante del già citato rimorchiatore, esclamai:«come cazzo hai fatto?» Caca Vodka, portandosi il dito al naso esclamò: «Sssss ci ascoltano!» poi con calma si mise sottobraccio dicendomi andiamo via di qua è ora di pranzo. Un momento e la visita biennale? Rispose:«chi se nè frega» forzatamente mi portò fuori della cassa marittima dicendomi di stare zitto è tutto a posto.

Pezzo molto scorrevole ma ribadisco che le scene sono troppo veloci. E' una mia impressione:?:

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Lasciamo perdere questo discorso vah! ch'è meglio. Ragion percui di ciò che non si può parlare è meglio tacere.

Ch'è meglio:D!

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Durante il tragitto per l'aeroporto chiesi al mediatore quanto ammontava il suo interessamento, “ niente”rispose.

Perchè niente non lo metti tra i punti caporali?

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Arrivato in perfetto orario sottobordo il “Maciste” ebbi un tuffo al cuore Punto Era un vero colosso dei mari, ma che dico dei mari, degli oceani.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Oh! non sono un fascista, che sia chiaro, non appartengo a nessun partito. Tuttavia queste citazioni spesso mi hanno aiutato a vincere la paura. L'indomani mattina verso le ore dodici arrivò l'ordine di partenza, destinazione trentacinque miglia Nord-Ovest il porto di Àlesund, fuori dalle acque territoriali norvegesi. Si trattava di prendere a rimorchio una piattaforma petrolifera e trasportarla nelle acque territoriali statunitensi dell'oceano Nord Atlantico. Appena lasciato il porto olandese Virgola venni informato che altri due rimorchiatori navigavano per la stessa direzione e per lo stesso motivo. Nel frattempo calò una nebbia talmente fitta che a malapena riuscivo a vedere il salpa-ancore di prua.

Pezzo molto scorrevole. :)Bravo ma qui andrei a capo.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Il natante totalmente costruito con sette centimetri d'acciaio ed alluminio marino a prua dieci centimetri. Molto moderno con due radar potenti da rilevare bersagli fino a settanta miglia di distanza. La nebbia tenne duro per tutto il viaggio. Quando si è in navigazione la bruma non è da considerarsi pericolosa, ma se si è costretti ad andare in essa a tutta forza con ventimila cavalli asse di potenza, allora si diventa incoscienti. Purtroppo dovevamo fare in fretta e prendere a rimorchio la piattaforma che avendo tirato a bordo tutto il suo ancoraggio andava alla deriva. Anche qui andrei a capo

Grazie a Dio, arrivati sotto bordo al galleggiante la gara di velocità finì. La nebbia però era li a farci compagnia ed anche più fitta, di notte poi diventerà ancora più bruma. Grazie a gli ottimi marinai imbarcati sulla piattaforma, riuscimmo anche se molte difficoltà a prenderla a rimorchio. Ragion percui iniziammo a navigare in direzione degli Stati Uniti d'America.

Qui cercherei un sinonimo al secondo grazie.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

In un consulto radiotelefonico tra capitani, tenendo presente la necessità di avere intorno a noi uno spazio libero di quasi un miglio.

Questa frase non mi convince. Sembra incompleta.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Il più anziano dei comandanti di nazionalità francese, convinto che la nebbia si sarebbe di colpo diramata facendoci passare senza difficoltà il canale della manica, impose la sua decisione di non cambiare rotta e proseguire la navigazione per lo stretto d'Inghilterra. A mia volta risposi:«questa nebbia è causata dalle correnti calde provenienti dal golfo Messicano, attraversano l'intero oceano Atlantico fino ad arrivare sulle coste del nord Europa, potrebbe persistere nella zona fino al mese di Marzo, siamo ancora a Dicembre. Pertanto consiglio di passare a Nord dell'Inghilterra attraverso Newcastle. Diversamente se avverto la pur minima pericolosità per l'equipaggio ed il battello al mio comando sarò costretto a sganciare il rimorchio. Il comandante francese esclamò:«te ne puoi andare anche adesso!» risposi:«taci scimmia». Anche qui andrei a capo

Evidenzierei meglio il batti becco.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Trascorsi più di un'ora nella mia inquietudine, man mano che ci avvicinavamo allo stretto aumentava da diventare insopportabile.

Aumentava cosa?

Così la frase suona male.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Dovevo ideare qualcosa che li costringeva a rinunciare alla loro rischiosa decisione.

Preferirei: inventare che ideare

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Perciò presi il radiotelefono VHF e gli comunicai:« Attenti! vi state mettendo nella “merda”. Il canale della manica è pieno di traghetti passeggeri. Non furono necessari neanche cinque minuti e dal VHF si senti una voce che diceva:«occhei accostiamo per Newcastle». Nonostante aver cambiato rotta oltre i novanta gradi, sembrava che la nebbia seguiva il nostro convoglio. In navigazione a una cinquantina di miglia dopo aver lasciato il traverso di Newcastle la nebbia all'improvviso sparì. Anche qui andrei a capo

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Dall'enorme cavo d'acciaio agganciato ad un gigantesco e speciale gancio posizionato a centro del rimorchiatore, ogni tanto si avvertiva per tutto lo scafo una sconcertante vibrazione dovuta all'angolazione che assumeva il gancio stesso, mi domandavo; adesso che siamo in bonaccia non c'è da preoccuparsi, l'oceano però è solitamente molto insidioso.

Qui cancellerei due cose:

- speciale

-mi domandavo; adesso che siamo in bonaccia non c'è da preoccuparsi, l'oceano però è solitamente molto insidioso.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Non eravamo soli con noi c'era anche il rimorchiatore del comandante francese, dalla quale avevo avuto un alterco per via radiotelefonica.

Che cosa significa alterco?

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Già che le cose si erano messe in questo modo, cercai di fare buon viso a cattiva sorte.

Meglio dire: buon viso a cattivo gioco.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Alle mie spalle sentii dire con tono spavaldo:« Ehi! Comandante italiano» mi fermai girandomi verso di lui risposi:« comandi » lui con tono sempre spavaldo ribadì:«ah!.. Adesso comandi mi dici? non sono più la tu scimmia?Prendendo atto che tutti e due gli equipaggi non attendevano altro, risposi:«no!.. Considerate le dimensioni non siete una scimmia ma un gorilla» a questo punto gli equipaggi si contorcevano dal ridere, il francese però non era un tipo ironico. Mentre si avvicinava, falsamente sottovoce gli dissi:«guarda che sono armato ed anche essendo più grande e grosso di me non credo che una calibro nove possa rimbalzare» aggiunsi facciamo finta di afferrarci per dare inizio alla scazzottata dopo di che avviamo un bel valzer.

:asd:Simpatico come pezzo, aggiungerei qualche invio in più

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Entrai nel locale, era stracolmo di gente, c'era anche il comandante francese che mi salutò con una mano, ordinai un Whisky e Coca,

Cancellerei un

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Avendo avuto da poco una brutta esperienza, bevvi tutto di un fiato la bevanda e con sollecitudine cercai l'uscita.

Una brutta esperienza con chi?

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Si sentirono dei colpi di martello provenire dalle finestre, la gente che urlava Qui aggiungerei una e le donne prese dal panico correvano indiavolate verso l'uscita, che fu sbarrata da poliziotti, poliziotte e cani antisommossa, perciò eravamo tutti in trappola con le finestre inchiodate.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Il comandante francese oramai all'aceto cercò di forzare l'uscita, una decina di poliziotti gli furono a dosso caricandolo di colpi duri e feroci dati non con il normale manganello ma col bastone animato d'acciaio, nel vederlo picchiare cosi selvaggiamente mi tuffai nella rissa anch'io, in conclusione ci svegliammo su i lettini dell'infermeria del carcere di Tampa city.

Bravo c...:scusa:

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

I detenuti del carcere erano tutti degli ottimi musicisti e da loro iniziai ad amare il Jazz e la musica, imparai a leggerla a suonarla col sax tenore, oh! Tutto in pochi mesi, i maestri erano entusiasti di me. Preso dalla passione per la musica non pensavo più alla libertà, in fin dei conti la libertà la ritengo un elemento molto relativo.Anche qui andrei a capo

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

La cosa si ripetette per altri due giorni gli agenti iniziarono ad innervosirsi, il carcere era di massima sicurezza. Radunarono in un angolo del cortile tutti i mille e duecento prigionieri, tenendoli sotto tiro dalle sentinelle cecchino.

Inserirei: quando gli agenti iniziarono ad innervosirsi.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Quando arrivò il mio turno chiamarono “Casimo Ussi” e di conseguenza non mi mossi ripetettero “Casimo Ussi” ed io non mi muovevo, però toccava a me muovermi per essere interrogato.

Non ripeterei il verbo muovere.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Messo di fronte a gli agenti si scopri l'errore di pronuncia, difatti mi chiamo Cosimo Ucci e non Casimo Ussi.

Refuso: aglo

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

 con la pretesa di firmare un documento di essere soddisfatto e non avevo nulla a pretendere.

Non capisco questa frase.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Entrando nel alloggio dell'albergo ed affacciato alla finestra rividi di nuovo le stesse lenzuola. Ancora non mi rendevo conto del perchè quelle lenzuola mi attraevano cosi tanto, poi scoprendo un canneto nelle vicinanze mi venne una idea. Andai al canneto tagliai un pezzo di canna e da quello che avevo visto fare in carcere con un cilindro di cartone fabbricai un rudimentale piffero. Certo non sapevo suonarlo ma suonava ed il suo tono era anche molto piacevole. La sera furtivamente andai nel cortile dell'albergo e staccai un lenzuolo nascondendolo in una cesta chiusa, sicuramente serviva proprio a questo scopo.

Portai tutto nella mia stanza e da una parte del lenzuolo fabbricai un bel turbante. Alla tarda mattinata del giorno successivo indossai come un poncio il lenzuolo, misi in testa il turbante dello stesso colore, presi uno sgabello e mi recai ad un angolo dove passava molte gente. Posizionai il tutto ed iniziai il mio show di “incantatore di serpente che non c'è...”

Questa parte:) mi piace molto.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

suonavo e suonavo sentivo anche suonare i dollari cadere nel turbante che per l'occasione lo avevo costruito un po più grande. In una settimana accumulai mille e settecento dollari.

Non ripeterei suonare.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Durante uno di questi spettacoli si fermò una macchina blindata. Abbassato il finestrino sentii dire:«mister Ussi» chi era costui?.. Il magistrato che mi aveva fatto arrestare. Da ipocrita gli domandai; «avete ricevuto la lettera del consolato italiano?» Rispose: «quale lettera» Occhei la riceverete, quando inizieremo la causa al tribunale staremo a vedere come finirà. Il giudice mi chiese quanto volevo per porre fine alla questione, per altre tre volte mi ripetette la stessa domanda. Presi a rimbalzo la sua insistenza e gli chiesi:«diecimila dollari» rispose: «non né ho » mostrandomi il suo libretto di risparmio con cinquemila dollari depositati. Replicai: «allora fatteli prestare dal tuo autista» E non vuoi che chiese all'autista di prestagli cinquemila dollari.

Rivedrei questo pezzo, è scritto male.

 

Conclusione: testo interessante, scorrevole e ordinato. Scritto in modo dettagliato. Trama particolare. Mentre leggevo, vedevo un susseguirsi di immagini proprio come un film. Un vecchio film. A volte ho immaginato un marinaio "semplicciotto", altre volte un gangster. L'unica cosa che non mi è piaciuta  è la poca presenza degli invii nella parte centrale e finale. Evidenzierei meglio i dialoghi con qualche invio in più, aggiusterei il ritmo in alcune frasi.

Ti auguro una buona serata.

-Floriana.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

A lui si rivolgevano gli armatori e marittimi

Decidi: A lui si rivolgevano gli armatori e i matittimi, oppure A lui si rivolgevano armatori e marittimi (gli articoli "gli" e "i" o li metti davanti ad entrambi i soggetti oppure non li metti affatto)

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

capace di trovare un imbarco anche ad un scimpanzè,

Refuso: uno scimpanzé 

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

rompighiaccio?» Certo replicai. rispose: «

Refuso: la tua risposta va tra le caporali «Certo» replicai

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

disse: «dunque, da oggi

Refuso: Dunque 

 

Flambar, al momento devo fermarmi qui. La storia è già accattivante. Riprendo il commento dopo. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
20 ore fa, Floriana ha scritto:

Buonasera @flambar:sss: commento il tuo racconto perchè ha un titolo spiritoso e curioso.:asd:

 

L'incipit è davvero curioso, normalmente ai naviganti (no i marinai militari)gli si da un soprannome il mio è "l'americano"

 

Modificherei: effettuare. Non mi convince. lo cambiato con attuare

 

Qui la scena, mi sembra veloce.

 

Pezzo molto scorrevole ma ribadisco che le scene sono troppo veloci. E' una mia impressione:?:

 

Ch'è meglio:D!

 

Perchè niente non lo metti tra i punti caporali? ho messo i caporali

 

 

Pezzo molto scorrevole. :)Bravo ma qui andrei a capo.  - sono andato a capo

 

Qui cercherei un sinonimo al secondo grazie. in merito 

 

Questa frase non mi convince. Sembra incompleta.

 

Evidenzierei meglio il batti becco. 

 

Aumentava cosa?ho cambiato in la mia inquietudine aumentava 

Così la frase suona male.

 

Preferirei: inventare che ideare - ok inventare

 

 

Qui cancellerei due cose:

- speciale - cancellato

-mi domandavo; adesso che siamo in bonaccia non c'è da preoccuparsi, l'oceano però è solitamente molto insidioso.

 

Che cosa significa alterco?

 

Meglio dire: buon viso a cattivo gioco. - Ok

 

:asd:Simpatico come pezzo, aggiungerei qualche invio in più

 

Cancellerei un - Ok

 

Una brutta esperienza con chi? - per diciotto nazioni sono persona non gradita

 

 

Bravo c...:scusa:

 

 

Inserirei: quando gli agenti iniziarono ad innervosirsi. - fatto

 

Non ripeterei il verbo muovere. - ok

 

Refuso: aglo

 

Non capisco questa frase.- fatto

 

Questa parte:) mi piace molto.

 

Non ripeterei suonare. fatto

 

Rivedrei questo pezzo, è scritto male. - fatto

 

Conclusione: testo interessante, scorrevole e ordinato. Scritto in modo dettagliato. Trama particolare. Mentre leggevo, vedevo un susseguirsi di immagini proprio come un film. Un vecchio film. A volte ho immaginato un marinaio "semplicciotto", altre volte un gangster. L'unica cosa che non mi è piaciuta  è la poca presenza degli invii nella parte centrale e finale. Evidenzierei meglio i dialoghi con qualche invio in più, aggiusterei il ritmo in alcune frasi.

Ti auguro una buona serata.

-Floriana.

Ti ringrazio di cuore della pazienza che hai nel commentarmi essa pur non conoscendovi denota la tua nobiltà d'animo che per mia esperienza ritengo la qualità più preziosa di un essere umano. Ti auguro tanta fortuna

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Risposi:«seee e io sono

Refuso: manca lo spazio dopo i due punti, e aprendo le virgolette basse (o caporali) devi iniziare con la maiuscola. Se dai una rilettura vedrai che sono scritti quasi tutti con la minuscola

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Ragion percui di ciò

Refuso: per cui

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Ragion percui di ciò che non si può parlare è meglio tacere

In realtà questa frase potresti toglierla, ribadisce ciò che sostiene la frase precedente.

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Il natante totalmente costruito con sette centimetri d'acciaio ed alluminio marino a prua dieci centimetri

Qui manca qualcosa, la frase non è chiara

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Grazie a gli ottimi

Refuso: agli 

Altre piccolezze le ho saltate e adesso non mi soffermero più, voglio godermi racconto. 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Siccome la foschia non dava segni di demordere

Siccome implica un cambiamento e tu invece metti punto. Scrivi direttamente: meglio La foschia non accennava a diradarsi (demordere non è adattissimo per la foschia). Però la scelta e tua e va rispettata. 

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

Dovevo ideare qualcosa che li costringeva a rinunciare

Che li costringesse

 

Il 20/11/2019 alle 15:36, flambar ha scritto:

'era anche il rimorchiatore del comandante francese,  dalla quale avevo avuto un alterco per via radiotelefonica

Con il quale avevo avuto...

Ci sono altre sviste come florida scritto con la minuscola, e qualche frase da sistemare, dicersi "così" scritti senza accento e via di questo passo, ma il racconto è vivido e leggerti e sempre un piacere. Vita travagliata la tua, mi chiedo quando finivi in gattabuia chi prendeva il tuo posto? Certo è che ne uscivi sempre vincitore. Grande Capitano, complimenti. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Refuso: manca lo spazio dopo i due punti, e aprendo le virgolette basse (o caporali) devi iniziare con la maiuscola. Se dai una rilettura vedrai che sono scritti quasi tutti con la minuscola

 

Refuso: per cui

 

In realtà questa frase potresti toglierla, ribadisce ciò che sostiene la frase precedente.

 

Qui manca qualcosa, la frase non è chiara

 

Refuso: agli 

Altre piccolezze le ho saltate e adesso non mi soffermero più, voglio godermi racconto. 

Siccome implica un cambiamento e tu invece metti punto. Scrivi direttamente: meglio La foschia non accennava a diradarsi (demordere non è adattissimo per la foschia). Però la scelta e tua e va rispettata. 

 

Che li costringesse

 

Con il quale avevo avuto...

Ci sono altre sviste come florida scritto con la minuscola, e qualche frase da sistemare, dicersi "così" scritti senza accento e via di questo passo, ma il racconto è vivido e leggerti e sempre un piacere. Vita travagliata la tua, mi chiedo quando finivi in gattabuia chi prendeva il tuo posto? Certo è che ne uscivi sempre vincitore. Grande Capitano, complimenti. 

Grazie del grande capitano, ma di grandezza oramai ho solo l'età cara @Adelaide J. Pellitteri quando finivo in gattabuia chi prendeva il mio posto? Tu pensi che in quei momenti io pensavo al mio sostituto?Tuttavia posso solo dirti che il mare e molto più grande della terra ferma, perciò dovremmo dedurre che ci sono più persone in mare che in terra (Oh! questa lo detta fresca fresca)Ti auguro tanta fortuna

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×