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Marco Scaldini

Acquisto dei libri di piccoli editori

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Diciamoci la verità: i primi colpevoli siamo noi stessi. E per noi intendo coloro che pubblicano con piccoli editori. Quando acquistiamo un libro nove volte su dieci (ma anche novantanove su cento) ci indirizziamo su titoli dei grandi editori. Poi però desidereremmo che gli altri alimentassero le magre vendite del nostro editore. Non sarebbe male se invece ci impegnassimo di più in prima persona a sostenere la piccola editoria.

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43 minuti fa, Marco Scaldini ha scritto:

Diciamoci la verità: i primi colpevoli siamo noi stessi. E per noi intendo coloro che pubblicano con piccoli editori. Quando acquistiamo un libro nove volte su dieci (ma anche novantanove su cento) ci indirizziamo su titoli dei grandi editori. Poi però desidereremmo che gli altri alimentassero le magre vendite del nostro editore. Non sarebbe male se invece ci impegnassimo di più in prima persona a sostenere la piccola editoria.

Non sarebbe male se prima di piangere pubblicassero libri decenti. Che poi è un problema in comune con le grandi CE. Ma loro poi fanno utili con gli autori stranieri e se ne fregano. 

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11 minuti fa, Marco Scaldini ha scritto:

@Ospite il corollario del tuo ragionamento sembrerebbe essere che tutti i libri di autori italiani, vuoi pubblicati da piccoli o grandi editori, sono di qualità indegna.

Non proprio tutti... Un buon 98% sì. 

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3 ore fa, Ospite ha scritto:

Un buon 98% sì

Mah... per la mia personale esperienza di lettrice questa percentuale mi sembra un po' esagerata... 

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29 minuti fa, Antares_ ha scritto:

Mah... per la mia personale esperienza di lettrice questa percentuale mi sembra un po' esagerata... 

 

Guarda, prima di cominciare a scrivere, anche per me non era tutto così scadente. Ero un lettore, e come lettore mi piaceva quasi tutto, e se c'era qualcosa che non mi piaceva, non avevo gli strumenti per capire il perché non mi piaceva. Nemmeno me lo chiedevo. I lettori leggono tutto, e poco possono nel giudicare da un punto di vista professionale. Ed è giusto che sia così.

 

Ma da quando scrivo e studio per scrivere, ho preso a notare che quasi nessuno ha idea di come si faccia a scrivere un buona prosa. Ad esempio, continuo a leggere di aspiranti scrittori che dicono di dare ritmo ai loro testi ripetendo le parole XD Così, un esempio a caso.

 

Poi oh, non ho la verità in tasca. Ma il fatto che i lettori giungano a comprare i miei libri, e a farmi i complimenti, dovrebbe essere un grosso campanello di allarme sull'effettiva qualità della letteratura italiana di CE grandi e piccine.

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10 ore fa, Marco Scaldini ha scritto:

Diciamoci la verità: i primi colpevoli siamo noi stessi. E per noi intendo coloro che pubblicano con piccoli editori. Quando acquistiamo un libro nove volte su dieci (ma anche novantanove su cento) ci indirizziamo su titoli dei grandi editori. Poi però desidereremmo che gli altri alimentassero le magre vendite del nostro editore. Non sarebbe male se invece ci impegnassimo di più in prima persona a sostenere la piccola editoria.

Ecco, questa mi sembra una grande verità. Le classifiche dei libri letti dai vari gruppi, nei social, il 90% sono classici, grosse e/o rinomate case editrici, autori stranieri; pochissimi i lettori di piccole case editrici e, nonostante tutto, ce ne sono tante che pubblicano testi di qualità.

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4 ore fa, Ospite ha scritto:

Guarda, prima di cominciare a scrivere, anche per me non era tutto così scadente. Ero un lettore, e come lettore mi piaceva quasi tutto, e se c'era qualcosa che non mi piaceva, non avevo gli strumenti per capire il perché non mi piaceva. Nemmeno me lo chiedevo. I lettori leggono tutto, e poco possono nel giudicare da un punto di vista professionale. Ed è giusto che sia così.

 

Ma da quando scrivo e studio per scrivere, ho preso a notare che quasi nessuno ha idea di come si faccia a scrivere un buona prosa. Ad esempio, continuo a leggere di aspiranti scrittori che dicono di dare ritmo ai loro testi ripetendo le parole XD Così, un esempio a caso.

 

@Ospite, mi dispiace, ma il fatto che "i lettori leggano tutto" senza discernimento è una tua personale opinione. Puoi dire che a te "come lettore piaceva quasi tutto", ma allargare per induzione la tua esperienza di lettore a quella degli altri è un errore epistemologico piuttosto grave.

 

Non è che ce l'ho con te, poi, credimi. Solo: in questo periodo mi rendo sento circondata di persone che fanno così. Siccome io ho avuto il morbillo e non mi ha lasciato conseguenze, allora il morbillo non è pericoloso. Siccome mio cugino ha dovuto pagare per pubblicare un libro, le case editrici sono tutte a pagamento. Siccome lunedì scorso faceva un freddo cane, il cambiamento climatico non esiste.

 

Questo modo di argomentare è sbagliato. Metodologicamente sbagliato. Sono stufa di scontrarmi con persone che argomentano così, soprattutto quando lavoro.

 

E scusate l'off-topic.

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2 minuti fa, mercy ha scritto:

 

@Ospite, mi dispiace, ma il fatto che "i lettori leggano tutto" senza discernimento è una tua personale opinione. Puoi dire che a te "come lettore piaceva quasi tutto", ma allargare per induzione la tua esperienza di lettore a quella degli altri è un errore epistemologico piuttosto grave.

 

Non è che ce l'ho con te, poi, credimi. Solo: in questo periodo mi rendo sento circondata di persone che fanno così. Siccome io ho avuto il morbillo e non mi ha lasciato conseguenze, allora il morbillo non è pericoloso. Siccome mio cugino ha dovuto pagare per pubblicare un libro, le case editrici sono tutte a pagamento. Siccome lunedì scorso faceva un freddo cane, il cambiamento climatico non esiste.

 

Questo modo di argomentare è sbagliato. Metodologicamente sbagliato. Sono stufa di scontrarmi con persone che argomentano così, soprattutto quando lavoro.

 

E scusate l'off-topic.

 

Te lo posso garantire che un lettore medio legge tutto. Ma tutto. Anche cose che non gli piacciono, lui le finisce. Magari chiaramente non vale per tutti i lettori su questa terra. Ma dopo qualche centinaio di lettori dei miei libri conosciuto e con cui ho parlato posso dire che i lettori italiani sono poco, ma molto poco, schizzinosi. Ed è un bene. Un gran bene, perché toglie l'alibi a tanti autori del "gli italiani non leggono" oppure del "non c'è mercato".

 

Poi ripeto, può non valere per te, ma te, come me, sei qua sopra e vuoi fare la scrittrice. Quindi è un bene che questa cosa non valga per te. Sarebbe preoccupante il contrario.

 

E per finire: quel "mi piace quasi tutto"  era riferito alla prosa, alla struttura, e alla tecnica. Poi è chiaro che nemmeno un tempo leggevo romance e/ storici e/o thriller. Mai piaciuti questi tre generi. Ma perché non sono per me, però al tempo di quando ero solo un lettore se ne iniziavo uno lo potevo finire tranquillamente, proprio perché come semplice lettore il mio giudizio era solo sulla storia, sui personaggi e non sulle capacità di scrittura dell'autore. Semplicemente non avevo gli strumenti per giudicarlo.

 

Alla fine questi libri potevo finirli, anche se non mi piacevano. Oggi, mi basta mezza pagina per capire se un autore sa il fatto suo o scazza di brutto, e nel caso buttare il libro nel caminetto.

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E preciso: se tanti lettori sono arrivati a dare una possibilità ai miei lavori, per poi comprarseli in fila, regalandomi diverse ore delle loro vite, dovrebbe essere prova sufficiente che in Italia i lettori leggono, e spesso e volentieri sono anche disposti a dare una possibilità a sconosciuti che fanno self. Leggere me, è quindi un po' una prova del fatto che in Italia un lettore legge bene o male tutto. Dopotutto, prima di averlo letto, non puoi sapere se un libro è bello o brutto.

 

Semmai, ci sono due grandi problemi che tagliano fuori le piccole CE dal vendere facilmente come faccio io e altri self. Non avere autori che sappiano scrivere con un taglio personale e quindi crearsi una propria immagine personale. E qui ci metto anche scrivere almeno 1 libro all'anno. E una evidente difficoltà ad approcciare il digitale, che siano ebook formattati decentemente o pubblicità sui social e con google.

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15 minuti fa, Ospite ha scritto:

Te lo posso garantire che un lettore medio legge tutto. Ma tutto. Anche cose che non gli piacciono, lui le finisce. Magari chiaramente non vale per tutti i lettori su questa terra. Ma dopo qualche centinaio di lettori dei miei libri conosciuto e con cui ho parlato posso dire che i lettori italiani sono poco, ma molto poco, schizzinosi. Ed è un bene.

Qualche centinaio su sessanta milioni (diciamo anche un po' meno, escludendo i bambini piccoli) non è un dato abbastanza rilevante perché tu mi possa garantire che "un lettore medio legge tutto. Ma tutto. Anche cose che non gli piacciono". Di nuovo parli dei tuoi lettori e della tua esperienza. Che può essere interessante, utile, incoraggiante... tutto quello che vuoi. Ma significativa no. Sarebbe di qualche rilevanza se i ventottomila utenti del WD garantissero quello che garantisci tu. 

Ma adesso la smetto, perché questo discorso mi fa incavolare da morire e perché siamo off topic.

19 minuti fa, Ospite ha scritto:

Poi ripeto, può non valere per te, ma te, come me, sei qua sopra e vuoi fare la scrittrice.

Temo di no. Sono qui perché mi piace leggere e tento di imparare a scrivere. Per piacere personale, niente più.

 

Comunque, sono anch'io colpevole di non supportare abbastanza la piccola editoria. Diciamo che, su dieci libri, ne compro 3 da piccoli editori, 4 da editori medio/grandi, 3 da bancarelle di libri usati. Da quando sono qui, però, compro in modo molto più consapevole.

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@mercy Non sono mica l'istat, eh XD Poi, dammi agio, piano piano aumento l'orizzonte come passa il tempo. Inoltre è la mia esperienza di vita e come scrittore, davvero non capisco tutta questa rabbia e fastidio. Tralasciando che non mi pare di aver detto qualcosa di così clamoroso da suscitare una reazione sì stizzita, poi è un bene che i lettori leggano di tutto e di più, e che riescano anche a finire cose che magari non sono nelle loro corde. Fa bene a tutto l'indotto della letteratura.

Qual è il problema?

 

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@Ospite il problema non sei tu, anzi: scusami per le risposte stizzite.

Il problema è che portare la propria esperienza personale come universale (per quanto universale possa sembrare a chi la vive) porta a gravi errori di valutazione in ambiti molto più "decisivi" delle vendite editoriali. Fa grossi danni.

Per il resto, fa' finta che ti offra una birra. In bocca al lupo con i tuoi lettori. 

:beer:

 

 

 

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9 ore fa, Marco Scaldini ha scritto:

@Ospite il corollario del tuo ragionamento sembrerebbe essere che tutti i libri di autori italiani, vuoi pubblicati da piccoli o grandi editori, sono di qualità indegna.

 

D'accordissimo con Marco. Aver pubblicato con una grande casa editrice, oggi come oggi non fa minimamente la qualità. Le grandi CE vendono nomi e marchi spesso anglofoni, che per il comune sentire sono di serie A solo in quanto tali. Oggigiorno basta essere anglofono (paesi angli industrializzati, specie States) per diventare un solito noto in meno di niente, è una realtà sotto gli occhi di tutti, ma che passa quasi inosservata. Mi è capitato tranquillamente di leggere opere scritte coi piedi provenienti dai soliti noti, ma cionostante hanno fatto palate di miliardi ugualmente, perchè il marchio in sè e per sè è bastato a vendere (e ovviamente è bastato alle CE per chiudere uno e l'altro occhio). Non dico ora che tutti i libri pubblicati da italiani siano indistintamente da dieci e lode, ma lo spartiacque del luogo comune la fa oramai da padrone;(.

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11 ore fa, Marco Scaldini ha scritto:

Quando acquistiamo un libro nove volte su dieci (ma anche novantanove su cento) ci indirizziamo su titoli dei grandi editori. Poi però desidereremmo che gli altri alimentassero le magre vendite del nostro editore

Nel mio caso, proprio no. Rischio di cadere nel pregiudizio opposto. Trattandosi di pregiudizio: mea maxima culpa. In genere, comincio a cercare un autore che conosco, o un titolo, o un tema che mi interessa, e i portali suggeriscono libri acquistati da lettori con interessi analoghi. Se non si conosce l'autore, si possono trovare informazioni in Internet. Ovviamente non sempre funziona, ma continuando nella ricerca i suggerimenti dei portali si affinano. E' anche vero che questi siti tendono a mettere in evidenza i best seller su cui puntano le grandi CE; quelli già so che è poco probabile rientrino nei miei gusti. Se proprio insistono, per capire se potrebbe mai piacermi quel libro basta leggere i commenti: alcuni (pure entusiasti) rivelano una sensibilità talmente diversa dalla mia, che lascio immediatamente perdere. I piccoli editori di solito hanno pochi commenti, quindi ci si deve affidare al catalogo. Ci sono piccoli editori di qualità, che pubblicano autori non solo noti, ma storici. Purché il libro sia disponibile in massimo cinque giorni, mi piace scoprire.

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1 ora fa, Ospite ha scritto:

E preciso: se tanti lettori sono arrivati a dare una possibilità ai miei lavori, per poi comprarseli in fila, regalandomi diverse ore delle loro vite, dovrebbe essere prova sufficiente che in Italia i lettori leggono, e spesso e volentieri sono anche disposti a dare una possibilità a sconosciuti che fanno self. Leggere me, è quindi un po' una prova del fatto che in Italia un lettore legge bene o male tutto. Dopotutto, prima di averlo letto, non puoi sapere se un libro è bello o brutto.

 

Semmai, ci sono due grandi problemi che tagliano fuori le piccole CE dal vendere facilmente come faccio io e altri self. Non avere autori che sappiano scrivere con un taglio personale e quindi crearsi una propria immagine personale. E qui ci metto anche scrivere almeno 1 libro all'anno. E una evidente difficoltà ad approcciare il digitale, che siano ebook formattati decentemente o pubblicità sui social e con google.

 

Immagino che tu abbia elementi che suffraghino le tue affermazioni. Per esempio; quanto vendi? sei in grado di quantificare i tuoi "tanti lettori"? Leggi tutti i libri di autori italiani che escono ogni anno?

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1 ora fa, Max Friedmon ha scritto:

 

Immagino che tu abbia elementi che suffraghino le tue affermazioni. Per esempio; quanto vendi? sei in grado di quantificare i tuoi "tanti lettori"? Leggi tutti i libri di autori italiani che escono ogni anno?

 

 Quanto vendo dipende dal periodo, dai soldi messi nel marketing, o se è il mese in cui pubblico un nuovo libro. Posso andare da 1 libro al giorno fino a 5 per tutto un mese. Ripeto dipende quanto sono disposto a spendere di pubblicità. I lettori li conto, ci sono quelli su fb nella pagina, quelli che mi hanno contattato senza like, quelli su goodreads... e via dicendo. Come dicevo, circa un paio di centinaia di contatti.

Poi è chiaro che se mi chiedi se leggo tutto quel che esce in Italia ti devo rispondere di no. Ma mi informo e sfoglio abbastanza libri, appena ho tempo mi metto alla ricerca di qualche buon autore. E qualcuno lo trovo, come è normale che sia, ed può essere di una grande CE, medio piccola o di self. Nella discussione sui guadagni self del forum mi pare ci sia qualche nome che vale la pena provare.

Ma per rendersi conto che la maggior parte degli autori italiani sono indecenti non c'è bisogno di tanto. Andate su Amazon, mettete qualche anteprima e ve ne accorgete. Ora, fare nomi di autori e CE non è che sia il top dell'eleganza. Però che si passi dall'indecente all'inutile davvero mi sembra il segreto di pulcinella. E' un po' come nel cinema, tutti a farsi i complimenti, tutti a tessere le lodi degli altri, tutti a dire "Oh, quanto siamo bravi"... e poi il livello del cinema e della televisione italiana è quel che è.

Magari sarò io: prendete Harry Potter, mettetelo di fianco a una qualsiasi produzione Italiana, anche di successo. La notate la differenza? E nei dialoghi la notate? Oppure no? Lo vedete cosa fa la Rowling che manca a noi, o vi sembrano prose uguali. E si parla della Rowling eh, non è che sia un mostro sacro della letteratura. Però fa tre cose in croce per sette libri ma le fa perfettamente. E potrei fare altri esempi di scrittori stranieri senza scomodare gli Dei, come la Collins o Salvatore.

 

Ecco, per tornare in topic. Perché un lettore qualsiasi dovrebbe comprare un libro di una piccola ce, che magari lavora anche molto bene, ma con autori che non hanno idea di come si scriva? Di come si susciti l'interesse? Di come si renda un capitolo leggibile? Guarda quando mi sono approcciato al forum e alla scrittura ormai 3 anni fa mi si poteva ancora dire che non sapevo di che parlavo, ed era vero. Ma ormai, che siamo una banda di dilettanti, l'ho appurato. Siamo, mi ci metto anche io. E la cosa mi fa anche rabbia, perché per imparare devo prendere il culo e uscire dall'Italia.

 

Poi, come mi dice un amico che fa self con me. Se il resto è indecente, buon per noi. Ed ha ragione, ci basta poco per risaltare. Ma comunque non è bello, anche perché se gli altri scrittori italiani fossero bravi e anche più bravi, tutta la questione sarebbe più stimolante, si potrebbe imparare anche da loro e tutto il mercato italiano ne guadagnerebbe. Più gli altri scrittori vendono, più il mercato cresce, più te vendi. La competizione serve a nulla. Bisognerebbe migliorare tutti insieme per risollevare le sorti della nostra letteratura.

 

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@Ospite Alcune tue considerazioni sono condivisibili ma il fatto di volerle generalizzare a tutti i costi non lo è. Ho avuto questa impressione della quale, se vorrai, mi dirai se è corretta o meno. Chi si rivolge all'autopubblicazione nella stragrande maggioranza dei casi lo fa perché rifiutato dall'editoria, sia grande che piccola, e può darsi che questo sia anche il tuo caso. Poi hai avuto successo e allora, per senso di rivalsa, ti scagli contro quel mondo che non ti ha voluto, dichiarando che pubblica soltanto ciofeche. Ripeto: solo un'impressione che si ricava da quanto affermi e che può non corrispondere affatto a verità.

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Confesso: preso come sono nelle spire di un vetero-fancazzismo (cane, orto, ciondolamento in giro, ecc.), mi riduco a leggere ciò che mia moglie, lettrice seriale, acquista in libreria. Poi, se pubblico un mio libro (non più di due, allo stato attuale) con una piccola CE che vende soltanto sulle piattaforme, spero che i lettori si precipitino ad acquistarmi via internet. Sono le contraddizioni cui siamo esposti come esseri umani, fallibili e a volte schizofrenici.

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Io avevo cercato di leggere e recensire libri di altri autori esordienti come me (o editi da piccole ce) con uno scambio di recensioni reciproca. Ho avuto pochi riscontri e dire che era (anzi è) un'ottima iniziativa e invece niente. Poi leggo spesso di autori che si piangono addosso perché nessuno li legge... Non so che pensare a questo punto.

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3 ore fa, Marco Scaldini ha scritto:

@Ospite Alcune tue considerazioni sono condivisibili ma il fatto di volerle generalizzare a tutti i costi non lo è. Ho avuto questa impressione della quale, se vorrai, mi dirai se è corretta o meno. Chi si rivolge all'autopubblicazione nella stragrande maggioranza dei casi lo fa perché rifiutato dall'editoria, sia grande che piccola, e può darsi che questo sia anche il tuo caso. Poi hai avuto successo e allora, per senso di rivalsa, ti scagli contro quel mondo che non ti ha voluto, dichiarando che pubblica soltanto ciofeche. Ripeto: solo un'impressione che si ricava da quanto affermi e che può non corrispondere affatto a verità.

 

Chiaramente è la mia idea personale derivata dalle mie esperienze. E so bene che essendo una visione filtrata da queste esperienze è parziale. Non ho la pretesa di dire, ho ragione punto e basta. Questo mi sembrerebbe chiaro senza bisogno di specificarlo ogni volta.

E attenzione, io non me la prendo con l'editoria. Come già detto tante volte qua sul forum, le CE pubblicano certe nefandezze perché non hanno altro. Quello è quel che passa al convento, e quello è quel che pubblicano. Io me la prendo con i colleghi scrittori che spesso e volentieri sono superficiali, pigri e non hanno voglia di studiare per imparare.

 

Per quello che è stato il mio percorso, ho dato il mio primo libro, ormai 3 anni fa, a una piccola CE che mi disse di no perché non interessata alla post apocalisse. Da lì sono andato da me, senza più provare a mandare a una CE. Ora stavo pensando di provare col nuovo libro a una grande CE, ma i tempi di risposta, e anche quelli di pubblicazione, sono talmente dilatati che mi scoraggio sempre. Così come alcune esperienze avute da amici scrittori con grandi CE che li avevano accettati mi fanno comunque propendere per l'autoproduzione.

 

Comunque non è senso di rivalsa, è fastidio per un mondo che potrebbe tornare a essere grande, e invece rimane nella mediocrità e nel provincialismo. In ogni caso i ragazzi di oggi, io povero 30enne sono ormai vecchietto, hanno bene in mente cosa vogliono e so che anche e più di me se ne fregano del mondo tradizionale italiano artistico e vanno per la loro strada creando cose belle e innovative. Ecco, loro sono la nostra speranza.

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Il 20/11/2019 alle 10:42, Marco Scaldini ha scritto:

Quando acquistiamo un libro nove volte su dieci (ma anche novantanove su cento) ci indirizziamo su titoli dei grandi editori.

Dopo aver letto questa affermazione mi sono posto una domanda: "Qual è il motivo che spinge i lettori ad acquistate maggiormente i libri pubblicati dai grandi editori?". La risposta che mi sono dato è lunga, perchè tocca tanti aspetti, ma la riassumo in una frase, naturalmente opinabile: per il lettore, il nome dell'editore è una garanzia di qualità.

 

Il 20/11/2019 alle 11:27, Ospite ha scritto:

Non sarebbe male se prima di piangere pubblicassero libri decenti. Che poi è un problema in comune con le grandi CE. Ma loro poi fanno utili con gli autori stranieri e se ne fregano.

Intendi dire che il problema delle vendite sarebbe risolvibile se le piccole case editrici lavorassero di più sull'aspetto grafico e l'editing, attuassero valutazioni più severe?

Invece non so se ho ben capito cosa intendi per libri indecenti pubblicati dalla grande editoria (i libri di attrici, sportivi, youtuber, ecc.?). Perchè secondo me la grande editoria guadagna molti soldi con queste tipologie di pubblicazioni.

 

23 ore fa, Ospite ha scritto:

Non proprio tutti... Un buon 98%

Mi auguro di far parte della fascia del 2% :lol:

 

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@Mister Frank

 

Sicuramente l'aspetto grafico conta, sia esterno che interno. La formattazione di tanti ebook lascia a desiderare. Il problema principale è comunque una prosa sciatta. Passa il messaggio che un libro è interessante se ci sono dentro scene fighe, quando invece è la prosa che rende una scena degna di essere letta, non il contrario. 

 

E non mi riferisco a youtuber e influencer. Loro fanno bene a scrivere e le ce a venderlo. Loro praticano uno sport differente e non ho niente di negativo da dire su di loro. Io me la prendo con gli scrittori e basta, che dovrebbero essere professionisti della scrittura. E invece si accontentano del compitino da 6-- se va bene. 

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A me capita di leggere libri di piccole CE solo di recente, ma per un motivo banale: prima non li conoscevo. Molti dei libri che leggo li prendo in biblioteca, e lì di libri di piccole CE è difficile trovarne. Stessa cosa in libreria: ci sono stata giorni fa e non ne ho visto nessuno di piccole CE, tutt'al più un paio che si possono definire medie. Ora: frequentando il forum ne ho scoperte molte di valide, e diversi libri interessanti, ma chi non scrive e quindi non conosce questo mondo può leggere solo quello che trova facilmente o che viene pubblicizzato.

Il discorso della qualità è più difficile, i brutti libri ci sono sia tra le CE grandi che tra quelle piccole. Tra quelle grandi è più facile trovarne di buoni perché comunque hanno già passato una selezione (perché popolari all'estero, di autori già affermati, o presentati da agenti). Il problema per me non è di qualità, ma di visibilità, quindi ci saranno bei libri di cui non sapremo mai l'esistenza e brutti libri comprati perché sono lì, in bella vista.

Però sono d'accordo che molti lettori non sanno distinguere: quando leggi recensioni entusiastiche su libri che sembrano temi delle medie, con trame astruse e personaggi di cartone, è chiaro che qualcosa non va. O non hanno mai letto libri davvero validi, o non riescono a vedere la differenza (o sono amici dell'autore, ma quello è un altro discorso:asd: ) 

Quindi sì, leggo libri di CE piccole come delle grandi, purché siano interessanti e non troppo costosi o difficili da reperire. In questo senso il mercato degli ebook è importante, perché porta all'attenzione dei lettori libri che in libreria non troverebbero, in base non al marchio ma agli interessi personali.

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15 ore fa, Ospite ha scritto:

E potrei fare altri esempi di scrittori stranieri senza scomodare gli Dei, come la Collins o Salvatore.

ciao. Chi sono la Collins e Salvatore?

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8 minuti fa, Max Friedmon ha scritto:

ciao. Chi sono la Collins e Salvatore?


La prima è quella di "The Hunger Games", l'altro un autore Fantasy che conosco perché da ragazzo leggevo i libri sull'universo di Forgotten Realms (D&D per intendersi).

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Recentemente sono stato alla Micro Editoria di Chiari e passeggiando ho sentito un tizio che vociava con un  altro: probabilmente un editore. Si lamentava del fatto che a gironzolare c'erano solo autori. Lo diceva come per dire "questi non spendono". E secondo me ha ragione.

Non lo faccio per vantarmi, però quando mi capita di visitare una fiera, me ne vengo a casa con un paio di libri di qualche piccola C.E. Certo il mio editore ha diritto di prelazione almeno per uno dei due. Dal mio punto di vista così dovrebbero fare tutti.

Un altro esempio per darci una mano tutti quanti, può essere il periodo di Natale. Regalare un libro non è di certo oneroso.

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1 ora fa, Ospite ha scritto:


La prima è quella di "The Hunger Games", l'altro un autore Fantasy che conosco perché da ragazzo leggevo i libri sull'universo di Forgotten Realms (D&D per intendersi).

grazie per la spiegazione
Harry Potter, The Hunger Games e D&D... letteratura di consumo al cubo

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3 minuti fa, Max Friedmon ha scritto:

grazie per la spiegazione
Harry Potter, The Hunger Games e D&D... letteratura di consumo al cubo

 

Sono libri che leggevo quando ero un ragazzo, e che oggi mi sono studiato e che mi hanno insegnato tanto. Se si vuole imparare come funziona lo storytelling moderno sono un must. Te la chiami letteratura di consumo, per me è fiction di fantascienza e fantasy con target YA. E' normale che siano semplici. E proprio perché semplici e basilari sono le basi da dove partire per imparare a scrivere.

Se si vuole diventare Eco, partendo da Eco, la vedo abbastanza dura.

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Io ho pochissimi libri Bompiani, Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli. Un po' di più Adelphi e Il Saggiatore.

In compenso ho tanti libri di Quodlibet e Liberilibri ad esempio. Tanti Guanda, Neri Pozza, tanti Voland.

Per me non è un problema di grandezza, è una questione di taglio editoriale.

Voland mi attira perché ritengo scelga il meglio dell'est europeo.

Gli autori che pubblicano per piccole CE, confesso, li "scelgo" o alle fiere o su Facebook (ebbene sì: leggo gli estratti, leggo i loro post  e qualcuno mi attira).

Nell'ultimo mese ho comprato due libri dello sconosciuto Daniele Musto che mi aveva attratto per la verve sui social.

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