Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Silverwillow

Scrivere storie "sbagliate"

Post raccomandati

Leggendo la discussione sul libro di G. Pansa mi viene da pensare che solo ad alcune persone è permesso parlare liberamente degli aspetti meno conosciuti della Storia.

 

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Devo dire che guardando il dibattito che ne è uscito qui, mi viene da pensare che forse la CE non ha tutti i torti a pensare che il romanzo possa far nascere polemiche, anche se non c'è niente di lontanamente politico al suo interno. Anzi, prima di scriverlo ci capivo molto poco di certe controversie, non mi ero nemmeno posta il problema.

Volevo solo commentare un paio di cose che mi stanno particolarmente a cuore:

19 ore fa, cheguevara ha scritto:

Il problema di un certo revisionismo è che si tenti di mettere sullo stesso piano i due fronti: chi ha attaccato e chi si è difeso

non credo che qualcuno cerchi di fare questo (almeno nelle mie ricerche non ho trovato niente del genere). Dipende anche da cosa intendi: se vuoi dire che si possono giustificare atrocità e violazioni dei diritti umani nel caso di chi si è difeso, allora mi spiace ma nemmeno io sono d'accordo, e non credo di essere revisionista per questo. Sarebbe un po' come fanno i bambini, che se accusati di qualcosa dicono "Ha iniziato lui " o "Lui ha fatto peggio". Poi in genere si cresce e si impara a prendersi ognuno le proprie responsabilità (o così dovrebbe essere).

 

21 ore fa, Alberto Tosciri ha scritto:

Mio padre mi insegnò una cosa importante: a non odiare. Lui non odiava né i Tedeschi né gli Alleati. Gli uomini buoni e gli uomini cattivi non si distinguono dalle  ideologie o dalle uniformi: sono ovunque

Sottoscrivo questa bella frase, che riassume un po' il senso del mio libro

 

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
6 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

non credo che qualcuno cerchi di fare questo (almeno nelle mie ricerche non ho trovato niente del genere). Dipende anche da cosa intendi: se vuoi dire che si possono giustificare atrocità e violazioni dei diritti umani nel caso di chi si è difeso, allora mi spiace ma nemmeno io sono d'accordo, e non credo di essere revisionista per questo. Sarebbe un po' come fanno i bambini, che se accusati di qualcosa dicono "Ha iniziato lui " o "Lui ha fatto peggio". Poi in genere si cresce e si impara a prendersi ognuno le proprie responsabilità (o così dovrebbe essere).

I tentativi di revisionismo, un revisionismo diverso da quello indicato da Alberto Tosciri, sono ogni giorno alla portata di chi si tiene informato, un revisionismo di sistema, funzionale ad un certo populismo imperante, un revisionismo che fa rima con il negazionismo ostentato da politici importanti, come l'uomo più potente del mondo, che nega sia i cambiamenti climatici, che la mano dell'uomo alla loro origine. Niente a che vedere con la tua storia, che non è sbagliata perché rivela il lato buono di una giovane SS. Se rileggi con più attenzione ciò che ho scritto nei post precedenti, ti accorgerai che non ho affatto giustificato le atrocità (altro che violazioni dei diritti umani) commesse da chi si è difeso. Ho detto semplicemente che non si può mettere sullo stesso piano chi ha fortemente voluto un conflitto che ha causato decine di milioni di morti e chi è stato costretto a partecipare. Come non possono essere paragonati ai morti per i bombardamenti quelli scientificamente programmati ed eliminati nelle camere a gas. Perché è questo che qualcuno tenta di fare (non Tosciri), quando cerca di far valere le ragioni dei vinti. E' vero che non sempre la ragione sta dalla parte dei vincitori, ma non è questo il caso del secondo conflitto mondiale.  

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
45 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Se rileggi con più attenzione ciò che ho scritto nei post precedenti, ti accorgerai che non ho affatto giustificato le atrocità (altro che violazioni dei diritti umani) commesse da chi si è difeso

Ho letto con molta attenzione invece, e avevo intuito che abbiamo idee molto diverse, per questo avrei evitato di continuare su un argomento che, come dice @Alberto Tosciri è sterile perché irrisolvibile, ognuno ha le sue idee, che piacciano o meno.

49 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Come non possono essere paragonati ai morti per i bombardamenti quelli scientificamente programmati ed eliminati nelle camere a gas

Ecco, per me possono invece, senza alcun dubbio. Non esistono morti di serie A e di serie B, è un'idea che mi risulta aberrante. Ho rispetto e dispiacere per tutti i morti, da qualunque parte fossero schierati, o qualunque idea avessero, in special modo quelli innocenti. Mi fa star male la morte dei bambini ebrei nelle camere a gas come quella dei bambini di Dresda o di Amburgo. Mi dispiaccio per i soldati morti americani, come per quelli russi, tedeschi o italiani, specie perché spesso i soldati semplici avevano poco o nessun controllo sulle decisioni dei "grandi". E qualunque cosa ne dicesse Churchill, vero maestro nell'ipocrisia e nell'opportunismo politico, per me non esiste la "guerra giusta", è una contraddizione in termini. La guerra è sbagliata sempre, ma dal punto di vista umano, non politico o ideologico.

 

Chissà, forse è proprio questo modo di pensare, che sicuramente traspare in ciò che scrivo, a essere stato interpretato come mistificazione della storia. L'idea del bene e del male assoluti sono affascinanti, perché semplificano la vita. Quindi confesso che la storia che mi è stata insegnata a scuola, in cui i buoni hanno vinto (come nei romanzi western o fantasy) era comoda, e confortevole. Che bello un mondo dove i buoni alla fine vincono sempre, dove nel momento più buio arriva la cavalleria! Purtroppo è proprio facendo ricerche per il romanzo che ho dovuto ricredermi (e con molto dispiacere). Ma l'evento cruciale in questo cambiamento non sono state le foto sui bambini di Dresda, né le polemiche se l'atomica fosse giusta o meno, che ormai lasciano il tempo che trovano, è stato un fatto minore (in prospettiva), che è la rivolta avvenuta a Varsavia nel '44. Lì le distinzioni di buoni e cattivi non tengono più, i polacchi sono stati invasi, massacrati, non avevano alcuna colpa della guerra. Eppure, sebbene a distruggere la città siano stati gli invasori tedeschi, meschine questioni politiche hanno fatto sì che gli "alleati" li abbandonassero a loro stessi, accampando mille pretesti (poi smentiti dalle testimonianze storiche). Risultato: una città distrutta, centinaia di migliaia di persone morte, che sono sulla coscienza di tutti quelli che l'hanno permesso, non solo dei tedeschi. Membri della resistenza antinazista trattati come criminali, arrestati o uccisi dai "liberatori". Perché a scuola ci facevano leggere Anna Frank e vedere Schindler's List, ma queste cose sui libri di testo non c'erano? Perché davano fastidio, perché potevano dare un'idea distorta, pur essendo tragicamente reali.

  • Mi piace 3
  • Confuso 2
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
32 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

per me non esiste la "guerra giusta", è una contraddizione in termini. La guerra è sbagliata sempre, ma dal punto di vista umano, non politico o ideologico.

Neanche per me. Ciononostante, ribadisco che non si può mettere tutto nello stesso calderone. Secondo me, che, come fai notare, ho idee diverse dalle tue. Il mondo è bello perché è vario. Comunque, auguri sinceri per il tuo libro.

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Silverwillow ha scritto:

la rivolta avvenuta a Varsavia nel '44

Una decina di anni fa scrissi una poesia sulla Rivolta di Varsavia che vinse la menzione d'onore a un piccolo concorso organizzato da una associazione teatrale, se ben ricordo il promotore :)

Per rimanere in tema rivolte antinaziste, che mi hanno sempre interessato, anche noi italiani abbiamo avuto un coraggioso e glorioso episodio: le quattro giornate di Napoli.

(da Wikipedia: "Napoli fu la prima, tra le grandi città europee, ad insorgere, e con successo, contro l'occupazione tedesca").

 

Scusate l'off-topic! :P

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, cheguevara ha scritto:

Il mondo è bello perché è vario.

Infatti, e preciso che non era una critica a te, ma solo a quella frase, con cui non ero d'accordo, mentre lo ero con altre cose che hai detto. Quando un argomento mi prende mi lascio trasportare e finisce che probabilmente non mi spiego bene. Ti ringrazio comunque per gli auguri 

 

47 minuti fa, Mister Frank ha scritto:

Scusate l'off-topic! :P

Non ti preoccupare, qui il topic era già molto off:D

Credo di aver avuto comunque le risposte che cercavo, quindi ringrazio tutti per i commenti. Ma se qualcuno ha altre esperienze di storie considerate "sbagliate" per qualunque motivo, non necessariamente dal lato storico, mi farà piacere leggerle

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, Silverwillow ha scritto:

a storia che mi è stata insegnata a scuola, in cui i buoni hanno vinto (come nei romanzi western o fantasy) era comoda, e confortevole. Che bello un mondo dove i buoni alla fine vincono sempre, dove nel momento più buio arriva la cavalleria! Purtroppo è proprio facendo ricerche per il romanzo che ho dovuto ricredermi (e con molto dispiacere).

Non trovo questa affermazione in contrasto con quanto scritto da cheguevara: occorre riconoscere pietà verso tutti i morti e non considerare in maniera troppo ortodossa la versione ufficiale come la vera trasposizione di tutta la realtà? Verissimo. Restano delle enormi differenze tra le motivazioni di alcuni atti (atroci) e quelle di altri atti (magari simili nei risultati)? A parer mio questo è altrettanto vero, ed è sulle motivazioni che sostanzialmente si basa il giudizio etico.

  • Mi piace 2
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
14 ore fa, Gualduccig ha scritto:

Non trovo questa affermazione in contrasto con quanto scritto da cheguevara: occorre riconoscere pietà verso tutti i morti e non considerare in maniera troppo ortodossa la versione ufficiale come la vera trasposizione di tutta la realtà? Verissimo. Restano delle enormi differenze tra le motivazioni di alcuni atti (atroci) e quelle di altri atti (magari simili nei risultati)? A parer mio questo è altrettanto vero, ed è sulle motivazioni che sostanzialmente si basa il giudizio etico.

Sì, è la stessa cosa che dicevo io, anche se probabilmente l'ho espressa in modo meno chiaro. In sostanza, non ci sono morti che pesano più o meno, in caso ci sono uccisioni che pesano più o meno. L'assassinio volontario e premeditato è un crimine, l'autodifesa no. Ma proprio perché non tutto è bianco o nero, e in un guerra ci sono molte zone grigie, non sempre è facile stabilire le motivazioni, questo in sostanza volevo dire con l'episodio di Varsavia. Quindi è giusto e necessario far conoscere nelle scuole i libri sull'olocausto, ma lo è altrettanto conoscere il quadro d'insieme, e non certo per decidere chi ha ragione o torto (che nel caso dell'olocausto o della dittatura nazista è lampante), ma per capire che il male e l'odio si annidano ovunque, e non sempre sono riconoscibili a prima vista.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
13 minuti fa, Silverwillow ha scritto:

Quindi è giusto e necessario far conoscere nelle scuole i libri sull'olocausto, ma lo è altrettanto conoscere il quadro d'insieme, e non certo per decidere chi ha ragione o torto (che nel caso dell'olocausto o della dittatura nazista è lampante), ma per capire che il male e l'odio si annidano ovunque, e non sempre sono riconoscibili a prima vista.

 

Ho seguito un po' la questione, che è abbastanza complessa... Olocausto, bombe atomiche... Documenti che non vengono resi pubblici... Non è più una questione "umana", ma di natura "politica", così, come la scelta di pubblicare un testo al posto di un altro. Non mi soffermerei tanto sui fatti narrati, ma su dinamiche diverse. Il modo migliore per ostacolare il "potere" è la satira. Vi lascio un video, preso da un film di Massimo Troisi, per farvi notare come anche le più grandi invenzioni, presentate però alle persone sbagliate o in un periodo storico non favorevole, possano non trovare piena approvazione. Della satira colpisce ancora di più il non detto, perché si possono immaginare infiniti messaggi nascosti. 

https://youtu.be/ArP1H6-rKZs

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
16 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Ma se qualcuno ha altre esperienze di storie considerate "sbagliate" per qualunque motivo, non necessariamente dal lato storico, mi farà piacere leggerle

Nel 2005, ebbi l'idea di fare la tesi in storia dell'Europa orientale su un argomento che l'università considerò "scomodo", ossia sul ruolo che ebbe il Vaticano nella dissoluzione jugoslava. Infatti, mi orientarono nella ricerca su un altro periodo storico, ma quel "rifiuto" mi rimase, come dire, "in gola". 

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
20 minuti fa, TuSìCheVale ha scritto:

 

Ho seguito un po' la questione, che è abbastanza complessa... Olocausto, bombe atomiche... Documenti che non vengono resi pubblici... Non è più una questione "umana", ma di natura "politica", così, come la scelta di pubblicare un testo al posto di un altro. Non mi soffermerei tanto sui fatti narrati, ma su dinamiche diverse. Il modo migliore per ostacolare il "potere" è la satira. Vi lascio un video, preso da un film di Massimo Troisi, per farvi notare come anche le più grandi invenzioni, presentate però alle persone sbagliate o in un periodo storico non favorevole, possano non trovare piena approvazione. Della satira colpisce ancora di più il non detto, perché si possono immaginare infiniti messaggi nascosti. 

https://youtu.be/ArP1H6-rKZs

Grande Massimo che ci ha lasciato troppo presto. Fin dai tempi antichi la satira è stata l'arma - spesso la sola arma - a disposizione dei deboli, con cui colpire i potenti. Potenti che, oggi più che mai, nel loro narcisismo a volte non si accorgono di essere ridicoli, come non se ne accorgono i loro fanatici seguaci, a loro volta ridicoli nel ripeterne gli slogan e imitarne gli atteggiamenti. Se ognuno di noi riuscisse a capire che la vita è un percorso di breve durata, destinato ad una fine certa, e che non conta essere il più ricco o il più potente del cimitero, forse tutti potremmo stare meglio nel tempo che la sorte ci assegna. Però mi rendo anche conto di quanto questa filosofia spicciola, filosofia dei poveri tipo Bellavista, risulti poco attraente per quelli che Trilussa (un altro grande mai abbastanza considerato) chiamava popolo cojone. Così autori e comici continueranno a fare satira, e i potenti satireggiati continueranno a fottersene, confortati da orde di seguaci più o meno cojoni.  Ma possiamo stare sereni, a rimettere le cose a posto ci penserà 'a livella.

 

P.S.:  perdonate l'escursione o.t., dovuta più che altro a due dita ( o forse tre o quattro) di limoncello autoctono.

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, Emy ha scritto:

Nel 2005, ebbi l'idea di fare la tesi in storia dell'Europa orientale su un argomento che l'università considerò "scomodo", ossia sul ruolo che ebbe il Vaticano nella dissoluzione jugoslava

Io non ne avevo mai sentito parlare, quindi la tua tesi sarebbe stata utile e interessante. Peccato dover cambiare scelta solo per paura che desse fastidio (paura magari immotivata).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Emy ha scritto:

Nel 2005, ebbi l'idea di fare la tesi in storia dell'Europa orientale su un argomento che l'università considerò "scomodo", ossia sul ruolo che ebbe il Vaticano nella dissoluzione jugoslava. Infatti, mi orientarono nella ricerca su un altro periodo storico, ma quel "rifiuto" mi rimase, come dire, "in gola". 

So che non è facile, ma a volte bisogna avere il coraggio e la forza di impuntarsi. Perché il censurare un argomento ritenuto scomodo, non in un regime dittatoriale, ma in una democrazia, vuol dire compiere un palese atto di ingiustizia - intesa nel quadro della giustizia ufficialmente garantita dalle leggi del Paese -  e all'ingiustizia bisogna avere il coraggio e la forza di opporsi, per evitare che dilaghi. Sono sicuro che la tua tesi rifiutata sarebbe stata più interessante di quella, quale che sia, che ti è stato consentito presentare.

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
18 ore fa, Silverwillow ha scritto:

Io non ne avevo mai sentito parlare, quindi la tua tesi sarebbe stata utile e interessante. Peccato dover cambiare scelta solo per paura che desse fastidio (paura magari immotivata).

Sarebbe stata, sì. Ma il relatore, per farmi cambiare la rotta, (feci lo stesso la tesi sul Vaticano ma in relazione ai rapporti con la Jugoslavia in seguito alla seconda guerra mondiale) mi disse che non potevo accedere agli archivi vaticani - il che era vero, è concesso (almeno all'epoca era così) solo ai laureati - e che i tempi non erano ancora maturi per fare e soprattutto presentare una ricerca del genere. 

 

18 ore fa, cheguevara ha scritto:

So che non è facile, ma a volte bisogna avere il coraggio e la forza di impuntarsi. Perché il censurare un argomento ritenuto scomodo, non in un regime dittatoriale, ma in una democrazia, vuol dire compiere un palese atto di ingiustizia - intesa nel quadro della giustizia ufficialmente garantita dalle leggi del Paese -  e all'ingiustizia bisogna avere il coraggio e la forza di opporsi, per evitare che dilaghi. Sono sicuro che la tua tesi rifiutata sarebbe stata più interessante di quella, quale che sia, che ti è stato consentito presentare.

Il coraggio, nella vita, non mi è mai mancato, ma ero comunque una studentessa straniera e temevo che cerando di impormi avrei fatto casini. 

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Purtroppo lo studente si trova in una posizione di svantaggio, subalterna, e non ha mai l'ultima parola. È impossibile opporsi a un docente che rifiuta una tesi.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

mi avete fatta riflettere su un paio di episodi passati che hanno riguardato un mio scritto... comunque spero poi che l'autore del post sia riuscito a pubblicare :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

×