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Floriana

Il silenzio dei pini marittimi

Post raccomandati

@Floriana

 

Ciao Flo, sono passato a ricambiare e perché mi piace sempre leggere i tuoi racconti...

 

Inizio con le annotazioni:

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

 

«Non lo so» Rispose scorbutico.

Qui ci andrebbe o il punto semplice all'interno delle virgolette, o la lettera minuscola dopo la loro chiusura.

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Vengono interrotti bruscamente. L’impresa era riuscita perfettamente

Non è sbagliato, ma puoi variare l'uso ravvicinato dei due avverbi che terminano in "mente"... ad esempio: "l'impresa era riuscita alla perfezione".

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Giacomo (virgola) come ogni anno, mise la passerella di bambù sino al bagnasciuga.

Ci vorrebbe un'altra virgola, a creare un inciso per "come ogni anno", altrimenti l'impressione è che un asola virgola divida il soggetto (Giacomo) dal verbo "mise".

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Poi la stagione riaprì in un baleno e andò a monte tutto.

 

Giacomo come ogni anno, mise la passerella di bambù sino al bagnasciuga. Sapeva che il suo sorriso non doveva mancare mai, era l’unico antidoto per affrontare bene la stagione.

Qui, per variare la ripetizione di "stagione", potresti specificare di quale stagione si tratta: "estate" / "fine primavera" (essendo che siamo a "maggio inoltrato", come dirai dopo).

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

apriva la sua cabina – come un capello magico

Bell'immagine: mi è molto piaciuta! :D

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Così sbucavano nella sabbia uno ad uno come funghi gli ombrelloni.

- Qui metterei il soggetto all'inizio, perché altrimenti non si comprende bene: "Così, gli ombrelloni sbucavano..."

- Volendo, qui c'è quella questione della "d" eufonica di cui parlavamo l'altra volta: "uno a uno".

- Anche qui sotto: "a ogni raggio":

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Accanto ad ogni raggio evidente ma artificiale,

Qui non ho capito bene l'immagine: "evidente", ossia che si vede o appare, ma al tempo stesso "artificiale", ossia non naturale... mi confonde un poco.

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Più in la, quel silenzio faceva contorno alla magia.

Manca un accento sul "là".

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

L’arcobaleno della processione è a più riprese, umani alti e bassi di statura stanno andando e venendo dalla spiaggia

Metterei "degli esseri umani alti e bassi..."

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Gli umani...varietà molto strana!

- Volendo anche qui: gli "esseri umani... varietà molto strana!"

- Attenzione che dopo i tre puntini ci va uno spazio.

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Quando fanno joggin a qualsiasi ora del giorno, in realtà è sempre un incontro di mani e di corteccia

Anche questa immagine dell'incontro mi è molto piaciuta.

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

c’è poco da dire, li accontentiamo in tutto. Cosa dire allora dello stretching? Peggio che peggio.

- Volendo - non è obbligatorio - puoi provare a variare la ripetizione di "dire".

- Ci potrebbe anche stare bene un punto esclamativo alla fine dell'ultima frase: "Peggio che peggio!".

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

gno Blhee che schifo! - È l

Questa è una sciocchezza: i trattini sono uno "lungo", uno "corto"... molte volte i programmi di scrittura li cambiano automaticamente, ma ogni tanto se li perdono... li uniformerei.

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

atmosfera e la salsedine. È così che nasce il grido, l’energia pura e rigenerante per noi stessi. È triste pensare che per gli esseri umani, il nostro fiato risulti sprecato. Loro non ci ascoltano, è il più delle volte neanche tentano di farlo. Respirano soltanto ciò che viene considerata da tutti un’aria buona. L’aria mediterranea coccolata tra la salsedine e la resina aromatizzata.

Forse si può variare la parole "salsedine" ripetuta.

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Si, noi siamo capaci di far

Qui ti è sfuggito l'accento sul "sì".

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Ecco che ci riscopriamo spose del cosmo.

Se non erro, qui stai parlando degli alberi, al plurale maschile... sarebbe più corretto dire "sposi", oppure puoi aggiungerci un "come spose".

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

 Come dei bouquet lodiamo il mondo, siamo alti proprio per quest

Questa immagine del "bouquet" l'avevi utilizzata poco prima... io la varierei:

23 ore fa, Floriana ha scritto:

con il sole e con la pioggia si presentano come un bouquet da cerimonia

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Questo è tutto quello che facciamo, peccato che nessuno non lo comprende.

Questa è una sorta di "doppia negazione" che in qualche modo afferma: ossia dire che "nessuno non lo comprende", significa che "lo comprendono tutti".

Funziona così: in italiano puoi usare la doppia negazione (che non si annulla, ossia rimane negazione e non affermazione), ma:

se gli elementi che negano (nel tuo caso "nessuno") seguono il verbo, allora ci va anche il "non " (ad esempio: "non lo comprende nessuno");

se gli elementi negativi precedono il verbo, allora il "non" va eliminato ("nessuno lo comprende").

Nel tuo caso, devi eliminare il "non".

(E volendo, a mio avviso, ci potrebbe stare bene anche un congiuntivo: "peccato che nessuno lo comprenda").

 

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Sapete qual’è il bottino?

'St'apostrofo levacelo! xD

(Te l'ho scritto brutto...  ma non ci va! :D)

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Udite, udite...Noi stessi

Spazio dopo i puntini.

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

ofondo e in prima pers…ops…volevo dire in primo vegetale.

Anche qui: spazio dopo i puntini.

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Ci improvvisiamo guardiani del mare raccolti in preghiera.

Questa immagine è stupenda... brava!

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

pesso culliamo con timidezza la luna, quel cuore di terra che ogni volta spunta nella speranza di far sognare gli innamorati. Lassù ci chiamano con il nome di “corpi celesti con le tuniche sempre verdi”, sempre pronti a scortate tra le stelle un’amore appena nato.

Anche qui, mi è molto piaciuto il tutto.

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

’arte è magia!

il nostro silenzio si fa

Qui, visto che sei anche andata a capo, forse ci vuole la lettera maiuscola: "Il nostro silenzio...".

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Sapete, noi siamo come micie per accendere i loro comodi.

Qui ti è sfuggito un refuso per "micce".

 

23 ore fa, Floriana ha scritto:

Vediamo sorgere quel blu immenso tra i bagnanti che (virgola) con le sue onde sonore, quietano il nostro animo.

- Qui ci vedrei nuovamente bene una virgola... come ti dicevo sopra, altrimenti una sola virgola divide verbo e soggetto.

- Non mi convince il verbo al plurale e mi chiedo a chi sia riferito: ai bagnanti o alle onde sonore? Oppure volevi riferirti al "blu immenso"? La frase non mi torna bene...

 

Amica mia... il contenuto della storia mi è piaciuto: un inno alla vita, alla gioia, all'amore e alla natura, come è precisamente nelle tue corde.

In tutta onestà, forse mi ha un po' disorientato l'inizio, non tanto il dialogo con il mondo, che è anche bello, quanto il fatto che sei partita con il soggetto di Giacomo che sembrava il protagonista della storia, poi d'improvviso passi al "noi" e ci si accorge che a narrare sono gli alberi in prima "persona" narrativa.

Non so, forse, farei capire meglio sin da subito che sono loro a descrivere, a osservare il tutto.

 

In generale, poi, volevo dirti che potresti, anche per il futuro, provare a cimentarti in un esercizio un po' complicato, ma secondo me ne vale la pena, perché otterresti molto per le tue storie, almeno per come la vedo io.

Dovresti provare a cercar di dire tutto quello che vuoi dire con meno frasi possibile, ossia a riassumere il tuo concetto all'interno di una sola frase. Alle volte, ti servono due o forse anche tre frasi per spiegare un'immagine... c'è una bellezza anche in questo stile, ma - dati anche i tempi che viviamo dove la narrativa corre "veloce e ristretta" - potrebbe secondo me essere un esercizio da provare...

 

Ti leggo sempre con piacere: questo racconto mi è piaciuto molto nelle sue immagini e descrizioni... forse un po' all'inizio ci si perde un po', ossia non si mette subito a fuoco chi sia il protagonista o di cosa tratti il racconto.

 

Queste le mie impressioni personali.

 

A presto!

 

:sss:

 

 

 

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Ciao, Floriana! Spero che sia tutto ok :)

Ho letto questo racconto con piacere, l'ho trovato per certi versi poetico ed evocativo, e per altri un po' confuso: cambi di tempi verbali e di genere (maschile/femminile), che mi hanno messo un po' in difficoltà.

Mi piace il modo che hai di descrivere, molto dettagliato, ma questa risorsa proverei a spenderla virando leggermente di più sull'azione, cioè "raccontando" un po' meno; diciamo che continuerei a tenere la narrazione sul dialogo, proprio come nell'incipit. 

A tal proposito, ti consiglio la lettura de "Il piantagrane" di Marco Presta, che dedica alcuni paragrafi ai dialoghi tra le piante di una serra :)

 

Ma andiamo per gradi:

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

«Mondo, perché non mi sai amare?» Chiese con un tono gentile.

«Non lo so» Rispose scorbutico.

«Mondo, dimmi un po', perché non mi sai amare?»

«Non lo so davvero...»

«Forse perché sei soltanto un profumo?»

 

A me come inizio garba parecchio, lo trovo interessante. Tuttavia non fosse per il titolo, avrei faticato a comprendere nell'immediato (senza andare avanti con la lettura) che l'interlocutore del mondo fosse un albero.

Ma, a mio gusto, un po' di mistero non guasta mai.

Lo so, sono mezzo scemo, ma quella del profumo, pur sforzandomi, non l'ho capita.

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Vengono interrotti bruscamente. L’impresa era riuscita perfettamente. Poche battute, parole molto brevi e interminabili silenzi. La loro felicità. Quel mondo si stava sposando con loro. Alti e snelli come pensieri, punte fine e sempre verdi stavano solleticando l’azzurro dei suoi occhi.

Poi la stagione riaprì in un baleno e andò a monte tutto.

 

Qui c'è un cambio di tempo verbale che non va: passi dal passato al presente: al posto di vengono ci va "vennero".

Poi a raccontare di Giacomo continui col passato, per poi di punto in bianco riprendere col presente. Forse non è del tutto sbagliato, dato che ci descrivi i pensieri dei pini, però spiazza. Quindi, secondo me, o scrivi tutto il racconto al presente, oppure devi lasciare una bella spaziatura a dividere dai paragrafi iniziali. 

Vedi tu...

Refuso: Punte fine; ci va il plurale: fini

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Giacomo come ogni anno, mise la passerella di bambù sino al bagnasciuga.

Qua è obbligatoria la doppia virgola (inciso) a separare il soggetto dal predicato: Giacomo, come ogni anno, mise...

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Sapeva che il suo sorriso non doveva mancare mai,

Non che non vada ma, sempre per il mio gusto, scriverei: sapeva di dover sorridere sempre

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

era l’unico antidoto per affrontare bene la stagione. I primi bagnanti erano sempre quelli più speciali. Di mattina presto si recava in spiaggia, apriva la sua cabina – come un capello magico – e tirava fuori ciò che gli serviva. Utensili piccoli incoraggiavano le sue braccia minute a lavorare; una pala, un cacciavite e una pompa dell’acqua era tutto quello che gli serviva.

Viste le braccia minute, spero non fosse il bagnino xD

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Così sbucavano nella sabbia uno ad uno come funghi gli ombrelloni.

Un po' contorto: così gli ombrelloni sbucavano "dalla" sabbia come funghi 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Ogni volta era una conquista, la sua soddisfazione più grande. Li apriva

gradualmente quei simpatici esagoni gialli, a ciascuno lo specchio del sole per rallegrare una vacanza altrui. Accanto ad ogni raggio evidente ma artificiale, Giacomo sistemava due sdraio, due angeli custodi accomodanti. In ogni fila di ombrelloni, nascevano, dal nulla, spazi confortevoli e famigliari da sperimentare presto

 

Tutta la parte che riguarda Giacomo la trovo buona, anche se forse infilata di forza come pretesto narrativo, mi dà la sensazione gradevole di essere in spiaggia.

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Più in la, quel silenzio faceva contorno alla magia.

Refuso. Più in "là"

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Un maggio inoltrato.

Loro vedono tutto da lassù anche se c’è un vantaggio minimo. Solo dieci metri in più di comprensione. Quei petali finissimi toccano il cielo, stimolano una meta felice e fanno emozionare colui che da sempre era considerato il loro sposo: il mondo

Qui passi al presente, tenendo un punto di vista esterno che poco più sotto cambierà di colpo. Secondo me, in fase di revisione, devi pensare di tenere una linea e portarla fino in fondo.

Oltretutto poi ci infili di nuovo il passato: e fanno emozionare colui che da sempre "era" considerato. Se vuoi narrare al presente devi metterci "è considerato".

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Quando l’azzurro del cielo diventa più omogeneo, ecco che inizia giugno in un baleno.

 

Mi piace quando l'autore ci mette informazioni da "ossevatore"

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

 

L’arcobaleno della processione è a più riprese, umani alti e bassi di statura stanno andando e venendo dalla spiaggia.

 

Forse volevi scrivere "avviene" a più riprese, e allora dopo riprese ci andrebbero i due punti al posto della virgola. 

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Noi restiamo sempre in silenzio al loro passaggio, non disturbiamo mai. Il nostro cammino è silenzioso e contemplativo, siamo alberi da millenni ma nessuno lo sa.

Per evitare la ripetizione "concettuale" del silenzio, semplificherei mettendo tutto innun solo periodo.

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

 

C’è chi ci definisce spogli perché abbiamo una chioma, - direi una bella folta – fatta da aghi solo nella parte superiore. Veniamo condannati per questo, possediamo foglie irraggiungibili che non si possono neanche respirare. La verità è che ci possiamo arrabbiare quanto vogliamo ma sapiamo che la loro mente è fatta così. Gli umani...varietà molto strana!

Loro ci toccano e noi non possiamo dire mai niente.

Quando fanno joggin a qualsiasi ora del giorno, in realtà è sempre un incontro di mani e di corteccia. Si appoggiano al nostro tronco con una prepotenza felice, ci toccano senza permesso. Noi restiamo muti, anche perché c’è poco da dire, li accontentiamo in tutto. Cosa dire allora dello stretching? Peggio che peggio. Lì ci sfruttano proprio, ecco la verità. Fanno finta di fare esercizi con noi e per un attimo diventiamo parte integrante del loro corpo. Diamo un “aiuto”, così dicono. Ci alitano contro senza alcun ritegno – Blhee che schifo! -

 Tutta questa parte è molto esaustiva e si percepisce una bella sensibilità dell'autore.

Credo che si scriva "Bleah!", non bleeh

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

È logico che poi rimaniamo senza parole, non ci fanno neanche parlare!

Per ogni essere umano siamo e resteremo sempre dei vegetali senza capacità di parola, la più grande verità scoperta su due piedi!

Anche qui come sopra e poi successivamnete, ti perdi un po' a dilungarti negli stessi concetti. Fossi in te ci lavorerei su perché ne vale la pena: ci sono ottimi spunti. 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Noi non tolleriamo questa realtà e ogni volta ci arrabbiamo ma sempre con ritegno.

Nel silenzio, anche se nessuno ci sente, ci mettiamo a urlare a qualsiasi ora. Ci piace farlo perché sprigionano l’energia in più che abbiamo nelle nostre radici. In realtà, il nostro grido è tenue come un profumo: non ha un suono che disturba. Sì, diciamo che anche noi possediamo un’anima, ciò che pensiamo è sempre un miscuglio tra l’atmosfera e la salsedine. È così che nasce il grido, l’energia pura e rigenerante per noi stessi. È triste pensare che per gli esseri umani, il nostro fiato risulti sprecato. Loro non ci ascoltano, è il più delle volte neanche tentano di farlo. Respirano soltanto ciò che viene considerata da tutti un’aria buona. L’aria mediterranea coccolata tra la salsedine e la resina aromatizzata.

Si, noi siamo capaci di fare questa magia, ogni volta che nell’atmosfera si sente questo buon profumo, in realtà è il nostro modo per raccontare al mondo la nostra affinità. Nessun rossore in viso ci attende, forse ci sorprende qualche bel tramonto che ci dà la speranza che forse, qualcuno di nascosto, tende timidamente l’orecchio. Ecco che ci riscopriamo spose del cosmo.

 

Essendo i pini maschili, ci vedrei meglio "sposi"

Anche qui, non è che sia scritto male, ma ha il registro dello "spiegone". Dovresti trovare il modo di rendere la narrazione più fluida, mostrando le azioni in tempo reale e tenendo giustamente il punto di vista dei pini. 

 

Detto questo ci sono molti passaggi interessanti.

Ne cito alcuni

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Le loro vocine allegre le sentiamo a chilometri di distanza. Arrivano e ci abbracciono. Mani e corteccia da sempre formano un cuore giusto

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Ci improvvisiamo guardiani del mare raccolti in preghiera. Spesso culliamo con timidezza la luna, quel cuore di terra che ogni volta spunta nella speranza di far sognare gli innamorati. Lassù ci chiamano con il nome di “corpi celesti con le tuniche sempre verdi”, sempre pronti a scortate tra le stelle un’amore appena nato.

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

invece restiamo noi vittime di violenze “corteccia vs un corpo contundente ”. Sopportiamo in silenzio questo dolore atroce. Un’incisione netta. Forse una lettera, forse un nome da ricordare.

 P.s:

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Sapete qualè

Senza apostrofo 

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Tra creme da sole e sandali di bambù, ci rincuoriamo di essere presenti nel cammino naturale del mare. Vediamo sorgere quel blu immenso tra i bagnanti che con le sue onde sonore, quietano il nostro animo. E la nostra essenza saprà di litorale.

Alla fine siamo come le giraffe, osserviamo e percepiamo mete troppo lontane ma abbiamo a che fare sempre con un cuore umano.

Il finale mi piace almeno quanto l'incipit.

Solo la seconda frase mi sembra confusa, con quel plurale "quietano" che spiazza: a chi/ cosa è riferito?

 

 

Bene, carissima, ho finito.

Spero di esserti stato almeno un po' utile.

A presto!

 

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Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

come un capello magico –

refuso: cappello

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Più in la

refuso: là

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

peccato che nessuno non lo comprende

che nessuno lo comprenda

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

I nostri fusti si allungano come ombre notturne. Ci improvvisiamo guardiani del mare raccolti in preghiera. Spesso culliamo con timidezza la luna, quel cuore di terra che ogni volta spunta nella speranza di far sognare gli innamorati. Lassù ci chiamano con il nome di “corpi celesti con le tuniche sempre verdi”, sempre pronti a scortate tra le stelle un’amore appena nato.

questa parte mi piace molto

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Questo, ci fa rivoltare la pece!

 

Ti hanno già detto che c'è un po' di confusione tra i soggetti che raccontano, abbiano l'incipit : uno scambio di battute in prima persona, poi un Io narrante in terza, poi torni alla prima persona. Per ovviare a questo problema, nel pezzo dove introduci 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Giacomo come ogni anno, mise la passerella di bambù sino al bagnasciuga. Sapeva...

potresti ovviare scrivendo: Vedemmo Giacomo, come ogni anno, mise la passerella...

In questo modo sarebbero sempre gli alberi a osservare e descrivere. 

La storia mi piace, hai toccato diversi aspetti: "l'utilità" per chi fa sport o per gli innamorati, chi li sfregia,  il ruolo che hanno nel paesaggio sia di giorno che di notte, insomma tante sfumature interessanti che però si perdono e disperdono lungo la stesura.

Sicuramente lo hai concepito così volutamente, ma leggendo si incontrano alcune difficoltà. 

Restano le immagini affascinanti di questi alberi solitari eppure un tutt'uno con il mondo e gli uomini.

Ciao e alla prossima

 

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Ciao @Floriana provo a lasciare le mie impressioni:

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

«Non lo so davvero...»

«Forse perché sei soltanto un profumo?»

L'incipit è carino, ma non avrei separato queste due battute che, suppongo, siano del Mondo.

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Giacomo come ogni anno, mise la passerella di bambù sino al bagnasciuga

Non trovo molto utile dare un nome a un personaggio che non è né protagonista, né verrà ulteriormente citato, poiché il racconto cambierà punto di vista.

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

come un capello magico

cappello, refuso

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

ad ogni

d eufonica errata

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

la

là, refuso

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Loro vedono tutto da lassù anche se c’è un vantaggio minimo.

Qui avrei dato uno spazio, visto che cambia il punto di vista e i tempi verbali.

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

chioma, - direi

qui non va la virgola

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

sapiamo

sappiamo, refuso

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

joggin

jogging, refuso

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Come dei bouquet lodiamo il mondo, siamo alti proprio per questo. Arriviamo al confine del blu solo per spifferare qualcosa di buono. Questo è tutto quello che facciamo, peccato che nessuno non lo comprende.

Questo concetto è ridondante nel racconto, per quanto ne sostenga bene la poetica. Eviterei di ripeterlo più volte.

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Già, questo gioco ci tocca nel profondo e in prima pers…ops…volevo dire in primo vegetale.

Gioco molto interessante. Sembra quasi che i pini stiano tradendo la loro anima profondamente umana.

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Da semplici pini diventiamo fondamentali per qualcuno. Come dimostrano i più piccoli, lo sforzo è minimo, basta avere una mente aperta per accorgersi di noi. Le piccole menti sono molto brave in questo, ci comprendono come nessuno lo sa fare.

Qui ci ritrovo tutta l'anima del racconto. Molto bello.

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

il sapere di libertà”.

sapore, refuso.

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

quando ogni sentimento si fonde con la criminalità

Qui mi sarei espresso diversamente. Non so se intendi un incontro con il proprio lato oscuro...

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Sapete, noi siamo come micie per accendere i loro comodi

micce, refuso.

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

“corteccia vs un corpo contundente ”

non mi piace questo modo troppo schematico di esprimere un concetto che dovrebbe essere medium d'empatia tra l'uomo e la natura. Troppo frivolo.

 

Il 14/11/2019 alle 18:56, Floriana ha scritto:

Tra creme da sole e sandali di bambù, ci rincuoriamo di essere presenti nel cammino naturale del mare. Vediamo sorgere quel blu immenso tra i bagnanti che con le sue onde sonore, quietano il nostro animo. E la nostra essenza saprà di litorale.

Alla fine siamo come le giraffe, osserviamo e percepiamo mete troppo lontane ma abbiamo a che fare sempre con un cuore umano.

Finale molto bello ed evocativo.

 

Al netto di vari refusi segnalati e di alcune scelte stilistiche che non ho apprezzato tantissimo, questo racconto mi è piaciuto molto. Mi trasmette una certe leggiadria sia nel modo di scrivere, leggero e scorrevole, nonostante il cambio di prospettiva e tempo verbale all'inizio, sia nel voler comunicare un messaggio pacifista, ambientalista, d'amore.

Questa ricerca nel voler creare immagini evocative, il modo di scrivere poetico, oltre che il concetto che si vuol comunicare mi ricordano molto i film del buon Hayao Miyazaki.

In "Princess Mononoke" del sopracitato Miyazaki si vede una natura che si ribella all'insensibilità (rappresentata sotto forme più acute di violenza, rispetto alle tue, che comunque fanno passare il messaggio) degli umani con vigore. Invece i pini che hai raccontato sembrano quasi farsi arma della loro sofferenza, della loro quiescenza, esprimendo una volontà di essere compresi non da tutti gli umani ma solo dalle "piccole menti" aperte e innocenti.

Molto bello, molto evocativo. Complimenti.

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