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Roberto Ballardini

On Writing 15. La stanza 217, seconda parte

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commento

Spoiler

Il percorso per arrivare a questo primo momento in cui un po' di fili vengono collegati tra loro, ha preso l'avvio da un mio grossolano errore fatto nei capitoli precedenti dove assegnando a ogni familiare Oaks un'età specifica, avevo decisamente sforato l'orologio biologico di mamma Oaks. Avrei potuto correggermi in questo spoiler, tanto l'ho sempre detto che OW vuole essere qualcosa di simile a una diretta, con tutti gli sbagli che ne conseguono, ma ho preferito proporre una soluzione alternativa che mi permettesse di mantenere agli altri personaggi gli anni che gli avevo assegnato. E da lì si è costruita questa soluzione, spero valida.

 

 ON WRITING

Osservazioni romanzate sull’arte di scrivere

 

15. La camera 217, seconda parte

 

 

«Mi dispiace» dice Leonard, posando una mano su quella di suo fratello.

La luce delle candele ondeggia sul volto di Peter e si riflette sulle lenti, nascondendogli gli occhi. La bocca ha preso una curvatura amara, sotto il naso elegante.

«Davvero? E di cosa?»

«So cosa vuol dire illudersi a proposito delle persone e della vita, ed essere poi deluso da entrambe.»

«Non è questo che mi fa incazzare» dice Peter, coprendosi la fronte con la mano.

«Cosa allora?»

«Non ho mai creduto veramente che Connie potesse cambiare la mia vita. Non sono così ingenuo. Pensavo solo di potermi permettere, per una volta, due giorni di sesso e libertà senza dover sacrificare più di una manciata di denaro e una valutazione fasulla. Era chiedere troppo, secondo te?»

Leonard non sa cosa dire. La debolezza non è un crimine, ma nemmeno una virtù. E comunque vuole bene a suo fratello, a prescindere.

«Cosa è successo, dopo che ti hanno esposto le loro richieste?»

«Mi hanno dato ventiquattr’ore di tempo per mettere insieme il denaro, e se ne sono andati.»

«E tu hai chiamato mamma, giusto?»

«Sì.»

«Come ha fatto ad arrivare in tempo? Ci sono quasi quattromila km tra Charlottesville e Las Vegas.»

«Era già qui.»

«Cosa?»

«Beth si era insospettita e l’ha chiamata. Mamma è un buon poliziotto, lo sai. Ci ha messo meno di due ore per sapere dove e con chi mi trovavo, e intuire il perché. Quando le ho telefonato, stava venendo a prendermi. Era a meno di dieci km dall’hotel.»

«Quindi ha organizzato lei l’incontro.»

«No, è stato Davis a chiedermi di incontrarci nel deserto. Voleva essere sicuro che non ci vedesse nessuno, così ha detto. Mamma, però era convinta che volesse uccidermi. Diceva che altrimenti avrebbe combinato qui all’hotel.»

«E perché avrebbe dovuto ucciderti?»

«Mamma aveva controllato i suoi precedenti. Ha detto che era un violento. Aveva scontato dodici anni per un omicidio commesso in gioventù.»

«Non aveva nessun interesse a ucciderti. Avrebbe rischiato di nuovo la galera per niente, non ha senso.»

«Invece sì. Ce l’aveva un motivo.»

«Cosa te lo fa pensare?»

Peter si toglie gli occhiali. Gli occhi scuri sono lucidi e i singhiozzi partono dal petto, gli scuotono le spalle e infine fanno traboccare le lacrime.

«Peter…»

Leonard si alza e siede sul bordo del letto, in modo da essergli più vicino. Gli posa le mani sulle spalle per contenerne i sussulti, e Peter gli si getta tra le braccia, piangendo a dirotto. Il tizio al bar, pensa Leonard, ha detto che ognuno ha un dolore, e quello di suo fratello ha rotto gli argini.

«Peter» ripete Leonard, «cosa ti fatto pensare che Davis volesse ucciderti?»

Un soffio d’aria gelida passa loro accanto, le tre candele si spengono tutte insieme e la stanza piomba nell’oscurità. La porta del bagno si apre, a quel punto, lentamente e senza il minimo rumore. La luce è accesa lì dentro e arriva fino ai fratelli Oaks, ancora abbracciati. Leonard e Peter si voltano, i volti sbiancati dal neon sopra lo specchio del lavandino, ansiosi.

La vasca è nascosta dietro la spalletta della porta. Lo scroscio dell’acqua indica che un corpo ne sta emergendo e, dopo pochi secondi, la ragazzina si staglia contro il riquadro di luce. Snella, gocciolante e ben proporzionata. Il neon alle sue spalle ne oscura la figura, rendendone più nitido il contorno. Si avvolge un asciugamano intorno al corpo, incrocia le braccia sul petto e avanza verso di loro.

«Janine» sussurrano Peter e Leonard, all’unisono.

Una nuova folata richiude la porta ed è di nuovo buio, ma questa volta l’aria è torrida e trascina con sé la sabbia del deserto.

 

Peter e Leonard si ritrovano nella Caprice. La controfigura più giovane della madre si muove a circa una ventina di metri dall’auto, davanti ai cadaveri stesi nella sabbia. Claire gli gira intorno, poi alza il viso e si passa una mano sulla testa. Non si volta mai verso i suoi figli, perché loro non sono lì.

Scavalca il corpo di Davis e si incammina versa l’auto con cui i due ragazzi sono arrivati. Quando guarda il sedile posteriore, attraverso il finestrino, rimane impietrita. Poi sbotta.

«Cazzo! Cazzo, cazzo!»

Fa qualche giro su sé stessa, continuando a lisciarsi i capelli all’indietro, poi si decide e apre la portiera. Rivolgendosi alla bambina di sei anni rannicchiata sul tappetino, la sua voce si raddolcisce. Per quanto possa raddolcirsi la voce di Claire T. Oaks.

«Ciao, tesoro, stai tranquilla. Non ti farò del male.»

«Janine…» mormora Leonard fissando sua madre mentre avanza sulla linea retta tra la Dodge e la Caprice, con la bambina in braccio. Claire le tiene la testa girata affinché non veda i cadaveri.

Peter si appoggia al finestrino. Sembra esausto. Gli occhi guardano sua madre avvicinarsi come se non volessero vederla. «Sì, mamma ha sempre detto di averla adottata, e in un certo senso era vero.»

«Non ci ha mai detto di averne ucciso i genitori, però» dice Leonard, continuando a guardare davanti a sé, con la stessa espressione di suo fratello.

Alle spalle di sua madre il cielo è scuro e si sta sollevando una muraglia di sabbia.

«È una tempesta» osserva Leonard.

«Non è una vera tempesta» risponde Peter. «È soltanto una metafora visiva degli eventi che volgono al peggio.»

Prima che Claire raggiunga la macchina, la tempesta\ metafora oscura la scena e la sabbia entra dal finestrino parzialmente abbassato, costringendo Leonard a chiudere gli occhi.

 

«Peter?» la voce della ragazzina trema, nell’oscurità.

«Sono qui, tesoro.»

«Ho paura.»

Quando la luce calda dei ceri illumina nuovamente la stanza 217, Janine è allungata nel letto, le spalle contro la testiera e i bei piedi delicati, da bambina, incrociati davanti ai due uomini.

I capelli neri sono ancora umidi, appiccicati alle guance e al collo. Negli occhi brillano le fiammelle delle candele. Il volto sembra il musetto di un cucciolo.

«Tesoro» comincia Peter, dolcemente, «dì a Leonard quello che hai detto a me.»

Janine sembra non capire, in un primo momento «Che cosa devo dire?»

«Quello che hai sentito quando stavi nell’auto con i tuoi genitori. Quando li hai sentiti litigare.»

«I miei primi genitori?»

«Sì, esatto. Nel deserto. Prima che mamma Claire… Cioè, prima che uscissero dall’auto, ecco.»

«Mamma Connie e papà Davis?»

«Sì, tesoro, brava.»

«Mamma Connie sgridava papà Davis perché non voleva che lui facesse del male a Peter.»

Leonard si alza e si stende nel letto accanto alla ragazzina. Nulla è cambiato nell’affetto che prova per lei. «Cosa ha detto di preciso, te lo ricordi?»

«Sì. Ha detto che lei era innamorata di Peter e che se Davis lo avesse ucciso, se ne sarebbe andata, con me.»

«Grazie, tesoro» dice Leonard, baciandole la fronte.

«Poi però se ne è andata lo stesso, perché mamma Claire è venuta a prendermi, ma lei e Davis non sono più tornati.»

Non ha visto niente, grazie a Dio, pensa Leonard.

«Posso guardare la televisione, adesso?»

«Certo. Io e Peter usciamo un attimo, ma torniamo subito, va bene?»

«Va bene.»

Prima che Leonard apra la porta, Peter gli mette una mano sul braccio. Parla a bassa voce. «Io le piacevo davvero, non è assurdo? Davis voleva uccidermi perché Connie si era innamorata di me.»

«Mi dispiace, Peter. Però ora non esagerare, ok?»

«Nessuna donna si era mai innamorata di me.»

«Sei sempre stato troppo romantico. Andiamo.»

Claire è lì fuori, quando i fratelli Oaks escono nel corridoio. Una mano infilata nella tasca a marsupio della felpa e l’altra che porta la sigaretta alla bocca. Gli occhi gelidi guardano i figli come se li stesse sfidando a giudicarla, ma loro la fissano senza aprir bocca e alla fine sono i primi a distogliere lo sguardo, chiudendosi nei propri pensieri. Leonard sospira.

«Sei pronto?» gli chiede sua madre.

«Sì.»  

 

continua

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Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

posando una mano su quella di suo fratello.

su quella del fratello

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

volto di Peter e si riflette sulle lenti,

potresti prendere in considerazione: per riflettersi sulle lenti

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

Ha detto che era un violento. Aveva scontato dodici anni per un omicidio commesso in gioventù

toglierei Ha detto che e unirei le due frasi

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

Gli posa le mani sulle spalle per contenerne i sussulti, e Peter gli si getta tra le braccia

si erano già toccati fantasmi e Leo? Non ricordo

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

La luce è accesa lì dentro e arriva

Direi: Dentro la luce è accesa

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

, i volti sbiancati dal neon sopra lo specchio del lavandino,

aggiungerei dal riflesso del neon... la porta si apre e la luce accesa del bagno esce o entra nella stanza buia per riflettersi sui visi dei fratelli. C'è una distanza da coprire, nella tua frase non la sento

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

Claire gli gira intorno, poi alza il viso e si passa

gli sta per a lui non a loro, sembra che Claire giri intorno a Leo

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

versa l’auto con cui i due ragazzi sono arrivati.

mi suona solo strana l'inversione: verso l'auto con cui sono arrivati i due ragazzi

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

mormora Leonard fissando sua madre mentre avanza sulla linea retta

qui non è chiaro se sia Leo che avanza o Claire. Per chiarire, direi: fissando sua madre che avanza

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

la tempesta\ metafora oscura la scena e la s

perché al contrario? / ma poi come si fa a metterlo al contrario? Non so nemmeno trovarlo sulla tastiera

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

Janine è allungata nel letto, le spalle co

sul letto... davvero lo dico. Janine è sopra al letto, potrebbe anche essere sotto le coperte, ma rimarrebbe sopra al letto

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

gelidi guardano i figli come se li stesse sfidando a giudicarla,

metterei: come se volesse sfidarli

Il 6/11/2019 alle 10:48, Roberto Ballardini ha scritto:

«Sei pronto?» gli chiede sua madre.

«Sì.»  

bel finale!

Non ho niente da dire, mi sembra che fili tutto liscio, tutto funziona e si incastra per bene. L'unica cosa che mi fa dubitare un po' è il fatto che Connie fosse innamorata di Peter, ce n'era davvero bisogno? Mi sembra un po' forzato.

L'incontro col tizio al bar nel capitolo precedente mi ha creato illusioni e aspettative, sappilo!

Buona giornata Roberto :flower:

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Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

su quella del fratello

giusto

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

potresti prendere in considerazione: per riflettersi sulle lenti

Poi l'ondeggiare della luce sembra subordinato all'azione del riflettersi

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

toglierei Ha detto che e unirei le due frasi

Ci guardo, però considera che quando parliamo non usiamo mai frasi troppo lunghe

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

si erano già toccati fantasmi e Leo? Non ricordo

E' una questione difficile, parlando di fantasmi. Fare che le braccia di Leonard passino attraverso il corpo di Peter è una soluzione vecchia, che non mi piace. E comunque si possono verificare scene in cui uno spettro deve interagire con un vivente in presenza di altre persone. Prendiamo sempre Peter e Leonard e immaginiamo che tengano una conversazione seduti in un bar. Cosa succede in quel caso? La gente attorno ovviamente non può vedere Peter. Vede Leonard gesticolare e parlare da solo? Mmm, diventa complicato perché poi Leonard verrebbe preso per pazzo. Nel romanzo che ho mandato al Calvino l'ho già affrontata, questa questione, e ho cercato di spiegare la soluzione per cui ho optato. Qui non l'ho fatto, anche se teoricamente avrei dovuto, ma io ho ipotizzato che queste scene avvengano dentro la mente di chi è coinvolto nell'interazione con lo spettro. Se lo spettro di Peter si accende una sigaretta, ad esempio, la gente nel bar non vede una sigaretta fluttuare perché la presenza di Peter e la sua azione avviene solo nella mente di Leonard. E trattandosi di spettri, questo non significa che non sia reale, perché è plausibile a mio avviso che una presenza ultraterrena possa interloquire con noi passando direttamente nella testa. Così qui diventa plausibile che lui lo abbracci. Però tu hai ragione a notarlo, e io dovrei spiegarlo.

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

Direi: Dentro la luce è accesa

ok

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

aggiungerei dal riflesso del neon... la porta si apre e la luce accesa del bagno esce o entra nella stanza buia per riflettersi sui visi dei fratelli. C'è una distanza da coprire, nella tua frase non la sento

sì, capito.

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

gli sta per a lui non a loro, sembra che Claire giri intorno a Leo

a loro, ai cadaveri. E' il soggetto più vicino nella frase precedente

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

mi suona solo strana l'inversione: verso l'auto con cui sono arrivati i due ragazzi

a parte il refuso versa\verso mi pare che fili

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

qui non è chiaro se sia Leo che avanza o Claire. Per chiarire, direi: fissando sua madre che avanza

immediatamente dopo c'è con la bambina in braccio. E' lei che ha preso Janine dalla macchina. Leonard e Peter stanno dentro la Caprice.

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

perché al contrario? / ma poi come si fa a metterlo al contrario? Non so nemmeno trovarlo sulla tastiera

io ce l'ho insieme al tasto 7 e si aziona col maiuscolo. Non so perché non ho usato quello più comodo.

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

sul letto... davvero lo dico. Janine è sopra al letto, potrebbe anche essere sotto le coperte, ma rimarrebbe sopra al letto

ahahah, giusto. E' una mia tara

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

metterei: come se volesse sfidarli

ok

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

L'unica cosa che mi fa dubitare un po' è il fatto che Connie fosse innamorata di Peter, ce n'era davvero bisogno?

Si può indubbiamente preparare meglio, ma serve perché altrimenti Davis non avrebbe avuto davvero nessun motivo di uccidere Peter nè di organizzare l'incontro nel deserto. Così è plausibile che un tipo violento come lui possa aver pensato di uccidere Peter per gelosia. Si può senz'altro preparare meglio, ma questo vale per diversi altri passaggi. Nel word in cui lo tengo insieme, sto a pag 60 poco più. Poche per tutto quello che è successo fin qui e per il numero di personaggi. Sto pensando seriamente di trasferirlo in privato e cominciare a lavorarci sul serio.

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

L'incontro col tizio al bar nel capitolo precedente mi ha creato illusioni e aspettative, sappilo!

ma sia lui che la donna incontrata sempre al bar dell'hotel (quella bella bella, ricordi?), in precedenza, li ho inseriti perché vorrei chiudere alla fine anche il discorso sul romanzo fantasy abbandonato a metà. E' logico che LL non fosse l'unico personaggio di quel romanzo a lamentarsi dell'interruzione, no?

Il 8/11/2019 alle 05:59, Kikki ha scritto:

Buona giornata Roberto

Anchea te, Kikky. Vedo dall'orario del post che cominci molto presto, eh.(y):super:

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Il 6/11/2019 alle 09:48, Roberto Ballardini ha scritto:

«Mi dispiace» dice Leonard, posando una mano su quella di suo fratello.

Del.

Il 6/11/2019 alle 09:48, Roberto Ballardini ha scritto:

La debolezza non è un crimine, ma nemmeno una virtù.

Per quanto cercano di convincerci che si tratti di una virtù, sono d'accordo con te.

Il 6/11/2019 alle 09:48, Roberto Ballardini ha scritto:

Scavalca il corpo di Davis e si incammina versa l’auto con cui i due ragazzi sono arrivati.

Verso.

... il resto ho visto che l'ha detto @Kikki - che ho taggato e saluto. :)

 

Ti do un breve parere e ti dico quello che penso da un paio di frammenti, @Roberto Ballardini. Ho sempre in mente - non mi so spiegare perché - i primi frammenti dove la famiglia diceva a Leonard di scrivere di loro e poi lui veniva torturato dai suoi personaggi che gli dicevano lo stesso. Nel frattempo sono successe molte cose che non mi sono rimaste impresse ma ricordo sempre questo filo conduttore di base. Quello che intendo è che negli ultimi frammenti hai iniziato a chiudere il ciclo e sei tornato alla storia della famiglia e ammetto che il frammento precedente aveva una gran chiusa inquietante. :aka:

Scherzi a parte, come dicevo tutto trova una sua dimensione, ma a questo punto ho idea che si tratti di una fine... ma in realtà è un inizio.

Mi scuso comunque per il ritardo di questa risposta. Piuttosto ho finito le pagine che avevo tra i segnalibri e ti dico se hai pubblicato altri frammenti successivi a questo.

Alla prossima lettura e ti auguro un buon fine settimana. :ciaociao:

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15 ore fa, bwv582 ha scritto:

Per quanto cercano di convincerci che si tratti di una virtù, sono d'accordo con te.

Non so di chi parli, ma se anche fosse non mi pare ci sia la fila per convincere me di questo. Intendevo solo che io non ragiono in termini di virtù e debolezze. Credo che ognuno di noi abbia più difetti che virtù e che gli approcci alla vita siano tutti ugualmente legittimi fino alla soglia della prevaricazione (esclusa, ovviamente). Nella citazione del passaggio manca la frase più importante, parte integrante e non separabile del concetto:

Il 6/11/2019 alle 09:48, Roberto Ballardini ha scritto:

E comunque vuole bene a suo fratello, a prescindere.

 

 

16 ore fa, bwv582 ha scritto:

tutto trova una sua dimensione, ma a questo punto ho idea che si tratti di una fine... ma in realtà è un inizio.

E' vero. Ci sto lavorando proprio in questi giorni. D'altra parte avevo parlato di questa parte non come un epilogo, ma soltanto come il momento in cui un po' di fili venivano collegati. L'impianto della storia su cui sto lavorando è rimasto sostanzialmente lo stesso e questi passaggi ci sono tutti, ripuliti di molte sciocchezze e spero adeguatamente approfonditi. Chiaramente siamo soltanto al 30% più o meno dello svolgimento completo. Quello che si è concluso (non ci sono altri capitoli qui, no) è stato questo approccio abbastanza scanzonato, a tratti impresentabile, ma credo ricco di buoni spunti da approfondire. E di buoni personaggi, che ho mantenuto in toto, anche se ho cambiato qualche nome.

Grazie del passaggio. Ciao. :super:

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5 ore fa, Roberto Ballardini ha scritto:
21 ore fa, bwv582 ha scritto:

Per quanto cercano di convincerci che si tratti di una virtù, sono d'accordo con te.

Non so di chi parli, ma se anche fosse non mi pare ci sia la fila per convincere me di questo.

In generale, essere belli apre più strade, purtroppo è una regola non scritta. Intere categorie di ragazze (più raro ragazzi) immagine e presentatrici fanno il loro mestiere per l'aspetto estetico. Senza contare che non è raro cercare un lavoro e leggere "si richiede bella presenza". :(

5 ore fa, Roberto Ballardini ha scritto:

Chiaramente siamo soltanto al 30% più o meno dello svolgimento completo.

Avevo la stessa percezione perché, sapendo che non è la fine, credevo che questa fosse la fine di un inizio - ho detto una cosa simile, poi non so spiegarmi di sicuro. :D

Buona domenica e alla prossima lettura, @Roberto Ballardini. :ciaociao:

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