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quandechesimangia

Lei sulle tue dita [Rivisitato]

Post raccomandati

 

 

Lei sulle tue dita

 

Il pesce ha dato un colpo di coda e in torsione ha spostato la pancia, in alto.

Mi spaventa sempre un po’.

È successo anche ieri. Tu eri alla cena di lavoro. Capiterà mai che si invitino mogli alle cene?

Quando le organizza la nostra Società, le coppie clandestine ne approfittano e dopo il primo piatto spariscono. Puff!

Da quell’istante tutti sanno di non dover andare in bagno, a prendere i cappotti o alle macchine, per non imbattersi in scene d’itinerante sesso selvatico.

Mentre in sala si assapora dell’ottimo Cacc’e Mmitte, altrove lo si pratica. Da voi non capita? No? Che felice eccezione.

Comunque, sazi, gli amanti riemergono all’ora del dolce. Prosciugati dall’arsura da fiamma bevono, bevono e bevono, fino a mandar giù il sapore dell’altro.

Anche tu ieri sera eri disidratato, ti sei scolato un intero litro d’acqua, prima di venire a letto.

Non gradisci l’argomento. Ti giri verso il frigorifero cercando un interesse solido. Sbadigli perfino.

Qualche passo e sei la sagoma nera davanti a una luce colma di auspici. Noto soltanto l’abbassamento del baricentro. Ti sei appesantito, Amore.

Sbircio il tavolo. Rosolino è ancora a pancia in su. Galleggia. Potessi farlo io.

Buono il tramezzino? Sì? Con la bocca piena ora puoi ascoltare il turbamento della tua donna?

La risposta è ricca di frammenti di cibo sputacchiati. Ne schivo alcuni.

Ottimi riflessi, già, ho anche le gambe zuppe di acido lattico. Mah, ti avrò dato calci questa notte per zittire il solito rantolio. Non hai lividi alle gambe? Peccato.

Mastichi, mi dai un buffetto sulla guancia, deglutisci. Con il pollice indichi la posizione del pesce alle tue spalle. Non ti sei lavato le dita, da ieri. Va bene, continuo.

Ho delle ipotesi in merito alle pantomime di Rosolino: la prima è che con il suo movimento ambiguo lo chiami; la seconda è che ne senta l’arrivo e vada in trance.

Ridi. Mi baci la bocca con labbra unte e ti liberi delle briciole spostandole sul divano.

Ridi ancora. Incroci le gambe deciso a seguirmi in questo viaggio, appollaiato su scetticismo.

Hai l’aria divertita di chi vuole assistere all’ennesima idiozia di una moglie stravagante. Sono il tuo personale show. Non so se voglio davvero condividere questa cosa.

Mi spettini i capelli, vigoroso. Per farti smettere devo desistere. Va bene, continuo.

È carino, sai? Piccolo. Scuro. Odora di legno intriso di catrame e di presenze salmastre; un profumo di liquore prevale sugli altri e, aromatico, s’infila dritto nel naso mentre, etereo, gonfia minute pezze giallastre. Scomodato da Lilliput, veleggia immobile nella boccia e vive, respira, in una bruma impalpabile.

Non guardarmi così. Son seria!

Odio dover dire “son seria” e vorrei cambiassi atteggiamento. Se non tiri giù gli angoli della bocca, se preferisci lasciarli appesi, io non posso andare avanti.

Mi fermo qui, non ti racconto altro. No, non toccarmi i capelli! Mo-o-lla! Ancora il lezzo di lei. Va bene, continuo.

Come un trofeo in bottiglia, o il messaggio lanciato all’onda da chissà quale marinaio essiccato al sole, il veliero fantasma punta la prua verso di me e attende.

Se non mi accorgo della sua venuta, sottili voci chiamano, compresse dalle misure e ridotte in confusi brusii senza senso (le senti? Io le sento).

Iniziamo un dialogo fitto, da qualche parte nella mia testa, che mi fa sentire forte, capace, potente. Capisci? Non importa.

In quel fraseggio tutto diventa semplice, e io mi scordo chi sono. (Chi sono).

Poi la vista si offusca.

Che c'è? Che cos'ho? Non toccarmi gli occhi per favore. Ti puzzano le dita, razzadibifolco! Mi pulisco da sola!

Oh, una lacrima nera. No, non preoccuparti, mi è venuta anche ieri, adesso passa. Dura poco, davvero. Guarda, l'ho tirata via.

Ne ho un'altra? Ne ho gli occhi pieni? Finisco e passa. Stai buono un secondo. Finisco. E passa.

So tutto di quel bastimento: conosco chi lo abita, le battaglie intraprese, come giocano col tempo. La loro storia, ora, è anche un po' la mia.

Mi hanno accolta come sposa novella, istruendomi. Io ho imparato.

Amo quel mondo tondo e perfetto, racchiuso nella sua palla di vetro. Ordinato e impietoso, è dotato di avvocato, di giudice e...

di un boooiAAA!!!

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Ciao @quandechesimangia

il tuo racconto mi ha dato molto da pensare. 

L'ho trovato ambiguo, come credo volesse essere, e un po' troppo etereo; penso tuttavia che sia una questione di preferenze.

Per quanto riguarda la lettura, il tuo racconto scorre bene. 

Ho apprezzato la sintassi semplice ed equilibrata, ma ancor di più ho apprezzato alcune tue frasi, che ho trovato molto significative; di seguito ne ho segnalata qualcuna.

 

1 ora fa, quandechesimangia ha scritto:

Qualche passo e sei la sagoma nera davanti a una luce colma di auspici.

 

Bellissima immagine, tremendamente evocativa. 

 

1 ora fa, quandechesimangia ha scritto:

La risposta è ricca di frammenti di cibo sputacchiati.

 

Viene sputata anche la risposta, è un dettaglio sul quale non si riflette d'impatto, ma è talmente ovvio e reso evidente in questa tua frase, da colmarsi di senso.

L'immagine è fortissima. 

 

1 ora fa, quandechesimangia ha scritto:

appollaiato su scetticismo.

 

Di nuovo un'immagine molto evocativa.

 

1 ora fa, quandechesimangia ha scritto:

È carino, sai? Piccolo. Scuro. Odora di legno intriso di catrame e di presenze salmastre; un profumo di liquore prevale sugli altri e, aromatico, s’infila dritto nel naso mentre, etereo, gonfia minute pezze giallastre. Scomodato da Lilliput, veleggia immobile nella boccia e vive, respira, in una bruma impalpabile.

 

Non ti fai mancare le figure retoriche; in questa parte ho trovato la lettura piuttosto pesante e poco comprensibile circa il senso della frase, ma il modo in cui ti esprimi (qualsiasi cosa tu stessi dicendo) mi piace molto. 

 

1 ora fa, quandechesimangia ha scritto:

Come un trofeo in bottiglia, o il messaggio lanciato all’onda da chissà quale marinaio essiccato al sole, il veliero fantasma punta la prua verso di me e attende.

 

Ancora figure retoriche, qui particolarmente azzeccate. 

 

Insomma, hai uno stile molto curioso, particolare; non so perché, ma qualcosa del tuo racconto mi ha fatto pensare a Sarah Kane. Indagherò.

A tratti, come ti ho detto poco più sopra, ho trovato la lettura pesante, per cui sfoltirei; mi sono trovato nella situazione di essere ammirato dalla tua scrittura, senza tuttavia capire cosa volessi dire. 

Complimenti per lo stile e per le immagini che sei in grado di evocare; quel che è certo è che ti rileggerò volentieri.

 

A presto! :)

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Ciao @quandechesimangia, devo chiudere. Manca il commento approfondito a un altro racconto. Vedo che hai già pubblicato un testo con lo stesso titolo, venerdì. Immagino che questa sia una versione revisionata. Mi spiace ma in Officina è necessario fare un commento per ogni racconto pubblicato, revisioni comprese.

 

Puoi mandare un mp a me o a un altro staffer online, quando avrai fatto un commento approfondito. Allora questa discussione sarà riaperta.

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@Freedom Writer Grazie! :D

Sono contenta ti sia piaciuto il testo. Prendo buone le critiche in merito alla frase da te citata, sistemerò il periodare.

Quella frase è il residuo di una dipendenza: ho un problema con il lettore onniscente (sai quello al quale non devi spiegare nulla e sa tutto, ma proprio tutto, tutto tutto tutto?).

Il mio lettore onniscente mi perseguita da anni. Urla, graffia, ma soprattutto mi delizia con la sua approvazione. Per liberarmene mi sono sottoposta a pratiche faticose e umilianti, ma niente, la sua maledetta vocina sudente ha continuato a invitarmi a comporre per lui, solo per lui.

Allora ho deciso, gli ho dato retta, ho scritto un romanzo diretto a lui solo, in sei mesi scarsi. Ne è stato felicissimo.

Ci sono voluti 5 anni, dopo, per rendere il tomo leggibile. ._.

 

Grazie ancora per le belle parole, ci si legge alla prossima, ciao!

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Eccomi @quandechesimangia, non masticarmi per favore! :bandiera:

Niente, ci tenevo a dirti che questo piccolo delirio in seconda persona mi è piaciuto parecchio. Mi è piaciuto il fatto che cominci come un banale rimbrotto geloso e poi cresca, esasperandosi, e introduca elementi nonsense. Non horror, ma inquietante.

 

Due appunti:

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

Incroci le gambe deciso a seguirmi in questo viaggio, appollaiato su scetticismo.

Io direi appollaiato sullo scetticismo.

 

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

Amo quel mondo tondo e perfetto, racchiuso nella sua palla di vetro. Ordinato e impietoso, è dotato di avvocato, di giudice e...

di un boooiAAA!!!

boooiAAA!!! non serve, anzi, ammetto che tutta questa enfasi mi ha un po' disturbata. Addirittura a capo + il grassetto + le maiuscole + tre punti esclamativi. 

Mi sembra troppo, sconfina dall'altra parte dell'effetto che vuoi ottenere.

Amo quel mondo tondo e perfetto, racchiuso nella sua palla di vetro. Ordinato e impietoso, è dotato di avvocato, di giudice e...

di un boia!

mi sembra sufficiente.

 

Altre cose:

Ci sono due livelli di prosa che leggo volentieri. La prima è quella che non si fa notare, la famosa scrittura che "scorre bene": si arriva al fondo al racconto senza inciampare, senza fermarsi a riflettere sulla costruzione delle frasi e domandarsi se una virgola vada bene oppure no (poi magari qualche virgola da rivedere c'è, ma son poche, non ce ne si accorge neanche a meno di non ritornare sul brano con la lente d'ingrandimento). Credo sia comunque difficile raggiungere questo livello, io (per esempio) aspiro a scrivere così.

La seconda è quella che fa fermare e pensare "bella questa frase, questa costruzione, questo ritmo" o cose così.

Beh, non credo che lo stile di questo racconto sia innovativo o impeccabile o geniale, ma io lo trovo proprio piacevole. Azzeccato, e con punte di limpida bellezza. 

Cercherò qualcos'altro di tuo. 

 

 

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@quandechesimangia complimenti per questo pezzo, sebbene un po' rompicapo. Una scrittura spontanea quanto preziosa, immagini che fanno ondeggiare la mente di chi si inoltra nella trama. Il senso è alla mercé del lettore, affidato alla sua capacità di afferrare, di capire. Basta poco in fondo per precipitare nell'ansia di una gelosia dolorosa, che fa versare lacrime nere, mentre lui tiene le labbra in su, a mo' di sorriso. Si fa beffe di lei accarezzandole gli occhi con le mani ancore sporche dell'altra. 

Un racconto che evoca suggestioni e suscita inquietudine. Le parti meno comprensibili le paragono all'ermetismo poetico (ovvero: sono io che non capisco, non è il poeta a fare il difficile).  Molto brava.

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Premetto: l'ho capito a tratti, e il senso un po' mi sfugge, ma in questo momento poco importa. (M'importerebbe di più probabilmente, in fase di pubblicazione).
 

"Il pesce ha dato un colpo di coda e in torsione ha spostato la pancia, in alto.

Mi spaventa sempre un po’."
Ottimo attacco. Spiazza e prepara il terreno alla vera storia tra i due.

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

È successo anche ieri. Tu eri alla cena di lavoro. Capiterà mai che si invitino mogli alle cene?

Bene. S'introduce il fattore del tradimento con queste semplici frasi, che a loro volta preparano il lettore senza però farlo precipitare tout court bell'argomento

 

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

Quando le organizza la nostra Società, le coppie clandestine ne approfittano e dopo il primo piatto spariscono. Puff!

Da quell’istante tutti sanno di non dover andare in bagno, a prendere i cappotti o alle macchine, per non imbattersi in scene d’itinerante sesso selvatico.

Bene. Si continua a parlare di tradimento, senza mai accennarlo.

 

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:
Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

Prosciugati dall’arsura da fiamma

Mi piace quel prosciugati dall'arsura ma non quel "da fiamma". Gusto mio, lo trovo un déja lu piuttosto retorico.

 

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

Anche tu ieri sera eri disidratato, ti sei scolato un intero litro d’acqua, prima di venire a letto.

Ottimo. Si continua a parlare del tradimento senza mai farvi cenno. 

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

Ti giri verso il frigorifero cercando un interesse solido.

Perdonami, ma quel "interesse solido" lo trovo bruttino. Capisco che stai parlando di cibo, e che in un certo senso vuoi contrapporlo a liquido, ma non so, mi pare un po' troppo prosaico rispetto all'eleganza della scrittura precedente.

 

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

Qualche passo e sei la sagoma nera davanti a una luce colma di auspici.

Questa non l'ho capita. intendi la luce del frigorifero? Gli auspici sarebbero il cibo? Questa frase è forse l'unica che non mi piace.

 

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

Rosolino è ancora a pancia in su. Galleggia. Potessi farlo io.

Fammi sapere se è morto, sono curiosa. Che io sappia, quando i pesci galleggiano a pancia in su è perché sono deceduti. ma magari mi sbaglio.

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

la seconda è che ne senta l’arrivo e vada in trance.

quindi non è morto. Ma perché va in trance? (sono domande che mi faccio da lettrice. Mi piace trovare in qualche modo una risposta in un testo, ma qui non ne trovo).

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

Buono il tramezzino? Sì? Con la bocca piena ora puoi ascoltare il turbamento della tua donna?

bello.
 

 

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

appollaiato su scetticismo.

metterei sullo scetticismo
 

 

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

È carino, sai? Piccolo. Scuro. Odora di legno intriso di catrame e di presenze salmastre; un profumo di liquore prevale sugli altri e, aromatico, s’infila dritto nel naso mentre, etereo, gonfia minute pezze giallastre. Scomodato da Lilliput, veleggia immobile nella boccia e vive, respira, in una bruma impalpabile.

molto bello.

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

niziamo un dialogo fitto, da qualche parte nella mia testa, che mi fa sentire forte, capace, potente. Capisci? Non importa.

In quel fraseggio tutto diventa semplice, e io mi scordo chi sono. (Chi sono).

Ottimo l'accenno al dolore della protagonista.

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

So tutto di quel bastimento: conosco chi lo abita, le battaglie intraprese, come giocano col tempo. La loro storia, ora, è anche un po' la mia.

Mi hanno accolta come sposa novella, istruendomi. Io ho imparato.

Molto bello.

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

è dotato di avvocato, di giudice e...

di un boooiAAA!!!


Questa frase la eliminerei di netto. Terminerei  con "palla di vetro: ordinato, impietoso. Funziona meglio, chiuderesti con una bella imamgine poetica.

Bene. Il tuo lavoro mi sembra un buon lavoro. Il metodo del show, don't talk, mi ha fatto pensare a Hemingway, e a quel suo superlativo, straordinario racconto che è Colline come elefanti bianchi.
Continua così.
Bacio.

 

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Buongiorno @quandechesimangia:D (ma si mangia?) è una battuta:asd:. Piacere di leggerti. Il tuo nick è davvero simpatico. Hai scelto un titolo poetico ma complicato.

 

Il 4/11/2019 alle 19:03, quandechesimangia ha scritto:

Un pesce ha dato un colpo di coda e in torsione ha spostato la pancia, in alto.

Mi spaventa sempre un po’.

Curioso come inizio.:)

 

Quota

Da quell’istante tutti sanno di non dover andare in bagno, a prendere i cappotti o alle macchine, per non imbattersi in scene d’itinerante sesso selvatico.

Non capisco perchè dici questo: a prendere i cappotti o alle macchine,

 

Quota

Mentre in sala si assapora dell’ottimo Cacc’e Mmitte, altrove lo si pratica. Da voi non capita? No? Che felice eccezione.

Che significa: altrove lo si pratica

 

Quota

Non gradisci l’argomento. Ti giri verso il frigorifero cercando un interesse solido. Sbadigli perfino.

Bellissima frase.

 

Quota

Sbircio il tavolo. Rosolino è ancora a pancia in su. Galleggia. Potessi farlo io.

Anche questa frase, mi piace molto.

 

Quota

Buono il tramezzino? Sì? Con la bocca piena ora puoi ascoltare il turbamento della tua donna?

Dopo bocca piena inserirei una virgola

 

Quota

La risposta è ricca di frammenti di cibo sputacchiati. Ne schivo alcuni.

Ottimi riflessi, già, ho anche le gambe zuppe di acido lattico. Mah, ti avrò dato calci questa notte per zittire il solito rantolio. Non hai lividi alle gambe? Peccato.

Qui opterei  tutto su una riga, Cancellerei: già

 

Quota

Mastichi, mi dai un buffetto sulla guancia, deglutisci.

Che cos'è: un buffetto?

 

Quota

Con il pollice indichi la posizione del pesce alle tue spalle. Non ti sei lavato le dita, da ieri. Va bene, continuo.Qui non andrei a capo  Ho delle ipotesi in merito alle pantomime di Rosolino: la prima è che con il suo movimento ambiguo lo chiami; la seconda è che ne senta l’arrivo e vada in trance.

 

Quota

Ridi ancora. Incroci le gambe deciso a seguirmi in questo viaggio, appollaiato su scetticismo.

Che cosa significa: appollaiato su scetticismo?

 

Quota

Hai l’aria divertita di chi vuole assistere all’ennesima idiozia di una moglie stravagante. Sono il tuo personale show. Non so se voglio davvero condividere questa cosa.

Mi spettini i capelli, vigoroso. Per farti smettere devo desistere. Va bene, continuo.

Qui cancellerei: Va bene continuo

 

Quota

È carino, sai? Piccolo. Scuro. Odora di legno intriso di catrame e di presenze salmastre; un profumo di liquore prevale sugli altri e, aromatico, s’infila dritto nel naso mentre, etereo, gonfia minute pezze giallastre. Scomodato da Lilliput, veleggia immobile nella boccia e vive, respira, in una bruma impalpabile.

:arrossire::arrossire:

 

Quota

Non guardarmi così. Son seria!

Per i dialoghi meglio utilizzare i caporali

 

Quota

Odio dover dire “son seria” e vorrei cambiassi atteggiamento. Se non tiri giù gli angoli della bocca, se preferisci lasciarli appesi, io non posso andare avanti.

Mi fermo qui, non ti racconto altro. No, non toccarmi i capelli! Mo-o-lla! Ancora il lezzo di lei. Va bene, continuo.

Qui mi perdo, non capisco. Userei i caporali per son seria.

 

Quota

Come un trofeo in bottiglia, o il messaggio lanciato all’onda da chissà quale marinaio essiccato al sole, il veliero fantasma punta la prua verso di me e attende.

Molto curiosa questa frase.

 

Quota

Se non mi accorgo della sua venuta, sottili voci chiamano, compresse dalle misure e ridotte in confusi brusii senza senso (le senti? Io le sento).

La frase secondo me è poco chiara.

 

Quota

Che c'è? Che cos'ho? Non toccarmi gli occhi per favore. Ti puzzano le dita, razzadibifolco! Mi pulisco da sola!

Oh, una lacrima nera. No, non preoccuparti, mi è venuta anche ieri, adesso passa. Dura poco, davvero. Guarda, l'ho tirata via.

Ne ho un'altra? Ne ho gli occhi pieni? Finisco e passa. Stai buono un secondo. Finisco. E passa.

Questa parte la scriverei tutta su un rigo.

 

Quota

So tutto di quel bastimento: conosco chi lo abita, le battaglie intraprese, come giocano col tempo. La loro storia, ora, è anche un po' la mia.

Anche questa frase risulta poco chiara.

 

Quota

Amo quel mondo tondo e perfetto, racchiuso nella sua palla di vetro. Ordinato e impietoso, è dotato di avvocato, di giudice e...

di un boooiAAA!!!

Finale che fa fraintendere.

 

Conclusione: è la prima volta che leggo un testo così particolare nel Writer's Dream, mi è piaciuto molto il  tuo stile. Un pò meno i tuoi dialoghi che fanno perfezionati con un tono e inserendo i punti caporali. In ciò che narri, ci ho visto un rapporto intimo tra un uomo e una donna. Forse amanti.  :arrossire: Forse l'uomo dopo l'amante, vuole anche la moglie?  Sbaglio? Sembra un genere Kaftiano, il pesce come "l'enorme insetto".

A rileggerti.

-Floriana-

 

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@Floriana , benvenuta in questo mondo un po' strano :)

Ti ringrazio per tutte le note, sono un rimando importante.

 

P.S.

"Scetticismo" è un amico di famiglia sul quale il marito si siede quando deve ascoltare la moglie. Non riuscendo a liberarsi di lui, la coppia lo usa come sgabello, puff, talvolta anche come scaletta :sorrisoidiota: E con questa nota mi è venuta un'idea per un altro racconto. Vado!

Ciao!

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Troppo bello! :)

A tratti non ci ho capito niente, però mi piace l'idea di essere attratto da qualcosa che non ha senso.

Il flusso di coscienza mi piace. Anch'io li scrivo. Mi pare un modo ottimo per connotare i pensieri senza azione. Brava!

È autobiografico? :arrossire::arrossire::arrossire:

(Poi hai mangiato?:asd:)

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@dyskolos grazie! :D

Il racconto è nato per il contest horror. Non frequentando il genere, mi sono voluta comunque cimentare con la traccia del vascello fantasma: mi divertiva l'idea di farlo comparire miniaturizzato nella boccia del pesce, in una situazione domestica.

Un vascello fantasma è tremendo, quando arriva non si sa bene cosa possa accadere, anche se piccino picciò.

Certo che è autobiografico! ^^

Il marito era delizioso :gnam:

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3 minuti fa, quandechesimangia ha scritto:

Un vascello fantasma è tremendo, quando arriva non si sa bene cosa possa accadere, anche se piccino picciò.

 

:D:D:D

 

 

3 minuti fa, quandechesimangia ha scritto:

Certo che è autobiografico! ^^

Il marito era delizioso :gnam:

 

:D

Ti do un consiglio. I mariti sono più gustosi se li butti in un'enorme pentola a pressione dopo averli cosparsi di rosmarino. Col rosmarino di casa mia vengono una leccornia, dovresti provare ;)

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