Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Aporema Edizioni

Tutto quello che NON avreste voluto sapere su Amazon - Capitolo 2 - Il geniale algoritmo

Post raccomandati

CAPITOLO 2

“Il geniale algoritmo”

 

Ho ricompilato per la quarta volta il file excel per il “caricamento massivo” dei nostri titoli su Amazon, ricontrollando con cura una miriade di informazioni: codice ISBN, titolo, autore, data di pubblicazione, numero di pagine, formato, ecc… Niente da fare: il sistema non l’accetta. Eppure non ho sbagliato nulla, come mi conferma il solerte operatore del call center, che alla fine, non so come, forse grazie a una serie di calci nel sedere informatici e virtuali, riesce comunque a mettere on line il nostro catalogo.

«Bene, cosa facciamo adesso?» domando. «Vi spedisco un paio di copie per titolo?»

«Negativo» è la risposta, «dovete aspettare i nostri ordini.»

Aspettiamo, e già il giorno dopo i primi ordini arrivano e sono spesso costituiti da un solo libro, magari da spedire in sedi diverse. Altra chiamata al call center.

«Non pretenderete sul serio che vi spediamo un libro alla volta tramite corriere, vero? Vi rendete conto che non è possibile? Ma chi decide gli ordini?»

«Abbiamo un algoritmo» risposta perentoria.

«Ah sì? E come funziona? Con quali criteri?»

Silenzio imbarazzato. Evidentemente sto chiedendo al malcapitato operatore di rivelare un importantissimo segreto industriale. Dopo qualche insistenza si lascia andare a un: «Beh, sono formule complicate… Bisogna vedere quanto quel titolo è nominato nella rete… Se è già stato richiesto dai nostri clienti (grazie tante, a quello ci arrivavo anch’io! n.d.a.)… Insomma tanti fattori, che alla fine...»

«Sì, ho capito» taglio corto, anche se non è vero. Quello che è ho capito invece è che ci vorranno mesi di esperienza sul campo, per comprendere come funzioni, o non funzioni, quell’entità misteriosa che va sotto il nome di Algoritmo.

Ebbene, taglio corto anche con voi, perché i mesi sono passati è qualcosa, grazie al cielo, l’abbiamo capita.

Il primo è più importante fattore di cui l’algoritmo tiene conto è quante copie di quel titolo sono state vendute nelle ultime settimane: modernissimo criterio di marketing, applicato ancor prima dell’uso della moneta, quando l’uomo delle caverne capiva che era inutile procurarsi pelli d’orso da barattare, quando gli altri uomini delle caverne, o le loro donne, volevano solo quelle di castoro.

Ovvio che se il libro è appena uscito, non ci si può avvalere di alcuna statistica, e in tal caso Amazon applica un altro modernissimo espediente commerciale: non lo ordina all’editore, finché almeno un cliente non lo ordina a lui.

E la presenza in rete? Il gran parlare che si fa sui social network, sui blog, nei forum e nei vari siti di un determinato titolo? Non contano nulla?

Contano, forse, ma in misura davvero minima, se poi al gran parlare non seguono gli ordini del cliente finale. E in ogni caso, anche se si riuscisse a “drogare” l’algoritmo di Amazon (qualcuno a volte ci prova), inducendolo a ordinare all’editore un buon numero di copie di un certo volume, se tali copie non venissero poi vendute nel giro di tre mesi, verrebbero tutte rese al mittente (con quale danno e con quali modalità, l’abbiamo già ben spiegato nel primo capitolo).

Chiudiamo quindi con un consiglio rivolto agli autori: evitate di ricorrere a mezzucci di questo tipo, magari addirittura elargendo quattrini a sedicenti esperti dei social o dei blog, perché il rischio alla fine è quello di danneggiare voi stessi, prima ancora del vostro editore.

Modificato da Aporema Edizioni
  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Salve @Aporema Edizioni,

non è molto chiaro nemmeno per me come dovrebbe funzionare l'algoritmo, quindi, spero perdonerete le mie domande... 

1 ora fa, Aporema Edizioni ha scritto:

Aspettiamo, e già il giorno dopo i primi ordini arrivano e sono spesso costituiti da un solo libro, magari da spedire in sedi diverse.

 

Ma questo può succedere su qualsiasi piattaforma o vendendo anche dal proprio sito? Perché può capitare di poter vendere una solo copia al mese per lettori differenti o no? 

 

1 ora fa, Aporema Edizioni ha scritto:

E in ogni caso, anche se si riuscisse a “drogare” l’algoritmo di Amazon (qualcuno a volte ci prova), inducendolo a ordinare all’editore un buon numero di copie di un certo volume, se tali copie non venissero poi vendute nel giro di tre mesi, verrebbero tutte rese al mittente

 

Cosa intendete per drogare? 

I libri non vengono spediti una volta che sono stati pagati? L'ordine di Amazon arriva quando il libro è stato venduto? 

Grazie. 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@TuSìCheVale , rispondiamo volentieri alle tue domande, ma, onde evitare di essere troppo ripetitivi e ritornare sempre sugli stessi concetti, invitiamo te e gli altri utenti a leggere bene il primo capitolo di questa "telenovela", per capire meglio tutti i passaggi.

58 minuti fa, TuSìCheVale ha scritto:
2 ore fa, Aporema Edizioni ha scritto:

Aspettiamo, e già il giorno dopo i primi ordini arrivano e sono spesso costituiti da un solo libro, magari da spedire in sedi diverse.

 

Ma questo può succedere su qualsiasi piattaforma o vendendo anche dal proprio sito? Perché può capitare di poter vendere una solo copia al mese per lettori differenti o no? 

Quando il cliente finale, ovvero il lettore, si rivolge direttamente a noi, può richiederci un singolo libro e noi glielo spediamo, tramite corriere e senza spese, al solo prezzo di copertina. Possiamo farlo, in quanto, non essendoci di mezzo intermediari, il costo della spedizione (circa 6 euro) è compensato dal mancato pagamento delle percentuali dovute al distributore.
Ma se Amazon ci chiede un singolo libro, supponiamo del costo di €13,90 (che è il prezzo medio delle nostre pubblicazioni) e ci impone uno sconto del 51%, vuol dire che resta un netto di €6,80, dal quale bisogna ancora sottrarre quei suddetti € 6,00 di corriere. Rimangono quindi 0,8 euro (ottanta centesimi) con il quale l'editore dovrebbe pagare royalties, tipografia, grafico, editor, correttore di bozze. Vi pare possibile? 
Risulta evidente che, per ovviare a tale situazione, il costo di spedizione andrebbe spalmato su almeno quattro o cinque libri. Senza contare poi il discorso dei resi, di cui abbiamo già parlato  nel primo capitolo, figli sempre dell'algoritmo geniale, che un giorno ti rende un libro per overstock e il giorno dopo te lo riordina.
Con gli altri siti di vendita on line per fortuna non funziona così. Primo, perché non effettuano conto vendita, ma ordinano solo sul venduto e chiedono subito l'emissione della fattura. Secondo, perché lo sconto richiesto arriva al massimo al 42%. Terzo, perché accettano la spedizione anche tramite piego di libri ordinario (costo € 1,28). Differenze sostanziali.

58 minuti fa, TuSìCheVale ha scritto:

Cosa intendete per drogare? 

I libri non vengono spediti una volta che sono stati pagati? L'ordine di Amazon arriva quando il libro è stato venduto? 

Grazie. 

Rispondiamo per prima alla terza domanda.
No. Questo vale solo per il primo ordine, quando cioè il libro è appena stato pubblicato. E in ogni caso il cliente lo paga ad Amazon, non all'editore, che deve aspettare 60 giorni fine mese dall'emissione della fattura, prima di vedere il bonifico. Quindi i libri vengono spediti ad Amazon dalla casa editrice (e rispondiamo così alla seconda domanda) sulla fiducia, e nella speranza che li venda davvero e che non li renda dopo tre mesi, magari danneggiati (per fortuna è accaduto solo due volte) e senza possibilità di rimborso.
Riguardo al "drogare", perdonaci la battuta @TuSìCheVale , ma non essendo noi spacciatori, non siamo molto esperti in fatto di stupefacenti... Scherzi a parte, diciamo che in sostanza significa montare intorno a un determinato titolo una pubblicità fittizia, che poi non corrisponde nella realtà a un effettivo interesse all'acquisto da parte dei lettori... Ci vengono in mente post spammati a raffica sui social, interventi adulatori nei blog, o nei forum, recensioni farlocche nei vari siti e chi più ne ha, più ne metta... In poche parole del fantomatico libro, che potremmo intitolare "Tizio contro Caio", scritto da Sempronio, tutti parlano in rete, ma poi nessuno lo compra. Il geniale algoritmo di Amazon ne tiene conto, lo ordina all'editore, anche in assenza di vendite effettive, ma poi lo rende per overstock e così ci perdono tutti.

Modificato da Aporema Edizioni
  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Lavorare con Amazon è veramente complicato e confermo la maggior parte delle informazioni date da @Aporema Edizioni come i 3 magazzini, il bizzarro algoritmo, le rese e così via. Resta il fatto però che per noi, ad esempio è il principale canale di vendita e proprio per questo resistiamo nono stante tutte le difficoltà e nonostante non ci paghi da sei mesi perché non si riescono ad allineare le nostre fatture elettroniche alle loro "inspiegabili e irrisolvibili" esigenze. A parte questo è il venditore più puntuale che abbiamo incontrato sul nostro cammino. è vero che prende il 51% sulle vendite ma è anche vero che i distributori prendono il 55%. Pratica il 15% di sconto come le altre librerie on line ma ha un pubblico "affezionato" di gran lunga più numeroso. Le librerie ne sofforno? Per me poco male visto come lavora la maggior parte delle librerie che spesso non pagano i libri richiesti e il più delle volte si "rifiutano" con le scuse più varie di prendere le ordinazioni dei clienti delle piccole case editrici. Per cui Amazon avrà sicuramente tantissimi difetti ma per molti è una realtà imprescindibile.

  • Mi piace 12

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
19 ore fa, Riccardo Zanello ha scritto:

Per cui Amazon avrà sicuramente tantissimi difetti ma per molti è una realtà imprescindibile.

Anche secondo me Amazon è ormai imprescindibile... comprendo le varie problematiche sollevate da @Aporema Edizioni in questa sua saga-resoconto... ma il dubbio che, da semplice lettore-cliente nonché cittadino di questo mondo, mi resta è: è davvero possibile farci qualcosa, o più semplicemente abbiamo ormai perso una delle più grandi rivoluzioni globali che sviluppatasi sotto i nostri occhi non ci ha visto intervenire quando forse ancora eravamo in tempo per evitarne tali egemoni sviluppi o solo contribuire a direzionarli?

Stiamo parlando delle nuove potenze mondiali: sono a tutti gli effetti considerabili come stati dittatoriali di stampo economico e regolatori di stili di vita, con sotto il loro controllo miliardi di persone. Chi comanda, ormai, sono loro, senza starli a nominare tutti...

Alzi la mano chi non ha mai comprato qualsiasi cosa su Amazon, usato Google per le ricerche, Youtube per vedere Video, Facebook, Instagram o Twitter per essere social... abbiamo dato ragione, come umanità, a queste superpotenze... abbiamo detto "sì, ci sta bene tutto, perché per utilizzare i vostri servizi dobbiamo accettare tutto..." 

E così vale anche per il o gli algoritmi che essi usano: geniali, non geniali... poco importa: sono i loro, loro decidono.

Amazon nasce per dare ragione ai clienti: è ed è stata forse se non l'unica, fra le rarissime realtà commerciali che hanno spostato le tutele dai venditori ai clienti (standard su cui oggi più o meno tutti devono ormai cercare di attenersi per rimanere a galla). L'ha fatto in base a delle leggi che prima venivano ampiamente ignorate o complicatamene raggirate, come il "diritto di reso" e simili...

Da cliente, con Amazon non ho mai avuto problemi e sono sempre stato trattato con riguardo, ossia come colui  che paga...

Per quanto riguarda i venditori (di qualsiasi tipo) Amazon se ne "infischia": o stai ai suoi standard e regole o sei fuori.

 

Quello che voglio dire è semplicemente: accedendo alla rete, oggigiorno abbiamo ormai accettato che le nostre vite siano regolate da algoritmi vari... indietro non si torna, c'è poco da fare. A galla ci restano solo in pochi, tutti gli altri sono destinati a soccombere...

 

Trovo giusto che @Aporema Edizioni metta in guardia gli autori dal "mito", dai pericoli e dalle controindicazioni di vendere i libri su Amazon per quella che è la sua esperienza diretta, ciononostante "l'essere presenti in ogni store" è ormai un "must" e un "mantra" che qualsiasi autore, editato o indipendente, può sentirsi ripetere in quasi qualsiasi realtà editoriale (non so nello specifico se anche nella vostra).

 

Che dietro tutte queste grandi potenze che gestiscono dati, profili e vite di noi tutti ci siano degli algoritmi è noto da anni, quali poi siano realmente nello specifico questi algoritmi nessuno lo riesce mai a spiegare con precisione... accenni, idee, teorie o smentite etc. etc. fra false e vere notizie...

Ma il punto è un altro: alla maggioranza delle persone, purtroppo, non importa nulla se dietro Amazon ci sia un algoritmo, un robot, un elfo dalle orecchie a punta o cos'altro. Gli importa che Amazon è considerato il più grosso sito di vendite nel mondo occidentale. Vero o falso che sia, vantaggioso o meno che sia, non importa: in media, se pubblicano un libro vogliono essere presenti...

 

Viviamo in un mondo dell'apparire, se vuoi vendere conta essere su Amazon: non che questo si traduca in reali vendite o ancor peggio in perdite come da voi descritto, ma purtroppo conta, così come avere un prodotto Apple, così come avere tanti like, etc... etc...

 

Ugualmente al cliente che deve comprare un libro: comprarlo su Amazon significa avere delle garanzie da lui molto probabilmente già sperimentate (come sicurezza del pagamento, tempistiche, politica di resi etc..), farlo direttamente da altri siti "sconosciuti" psicologicamente può frenare, così come una semplice registrazione di dati al sito di una CE rallenterebbe l'acquisto rispetto al passare da un proprio account Amazon già registrato.

 

In conclusione... ci hanno fregato? A mio avviso sicuramente, ma come cliente, posso però ritenermi più che soddisfatto, tanto che su Amazon ho trovato libri che in libreria non erano in grado di fornirmi neanche ordinandoli...

 

Come autore indipendente, invece, torno a chiedere e lo chiedo a tutte le varie Case Editrici (senza puntare il dito su nessuna nello specifico, ma in generale a chi nel suo intimo possa credere di ritenersi coinvolto) che almeno in questi ultimi venti e più anni hanno puntato le loro politiche editoriali prevalentemente sul "pubblichiamo solo ciò che è commerciabile": valeva tanto la pena preoccuparsi principalmente della vendibilità di un libro e non di altri fattori come ad esempio il suo contenuto?

Non lo so, io questo di certo non lo so, ma posso dire: se è stata in larga scala applicata da anni una politica editoriale per cui più di tutto contasse la vendibilità di un libro, allora non mi sembra così scorretto affidarsi ad algoritmi che ne gestiscano la miglior resa.

 

Quello che l'algoritmo di Amazon semplicemente dice è "vendi solo se sei vendibile. Se non sei vendibile, allora sei fuori catalogo" (discorso che appunto, mi ricorda ben diffuse politiche editoriali).

L'algoritmo di Amazon è geniale, per quanto mi riguarda... magari non per gli autori, magari non per le case editrici, ma è geniale per Amazon, ossia colui che più guadagna vendendo.

Benvenuti nel XXI secolo!

 

Ovviamente, il tutto, a mia personale opinione sull'argomento.

 

Ciao!

 

 

 

  • Mi piace 8
  • Grazie 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@AndC Eccellente sintesi.

 

6 ore fa, AndC ha scritto:

Amazon nasce per dare ragione ai clienti: è ed è stata forse se non l'unica, fra le rarissime realtà commerciali che hanno spostato le tutele dai venditori ai clienti (standard su cui oggi più o meno tutti devono ormai cercare di attenersi per rimanere a galla). L'ha fatto in base a delle leggi che prima venivano ampiamente ignorate o complicatamene raggirate, come il "diritto di reso" e simili...

Da cliente, con Amazon non ho mai avuto problemi e sono sempre stato trattato con riguardo, ossia come colui  che paga...

 

Questo è un fattore del successo di Amazon che non viene mai sottolineato a sufficienza. Tutti parlano di algoritmi, sfruttamento dei lavoratori (che indubbiamente esiste), logistica e quant'altro, ma il vero motivo che ha permesso ad Amazon di emergere dal gruppo, prima, e di schiacciare la concorrenza, poi, è stata la decisione di Jeff Bezos di mettere il cliente e la sua soddisfazione al centro di tutto, e a ogni costo. È una cosa che mi ha sempre colpito, fin da quando ho cominciato a servirmi dei loro servizi verso la fine degli anni '90, ordinando libri dal sito americano quando quello italiano neppure esisteva. Il ciente ha sempre ragione: il principio commerciale più antico del mondo, alla faccia degli algoritmi e dell'intelligenza artificiale. (E Bezos oggi è l'uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato di 108 miliardi di dollari)

 

 

  • Mi piace 2
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Aporema Edizioni Può chiaramente decidere di non lavorare più con Amazon, avvisi magari gli autori che si propongono che no, il libro alla fine su Amazon non ci sarà, sono informazioni importanti per l'autore che vaglia le case editrici. Tutto nella massima libertà, gusti personali, idee fondate o meno. A pochi mesi dall'acquisto il mio Kindle ha avuto un problema, vado dove è stato acquistato e in 2 minuti ho risolto "tieni, te ne do un altro." Fine, senza voler sapere cosa diavolo fosse successo. Con il mio account ho recuperato la biblioteca e via. Mi si sono rotte molte altre cose in garanzia, come il frigorifero e non vi dico il cinema per la riparazione.

Non è tutto splendido splendente, e lo dico a ragion veduta, ho dovuto lasciare il mio editore digitale perchè recentemente è cambiato l'algoritmo benedetto e la narrativa non viene più pompata, l'editore ora predilige manualistica e saggi. E io con Amazon sono stata prima nella classifica a pagamento, addirittura un giorno di gloria davanti a Ken Follett. Ora funziona diversamente? Un gran peccato perchè significa che io, e mi trovate in diversi topic, sto ricominciando tutto da capo. Eppure continuo a dire che Amazon è imprescindibile soprattutto per gli editori non troppo conosciuti, che altrimenti rendono i propri titoli di difficile reperimento. Non mi dite che si possono comprare dal sito dell'editore, non che non sia così, ma un cliente magari sta già comprando su amazon un non so cosa e aggiunge il libro in un unico ordine, c'è una differenza abissale. Meno click ci sono dal prodotto all'acquisto, più facile che l'acquisto avvenga.

Da autrice non posso permettermi di fare la spocchiosa dicendo che se un lettore vuole a tutti i costi leggermi lo farà anche se deve fare i salti mortali per procurarsi il libro, perchè quei salti non li farà e io avrò perso.

  • Mi piace 8
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 minuti fa, Bambola ha scritto:

Eppure continuo a dire che Amazon è imprescindibile soprattutto per gli editori non troppo conosciuti, che altrimenti rendono i propri titoli di difficile reperimento.

Questo è il punto cruciale. Cioè, già il libro di un piccolo editore è difficile (a volte impossibile) comprarlo in libreria, se poi non è disponibile nemmeno nel principale store online cosa rimane? :umh: 

  • Mi piace 4

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, Bambola ha scritto:

Può chiaramente decidere di non lavorare più con Amazon, avvisi magari gli autori che si propongono che no, il libro alla fine su Amazon non ci sarà, sono informazioni importanti per l'autore che vaglia le case editrici.

Lo ribadiamo per l'ennesima e, speriamo, ultima volta. Noi continuiamo a lavorare con Amazon, perché non siamo abituati a mollare alla prima difficoltà, e neanche alla seconda, e neanche alla ventesima. Potremmo pure rispondere piccati che sono affari nostri decidere di avvisare o meno gli autori; ma non lo faremo, perché noi siamo prima di tutto autori, riunitisi in una cooperativa (e anche questo tocca ripeterlo l'ennesima volta) e a chi decide di pubblicare con il nostro marchio noi diciamo sempre tutto su tutto, senza omettere o nascondere nulla che riguardi il nostro operato. E poi saremmo proprio degli imbecilli totali se decidessimo di smettere di lavorare con Amazon, di tenerlo nascosto ai nostri autori e alla fine venissimo qui, nel forum di aspiranti scrittori più seguito d'Italia, a dichiararlo pubblicamente... non vi pare?
Ciò premesso, vale la pena spendere due parole sulle motivazioni che ci hanno spinto ad aprire questa discussione e a continuare a prendervi parte.

Noi crediamo che uno scrittore, o aspirante tale, dovrebbe sempre occuparsi della verità, anche se poi nei suoi romanzi decide di trasfigurarla. Sul W.D. sono stati e vengono quotidianamente "smutandati", passateci il termine, editori farlocchi, che promettono la luna e poi ti offrono una mela marcia. Lo stesso dicasi per alcuni sedicenti editor, per agenti letterari poco limpidi, per librai lazzaroni... Se dunque la ricerca del "cosa c'è dietro" vale per loro, perché non dovrebbe valere anche per tutti gli altri operatori del mondo editoriale?
Forse che qualcuno preferisce tapparsi le orecchie, chiudere gli occhi, fare "gne gne gne" con la bocca (stile bambino scuola materna), perché sa benissimo che gli si sta dicendo la verità, ma preferisce continuare a ignorarla? Be', allora noi, pazientemente, aspettiamo che abbia finito e gli ripetiamo tutto dal principio.

22 ore fa, AndC ha scritto:

abbiamo detto "sì, ci sta bene tutto, perché per utilizzare i vostri servizi dobbiamo accettare tutto..." 

E invece no, caro @AndC , noi diciamo no. Noi diciamo "i vostri servizi vanno bene, ma possono essere migliorati, e soprattutto noi non siamo più disposti a pagare il prezzo delle vostre manchevolezze, perché poi questo prezzo alla fine ricadrebbe sui nostri autori." 
E questo concetto non lo applichiamo solo con loro, credeteci. Anche con

Il 4/11/2019 alle 20:35, Riccardo Zanello ha scritto:

la maggior parte delle librerie che spesso non pagano i libri richiesti e il più delle volte si "rifiutano" con le scuse più varie di prendere le ordinazioni dei clienti delle piccole case editrici.

non facciamo sconti: i primi (quelli che ci provano a non pagarci i libri) andiamo a prenderli di persona, dovunque si trovino, con la fattura in mano, magari di sabato pomeriggio, quando il negozio è bello pieno e la figuraccia davanti ai loro clienti è assicurata; i secondi sbugiardandoli al telefono, con il pc aperto davanti, magari inviando loro uno screenshot della pagina di Fastbook, che documenta chiaramente come il libro è facilmente ordinabile con un semplice clic.
Battaglie contro i mulini a vento? Siamo troppo idealisti o, peggio ancora, illusi?
Può darsi, ma non dimentichiamoci quale potere abbiamo le associazioni consumatori in certi Paesi, quando invitano i loro associati, e non solo loro, a non comprare quel determinato prodotto o a non recarsi in quel tal supermercato: le vendite calano e le aziende scendono a patti.
Noi non pretendiamo di dire agli utenti del WD di sconsigliare i loro lettori dal comprare su Amazon; basterebbe già che smettessero di consigliarlo a tutti i costi, come se fosse la scelta migliore: non sempre lo è per il lettore, non lo è mai per loro.

Infine:

Il 4/11/2019 alle 20:35, Riccardo Zanello ha scritto:

resistiamo nono stante tutte le difficoltà e nonostante non ci paghi da sei mesi perché non si riescono ad allineare le nostre fatture elettroniche alle loro "inspiegabili e irrisolvibili" esigenze.

Noi, dopo un lungo calvario, questo problema l'abbiamo risolto, un po' per fortuna, ma soprattutto per caparbietà.
Ma anche in questo caso, ci pare giusto che sappiate quanto questo ci sia costato in termini di fatica, di stress, di tempo e quindi di denaro. Sarà pertanto l'argomento della prossima puntata.
 

Modificato da Aporema Edizioni
  • Mi piace 4
  • Non mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io non ho una casa editrice e quindi alcuni meccanismi mi possono apparire poco chiari, ma la loro conoscenza non è fondamentale per il cliente finale, perciò, difficilmente sposerà delle battaglie che non sente proprie. Ad esempio, io ancora non ho visto altri cittadini protestare insieme ai dipendenti della Whirlpool, per dirne una…

Interessante, comunque, che in questa battaglia si unisca anche la casa editrice E/O:

Le Edizioni E/O dicono no ad Amazon

 

Quota

Ci è stato richiesto uno sconto (quello che gli editori pagano ai distributori e alle librerie come loro “quota” del ricavo finale) a loro favore troppo gravoso per noi e neppure giustificato dal volume dei loro affari con la casa editrice. Di fronte al nostro rifiuto, Amazon ha sospeso l’acquisto di tutti i nostri libri e ha reso quelli che aveva in magazzino. (Attualmente sul loro sito i libri E/O cartacei sono in vendita solo attraverso soggetti terzi, quindi a condizioni più sfavorevoli per tempi di consegna e per costi di spedizione addebitati al cliente).

 

In più c’è questa novità di Amazon che si propone come distributore:

Amazon sbarca nella distribuzione alle librerie.

Mi sembrano siano proposte vantaggiose anche per i librai…

Io penso che per aprire una casa editrice, ed essere in un certo senso concorrenziali, occorrano poi delle grosse disponibilità economiche, per intenderci non si possono fare le nozze coi fichi secchi o chiedere sacrifici a persone alle quali, invece, si devono dei soldi.

Desidero poi togliermi una curiosità: @Aporema Edizioni, avete mai pensato di aprire una libreria a vostro nome? Ci sarebbero dei vantaggi per la vostra azienda?

Grazie.

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Usano logiche vecchie come il cucco - o “collaudate”: e allora? Il paragone con IBS direi che è inappropriato. È come paragonare l’organizzazione di una multinazionale con un’impresa locale. È evidente che i problemi da affrontare siano diversi. 
 

Secondo, ci si lamenta di come funziona la gestione del cartaceo. Sarebbe il caso di pensare agli ebook con un po’ meno disprezzo, se si tratta con Amazon. E mettersi al passo coi tempi. O, in alternativa, non vendere i propri libri su Amazon.

 

Non è che li difenda, però se sono il più grande “marketplace” (da definizione) esistente e volete approfittare dell’enorme quantità di lettori che lo usano, vi dovete adeguare. E al me lettore tutta sta pappardella non cambia nulla. 
 

Capisco la frustrazione e anche il fatto che si potesse sperare in qualcosa di meglio, ma questo è. I tempi sono cambiati e io, da lettore, lo uso da quando non esistevano ancora gli ebook, perché gli editori italiani non traducevano gli autori che volevo leggere (E per questo li ringrazierò sempre). Come lettore, l’esperienza è la migliore esistente (tralasciando il gusto di entrare in una libreria e perdervisi), per catalogo, per efficienza… Pensano all’esperienza del cliente, più che a quella del venditore. Siamo sicuri che sbagliano?

  • Mi piace 6
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
31 minuti fa, s3nzanom3 ha scritto:

Siamo sicuri che sbagliano?

Se si guarda dal punto di vista del lettore, viene da dire di no.

Se si guarda da altre prospettive (es. condizioni e tutele dei lavoratori), ci sarebbero da dire diverse cose al riguardo. Un po' come è successo con gli iPhone: quanti sapevano delle condizioni dei lavoratori della fabbrica dei suicidi che li produceva? E anche se sapevano, questo ha fermato dall'acquistare il prodotto? No, perché il prodotto era valido; ma a che prezzo si ha avuto tale qualità?

Sono cose su cui si dovrebbe riflettere. Bisogna vedere se poi interessa, però.

  • Mi piace 2
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

A me in generale anche il pippone che chi utilizza Amazon non è etico non sta bene.

Allora tocca verificare ogni oggetto che compriamo ovunque, stravolgere le nostre vite e credo che un po' lo stiamo facendo tutti, con acquisti più consapevoli, filiere controllate, ma c'è dell'altro, dovremmo sapere quanto guadagna l'estetista, la parrucchiere e ogni professionista al quale ci si rivolge per una prestazione. Probabilmente scopriremmo che lo sfruttamento è infido e sotto casa. Mi inchino a chi decide di vivere come una sorta di mah eremita ai margini del commercio, per cui non si sporca con nulla, ma diamine significa davvero, se lo si fa bene, annullare qualsiasi altra faccenda, perchè questa diventerà prioritaria e assorbirà ogni attimo. Sorry, non sono così.

  • Mi piace 5
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Prima di dire altro, preciso che gli editori non sono tutti brutti e cattivi. La precisazione è necessaria, vista la reazione di Aporema a un mio post nella prima discussione su Amazon. Tanto premesso (perdonate il linguaggio giuridico-notarile), credo che buona parte del problema, come anche evidenziato da Tusichevale, sia nella penuria di capitali, caratteristica propria di ogni piccola CE, seria o meno, onesta o meno che sia. Una piccola CE non è in grado, per forza di cose, di garantire una distribuzione capillare sul territorio, quindi è costretta a servirsi della varie piattaforme online, tra le quali Amazon è l'unica a funzionare sempre con puntualità e precisione. Secondo me, la soluzione è nel print on demand: la CE riduce i costi al minimo sindacale ed elimina il problema dei resi, perché a stampare il libro richiesto dall'acquirente è la stessa piattaforma di vendita, dopo che l'articolo ordinato è stato pagato. D'accordo che non poter preventivamente scegliere il tipo di carta rappresenti una limitazione, ma capita spesso che, per risolvere un problema, si debba ricorrere al compromesso. Pazienza per le librerie, tanto è prassi corrente trovarvi impilati solo libri editi dalle solite case grandi e medie, firmati dai soliti noti. 

  • Mi piace 5

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, TuSìCheVale ha scritto:

Desidero poi togliermi una curiosità: @Aporema Edizioni, avete mai pensato di aprire una libreria a vostro nome? Ci sarebbero dei vantaggi per la vostra azienda? Grazie.

Intendi libreria on line, oppure tradizionale?
La prima in un certo senso esiste già ed è il nostro sito, dal quale è possibile acquistare qualsiasi titolo, senza pagare spese di spedizione: se l'ordine ci arriva prima di mezzogiorno, il cliente lo riceve già il giorno dopo, tramite corriere espresso.
Se invece intendi libreria tradizionale, con accesso diretto del pubblico, è uno dei nostri obiettivi futuri. E sì, di sicuro avremmo dei notevoli vantaggi, non solo da un punto di vista economico, riferito cioè alla mancanza di intermediari, ma anche perché non c'è miglior cosa che parlare direttamente al lettore dei libri che con tanto impegno e tanta fatica abbiamo editato e che alla fine sentiamo sempre un po' come nostri "nipoti", per non dire figli, dato che il vero genitore resta sempre chi li ha scritti. Ce ne rendiamo conto durante le varie fiere e rassegne alle quali partecipiamo: difficilmente chi si ferma a parlare con noi al nostro stand se ne va via senza un libro, o anche più d'uno, sotto il braccio. L'entusiasmo, si sa, è sempre contagioso. Non solo. Quando partecipiamo alle edizioni successive di queste esposizioni, otteniamo sempre dei feedback davvero positivi: in molti tornano a ricompare lo stesso romanzo, da regalare a un amico o a un conoscente, e, poiché la loro fiducia non è stata tradita, si fidano ancora di più dei nostri consigli sulle ultime pubblicazioni.
Nel frattempo affidiamo i nostri libri in conto vendita a librai di fiducia, che li espongono, li consigliano e non si limitano a infilarli negli scaffali o, peggio ancora, a lasciarli nei cartoni in magazzino.
Riguardo invece al 

2 ore fa, TuSìCheVale ha scritto:

chiedere sacrifici a persone alle quali, invece, si devono dei soldi.

ci teniamo a ribadire che noi non dobbiamo soldi a nessuno e paghiamo le royalties al centesimo a tutti i nostri autori. I sacrifici li chiediamo, anche enormi, solo a noi stessi e al limite, ma assai più piccoli e non "sine die", a qualche collaboratore che ha deciso di condividere con noi questo sogno. Perché forse coi fichi secchi non si fanno le nozze, è vero, ma con quelli freschi, colti al momento giusto e serviti con qualche fetta di prosciutto crudo, si prepara davvero un ottimo piatto. 

  • Mi piace 1
  • Grazie 1
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, Bambola ha scritto:

Probabilmente scopriremmo che lo sfruttamento è infido e sotto casa.

Direi che è dappertutto. Controllare tutto è praticamente impossibile; con le cose più grandi, specie con l'informazione che c'è oggi, si può invece fare: servirebbe ad aiutare a far andare un pochino meglio certe situazioni.

Andando oltre le questioni etiche, è indubbio che Amazon impone le sue condizioni facendosi forte della posizione che ha acquisito; il suo è un modo di fare che vorrebbe portare a raggiungere il monopolio del mercato.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, cheguevara ha scritto:

Secondo me, la soluzione è nel print on demand: la CE riduce i costi al minimo sindacale ed elimina il problema dei resi, perché a stampare il libro richiesto dall'acquirente è la stessa piattaforma di vendita, dopo che l'articolo ordinato è stato pagato.

Per le case editrici che lavorano seriamente, vogliono stare sul mercato e garantire un servizio celere e onesto il print on demand non è la soluzione perché i libri stampati di volta in volta costano molto di più, li hai in più tempo e non riesci a soddisfare velocemente le richieste dei venditori.

  • Mi piace 4

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
13 minuti fa, Riccardo Zanello ha scritto:

Per le case editrici che lavorano seriamente, vogliono stare sul mercato e garantire un servizio celere e onesto il print on demand non è la soluzione perché i libri stampati di volta in volta costano molto di più, li hai in più tempo e non riesci a soddisfare velocemente le richieste dei venditori.

E' ovvio che io parlo da profano, cioè scrittore esordiente e utente, quindi non dubito che tu ne sappia molto di più. Posso solo confermare che i libri ordinati su Amazon, di cui alcuni erano miei, editi da una CE col sistema del print on demand, sono stati consegnati entro tre giorni e il prezzo era lo stesso di quello praticato su altre piattaforme, che però dichiaravano il titolo non disponibile. Che ci sia qualche problema con le librerie non lo metto in dubbio, anche perché presumo che alla percentuale di Amazon si aggiunga quella del libraio; infatti, avevo dato per scontato che fossero fuori causa. Comunque, io in libreria non sono arrivato e, lavorando con piccole CE, sono certo che non arriverò mai.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, M.T. ha scritto:

Sono cose su cui si dovrebbe riflettere. Bisogna vedere se poi interessa, però.


Eh, vabbè. Ma cosa c’entra? Potrei risponderti che non dovremmo stare qui a discutere online in modo frivolo perché in questo momento ci sono bambini che muoiono di fame, altri che vengono usati e abusati sessualmente, donne massacrate da maschilisti frustrati, guerre ovunque… Si chiama relativismo e distrugge qualsiasi discussione. 

 

Rispondevo a un editore e alle sue critiche al marketplace per antonomasia in base a come si gestiscono i libri cartacei (quando le vendite degli ebook hanno superato quelle cartacee - magari non in Italia,

ma questo parla dei problemoni dell’Italia editoriale, non di Amazon). 
Per rispondere alla critica di coscienza, allora ti dico che se acquisti ebook i poveri lavoratori di Amazon non verranno più ipersfruttati e maltrattati: è tutto digitale. Non muovono un dito ogni volta che acquisto un libro digitale. Se tutto fosse così, semplicemente non avrebbero più un lavoro. Fine del problema. 
 

Il mondo cambia e trovo sempre un po’ stucchevoli le lamentele che vorrebbero riportare indietro le lancette del tempo.

Potremmo cominciare a parlare di come i signori Distributori fanno il 70% del prezzo di copertina di un romanzo prodotto e venduto in modo tradizionale (in libreria): vi sembra meglio? A me no. Ad esempio perché quelli efficienti e capaci di una rete capillare sono appannaggio degli editori medio grandi e i piccoli non se li sono mai potuti permettere. Come conseguenza nessuno sapeva che i loro titoli esistessero o assai pochi, locali lettori. Almeno adesso, sorbendosi i problemi segnalati da Apogeo, sono visibili per tutti. Difficile restare visibili a lungo? Quello dipende da molti fattori, tra i quali la qualità dei testi e la quantità di lettori che li apprezza e acquista e passaparola. A me pare in ottimo filtro. E comunque se conosci l’autore o il titolo, lo cerchi, lo trovi e lo acquisti. In libreria te lo dovevano ordinare e molte volte… non era più disponibile. 
Ripeto, senz’offesa per Apogeo, ma come lettore ricordo e preferisco di gran lunga il presente.

 

Punto di vista da lettore. 

Da scrittore? Quella è pure peggio, quindi soprassiedo. 😊

  • Mi piace 3
  • Non mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, s3nzanom3 ha scritto:

Il mondo cambia e trovo sempre un po’ stucchevoli le lamentele che vorrebbero riportare indietro le lancette del tempo.

riportare indietro, no. Fare le cose in maniera equa, sì.

Certo è che comunque un piccolo editore, in qualsiasi ambito, non ha mai il coltello dalla parte del manico.

Sugli algoritmi non mi esprimo: elemento molto complesso, di cui so poco o nulla. Naturale che grossi numeri di vendita fanno la differenza.

  • Mi piace 4

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Per attivare l'algoritmo bisogna imbrogliare, ossia far comprare il proprio libro da 200 persone in 2-3 giorni e rimborsarle. Poi bisogna pagare le stesse persone per scrivere 200 recensioni positive ed ecco fatto. Non serve né la casa editrice importante, né il miglior testo del pianeta per attivarlo. In Italia è molto difficile attivarlo senza fare ciò, ma a volte capita. Tipo con il libro: Editato dallo staff. Bestseller insieme ad altri libri del genere, perché l'Italia è pieno di ignoranti.

 

Ai posteri l'ardua sentenza.

 

 Editato dallo staff

  • Mi piace 1
  • Non mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 5/11/2019 alle 16:45, AndC ha scritto:

Alzi la mano chi non ha mai comprato qualsiasi cosa su Amazon,

Eccomi!

Il 6/11/2019 alle 21:02, s3nzanom3 ha scritto:

ma come lettore ricordo e preferisco di gran lunga il presente.

Io invece, che pure sono un lettore ma ho fatto il libraio per ventinove anni, preferivo di gran lunga il tempo in cui facevo gli ordini via fax ai vari magazzini di distribuzione.

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, Marcello ha scritto:
Il ‎05‎/‎11‎/‎2019 alle 16:45, AndC ha scritto:

Alzi la mano chi non ha mai comprato qualsiasi cosa su Amazon,

Eccomi!

In effetti, neppure io.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Il Figlio del Drago evitiamo di citare persone e opere sulla base di supposizioni. Ricordo che ognuno è responsabile delle affermazioni verso terzi. Si possono esprimere le proprie opinioni anche senza riferirsi a situazioni specifiche.

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, Il Figlio del Drago ha scritto:

Per attivare l'algoritmo bisogna imbrogliare

È già... o meglio, più che "imbrogliare, semplicemente si tratta di riconoscere che essendo appunto algoritmi, e software e cose del genere, ragionano per numeri, formule, calcoli... sopratutto per numeri... in fondo vendere è anche questo, no?, fare la conta degli zeri...

Di certo l'algoritmo Amazon non promuove i libri in virtù del valore del loro contenuto... tutto torna, mi pare...

 

In quanto a:

 

28 minuti fa, Marcello ha scritto:
Il 5/11/2019 alle 16:45, AndC ha scritto:

Alzi la mano chi non ha mai comprato qualsiasi cosa su Amazon,

Eccomi!

 

25 minuti fa, M.T. ha scritto:
28 minuti fa, Marcello ha scritto:

Eccomi!

In effetti, neppure io.

 

Per entrambi: l'elenco era lungo... :D

 

 

Il 6/11/2019 alle 14:47, Aporema Edizioni ha scritto:

E invece no, caro @AndC , noi diciamo no. Noi diciamo "i vostri servizi vanno bene, ma possono essere migliorati, e soprattutto noi non siamo più disposti a pagare il prezzo delle vostre manchevolezze, perché poi questo prezzo alla fine ricadrebbe sui nostri autori." 

Se siete su Amazon, tanto più come venditori, gli avete detto sì... tutto il resto è più che giusto e bello.... io non credo che cambierà le cose, ma me lo auguro, ci mancherebbe e ideologicamente sono più che con voi in questa battaglia...

 

 

Non voglio fare polemica né andare O.T., ma vi ho citato tutti e tre perché il mio discorso aveva semplicemente il senso generale di vederci tutti coinvolti, almeno secondo me... che ci piaccia o meno, abbiamo contribuito anche noi all'algoritmo di Amazon e al suo mantenimento, in un modo o nell'altro, in maniera diretta o indiretta e continuiamo a farlo ogni giorno che navighiamo sul web (solamente accedendo/visualizzando il WD, ad esempio, accettiamo che Google Analytics tracci i nostri dati attraverso degli algoritmi, poi magari un giorno ci spunta la pubblicità di Amazon nella mail o su FB relativa a libri e faccende simili... fatturano attraverso società diverse, ma  in molti punti le loro politiche si intersecano... quello che è stato accettato - con tutte le riserve che vi pare, ma sempre accettato - è un sistema globale in cui siamo considerati tutti come "consumatori"...); che poi si lotti o ci si impegni per cambiarlo o per far sentire la propria voce ben venga, anzi mi fa più che piacere sentirlo... io non la vedo realizzabile, ma resta sempre mia opinione.

Così come stimo chi riesce a stare il più fuori possibile da questi meccanismi.

 

Ciao!

 

 

 

 

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, Anglares ha scritto:

Ricordo che ognuno è responsabile delle affermazioni verso terzi.

 

E purtoppo lo è anche il forum, per la responsabilità civile indiretta dei gestori di contenuti.

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, AndC ha scritto:

Non voglio fare polemica né andare O.T., ma vi ho citato tutti e tre perché il mio discorso aveva semplicemente il senso generale di vederci tutti coinvolti, almeno secondo me... che ci piaccia o meno, abbiamo contribuito anche noi all'algoritmo di Amazon e al suo mantenimento, in un modo o nell'altro, in maniera diretta o indiretta e continuiamo a farlo ogni giorno che navighiamo sul web (solamente accedendo/visualizzando il WD, ad esempio, accettiamo che Google Analytics tracci i nostri dati attraverso degli algoritmi, poi magari un giorno ci spunta la pubblicità di Amazon nella mail o su FB relativa a libri e faccende simili... fatturano attraverso società diverse, ma  in molti punti le loro politiche si intersecano... quello che è stato accettato - con tutte le riserve che vi pare, ma sempre accettato - è un sistema globale in cui siamo considerati tutti come "consumatori"...); che poi si lotti o ci si impegni per cambiarlo o per far sentire la propria voce ben venga, anzi mi fa più che piacere sentirlo... io non la vedo realizzabile, ma resta sempre mia opinione.

Quanto dici è vero: l'unica sarebbe non utilizzare in nessun modo la rete, cosa che davvero in pochissimi fanno. L'unico modo per cambiare il sistema sarebbe colpirlo al portafoglio, ma penso che se anche le vendite calassero con questa azione, troverebbero un modo (magari un altro algoritmo) per far salire le vendite di nuovo.

Se può interessare, visto che anche di Amazon si parla, suggerisco la lettura Come finisce il libro di Alessandro Gazoia: dà diversi spunti di riflessione.

  • Mi piace 2
  • Confuso 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
15 ore fa, Il Figlio del Drago ha scritto:

Per attivare l'algoritmo bisogna imbrogliare, ossia far comprare il proprio libro da 200 persone in 2-3 giorni e rimborsarle. Poi bisogna pagare le stesse persone per scrivere 200 recensioni positive ed ecco fatto.

Sì, questo è un sistema che a volte funziona e sappiamo di casi in cui qualcuno l'ha messo in pratica con successo, ma attenzione: è un trucco adatto solo agli e-book, non al cartaceo! 

Le ragioni, se avete letto con attenzione i nostri precedenti post, le intuirete facilmente.
L'investimento di autopromozione per gli e-book è molto più basso: comprare, o far comprare, 100 copie, potrebbe costare, diciamo, intorno ai 300 euro; comprare 100 copie dello stesso titolo in cartaceo  costerebbe almeno tre volte tanto, ma noi azzardiamo anche più, di sicuro oltre i 1.000 euro.
Nel primo caso si potrebbe (e sottolineiamo potrebbe) innescare un meccanismo virtuoso, dai noi chiamato "effetto pecora", che potrebbe (e sottolineiamo potrebbe) far salire le vendite, a tutto vantaggio dell'autore e dell'editore, che, trattandosi di formato elettronico, non dovrebbe affrontare alcun costo di spedizione.
Ma nel secondo caso, la vendita di 100 copie in cartaceo, specie se avvenuta nell'arco di poco tempo, indurrebbe l'algoritmo amazoniano a ordinarne un migliaio, e se l'editore fosse così fesso da soddisfare subito quell'ordine, avrebbe una brutta sorpresa, perché dopo tre mesi, a meno di insperati colpi di fortuna, si vedrebbe rendere, nella migliore delle ipotesi, l'80% di quanto spedito.
Quindi, se qualcuno ha in mente di fregare l'algoritmo, si accerti che l'algoritmo alla fine non freghi lui.

Modificato da Aporema Edizioni
  • Mi piace 3
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×