Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Post raccomandati

 

«Sono io il capitano dei pirati!» urla Greta puntando la spada verso il lampadario. «Tu devi ubbidire, perché sei piccolo! Fulmini e saette!»

«Anche io voglio comandare, uffa, mi fai sempre pulire il ponte della nave! Non è giusto!»

A Leo trema il mento, è pronto a piangere e ad abbandonare spade e tesori nascosti.

«Aspetta» Greta raddrizza il cappellaccio nero e solleva la benda dall’occhio. «Sento qualcosa... Di vedetta, nostromo!»

«Cos’è un mostrono?» chiede Leo alzando la sua benda per sentirci meglio.

«Mettiti di vedetta, mozzo! Niente domande o ti butto in mare e ti mangiano gli squali!»

«Io voglio essere il capitano, non il trostrono e neanche uno zozzo. Io voglio...»

 

«Sono a casa». Bum, la porta d’entrata si chiude al piano di sotto.

Greta e Leo, immobili come gatti, si fissano con gli occhi spalancati.

«C’è nessuno?» chiama di nuovo papà.

 

«Corri, Leo. Fulmini e saette!»

I bambini sfrecciano lungo il corridoio e poi balzano di scalino in scalino. Però Leo ha le gambe corte e perde terreno. Prova ad accelerare, ma quando arriva in fondo alle scale, Greta sta già balzando tra le braccia di papà.

«Anche io, papà, prendi anche me». Leo tira i pantaloni di papà, barcollando e con le guance rosse.

«No, sono arrivata prima io! Devi correre più veloce, Leo».

«Ma tu hai le gambe più lunghe! Non è giusto» punta i piedi Leo, ma sua sorella è un capitano severo. Con lei le scuse non attaccano mai. Ha sempre ragione. Ma papà è un comandante più importante di Greta: sarà lui a decidere. «E allora facciamo di nuovo la gara. Possiamo papà?»

«Certo!»

I bambini si precipitano al piano di sopra, spingendosi e scivolando: Greta davanti, Leo dietro.

«Questa volta sono io il primo» Leo è deciso a vincere e sgomita per far spostare sua sorella.

«Se mi superi puoi essere il primo», ride Greta sistemando la benda da pirata sull’occhio.

 

Concentrati, come in una gara vera, i bambini corrono verso il traguardo.

 

«Bambini, andate piano» avverte la mamma che li sente arrivare dalla cucina. «Papà prende in braccio tutti e due».

Ma Leo e Greta sono troppo attenti alla gara per ascoltarla. Vogliono arrivare primi, e saltano gli scalini come conigli.

All’ultimo gradino Leo inciampa e cade lungo disteso sul tappeto; subito dopo scoppia a piangere e a battere i piedi per terra.

«Fulmini e saette!» Greta frena, guarda papà che ormai è a portata di mano, poi sbuffa, si gira e torna dal fratello.

«Non piangere, Leo», dice Greta. «Dai, alzati, ci riproviamo insieme».

Leo tira su col naso e sbircia sua sorella da sotto in su; Greta gli fa una linguaccia.

«I nostromi non piangono!»

«Ma tu hai detto che sono il tozzo non il tronomono».

Leo si alza senza voglia, ma afferra la mano di sua sorella che lo trascina su per i primi scalini.

«Partiamo da qua», decide Greta. «Non mi lasciare mai la mano. Insieme siamo più veloci!»

Pronti, ai posti, via!

Greta è ancora prima, ma Leo è subito dietro di lei appeso al suo braccio. A due passi da papà, Greta rallenta, Leo arriva di fianco a lei, papà si abbassa e apre le braccia.

Questa volta nessuno arriva primo, ma vincono tutti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

E perché? Sono due fratellini che si contendono le braccia del genitore. Sanno, come dice la madre, che prenderà in braccio tutti e due, ma che importa, continuano in loro gioco sul ponte della nave che sono le loro scale. 

Il papà è un po' sullo sfondo, potrebbe dire qualcosa, si limita ad aspettare i suoi tesori e basta. Forse aggiungerei qualcosa lì, tipo un "sorrise", un "state attenti" un, "papà è forte, vi sollevo entrambi"... cose così. Ma ripeto, il frammento è veramente tenero, moraleggiante? E perché, sono dei bambini allegri che giocano e vogliono bene ai genitori, dove la vedi la morale? Io vedo quotidianità.

Ciao @Kikki<3

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 minuti fa, Lauram ha scritto:

dove la vedi la morale?

nella frase di chiusura

Il 2/11/2019 alle 09:30, Kikki ha scritto:

Questa volta nessuno arriva primo, ma vincono tutti.

mi sa un po' di: E vissero tutti felici e contenti!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Io non ce la vedo. Ti ripeto, per me è vita vissuta. Sarò curiosità di leggere gli altri pareri ... ma credo che in molti la penseranno come me.

Taggo @bwv582 e ti saluto di nuovo cara @Kikki

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

L'ho letto oggi in pausa caffè e voglio lasciarti le impressioni che ho avuto al volo alla prima lettura.

La prima è che mi ha ricordato da vicino il tuo racconto del bambino che guardava sotto al letto perché c'era un mostro (non ricordo il titolo) ma anche Linda da vicino, come stile, modo di raccontare e sentimenti espressi. Il fanciullesco, i sentimenti semplici, i bambini... penso siano ambiti dove ti trovi a tuo agio e sai raccontare e non si tratta di una cosa da poco perché questo tipo di narrativa presuppone un lessico adatto e credo che sia molto difficile (non che altri ambiti siano facili). A parte un caldo senso di tenerezza, non mi ha lasciato molto la lettura, si tratta di una scena, di un momento familiare di quelli che sarebbe bello ricordare.

 

Poi, grazie al cielo, la giornata lavorativa è finita e ho potuto rileggere con calma e fare un commento sensato. :P

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

«Ma tu hai le gambe più lunghe! Non è giusto»

Questo è l'unico dubbio che ho leggendo il racconto.

Ho pensato che la sorella maggiore avesse circa 6-7 anni e il fratello 4-5. Per il fratellino non credo meno proprio per frasi come queste che implicano un certo grado di ragionamento. Per quanto i bambini non di rado stupiscono (ho due nipoti, ne so qualcosa :P), comunque il giocare insieme e alcune obiezioni mi fanno pensare che non abbia meno di 4 anni. Tuttavia termini come "mozzo" e "nostromo" per quanto a noi possano sembrare complessi e poco usati, ho idea che lo siano meno per i bambini perché compaiono spesso sui cartoni; inoltre 4 anni è un'età in cui non si storpiano più di tanto le parole a lungo (a meno che non lo si faccia per gioco).

Lungi da me fare una discussione sulla puericultura, volevo solo dirti che ho trovato l'ago nel pagliaio e te l'ho portato. :saltello:

 

Parlando del racconto in generale, al contrario di altri racconti o parti di tuoi racconti passati, vedo più delicatezza e tenerezza, sei molto soffusa nel parlare e ti fermi sulle piccole cose. Ricordo la sorellina di Linda - azzardo Areté (ma perché era "virtù" in greco non perché ho memoria :P) - che faceva "nda nda" per dare l'idea. Per quanto credo che la tua scrittura in questo ambito sia impeccabile e che questo racconto scaldi il cuore, il mio parere resta quello che ho detto prima - e cito le parole di @Lauram (che taggo e saluto!)

13 ore fa, Lauram ha scritto:

Una scenetta che mi ha fatto piacere leggere. 

ma alla fine credo sia una questione di forma (poi potrei dire "chi se ne importa"). L'ho specificato solo perché non so quale sia il tuo intento (racconto, scena, frammento di qualcosa più ampio). Leggo, infine di questa tua preoccupazione

12 ore fa, Kikki ha scritto:
Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Questa volta nessuno arriva primo, ma vincono tutti.

mi sa un po' di: E vissero tutti felici e contenti!

ma la condivido in parte. Nel senso che io non l'avrei inserita ma non perché ha il sapore di morale, ma perché il lettore, trovandosi in questa scena, ha già questo sentimento e questa conclusione, per questo la rivedrei (giusto un po' più ambientale o senza il "vincono tutti"). Posso dirti più che per un fatto di morale è per un fatto di spiegato.

 

Alla prossima lettura, @Kikki. :ciaociao:

Modificato da bwv582
Ho sistemato una frase.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
12 ore fa, bwv582 ha scritto:

Tuttavia termini come "mozzo" e "nostromo" per quanto a noi possano sembrare complessi e poco usati, ho idea che lo siano meno per i bambini perché compaiono spesso sui cartoni; inoltre 4 anni è un'età in cui non si storpiano più di tanto le parole a lungo (a meno che non lo si faccia per gioco).

non l'avevo pensato questo! Buona osservazione @bwv582:flower:

 

12 ore fa, bwv582 ha scritto:

Ricordo la sorellina di Linda - azzardo Areté (ma perché era "virtù" in greco non perché ho memoria :P) - che faceva "nda nda" per dare l'idea.

Bravissimo! Aretì

12 ore fa, bwv582 ha scritto:
Il 4/11/2019 alle 07:39, Lauram ha scritto:

Una scenetta che mi ha fatto piacere leggere. 

ma alla fine credo sia una questione di forma (poi potrei dire "chi se ne importa"). L'ho specificato solo perché non so quale sia il tuo intento (racconto, scena, frammento di qualcosa più ampio).

no, è così come lo leggi: autoconclusivo

12 ore fa, bwv582 ha scritto:
Il 4/11/2019 alle 08:53, Kikki ha scritto:

mi sa un po' di: E vissero tutti felici e contenti!

ma la condivido in parte. Nel senso che io non l'avrei inserita ma non perché ha il sapore di morale, ma perché il lettore, trovandosi in questa scena, ha già questo sentimento e questa conclusione, per questo la rivedrei (giusto un po' più ambientale o senza il "vincono tutti"). Posso dirti più che per un fatto di morale è per un fatto di spiegato.

e hai ragione pure qua! Vado a toglierla senza pensarci più.

Grazie mille acro @bwv582 e grazie mille anche a te @Lauram :rosa:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Kikkiche bello cominciare con un po' di tenerezza, mi ricorda tanto l'assalto al mio papà; ultima di cinque femmine ero quella che teneva sul punto più alto  il collo. Che meraviglia guardare il mondo dal lassù!

Leggere il tuo pezzo credo spalanchi la porta su felici memorie a tutti coloro che hanno avuto fratelli e un papà da "assalire". Concordo con @bwv582, il punto più disarmonico riguarda la frase delle "gambe lunghe". Per quanto riguarda la frase finale invece mi sono fatta un'idea (ma non voglio confonderti), la ritengo ottima per il lettore pigro. Esistono questi tipi di lettori, sapete!? Sono quelli che non rinunciano all'ultimo boccone di frutta. Lo hanno capito come finisce la storia ma vogliono che l'immagine sia completa, a scanzo di equivoci o inutili dubbi. 

Brava, come sempre

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Mi piace il messaggio di solidarietà che riesci a trasmettere, finché si gioca va bene un po' di sopraffazione, ci sta; si impara così a farsi valere, a temprarsi nelle lotte che dovremo affrontare in futuro, ma nei sentimenti tutto cambia. Sostegno, rispetto e collaborazione, sono gli altri aspetti che ci renderanno migliori. Questo racconto suggerisce perfino l'idea di quanto sia sbagliato pensare che un figlio sia più che sufficiente. L'armonia di una famiglia numerosa non ha paragoni. Vedi a quante cose mi ha fatto pensare il tuo "raccontino"?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

ultima di cinque femmine ero quella che teneva sul punto più alto  il collo. Che meraviglia guardare il mondo dal lassù!

tutte e cinque contenporaneamente in braccio? Era Hulk tuo papà? Comunque anche a me succedeva ed era bellissimo!

2 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

il punto più disarmonico riguarda la frase delle "gambe lunghe".

la riguarderò; io non ci trovavo niente di strano invece

2 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Lo hanno capito come finisce la storia ma vogliono che l'immagine sia completa, a scanzo di equivoci o inutili dubbi. 

capisco cosa intendi, ma forse si può rimaneggiare un po' per avere un effetto a metà

 

2 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Vedi a quante cose mi ha fatto pensare il tuo "raccontino"?

:rosa:

Grazie mille cara @Adelaide J. Pellitteri

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Kikki

 

Bello anche questo... l'idea è più piccolina, ma le scene sono azzeccate in tutto.

Unica cosa, secondo me, puoi valutare di variare ogni tanto i "come" delle similitudini, con "simili a" "sembravano" etc..

 

Ciao!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Che bello trovari da queste parti @AndC:flower:

2 ore fa, AndC ha scritto:

puoi valutare di variare ogni tanto i "come" delle similitudini, con "simili a" "sembravano" etc.

valuto di sicuro, grazie!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il racconto è ambientato in un tranquillo scenario domestico dove i colpi di scena non sono previsti. La trama è semplice e lineare, ma invita chiunque di noi in quanto figlio, fratello o genitore a fare delle riflessioni paragonando la situazione raccontata alle proprie esperienze personali. Greta e Leo sono una coppia di fratellini dove Greta è la sorella maggiore e quindi in quel momento è più agile, veloce e sveglia di Leo. E' facile e bello pensare che nel proseguimento della loro esistenza i ruoli potranno invertirsi, e già tra qualche anno probabilmente sarà Leo ad avere atteggiamenti protettivi nei confronti della sorella. Gli altri due personaggi del racconto sono il papà e la mamma dei fratellini, che appaiono come due genitori dai comportamenti canonici nel rispetto dei loro rispettivi ruoli. Ho riscontrato una scrittura scorrevole e piacevole, semplice e con una buona sintassi, oltre che curata nella punteggiatura e priva di errori. La lettura del racconto mi ha trasmesso nel complesso sensazioni di serenità e mi ha rilassato. Penso che l'autrice abbia quindi raggiunto il proprio obiettivo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Piacere di rileggerti @Kikki, lo avevo fatto appena avevi pubblicato il racconto ed ora provo a commentarlo.

 

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

«Sono io il capitano dei pirati!» urla Greta puntando la spada verso il lampadario. «Tu devi ubbidire, perché sei piccolo! Fulmini e saette!»

«Anche io voglio comandare, uffa, mi fai sempre pulire il ponte della nave! Non è giusto!»

 

L'inizio mi piace molto: dialoghi diretti che sottintendono la situazione e la differenza tra i due fratelli senza specificare

 

 

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

«Aspetta» Greta raddrizza il cappellaccio nero e solleva la benda dall’occhio. «Sento qualcosa... Di vedetta, nostromo!»

 

Le prime frasi sono quasi tutte esclamazioni, forse andava anche qui?

 

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

«Sono a casa». Bum, la porta d’entrata si chiude al piano di sotto.

Greta e Leo, immobili come gatti, si fissano con gli occhi spalancati.

«C’è nessuno?» chiama di nuovo papà.

 

 

C'è qualcosa che non mi torna. Se il papà chiama di nuovo, vuol dire che la prima volta chiama con la frase pronunciata "Sono a casa", se ho inteso bene. Se è così, a me trasmette più una riflessione o un pensiero del papà: finalmente sono a casa, dopo una lunga giornata di lavoro, più che una chiamata per attirare l'attenzione. O invece  è il bum la prima chiamata, il rumore che fa paralizzare Greta e Leo? Che sottintende l'arrivo del papà?

 

 

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

 

«Corri, Leo. Fulmini e saette!»

I bambini sfrecciano lungo il corridoio e poi balzano di scalino in scalino. Però Leo ha le gambe corte e perde terreno. Prova ad accelerare, ma quando arriva in fondo alle scale, Greta sta già balzando tra le braccia di papà.

«Anche io, papà, prendi anche me». Leo tira i pantaloni di papà, barcollando e con le guance rosse.

«No, sono arrivata prima io! Devi correre più veloce, Leo».

«Ma tu hai le gambe più lunghe! Non è giusto» punta i piedi Leo, ma sua sorella è un capitano severo. Con lei le scuse non attaccano mai. Ha sempre ragione. Ma papà è un comandante più importante di Greta: sarà lui a decidere. «E allora facciamo di nuovo la gara. Possiamo papà

«Certo!»

 

 

Secondo me la prima frase si può omettere, non mi sembra influente.

La risposta di Greta in grassetto mi sembra troppo articolata. Lei ha raggiunto lo scopo: arrivare prima. Tra fratelli è nota la gelosia verso i genitori, voler avere le attenzioni esclusive. Le avrei fatto dire tipo: "Il papà è mio."

Mi sono permesso di tagliare qualche parola, mi sembrava che non scorresse bene la frase.

 

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

 

All’ultimo gradino Leo inciampa e cade lungo disteso sul tappeto; subito dopo scoppia a piangere e a battere i piedi per terra.

«Fulmini e saette!» Greta frena, guarda papà che ormai è a portata di mano, poi sbuffa, si gira e torna dal fratello.

«Non piangere, Leo», dice Greta. «Dai, alzati, ci riproviamo insieme».

 

 

Va sempre a finire così: qualcuno si fa male e piange.

Metterei lo consola Greta e un altro taglietto.

 

Concordo nel togliere l'ultima frase.

 

Anche a me ha trasmesso una gran tenerezza. Nella realtà succede spesso che se un fratellino piange o si fa male, l'altro se ne frega altamente. Qui invece Greta dimostra un affetto e una forte sensibilità , prima lo  maltratta un po', fa il capo, ma nei momenti di difficoltà esce fuori il suo animo sensibile. Un messaggio sincero, assolutamente non buonista.

Mi ha colpito la disinvoltura dei dialoghi diretti, ben scritti, che riescono a farti immedesimare nella situazione.

Alla prossima lettura

 

 

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Kasimiro:) 

Il 25/11/2019 alle 00:43, Kasimiro ha scritto:

n la frase pronunciata "Sono a casa",

il papà entra in casa e grida: Sono a casa. È come una parola d'ordine e i suoi figli corrono a dargli il benvenuto.

Il 25/11/2019 alle 00:43, Kasimiro ha scritto:

Qui invece Greta dimostra un affetto e una forte sensibilità

succede anche questo nella realtà :)

Il 25/11/2019 alle 00:43, Kasimiro ha scritto:

Mi ha colpito la disinvoltura dei dialoghi diretti, ben scritti, che riescono a farti immedesimare nella situazione.

ti ringrazio, alla prossima lettura!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao @Kikki, è tanto che non leggevo qualcosa di tuo, bello questo racconto!

 

Mi permetto di provare a farti un commento approfondito perché voglio postare. Ho visto che sei stata già molto commentata, spero di non essere ripetitiva. 

 

Parto subito dal tuo dubbio sollevato nei primi commenti (non li ho letto tutti, mi è cascato l'occhio sul primo, per questo ti dicevo che spero di non scrivere cose già dette) :

Il 4/11/2019 alle 07:31, Kikki ha scritto:

, ripensandoci, lo trovo forse un po' troppo moraleggiante e buonista

Allora, nel suo contenuto no. I fratelli as I comportano tra di loro molto spesso così. Litigano, si urlano, si picchiano ma poi sul finale si consolano e si aiutano (almeno le mie figlie fanno così, io dico che il loro è amore/odioxD). Però la frase finale

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Questa volta nessuno arriva primo, ma vincono tutti.

Potrebbe essere evitata. Ammetto che questo tipo di chiusure le trovo spesso nei libri per le mie bambine,non so se è un modo tipico di chiudere le storie. In ogni caso il tuo racconto, secondo me, non ne ha bisogno. 

Ti aggiungo, a conferma che non suoni moraleggiante, che di recente è uscito "Ugly Dolls", ho portato la mia ragazza "grande" (4 anni) a vederlo e c'è una scena che somiglia un po' al tuo racconto. La protagonista, Moxy, rinuncia (apparentemente) a vincere la ma gara per tornare indietro e consolare un bebè-robot. In realtà vince lei perché quello era lo scopo. (non spoilero oltre per chi fosse interessato). 

 

L'incipit potrebbe essere un po' asciugato

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Sono io il capitano dei pirati!» urla Greta puntando la spada verso il lampadario. «Tu devi ubbidire, perché sei piccolo! Fulmini e saette!»

«Anche io voglio comandare, uffa, mi fai sempre pulire il ponte della nave! Non è giusto!»

 

Un mio suggerimento:

 

«Tu devi ubbidire, perché sei piccolo! Fulmini e saette!» urla Greta puntando la spada verso il lampadario. 

«Anche io voglio fare il capitano, uffa, devo sempre pulire il ponte della nave! Non è giusto!»

 

 

Le parole che Leo storpia, secondo me, stanno meglio in corsivo

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Io voglio essere il capitano, non il trostrono e neanche uno zozzo. Io voglio.

 

Anche il "bum" forse sta meglio in corsivo 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Sono a casa». Bum, la porta d’entr

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

«Ma tu hai le gambe più lunghe! Non è giusto»

Ecco, questo ragionamento non so quanto sia da bambino piccolo. Tu non specifichi l'età dei due fratelli, però non riesco a immaginare Leo in età scolare. Forse la risposta più appropriata potrebbe essere "Tu sei più grande di me, non vale". 

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Leo, ma sua sorella è un capitano severo. Con lei le scuse non attaccano mai. Ha sempre ragione. Ma papà

Due "ma" così ravvicinati si sentono, forse sarebbe meglio eliminarne uno. 

Tanto più che nel testo ne usi moltissimi, sia nei dialoghi che nel corpo del racconto. Qualcuno lo sostituirei con qualcos'altro. 

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Questa volta sono io il primo» 

"Sarò" mi suonerebbe meglio, in fondo la gara deve ancora cominciare. 

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Concentrati, come in una gara vera, i bambini corrono verso il traguardo.

Io non la metterei quell'inciso, per un bambino certe competizioni sono gare vere. Inoltre, con quella frase, esci un po' dal punto di vista dei bambini, è una considerazione  da adulti. 

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Bambini, andate piano» avverte la mamma che li sente arrivare dalla cucina. «Papà prende in braccio tutti e due».

Questa scena succede infinite volte anche a casa mia. Quando torna il padre, lemie ragazze se li contendono come impazzite. 

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

All’ultimo gradino Leo inciampa e cade lungo disteso sul tappeto; subito dopo scoppia a piangere e a battere i piedi per terra.

Quel "subito dopo" non mi suona fantastico. Potresti mettere un punto fermo e cominciare la frase con "scoppia a piangere". Secondo me si capisce che è un effetto immediato della caduta. 

 

Per quanto riguarda la frase finale, come ti dicevo, la puoi tranquillamente eliminare oppure sostituire con qualcosa del tipo: eccoli tutti e due tra le braccia di papà. 

 

Il racconto mi è piaciuto molto, il tuo stile semplice e lineare è sempre molto piacevole e le storie tenere e dolci. 

 

Spero di esserti stata utile. 

 

Talia 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buon pomeriggio mia cara @Kikki:sss: posso dire che mi manchi?:arrossire:

 

Il tuo racconto mi piace, è fresco e sa di "cose da bambini". È straordinario come fai sentire i toni dei due fratellini, sei bravissima. Il testo è scorrevole ed è scritto bene. Ti faccio solo delle piccole annotazioni.

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

«Sono a casa». Bum, la porta d’entrata si chiude al piano di sotto.

Personalmente non mi piace il suono Bum

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Greta e Leo, immobili come gatti, si fissano con gli occhi spalancati.

Bellissima immagine.

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

«Corri, Leo. Fulmini e saette!»

I bambini sfrecciano lungo il corridoio e poi balzano di scalino in scalino. Però Leo ha le gambe corte e perde terreno. Prova ad accelerare, ma quando arriva in fondo alle scale, Greta sta già balzando tra le braccia di papà.

«Anche io, papà, prendi anche me». Leo tira i pantaloni di papà, barcollando e con le guance rosse.

«No, sono arrivata prima io! Devi correre più veloce, Leo».

Questa parte, mi strapiace:D

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

I bambini si precipitano al piano di sopra, spingendosi e scivolando: Greta davanti, Leo dietro.

Sono puntigliosa: perchè scivolare?

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Ma Leo e Greta sono troppo attenti alla gara per ascoltarla. Vogliono arrivare primi, e saltano gli scalini come conigli.

Qui cancellerei: alla gara. Per non ripetere sopra.

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

«Fulmini e saette!» Greta frena, guarda papà che ormai è a portata di mano, poi sbuffa, si gira e torna dal fratello.

«Non piangere, Leo», dice Greta. «Dai, alzati, ci riproviamo insieme».

<3Bimba solidale.

 

Il 2/11/2019 alle 08:30, Kikki ha scritto:

Leo si alza senza voglia, ma afferra la mano di sua sorella che lo trascina su per i primi scalini.

Stona: senza voglia.

 

Conclusione: sai quando un racconto soddisfa proprio?^^questo ha la capacità di farlo. Leo ha le gambe più corte perchè è più piccolo di Greta? No, non me lo dire. Sto immaginando una cosa straordinaria che non voglio svelare, essendo di parte. Comunque sia, viva la solidarietà anche tra fratelli.

Un bacio  - Flo -

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buongiorno cara @Talia:)

19 ore fa, Talia ha scritto:
Il 2/11/2019 alle 09:30, Kikki ha scritto:

Questa volta nessuno arriva primo, ma vincono tutti.

Potrebbe essere evitata.

sono d'accordissimo! Invece alla fine è stata tenuta

 

19 ore fa, Talia ha scritto:

"Ugly Dolls", ho portato la mia ragazza "grande" (4 anni) a

mai sentito, cercherò

19 ore fa, Talia ha scritto:

«Tu devi ubbidire, perché sei piccolo! Fulmini e saette!» urla Greta puntando la spada verso il lampadario. 

«Anche io voglio fare il capitano, uffa, devo sempre pulire il ponte della nave! Non è giusto!»

hai ragione, mi piace

19 ore fa, Talia ha scritto:

Io non la metterei quell'inciso, per un bambino certe competizioni sono gare vere. Inoltre, con quella frase, esci un po' dal punto di vista dei bambini, è una considerazione  da adulti. 

hai ragione anche qui

19 ore fa, Talia ha scritto:

l racconto mi è piaciuto molto, il tuo stile semplice e lineare è sempre molto piacevole e le storie tenere e dolci. 

sono molto contenta, grazie mille :rosa:

 

Buongiorno cara Flo, sono proprio felice di trovarti qui :hug:

14 ore fa, Floriana ha scritto:

Il tuo racconto mi piace, è fresco e sa di "cose da bambini". È straordinario come fai sentire i toni dei due fratellini, sei bravissima. Il testo è scorrevole ed è scritto bene.

grazie, sono proprio contenta che ti sia piaciuto

14 ore fa, Floriana ha scritto:
Quota

I bambini si precipitano al piano di sopra, spingendosi e scivolando: Greta davanti, Leo dietro.

Sono puntigliosa: perchè scivolare?

perché nella mia testa i bambini indossano solo i calzini ai piedi e corrono su un pavimento coperto di legno, di quelli che si lucidano sulla cera e si fanno gli scivoloni, anche a posta se uno vuole. Comunque queste sono tutte informazioni rimaste dentro la mia testa :arrossire:

14 ore fa, Floriana ha scritto:
Quota

Ma Leo e Greta sono troppo attenti alla gara per ascoltarla. Vogliono arrivare primi, e saltano gli scalini come conigli.

Qui cancellerei: alla gara. Per non ripetere sopra.

giusto

14 ore fa, Floriana ha scritto:

sai quando un racconto soddisfa proprio?^^questo ha la capacità di farlo.

ma sai che questa è una delle cose che mi abbiano mai detto? Grazie mille, cara Flo :rosa:

 

14 ore fa, Floriana ha scritto:

Comunque sia, viva la solidarietà anche tra fratelli.

evviva la solidarietà tra fratelli e anche tra non fratelli, comunque siano le gambe di Leo ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×