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Paolino aveva una dote.

Era veloce.

Era così rapido nel fare le cose che a volte versava l'olio nel latte o il sale nel tè, la maionese sullo spazzolino da denti, infilava la scarpa blu nel piede destro e quella rossa nel sinistro.

“Paolino, le scarpe!” Esclamò sconsolata la mamma.

“Beh! Che c'è di strano, vanno di moda.”

“Devi stare più tranquillo. Non c'è bisogno che tu faccia le cose sempre di fretta.”

“Non sono io che sono veloce, siete voi che siete troppo lenti.”

“Non è questione solo di velocità. È che non riesci a star fermo più di un minuto!”

“Non è vero! Quando dormo sto fermo anche per otto ore!”

La mamma decise di iscriverlo a un corso di yoga per bambini.

L'istruttrice dava le indicazioni: “Respirate profondamente, tenete le braccia in alto per alcuni secondi, poi abbassatele lentamen...” Ma Paolino le agitava senza interruzione rotolandosi sul pavimento da una parte all'altra.

Si fermò, guardò l'istruttrice e disse: “Così va bene?”

I genitori provarono a pensare ad altre soluzioni per rallentarlo o cercare di farlo meditare.

Tentarono con un corso di scacchi.

Ma Paolino, oltre che essere veloce, era anche molto intelligente e dava scacco matto a chiunque in poche mosse.

“Chissà! Forse avrà un futuro da matematico!” Pensò la mamma.

Alla mattina e alla sera provarono con infusi di valeriana e camomilla che non avevano molto effetto. Torturava anche la sorellina Katrina non lasciandola mai in pace; per fortuna aveva una pazienza infinita e sopportava amorevolmente il suo fratellone.

Una sera, mentre guardava la tv insieme alla famiglia, evento raro, rimase incuriosito da un documentario sugli animali della foresta amazzonica. In particolare destò la sua attenzione la descrizione e le immagini del Bradipo.

Paolino rimase per un attimo con gli occhi sgranati sentendo il commentatore che parlava di questo particolare animale:

“...possono dormire fino a 20 ore al giorno, vivono esclusivamente sugli alberi e sono lentissimi, spesso rimangono fermi per molte ore confondendosi tra le foglie, sfuggendo così ai predatori. Scendono dall'albero solo per fare i propri bisogni una volta ogni 10 giorni circa...”

“Mamma! Papà! Questo animale sta decisamente male, bisogna far qualcosa per aiutarlo!”

“Non sta affatto male! E' proprio fatto così! La natura gli ha dato queste caratteristiche.”

Paolino rimase perplesso a pensare: “Come è possibile vivere così?”

Quella notte non riusciva a prendere sonno, la mente tornava di continuo a quel lento animale.

Alla fine si addormentò ed iniziò a sognare

...vestiva i panni di una piccola scimmia che saltava da un ramo all'altro finché si ritrovò di fronte, faccia a faccia, il bradipo, che naturalmente rimase immobile. Questi lo fissò mentre lentamente si portava alla bocca una foglia, iniziando a masticare. Paolino rimase come ipnotizzato dallo sguardo dell'animale ed iniziò a seguirlo lentamente masticando anch'egli una foglia...

Quella mattina si svegliò con le mandibole in movimento, quasi stesse ruminando ancora le foglie. Si alzò, allungò lentamente lo sguardo verso lo specchio, temendo di non rivedere la propria faccia ma quella di un bradipo.

Invece...

Ritrovò proprio Paolino, anzi, Speedy Paolino.

Si lavò il viso, le ascelle e contemporaneamente i denti, mentre faceva la pipì da seduto. Si infilo due calzini diversi, la maglia al contrario e i pantaloni senza mutande.

Bevve il tè coi biscotti, anche se in realtà era brodo di gallina preparato la sera prima dalla mamma, ma lui non se ne accorse, anzi lo apprezzò molto. Si infilò le scarpe, prese lo zaino ed entrò nella camera dei genitori dicendo: “Sono pronto per andare a scuola.”

La mamma alzò lo sguardo e disse: “Paolino! Sono le quattro e mezza. Torna a letto a dormire.”

“Neanche per sogno! - rispose - Aspetto buono buono sul divano che arrivi l'ora.”

Dopo un po' guardò fuori dalla finestra e osservò qualcosa che non aveva mai visto prima: L'alba.

E rimase lì, immobile.

 

 

 

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Buongiorno @Kasimiro:) non è la prima volta che ti leggo, ma credo sia la prima che ti lascio un commento.

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Era così rapido nel fare le cose che a volte versava l'olio nel latte o il sale nel tè, la maionese sullo spazzolino da denti, infilava la scarpa blu nel piede destro e quella rossa nel sinistro.

più che rapido a me qui dà l'idea di essere distratto e perso nel suo mondo. Aggiungerei una frase per dire che la sua super velocità lo porta a non dare importanza a niente altro eccetto il fare tutto in fretta. Non credo sia così ovvio, o magari puoi far dire a qualcuno: Presto e bene non stanno insieme.

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

le scarpe!” Esclamò sconsolata la

qui puoi lasciare la minuscola in esclamò; quando usi i verbi attributivi (disse, sussurò, mormorò, esclamò e via dicendo) vanno con la minuscola

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

e camomilla che non avevano molto effetto.

se dici non avevano molto effetto, annulli il significato della frase. O non avevano effetto e quindi Paolino continuava a comportarsi come prima di bere infusi, oppure avevano poco effetto, tanto che Paolino ci metteva due secondi invece che uno per fare colazione (solo un esempio)

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Torturava anche la sorellina Katrina non lasciandola mai in pace;

qui metterei qualcosa in più, dare qualche esempio di tortura alla sorellina per renderlo più visivo, come hai fatto nella frase che ti riporto sotto che, secondo me, funziona molto bene

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

versava l'olio nel latte o il sale nel tè, la maionese sullo spazzolino da denti, infilava la scarpa blu nel piede destro e quella rossa nel sinistro.

la trovo molto divertente e ricca di quelle contraddizioni che fanno ridere i bambini

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

per fortuna aveva una pazienza infinita e sopportava amorevolmente il suo fratellone.

qui serve un lei, insomma, serve un soggetto

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

evento raro, rimase incurio

perché evento raro? Preferiva fare altro oppure perché guardare la tv richiedeva troppa immobilità troppo a lungo? Lo specificherei perché è un dettaglio divertente

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

rimase incuriosito da un document

direi venne incuriosito, rimanere incuriosito mi sembra più una deriva dialettale. Nelle frasi seguenti usi il verbo rimanere almeno altre due volte, mi sembra questo il punto migliore per sostituirlo

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Paolino rimase per un attimo con gli occhi sgranati sentend

qui, per esempio, potresti dire: Paolino sgranò gli occhi sentendo...

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

E' proprio fatto così!

È serve l'accento, non l'apostrofo

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Paolino rimase perplesso a pensare:

qui, sempre per sostituire il verbo rimanere, potresti dire: Paolino era perplesso e pensava:

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

ed iniziò a sognare

via la d da ed; usa la d eufonica solo quando la parola che segue inizia con la stessa vocale. Hai dimenticato forse i due punti dopo sognare

6 ore fa, Kasimiro ha scritto:

prima: L'alba.

ti è scappata una maiuscola

 

Una bella storia, una buona idea secondo me, ma non riesco a capire bene a che età ti rivolgi. Le tue frasi hanno una costruzione semplice che mi fa pensare a un'età compresa tra i 5 e i 7 anni, ma poi usi parole complesse, tipo apprezzare, perplesso, anch'egli.

Usi tantissimi avverbi in mente, troppi a mio parere; potresti provare a sostituirne almeno alcuni. Attenzione al verbo rimanere, non so se sia una tua caratteristica in generale, ma in questo racconto è un vero protagonista. Troverei una formula o una frase o anche solo una parola da ripetere dall'inizio alla fine, come un ritornello. Soprattutto se questo è un racconto rivolto a bambini che iniziano a leggere, devi fare attenzione a rendere loro la vita facile, ma interessante: le parole devono essere non troppo lunghe e non troppo complesse, in modo che non si perda la voglia di proseguire. Oppure ogni tanto potresti dare un premio, un ritornello appunto o qualcosa di sonoro e ripetitivo da leggere con facilità. 

Grazie della lettura @Kasimiro :flower:

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Grazie @Kikki per le letture e le giuste osservazioni. Hai ragione sul fatto di non capire l'età a cui mi rivolgo, perché anch'io non l'ho bene focalizzata. Diciamo che idealmente mi piacerebbe rivolgermi a un lettore dai 6 ai 99 anni, come certi giochi di società; oppure semplicemente dai sei.

Mi piace il linguaggio semplice e immediato ma allo stesso tempo introdurre spunti di riflessione che il bambino potrebbe non  cogliere da solo (o forse sì). Credo che il ruolo dell'adulto sia importante nell'accompagnare la lettura e trovare le risposte o i dubbi che il bambino ti pone (compito difficilissimo).

Paolino me lo ero immaginato come un bambino con un leggero disturbo di ipercinesia, molto frequente oggi, che rimane colpito e sorpreso da eventi non comprensibili che lo fanno riflettere verso un altro punto di vista e un'altra visione della realtà.

Sono d'accordo che un bambino sia attratto dalla ripetizione di parole o da un ritornello, come la tradizione popolare dimostra. A me non mi viene istintivo questo meccanismo, ma posso lavorarci.

Grazie ancora

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17 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Mi piace il linguaggio semplice e immediato ma allo stesso tempo introdurre spunti di riflessione che il bambino potrebbe non  cogliere da solo

ed è giustissimo farlo. La cosa secondo me più "pericolosa", prendi il termine con molte pinze, è il fatto che a sei anni una bambino comincia a voler leggere da solo. Certo avrà un genitore a portata di mano, o un insegnante, ma io, personalmente, sono d'accordo con quella scuola di pensiero che sostiene che, almeno in principio, il processo vada facilitato almeno un po'. Quindi non dico che secondo me sia sbagliato inserire parole difficili e sconosciute, anche io lo faccio, ma bisognerebbe dare una mano al bambino in questa fase di apprendimento. E né io né te possiamo essere sicuri che verrà accompagnato da un adulto nella lettura. Comunque, scusa, era solo un pensiero che volevo condividere con te a proposito di queste parole che ho trovato nel tuo racconto e che mi hanno fatto riflettere. 

 

17 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Paolino me lo ero immaginato come un bambino con un leggero disturbo di ipercinesia, molto frequente oggi, che rimane colpito e sorpreso da eventi non comprensibili che lo fanno riflettere verso un altro punto di vista e un'altra visione della realtà.

la trovo un'idea molto valida 

17 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Sono d'accordo che un bambino sia attratto dalla ripetizione di parole o da un ritornello, come la tradizione popolare dimostra. A me non mi viene istintivo questo meccanismo, ma posso lavorarci.

non è affatto necessario, anche questa era una mia considerazione e basta, non è detto che le ripetizioni debbano trovarsi ovunque

Buona scrittura @Kasimiro alla prossima storia :libro:

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Ciao @Kasimiro , 

inizio con il dirti che ho trovato la tua idea molto carina e originale; condivido la constatazione di Kiki, per cui vedo il tuo racconto indirizzato ad un pubblico infantile, cionondimeno è pregno di una certa buona filosofia. Ho letto infatti la discussione e mi trovi d'accordo sul cosiddetto "rush", la corsa costante cui le nuove generazioni sembrano essere particolarmente soggette, e che tu hai definito come "ipercinesia" (ossia il termine corretto). In realtà non credo che tu volessi prendere in esame il problema dei "time-obsessed", essendo quindi propenso verso un'ispirazione casuale. In generale il tuo racconto mi è piaciuto, anche se non apprezzo i testi troppo paratattici e le costruzioni dialogiche. 

Vorrei venire adesso a qualche suggerimento di forma:

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Era così rapido nel fare le cose che a volte versava l'olio nel latte o il sale nel tè, la maionese sullo spazzolino da denti, infilava la scarpa blu nel piede destro e quella rossa nel sinistro.

“Paolino, le scarpe!” Esclamò sconsolata la mamma.

 

Dato che poco prima hai utilizzato l'imperfetto (era), il passato prossimo in "esclamò" stona di molto. 

Credo sarebbe stato meglio scrivere: "Paolino, le scarpe!", esclamava sconsolata la mamma. 

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Alla fine si addormentò ed iniziò a sognare

...vestiva i panni

 

Manca la punteggiatura nel primo periodo. 

Non avrei fatto iniziare il secondo con i sospensivi. 

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

anch'egli una foglia...

 

Ho notato la tua tendenza a terminare con i sospensivi, di cui fai un uso piuttosto variegato. Non è una cosa che apprezzo, ma d'altra parte è un parere personale. Io, in genre, ne faccio un uso ridottissimo.

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

La mamma alzò lo sguardo e disse: “Paolino! Sono le quattro e mezza. Torna a letto a dormire.”

“Neanche per sogno! - rispose - Aspetto buono buono sul divano che arrivi l'ora.”

Dopo un po' guardò fuori dalla finestra e osservò qualcosa che non aveva mai visto prima: L'alba.

E rimase lì, immobile.

 

E' un finale che faccio fatica a comprendere, perché non riesco a trarne la morale. A primo acchito mi viene da pensare che semplicemente Paolino abbia deciso (se mai avesse facoltà di farlo) di rimanere accelerato; d'altra parte però mi aspettavo che accadesse qualcosa di più.

Credo che ci sarebbero stati i presupposti, data l'originalità dell'idea, per non far tramontare il racconto in un finale che lascia l'amaro in bocca.

Cosa gli è rimasto del bradipo? Non prova ad accelerarlo? O magari si rallenta lui per effetto visivo? 

Insomma, manca, a parer mio, quell'azione necessaria. 

Credo che alla base di questo ci sia l'aver scritto di getto e non esser poi riuscito a trovare un finale adeguato, cosa peraltro comunissima, ma ti suggerisco di analizzare la storia di nuovo e sfruttare tutte le sue potenzialità.

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Si lavò il viso, le ascelle e contemporaneamente i denti, mentre faceva la pipì da seduto. Si infilo due calzini diversi, la maglia al contrario e i pantaloni senza mutande.

Bevve il tè coi biscotti, anche se in realtà era brodo di gallina preparato la sera prima dalla mamma, ma lui non se ne accorse, anzi lo apprezzò molto.

 

Mi piacciono moltissimo queste esplicazioni, sono simpatiche e anche se, come ha detto Kiki, queste azioni sembrano più legate alla distrazione che alla rapidità, riescono a farsi spazio e ad emergere. 

 

Concludendo, del tuo racconto mi è piaciuta moltissimo l'idea (che ti invito a sviluppare ancora e in modo più completo). Mi sono piaciute alcune delle frasi che hai usato, ma non ho apprezzato lo stile paratattico e il fatto che andassi costantemente a capo, quasi come se stessi scrivendo un inno. La costruzione dialogica, a mio avviso, deve essere breve e spiegare quanto basta, ma è semplicemente un gusto personale. Attenzione alla punteggiatura e ai tempi verbali, inoltre gli attributivi vanno inseriti in minuscolo e, ho notato, tendi invece a scriverli in maiuscolo, seguendo la punteggiatura del virgolettato.

 

Un saluto, a rileggerti! :)

 

 

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L'idea è carina: un ragazzino così veloce in azione e pensiero da battere tutti a scacchi. Divertente pure il tentativo della respirazione yoga.

L'incontro con il bratipo annuncia la svolta, che però non arriva: non sembra sia cambiato niente, scambia ancora the e brodo, si infila pantaloni senza mutande...

Vede l'alba, sì, questa sembra la novità, ma in che modo questo fatto nuovo "dipende" dall'incontro col bradipo? Sono rimasto deluso dal finale, in un racconto il lettore si aspetta che ogni elemento narrativo abbia una funzione, invece se ci sono nessi fra l'evento "incontro con il bradipo" e "oggi vedo l'alba", io non li ho colti.

In sostanza, che cosa volevi comunicare a chi legge?

 

Era interessante anche l'idea che il bambino ha circa il bradipo che, in quanto lento, starebbe male: occasione per riflettere sulla relatività delle percezioni.

 

La scrittura va via scorrevole, si fa leggere piacevolmente. Ci sono tanti spunti - la lezione yoga, i dispetti alla sorella, i tentativi dei genitori, il potenziale futuro da matematico - che potrebbero essere estesi, aggiungendo particolari per dare maggiore sostanza alla figura del bambino velocissimo. Però credo si debba alla fine arrivare a uno stato diverso da quello da cui si è partiti.

 

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Paolino aveva una dote.

Era veloce. 

Qui metterei due punti dopo "dote", perchè andare a capo?

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

“Chissà! Forse avrà un futuro da matematico!” Pensò la mamma. 

Personalmente preferisco usare le virgolette solo quando tutto il periodo è dialogo.
Si potrebbe scrivere:

Chissà, forse avrà un futuro da matematico, pensò la mamma. 

Oppure:

La mamma pensò che forse avrebbe avuto un futuro da matematico.  [così è pesante, meglio la tua versione].

Ma su questo le scuole di pensiero sono le più diverse, così come i gusti, e non vorrei impelagarmi :) in esercizi di stile.

 

Stefano

 

 

 

 

 

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Ciao @Freedom Writer grazie per la lettura e i preziosi consigli. In questo tuo commento:  "Credo che alla base di questo ci sia l'aver scritto di getto e non esser poi riuscito a trovare un finale adeguato, cosa peraltro comunissima" credo che cogli l'essenza del modo in cui ho scritto. Paolino forse è così veloce anche perché è annoiato dalla routine di tutti i giorni, dal fare le stesse cose senza particolari stimoli. La presenza del bradipo lo destabilizza parzialmente sulla possibilità di vivere in un altro modo. Il finale dell'alba mi rendo conto che è buttato lì. È anche un po' banale ma nonostante tutto mi fa sempre pensare: quante albe abbiamo visto nella nostra vita? Un turnista parecchie, ma mi capita di sentire gente che non l'ha mai vista. E Paolino di fronte a un evento che accade tutti i giorni al quale non aveva mai pensato rimane sorpreso, sospeso, si spezza quel meccanismo di cinesia, non si sa però per quanto.

Hai ragione sui puntini...

Grazie @Stevesteve , in effetti non c'è un nesso esplicito tra il bradipo e l'alba, come dicevo sono due eventi che destabilizzano Paolino dalla sua frenesia. Concordo sul racconto un po' acerbo e che può essere sviluppato, una bella revisionata è doverosa.

Grazie

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Buonasera:)@Kasimiro, piacere di leggerti. Il tuo titolo mi ha dato una forte emozione, Speedy era il soprannome della mia carrozzina elettrica<3 . Leggiamo un po il tuo racconto.

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Paolino aveva una dote.

Era veloce.

Era così rapido nel fare le cose che a volte versava l'olio nel latte o il sale nel tè, la maionese sullo spazzolino da denti, infilava la scarpa blu nel piede destro e quella rossa nel sinistro.

“Paolino, le scarpe!” Esclamò sconsolata la mamma.

Immagino un supereroe, tipo flash:asd:

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

“Beh! Che c'è di strano, vanno di moda.”

“Devi stare più tranquillo. Non c'è bisogno che tu faccia le cose sempre di fretta.”

“Non sono io che sono veloce, siete voi che siete troppo lenti.”

“Non è questione solo di velocità. È che non riesci a star fermo più di un minuto!”

“Non è vero! Quando dormo sto fermo anche per otto ore!”

Dialogo molto scorrevole ma preferirei i punti caporali.

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

La mamma decise di iscriverlo a un corso di yoga per bambini. Qui non andrei a capo L'istruttrice dava le indicazioni: “Respirate profondamente, tenete le braccia in alto per alcuni secondi, poi abbassatele lentamen...” Ma Paolino le agitava senza interruzione rotolandosi sul pavimento da una parte all'altra.

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

I genitori provarono a pensare ad altre soluzioni per rallentarlo o cercare di farlo meditare. Anche qui non andrei a capo Tentarono con un corso di scacchi. Anche qui Ma Paolino, oltre che essere veloce, era anche molto intelligente e dava scacco matto a chiunque in poche mosse.

:asd:

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Una sera, mentre guardava la tv insieme alla famiglia, evento raro, rimase incuriosito da un documentario sugli animali della foresta amazzonica. In particolare destò la sua attenzione la descrizione e le immagini del Bradipo.

Direi: sulla descrizione e sulle immagine del bradipo.  Perchè metti B maiuscola?

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Paolino rimase per un attimo con gli occhi sgranati sentendo il commentatore che parlava di questo particolare animale: Qui non andrei a capo “...possono dormire fino a 20 ore al giorno, vivono esclusivamente sugli alberi e sono lentissimi, spesso rimangono fermi per molte ore confondendosi tra le foglie, sfuggendo così ai predatori. Scendono dall'albero solo per fare i propri bisogni una volta ogni 10 giorni circa...”

Frase molto scorrevole.

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Paolino rimase perplesso a pensare: “Come è possibile vivere così?”

Qui Paolino pensa quindi metterei i trattini - Come è possibile vivere così -

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Quella notte non riusciva a prendere sonno, la mente tornava di continuo a quel lento animale. Qui non andrei a capo Alla fine si addormentò ed iniziò a sognare

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

...vestiva i panni di una piccola scimmia che saltava da un ramo all'altro finché si ritrovò di fronte, faccia a faccia, il bradipo, che naturalmente rimase immobile. Questi lo fissò mentre lentamente si portava alla bocca una foglia, iniziando a masticare. Paolino rimase come ipnotizzato dallo sguardo dell'animale ed iniziò a seguirlo lentamente masticando anch'egli una foglia...

Annotazioni: perchè inserisci i punti di sospensione? Correggi: Questo lo fissò 

Correggi ma non sono sicura: masticando anch'esso

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Quella mattina si svegliò con le mandibole in movimento, quasi stesse ruminando ancora le foglie. Si alzò, allungò lentamente lo sguardo verso lo specchio, temendo di non rivedere la propria faccia ma quella di un bradipo.

Invece...

Ritrovò proprio Paolino, anzi, Speedy Paolino.

Perchè vai a capo così tante volte?

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Si lavò il viso, le ascelle e contemporaneamente i denti, mentre faceva la pipì da seduto. Si infilo due calzini diversi, la maglia al contrario e i pantaloni senza mutande.

Bevve il tè coi biscotti, anche se in realtà era brodo di gallina preparato la sera prima dalla mamma, ma lui non se ne accorse, anzi lo apprezzò molto. Si infilò le scarpe, prese lo zaino ed entrò nella camera dei genitori dicendo: “Sono pronto per andare a scuola.”

La mamma alzò lo sguardo e disse: “Paolino! Sono le quattro e mezza. Torna a letto a dormire.”

:asd:

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Dopo un po' guardò fuori dalla finestra e osservò qualcosa che non aveva mai visto prima: L'alba.

E rimase lì, immobile.

Aggiungerei  meravigliato. Il finale fa più effetto.

 

Conclusione: racconto scorrevole, molto piacevole anche se a mio avviso deve essere curato esteticamente,  eliminando qualche invio e sistemando i vari dialoghi inserendo i punti caporali. La fine la trovo molto bella, ogni lettore la può interpretare come vuole.

Buona continuazione.

:sss:Floriana

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Grazie @Floriana per la lettura e i commenti

 

Il 1/11/2019 alle 23:36, Kasimiro ha scritto:

Quella mattina si svegliò con le mandibole in movimento, quasi stesse ruminando ancora le foglie. Si alzò, allungò lentamente lo sguardo verso lo specchio, temendo di non rivedere la propria faccia ma quella di un bradipo.

Invece...

Ritrovò proprio Paolino, anzi, Speedy Paolino.

Perchè vai a capo così tante volte?

 

Non so, mi viene così. Forse per dare delle pause alle frasi e creare degli stacchi fra ogni pensiero. Altre volte mi era successo di non andare a capo quasi mai,  devo trovare il mio equilibrio. Sono un po' un improvvisatore della scrittura e questi consigli mi aiutano.

 

Conclusione: racconto scorrevole, molto piacevole anche se a mio avviso deve essere curato esteticamente,  eliminando qualche invio e sistemando i vari dialoghi inserendo i punti caporali. La fine la trovo molto bella, ogni lettore la può interpretare come vuole.

Buona continuazione.

Floriana

 

Sono d'accordo che andrebbe maggiormente curato esteticamente, anche questa è una dote. 

Che dire, grazie per le parole e  alla prossima.

 

 

 

 

 

 

 

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