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mina99

[H2019] Prison Blackout: Il labirinto della realtà

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commento

Traccia 6

 

E così mi ritrovo in cella. Non riesco ancora a realizzare: sono in custodia cautelare con l’accusa tendenziosa di aver assassinato due poliziotti. Sto a terra con le gambe incrociate, la fronte poggiata alle sbarre fredde, lo sguardo fisso su una montagnetta di mosche morte disposte a piramide nel corridoio.

L’uomo dalla cella di fronte mi rivolge la parola. Mi fa i complimenti per la cravatta – ho ancora gli abiti da lavoro – e poi comincia a blaterare. Ascolto la metà di quello che dice solo a metà e ne comprendo meno della metà. Ripete che questa non è la realtà, che siamo stati incastrati. Prosegue lamentandosi di come la città stia impazzendo, portando come esempi la coppia di giovani recentemente scoperta essere coinvolta nello schiavismo minorile e i due poliziotti che andavano in giro a uccidere in nome di Gesù. Comunque è gentile e lo ringrazio quando mi dice che sa che non sono colpevole.

Mentre l’omone sta ancora parlando da solo, ogni luce di botto si spegne, e al contempo scatta una sirena assordante. La porta della cella intanto si è spalancata. Anche la cella di fronte a me è aperta, e dev’essere così in tutto il carcere, perché sento nel corridoio gli altri prigionieri che stanno uscendo, mormorando. Mi alzo in piedi e l’uomo con cui stavo parlando è ora di fronte a me. Mi chiede di seguirlo, agitato. Mi rifiuto e lui mi afferra per un braccio e mi trascina fuori nel buio. Provo a protestare ma è inutile.

Le nostre celle sono vicino all’uscita del corridoio e uno spiraglio di luce riesce a filtrare dalla finestrella di vetro opaco della porta blindata. Gli altri prigionieri si stanno accalcando nel tentativo di buttarla giù. Non voglio essere parte di una sommossa. Sento uno sparo dall’esterno e vedo un corpo andare a sbattere contro la finestrella, oscurandola. Poi scivola giù e rimane una grande macchia rossa.

La urla feroci si mischiano al pianto della sirena e l’agitazione aumenta, ma la porta non si sposta di un millimetro. Ancora immobile per il trauma, sento l’uomo che mi afferra e mi sussurra di andare. Lo seguo docile alle nostre celle. Sulla mia branda intravedo nel buio una figura anziana che mi fissa in un sorriso selvaggio. Faccio un passo ma la figura si lascia cadere contro la parete, sparendovi dentro. Varco la soglia e raggiungo la branda: il muro è solido.

Le urla si trasformano in grida di terrore: il suono mi ricorda il verso di un maiale scannato. Una dopo l’altra le voci si spengono, finché l’unico suono che rimane è quello della sirena. Esco in corridoio, accanto all’uomo, arrancando nell’oscurità. Nell’aria si sta diffondendo l’odore metallico del sangue. L’uomo mi dice di correre e scappiamo dalla parte opposta alla porta blindata. Un gran numero di scalpicci si lancia al nostro inseguimento. Mi volto ma non vedo nulla.

In fondo al corridoio c’è un bivio e senza un dubbio l’uomo svolta a destra e io lo seguo. Passiamo accanto a una serie di celle, ramificazioni e corridoi. È troppo buio per capire qualcosa e la sirena mi sta uccidendo. D’improvviso sento un dolore lancinante trafiggermi la caviglia. Urlo e cado a terra. Qualcosa mi sta azzannando la gamba, ringhiando e schiumando. Altre creature abbaiano. Cerco di divincolarmi e l’uomo calcia via l’animale, afferrandomi la mano e sorreggendomi nella fuga.

Entriamo in una cella e ci nascondiamo nell’armadio. Mi prendo un attimo per concentrarmi sul dolore e, la testa che pulsa per la sirena, cerco di appoggiarmi alla parete. Cado all’indietro e sono di nuovo al centro di un corridoio. Mi alzo in piedi con incredulità. È troppo buio e non ho abbastanza lucidità per ragionare. L’uomo mi sprona a proseguire, dicendo che dobbiamo trovare un’uscita diversa da questa. Questa? Nella penombra mi accorgo che ci troviamo davanti a una pila di cadaveri ammucchiati davanti alla porta blindata, con centinaia di mosche che ronzano attorno.

Trattenendo un conato mi volto e mi costringo a seguire l’uomo. In fondo al corridoio giriamo a sinistra e una visione terrificante ci si para davanti. A mezzaria si trova uno squarcio slabbrato, come se qualcuno abbia tagliato il tessuto della realtà. Al di là dello squarcio brilla un cielo notturno su un mare di sangue, alla cui riva un ragazzo sta strangolando una ragazza. Allungo una mano e lo squarcio sparisce. Il mio compagno è impassibile e continua a camminare. Mi fa sempre più male la testa. Vorrei dormire per sempre, ma non faccio altro che trascinarmi avanti.

L’uomo al mio fianco dice che non dobbiamo lasciarci distrarre. Dopo un tempo incalcolabile, sento odore di sangue e mi accorgo che siamo tornati alla porta blindata. Stiamo girando in tondo? C’è qualcosa di diverso nei cadaveri, ma non riesco a vedere. Mi sento male e i pochi colori che vedo appaiono sfalsati. Per un istante mi sembra che la sirena si sia trasformata in risate di neonati. O lo è sempre stata?

Seguo l’uomo, che varca la soglia della propria cella, che in realtà è un corridoio. I miei sensi si stanno annebbiando. Le sbarre delle celle si curvano, mentre la mobilia si compenetra, compare e svanisce sotto i nostri occhi, sparsa sulle pareti e sul soffitto dei corridoi dedalosi.

Altri squarci mi mostrano realtà bizzarre. Resto d’incanto a guardare un mondo su cui batte una pioggia di sangue e al cui centro si erge un altare ricoperto di cavi che partono da vasche in cui galleggiano migliaia di feti. L’uomo mi dà una spallata e la visione svanisce. Non sembra vedere nulla e nulla perciò sembra fermarlo. Poco oltre da uno squarcio sporge un gatto umanoide rosa, che ci fissa mentre tiene aperti i lembi della realtà con le mani. Svoltato un angolo, vedo nel buio la figura anziana della mia cella che passeggia sul soffitto. Provo ad attirarne l’attenzione ma va avanti fino a schiantarsi contro la parete e passarvi attraverso come fosse liquida.

Camminando ancora ritorniamo alla porta blindata, trovandola aperta. A terra c’è un mucchio di ossa bianchissime ricoperte di polvere e ragnatele. L’uomo si siede e mi invita a fare altrettanto. L’uscita è qui, ma faccio quanto chiede. Rinizia a blaterare e ascolto senza ribattere. L’unica via per liberarci dalla tortura è suicidarsi prima che tutto quanto collassi. Questa non è la realtà e se l’unica uscita è la morte, perché no? Devo svegliarmi. Non lascio dietro nulla.

L’uomo dice che dall’altra parte mi attende la creatura con settemila tentacoli e nessun volto. Mi porge una maschera bianca assicurandomi di averne cura perché egli ha dovuto uccidere la donna che amava per quell’oggetto. La indosso: da qui dietro il mondo ha un aspetto strano. Mi trovo un coltello in mano e per ricambiare la gentilezza dell’uomo lo colpisco alla gola, ancora e ancora, finché non smette di respirare.

Mentre l’adrenalina defluisce, realizzo di aver ucciso. Sorrido: ho sempre voluto farlo. È stato così bello… Ho visto la vita abbandonare lentamente il suo corpo e ora sono artefice di un intimo pezzo d’arte. Ho interrotto per sempre la sua esistenza. Questo cadavere è mio. Non sono colpevole, perché il controllo è un’illusione.

La realtà svanisce e sono ora nella folla davanti alla porta. Le guardie ci intimano di tornare indietro e una di loro fa fuoco. Gli altri fuggono, ma io avanzo verso l’uomo con la pistola. Lui mi spara e io avanzo sorridendo all’inutilità del gesto. Gli afferro il collo e lo sollevo da terra. Anche l’altro poliziotto mi sta sparando ora. Faccio a pezzi uno dei due con foga, mangiandone la lurida carne e tirando vene e tendini. Costringo l’altro a ingoiare la pistola con cui mi stava sparando. C’è un che di erotico. Poi prendo la mannaia e lo scuoio vivo. È difficile, ma molto soddisfacente. Scavo a mani nude nelle interiora, sollevandole e facendomele cadere addosso come una pioggia divina. Il sangue è più caldo dell’amore.

Cazzo se è divertente uccidere. Quasi quasi ci costruisco un racconto attorno, per condividere la mia passione.

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Ciao @mina99 non sono capace di trovare errori e comunque non ne ho visti. Ti parlo invece delle mie sensazioni.

Non ho afferrato la trama, sembra un viaggio fatto di immagini, tanta roba ma non ho provato ne angoscia ne terrore. Ho visto molti riferimenti a scene da film: montage di cadaveri, budella in aria, ragnatele e scheletri, i feti nella vasca ecc.Tutti elementi orridi ma slegati tra loro. Mi è mancata la storia: un inizio calmo, un conflitto improvviso che accelera gli eventi, la tensione per la soluzione che tarda ad arrivare e infine il finale a sorpresa!  Però è possibile che io mi sia persa qualcosa...

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2 ore fa, mina99 ha scritto:

 

Ascolto la metà di quello che dice solo a metà e ne comprendo meno della metà.

 

c'è una metà di troppo? 

2 ore fa, mina99 ha scritto:

È troppo buio e non ho abbastanza lucidità per ragionare. L’uomo mi sprona a proseguire, dicendo che dobbiamo trovare un’uscita diversa da questa. Questa?

quella. Quella?

 

2 ore fa, mina99 ha scritto:

Nella penombra mi accorgo che ci troviamo davanti a una pila di cadaveri ammucchiati davanti alla porta blindata, con centinaia di mosche che ronzano attorno.

Trattenendo un conato mi volto e mi costringo a seguire l’uomo. In fondo al corridoio giriamo a sinistra e una visione terrificante ci si para davanti. A mezzaria

mezz'aria

 

2 ore fa, mina99 ha scritto:

si trova uno squarcio slabbrato, come se qualcuno abbia tagliato il tessuto della realtà.

 

Una bellissima immagine, ma sentirei meglio l'espressione  così:

... uno squarcio slabbrato come se qualcuno avesse tagliato il tessuto della realtà.

 

2 ore fa, mina99 ha scritto:

 

Al di là dello squarcio brilla un cielo notturno su un mare di sangue, alla cui riva un ragazzo sta strangolando una ragazza.

sulla cui riva

2 ore fa, mina99 ha scritto:

Le sbarre delle celle si curvano, mentre la mobilia si compenetra, compare e svanisce sotto i nostri occhi, sparsa sulle pareti e sul soffitto dei corridoi dedalosi.

vedrei meglio "labirintici"

 

2 ore fa, mina99 ha scritto:

Rinizia a blaterare e ascolto senza ribattere.

è gusto Rinizia, ma ti consiglierei Ricomincia

2 ore fa, mina99 ha scritto:

 

L’unica via per liberarci dalla tortura è suicidarsi prima che tutto quanto collassi.

per analogia con "liberarci" consiglierei "suicidarci"

 

2 ore fa, mina99 ha scritto:

Questa non è la realtà e se l’unica uscita è la morte, perché no? Devo svegliarmi. Non lascio dietro nulla.

L’uomo dice che dall’altra parte mi attende la creatura con settemila tentacoli e nessun volto. Mi porge una maschera bianca assicurandomi di averne cura perché egli ha dovuto uccidere la donna che amava per quell’oggetto. La indosso: da qui dietro il mondo ha un aspetto strano. Mi trovo un coltello in mano e per ricambiare la gentilezza dell’uomo lo colpisco alla gola, ancora e ancora, finché non smette di respirare.

Mentre l’adrenalina defluisce, realizzo di aver ucciso. Sorrido: ho sempre voluto farlo. È stato così bello… Ho visto la vita abbandonare lentamente il suo corpo e ora sono artefice di un intimo pezzo d’arte. Ho interrotto per sempre la sua esistenza. Questo cadavere è mio. Non sono colpevole, perché il controllo è un’illusione.

La realtà svanisce e sono ora nella folla davanti alla porta. Le guardie ci intimano di tornare indietro e una di loro fa fuoco. Gli altri fuggono, ma io avanzo verso l’uomo con la pistola. Lui mi spara e io avanzo sorridendo all’inutilità del gesto. Gli afferro il collo e lo sollevo da terra. Anche l’altro poliziotto mi sta sparando ora. Faccio a pezzi uno dei due con foga, mangiandone la lurida carne e tirando vene e tendini. Costringo l’altro a ingoiare la pistola con cui mi stava sparando. C’è un che di erotico. Poi prendo la mannaia e lo scuoio vivo. È difficile, ma molto soddisfacente. Scavo a mani nude nelle interiora, sollevandole e facendomele cadere addosso come una pioggia divina. Il sangue è più caldo dell’amore.

Cazzo se è divertente uccidere. Quasi quasi ci costruisco un racconto attorno, per condividere la mia passione.

 

Il finale è un trionfo di orrore... Ineccepibile la compenetrazione al genere. Complimenti  @mina99 :)

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il tag "racconto di formazione" è troppo forte.

@mina99 il tuo è un racconto di descrizioni

Adesso, mina99 ha scritto:

carne e tirando vene e tendini.

 

Adesso, mina99 ha scritto:

Scavo a mani nude nelle interiora, sollevandole e facendomele cadere addosso come una pioggia

queste la mie preferite.

Le descrizioni però sembrano accatastate l'una sull'altra, fanno volume ma non emergono, perchè si poggiano su una trama forse poco solida.

Ciao :)

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3 ore fa, mina99 ha scritto:

Ascolto la metà di quello che dice solo a metà e ne comprendo meno della metà.

Questa frase è contorta

 

Mi viene da dire: E chi più ne ha più ne metta!

Hai descritto tutto l'orrido possibile e immaginabile, manca però la storia di base e in fin dei conti non mi sono sentita particolarmente coinvolta, nulla da dire sulle descrizioni c'è un buon lavoro di immagini.

Peccato perché sveli la vera storia proprio alla fine con l'ultima frase. Chissà, magari avresti  potuto dirci che tizio messo agli arresti era uno scrittore a corto di idee e allora sì, il finale sarebbe andato a pennello.

 

Ciao e alla prossima

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@mina99 ti hanno già segnalati gli errori. Ti hanno anche già detto che la storia è piuttosto confusa e purtroppo sono d’accordo. Magari c’è un filo conduttore che non colgo o qualche riferimento a non so che, ma così come mi è arrivato il racconto è un bel casino di tantaroba che boh. Ammetto di non averci capito un tubo e mi sono sentito più spaesato che terrorizzato.
Comunque faccio incubi così quando mangio pesante. Ho sempre fatto sogni molto... slegati.

 

Ciao :muu: 

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A me è piaciuto 'sto frullatone di orrori e follia. Sicuramente dà l'impressione di un racconto senza una vera e propria storia, ma a me non ha infastidito più di tanto. Forse grazie al contesto: una prigione che diventa un labirinto infernale senza una logica e senza via d'uscita. Comunque sia a me piace godermi il viaggio negli horror, a patti che il suddetto viaggio mi piaccia, e in questo caso ne sono uscito soddisfatto. Bella l'immagine dell'altare con i cavi e le vasche, o le sirene che diventano pianti di neonati, il vecchio che cammina sul tetto, la creatura con i tentacoli senza volto ecc ecc... Insomma, hai descritto un bell'inferno, non c'è che dire. La scrittura è buona, nonostante un paio di frasi che avrei cambiato, ma nulla di che, e il ritmo è serratissimo. Infine aggiungo che non mi ha impaurito o angosciato, però ribadisco di aver gradito molto l'immaginario infernale. Ciao, @mina99

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Scusatemi se vi ho costretto a leggere questo esercizio di stile. Non prendetemi sul serio, perché le mie intenzioni non lo erano xD avevo solo bisogno di liberarmi la mente da queste immagini e l'ho fatto mettendole per iscritto. Non avevo intenzione di scrivere una storia^^ perdonatemi.

Grazie infinite a tutti del passaggio e dei consigli :rosa:

Il 31/10/2019 alle 21:44, Poeta Zaza ha scritto:

c'è una metà di troppo? 

Era una citazione a Bilbo: "Conosco la metà di voi solo a metà e nutro per meno della metà di voi metà dell'affetto che meritate"

Il 31/10/2019 alle 22:56, Lauram ha scritto:

il tag "racconto di formazione" è troppo forte.

Come mai? :)

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53 minuti fa, mina99 ha scritto:

Come mai? :)

Scusa caro, forse ho interpretato male io, credevo che il tag fosse ironico. È colpa mia,  ultimamente capisco fischi per fiaschi. :P

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2 ore fa, Lauram ha scritto:

Scusa caro, forse ho interpretato male io, credevo che il tag fosse ironico. È colpa mia,  ultimamente capisco fischi per fiaschi. :P

Sì appunto, lo era xD colpa mia che non ho capito il tuo commento allora :fuma:

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Il ‎31‎/‎10‎/‎2019 alle 19:13, mina99 ha scritto:

Ascolto la metà di quello che dice solo a metà e ne comprendo meno della metà.

SdA :P ?

 

Il ‎31‎/‎10‎/‎2019 alle 19:13, mina99 ha scritto:

Un gran numero di scalpicci

scalpiccii

 

Il ‎31‎/‎10‎/‎2019 alle 19:13, mina99 ha scritto:

come se qualcuno abbia tagliato il tessuto della realtà

come se qualcuno avesse tagliato il tessuto della realtà

 

Il ‎31‎/‎10‎/‎2019 alle 19:13, mina99 ha scritto:

Resto d’incanto a guardare un mondo su cui batte una pioggia di sangue e al cui centro si erge un altare ricoperto di cavi che partono da vasche in cui galleggiano migliaia di feti

 non userei "incanto"

 

Il ‎31‎/‎10‎/‎2019 alle 19:13, mina99 ha scritto:

Provo ad attirarne l’attenzione ma va avanti fino a schiantarsi contro la parete e passarvi attraverso come fosse liquida

o si schianta o ci passa attraverso. Oppure si schianta e una volta spiaccicato ci passa attraverso?

 

Un bel viaggetto in un incubo allucinante: ben riuscito.

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Ciao @mina99 ,

scrivere horror è terapeutico, l'ho sempre sostenuto.

Quasi fosse una titanica vomitata: dopo stai meglio, per forza.

Per chi legge, invece, tutto è un pò più complicato, perchè in quella melma (oltre a tante "belle" cose…) deve trovare anche un pò di soddisfazione. L'impasto disomogeneo che proponi limita questo effetto perchè nero su bianco hai messo il caos. E il caos si gestisce male.

Immagini precise e indelebili si snodano in una situazione che rimane sospesa e senza un perchè: un labirinto illogico dove il lettore si smarrisce, mentre il protagonista riesce a far pace con se stesso e finalmente si appropria della sua orribile metà oscura.

In questo racconto si percepisce la voglia di liberarsi da qualcosa, si assiste a una trasformazione, ed è interessante notare come sei riuscito a cucire insieme le intenzioni dell'autore con quelle del protagonista: alla fine entrambi sono soddisfatti.

Il processo che avviene nel protagonista (da vittima ignara a carnefice consapevole) forse si può raccontare solo con il non senso che hai descritto.

Un tuffo nella follia allora, quella vera, che non si può spiegare, ma che inquieta perchè irreversibile e totalmente priva di coscienza.

 

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Ciao @mina99. È vero, il racconto sovverte le aspettative “regolari” del lettore. Si cerca la storia e la storia non c’è, ci attendiamo un logico dipanarsi degli eventi e non troviamo neanche questo; c’è solo una frenesia d’immagini che si rincorrono senza respiro, alternate alla descrizione degli impulsi brutali del protagonista. Ma forse lo scopo del tuo racconto è proprio questo: sovvertire ogni logica e lasciarsi guidare dall’istinto, decretando il trionfo del caos e della violenza. Può piacere o non piacere, ma io preferisco un disordine vissuto emotivamente a un ordine calcolato con freddezza.

Alla prossima e buon contest🤗

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Oddio @mina99, il tuo racconto mi mette un po in crisi 😅🤣🤣 un labirinto infernale in cui non è solo ik protagonista a perdersi, ma anche il lettore. In parte mi ha ricordato un po le atmosfere di silent hill: arriva il buio, la sirena suona e poi giù, orrori illogici uno dietro l'altro come se non ci fosse un domani. 

Un racconto sicuramente molto fantasioso e che evoca moltissime immagini, tante delle quali, almeno su di me, hanno avuto l'effetto horror. Mi sono piaciute molto le immagini in cui nei vari squarci dimensionali appaiono realtà lontane tutte molto disturbanti. Forse una trovata non originalissima, ma ben descritta e abbastanza ansiogena.

Il tutto però è slegato e si sente la mancanza di una trama di base che possa far percepire al lettore un minimo contatto con la realtà. A mio avviso bastava veramente poco per far creare un po più immedesimazione... un protagonista "ordinario" in una situazione "ordinaria" (in cui qualsiasi lettore si possa ritrovare) che, per ragioni oscure e misteriose, viene catapultato nel tuo labirinto infernale avrebbe, secondo me, contribuito ad aumentare la sensazione orrorifica del tuo racconto.

Ah.. per quanto riguarda lo stile nulla da segnalare. Una buona scrittura che si legge volentieri.

Buon contest e a presto 😉

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Buon pomeriggio, @mina99.

 

Un racconto che ci accompagna nel labirinto della follia e che si conclude con una... "sana e consapevole scena raccappricciante".

 

Ben scritto, lo stile molto scorrevole (ok, manca qualche virgola qua e là, ma poca cosa) ti fa correre dall'inizio alla fine. 

Se ci si sofferma a cercare di capirne i contenuti si rischia, qui sta il colpo di genio, imho: una serie di situazioni che sono come singole pennellate di un quadro astratto, da non considerare a se stanti, ma da "assaporare come retrogusto" nella sensazione d'insieme che fornisce al lettore, a racconto finito.

 

Decisamente originale e tutto sommato una buona prova, complimenti!

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Ciao @mina99

Come esercizio di stile e accanimento descrittivo in cui realtà, sogno, finzione, illusione, fantasia e superpoteri si mescolano senza apparente motivo... non è male.

Ed è bella la tua confessione finale: quasi quasi ci esce un pezzo horror.

Della serie: mi metto al computer e scrivo, quel che viene viene, in un labirinto in cui però un filo conduttore c'è. È la prigione che alla fine non è neppure prigione (perché non riesce a rinchiudere, contenere, togliere libertà di movimento) ma è l'occasione per scoprire che è bello ammazzare. Se prima di ammazzare, ci avessi messo il solo ingrediente che manca, il pezzo sarebbe stato fantasticamente psichedelico.

Qual è l'ingrediente che manca? L'odio.

Aggiungici una scarica di odio vero, puro, di quelli che fanno Storia, ed hai sia la trama che lo scopo di tutto.

Grande !

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Ciao @mina99

Senza logica e con soffocante avvicendarsi di immagini terribilmente orrorifiche si dipana la fuga di un pazzo e il protagonista nei corridoi di una prigione/labirinto (o labirinto/prigione?) dove tutto può accadere a patto che non sia sottoposto alle leggi della fisica e della biologia. 

Non ho ben capito la storia, ma ho come avuto la sensazione che tu volessi dire: dopo averne viste di tutti i colori, dopo che mi sento con le spalle al muro senza via d'uscita, dopo che ho finito le mie energie nel cercare di uscire da questa situazione solo l'omicidio è la soluzione liberatoria (in questo senso romanzo di formazione?). 

 

Diciamo che ho avuto la sensazione di un testo scritto di getto, senza molto controllo della mente ma vomitato di pancia. Il che non è male, vengono fuori belle cose così (molti poeti/cantanti/scrittori si ispirano alle loro viscere) però poi ci vorrebbe una revisione "a freddo" in modo che anche chi legge possa cogliere il senso. 

 

Talia 

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ciao @mina99, ho notato anche io un po' di confusione nel dipanarsi della storia, ma dalla scelta di alcune immagini si nota la tua accurata ricerca nell'averle selezionate e il risultato è sicuramente un ritmo serrato e ansiogeno. Il finale mi ha spiazzata, concordo con chi ti ha detto che forse avresti dovuto accennare che il protagonista rinchiuso in prigione era uno scrittore e allora l'epilogo sarebbe stato un vero colpo di scena. Lo stile l'ho trovato accurato, tutto sommato una buona prova. :) 

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Ciao @mina99. Racconto ben scritto, però... Ci hai abituato a invenzioni di genio: qui non ne vedo. C'è un susseguirsi allucinato di eventi. Non dico che non ci sia un filo conduttore: la parvenza. Però è troppo debole perché l'affastellamento di accadimenti si tenga insieme. Stavolta non mi ha convinto. Ma sono sicuro ti riscatterai alla prossima ;)

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@mina99 bentrovato, Minuccio! Ho trovato l'entrata nel labirinto, ma non l'uscita: dove sarà? :D Criptico dove sei? :P Scherzi a parte, un racconto allucinante, scritto bene come al tuo solito, forse un po' meno curato e non del tutto chiaro ma non credo nemmeno che era nelle tue intenzioni rendere la vita facile al lettore. xD Ansiogeno quanto basta: a volte è proprio l'ignoto a far paura. Insomma, ho apprezzato il tuo trip mentale. A rileggerci! :sss:

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Una trama meravigliosamente contorta, che unisce realtà e illusione in un susseguirsi di scene cruente ben costruite e una scrittura di alto livello :).

Dunque, se ho ben capito, il protagonista si ritrova chiuso in cella, per dei motivi che sembrano non riguardarlo, per poi cercare una fuga mentale da quella realtà e riscoprire nell'assassinio (o nell'inconsapevole condizione di partenza) una valida via d'uscita. Il punto forte di questo racconto sta proprio nell'abisso psicologico vissuto in prima persona dal protagonista e nelle scene sanguinarie e nitide che vengono presentate, apparentemente senza ragione o logica. Ma se esistesse una logica in una mente criminale e disturbata, non parleremmo di horror e incubi!

Bel racconto, piaciuto in pieno! 

 

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