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Marco86

[H2019] 02:06

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Commento

 

Traccia numero 5: Una voce nel buio

 

“Chiunque finirà di leggere questo scritto morirà entro le 02:06 di questa notte.”

Se è vero che un buon incipit deve catturare l’attenzione del lettore, questo ha decisamente svolto bene il suo compito.  Riabbassi gli occhi sullo schermo sul quale hai appena cominciato a leggere il racconto. Lo hai trovato quasi per caso, girovagando sul web. Avevi voglia di qualcosa di breve prima di andare a dormire; un bel racconto horror a tema Halloween è quello che ci vuole per stasera, hai pensato. Non sai bene perché hai scelto proprio questo tra i molti a disposizione, ma qualcosa di impalpabile è come se ti avesse spinto verso di lui. Ti immergi nella lettura e ne vieni rapito. Le frasi scorrono via una dopo l’altra, coinvolgenti e accattivanti. Non sai chi sia l’autore, è un anonimo, ma la storia che aveva da raccontare sa davvero il fatto suo. Il tempo sembra dilatarsi, poi accorciarsi e fuggire via. Quando giungi alla fine del racconto non sai bene quanto sia passato. Sai solo che la tua mente è pervasa da un fastidioso senso di inquietudine e ti ritrovi a domandarti se ora riuscirai ad addormentarti oppure no. Bingo! Quale altro effetto dovrebbe produrre sul lettore un racconto horror ben riuscito?

Ti alzi, vai in bagno per svuotare la vescica, ti lavi i denti e metti il pigiama. Quando torni in camera ti infili sotto le coperte e spegni la luce. Nel buio pesto l’unica cosa visibile sono i caratteri rossi della radiosveglia – 23:54. Non appena appoggi la testa al cuscino e chiudi gli occhi stanchi, lei non tarda a farsi sentire. Una risata fredda, tagliente. Ti pare lontana e ovattata, come se provenisse dall’appartamento sopra al tuo. Accendi la luce e la risata cessa. Ti accorgi di avere la pelle d’oca. La signora che abita al piano superiore dovrebbe essere via per una settimana, possibile che sia già tornata? Non puoi escluderlo, così spegni la luce e appoggi nuovamente la testa sul cuscino. Silenzio, finalmente puoi dormire…

 Ma il tuo materasso è sempre stato così scomodo?

Ti giri e ti rigiri, cercando ogni volta la posizione migliore. Come è possibile? Normalmente ti sdrai in modo spontaneo, chiudi gli occhi e il sonno arriva. Perché ora ti sembra così difficile? Sbuffi e apri gli occhi. I numeri rossi dicono – 00:46. A che ora è che sarebbe dovuto morire chiunque avesse finito di leggere il racconto? 02:06, bah, che sciocchezze. Fai un sospiro e richiudi gli occhi, convinto che questa volta il sonno finalmente arriverà. Ti torna in mente la risata di poco prima. Chissà se te la sei solo immaginata oppure no. L’importante è che non si sia più fatta sentire. Ti concentri sul silenzio e ti accorgi che in realtà riesci a percepire una specie di ronzio, un brusio lontano e sommesso. Il bisbiglio cresce, si fa più concreto e ora è come se nell’appartamento superiore ci fossero un centinaio di persone intente a ripetere all’unisono una macabra e incomprensibile litania. Sollevi il busto, tendendo l’orecchio verso l’alto. Il cuore sta battendo a mille, ma sembra fermarsi del tutto quando ti rendi conto che il coro di voci nell’oscurità non fa altro che ripetere tre semplici parole “non voglio morire!”

Ti volti e cerchi con affanno l’interruttore della luce sopra al comodino. Nella foga urti un imprecisato qualcosa che cade a terra con un tonfo. Quando finalmente lo trovi e lo premi, davanti a te si presenta il volto più orrido e raccapricciante che tu abbia mai visto. Scarno e putrefatto, senza occhi nelle orbite e con la bocca aperta in un agghiacciante grido muto. Lanci un urlo di puro terrore e nello stesso istante ti rendi conto che il viso terrificante è svanito, come se non ci fosse mai stato. Anche il lugubre lamento è scomparso, lasciando spazio solo al tuo respiro trafelato. Ti guardi attorno smarrito, domandandoti che diavolo stia succedendo. Non credevi di essere così facilmente suggestionabile, perché di questo si tratta, giusto? Di semplice suggestione. Ti alzi per andare in cucina a bere qualcosa. Fuori dalle coperte l’aria è fredda, così opti per prepararti un tè caldo. Lo sorseggi, immerso in un silenzio tanto innaturale da sembrarti ingombrante. Perché non passa nemmeno una dannata macchina per strada?

Torni in camera e fissi per un istante il tuo letto. Quasi ne hai timore ora. La radiosveglia segna le 01:16. Ti infili nuovamente sotto le coperte e tiri alcuni lunghi respiri, nel disperato tentativo di convincerti che ora sei calmo e sereno, le condizioni giuste per addormentarti. Allunghi una mano verso l’interruttore quando, cosa diavolo era quello? Sei più che sicuro di aver visto un’ombra muoversi nella stanza affianco. Il cuore torna a martellarti impietoso nel petto, vanificando l’ingrato lavoro dei sospiri di poco prima. Non è nulla, razionalizzi, ora devi solo calmarti! Spegni la luce e ti tuffi con la testa sotto alla coperta; finalmente un posto sicuro.

“Non voglio morire! Non voglio morire! Non voglio morire!”  l’agghiacciante nenia torna ad assillarti quasi subito. Ti prego, falla andare via! ti ritrovi ad implorare. Infili la testa anche sotto il cuscino, ma ora le voci sono così vicine che sembrano nella tua mente. Ti sforzi di resistere, tenti con sempre meno convinzione di credere che sia soltanto una sadica autosuggestione, ma il lamento è sempre lì. Ora ti senti sopraffatto, l’angoscia sta prendendo il sopravvento su di te, senti il bisogno di alzarti e scappare. Con uno scatto scaraventi le coperte ai piedi del letto e porti nuovamente la mano all’interruttore. Ma non lo premi, bloccato da una lacerante paura. E se l’ombra che hai visto prima fosse quella strana creatura col viso ossuto che ti è sembrato di scorgere? E se proprio in questo istante fosse a pochi centimetri da te, nascosta dal buio? Ti sforzi di acuire la vista nel tentativo di sconfiggere le tenebre. Oddio ti prego, fai che non ci sia niente davanti a te in questo momento!

Premi il pulsante.

Nella stanza sei solo ed è tornato anche il silenzio. Forse è la luce il tuo rifugio sicuro. O forse hai solo bisogno di uscire, fare quattro passi nella notte fresca e lasciarti scivolare via questo straziante senso d’oppressione. Ti infili un giaccone, il primo paio di scarpe che trovi e voli in direzione dell’uscita. La maniglia è fredda, la abbassi, ma la porta non si apre. Provi a girare la chiave, ma è come se fosse bloccata. Non sai bene nemmeno tu il perché, ma ti rassegni all’idea di non poter uscire. È come se in cuor tuo sapessi che non è un’opzione contemplata. Ti volti sconsolato. Le luci attorno a te tremolano,  si affievoliscono e infine si spengono definitivamente, lasciandoti nel buio.  Sai già cosa ti aspetta.

“Non voglio morire! Non voglio morire! Non voglio morire!” 

A tentoni ritorni in camera tua e ti accovacci tremante in un angolo. I numeri rossi ora dicono 01:53. Bene, all’ora ics mancano solo tredici minuti. Una volta che la supererai avrai la conferma che quel racconto non era maledetto, che si tratta veramente solo di una forte suggestione.

“Non voglio morire! Non voglio morire! Non voglio morire!” 

le voci continuano incessanti, minuto dopo minuto e ora anche la tua si è aggiunta al coro.

I numeri rossi procedono lenti, inesorabili: :03, :04, :05… 02:06

La luce sfarfalla e si riaccende, accompagnata dal silenzio.

Sfinito ti alzi e fissi lo sguardo vuoto sul tuo letto. Una lacrima calda solca la tua guancia gelida, per poi staccarsi, abbandonandoti per sempre. Sdraiata sopra le coperte c’è una salma, fredda e inanimata. La tua salma.

 

Ti desti improvvisamente dallo stato di torpore in cui sei caduto. Gli occhi ancora fissi sul racconto horror che stai leggendo. È come se, frase dopo frase, una voce in un angolo buio della tua testa ti avesse trascinato in un vivido e spaventoso incubo ad occhi aperti. Ti torna in mente quello stano incipit “Chiunque finirà di leggere questo scritto morirà entro le 02:06 di questa notte.”, mentre con orrore ti accorgi che stai per leggere la parola Fine.

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Ciao @Marco86 meno male che ti ho letto ora, se lo facevo prima di andare a letto mi rovinavo il sonno.

Mi hai ricordato qualcosa di gia visto , ma funziona.

Mi è salita la tensione.

La paura del buio è stato uno dei miei incubi.

Per me è un'eccellente prova la tua.

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Se dovessi definire il tuo racconto con una frase, credo che utilizzerei questa: "è un racconto che gioca sporco!".
Scherzi a parte, dico ciò perché la struttura della tua storia è chiaramente finalizzata ad impaurire il lettore senza badare a spese. Entrando nello specifico:

- abbiamo la seconda persona (tecnica narrativa sicuramente efficiente per l'immersività... a discapito, secondo me, di una reale tensione smorzata dall'aspetto "giocoso" che si va a creare)

 - l'escamotage metanarrativo inerente all'ora prestabilita in cui il lettore morirà; scelta molto carina, per carità, ma non supportata da una minaccia convincente descritta nel testo... infatti la vittima muore e basta (al netto del volto con le orbite vuote e la bocca spalancata che fa molto "scary face").
 - una sfilza di aggettivi che descrivono quanto il tutto sia terribile e angosciante (e qui secondo me si crea l'effetto opposto, come ho già detto in un altro racconto, secondo me, sarebbe meglio far in modo che sia il lettore a deciderlo).
Ora, mi rendo conto che il mio commento possa risultare un po' troppo critico, ma sappi che mi riferisco unicamente all'intento, al voler mettere paura in tal modo, ecco. Per quanto riguarda il racconto in sé, anzi, l'ho trovato molto divertente da leggere, nonché scritto molto bene. Però no, a me non ha impaurito, né angosciato, sorry ( : 
Detto questo, ti saluto, e attenderò comunque le 02:06 (non si sa mai...). Ciao, e alla prossima, @Marco86

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Ciao @Marco86, è la prima volta che ti leggo, piacere:)

La tua prosa è molto bella, calzante, non annoia, un conto alla rovescia che non ti fa pensare, ma quando finisce? Ho letto il tuo racconto d'un fiato.

La trama? L'irrazionale fa paura, il buio anche.

Ti segnalo due punti:

1 ora fa, Marco86 ha scritto:

Ti alzi per andare in cucina a bere qualcosa. Fuori dalle coperte l’aria è fredda, 

Ha appena visto un mostro e si va a fare il tè, esce dal letto. Come ci arriva in cucina? Non ha paura di chi potrebbe incontrare nel corridoio? Che ci sarà nella credenza? Il frigorifero fa sempre quegli strani rumori di notte...

1 ora fa, Marco86 ha scritto:

Spegni la luce e ti tuffi con la testa sotto alla coperta;

Con la luce, TV e stereo accesi, ti tuffi sotto le coperte. Ma solo perché io sono fifona... 

Rimane il fatto che il tuo racconto mi è piaciuto. Ben arrivato e buon contest :)

 

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@Marco86 Complimenti per la costruzione dell'horror, per la tensione che hai saputo creare e per il brivido di paura di fronte al doppio finale.

Superata l'immagine della salma nel proprio letto, non c'è soluzione di continuità per arrivare al vero finale. Quello del racconto killer. All'ora esatta!

 

Bravo! (y)

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Ciao @Marco86 ,

buona intuizione e buona resa per un horror d'effetto!

Il fatto che non ci sia un vero e proprio perchè che  giustifichi i fatti, rende (paradossalmente…) il racconto ancora più verosimile e credibile.

L'atmosfera d'attesa è ben resa, anche se il the rischia di "compromettere" l'effetto (ma, in generale non sappiamo l'età del protagonista, quindi il the al posto di una partita sul telefono o a un pò di fb ci può stare...).

Complimenti!

6 ore fa, Marco86 ha scritto:

ics

Non è un errore, ma mi ha fatto strano leggere "ics"...

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@Marco86 del tuo racconto mi è piaciuta innanzitutto l’atmosfera claustrofobica che hai saputo creare, a cui concorrono la concentrazione dell’azione condensata in un unico quadro (quello notturno del personaggio che si trova a vivere una situazione di terrore), e il ritmo incalzante delle azioni che si succedono una dopo l’altra senza tregua. È una situazione reale: chi di noi infatti non si è trovato almeno una volta nella vita a dormire da solo, e ha avvertito rumori e presenze inquietanti che gli hanno tolto il sonno? E perché no, magari ha fatto anche una capatina in cucina per bere e riprendersi un po’. L’unica cosa che potresti migliorare è il finale, io lo spezzerei alla visione della salma, senza aggiungere altro, sarebbe di maggior effetto. È comunque un mio parere, prendilo come tale. 
Ti auguro un buon contest, a rileggerti!

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@Marco86 ciao e piacere di conoscerti e leggerti per la prima volta. Mi è piaciuto molto il ritmo, incalzante grazie all’uso della seconda persona singolare, e anche l’atmosfera che galleggia intorno al protagonista. La trama, concordo con Alba, sa di qualcosa di già visto, ma questo non rovina per niente il giudizio positivo che ho avuto, anche perché hai gestito la tensione molto, molto bene. L’unica cosa che mi ha smorzato un po’ il tutto è la scena in cui lui si prepara il tè. Avrei calcato di più la mano sulla paura che gli provocano i rumori e le visioni. Per il resto una bella prova. Per quel che mi riguarda, promosso! Benvenuto o meglio bentornato al forum e buon proseguimento del contest! A rileggerci.

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ciao @Marco86, naturalmente del tuo racconto in primis ho apprezzato l'utilizzo della seconda persona che come sai ho utilizzato anche io.  La storia è ben scritta e ha la sua dose di angoscia tipica degli horror. Sebbene la trama, come ti hanno già detto, sa di già visto, questo non toglie il fatto che l'hai ben sviluppata col giusto ritmo incalzante.

Una buona prova dunque, buon contest :)  

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@Rhomer figurati, non preoccuparti. L'obiettivo principale dei commenti dev'essere proprio quello di evidenziare le criticità che uno trova leggendo il racconto. Se uno si limita soltanto a fare complimenti fa di sicuro piacere, ma non aiuta lo scrittore a migliorarsi. Per quanto riguarda la scelta della seconda persona il mio è stato un esperimento, non l'avevo mai usata prima d'ora e ho voluto provare. Per quanto riguarda la sovrabbondanza di aggettivi "macabri" e il non dover descrivere l'orrore al lettore, ma fare in modo che questo sorga spontaneo, ho capito cosa intendi (soprattutto dopo aver letto il tuo racconto). A mio avviso sono due strategie di horror entrambe valide. Poi ovviamente alcune persone preferiranno una all'altra e viceversa. In ogni caso grazie per il passaggio e per le critiche costruttive.

 

@Lauram grazie per aver letto e gradito il mio racconto. Eheh... effettivamente molte persone non si sarebbero mai sognate di alzarsi e andare in cucina, ne di spegnere la luce e rimanere di nuovo al buio :D L'idea era che, essendo svanita pressochè all'istante l'immagine del volto mostruoso, il protagonista pensa che se l'è solo immaginata in quanto suggestionato dalla situazione.

 

@alba360, @poeta zaza, @caipiroska, @mafra, @Emy, @julia1983 :grazie mille per il passaggio. Sono felice che il racconto vi sia piaciuto e che sia riuscito a trasmetterti la giusta tensione.

 

 

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@Marco86, credevo di avere letto tutti i racconti, invece il tuo lo avevo aperto un paio di volte senza avere il tempo di commentare. 

Ci sono film che mettono paura, lo stesso accade con i libri (non leggo il genere, ma è inevitabile che debba essere così) quindi trovo valida la trama. Sebbene la morte arrivi senza sussulti, asfissia, tremori e via discorrendo, ovvero in modo quasi "dolce" , posso dire ho percepito la tensione e il crescendo fino  all'epilogo già annunciato. Bravo. 

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Bene bene, per me questo è indubbiamente uno dei racconti più belli e convincenti del contest :).

Le descrizioni sono pertinenti e i continui cambi di scena tra una paranoia di troppo e il voler razionalizzare a ogni costo, il fatto di accendere e spegnere la luce quasi nervosamente, l'alzarsi e andare nuovamente a letto con ombre e creature che si fanno spazio nel buio, suscitano una forte sensazione di irrequietezza e isteria che aumenta frase dopo frase.

Bello il racconto in seconda persona, che in questo caso sembra rivolgersi direttamente al lettore, come se tale voce fosse ambivalente e avesse intenzione di esplicitarsi sia in un presagio che in un monito affinché non si porti a termine la lettura.

Il tuo modo di scrivere è piuttosto ordinato e lineare. Non ho notato passi difficili da leggere o troppo articolati. 

Nel complesso, per me è una prova lodevole!

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Ciao @Marco86

Molto efficace e ricco di tensione il tuo racconto. L'ho trovato ben gestito nella trama e con ottimo stile (fresco, lineare e coinvolgente). Mi è davvero piaciuto e il tema horror è azzeccatissimo, sia nella tensione che nel ritmo che nei contenuti. 

Ci sono due piccole inezie su cui, secondo la mia opinabile opinione, vorrei portare la tua attenzione.

Il primo punto riguarda la presenza del teschio. Il tuo racconto non contiene cose orribili, sanguinolente, putride, ecc, per creare angoscia e paura, eccetto appunto il teschio schifoso. Per come la vedo io potevi evitare anche quello, lasciando molto vaga la sensazione del protagonista di aver avuto un contatto con qualcosa di estraneo all'arredamento della sua casa, senza andare a cercare dettagliate descrizioni dell'oggetto. Sei stato così bravo a creare la giusta atmosfera con voci lontane e ombre sfuggenti che, secondo la mia opinione, quel teschio ci stona un po'. 

E poi il doppio finale poteva anche non esserci, nel senso che se il racconto finiva a 

Il 29/10/2019 alle 17:56, Marco86 ha scritto:

Sdraiata sopra le coperte c’è una salma, fredda e inanimata. La tua salma.

Poteva starci benissimo senza necessità di aggiungere il paragrafo successivo. 

 

In generale, veramente un ottimo racconto per Halloween! 

 

 

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@RedInferno grazie mille per aver letto e apprezzato il racconto. Mi fa molto piacere che ti sia piaciuto e che tu abbia colto che la scelta della seconda persona non era casuale. In un certo senso, la "voce nel buio" che era il fulcro della traccia che ho scelto, voleva proprio essere la mia voce all'interno della mente di ogni lettore.

 

@Talia grazie anche a te per i complimenti e per la lettura del testo. Per quanto riguarda le due segnalazioni; è vero, il viso scheletrico è l'unico elemento più orrido che ho inserito e forse stona un po col resto. Però una cosa che mi ha sempre inquietato del buio è il non sapere se c'è qualcosa di minaccioso attorno a te, anche se questo si trova a poche spanne da te. Quindi l'idea di accendere la luce e di trovarsi una cosa spaventosa proprio davanti agli occhi, beh, era un'immagine inquietante che mi è venuta voglia di inserire. Sul doppio finale, forse togliendolo sarebbe più d'effetto.. però, come dicevo sopra a redinferno, volevo strutturare il racconto su due livelli. La voce nel buio della traccia non era solo quella all'interno del racconto, ma la mia stessa voce narrante nelle vostre menti (di voi lettori). Mi rendo conto di non essere riuscito a rendere al 100% questa mia idea, è da un bel po di tempo che non scrivevo nulla e sono un po arrugginito 🤣🤣

 

@M.T. e @Adelaide J. Pellitteri grazie anche voi per il tempo dedicato e per gli apprezzamenti 🙏🙏

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Il 29/10/2019 alle 17:56, Marco86 ha scritto:

Chiunque finirà di leggere questo scritto morirà entro le 02:06 di questa notte.”

Oh - oh... E ora? Magari lo @Stregone può togliermi la fattura... o almeno l'iva (ok, dopo questa sono perduto!)

 

Scherzi a parte @Marco86, bentrovato al contest!

Narrazione in seconda persona... Non mi piace. Nella mia insipienza non ho ancora capito a quale tipo di racconti si attagli meglio, ammesso che ne esistano. Si tratta, ovviamente, di un problema tutto mio, quanto a te, trovo che tu l'abbia usata in maniera corretta.

Buono lo stile, ma forse la narrazione è un po' troppo carica di espressioni messe lì a ribadire che la situazione vissuta dal protagonista è veramente paurosa (ad es. "il volto più orrido e raccapricciante", "un agghiacciante grido muto", "un urlo di puro terrore"). Il tutto sa un po' troppo di raccontato e, se vogliamo, anche di frase fatta. Insomma, di espediente spiccio e sbrigativo.

Veniamo alla storia. Se la narrazione riesce a creare dell'attesa, col suo continuo mostrare il comportamento parossistico del protagonista, pure emerge una lacuna abbastanza grave dal racconto: i fatti accadono perché devono accadere! Anche gli horror di più umile fattura danno una spiegazione del perché degli eventi illustrati: il condannato alla pena capitale che torna dall'aldilà apposta per vendicarsi, l'avere liberato lo spirito malvagio confinato in una tomba oppure ospitato nella bambola... Gli espedienti sono moltissimi (alcuni anche abbastanza stupidi) ma, trovo - anche se, ribadisco, io non ho la verità in tasca - che un "perché" occorra. 

In conclusione, mi hai intrattenuto piacevolmente, ti ho seguito fino alla fine in un crescendo di attesa (magari un tantino frustrata)... direi che siamo al cospetto di una prova più che sufficiente.

A rileggerci.

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Il 29/10/2019 alle 17:56, Marco86 ha scritto:

“Chiunque finirà di leggere questo scritto morirà entro le 02:06 di questa notte.”

Con me che sono di origini napoletane non mi puoi esordire così. Ho chiuso e sono passato ad altro.

 

:P

 

Vabbè, corredato di corni, tricorni e ferri di cavallo, ti ho letto per intero. E meno male, perchè hai uno stile che mi piace. Poi, nello specifico del racconto hai saputo produrre un adeguato carico tensivo.

 

p.s.: alle 02:06 conviene fare già da un po' la nanna da bravi bambini e non leggere ne vedere horror. Parlo per esperienza personale, che in passato, intorno a quell'ora, ho dovuto stoppare Suspiria (che avevo già visto) al rantolo nel dormitorio. Coi romanzi mi è capitato invece con un libro di Stephen King (non ricordo più quale) quando, spenta la luce, "vedevo" due braccia protendersi nel buio.

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@Marco86, buongiorno.

 

Parto subito col dire il commento finale al suo racconto, ovvero: "Che peccato, che grandissimo peccato!"

 

Ha uno stile scorrevole e piacevole da leggere, la trama è serrata e scorre senza lasciare respiro al lettore, a livello di contenuti l'idea è notevole, ma manca qualche "perché" di cosa sta accadendo: ok, sono quisquilie...

 

Però, per me e solo per me, la scelta della narrazione in seconda persona - per quanto la trovi comprensibile dal punto di vista del coinvolgimento - ha rovinato tutto, perché non mi ha fatto "gustare pienamente" il racconto (mi trovo meglio a immedesimarmi nel protagonista, non a esserlo... non so se mi spiego!); e la partenza non è stata nemmeno facilitata da quella che considero una sorta di giudizio da narratore onnisciente ("Se è vero che un buon incipit deve catturare l’attenzione del lettore, questo ha decisamente svolto bene il suo compito.").

 

Però le potenzialità per scrivere ottimi racconti (e, perché no, romanzi) le ha, quindi continuerò a leggerla! (y)

 

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@Pulsar ti ringrazio per il tempo dedicato e per il commento. Non mi trovo del tutto d'accordo col tuo pensiero. Nel senso che si', a volte può risultare "frustrante" per il lettore non ricevere risposte, però non credo che ci debba essere sempre una vera e propria motivazione dietro agli eventi di una storia horror. Nel senso che a volte il male, inteso in senso assoluto, non ha bisogno di una motivazione per agire. Anzi, credo che l'ignoto, il non sapere sempre perché un evento paranormale si manifesti costituisca un elemento che aumenta il senso di inquietudine e di paura. In ogni caso un motivo per il quale il racconto è maledetto c'è... la verità è che l'autore anonimo in realtà è lo @Stregone 🤣🤣

 

@Vincenzo Iennaco spero che i corni, tricorni e ferri di cavallo ti siano stati utili 😁😁 comunque sono felice che ti sia piaciuto e grazie per l'apprezzamento.

 

 @H3c70r grazie molte per il commento. La cosa che mi fa più piacere è il fatto che comunque hai ritenuto che ho un buono stile e che ti sia piaciuto il mio modo di scrivere. La scelta della seconda persona è stata per me un esperimento e un azzardo. Non l'avevo mai presa in considerazione prima d'ora. Per questo contest mi è venuta questa idea e così ho deciso di arrischiarmi e vedere che succedeva 😁

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Ciao @Marco86

Buon racconto imbastito con intelligente sadismo. La scelta dell'io narrante in seconda persona è stata azzardata e, alla fine - riflettendoci bene - penso che abbia reso difficile il transfert fra lettore e personaggio. È difficile da spiegare. Crei sì l'ansia di chi osserva da vicino, vicinissimo, quel che sta facendo qualcuno. Ma è sempre l'ansia dell'osservatore. Oddio, ora che fa questo qui? Questo avvicina molto il lettore a quel che accade, ma rende anche impossibile il trasferimento tra lettore e protagonista. Più lo avvicina, più lo divide. In questo modo rendi quasi impossibile al lettore di creare un suo mondo - coi suoi colori, i suoi dettagli, i suoi odori, le sue forme - che si sovrapponga efficacemente al mondo che gli stai mettendo davanti.

Il pezzo è ben scritto e c'è una efficiente escalation di tensione, studiata attentamente e ben organizzata, ma - per la scelta di fondo che hai fatto - ciò che crei è la tensione di qualcuno che sta guardando un tipo che a sua volta sta guardando un film horror.

È un maledetto peccato ! Perché c'è tutto quel che serve, tranne l'io narrante più efficace per storie come queste.

Capisco che ti ci sei affezionato, ma prova a riscriverlo in terza, e vedi cosa ne viene fuori. In prima no, perché toglieresti la suspance (ma questa è altra storia!).

Hai - secondo me - tutti gli attrezzi per ottenere un ottimo risultato.

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@Mariner P grazie per il passaggio e per il commento. Concordo pienamente con te sul fatto che la scelta della seconda persona sia stata un po un azzardo. Ho voluto provare a sperimentarla, non sapendo bene che risultato avrei ottenuto. Sì, effettivamente sarei curioso di vedere come uscirebbe il racconto se riscritto in una più normale terza persona. Chissà, magari a tempo perso ci proverò 😁

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Applausi!

Ciao, @Marco86, è la prima volta che ti leggo e mi hai dato la sensazione di una persona molto consapevole della propria scrittura. La seconda persona (non puoi saperlo, ma qualche tempo fa mi ci ero un po' fissato) è molto funzionale al gioco che puoi fare. Il gran pregio del racconto è di non rompere mai la cosiddetta "sospensione dell'incredulità", ovvero di risultare sempre plausibile, convincente. Sei molto bravo a descrivere i gesti comuni che si compiono (il cuscino scomodo, il guardare la sveglia) in un contesto chiaramente irrealistico. Molto convincente, bravo, bravo, bravo!

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Amo la metanarrativa horrror, e l'hai gestita molto bene, quindi complimenti :sss: c'è qualche piccolo refuso qua e là, che sono sicuro ti sia già stato segnalato, ma niente di che; più che altro l'unica cosa che non mi ha fatto impazzire è il ritmo, mi è sembrato un po' troppo "affrettato": troppe azioni e troppi pensieri, a mio gusto, condensati in 8000 caratteri

Comunque è un ottimo testo :sss:

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Il racconto è ben scritto e molto piacevole, se devo trovare un difetto che smorza un po' l'efficacia è nell'eccesso di aggettivi e descrizioni. Spieghi un po' troppo i sentimenti d'angoscia del protagonista, forse è dovuto alla scelta della seconda persona, non lo so, però calchi spesso la mano per farci capire quanto abbia paura (ti faccio un esempio banale, gli urli "di terrore", che non necessitano della specificazione, è abbastanza chiaro perché urli), credo che la tensione sarebbe stata ancora maggiore se avessi suggerito un po' di più l'angoscia invece di descriverla in ogni sfumatura. È solo un'opinione, la mia, il racconto è comunque davvero ben fatto. Ciao

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