?? Scusa ma non seguo: le stelle che citi non possono essere "gente delle mie parti", al più "panorama consueto per chi proveniva dalle mie parti".   Refuso: allontanandoci.   Qui ci starebbe bene un bel punto esclamativo.   Bello questo passaggio!   meglio: "poi fantasticavo di nuove costellazioni che potessero popolare quel cielo terso".   se me la fossi sentita (credo sia più corretto).   ... per ogni evenienza scendere giù e chiedere assistenza (semplice gusto personale)   Sebbene lo si legga da mille parti, la versione corretta è "giubbetto", in quanto diminutivo di "giubba".   Beh, scambiare la prima espressione con lo sciabordio dell'acqua...   Cioè, sospetta che possa essere una goletta fantasma, anzi ne è quasi convinto, e ci va lo stesso? Ahi, ahi: per molto meno, l'anno scorso, lo @Stregone mi strigliò ben benino e distrusse il mio racconto!   ... e un ovale...   Bellissimo passaggio! (e sono due).   Ciao @Mariner P, ben trovato al contest. Ti dirò, il tuo racconto mi piace, sa di vecchia leggenda marinara, di quelle tramandate dai lupi di mare. Cosa curiosa, più che impaurire mi ha colpito per il suo lirismo, un lirismo che emerge tanto dalla bellissima descrizione dell'amplesso (chapeau!), quanto dal finale per nulla drammatico e, anzi, deliziosamente nostalgico. In definitiva, la ragazza/morta che abborda (è proprio il caso di dirlo) il nostro bel giovane, non manifesta - a parte i modi un tantino rudi, in particolare un certo linguaggio da taverna - intenzioni ostili: vuole... avere rapporti intimi con lui, niente di diverso da quanto annunciato. E gli è pure riconoscente, alla fine! Scampato pericolo, insomma. Lo stile è semplice ma efficace; il racconto si legge con facilità ed è in grado di tenersi stretto il lettore. Stupisce qualche piccola caduta di stile (te ne ho segnalata qualcuna), specie a fronte di alcuni passaggi, a mio avviso, veramente suggestivi e ben scritti. Poca caratterizzazione dei personaggi, ma, in un racconto simile, ci sta: dopotutto l'autore, a mio avviso, ha voluto sottolineare l'aspetto fiabesco-dark della sua storia di mare (ma se ci ho preso, questo me lo dirai tu). Insomma, ben fatto! Magari non sarò morto di paura (ma davvero si può raggiungere questo risultato in un racconto e per giunta di sole quattro paginette?), al massimo ho provato un po' di repulsione alla scoperta della vera natura della mora belloccia che... "intrattiene" il protagonista, ma lo stesso, ben fatto!