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Max Friedmon

Io vagabondo che son io

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- commento -

 

Io vagabondo che son io. Una canzone che mi rappresenta perfettamente. Non l'avesse scritta qualcun altro, avrei potuta scriverla io e semplicemente basandomi sulla mia vita, la vita reale quella che morde e ti fa sputare sangue, non quella che trovi sui libri. Che poi chi scrive libri quasi sempre, al novanta per cento diciamo, non sa di cosa parla. Per fortuna che or leggerete il mio, di libro, che parla della vita perché è tratto dalla vita, la mia vita. Io o affrontato la vita a pugni chiusi e l'ho messa al tappeto almeno tante volte quante lei a messo al tappeto me, ma ogni volta mi sono rialzato, come è vero che il sole sorge e tramonta.. e anche lei, la vita intendo, si è sempre rialzata, dopo che l'avevo messo al tappeto, lo ammetto, glielo riconosco: è una brava combattente, la vita intendo, ma io lo sono di più, lo ammetterete quando avrete finito di leggere questo libro. Un libro vero, come la vita, non un libro fatto di libri come ne scrivono tanti, a quello sono buon tutti.

 

Comando+W. La stagista chiuse il file di testo, lo trascinò nella cartella “ASSOLUTAMENTE NO” e sospirando un “Che Dio me la mandi buona” si accinse ad aprire un nuovo inedito.

 

 

 

 

 

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Ciao @Max Friedmon, credo sia la prima volta che leggo qualcosa di tuo.

 

Avevo cominciato, un po' perplessa, a segnalarti tutto quello che non mi convinceva nel tuo testo: punteggiatura buttata a caso, tanti avverbi... Poi ho letto:

22 ore fa, Max Friedmon ha scritto:

Io o affrontato la vita a pugni chiusi e l'ho messa al tappeto

Macchec..., ho pensato e mi sono messa a ridere. Ho riso perché mi hai imbrogliata per bene, per un paio di minuti almeno.

 

Mi sembra una bella idea scrivere un'incipit sgrammaticato, confuso e roboante. Spesso gli addetti ai lavori nelle case editrici lamentano di ricevere schifezze illeggibili, e io le immagino simili al tuo testo - chissà come sono davvero. Avresti potuto giocarci un po' più a lungo, magari introducendo la trama di questo romanzo eccezionale, tratto dalla vita vera.Nonostante gli errori, quando sono arrivata alla fine ho pensato che ne avrei volentieri letto ancora. Ho pensato che il tuo "scrittore" mi incuriosiva: mi incuriosiva la sua sicurezza, la sua voglia di riscatto, la sua totale mancanza di autocritica. Altro che un giro di editing, qui servirebbe un prof di italiano con la penna rossa.

 

Però le questioni che il tuo raccontino solleva sono già tante, e non sono banali. Qui nel WD si discute spesso se sia più importante saper scrivere cose interessanti o saperle scrivere in modo interessante: per quanto si concluda sempre che forma e contenuto devono andare di pari passo, presto il dibattito si accende di nuovo:

Stiamo sempre a controllare virgole, si lamenta qualcuno, e ci siamo dimenticati che per scrivere serve una storia. Sistemino le virgole gli editor, al vero scrittore è richiesto altro.

Non sappiamo più usare la punteggiatura e i congiuntivi, accusa qualcun altro, e pretendiamo di essere scrittori. Dovremmo tutti farci un esame di coscienza.

I congiuntivi non si usano più, cazzarola. Parlate come mangiate.

E via così.

Se siamo davvero di fronte all'agonia della bella lingua italiana, del contenuto complesso che solo un uso consapevole della forma può rendere - io non lo so. Certo rimango convinta che la chiarezza e il rigore del linguaggio favoriscano una certa chiarezza e rigore del pensiero, ma... ai posteri l'ardua sentenza. 

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ciao @no mercy grazie per il tuo apprezzamento. Il testo non nasce da esperienze personali, ma mi sono divertito a immagine come, nella sede di una casa editrice, possa essere accolto un testo scombiccherato.... scriverlo è stato molto facile: mi sono seduto al pc e ho lasciato fluire le parole, senza preoccuparmi di regole grammatcali, coerenza interna, architettura del testo e soprattutto senza pensare al destino del testo. un'esperienza che ogni scrittore o aspirante tale dovrebbe fare, è liberatoria.

 

Quanto alle questioni che sollevi, sono, secondo me, irrisolvibili. Un testo con una brutta forma e un ottimo contenuto... mi viene in mente quel brano del Simposio di Platone in cui Socrate viene paragonato alla statuette lignee dei Sileni: brutti fuori, "aperti in due mostrano simulacri di divinità". Testi così esistono e alcuni sono stati salvati dal destino della cartella "Assolutamente no", ma solo alcuni.

 

e a proposito del nostro amico che scrive libri veri come la vita...
Un libro vero, come la vita. Come il mio, di libro. Un libro che parla di un vagabondo che ha attraversato città e nazioni senza mai fermarsi troppo. Perché chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto, come diceva non mi ricordo più chi. La memoria mi ha fatto spesso cilecca, chissà perché. Fin da giovane, capitava che andessi in un posto, conoscevo gente nuova e dopo un po'.. puf! Non mi ricordavo più niente di loro. Magari m'incontravano per strada, mi salutavano, mi dicevano questo e quello e io li guardavo come si guarda un perfetto estraneo che ti ferma per strada senza motivo. Una volta un tizio si è pure arrabbiato, per questa faccenda che non mi ricordavo di lui e si era talmente inferocito che a momenti mi saltva addosso. Fortuna che anche allora avevo buone gambe e me la filai velocemente. Chissà chi diavolo era e cosa voleva da me... Comunqe questa storia della memoria che fa cilecca sul più bello è un gran brutta fregatura, sapete... ora per esempio non mi ricordo più cosa volevo scrivere e cosa volevo raccontare in questo libro. Boh...

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che dire?  Ti sei divertito e va bene.

Gli errori però sono troppi per far credere che si tratti di un racconto.

Un'idea c'è - un lettore di una casa editrice davanti a un testo sgrammaticato - ma mi pare che tu l'abbia solo "esposta". Insomma, lo "svolgimento" dov'è? :)

 

Stefano

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2 ore fa, Stevesteve ha scritto:

che dire?  Ti sei divertito e va bene.

Gli errori però sono troppi per far credere che si tratti di un racconto.

Un'idea c'è - un lettore di una casa editrice davanti a un testo sgrammaticato - ma mi pare che tu l'abbia solo "esposta". Insomma, lo "svolgimento" dov'è? :)

 

Stefano

ciao @Stevesteve detto seriamente, non ho capito la tua obiezione

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Ciao

Commento il tuo articolo come da scheda del forum.

La trama e' confusa quanto gli errori grammaticali non c'e um vero e proprio inizio, non c'e sviluppo, troppo corto ed il piccolo colpo di scena finale alla non giustifica una trama cosi misera.

Caratterizzazione dei personaggi:

C'e una caratterizzazione?

Contenuti:

Il messaggio trasmesso non riesco a trovarlo, a meno che nom sia uma presa in giro per qualche scrittore, devo ammettere che il finale e" plausibile con l'inizio della storia.

Stile: 

Non mi sembra scorrevole 

Grammatica:

Le ultime frasi sono scritte bene

Giudizio finale:

Non mi e' piaciuto, l'unica cosa che attira e' il titolo ma non mi sembra originale

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