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M.T.

[H2019] Ciò che viene dal profondo

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commento

 

Traccia n.2: Il pozzo

 

Ero ritornato nella valle del Canto del Diavolo perché avevo sentito dire che in fondo a un pozzo, che conoscevo, c’erano delle grotte stupende da esplorare. Un tempo vi scorreva un fiume sotterraneo ma, dopo il terremoto di trenta anni fa, il suo corso era stato deviato, lasciando libero accesso a meraviglie inesplorate.

Non capivo come si potesse sapere che ci fossero meraviglie se non erano state esplorate. Non mi ricordavo nemmeno chi me lo disse; forse era stata una voce sentita per strada. Tutto quello che per me contava, appassionato di speleologia, era poter vedere quelle grotte.

Così, una domenica, raggiunsi il pozzo di quella casa nel bosco che da bambini spaventava i miei amici. Era soltanto un vecchio podere abbandonato da decenni, ma la sua aria decrepita faceva galoppare la fantasia. “Non aprite quella porta” sussurravano con voce roca i miei amici, ridendo e dandosi delle spinte per esorcizzare la paura che non volevano ammettere di avere. “Il poltergeist ci sta guardando” sghignazzavano lanciando veloci occhiate alle finestre dell’edificio da oltre lo steccato. Non ho mai capito perché non l’hanno mai superato; forse era perché erano suggestionati dalle pellicole di mostri e compagnia brutta che avevamo visto; forse perché non volevano che la casa andasse a perseguitarli dal profondo della notte nei loro incubi se si fossero avvicinati troppo. A me quel posto non faceva paura, forse perché ho sempre creduto che i mostri fossero altri.

Sorrisi ripensando al passato mentre sistemavo l’attrezzatura per scendere nel pozzo. La discesa fu semplice. Arrivato sul fondo, sganciai la corda dall’imbracatura, accesi la torcia e cominciai a esplorare i dintorni.

Seguii quello che era stato il letto del fiume per forse mezzo chilometro prima d’incontrare le grotte. Mossi la luce tutt’intorno, ma non c’era nulla di meraviglioso: tutto era di un grigio plumbeo e sembrava di essere all’interno di un gigantesco alveare.

Continuai la discesa nelle tenebre anche se c’era qualcosa che mi diceva di stare allerta.

E poi, all’improvviso, furono attorno a me.

L’istinto prese il sopravvento. Provai a scappare, ma scivolai e finii lungo disteso per terra.

Mi aspettai che decine di loro calassero su di me staccandomi la carne dalle ossa.

Invece rimasero fermi a fissarmi; uno di loro si diresse un paio di metri davanti a me, prendendo lo smartphone che era uscito dalle mie tasche. Lo vidi prendere contro il tasto d’accensione e la luce dello schermo riflettersi sul suo corpo; gli altri gli si fecero vicini.

Quando si rispense, presero a borbottare tra loro. Pensai che fosse finita, che non avrei più rivisto Annabelle e sarei incorso nello stesso destino di Chucky.

Poi, quello che teneva in mano lo smartphone si voltò verso di me, porgendomelo e facendo dei cenni; capii che voleva che lo facessi ripartire.

Tutti mi si assieparono attorno. Sentii il loro odore di terra bagnata, il loro fiato che sembrava il respiro del diavolo. Feci vedere tutti i video che avevo; feci ascoltare le canzoni scaricate. Sapevo di star posticipando la mia fine, ma una parte di me voleva aggrapparsi all’illusione che sarei riuscito a venirne fuori.

Poi la batteria si scaricò e lo schermo si fece buio. Il silenzio calò come se fossi in un cimitero vivente.

Una vocina nella mia mente prese a cantare “Riesci a sentire la paura? Riesci a sentire la paura?”. Ma in quel momento non provavo niente.

Nell’aria risuonò un gorgoglio che si faceva sempre più insistente. Poi uno di loro mi toccò.

“Ecco, è la fine” pensai.

Ma visto che la fine non giungeva, alzai lo sguardo. Quello che aveva raccolto lo smartphone lo indicava, poi indicava me, passando a fare cenni prima verso la direzione dalla quale ero arrivato e poi verso di loro. Non faceva che ripetere quei gesti.

Capii che voleva che portassi altri smartphone da loro.

Incredulo dall’inaspettata piega presa degli eventi, feci cenno di sì. Ritornai alla corda senza che nessuno mi seguisse; risalii il pozzo, felice di sfuggire a quel mondo di tenebre, promettendomi di non mettere più piede in una grotta.

Ventotto giorni dopo ero ancora intento ad accontentare i loro desideri, portandogli quanto volevano. Forse era stata riconoscenza per avermi risparmiato, forse perché li vedevo come una specie desiderosa di scoprire un mondo così diverso dal loro, privo di qualsiasi sfumatura e divertimento. Anche se gli artigli dei piedi e i pungiglioni che uscivano dalle mani facevano intendere che erano predatori temibili, non li avvertivo come una minaccia.

Solo una volta, quando uno di loro mi si avventò contro, provai paura; ma gli altri gli furono addosso prima che mi toccasse, facendolo a pezzi.

Da allora, furono ancora più gentili con me, specialmente quello che per difendermi aveva perso un occhio; da quel momento ebbi sempre una scorta che teneva lontano i membri della specie che non mi conoscevano. Anche se delle grotte avevo esplorato solo la parte iniziale, supposi che dovevano essercene decine, forse centinaia, di quelle creature dai corpi biancastri che potevano cambiare dimensione, adattandosi allo spazio che avevano a disposizione. Erano però i loro occhi a esercitare il fascino maggiore su di me: c’era un’intelligenza che si faceva umana ogni giorno di più. E poi in quelle pupille c’era una luccicanza che mi ricordava qualcosa, ma che non riuscivo a focalizzare: quando le fissavo, avvertivo una strana pace, non mi sentivo fuori posto come in quel villaggio dei dannati che era il paese in cui abitavo.

Fu proprio quella luccicanza che un giorno cambiò tutto.

Stavo camminando per andare al lavoro quando urtai un uomo. Subito mi scusai, ma l’altro mi fece l’occhiolino con l’occhio cieco, mentre la pupilla dell’altro luccicò in maniera inconfondibile. Poi sorrise e si allontanò, lasciandomi di sasso in mezzo al marciapiede.

Feci per seguirlo ma una fitta al braccio mi costrinse ad abbassare lo sguardo: sulla mano avevo un bozzo, segno di qualcosa di grosso che mi aveva punto. Un lieve capogiro mi fece ondeggiare; ci fu un lampo e mi rividi bambino in una grotta. Quando mi ripresi, era sparito nella folla.

Colto da angoscia, tornai a casa, presi auto, attrezzatura e andai al pozzo. Una volta sottoterra non potei che costatare la realtà: non c’era più nessuno. La scoperta più sconvolgente però fu che in una delle grotte più profonde c’era un gigantesco cumulo di corpi umani completamente scuoiati; un altro lampo mi fece vedere come si erano vestiti di quelle pelli.

Tutto mi fu chiaro: mi avevano usato per sapere come muoversi tra la gente, così da mescolarsi in mezzo a essa senza destare sospetti e colpirla quando meno se lo aspettava. Lupi travestiti da pecora che restavano in fremente attesa per ghermire la preda. Inconsapevolmente, avevo condannato la nostra razza a una fine brutale. Dovevano essere fermati, ma non sapevo come fare, né come avvertire le persone del pericolo che correvano.

Impotente, tornai a casa. La testa aveva ripreso a girare. Ebbi un altro lampo: vidi me stesso bimbo urlare mentre dita bianche mi afferravano. Guardai la mano: il bozzo era sparito. Mi diressi in bagno. Riempii il lavandino d’acqua e fissai lo specchio. Un baluginio familiare corse nelle mie pupille.

Allora ricordai tutto. Di come da cucciolo fui fatto vivere assieme a un piccolo umano perché imparassi a comportarmi come lui in tutto e per tutto; di come fu scuoiato perché potessi indossare la sua pelle e occupare il suo posto nella società umana. Di come i ricordi sulla mia natura fossero cancellati prima di essere mandato in mezzo agli uomini per apprendere i loro costumi, con l’ordine inconscio immesso nel mio cervello di ricordarmi delle grotte sotto il pozzo al mio trentacinquesimo anno di età, quando sarei dovuto ritornare per insegnare agli altri.

Alzai la mano e mi strappai la faccia, guardando per la prima volta il mio vero volto.

Sentii al pianterreno la porta dell’ingresso aprirsi. «Caro, sono tornata.» Uscii dal bagno e scesi di sotto.

Le urla cominciarono.

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@M.T. (y) Direi che hai azzeccato traccia e genere!

 

Mi ha avvinto e convinto tutto l'intreccio tranne il finale.

Capisco che volessi dargli effetto il più possibile, e l'ho sentito, al momento. Ma, un attimo dopo, ho scorso il testo sino a questo punto, dove dici:

15 ore fa, M.T. ha scritto:

Stavo camminando per andare al lavoro quando urtai un uomo. Subito mi scusai, ma l’altro mi fece l’occhiolino con l’occhio cieco, mentre la pupilla dell’altro luccicò in maniera inconfondibile. Poi sorrise e si allontanò, lasciandomi di sasso in mezzo al marciapiede.

 

Mi son detta: perché allora, nel finale, lui non si lascia com'è, a beneficio della sua "missione"?

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Una storia alla invasione degli ultracorpi, magari poco originale ma di buona fattura secondo me. Ho gradito molto l'incedere degli eventi, seppur lo stile adottato, alle volte, smorzasse un po' il ritmo. Faccio giusto un esempio:

 

17 ore fa, M.T. ha scritto:

Colto da angoscia, tornai a casa, presi auto, attrezzatura e andai al pozzo. Una volta sottoterra non potei che costatare la realtà: non c’era più nessuno. La scoperta più sconvolgente però fu che in una delle grotte più profonde c’era un gigantesco cumulo di corpi umani completamente scuoiati; un altro lampo mi fece vedere come si erano vestiti di quelle pelli.

Qui mi offri lo scenario ben descritto e mi porti a pensare alle conseguenze di ciò

 

17 ore fa, M.T. ha scritto:

Tutto mi fu chiaro: mi avevano usato per sapere come muoversi tra la gente, così da mescolarsi in mezzo a essa senza destare sospetti e colpirla quando meno se lo aspettava. Lupi travestiti da pecora che restavano in fremente attesa per ghermire la preda. Inconsapevolmente, avevo condannato la nostra razza a una fine brutale.

Ma subito dopo me lo spieghi... e secondo me è superfluo, almeno per i miei gusti.

 

Comunque, al netto di ciò, ho gradito abbastanza la tua storia, e mi sono divertito molto a notare tutte le citazioni all'horror che hai disseminato per il testo (penso di averle beccate tutte).

Una buona prova secondo me, ciao, e a rileggerci @M.T.

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2 ore fa, Rhomer ha scritto:

mi sono divertito molto a notare tutte le citazioni all'horror che hai disseminato per il testo (penso di averle beccate tutte).

se non ricordo male, ne ho messe quattordici. Chissà se anche altri le individueranno :P 

 

2 ore fa, Rhomer ha scritto:
19 ore fa, M.T. ha scritto:

Colto da angoscia, tornai a casa, presi auto, attrezzatura e andai al pozzo. Una volta sottoterra non potei che costatare la realtà: non c’era più nessuno. La scoperta più sconvolgente però fu che in una delle grotte più profonde c’era un gigantesco cumulo di corpi umani completamente scuoiati; un altro lampo mi fece vedere come si erano vestiti di quelle pelli.

Qui mi offri lo scenario ben descritto e mi porti a pensare alle conseguenze di ciò

 

19 ore fa, M.T. ha scritto:

Tutto mi fu chiaro: mi avevano usato per sapere come muoversi tra la gente, così da mescolarsi in mezzo a essa senza destare sospetti e colpirla quando meno se lo aspettava. Lupi travestiti da pecora che restavano in fremente attesa per ghermire la preda. Inconsapevolmente, avevo condannato la nostra razza a una fine brutale.

Ma subito dopo me lo spieghi... e secondo me è superfluo, almeno per i miei gusti.

Anche secondo me. Però poi c'è sempre quello che salta fuori e chiede perché i corpi sono stati scuoiati, perché hanno usato la pelle, perché si mimetizzano. Chi ha letto e visto horror lo capisce subito; per altri, non è così scontato. O ci si becca del criptico o che si spiega troppo; insomma, non si fa mai bene per tutti.

 

3 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

perché allora, nel finale, lui non si lascia com'è, a beneficio della sua "missione"?

Perché può utilizzare qualsiasi pelle: il suo corpo può adattarsi a qualsiasi "contenitore" umano.

Se non avessi messo questa scena, qualcuno poteva obiettare che poteva essere sotto l'effetto della puntura, che fosse un'allucinazione quella che stava vivendo, mentre volevo che non ci fossero dubbi su questo.

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@M.T. all'inizio ho creduto ci fosse troppo "lieto fine" e solo molto avanti nel racconto ho capito il perché di tante attenzioni da parte di quegli esseri verso lo speleologo. Sei stato bravo a non lasciare trapelare nulla. Un buon racconto. Piaciuto.

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Ciao @M.T. e bentrovato al contest.

Il tuo racconto intrattiene piacevolmente ma, a mio opinabilissimo parere, ha poco "punch", non fa veramente paura, gli manca, insomma, il colpo del ko per stendere il lettore.

Penso che due siano le cause principali di questa sensazione: una certa qual complessità della vicenda (trattandosi di una storia che si svolge su un arco temporale di giorni, se non di settimane, sarebbe stata necessaria una progressione della storia diluita in più spazio narrativo: banalmente ti sarebbero giovati più caratteri!

È una trappola nella quale cado spessissimo anch'io: storie troppo strutturate che poi, necessariamente, devono essere spiegate per contenerle negli 8k, oppure che spingono allo stratagemma dei salti temporali. Invece, questi racconti devono vertere su una/due scene totali, amen.) e, conseguenza della prima osservazione, una narrazione "riassuntiva" che finisce con il risultare un poco piatta.

Rimane, come detto in apertura, un intrattenimento piacevole, sostenuto da una storia più che valida, e da uno stile fluido, ma si tratta, ahimè, di una bestia che non morde.

 

 

Modificato da Pulsar

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14 minuti fa, Pulsar ha scritto:

non fa veramente paura

non ti do torto, lo dicevo in chat nei giorni scorsi; la nota simpatica del racconto è aver reso omaggio al genere citando pellicole di genere. Sarebbe interessante vedere quante vengono trovate da chi legge.

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1 ora fa, M.T. ha scritto:

non ti do torto, lo dicevo in chat nei giorni scorsi; la nota simpatica del racconto è aver reso omaggio al genere citando pellicole di genere. Sarebbe interessante vedere quante vengono trovate da chi legge.

 

Forte questo inserimento di titoli horror! Senti se li ho trovati tutti (e tieni presente che io non sono un'appassionata del genere):

 

Poltergeist

 

Il Canto del Diavolo

 

Non aprite quella porta

 

Riesci a sentire la paura?

 

Villaggio dei dannati

 

Il respiro del diavolo

 

La luccicanza

 

 

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12 minuti fa, M.T. ha scritto:

Sarebbe interessante vedere quante vengono trovate da chi legge.

Mi auto cito e quasi quasi mi vien da aprire un mini contest nel contest: individuare quali film ho citato.

Cosa si vince?

Un caz. Tradotto dal dialetto: un bel niente. Ma l'importante è divertirsi, no? ( :P )

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1 ora fa, M.T. ha scritto:

Mi auto cito e quasi quasi mi vien da aprire un mini contest nel contest: individuare quali film ho citato.

Cosa si vince?

Un caz. Tradotto dal dialetto: un bel niente. Ma l'importante è divertirsi, no? ( :P )

 

Ma non hai letto la mia risposta sopra? :o

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@Poeta Zaza mi hai preceduto di pochi secondi nel fare l'annuncio :P 

Non male per una non appassionata del genere: ne hai individuati la metà :) 

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1 ora fa, Poeta Zaza ha scritto:

 

Forte questo inserimento di titoli horror! Senti se li ho trovati tutti (e tieni presente che io non sono un'appassionata del genere):

 

Poltergeist

 

Il Canto del Diavolo

 

Non aprite quella porta

 

Riesci a sentire la paura?

 

Villaggio dei dannati

 

Il respiro del diavolo

 

La luccicanza

 

 

 

Aggiungo:

 

Quella casa nel bosco

 

Da profondo della notte

 

***

 

P.S.:

Lascio gli altri cinque alla ricerca degli altri lettori! 

Bravo ad averli inseriti con naturalezza nel testo, @M.T.

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20 minuti fa, Poeta Zaza ha scritto:

Aggiungo:

 

Quella casa nel bosco

 

Da profondo della notte

Esatto! 9/14 :) 

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Ciao @M.T.!

un racconto che mi è piaciuto perché si discosta dal classico racconto horror in cui prevalgono macabre scene, fitti misteri e stregonerie già dalle prime battute. La narrazione è scorrevole e nella parte centrale della trama quasi ci si dimentica che si tratta di un horror per poi sprigionare il terrore nell’ultima battuta. Basta la consapevolezza delle proprie radici per rinnegare senza esitazione l’esistenza vissuta per gran parte della vita e colpire senza pietà l’ignara moglie e gli affetti.

 

Mi è piaciuta un po’ meno questa parte dove viene spiegato tramite flashback tutto ciò che non era stato detto fino a quel momento, mi sembra che interrompa una narrazione che fino a quel momento era stata sublime. Ma è un gusto personale mio.

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

destare sospetti e colpirla quando meno se lo aspettava. Lupi travestiti da pecora che restavano in fremente attesa per ghermire la preda. Inconsapevolmente, avevo condannato la nostra razza a una fine brutale. Dovevano essere fermati, ma non sapevo come fare, né come avvertire le persone del pericolo che correvano.

Impotente, tornai a casa. La testa aveva ripreso a girare. Ebbi un altro lampo: vidi me stesso bimbo urlare mentre dita bianche mi afferravano. Guardai la mano: il bozzo era sparito. Mi diressi in bagno. Riempii il lavandino d’acqua e fissai lo specchio. Un baluginio familiare corse nelle mie pupille.

Allora ricordai tutto. Di come da cucciolo fui fatto vivere assieme a un piccolo umano perché imparassi a comportarmi come lui in tutto e per tutto; di come fu scuoiato perché potessi indossare la sua pelle e occupare il suo posto nella società umana. Di come i ricordi sulla mia natura fossero cancellati prima di essere mandato in mezzo agli uomini per apprendere i loro costumi, con l’ordine inconscio immesso nel mio cervello di ricordarmi delle grotte sotto il pozzo al mio trentacinquesimo anno di età, quando sarei dovuto ritornare per insegnare agli altri

 

Nel complesso un buonissimo racconto 😁

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33 minuti fa, Alessandroperbellini ha scritto:

La narrazione è scorrevole e nella parte centrale della trama quasi ci si dimentica che si tratta di un horror per poi sprigionare il terrore nell’ultima battuta.

Se ci sono riuscito, tanta roba, ma sinceramente, non so quanto può spaventare davvero. Forse c'è il rovesciare i ruoli, ma forse neanche quello (con tutto quello che ho visto, non riesco davvero a trovare nulla di nuovo).

 

35 minuti fa, Alessandroperbellini ha scritto:

Mi è piaciuta un po’ meno questa parte dove viene spiegato tramite flashback tutto ciò che non era stato detto fino a quel momento, mi sembra che interrompa una narrazione che fino a quel momento era stata sublime.

è come ho risposto a @Rhomer  : se non si rivelano certe cose, a qualcuno possono sorgere dei dubbi. Meglio lasciarli o toglierli (i dubbi)? E' una scelta dell'autore. Forse in un film la cosa verrebbe resa in modo migliore.

 

21 ore fa, Pulsar ha scritto:

si tratta, ahimè, di una bestia che non morde.

quoto. Altre idee però non mi sono sovvenute, a meno che non facessi come nell'altro contest di Halloween e scatenassi una mattanza, cosa che però, per me, a parte poter infastidire, non spaventa più.

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@M.T. ho apprezzato l’originalità dell’idea centrale, diversa da tutti gli altri racconti del contest che ho letto finora. Sono d’accordo con te sulla necessità del flashback; io, per esempio, se non ci fosse stato, ti assicuro che avrei avuto più di un dubbio a collegare gli eventi con l’antefatto. Quanto alle citazioni... le lascio a chi è più esperto di me!

Buon contest e alla prossima!

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Ciao @M.T.,

Prima due piccole considerazioni:

 

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

forse era perché erano suggestionati dalle pellicole di mostri e compagnia brutta che avevamo visto

Leverei l'espressione in grassetto che, secondo me, è un po' troppo colloquiale. 

 

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

A me quel posto non faceva paura, forse perché ho sempre creduto che i mostri fossero altri.

Nel pezzo precedente usi già due volte il "forse perché". Siccome indica qualcosa di dubitativo e parli degli altri bambini ci sta bene, ma in questa frase, dove è il soggetto narrante a parlare, lo eviterei. Metterei due punti dopo "paura", mi suonerebbe meglio. 

 

La storia fila via meravigliosamente, il soggetto è avvincente e la trama ben svolta. Sullo stile, fresco e lineare, niente da dire (a parte quelle due frasi sopra che mi sono saltate all'occhio) mi è molto piaciuto. Infine ho trovato azzeccatissimo il tema del pozzo. 

Per quanto riguarda la tematica horror, in alcuni punti hai creato sufficiente suspence e ansia nel lettore, ma ho avuto la sensazione che tu non abbia avuto caratteri sufficienti per espandere alcune parti e indugiare su questo aspetto. Effettivamente di cose ne accadono e gli 8k caratteri erano probabilmente stretti. Ad esempio, nel momento del primo incontro con gli esseri (che mi hanno un po' ricordato I Visitor's, li guardavo da bambina e mi faceva davvero molta paura quando si strappavano la pelle) potevi soffermati di più, creando più ansia e inquietudine. 

 

Nel complesso mi è piaciuto, una lettura scorrevole e accattivante. 

 

Talia 

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Ho letto ora i commenti che mi hanno preceduto e ho trovato simpatica l'idea di inserire i titoli dei film! 

 

Talia 

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Ciao @M.T., bentrovato. 

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

perché erano suggestionati dalle pellicole di mostri e compagnia brutta che avevamo visto

Ho visto che te l'ha segnato anche Talia, e mi ha saltato all'occhio per un motivo diverso. A me quel compagnia brutta sa di superfluo. Insomma, i mostri sono di per sé brutti, è sott'inteso. E leggendo mi ha anche disturbato il ritmo. L'avrei eliminato. 

 

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

uno di loro si diresse un paio di metri davanti a me, prendendo lo smartphone che era uscito dalle mie tasche. Lo vidi prendere contro il tasto d’accensione e la luce dello schermo riflettersi sul suo corpo; gli altri gli si fecero vicini.

Non mi piace il termine prendendo, anche perché dopo poco usi lo stesso verbo. Che ne diresti di una piccola modifica: afferrando lo smartphone oppure raccogliendo, anche se non mi pare sia caduto a terra. Mi spieghi però cosa vuol dire prendere contro, perché non l'ho capito. Ho pensato anche che fosse un'espressione dialettale. Non è che volessi dire premere contro? Anche se avrei detto premere il tasto.

 

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

Una vocina nella mia mente prese a cantare

Ma quanto ti piace il verbo prendere da 1 a 10? :P Stavo per suggerirti di usare iniziò a cantare (o si fece sentire), ma meglio non infierire troppo. :P 

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

utto mi fu chiaro: mi avevano usato per sapere come muoversi tra la gente, così da mescolarsi in mezzo a essa senza destare sospetti e colpirla quando meno se lo aspettava. Lupi travestiti da pecora che restavano in fremente attesa per ghermire la preda. Inconsapevolmente, avevo condannato la nostra razza a una fine brutale. Dovevano essere fermati, ma non sapevo come fare, né come avvertire le persone del pericolo che correvano.

Eliminerei questa parte, non solo perché mi sa da spiegone, ma perché affloscia la tensione inutilmente (rispetto però la scelta, ho letto la risposta a Rhomer e Alessandro :) ). Come avrei eliminato anche: 

 

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

mpotente, tornai a casa

E inizierei il paragrafo con: La testa riprese a girare. Ebbi un altro lampo: ecc.

Per finire il racconto con: 

 

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

Alzai la mano e mi strappai la faccia, guardando per la prima volta il mio vero volto.

Punto. La chiusura perfetta. 

 

Per il resto, il racconto è ben scritto, come sempre d'altronde. Mi è piaciuta la storia, che fila liscia dall'inizio alla fine (tolta la parte con il ritorno dalla compagna). Ho trovato avvincente la trama, così come l'ambientazione sotterranea (il terreno su cui ti trovi bene :asd:). I mostri, sono sincera, non mi hanno fatto tanta paura. Li ho trovati addirittura simpatici. Forse perché il lettore non ha percezione che lo speleologo sia in pericolo, almeno io non l'ho avuta. Ho apprezzato però tanto il twist finale. Una bella prova.  A rileggerci!

 

p.s. Ottima trovata dei titoli inseriti, ne ho riconosciuto un paio pur non essendo l'amante del genere. xD 

Modificato da Emy
aggiunta p.s.

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Ciao @M.T.

Ti hanno già detto abbastanza e io non trovo nulla di nuovo da dire. La storia richiama subito alla mente alcune scene già viste  ma tu le hai trattate con originalità.

Ho trovato un po' strano che si vestano della pelle dei morti, e che lui se la strappi dal viso dopo che la indossa da quando era piccolo.  Mi sono anche chiesta perché si palesano a lui pungendolo in strada e non già dentro la grotta che lui ormai frequenta. Inoltre trentacinque anni sono molti da aspettare per conquistare la terra, sicuramente durante questo tempo avranno fatto in modo di conoscere i terrestri visti i corpi scuioati ( per capire che sono stati scuoiati si presume che siano belli freschi) non mi torna qualcosa, possibile che siano rimasti fermi ad aspettare che lui arrivasse al trentacinquesimo anno di età per agire e sapere cos'è un cellulare? 

Nel complesso un ottimo racconto, la trama è un po' confusa.   

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@Talia @Emy compagnia brutta era la distorsione, essendo in tema horror, di compagnia bella; tuttavia, sì, si può tranquillamente evitare.

 

2 ore fa, Emy ha scritto:

I mostri, sono sincera, non mi hanno fatto tanta paura. Li ho trovati addirittura simpatici.

Ho creato tanti Freddy Krueger (in certi film i protagonisti adolescenti sono così odiosi che Freddy risulta simpatico :P )

 

2 ore fa, Alba360 ha scritto:

Ho trovato un po' strano che si vestano della pelle dei morti

Serve per stare in mezzo alla gente e non farsi riconoscere.

 

2 ore fa, Alba360 ha scritto:

che lui se la strappi dal viso dopo che la indossa da quando era piccolo

Mezzo usato perché non ci siano lettori col dubbio se lui è o non è uno di loro.

 

2 ore fa, Alba360 ha scritto:

Mi sono anche chiesta perché si palesano a lui pungendolo in strada e non già dentro la grotta che lui ormai frequenta.

Perché la memoria sarebbe dovuta tornare da sé  nel momento in cui lui ritorna a contatto con il suo popolo; ma visto che non avviene, occorre qualcosa di più forte come la puntura. Essendo ormai fuori dalla grotta e non potendoli più ritrovare là sotto, lo fanno quando lo incontrano.

 

2 ore fa, Alba360 ha scritto:

Inoltre trentacinque anni sono molti da aspettare per conquistare la terra, sicuramente durante questo tempo avranno fatto in modo di conoscere i terrestri visti i corpi scuioati

Sono una razza che si è risvegliata da poco (il terremoto che prosciuga il fiume e li fa uscire dal sonno in cui si trovavano), che vuole conoscere bene la preda con cui ha a che fare, visto quanto velocemente è cambiata dall'ultima volta che l'hanno incontrata. Il lasso di tempo usato è un cliché tipico dell'horror (il mostro che torna dopo tot anni, come in It o Jeepers Kreepers).

 

2 ore fa, Alba360 ha scritto:

possibile che siano rimasti fermi ad aspettare che lui arrivasse al trentacinquesimo anno di età per agire e sapere cos'è un cellulare? 

Sono dei predatori, ma non predatori tutto attacco e sbranamento come solito fare. Pensa a quanto è cambiato l'uomo da inizio ventesimo secolo a inizio ventunesimo secolo: in cento anni è cambiato parecchio. Questo li ha spiazzati (visto che prima dell'era industriale l'evoluzione era più lenta, mentre dopo è balzata avanti in brevissimo tempo) e avevano bisogno di apprendere bene tutti i loro punti deboli e abitudioni prima di colpire; per farlo, era necessario che qualcuno glielo spiegasse bene, senza errore, per questo hanno fatto vivere un loro piccolo in mezzo agli uomini per anni. 

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ciao @M.T., il tuo racconto è ben scritto e la trama avvincente. Nella parte centrale forse avresti potuto rendere un po più spaventoso l'incontro con le creature, magari descrivendole. Il fatto che si siano rivelate da subito "docile" col protagonista ha un po smorzato la tensione che torna solo nelle ultimissime righe del finale. Mi trovo d'accordo con gli altri sul fatto che probabilmente una trama così complessa forse ci sta un po stretta nel limite degli 8k caratteri. Ecco, diciamo che il tuo racconto, se elaborato ed ampliato, potrebbe benissimo essere la base di un bel romanzo horror.

In ogni caso una bella prova. A presto e buon contest ;) 

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Ciao @M.T.

davvero un bel pezzo. Ci guidi per mano, piano piano, senza farci capire nulla di quale potrebbe essere lo sviluppo, e alla fine un colpo di scena dopo l'altro !

Si legge bene, senza fronzoli, e tieni col fiato sospeso perché fai in modo che a ogni capoverso può esserci una novità che ci stuzzichi.

Non aggiungo altro se non che mi sono divertito leggendoti. Bravo.

 

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Ciao @M.T. mi è piaciuta la storia nel complesso. Ho apprezzo i tentativi di inserire titoli di film nella trama, anche se credo che per incastrarli hai tolto spazio al finale. All'inizio per esempio ho trovato descrizioni che forse potevano essere asciugate.

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

Così, una domenica, raggiunsi il pozzo di quella casa nel bosco che da bambini spaventava i miei amici. Era soltanto un vecchio podere abbandonato da decenni, ma la sua aria decrepita faceva galoppare la fantasia. “Non aprite quella porta” sussurravano con voce roca i miei amici, ridendo e dandosi delle spinte per esorcizzare la paura che non volevano ammettere di avere. “Il poltergeist ci sta guardando” sghignazzavano lanciando veloci occhiate alle finestre dell’edificio da oltre lo steccato. Non ho mai capito perché non l’hanno mai superato; forse era perché erano suggestionati dalle pellicole di mostri e compagnia brutta

Come qui.

Quel "compagnia brutta"?..boh, non saprei :sss:

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

Continuai la discesa nelle tenebre anche se c’era qualcosa che mi diceva di stare allerta.

Cosa? Il sesto senso? Qui mi manca di sapere qualcosa.

 

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

capii che voleva che lo facessi ripartire.

a questo punto mi sono immaginata una scena grottesca.

 

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

il loro fiato che sembrava il respiro del diavolo.

Perchè non hai pensato a dire da subito chi sono quelle presenze? Perchè tacerle fino alla fine? Ti spiego le mie titubanze e il mio ragionamento - sempre e solo mio, sia chiaro - se avessi detto che erano creature orribili, forse non mi sarei immaginata un gorilla con le manone prendere il cellulare e chiederne ancora. Scusa, ma a quel punto la mia tensione si è abbassata, ho messo in  moto il cervello e niente... il gorilla o la scimmia sono prevalse nella mia testa, anche perchè comunicavano con i gesti e fare uno più uno con gli uomini primitivi è stato un attimo.

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

Forse era stata riconoscenza per avermi risparmiato, forse perché li vedevo come una specie desiderosa di scoprire un mondo così diverso dal loro, privo di qualsiasi sfumatura e divertimento. Anche se gli artigli dei piedi e i pungiglioni che uscivano dalle mani facevano intendere che erano predatori temibili, non li avvertivo come una minaccia.

Qui ammetti che lo stesso protagonista non ha paura, li ha visti in faccia, potevano sbranarlo, aveva sentito il tocco della morte, ma non ha paura. E' un po' come dire al lettore, rilassatevi perchè tanto Loro non sono una minaccia. Solo dopo si spiega tutto, ma nel mentre? Non so, è per ragionare, il tuo racconto mi è piaciuto ecco perchè mi piace sollevare queste riflessioni.

 

Il 26/10/2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

Anche se delle grotte avevo esplorato solo la parte iniziale, supposi che dovevano essercene decine, forse centinaia, di quelle creature dai corpi biancastri che potevano cambiare dimensione, adattandosi allo spazio che avevano a disposizione. Erano però i loro occhi a esercitare il fascino maggiore su di me: c’era un’intelligenza che si faceva umana ogni giorno di più. E poi in quelle pupille c’era una luccicanza che mi ricordava qualcosa, ma che non riuscivo a focalizzare: quando le fissavo, avvertivo una strana pace, non mi sentivo fuori posto come in quel villaggio dei dannati che era il paese in cui abitavo.

Da qui le cose cambiano e la trama diventa figa. Ci dici con chi abbiamo a che fare e gli indizi sono suggestivi. L'oggetto è bello. Peccato per i pochi caratteri nel finale. Scusa le considerazioni iniziali

Ciao

 

 

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Il ‎03‎/‎11‎/‎2019 alle 11:01, Marco86 ha scritto:

una trama così complessa forse ci sta un po stretta nel limite degli 8k caratteri. Ecco, diciamo che il tuo racconto, se elaborato ed ampliato, potrebbe benissimo essere la base di un bel romanzo horror.

Ampliato renderebbe di più; riuscire a scrivere un horror... non so, credo mi manchi qualcosa per poter realizzare un lavoro su tale genere.

 

Il ‎03‎/‎11‎/‎2019 alle 22:58, Mariner P ha scritto:

Non aggiungo altro se non che mi sono divertito leggendoti.

Grazie (anche se forse avrei dovuto spaventare :P )

 

1 ora fa, Lauram ha scritto:

Quel "compagnia brutta"?..boh, non saprei :sss:

parte che va eliminata

 

1 ora fa, Lauram ha scritto:
Il ‎26‎/‎10‎/‎2019 alle 19:01, M.T. ha scritto:

il loro fiato che sembrava il respiro del diavolo.

Perchè non hai pensato a dire da subito chi sono quelle presenze?

Uno, perché non mi piaceva rivelare subito com'erano questi esseri. Due, perché alcune parti, come questa, servivano a citare film horror.

 

1 ora fa, Lauram ha scritto:

Scusa, ma a quel punto la mia tensione si è abbassata, ho messo in  moto il cervello e niente... il gorilla o la scimmia sono prevalse nella mia testa, anche perchè comunicavano con i gesti e fare uno più uno con gli uomini primitivi è stato un attimo.

:rofl:  (e qui mi sono sbragato dal ridere :D)

 

1 ora fa, Lauram ha scritto:

Qui ammetti che lo stesso protagonista non ha paura, li ha visti in faccia, potevano sbranarlo, aveva sentito il tocco della morte, ma non ha paura. E' un po' come dire al lettore, rilassatevi perchè tanto Loro non sono una minaccia. Solo dopo si spiega tutto, ma nel mentre?

Appunto, non devono sembrare una minaccia. Per il momento. Il lettore si deve chiedere come mai tutto ciò; si deve domandare che forse c'è qualcosa che non va. Non è la stessa cosa, ma è come nel primo film di Venerdì 13: la protagonista pensa di essere al sicuro con la donna che tenta di aiutarla e poi scopre che... lo spettatore abbassa la guardia e viene colpito quando meno se lo aspetta (non ci sono riuscito, ma l'intento era questo). 

 

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6 ore fa, M.T. ha scritto:

lo spettatore abbassa la guardia e viene colpito quando meno se lo aspetta (

Sì, vero.

6 ore fa, M.T. ha scritto:

non ci sono riuscito

E chi l'ha detto? Poi si spiega tutto :P

Ciao:)

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12 ore fa, Lauram ha scritto:
18 ore fa, M.T. ha scritto:

non ci sono riuscito

E chi l'ha detto? Poi si spiega tutto :P

Sinceramente, non è dei lavori migliori che ho realizzato. Sta in piedi, non ha buchi, ma non è nulla di eccezionale: si legge ma non è esaltante. La cosa positiva del racconto è che si sono incastrati bene i titoli di opere horror famose (mancano ancora alcuni titoli da individuare).

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Mi è piaciuto molto. Ho apprezzato l'ambientazione, lo stile, il modo in cui gestisci l'evoluzione del protagonista e i vari colpi di scena. Dal titolo mi aspettavo qualcosa di stampo lovecraftiano, invece il tuo racconto mi ha colpito e affascinato in un altro senso.

La cosa che mi ha convinto meno di tutte è il finale. Le urla lasciano intendere che il protagonista abbia scelto di mostrare la propria vera natura; ma secondo me è un cambio troppo repentino. Trentacinque anni di vita da umano non si cancellano con un colpo di spugna. Vedrei meglio sorgere un dilemma, un po' come per Ryo in Devilman, anche se capisco il limite di caratteri...

Comunque sia, molto interessante^^

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Buon pomeriggio, @M.T. .

 

Inizio col segnalarle una frase che non mi è piaciuta: "Lo vidi prendere contro il tasto d’accensione".  Quel "prendere contro" cozza, soprattutto se sono umanoidi: possono comunque "premere" un tasto, imho.

 

Non sono un appassionato di film horror, ma qualche cameo (2-3, non di più) a titoli noti - anche a chi non gradisce il genere - li ho notati.

 

Bella idea, ma solo discretamente sviluppata: dico così perché non mi hanno convinto il fatto che inizialmente "hanno lasciato stare" il protagonista, ma soprattutto perché quest'ultimo, se si è "vestito" della pelle di un ragazzino circa 20 anni prima, difficilmente la avrebbe potuta mantenere "in salute" e addirittura far crescere - simulandone l'aspetto in età adulta - a meno che nel racconto non venisse adeguatamente spiegato.

 

Però rimane comunque un buon racconto, che mi è davvero piaciuto. Alla prossima!

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