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Ciao @Floriana il tuo è un racconto che mi ha colpito moltissimo. È molto difficile da comprendere ma voglio provarci. Scusami fin d'ora se ti farò domande sciocche.

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Chi conosce Edoardo, entra in sintonia con la parola Vita.

Mi piace molto questa frase: penso che non tutti gli adulti si rapportano ai bambini con armonia. Eppure a guardarle, queste creature sono vita appena sbocciata.

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Vita con un semplice nastro colorato: blu o rosa? E’ sempre difficile scegliere ma l’importante si sa, è amare comunque! Un bambino è come un mazzo di fiori, ricco di colori, vario ma soprattutto unico. Non troverai mai un fascio uguale all’altro.

la frase tutta è opinione elevata. La diversità rende ci rende unici, ma E’ sempre difficile scegliere che cosa non l'ho capito.

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

’incontro con lui è sempre una pura casualità. Mi passa accanto, mi sorride e va per la sua strada. Il suo skateboard è troppo veloce per corrergli dietro, ci provo – altro che ci provo – ma ogni volta abbasso gli occhi e penso di non essere più in grado di stare al suo passo

è anche bella questa frase che fa da metafora, secondo le mie sensazioni, della vita della protagonista. Mi piace il lampo che colto, io leggo e commento per sensazione ricevuta, poi non è importante se l'autore voleva o meno provocare in me certe cose, ogni lettore è diverso e recepisce in manera diversa.

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Ho già l’età per non sognare più. Così mi sistemo comoda sulla mia sedia a rotelle, aggiusto la copertina di lana sulle gambe cercando di fare attenzione a non farla pendere solo da una parte. Son meticolosa? No, direi che mi piace dosare la bilancia in equo modo. Ma a volte è così complicato. Invece Edoardo è perfetto così com’è. Non ha bisogno di essere equilibrato, almeno non da me.

A perte che scrivi benissimo e le tue frasi raggiungono il cuore, ma la frase sottolineata mi colpisce molto, ho immaginato te Floriana seduta sulla tua sedia mentre sogni i sogni di Edoardo, che ti sfreccia a fianco, ti sorride e ci vedo un incontro d'anime. Qualcosa che supera la razionalità accade in quel momento. Quindi forse un punto interrogativo dopo più Ho già l’età per non sognare più? lascia al lettore la speranza, che un ignoto barlume di di felicità in più arrivi da chissà quale posto nascosto.

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Cogliere il senso della vita è un compito che l’essere umano ha. Il mio? È quello di prendere gli appunti e giunta fin qui, non posso arrendermi.

<3

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

tetraparesi spastica, ho avuto sempre un’ironia verso questo nome. Mi continuavo a domandare che cosa avessi a che fare con la plastica. Si lo so, invertivo qualche consonante ma l’idea bizzarra di assomigliare ad una bottiglia di plastica tutta accartocciata mi piaceva. I miei movimenti erano simili ad una bottiglia che tentava di riempirsi da sola: mi snodavo con fatica. Ricordo che portavo la mia “condizione fisica” come un passo d’elefante: goffo e solitario. Non volevo accettare che una malattia, poteva essere in realtà, una vittoria.

Chi non ha mete da conquistare ha solo da perdere!

Molto carina la visione plastificata della malattia:D

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

In Edoardo trovo tutta la calma e la forza di volontà per poter affrontare tutte le problematiche del mondo, non so quale sia il suo segreto ma so che lui ha questa straordinaria capacità.

Chi vede questo in un bambino ha occhi per vedere oltre tutto il male che può esistere. Rendersene conto è già moltissimo, Complimenti per questa tua riflessione.

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

La sua presenza nella mia vita è solo un’istante, un battito felice che traccia una netta traiettoria dei nostri anni luce. Sono tanti, forse anche troppi, ecco perché trovo difficile avvicinarmi ad Edoardo. La sua luce brilla più della mia. La sua scia dorata lascia un segno immediato. Sembra un angelo ma non lo è. È solo un ragazzo-bambino che tenta di disegnare sulla mia strada, il percorso più semplice della vita: il ritorno della mia adolescenza mancata. Un volto angelico tenta di strofinarsi sulla mia guancia, il tempo di un bacio e poi tutto scompare.

  Bellissima immagine! più vado avanti più mi convinco che quello che scrivi viene da una esperienza personale vissuta. Se è vero trovo tutto ciò di una sensibiltà straordinaria.

La sua luce brilla più della mia

La sua scia dorata lascia un segno immediato.

Sembra un angelo ma non lo è

Le ho lette come fossero una poesia, queste parole cantano insieme per la scelta dei termini. non so se te ne eri accorta da sola, ho voluto dirtelo, bravissima!

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Provo ad immedesimarmi in Edoardo e faccio un stufo nostalgico

un refuso solo soletto

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

È in quel momento che sento Il vero calore di un cuore che batte, riesco a percepire l’aroma dell’impegno.

Che dire! percepire l'aroma dell'impegno! bisogna inventarsi un nuovo senso, andare oltre i cinque che usiamo naturalmente. Ho stretta in me la sensazione che mi da questa frase. è bella.

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

fare nuovamente il pit stop alla cartella, compagna di un secolo.

Anche questa! mi ricorda la mia percezione temporale degli anni scolasti, è proprio cosi, sembrano anni infiniti.

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Un flusso colorato di persone, azioni, avvenimenti e affetti che, nel bene o nel male, farà crescere qualcun altro. Così tutti diventiamo delle perfette sfumature abili a narrare, oltre l’apparenza, qualcosa davvero straordinario.

Tutti danno e ricevono, siamo stoire che s'intrecciano ? è questo il senso che volevi comunicare?

Un racconto denso, volutamente fumoso ma non del tutto incomprensibile.

il tuo stile è eccellente, almeno secondo me che alla fine ancora sto cercando il mio.

La grammatica è perfetta ce l'ho messa tutta per scovare qualcosa ma oltre un paio di refusi non mi pare ci sia altro da segnalarti.

Moltissime grazie per aver condiviso con noi le tue parole:rosa:

 Alla prossima lettura.

 

 

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Ciao @Floriana il tuo racconto è molto intenso, con una scrittura elevata ricca di metafore incisive. Non so se dei ragazzi riescano a comprenderne il testo, non so se anch'io ci sia riuscito, ma è apprezzabile il coraggio di proporlo, con tematiche forti che è doveroso affrontare e comunicare a dei ragazzi.

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Chi conosce Edoardo, entra in sintonia con la parola Vita. Vita con un semplice nastro colorato: blu o rosa? E’ sempre difficile scegliere ma l’importante si sa, è amare comunque!

Dalla prima frase si capisce il tipo di linguaggio che adotti, non facile da cogliere, anche se si percepisce che dentro di te è tutto chiaro. E' come se descrivi una fotografia stampata nella tua mente e vuoi comunicarla altrettanto con le immagini.

Quello che ho percepito io è la distinzione, il varco che separa le due vite: quella di Edoardo, fanciullesca, spensierata, innocente, incontaminata, dove ogni gesto o azione è pura, non condizionata dalla società. E quella dell'adulta, che rivive lo splendore del ragazzo, la voglia di combattere e l'amore che lo circonda. Un'amara rassegnazione la pervade;

 una disillusione che cerca di contrastare e che trova in Edoardo la linfa per affrontarla.

 

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

 Questa è la mia bozza segreta, sfioro un pensiero e lo disegno ogni volta che incontro Edoardo.

 

Sono tante le frasi che mi hanno colpito, dovrei citare integralmente tutto il testo. Questa la trovo molto bella.

Il messaggio che mi è giunto è quello di due destini uniti dallo stesso corpo,  la volontà del giovane che riesce a dare uno slancio alla vita. Non a caso ripeti due volte, all'inizio e alla fine: "Chi conosce Edoardo entra in sintonia con la vita"

E l'amore, che può far superare ogni cosa.

Il ragazzo fa semplicemente quello che sente di fare: segue un istinto, mi viene da dire animalesco, nel senso che la sua condizione è ininfluente alla scopo che vuole raggiungere.

Un testo potente, scritto in modo eccellente, che bisogna leggere più volte per apprezzarne il valore.

Complimenti

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Ciao cara Flo:flower:

passo io da te questa volta! Prima di tutto mi piace molto che il racconto si apra e si chiuda con un riferimento alla vita e con la ripetizione della stessa frase. Non mi rimane ben chiaro se Edoardo abbia una malattia, a un certo punto dici... aspetta che vado a cercare

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

Chi l’avrebbe mai detto che Edoardo sarebbe stato in grado di cavalcare la sua “patologia” su una nuvola bianca?

che patologia ha Edoardo? E la protagonista come fa a saperlo se lo incontra solo per un attimo per strada e non ci parla mai?

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

Mi passa accanto, mi sorride e va

toglierei il secondo mi per non ripetere e perché la frase funziona bene lo stesso

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

ci provo – altro che ci provo –

aggiungerei un se: altro che se ci provo

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

Ho già l’età per non sognare più.

e che età è? Io dico che non esiste l'età per non sognare più. Cambiano i sogni forse, si diventa più realistici perché si fanno esperienze che ci arricchiscono, ma non si smette di sperare 

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

aggiusto la copertina di lana sulle gambe cercando di fare attenzione a non farla pendere solo da una parte. Son meticolosa? No, direi che mi piace dosare la bilancia in equo modo. Ma a volte è così complicato.

questa parte è davvero bellissima. Si cerca l'equilibrio nelle cose esterne a noi per poterne mettere anche dentro di noi. Come quando si mette in ordine la casa per rimettere in ordine i nostri pensieri

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

Cogliere il senso della vita è un compito che l’essere umano ha. Il mio? È quello di prendere gli appunti e giunta fin qui, non posso arrendermi.

con questo vuoi dire che la protagonista prende appunti da quello che gli altri esseri umani colgono del senso della vita? Come se la protagonista rimanesse un osservatore esterno che compila un diario

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

Devo ammettere che tutto prende una forma diversa, quando capisci il vero senso.

sono proprio d'accordo

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

un termine medico specifico. tetraparesi spastica,

refuso: ti è scappato un punto al posto dei due punti, credo

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

Mi continuavo a domandare che cosa avessi a che fare con la plastica. Si lo so, invertivo qualche consonante ma l’idea bizzarra di assomigliare ad una bottiglia di plastica tutta accartocciata mi piaceva. I miei movimenti erano simili ad una bottiglia che tentava di riempirsi da sola: mi snodavo con fatica. Ricordo che portavo la mia “condizione fisica” come un passo d’elefante: goffo e solitario.

molto bella questa parte, molto umana

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

tutta la calma e la forza di volontà per poter affrontare tutte le problematiche del mondo

toglierei uno dei due tutto

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

La sua luce brilla più della mia. La sua scia dorata lascia un segno immediato.

è sempre più facile vedere come brillano gli altri che non come brilliamo noi stessi. Degli altri vediamo solo la luce e il la vittoria, spesso non notiamo tutta la strada che hanno percorso per arrivarci. Di noi stessi, invece, conosciamo tutte le ombre e tutte le cadute, così che quando arriviamo alla luce è proporzionata alla fatica

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

l sorriso di Edoardo è così fulmineo, Fugace.

ti è scappata una maiuscola in Fugace

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

La sveglia suona sempre nel momento sbagliato, ha imparato da sola a scandire col suono la parola scuo-la.

:D

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

E poi si parte nel profumo della cera e delle biro.

perché della cera?

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

più dolce che ti fa ricordare che a casa hai sempre qualcuno su cui p

beccata! Anche tu usi i che! :P

Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

Questa è la mia bozza segreta, sfioro un pensiero e lo disegno ogni volta che incontro Edoardo.

bellissimo Flo :rosa:

Hai usato delle immagini davvero affascinanti, molto brava! Spingerei un po' di più sul contrasto tra la protagonista ed Edoardo. Arrivata alla fine credo di capire che lui sia riuscito a fare qualcosa di diverso dalla protagonista? Dimmi se sbaglio, per favore. Mi piacerebbe che mi spiegassi meglio.

Grazie mille, cara Flo, ho visto davvero delle belle immagini :flower: 

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@Floriana

 

Ciao amica mia, come va? Spero bene... :D

 

Alcune cose, forse ripeterò anche da altri commenti...

 

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

E’ sempre difficile scegliere ma l’importante si sa, è amare

Qui ci andrebbe l'accento e non l'apostrofo sulla "È" maiuscola accentata... come hai scritto dopo:

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

È solo un ragazzo-bambino

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Questo è quanto ho capito ogni volta che incontro Edoardo.

Non mi convince l'uso del passato prossimo: "ho capito" indica qualcosa di finito e temporalmente circoscritto, invece "ogni volta" reitera la situazione, ossia è qualcosa che si ripete nel tempo e continua a verificarsi anche nel presente con il verbo "incontro"... ci andrebbe un verbo continuativo... anche il presente (che si sposa con il resto della narrazione), se vuoi lasciare "ogni volta": "questo è quanto capisco ogni volta che incontro Edoardo"...

Oppure cambiare "ogni volta": "questo è quanto ho capito attraverso gli incontri con Edoardo"... "questo è quanto ho capito in tutte le volte che ho incontrato Edoardo"...

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Questo è quanto ho capito ogni volta che incontro Edoardo.

L’incontro con lui è sempre una pura casualità.

Volendo, potresti variare la parola "incontro" che ripeti un po', sopra e sotto...

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Certe volte lo incontro per strada,

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Edoardo da una definizione di vita alla portata di tutti

Ci vuole l'accento sul verbo "dare": " una definizione".

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

. Si, gli anni si possono e si devono capire.

Ti è sfuggito l'accento sul "".

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Ricordo che da piccola, adoravo andare a raccogliere le castagna con la maestra Anna e la maestra Fiorella

Creerei un inciso di virgole: "Ricordo che, da piccola, adoravo andare..."

Oppure toglierei la virgola: "Ricordo che da piccola adoravo andare..."

Così come hai scritto, la singola virgola secondo me spezza un po' il soggetto dal verbo e la frase non scorre al meglio.

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

, i miei compagni di classe ne prendevano molte belle e grandi.

Anche qui, aggiungerei una virgola, a dividere "molte" da "belle": "ne prendevano molte, belle e grandi."

Altrimenti "molte" potrebbe confondersi come se fosse "tanto belle", anche se non con concorda (dovrebbe essere "molto belle"); invece sta appunto lì a indicare la quantità... però una virgola distinguerebbe meglio i significati secondo me...

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

e che tutto prende una forma diversa, quando capisci il vero senso.

Come quella volta che, sempre da piccola, non riuscivo a capire il perché associavano alla mia condizione fisica

Volendo, potresti variare il secondo "capire", ad esempio con "comprendere" o simili...

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

pecifico. tetraparesi spastica, ho avuto sempre un’ironia verso questo nome.

- Qui ti è sfuggita la lettera minuscola dopo il punto.

- Sostituire "nome" con qualcosa di più specifico, ad esempio "definizione", perché si riferisce a un termine tecnico.

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Si lo so, invertivo qualche consonante ma l’idea bizzarra d

Nuovamente, ti sei persa l'accento sul "".

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

. I miei movimenti erano simili ad una bottiglia che tentava di riempirsi da sol

Puoi limare la "d" eufonica: "a una bottiglia."

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Non volevo accettare che una malattia, poteva essere in realtà, una vittoria. Detta così, è strano associare una bella coppa laccata in oro ad una condizione spiacevole

Eliminerei la virgola prima di "poteva" perché divide il soggetto dal verbo. Al massimo, puoi mettere "in realtà" fra un inciso di virgole (o anche no). Infine, utilizzerei anche il congiuntivo:

"Non volevo accettare che una malattia potesse essere, in realtà, una vittoria."

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

mondo di piccole conquista

Un piccolo refuso: "conquiste", al plurale.

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

In Edoardo trovo tutta la calma e la forza di volontà per poter affrontare tutte le problematiche del mondo

Eliminerei il secondo "tutte" perché ripetitivo e non necessario... al massimo puoi cambiare con "qualsiasi (o "ogni") problematica del mondo"... oppure toglierlo e basta.

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

È solo un ragazzo-bambino che tenta di disegnare sulla mia strada, il percorso più semplice della vita:

Nuovamente toglierei la virgola prima di "il percorso" perché divide il complemento oggetto dal verbo.

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Il sorriso di Edoardo è così fulmineo, Fugace

Ti è sfuggita una lettera maiuscola dopo la virgola.

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

to che sento Il vero calore di 

Qui mi pare che "Il" abbia la "I" maiuscola, cosa che non dovrebbe essere... non so se volevi sottolineare l'importanza del "vero calore" con la lettera maiuscola o ti è solo sfuggita... io lascerei minuscolo.

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Provo ad immedesimarmi in Edoardo e faccio un stufo nostalgico nel passato.

- Limerei la "d" eufonica: "a immedesimarmi".

- C'è un refuso per "tuffo", credo.

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Con meraviglia mi accorgo che son tutti luoghi che conosco.

Scriverei "sono", nella forma completa e non tronca.

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

La sveglia suona sempre nel momento sbagliato, ha imparato da sola a scandire col suono la parola scuo-la.

Varierei la ripetizione di "suono/a"... ad esempio "la sveglia trilla (o "scatta") sempre..." 

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

. Risuona un’altra campanella, più dolce che ti fa ricordare che a casa hai sempre qualcuno su cui puoi contare.

Metterei "più dolce" in un inciso, aggiungendo un'altra virgola: "campanella, più dolce, che ti fa..." Altrimenti "più dolce" si lega al "che ti fa ricordare" e non alla "campanella."

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Pare un gioco di prestigio ma non lo è affatto, è solo la vita che scorre di un ragazzo-bambino.

Invertirei per far scorre meglio: "è solo la vita di un ragazzo-bambino che scorre". "Di un ragazzo bambino" è complemento di "vita" e non di "scorrere".

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Questa è la mia bozza segreta, sfioro un pensiero e lo disegno ogni volta che incontro Edoardo.

Bello!

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

bili a narrare, oltre l’apparenza, qualcosa davvero straordinario.

Mi pare ci manchi un "di": "qualcosa di davvero straordinario".

 

Che dirti, cara Flo... il racconto mi è piaciuto. Ci sei tu dentro, forse anche in maniera molto esposta... Mi è piaciuto, come sempre mi piace, l'entusiasmo e la forza che il racconto comunica nonostante le avversità della vita... Mi è piaciuto, come sempre mi piace, il tuo invito attraverso il testo a trovare la forza e la gioia nella vita, di andare avanti, di osservarne le bellezze nascoste che paradossalmente spesso possono sfuggire a chi ha una vita "normale" (ma poi, chi la ha davvero?).

 

Al di là e oltre a questo, giacché siamo amici, in tutta sincerità e conoscendo come scrivi, credo che avresti potuto far vibrare ancora ulteriormente il testo, arricchendolo con qualche altra bella frase... ecco, magari poteva essere di poco più lungo o leggermente più lirico... ma è un piccolo puntiglio che puoi intendere come un invito a fare sempre meglio, ossia la chiamata cui in fondo noi tutti, in qualità di scrittori, siamo invitati ad ascoltare.

 

A presto!

 

:D

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Buon pomeriggio a tutti:flower: prima di rispondere alle vostre perplessità, ringrazio di <3chi  mi ha commentato. Ora passiamo a noi^^

 

Il 28/10/2019 alle 23:13, Alba360 ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Vita con un semplice nastro colorato: blu o rosa? E’ sempre difficile scegliere ma l’importante si sa, è amare comunque! Un bambino è come un mazzo di fiori, ricco di colori, vario ma soprattutto unico. Non troverai mai un fascio uguale all’altro.

la frase tutta è opinione elevata. La diversità rende ci rende unici, ma E’ sempre difficile scegliere che cosa non l'ho capito.

Ciao @Alba360 quando aspetti un bambino, la vita sceglie per te se sarà blu o rosa. Penso che non sia una scelta facile.

 

Il 28/10/2019 alle 23:13, Alba360 ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Ho già l’età per non sognare più. Così mi sistemo comoda sulla mia sedia a rotelle, aggiusto la copertina di lana sulle gambe cercando di fare attenzione a non farla pendere solo da una parte. Son meticolosa? No, direi che mi piace dosare la bilancia in equo modo. Ma a volte è così complicato. Invece Edoardo è perfetto così com’è. Non ha bisogno di essere equilibrato, almeno non da me.

A perte che scrivi benissimo e le tue frasi raggiungono il cuore, ma la frase sottolineata mi colpisce molto, ho immaginato te Floriana seduta sulla tua sedia mentre sogni i sogni di Edoardo, che ti sfreccia a fianco, ti sorride e ci vedo un incontro d'anime. Qualcosa che supera la razionalità accade in quel momento. Quindi forse un punto interrogativo dopo più Ho già l’età per non sognare più? lascia al lettore la speranza, che un ignoto barlume di di felicità in più arrivi da chissà quale posto nascosto.

Qui mi riscopro vecchia. Edoardo ha 16 anni, invece io <oddio>

Grazie @Alba360 per i complimenti. In realtà questo racconto non appartiene al mio stile. Lo definirei un lampo di ciò che ho vissuto in 5 minuti? È difficile dire altro anche se, il mio cuore era spinto a dire altro.

 

Che bello un utente nuovo, Ciao @Kasimiro piacere di incontrarti.

 

Il 1/11/2019 alle 21:20, Kasimiro ha scritto:

Ciao @Floriana il tuo racconto è molto intenso, con una scrittura elevata ricca di metafore incisive. Non so se dei ragazzi riescano a comprenderne il testo, non so se anch'io ci sia riuscito, ma è apprezzabile il coraggio di proporlo, con tematiche forti che è doveroso affrontare e comunicare a dei ragazzi.

Grazie.

 

Il 1/11/2019 alle 21:20, Kasimiro ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Chi conosce Edoardo, entra in sintonia con la parola Vita. Vita con un semplice nastro colorato: blu o rosa? E’ sempre difficile scegliere ma l’importante si sa, è amare comunque!

Dalla prima frase si capisce il tipo di linguaggio che adotti, non facile da cogliere, anche se si percepisce che dentro di te è tutto chiaro. E' come se descrivi una fotografia stampata nella tua mente e vuoi comunicarla altrettanto con le immagini.

Molto interessante:sss:

 

Il 1/11/2019 alle 21:20, Kasimiro ha scritto:

Quello che ho percepito io è la distinzione, il varco che separa le due vite: quella di Edoardo, fanciullesca, spensierata, innocente, incontaminata, dove ogni gesto o azione è pura, non condizionata dalla società. E quella dell'adulta, che rivive lo splendore del ragazzo, la voglia di combattere e l'amore che lo circonda. Un'amara rassegnazione la pervade;

 una disillusione che cerca di contrastare e che trova in Edoardo la linfa per affrontarla.

Proprio così

 

Il 1/11/2019 alle 21:20, Kasimiro ha scritto:

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

 Questa è la mia bozza segreta, sfioro un pensiero e lo disegno ogni volta che incontro Edoardo.

 

Sono tante le frasi che mi hanno colpito, dovrei citare integralmente tutto il testo. Questa la trovo molto bella.

Il messaggio che mi è giunto è quello di due destini uniti dallo stesso corpo,  la volontà del giovane che riesce a dare uno slancio alla vita. Non a caso ripeti due volte, all'inizio e alla fine: "Chi conosce Edoardo entra in sintonia con la vita"

E l'amore, che può far superare ogni cosa.

Il ragazzo fa semplicemente quello che sente di fare: segue un istinto, mi viene da dire animalesco, nel senso che la sua condizione è ininfluente alla scopo che vuole raggiungere.

Un testo potente, scritto in modo eccellente, che bisogna leggere più volte per apprezzarne il valore.

Complimenti

Esageri con i complimenti.

 

Che onore vedere commentare la mia amica @Kikki:hug:

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:

Ciao cara Flo:flower:

passo io da te questa volta! Prima di tutto mi piace molto che il racconto si apra e si chiuda con un riferimento alla vita e con la ripetizione della stessa frase. Non mi rimane ben chiaro se Edoardo abbia una malattia, a un certo punto dici... aspetta che vado a cercare

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Chi l’avrebbe mai detto che Edoardo sarebbe stato in grado di cavalcare la sua “patologia” su una nuvola bianca?

che patologia ha Edoardo? E la protagonista come fa a saperlo se lo incontra solo per un attimo per strada e non ci parla mai?

Vedo che Edoardo è in carrozzina.

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Mi passa accanto, mi sorride e va

toglierei il secondo mi per non ripetere e perché la frase funziona bene lo stesso

Concordo:D

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

ci provo – altro che ci provo –

aggiungerei un se: altro che se ci provo

Ci penso.

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Ho già l’età per non sognare più.

e che età è? Io dico che non esiste l'età per non sognare più. Cambiano i sogni forse, si diventa più realistici perché si fanno esperienze che ci arricchiscono, ma non si smette di sperare 

Mentre scrivevo, mi son trovata più vecchia. Un ragazzo di 16 anni credo che abbia più sogni rispetto a me (come donna) Scrivendo questo pezzo mi sono rassegnata.

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

aggiusto la copertina di lana sulle gambe cercando di fare attenzione a non farla pendere solo da una parte. Son meticolosa? No, direi che mi piace dosare la bilancia in equo modo. Ma a volte è così complicato.

questa parte è davvero bellissima. Si cerca l'equilibrio nelle cose esterne a noi per poterne mettere anche dentro di noi. Come quando si mette in ordine la casa per rimettere in ordine i nostri pensieri

:Danche a me piace questa parte.

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Cogliere il senso della vita è un compito che l’essere umano ha. Il mio? È quello di prendere gli appunti e giunta fin qui, non posso arrendermi.

con questo vuoi dire che la protagonista prende appunti da quello che gli altri esseri umani colgono del senso della vita? Come se la protagonista rimanesse un osservatore esterno che compila un diario

Si

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

un termine medico specifico. tetraparesi spastica,

refuso: ti è scappato un punto al posto dei due punti, credo

Ops.

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Mi continuavo a domandare che cosa avessi a che fare con la plastica. Si lo so, invertivo qualche consonante ma l’idea bizzarra di assomigliare ad una bottiglia di plastica tutta accartocciata mi piaceva. I miei movimenti erano simili ad una bottiglia che tentava di riempirsi da sola: mi snodavo con fatica. Ricordo che portavo la mia “condizione fisica” come un passo d’elefante: goffo e solitario.

molto bella questa parte, molto umana

:D

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

tutta la calma e la forza di volontà per poter affrontare tutte le problematiche del mondo

toglierei uno dei due tutto

Ok.

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

La sua luce brilla più della mia. La sua scia dorata lascia un segno immediato.

è sempre più facile vedere come brillano gli altri che non come brilliamo noi stessi. Degli altri vediamo solo la luce e il la vittoria, spesso non notiamo tutta la strada che hanno percorso per arrivarci. Di noi stessi, invece, conosciamo tutte le ombre e tutte le cadute, così che quando arriviamo alla luce è proporzionata alla fatica

Perfetta interpretazione.

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

l sorriso di Edoardo è così fulmineo, Fugace.

ti è scappata una maiuscola in Fugace

:scusa:

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

La sveglia suona sempre nel momento sbagliato, ha imparato da sola a scandire col suono la parola scuo-la.

:D

Ho provato a dare un suono alla frase. Ci sono riuscita?

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

E poi si parte nel profumo della cera e delle biro.

perché della cera?

La cera che si mette per pulire per terra.

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

più dolce che ti fa ricordare che a casa hai sempre qualcuno su cui p

beccata! Anche tu usi i che! :P

Beccata... Cosa mi consigli?

 

Il 2/11/2019 alle 09:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Questa è la mia bozza segreta, sfioro un pensiero e lo disegno ogni volta che incontro Edoardo.

bellissimo Flo :rosa:

Hai usato delle immagini davvero affascinanti, molto brava! Spingerei un po' di più sul contrasto tra la protagonista ed Edoardo. Arrivata alla fine credo di capire che lui sia riuscito a fare qualcosa di diverso dalla protagonista? Dimmi se sbaglio, per favore. Mi piacerebbe che mi spiegassi meglio.

Grazie mille, cara Flo, ho visto davvero delle belle immagini :flower:  

Grazie a te ma non so che intendi con: Arrivata alla fine credo di capire che lui sia riuscito a fare qualcosa di diverso dalla protagonista? Edoardo penso che gestisca meglio la sua disabilità. Io ho vissuto un tempo in cui rimanevo senza fiato quando la mia condizione bloccava il mio modo di vivere.

 

Ciao @AndC quanto tempo, grazie che mi hai notato:sss:

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

E’ sempre difficile scegliere ma l’importante si sa, è amare

Qui ci andrebbe l'accento e non l'apostrofo sulla "È" maiuscola accentata... come hai scritto dopo:

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

È solo un ragazzo-bambino

Come sei pignolo:asd:

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Questo è quanto ho capito ogni volta che incontro Edoardo.

Non mi convince l'uso del passato prossimo: "ho capito" indica qualcosa di finito e temporalmente circoscritto, invece "ogni volta" reitera la situazione, ossia è qualcosa che si ripete nel tempo e continua a verificarsi anche nel presente con il verbo "incontro"... ci andrebbe un verbo continuativo... anche il presente (che si sposa con il resto della narrazione), se vuoi lasciare "ogni volta": "questo è quanto capisco ogni volta che incontro Edoardo"...

Oppure cambiare "ogni volta": "questo è quanto ho capito attraverso gli incontri con Edoardo"... "questo è quanto ho capito in tutte le volte che ho incontrato Edoardo"...

Mi hai dato una lezione, :Dgrazie.

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Questo è quanto ho capito ogni volta che incontro Edoardo.

L’incontro con lui è sempre una pura casualità.

Volendo, potresti variare la parola "incontro" che ripeti un po', sopra e sotto...

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Certe volte lo incontro per strada,

Non ci  avevo fatto caso, :Dgrazie!

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Edoardo da una definizione di vita alla portata di tutti

Ci vuole l'accento sul verbo "dare": " una definizione".

:asd:

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

. Si, gli anni si possono e si devono capire.

Ti è sfuggito l'accento sul "".

:asd:

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Ricordo che da piccola, adoravo andare a raccogliere le castagna con la maestra Anna e la maestra Fiorella

Creerei un inciso di virgole: "Ricordo che, da piccola, adoravo andare..."

Oppure toglierei la virgola: "Ricordo che da piccola adoravo andare..."

Così come hai scritto, la singola virgola secondo me spezza un po' il soggetto dal verbo e la frase non scorre al meglio.

Ci rifletterò sopra.

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

, i miei compagni di classe ne prendevano molte belle e grandi.

Anche qui, aggiungerei una virgola, a dividere "molte" da "belle": "ne prendevano molte, belle e grandi."

Altrimenti "molte" potrebbe confondersi come se fosse "tanto belle", anche se non con concorda (dovrebbe essere "molto belle"); invece sta appunto lì a indicare la quantità... però una virgola distinguerebbe meglio i significati secondo me...

Anche qui, bell'insegnamento. Grazie mille.

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

e che tutto prende una forma diversa, quando capisci il vero senso.

Come quella volta che, sempre da piccola, non riuscivo a capire il perché associavano alla mia condizione fisica

Volendo, potresti variare il secondo "capire", ad esempio con "comprendere" o simili...

Ci penserò.

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

specifico. tetraparesi spastica, ho avuto sempre un’ironia verso questo nome.

- Qui ti è sfuggita la lettera minuscola dopo il punto.

- Sostituire "nome" con qualcosa di più specifico, ad esempio "definizione", perché si riferisce a un termine tecnico.

Cioè?O_O

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Si lo so, invertivo qualche consonante ma l’idea bizzarra d

Nuovamente, ti sei persa l'accento sul "".

:asd:

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

. I miei movimenti erano simili ad una bottiglia che tentava di riempirsi da sol

Puoi limare la "d" eufonica: "a una bottiglia."

ok

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Non volevo accettare che una malattia, poteva essere in realtà, una vittoria. Detta così, è strano associare una bella coppa laccata in oro ad una condizione spiacevole

Eliminerei la virgola prima di "poteva" perché divide il soggetto dal verbo. Al massimo, puoi mettere "in realtà" fra un inciso di virgole (o anche no). Infine, utilizzerei anche il congiuntivo:

"Non volevo accettare che una malattia potesse essere, in realtà, una vittoria."

Con te, c'è solo da imparare!

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

mondo di piccole conquista

Un piccolo refuso: "conquiste", al plurale.

:scusa:

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

In Edoardo trovo tutta la calma e la forza di volontà per poter affrontare tutte le problematiche del mondo

Eliminerei il secondo "tutte" perché ripetitivo e non necessario... al massimo puoi cambiare con "qualsiasi (o "ogni") problematica del mondo"... oppure toglierlo e basta.

ok

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

È solo un ragazzo-bambino che tenta di disegnare sulla mia strada, il percorso più semplice della vita:

Nuovamente toglierei la virgola prima di "il percorso" perché divide il complemento oggetto dal verbo.

ok devo fare pratica.

 

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Il sorriso di Edoardo è così fulmineo, Fugace

Ti è sfuggita una lettera maiuscola dopo la virgola.

ok

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

to che sento Il vero calore di 

Qui mi pare che "Il" abbia la "I" maiuscola, cosa che non dovrebbe essere... non so se volevi sottolineare l'importanza del "vero calore" con la lettera maiuscola o ti è solo sfuggita... io lascerei minuscolo.

Mi è sfuggito.

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Provo ad immedesimarmi in Edoardo e faccio un stufo nostalgico nel passato.

- Limerei la "d" eufonica: "a immedesimarmi".

Sai che non ho capito queste d eufonica?

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Con meraviglia mi accorgo che son tutti luoghi che conosco.

Scriverei "sono", nella forma completa e non tronca.

ok

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

La sveglia suona sempre nel momento sbagliato, ha imparato da sola a scandire col suono la parola scuo-la.

Varierei la ripetizione di "suono/a"... ad esempio "la sveglia trilla (o "scatta") sempre..." 

Non condivido.

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

. Risuona un’altra campanella, più dolce che ti fa ricordare che a casa hai sempre qualcuno su cui puoi contare.

Metterei "più dolce" in un inciso, aggiungendo un'altra virgola: "campanella, più dolce, che ti fa..." Altrimenti "più dolce" si lega al "che ti fa ricordare" e non alla "campanella."

Interessante

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Pare un gioco di prestigio ma non lo è affatto, è solo la vita che scorre di un ragazzo-bambino.

Invertirei per far scorre meglio: "è solo la vita di un ragazzo-bambino che scorre". "Di un ragazzo bambino" è complemento di "vita" e non di "scorrere".

Giusto

 

 

Il 3/11/2019 alle 12:03, AndC ha scritto:

Al di là e oltre a questo, giacché siamo amici, in tutta sincerità e conoscendo come scrivi, credo che avresti potuto far vibrare ancora ulteriormente il testo, arricchendolo con qualche altra bella frase... ecco, magari poteva essere di poco più lungo o leggermente più lirico... ma è un piccolo puntiglio che puoi intendere come un invito a fare sempre meglio, ossia la chiamata cui in fondo noi tutti, in qualità di scrittori, siamo invitati ad ascoltare.

 

A presto!

Caro @AndC conoscendomi potrei dirti che hai ragione ma come dicevo a Alba ciò che  ho vissuto è molto breve. Tu immagina io in chiesa con  Edoardo che mi passa accanto. È un secondo. Potevo scrivere di più ma poi secondo me il racconto sfumava. Io nella maggior parte dei testi, scrivo ciò che vivo(y)

Ciao a tutti

Flo

 

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1 ora fa, Floriana ha scritto:
Quota

- Sostituire "nome" con qualcosa di più specifico, ad esempio "definizione", perché si riferisce a un termine tecnico.

Cioè?O_O

 

Intendevo che "nome" va bene per tutto: persone, animali, cose e anche malattie... ma volendo, essendo una malattia, poteva starci bene anche qualcosa di più specifico tipo "definizione", "diagnosi"... non so...

 

1 ora fa, Floriana ha scritto:
Quota
Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Provo ad immedesimarmi in Edoardo e faccio un stufo nostalgico nel passato.

- Limerei la "d" eufonica: "a immedesimarmi".

Sai che non ho capito queste d eufonica?

 

In generale, la "d" eufonica, è quella bella "d" che si attacca alle vocali "e" / "a" / "o" quando esse formano congiunzione o preposizione (dunque non conta per la "i" e la "u")... deriva dall'uso di "addolcire" e far fluire meglio le parole, sopratutto nel parlato; ma oggi è considerata abbastanza "antica", sopratutto nell'editoria moderna.

 

Nello scrivere si mantiene quasi esclusivamente se la parola che segue tali vocali inizia con la stessa vocale, altrimenti si tende a toglierla: 

"Ad andare" / "A immedesimarmi".

"Ed entusiasmo" / "E tutti".

 

Per quanto riguarda la "o", praticamente non si usa quasi più anche quando la parola che segue inizia con la "o": "od ovunque tu sia" si tende a scrivere "o ovunque tu sia".

 

Ci sono poi dei casi cosiddetti "consolidati", per cui la "d" eufonica resta quasi d'obbligo anche con vocale differente: "ad esempio" e non " a esempio" (ma si può scrivere anche così, ad esempio nella frase "porto a esempio la mia esperienza..."); oppure "fino ad ora"...

 

Insomma, non è un errore, dunque puoi scrivere in entrambi in modi (con o senza "d" eufonica) come preferisci, oggi si tende però a eliminarle il più possibile...

 

Qui il link Treccani di ripasso:

http://www.treccani.it/enciclopedia/d-eufonica_(La-grammatica-italiana)/

 

Va bene, cara amica mia, l'ammetto! Il punto è che sono un po' (tanto):

1 ora fa, Floriana ha scritto:

Come sei pignolo:asd:

xD

 

Ciao Flo e alla prossima! 

:D

 

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Il 4/11/2019 alle 17:58, Floriana ha scritto:
Il 2/11/2019 alle 10:22, Kikki ha scritto:
Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

Chi l’avrebbe mai detto che Edoardo sarebbe stato in grado di cavalcare la sua “patologia” su una nuvola bianca?

che patologia ha Edoardo? E la protagonista come fa a saperlo se lo incontra solo per un attimo per strada e non ci parla mai?

Vedo che Edoardo è in carrozzina.

lo chiarirei meglio, io non lo avevo capito. Secondo me basterebbe una parolina in più

Il 4/11/2019 alle 17:58, Floriana ha scritto:
Quota
Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

La sveglia suona sempre nel momento sbagliato, ha imparato da sola a scandire col suono la parola scuo-la.

:D

Ho provato a dare un suono alla frase. Ci sono riuscita?

direi proprio di sì :)

Il 4/11/2019 alle 17:58, Floriana ha scritto:
Quota
Il 25/10/2019 alle 12:53, Floriana ha scritto:

più dolce che ti fa ricordare che a casa hai sempre qualcuno su cui p

beccata! Anche tu usi i che! :P

Beccata... Cosa mi consigli?

e ti ricordi di casa, dove c'è sempre qualcuno su cui contare. Oppure sai cosa consiglio? Smettiamola di fare la guerra ai che, se la grammatica ce li ha regalati ci sarà una ragione :asd:

Il 4/11/2019 alle 17:58, Floriana ha scritto:

Edoardo penso che gestisca meglio la sua disabilità.

immagino fosse questo quello che percepivo, la differenza tra Edoardo e la protagonista che infine sei tu :hug:

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Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Un flusso colorato di persone, azioni, avvenimenti e affetti che, nel bene o nel male, farà crescere qualcun altro. 

Questa frase è stupenda Flo. Riuscire a entrarci dentro per comprenderla anche solo in minima parte, è già tanto. Tu l'hai scritta, e di questo ti ringrazio.

È sempre un piacere leggerti, i tuoi testi brillano. 

A presto cara @Floriana

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Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

e faccio un stufo nostalgico nel passato.

Refuso: tuffo

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

oltre l’apparenza, qualcosa davvero straordinario

Credo manchi "di", qualcosa davvero di straordinario.

 

Te lo hanno già detto tutti, il tuo pezzo è intenso, ricco di emozioni. Vedo una donna anziana sulla sedia a rotelle, dove forse è sempre stata. Lei puntava col dito le castagne (refuso pure qui, ha scritto castagna), il confronto con il ragazzo che incontra per pochi secondi è una carica di vitalità, non tanto nelle membra quanto nella possibilità di vedere ancora la vita a colori, i colori di quel mazzo di fiori che e la giovinezza in sè. Mi sembra che anche Edordo abbia qualche patologia, e forse questo accorcia le distanza tra i due. Il ragazzino lanciato verso il futuro, lei che trascina il passato. 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

. Provo ad immedesimarmi in Edoardo e faccio un stufo nostalgico nel passato. Con meraviglia mi accorgo che son tutti luoghi che conosco

Questo è il reale punto d'incontro tra i due.

 

Il 25/10/2019 alle 11:53, Floriana ha scritto:

Sfogliare una pagina è sempre accompagnare un delicato compito. Risuona un’altra campanella, più dolce che ti fa ricordare che a casa hai sempre qualcuno su cui puoi contare. Il pomeriggio invece diventa come un scaffale colmo di cassetti magici. Ogni ora escono da soli appuntamenti e doveri. Pare un gioco di prestigio ma non lo è affatto, è solo la vita che scorre di un ragazzo-bambino. Ore interminabili di fisioterapia, spezzoni di appunti da studiare, amici con cui parlare, indecisioni da risolvere, vestiti da scegliere per il giorno dopo e fare nuovamente il pit stop alla cartella, compagna di un secolo

Questa parte mi piace moltissimo.

 

Non ho più l'età per sognare: è l'età in cui si vede il sogno prendere vita negli altri. Il ciclo dell'esistenza sta tutto in quel ragazzino che ti sfreccia accanto, lei (la vita) correrà ancora, sempre, anche dopo di noi.  

Molto brava, grazie per questo bel racconto. 

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Grazie @Lauram e @Adelaide J. Pellitteri per  i vostri commenti. Ho scritto questo testo di getto, con un certo distacco anche se poi alla fine parlo di me. Continuo a riflettere su ciò che ha detto il mio amico AndC, potevo dire di più ma non lo fatto. Penso di aver osservato una scena dall'esterno, anche se ho descritto ciò che pensavo, o questa impressione.

Un saluto a tutti.

:sss:Floriana

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