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Anglares

Ars poetica - laboratorio compositivo

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Ars poetica

laboratorio compositivo

 

 

 

Come si scrive una poesia?

 

Prossimamente partirà il laboratorio compositivo del WD, intanto...

 

 

 

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1 ora fa, Anglares ha scritto:

Come si scrive una poesia?

 

Prossimamente partirà il laboratorio compositivo del WD

Idea f-a-n-t-a-s-t-i-c-a, non osavo sperarci <3 

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Mi hanno colpito l'inizio e la fine dell'intervista a Ungaretti, perché egli sottolinea aspetti su cui si rifletteva tempo fa in questa discussione con @irene m, @Anglares, @Elisa Audino e altri utenti che purtroppo si vedono poco nel forum: @Marcello Furiani e @Mathiel. Riporto le parole del poeta, belle da leggere tante volte:

 

"Si fa poesia in un certo senso non pensandoci, perché occorre farla".

 

"Si è sempre scontenti... si vorrebbe che fosse detto diversamente, ma la parola è impotente, non riuscirà mai a dare il segreto che è in noi: lo avvicina".

 

Certo viene da riflettere sulla differenza tra la RAI del 1961 e quella di oggi...

Grazie, @Anglares.

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Ho rimesso le mani sulla poesia Viaggio d'infanzia, e pubblico questa nuova versione non tanto perché ho aggiunto qualche verso e focalizzato il significato intorno a un nome ben conosciuto, ma perché continuo a ricercare una forma che mi soddisfi e che ancora non trovo. 

 

@Roberto Ballardini, ho copiato qui sopra il "contenuto nascosto" della poesia che hai appena pubblicato perché nell'evidenziato in nero rendi bene la frustrazione di cui parla Ungaretti alla fine dell'intervista. Un saluto.

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grazie per avermi taggato @Ippolita2018, stavo aspettando di avere un attimo di tempo per partecipare in modo consono alla discussione. Sono stati giorni, questi, occupati proprio per via della poesia, del farla, condividerla e rifletterci e quell'intervista a Ungaretti, postata da @Anglares l'ho ascoltata molte volte, anni fa, prima ancora di iniziare a pensare di scrivere poesia. Riascoltarla oggi ha un senso maggiorato. Ieri sera ho tentato un'ennesima definizione di poesia ed era qualcosa di molto simile. Spesso parlo di fragilità, dissonanza, ieri pensavo che ognuno di noi ha un brusìo incessante che percorre la mente, il mio brusìo dialogo, ha voci e controvoci e va avanti, impellente. Succede a volte che si riesca a fermarlo, non per volontà, ma per la stessa necessità di cui parla Ungaretti. Lo fermi e in qualche maniera sta in silenzio e scrivi qualcosa che tenta di avvicinarsi. Ecco, forse per me la poesia è diventata questo e non l'ho cercata, è arrivata. Quanto al definire se è buona o meno, questo è un altro paio di maniche. Ungaretti, certo, lui è uno dei primi poeti contemporanei, per mio conto, e non credo sia un caso che sia uno dei pochi ricordato con facilità. La sua brevità può aver contribuito, ma non è solo questo.

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10 minuti fa, Elisa Audino ha scritto:

Spesso parlo di fragilità, dissonanza, ieri pensavo che ognuno di noi ha un brusìo incessante che percorre la mente, il mio brusìo dialogo, ha voci e controvoci e va avanti, impellente. Succede a volte che si riesca a fermarlo, non per volontà, ma per la stessa necessità di cui parla Ungaretti. Lo fermi e in qualche maniera sta in silenzio e scrivi qualcosa che tenta di avvicinarsi.

Sì, dici bene, proprio un brusio incessante.

 

10 minuti fa, Elisa Audino ha scritto:

il mio brusìo dialogo, ha voci e controvoci e va avanti

Come nella tua bellissima poesia Mani.

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Grazie per i video @Anglares (quello di Montale non l'avevo mai visto).

Il 25/10/2019 alle 00:00, Ippolita2018 ha scritto:

"Si fa poesia in un certo senso non pensandoci, perché occorre farla".

penso sia molto, molto vero, come anche quello che dice l'inimitabile Benigni: "non esiste una cosa più poetica di un'altra".

:flower::flower:

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La sorprendente affermazione di Montale secondo cui "il poeta è colui che coglie la palla al balzo" mi ha fatto pensare a Andy Wharol. Montale dichiara che "ci sono cose che non possono essere dette che in un determinato tempo e con determinate parole. Colui che si rende conto prima di questo fatto è anche lo stesso che poi realizza qualcosa in questa direzione: ci sono possibilità da essere prese, e da essere prese tempestivamente". Anche ciò che scrive Irene citando Benigni del video di Anglares,

7 ore fa, iemme ha scritto:

"non esiste una cosa più poetica di un'altra",

mi ricorda ― con tutte le differenze del caso ―, Andy Warhol e il suo motto All is pretty. Che tutto sia ugualmente poetico deve essere un concetto che ci arriva da lontano, se già lo troviamo in certa scultura ellenistica (pensiamo alla Vecchia ubriaca) o, per fare solo un esempio più vicino a noi, in Rembrandt del Bue macellato.

Dico questo ― collegandomi alla parola impotente di Ungaretti ― perché da un po' ho fissa in mente l'immagine di una vecchia signora in povertà che mi camminava davanti, i cui piedi uscivano dalle scarpe decrepite e sformate e vi rientravano a ogni passo, creando una visione di bellezza e drammaticità così potenti da far girare la testa. In quel movimento, nei passi incerti, nelle scarpe sformate c'era la poesia, e insieme l'impossibilità, per me, di darne testimonianza con le parole. Forse la fotografia in questo è più corazzata.

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2 ore fa, Anglares ha scritto:

Cominciamo ad avvicinarci al tema del laboratorio.

 

 

 

 

Finalmente ne avrò le idee chiare al riguardo (almeno ci spero:arrossire:), nonostante in passato Edu ( @Il fantasma di Cjan) abbia cercato di eliminare le mie lacune metriche <3 

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8 ore fa, Elisa Audino ha scritto:

Ammetto di avere delle serie difficoltà emotive con la metrica. Vorrei tenerla lontana da me, per il momento.

Lo so, è la medicina amara per tanti che scrivono poesia. Anche io credo che il futuro della poesia sia oltre i classici vincoli metrici. Però conoscerli permette di affermarlo con più autorevolezza. Cercheremo di dare degli strumenti di aiuto per chi scrive poesie in officina, in modo da rafforzare la scrittura di tutti.  E senza la minima intenzione di modificare lo stile di nessuno.

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Iniziamo a conoscere nel dettaglio il laboratorio. Qui trovate il regolamento.

 

Si tratta di un nuovo format per il WD e se funziona non  escludiamo di estenderlo anche ad altre tematiche. Il laboratorio partirà appena sarà concluso il contest di Halloween. Chi è interessato all'iniziativa può approfittare di questi giorni per familiarizzare con il regolamento e fare delle domande, nel caso ci siano dei dubbi. Come ho detto è un nuovo format e la prima edizione sarà un test. Quindi il regolamento potrebbe subire delle correzioni per rendere tutto più funzionale.

Con LP siete stati spronati a esprimere le vostre sensazioni tralasciando la tecnica. Ora vorrei farvi esercitare sulla forma.

Ricordo che qui avete a disposizione il contatore di sillabe e il rimario. Ho iniziato a postare alcuni video didattici e cercherò di fornirvi tutti gli strumenti utili.

Ora avanti con le domande e le osservazioni! :super:

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22 ore fa, Anglares ha scritto:

Ricordo che qui avete a disposizione il contatore di sillabe e il rimario.

Segnalo che il link corrispondente al "rimario" a me risulta vuoto. :(

Il 29/10/2019 alle 08:13, Anglares ha scritto:

Anche io credo che il futuro della poesia sia oltre i classici vincoli metrici. Però conoscerli permette di affermarlo con più autorevolezza.

Ne sono convinta anch'io. L'abilità tecnica eccezionale di Picasso non gli impedì di scombinare le leggi estetiche. 

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23 ore fa, Anglares ha scritto:

Con LP siete stati spronati a esprimere le vostre sensazioni tralasciando la tecnica. Ora vorrei farvi esercitare sulla forma.

Sudo già freddo, ma voglio da tanto imparare la tecnica (francamente sono anche un po' stufa di fare solo poesie in versi liberi), quindi sono pronta a fare il salto nel vuoto! :super:

 

1 ora fa, Ippolita2018 ha scritto:

Segnalo che il link corrispondente al "rimario" a me risulta vuoto. :(

Confermo. 

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Ciao a tutti, e grazie ad @Anglares per la bella iniziativa! Ultimamente mi sono messa a studiare la metrica, vincendo le mie resistenze in merito.

Nel video si dice che sinalefe e sineresi sono ampiamente maggioritarie nella poesia contemporanea, ma non mi è chiaro se la scelta spetti sempre all'autore, oppure ci siano delle regole da seguire (come nel caso esemplificativo della dialefe, in cui la parola tronca prima della vocale della parola successiva fa propendere per la dialefe). Io tendo forse a semplificare, e faccio sempre sinalefe e sineresi, anche quando le vocali contigue sono tre (o quattro), e anche in caso di iato. Qualcuno può chiarirmi le idee? Grazie!

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Ospite

Grazie per questa iniziativa @Anglares, spero di riuscire a seguire questo laboratorio con assiduità perché vorrei davvero imparare la metrica.

Concordo in pieno sul fatto che, per dissentire con qualcosa, bisogna prima conoscerla. Io non sono né a favore né contro la metrica, semplicemente non la conosco, ma giuro che la studierò con voixD.

Ora mi metto sotto con i video e gli altri contributi. 

 

Talia 

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18 minuti fa, Talia ha scritto:

ma giuro che la studierò con voixD.

Possiamo sempre, in caso di difficoltà, creare un gruppo di mutuo aiuto :D 

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