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Aporema Edizioni

Tutto quello che NON avreste voluto sapere su Amazon - Capitolo 1

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CAPITOLO 1

 

Negli ultimi tempi per molti autori, non tutti per fortuna, vedere il proprio libro in vendita su Amazon sembra quasi diventato più importante che ammirarlo esposto in bella vista nella libreria più prestigiosa della loro città; ma in quanti sanno come funzionano davvero le meccaniche distributive del colosso americano?

Partiamo dal principio.

Il francobollo della vostra bella copertina su Amazon ci finisce in fretta, così come su tutti i principali siti di vendita on line, giusto il tempo che il catalogo dei libri in commercio confermi l’avvenuta registrazione del codice ISBN. Peccato che il titolo, a meno di interventi diretti da parte del vostro editore, rimarrà non disponibile sine die, dato che Amazon difficilmente lo ordinerà ai distributori tradizionali. “Come mai?”, vi chiederete. Semplice, perché costoro non gli garantiscono il profitto che intende ricavare dalla vendita, ovvero il 51% del prezzo di copertina. Sì, avete letto bene e ve lo riscriviamo in lettere, a scanso di equivoci: il cinquantuno per cento.

A questo punto la casa editrice, obtorto collo, e consapevole che con il restante il 49% dovrà far fronte a tutte le altre spese, comprese quelle di spedizione, attraverso una procedura piuttosto astrusa, sulla quale per ora sorvoliamo, non ha alternative: deve diventare un fornitore diretto, perché se il volume rimane “non disponibile”, i suoi autori si metteranno a fare i capricci e si rotoleranno per terra dalla stizza, come un bimbo al quale hanno rubato lo zucchero filato, scaraventandolo giù dalla giostra.

Passato attraverso le forche caudine di complessi fogli di calcolo excel, all’editore arrivano finalmente i primi ordini, anche se spesso si tratta di un solo libro, e lui è comunque abbastanza contento, perché in ogni caso il mercato si muove. Arrivano i secondi ordini e lui è ancora più contento, perché, anche se il profitto è ridotto all’osso e rasenta lo zero, comincia a sperare su grandi volumi… Non sa il poveretto, che dopo circa tre mesi di permanenza nei magazzini (a proposito, Amazon ne ha tre in Italia e pretende che i fornitori spediscano a tutti e tre, e sempre a loro spese) se i libri non vengono venduti, gli saranno restituiti per “overstock”, magari di nuovo uno alla volta: a noi è capitato di vederci rendere lo stesso titolo per tre giorni di fila da tre vettori diversi, alla faccia del contenimento delle emissioni di CO²! Ah, però, bisogna dirlo: i pacchetti erano tutti di cartone riciclato al 100%.

All’editore sconsolato non resta che riporre il libro in magazzino e rimettersi al computer, dove, sorpresa delle sorprese, aprendo la posta elettronica troverà un ordine di Amazon, che gli richiede una copia del libro che gli ha appena reso.

Avvertenza: non stiamo parlando di casi limite, ma di episodi frequenti e tutti documentati.

Bene, pensate sia finita? No, siamo solo all’inizio del nostro romanzo. C’è ancora da parlare di geniali algoritmi, fatturazione elettronica e bug irrisolvibili… ma per oggi ci fermiamo qui.

Alla prossima.

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Io ho fatto chiedere due volte di far modificare la quarta sbagliata e l'editore mi ha confermato di averlo chiesto e ancora quella quarta è lì.

 

Di norma è vero che si parte con una copia disponibile. Il mio romanzo ha venduto e quindi sono arrivato ad averne tre/quattro disponibili. 

Il problema non è tanto che Amazon ti ordini, quanto che se non ti ordina e non appari la gente non ti compra, perché per andare a pigliarti su ibs o aspettare il "generalmente spedito in tre settimane" delle piccole case editrici, le persone devono essere veramente interessate o essere tua madre e tua zia. A volte si rifiutano di comprarti anche se non sei spedito con prime.

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13 ore fa, Edmund Duke ha scritto:

Io ho fatto chiedere due volte di far modificare la quarta sbagliata e l'editore mi ha confermato di averlo chiesto e ancora quella quarta è lì.

Richiedere di modificare qualcosa di sbagliato nel libro, si tratti della quarta, della copertina stessa o di altri dati, per gli editori che non sono fornitori diretti di Amazon è quasi impossibile. I fornitori diretti, invece, hanno un accesso immediato al call center, che, bisogna dirlo, funziona davvero bene: ti richiamano nel giro di pochi secondi e sono sempre molto cortesi e disponibili. Il fatto è che, pur prendendosi carico del problema, spesso non sono in grado di risolverlo, perché pure lì, come nel peggiore dei sistemi statali, tutto funziona a compartimenti stagni e impermeabili tra loro. Noi per esempio da mesi non riceviamo più la mail che ci avvisa della presenza di ordini nella nostra pagina e al suo posto ogni settimana ce ne spediscono un'altra nella quale si scusano e ci dicono che "stanno lavorando alla soluzione del problema".

13 ore fa, Edmund Duke ha scritto:

A volte si rifiutano di comprarti anche se non sei spedito con prime.

13 ore fa, Edmund Duke ha scritto:

Il problema non è tanto che Amazon ti ordini, quanto che se non ti ordina e non appari la gente non ti compra, perché per andare a pigliarti su ibs o aspettare il "generalmente spedito in tre settimane" delle piccole case editrici, le persone devono essere veramente interessate o essere tua madre e tua zia. 

IBS, a differenza di Amazon, richiede una percentuale molto più bassa, e, cosa più importante, se gli devi spedire un solo libro, accetta anche il piego di libri ordinario e non pretende la spedizione tramite corriere; certo, questo allunga i tempi di consegna, ma fa l'interesse degli editori e soprattutto degli autori: un particolare che costoro, a nostro avviso, dovrebbero tener ben presente e ricordare a chi li vuol leggere. Lo stesso succede per Centro Libri, altro distributore nazionale, ed entrambi non fanno discriminazione tra piccoli e grandi editori: non appena una CE pubblica il primo libro, se hanno anche una sola richiesta, la contattano; non aspettano che questa si metta in ginocchio a supplicarli di pubblicare i suoi volumi.
Riguardo allo "spedito in tre settimane", noi, pur essendo una piccola CE, spediamo il giorno stesso tramite corriere espresso, al solo prezzo di copertina, con spese di di spedizione totalmente a nostro carico, e consegna il giorno dopo, isole e zone disagiate escluse. Si tratta di un costo notevole per noi, in termini percentuali, ma abbiamo deciso di investire a favore del cliente ciò che comunque avremmo speso passando attraverso il normale circuito distributivo.

13 ore fa, Edmund Duke ha scritto:

A volte si rifiutano di comprarti anche se non sei spedito con prime.

Be', a questo punto, @Edmund Duke , permettimi di svestire i panni di editore e di indossare quelli di autore, cosa che comunque sono fiero di continuare a essere.
Se qualcuno dei miei amici o conoscenti mi dicesse una cosa del genere, cioè che oltre allo sconto del 15% (che tutte le piattaforme di vendita on line praticano) per avere il mio libro pretende pure la spedizione gratuita di prime (che poi proprio gratuita non è), gli consiglierei di lasciar perdere: di lettori così non so che farmene. Poi lo cancellerei dagli amici, ma non solo quelli di facebook. 

Modificato da Aporema Edizioni
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non ne sapevo nulla...cavolo, aspetto seconda puntata:)

@Aporema Edizioni posso chiederti se posso inserire quello che dici sul mio blog e pagina fb.  l'argomento è interessante e mi piacerebbe condividerlo. grazie

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2 ore fa, -Omega- ha scritto:

Quindi, riassumendo, chi mette il suo volume su Amazon non conosce queste dinamiche e/o è un pollo?

Bisogna distinguere tra chi passa attraverso un editore o chi invece decide di autopubblicarsi. Non conosco le dinamiche del self publishing su Amazon, ma, da quanto ho letto e mi hanno riferito, quando si tratta di e-book non ci sono particolari problemi. Per quanto riguarda la pubblicazione in cartaceo, sempre sulla base delle mie informazioni, si tratta di una sorta di print on demand, che difficilmente porta a prezzi di copertina appetibili.

Arrivando alla questione avicola, non è un pollo l'autore che vende il suo libro su Amazon, anche perché, come abbiamo spiegato, il libro su quel sito e su tutte le altre librerie on line, volente o nolente, ci finisce comunque. Piuttosto è un pollo l'autore che, una volta messo al corrente di queste dinamiche, si ostina a consigliare a destra e manca di comprare il suo libro da Amazon, perché  "fa figo" , quando magari esistono strade altrettanto convenienti (per lui e per l'editore) e anche più veloci da proporre ai lettori.

1 ora fa, AndreaLuna ha scritto:

non ne sapevo nulla...cavolo, aspetto seconda puntata:)

@Aporema Edizioni posso chiederti se posso inserire quello che dici sul mio blog e pagina fb.  l'argomento è interessante e mi piacerebbe condividerlo. grazie

A tuo rischio e pericolo :) Come abbiamo detto, possiamo dimostrare tutto quanto affermato in questa discussione: esistono i bollettini di reso, con tanto di data e magazzino di provenienza, così come esiste traccia di tutti gli ordini. Ci rendiamo conto tuttavia che qualcuno prima o poi potrebbe indispettirsi, perché stiamo sollevando un vero vespaio. D'altra parte abbiamo riflettuto a lungo prima di aprire questa discussione, e l'abbiamo fatto solo quando ci siamo resi conto che davvero si stava passando il segno e che, dopo oltre un anno di scambio commerciale, le perdite erano di gran lunga superiori ai guadagni. Perlomeno adesso, ogni volta che un autore ci chiede "Ma ci siete su Amazon?", gli possiamo rispondere "Sì, ma prima di pensare che questo sia un bene, vai a leggerti quanto abbiamo scritto sul Writer's Dream".

Modificato da Aporema Edizioni
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Più di un anno fa ho pubblicato un mio libro con una casa editrice free di cui mi perdonerete se non faccio il nome: ho avuto con loro un feroce dibattito qui sul WD, a conclusione del quale hanno chiesto ed ottenuto la cancellazione di tutta la discussione. Si tratta comunque di una CE che, a fronte del capitale di rischio di 1 Euro "interamente versato", pubblica ogni anno più di trecento titoli che vengono poi venduti online, col sistema del "print on demand", contrattualmente non dichiarato. Le piattaforme per acquistare erano: IBS, La Feltrinelli, Libreria Universitaria e Amazon. Rifiutando l'acquisto diretto di x copie che mi offrivano a prezzo scontato, ho voluto ordinarle sulle varie piattaforme, per testare la correntezza nelle eventuali vendite. Risultato: tre su quattro hanno annullato l'ordine dichiarando il libro "non disponibile", mentre Amazon ha puntualmente evaso gli ordini, miei e di altri acquirenti.

Non so se i disfunzionamenti riscontrati nelle altre tre piattaforme siano dipesi da cattivi rapporti con loro della CE (che comunque millantava di appartenere allo stesso gruppo di "Messaggerie"), ma rimane il fatto incontestabile che, almeno nel mio caso, Amazon funzionava e le altre no. 

Credo che, alla fin fine, sia l'unica cosa che interessa a chi decide di effettuare un acquisto online: che l'articolo richiesto (e pagato) gli venga recapitato con puntualità e precisione.

Il problema della logistica in generale e dei costi in particolare riguarda l'editore, che è tenuto ad attrezzarsi in merito.

 

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2 minuti fa, cheguevara ha scritto:

pubblica ogni anno più di trecento titoli che vengono poi venduti online, col sistema del "print on demand"

Il numero di pubblicazioni si commenta da solo: trecento titoli costituisce più o meno l'intero catalogo di Marcos y Marcos (che ha impiegato anni a costruirlo), tanto per citare un editore medio grande, il cui fatturato si misura con più di sei cifre. Siamo di fronte, come dice lo stesso @cheguevara , a un classico caso di print on demand, ma sarebbe meglio parlare di "hard print on demand". In questo caso l'editore fornisce il Pdf del testo ad Amazon, che provvede a stampare il libro in proprio e poi a venderlo. Anche a noi un distributore aveva proposto di seguire la stessa strada, che ci avrebbe di certo garantito profitti più elevati, ma che, a nostro avviso, non avrebbe tutelato a sufficienza l'autore: vogliamo esser noi a decidere il tipo di carta da usare per testo e copertina e a stabilire, girandolo tra le mani, se si tratta di un buon volume oppure no. Non esiste che un prodotto arrivi tra le mani di un cliente, senza che noi per primi ne abbiamo saggiato la qualità. Ci mettiamo la faccia e se vengono commessi errori, dobbiamo essere in grado di rimediare.

14 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Il problema della logistica in generale e dei costi in particolare riguarda l'editore, che è tenuto ad attrezzarsi in merito

Questo suona molto come un bell'invito ad arrangiarsi...
In ogni caso quello che stiamo facendo, caro@cheguevara , che forse, in onore al tuo nick, pensi che  un imprenditore sia sempre brutto e cattivo e abbia comunque torto, qualunque cosa dica o faccia, anche quando, come nel nostro caso, non si tratta di un imprenditore senza scrupoli, ma di una cooperativa di soci-autori, che non distribuisce utili o dividendi. Ci stiamo arrangiando, dicevamo, e ovviamente, invece di inviare libri a pioggia con entusiasta boccaloneria, oggi facciamo bene i nostri calcoli; ma nel frattempo, nessuno può impedire di dire a tutti coloro che sono interessati all'argomento (e mi pare che siano in molti) quanto il sistema Amazon sia illogico, prima ancora che iniquo.

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21 minuti fa, Aporema Edizioni ha scritto:

. In questo caso l'editore fornisce il Pdf del testo ad Amazon, che provvede a stampare il libro in proprio e poi a venderlo. Anche a noi un distributore aveva proposto di seguire la stessa strada, che ci avrebbe di certo garantito profitti più elevati, ma che, a nostro avviso, non avrebbe tutelato a sufficienza l'autore: vogliamo esser noi a decidere il tipo di carta da usare per testo e copertina e a stabilire, girandolo tra le mani, se si tratta di un buon volume oppure no. Non esiste che un prodotto arrivi tra le mani di un cliente, senza che noi per primi ne abbiamo saggiato la qualità. Ci mettiamo la faccia e se vengono commessi errori, dobbiamo essere in grado di rimediare.

 

Qui ho una domanda: ma, secondo questa metodologia, Amazon non permette alle case editrici di ordinare delle "bozze di stampa" per testare il prodotto prima di metterlo in vendita? Nel senso che per il self ha introdotto tale opzione solo da qualche anno mi pare...

Poi che tale qualità o opzioni non convincano è più che giusto...

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59 minuti fa, Aporema Edizioni ha scritto:

In ogni caso quello che stiamo facendo, caro@cheguevara , che forse, in onore al tuo nick, pensi che  un imprenditore sia sempre brutto e cattivo

Per fortuna avete inserito il "forse". Ho passato una vita nel mondo della finanza e per vent'anni ho anche fatto il consulente d'impresa. Gli imprenditori non sono "brutti e cattivi": sono soltanto imprenditori e, come tali, si muovono all'insegna del massimo profitto, il che è cosa buona e giusta, quando vengono rispettate le regole. Le regole imposte dalla legge e (caso più raro) dalla morale. Amazon non fa eccezione, e neanche un'impresa cooperativa, che comunque persegue in primis il pareggio di bilancio, in secundis il conseguimento di utili che possano essere reinvestiti, il tutto dopo aver remunerato dipendenti e collaboratori. L'editoria è un business come altri e, specialmente nel caso dei piccoli editori, oggetto del business, più che i lettori, sono gli aspiranti scrittori e il loro corredo di amici, parenti ed eventuali followers sui social. La differenza tra un piccolo editore serio e un sòla sta tutta nella selezione degli esordienti, che nel secondo caso non esiste.

Sicuramente la vostra CE appartiene alla prima categoria e non mi sembra di avere espresso dubbi in merito, per cui la vostra illazione circa quello che penso in merito agli imprenditori appare ingiustificata e, quella sì, di parte.

Cordialità.

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Con Amazon fila tutto liscio perché Amazon fa brutto. Anche da semplice costumer se un venditore terzo creava dei problemi (e ne creano sempre, perché rifiutano il reso da bravi imprenditori) bastava aprire la chat dell'assistenza e magicamente spuntava la mail col consenso del venditore terzo.

 

Concordo anche con @cheguevara Sia sul fatto che Aporema appaia seria, sia sul fatto che molte piccole non lo sono. Perché il mercato di molte piccole è vendere quelle cento copie, se non meno, per poi mandare il resto al macero (se esiste un resto, perché si stampa meno del dichiarato). L'autore guadagna l'equivalente di un mese di part time, tra diritti e conto vendita, e l'editore si paga quattro mesi di affitto. Se non fossi molto pigro e inetto (m'interessa solo scrivere e non ci penso neanche a rischiare con un'impresa) potrei tirare su una micro, rispondere alla mail standard del WD e stampare in cinquanta copie tutti gli esordienti.

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Io faccio l'autrice, ho pubblicato con un editore digitale e con Amazon esiste la classica possibilità del POD, avrei continuato dopo 4 romanzi che sono andati molto bene, ma il mio editore ora predilige altri generi: saggi e manualistica rispetto alla narrativa. Parto dalla prima affermazione,

Il ‎15‎/‎10‎/‎2019 alle 18:07, Aporema Edizioni ha scritto:

Negli ultimi tempi per molti autori, non tutti per fortuna, vedere il proprio libro in vendita su Amazon sembra quasi diventato più importante che ammirarlo esposto in bella vista nella libreria più prestigiosa della loro città

Sì, per me è importante e anche ora che sto cercando altre strade, l'editore che non mi consente di arrivare su Amazon non mi interessa, perchè lì mi sono fatta conoscere e ho creato il mio bacino di lettori. Se parliamo di editori medi, seri ma non conosiutissimi, trovo che Amazon sia imprescindibile per poter reperire il libro facilmente. Poi ci sono editori per me top qualitativamente che non fanno neppure il formato digitale, per me è assurdo, ma grazie alla loro qualità sicuramente mi piacerebbe pubblicare con loro - es. Hacca Edizioni.

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Ciao a tutti, quindi scusate se cerco la precisazione: i "problemi" con Amazon dipendono principalmente dall'editore o da Amazon stesso?

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Cara @La*cla ,  essendo noi (sia come editori, sia come utenti del WD che hanno sollevato la questione)" parte in causa "nella vicenda, non possiamo certo rispondere alla tua domanda. 

Abbiamo cercato di fornire tutti gli elementi oggettivi e documentabili in nostro possesso, affinché ciascuno possa farsi un'idea propria e siamo disponibilissimi a fornire ulteriori chiarimenti a chi ce li chiederà. Dal canto nostro possiamo solo dirti che ci siamo sempre impegnati al massimo, e tuttora c'impegniamo, perché tutto fili liscio con questo, così  come con tutti gli altri nostri distributori (fisici e on line), ma nonostante ciò, spesso rimbalziamo contro un muro di gomma.
Molti autori, quando li informiamo su come vanno veramente le cose con il colosso americano, rimangono esterrefatti e percepiamo in loro una sincera comprensione verso le difficoltà che siamo costretti ad affrontare. Altri, invece, paiono fregarsene e il loro atteggiamento si riassume nel "a me non interessa dei vostri problemi, io su Amazon ci voglio essere, punto e basta!".

Come potrai constatare tu stessa, noi su Amazon continuiamo a esserci e, almeno per il momento, non siamo intenzionati a mollare. Sta di fatto che, conti alla mano, dopo circa un anno e mezzo di collaborazione con tale piattaforma, il nostro bilancio è in passivo: in pratica ci stiamo perdendo. Questa constatazione ci ha già costretto, con il consenso degli autori, ovvio,  ad abbassare le royalties relative alle vendite da questo sito. Se la situazione però dovesse perdurare ancora a lungo, avremmo due sole alternative:
1) Smettere di essere fornitori diretti di Amazon (i nostri libri, se li vogliono, se li vadano a prendere dal nostro distributore, come fanno tutti gli altri).

2) Ridurre a zero le royalties, perché se noi ci perdiamo, non è pensabile che l'autore ci guadagni.
Allo stato attuale, però, come abbiamo detto, continuiamo a resistere e abbiamo messo in atto strategie di difesa, prima fra tutte quella di non "abboccare" al volo a tutti gli ordini che ci arrivano, ma di verificare prima sul loro sito le quantità che hanno ancora a disposizione, prima di inviare altre copie.

Già, ma con quale criterio, vi chiederete,  vengono ideati questi benedetti-maledetti ordini? 
Lo scoprirete nel secondo capitolo di questa appassionante vicenda dal titolo "Il geniale algoritmo", di prossima pubblicazione su questo forum.

Modificato da Aporema Edizioni

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Non vedo l'ora di leggervi, @Aporema Edizioni . Tuttavia mi chiedo, e questo non c'entra con voi, perché non sono un vostro autore: se su amazon no, se in libreria ci vanno 3-4 settimane, come facciamo noi esordienti a farci conoscere anche da chi non è nostro amici/parente? È annosa la questione, credo. Ma credo debbano dircelo le ce...

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