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Commento a un'altra poesia 

 

 

Prestatemi una gomma.

Devo cancellare dal cielo tutte le nuvole

perché ogni volta che le guardo

sporgendomi oltre il cornicione

riconosco nel loro tratto il volto di mia madre.

E immancabilmente penso

che anche la sua vita -

non soltanto la mia -

andrebbe in frantumi

se mi protendessi di un altro passo in avanti.

Allora desisto. Per lei soltanto.

Ma il male che sento

mi riporta ogni giorno nello stesso punto,

dove ora, con mezzo piede fuori dal bordo,

non chiedo altro che una gomma in prestito.

La potrete recuperare

cinque piani più in basso

sopra l'asfalto,

poco distante dal mio palmo immobile,

non appena avrò trovato la freddezza

di cancellare dal cielo tutte le nuvole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ciao, la poesia mi è piaciuta molto perché tratta di una tematica apparentemente semplice e lineare, direi quasi fanciullesca, riferita al poter cancellare le nuvole, ma che nasconde dietro una negatività che pervade mano mano che si procede nella lettura.

Ho apprezzato il linguaggio semplice e quotidiano, che dà l'idea non di un eroico atto da tragedia elevata, ma di quasi come se fosse un'abitudine dell'io lirico che tenta tutti i giorni di gettarsi giù dal balcone.

Mi è piaciuto come ai toni bonari della gomma e delle nuvole hai accostato una tematica molto profonda come quella del suicidio, parlandone allo stesso tempo con una tale leggerezza e profondità che ti porta ad immedesimarti in questo ragazzo o in questa ragazza che tutti i giorni tenta il suicidio, ma è costantemente bloccato dall'impatto che la sua azione avrà sulla vita della madre che è vista dal/dalla protagonista perennemente nelle nuvole e qui può alludere al fatto che la madre potrebbe essere sempre distratta, come nel detto "star sulle nuvole" oppure potrebbe essere una figura importante positivamente nella suo vita, e che perciò ha paura di essere sempre guardato e di arrecare un dispiacere.

In ogni caso ho apprezzato la conclusione tragica, cioè la morte del protagonista, ma presentata sotto una luce quasi comica, come se non tu non stessi descrivendo una scena di morte, che quindi porta dietro di sé dolore e dispiacere, ma la morte viene qui vista come un fatto naturale e spontaneo, come se fosse soltanto la conseguenza di una presa di coraggio dell'io lirico e ciò fosse qualcosa di inevitabile e molto semplice da realizzarsi.

 

Un saluto

teotode

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Bel tema, grande pessimismo.  Scritta abbastanza bene seppure con linguaggio semplice. Qualche verso troppo lungo che andrebbe ripulito. Ne sono presenti diversi che non giovano al ritmo. Te ne cito solo uno come esempio poi sta a te trovare gli altri in fase di revisione del componimento

1) Devo cancellare (dal cielo) tutte le nuvole - secondo me "dal cielo" è superfluo

C'è poi un verso intero che potrebbe essere omesso ossia "se mi protendessi di un altro passo avanti".

La sua eliminazione gioverebbe molto al ritmo e non sottrarrebbe significato

Infine al penultimo verso quella "freddezza" suona proprio male. 

Nel complesso ti ho letto con piacere ed interesse

Un saluto

Stefano

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Ciao @Io che mi manco, e benvenuta (o benvenuto) in questo forum!

Anch'io ho apprezzato molto il contrasto tra il tono colloquiale che hai usato e il tema profondamente drammatico: in questo modo non appesantisci di orpelli o retorica l'espressione di un malessere che così raggiunge in modo diretto e più incisivo chi legge.

3 ore fa, Io che mi manco ha scritto:

se mi protendessi di un altro passo in avanti. 

Non cambierei nulla della struttura trenne il verso che ho riportato sopra: protendersi in avanti la sento come una piccola ripetizione, inoltre protendersi mi pare troppo tecnico come verbo, quindi  io scriverei  una cosa tipo: se avanzassi di un altro passo, o qualcosa di simile, per mantenere comunque un po' di indeterminatezza.

Nella drammaticità del tema risalta in modo luminoso il pensiero verso la figura della madre che, unica e sola, impedisce di fare quel passo in avanti nel vuoto. Questo verso:

 

3 ore fa, Io che mi manco ha scritto:

Allora desisto. Per lei soltanto.

porta secondo me, il peso fortissimo di tutta la poesia (e di quello che esprime): perfetto il punto fisso messo lì.

Molto bella poi l'immagine poetica  di cancellare le nuvole, ancora più bella per quella sfumatura concreta  - l'idea di chiedere imprestito qualcosa di fisico e reale.

Bella poesia @Iochemimanco (anche un bel nickname!), originale e toccante, a rileggerti presto, ciao! (P.S. io non gliela presterò però la gomma per cancellare, al protagonista, piuttosto due parole:-) )  .

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*scusami ho scritto imprestito  al posto di in prestito ma come sempre non vedo i refusi se non dopo che ho pubblicato

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Grazie a chi mi ha commentato finora.

@irene m   Concordo con te per quanto riguarda il verso che mi hai fatto notare. "Se avanzassi di un altro passo" mi piace, però vorrei spezzare un po' le assonanze con la "o". Se lo sostituissi con "se mi spingessi di un altro passo in avanti" come ti suonerebbe?

P:s. Peccato non ci sia la possibilità di modificare. Grande pecca di questo sito.

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32 minuti fa, Io che mi manco ha scritto:

Concordo con te per quanto riguarda il verso che mi hai fatto notare. "Se avanzassi di un altro passo" mi piace, però vorrei spezzare un po' le assonanze con la "o". Se lo sostituissi con "se mi spingessi di un altro passo in avanti" come ti suonerebbe?

P:s. Peccato non ci sia la possibilità di modificare. Grande pecca di questo sito.

Ciao☺, mmmh non lo so, mi pare sempre troppo "faticosa"  come costruzione: seguendo il mio personalissimo gusto, se posso dire  la stessa cosa con 6 o con  4 parole, sceglierei sempre le 4. Qui il senso è già chiaro e quindi (ma è sempre un modestissimo parere personale) userei un verbo più "leggero" che non necessita di preposizioni, qualcosa che renda l'idea dell'attimo breve che potrebbe  cambiare irrimediabilmente  la vita di due persone. Ciao, buona scrittura!

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La figura della mamma, soprattutto quando ci lascia per sempre è senza dubbio un tema delicato...

E bisogna trattarlo con sentimento e anche con un pò di malinconia, perchè la mamma di ognuno di noi è sempre stata una figura unica e speciale. L'hai tracciata con un pò di pessimismo cancellandone le nuvole, ma la mamma è sempre lì anche se noi non la vediamo...

:love:

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Trovo questa poesia drammaticamente bella, anche se davvero molto pessimistica. Anche io ho da poco perso un genitore unico , ma non chiederei mai una gomma per cancellare il suo volto sulle nuvole che mi sembra rappresentino per te tua mamma. Sei ancora in una fase forse di rabbia , di forte disapprovazione del destino che ha riserbato la tua mamma speciale.

Il dolore per lei ti fa dire queste cose, ed hai bisogno di pace, di cancellare; ti auguro che presto avrai nel tuo cuore e nella tua mente solo bellissimi ricordi della tua mamma e che tu non desidererai piu' cancellare nulla , ma solo fare bei sogni della tua dolce mamma.

Noto una grande disperazione in ogni tua parola che scrivi, e la vorresti urlare: la forza della poesia e' anche questo , ti culla la tua disperazione fino a chetarla. 

Continua a scrivere @ Io che mi manco, vorrei leggerti ancora.

 

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Bello.

 

Al maschile perché, se si prova a leggerlo in fila, senza le interruzioni dei versi, a me pare più un gioellino di racconto che una poesia.

 

Stefano

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@Io che mi manco Ciao. Sono contento di poter condividere qualcosa con una voce nuova (intendo nuova per me) :)

Il 15/10/2019 alle 12:36, Io che mi manco ha scritto:

Prestatemi una gomma.

Devo cancellare dal cielo tutte le nuvole

perché ogni volta che le guardo

sporgendomi oltre il cornicione

riconosco nel loro tratto il volto di mia madre.

Per tutte le ragioni che ho elencato nella risposta al tuo commento, mi piace molto. Linguaggio morbido e fluido. Contenuti importanti, anche pesanti (nel senso di gravità).

Qui a me, in veste di lettore, mi sembra (nel senso che è solo la mia impressione) superflua la precisazione dello'atto di sporgersi oltre il cornicione. Non mi dà fastidio, assolutamente, però riporta quella sensazione di universalità suscitata dagli altri versi ( in cui un lettore può identificarsi in molti modi e contesti diversi) in un ambito più specifico, più piccolo (nel senso buono del termine). E comunque indebolisce un po' l'immediatezza degli altri quattro versi che è notevole.

Il 15/10/2019 alle 12:36, Io che mi manco ha scritto:

E immancabilmente penso

che anche la sua vita -

non soltanto la mia -

andrebbe in frantumi

se mi protendessi di un altro passo in avanti.

Bello questo concetto di interdipendenza, che condivido. Soprattutto considerando che la persona in questione è probabilmente venuta a mancare, in un modo o nell'altro.

Il 15/10/2019 alle 12:36, Io che mi manco ha scritto:

Ma il male che sento

mi riporta ogni giorno nello stesso punto,

dove ora, con mezzo piede fuori dal bordo,

non chiedo altro che una gomma in prestito.

Anche qui, preferirei fermarmi a nello stesso punto ed essere libero di interpretare e rapportare la tua esperienza alla mia.

Il 15/10/2019 alle 12:36, Io che mi manco ha scritto:

La potrete recuperare

cinque piani più in basso

sopra l'asfalto,

poco distante dal mio palmo immobile,

non appena avrò trovato la freddezza

di cancellare dal cielo tutte le nuvole.

Toglierei le specifiche (cinque piani, sull'asfalto dice già tutto). E' molto pesante (nel senso di gravità, come dicevo, di tensione) questo indulgere sull'idea del suicidio. Lo preferirei più velato. Però mi piace l'associazione alla freddezza, che leggo come un sinonimo: freddezza\suicidio ovvero mancanza di emozione\morte, non necessariamente fisica.

Poesia molto sentita. Piaciuta. Il dolore fa esperienza ed è utile condividerla come bene espresso in questi versi che io leggo come il cuore di questa poesia:

 

E immancabilmente penso

che anche la sua vita -

non soltanto la mia -

andrebbe in frantumi

se mi protendessi di un altro passo in avanti.

 

Tu hai citato la vita di tua madre, ma io credo che la sua possa diventare sinonimo di tutte le altre.

Grazie della bella poesia. Ps. Bel nick, anche se non mi sembri per nulla assente. Ciao.:super:

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Tema che trovo commovente, e sul quale ho riflettuto spesso. Lo considero molto attuale, perché credo che molti giovani oggi vadano avanti piú per gli altri che per sé stessi. Si dovrebbe vivere innanzitutto perché si sente che ne vale la pena e poi per la gioia degli altri. Ma tu esprimi questa drammaticitá in modo semplice e chiaro, con l'immagine delle nuvole nel cielo che contrasta con la violenza della caduta e della morte.

 

che anche la sua vita -

non soltanto la mia -

andrebbe in frantumi

 

Come se il tuo corpo fosse un vaso che cade e si spezza in tanti frammenti, e cosí anche  il cuore di tua madre. Sí, commovente davvero.

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