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Totem

[LP5] Cosa resta

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Traccia 1

 

Eterni siamo stati noi due

Tu ed io nel nostro piccolo mondo

Soli ed invisibili

Etere che si materializza

Materia che si dissolve

Percezioni alla deriva

cullate da maree universali

Eremi di solitudine

e di perenne misura

 

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2 ore fa, Totem ha scritto:

Soli ed invisibili

 

2 ore fa, Totem ha scritto:

cullate da maree universali

come mai prima maschile e poi femminile?

C'è qualcosa che non ho colto?

 

Unione e solitudine assieme, ben rese.

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30 minuti fa, Thea ha scritto:

 

come mai prima maschile e poi femminile?

C'è qualcosa che non ho colto?

 

Unione e solitudine assieme, ben rese.

Ciao @Theanon intendo a cosa ti riferisci. Cullate si riferisce alle percezioni (quindi femminile). Soli (aggettivo, plurale di solo).

Grazie comunque per il commento

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1 minuto fa, Totem ha scritto:

Ciao @Theanon intendo a cosa ti riferisci. Cullate si riferisce alle percezioni (quindi femminile). Soli (aggettivo, plurale di solo).

Grazie comunque per il commento

Hai ragione, scusami. 

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20 ore fa, Totem ha scritto:

Eterni siamo stati noi due

Mi permetto un'osservazioni: non puoi far coesistere eternità e limite temporale (siamo stati sottintende... e non siamo più...)

 

20 ore fa, Totem ha scritto:

Tu ed io nel nostro piccolo mondo

Soli ed invisibili

Etere che si materializza

Materia che si dissolve

Percezioni alla deriva

cullate da maree universali

Eremi di solitudine

e di perenne misura

 

 

Comunque, @Totem , :) ho apprezzato molto la costruzione dei tuoi versi, in scioltezza e ritmo, e le tante contrapposizioni, le antitesi che coesistono:

 

L'aria che diventa materia, mentre la materia si dissolve in aria.

L'essere in due, soli e indivisibili insieme.

Le proprie percezioni che vanno - sia alla deriva - ma anche cullate dalle maree.

 

Magistrale la chiusa:

 

Eremi di solitudine

e di perenne misura

 

perché, nel suo pessimismo cosmico, dà la misura di quello che resta di un grande amore perduto. (y)

 

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Il 12/10/2019 alle 17:25, Totem ha scritto:

Eterni siamo stati noi due

 

Cosa ne pensi di cambiare con: Eterni ci pensavamo noi due.

 

?

 

È solo il mio modesto consiglio, se ti va. :)

 

 

 

 

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Il 13/10/2019 alle 14:08, Poeta Zaza ha scritto:

 

 

Mi permetto un'osservazioni: non puoi far coesistere eternità e limite temporale (siamo stati sottintende... e non siamo più...)

 

 

Comunque, @Totem , :) ho apprezzato molto la costruzione dei tuoi versi, in scioltezza e ritmo, e le tante contrapposizioni, le antitesi che coesistono:

 

L'aria che diventa materia, mentre la materia si dissolve in aria.

L'essere in due, soli e indivisibili insieme.

Le proprie percezioni che vanno - sia alla deriva - ma anche cullate dalle maree.

 

Magistrale la chiusa:

 

Eremi di solitudine

e di perenne misura

 

perché, nel suo pessimismo cosmico, dà la misura di quello che resta di un grande amore perduto. (y)

 

Ciao @Poeta Zaza Grazie per aver dedicato tempo alla lettura critica della mia poesia. In merito all'ossimoro " eterni siamo stati noi due" di dico che mi piace molto la perentorietà delle parole rispetto alla possibile modifica da te proposta. Comunque con il tempo esaminerò certamente la possibilità di qualche modifica. Ma ci vuole tempo...

Di nuovo grazie

Un saluto

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Ciao @Totem! Piacere di conoscerti e leggerti per la prima volta. Credo tu sia nuovo da queste parti, quindi innanzitutto benvenuto al forum. 

Il 12/10/2019 alle 17:25, Totem ha scritto:

Eterni siamo stati noi due

Tu ed io nel nostro piccolo mondo

Soli ed invisibili

Etere che si materializza

Materia che si dissolve

Percezioni alla deriva

cullate da maree universali

Eremi di solitudine

e di perenne misura

Apprezzo davvero molto le poesie brevi che riescono a trasmettermi un'emozione con poche parole. Quando leggo mi concentro per di più sulle sensazioni non essendo in grado di parlare di tecnicismi. Nonostante le mie conoscenze d'italiano dopo due decenni di vita in questo paese, purtroppo la metrica resta il mio tallone d'Achille e quindi evito di fare le gaffe. :D Nei tuoi versi però ho trovato una bella armonia e sei stato abile nell'evocare il senso di solitudine che pervade la voce, chiamiamola così, narrante. Mi è piaciuto il ritmo e l'uso delle immagini contrapposte e la chiusura è stata per me non solo sublime, ma anche una delle più belle lette di recente. Avrei solo due appunti da sottoporti, dal punto di vista di lettrice: 1) per me eterno vuol dire essere senza tempo, e quel siamo stati francamente mi stona un pochino: perché non mettere eterni siamo noi due? 2) a livello ritmico (leggo le poesie sempre a voce alta, per puro piacere e al di là dei contest) mi disturba la, chiamiamola così, ripetizione del concetto noi due: personalmente eliminerei quel tu ed io del secondo verso. Sono solo suggerimenti, poi la poesia è tua e devi valutare tu se reputi utile apportare qualche modifica o meno. In ogni caso una bella prova. Grazie per la gradita lettura. Alla prossima!

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2 ore fa, Emy ha scritto:

Ciao @Totem! Piacere di conoscerti e leggerti per la prima volta. Credo tu sia nuovo da queste parti, quindi innanzitutto benvenuto al forum. 

Apprezzo davvero molto le poesie brevi che riescono a trasmettermi un'emozione con poche parole. Quando leggo mi concentro per di più sulle sensazioni non essendo in grado di parlare di tecnicismi. Nonostante le mie conoscenze d'italiano dopo due decenni di vita in questo paese, purtroppo la metrica resta il mio tallone d'Achille e quindi evito di fare le gaffe. :D Nei tuoi versi però ho trovato una bella armonia e sei stato abile nell'evocare il senso di solitudine che pervade la voce, chiamiamola così, narrante. Mi è piaciuto il ritmo e l'uso delle immagini contrapposte e la chiusura è stata per me non solo sublime, ma anche una delle più belle lette di recente. Avrei solo due appunti da sottoporti, dal punto di vista di lettrice: 1) per me eterno vuol dire essere senza tempo, e quel siamo stati francamente mi stona un pochino: perché non mettere eterni siamo noi due? 2) a livello ritmico (leggo le poesie sempre a voce alta, per puro piacere e al di là dei contest) mi disturba la, chiamiamola così, ripetizione del concetto noi due: personalmente eliminerei quel tu ed io del secondo verso. Sono solo suggerimenti, poi la poesia è tua e devi valutare tu se reputi utile apportare qualche modifica o meno. In ogni caso una bella prova. Grazie per la gradita lettura. Alla prossima!

ciao @Emy ti ringrazio per aver trovato il tempo di una lettura critica della mia poesia. Nel forum sono seminuovo, diciamo un usato sicuro.

Per quanto riguarda i tuoi benvenuti consigli: 1) Il discorso di eterno  è utilizzato  poiché in presenza di un vero e profondo sentimento di amore  anche se inconsapevolmente ci si comincia a  sentire  eterni, a rifuggire i pensieri negativi, la morte. "Siamo stati" allude chiaramente al fatto che non lo siamo più. E' un ossimoro che ho voluto utilizzare per creare sin da subito straniamento ed inquietudine, nel ritrovarsi in bilico tra un sentimento eterno e la sua stessa fine.Per spingere il lettore a leggere i successivi versi in cerca di una risposta.

2) Il "tu ed io" è utilizzato per rafforzare la centralità e la profondità della relazione e per creare un ulteriore contrasto tra "noi due" (cioè eterni) ed il piccolo mondo (cioè limitato) che ci siamo creati. Tutta la poesia è un continuo contrasto tra il reale e l'ideale, laddove l'ideale, seppur dolce,  diventa limitazione del reale.

 

 

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Mi è piaciuta :approvo: Non è molto diretta, per me, e ho dovuto rileggere più volte per arrivare a un significato che mi soddisfacesse. Ottima anche la forma e la musicalità del testo

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Ho apprezzato in particolare, nel tuo componimento dalla ponderata corposità, il paradosso iniziale e il raffinato chiasmo dei versi Etere che si materializza / Materia che si dissolve; tutto concorre a rappresentare la stupefacente contraddittorietà dell'amore, in cui il piccolo mondo dell'"io" e del "tu" si dilata fino ai confini dell'universo. Mi ha invece lasciato perplessa il verso Eremi di solitudine, esageratamente tautologico (inoltre il concetto di solitudine amorevole e desiderata è già espresso nel verso Soli ed invisibili): secondo il mio personalissimo parere, si potrebbe sostituire il termine "solitudine" con un altro che si leghi ossimoricamente con "eremi", per suggellare in questo modo il paradosso di notevole impatto con cui inizi il componimento: Eterni siamo stati noi due.
Grazie e un saluto, @Totem.

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5 minuti fa, Ippolita2018 ha scritto:

Ho apprezzato in particolare, nel tuo componimento dalla ponderata corposità, il paradosso iniziale e il raffinato chiasmo dei versi Etere che si materializza / Materia che si dissolve; tutto concorre a rappresentare la stupefacente contraddittorietà dell'amore, in cui il piccolo mondo dell'"io" e del "tu" si dilata fino ai confini dell'universo. Mi ha invece lasciato perplessa il verso Eremi di solitudine, esageratamente tautologico (inoltre il concetto di solitudine amorevole e desiderata è già espresso nel verso Soli ed invisibili): secondo il mio personalissimo parere, si potrebbe sostituire il termine "solitudine" con un altro che si leghi ossimoricamente con "eremi", per suggellare in questo modo il paradosso di notevole impatto con cui inizi il componimento: Eterni siamo stati noi due.
Grazie e un saluto, @Totem.

Grazie per il commento. Gratificante e al tempo stesso oggetto di riflessione.

Un saluto

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Ciao @Totem

trovo  che la tua poesia sia ben compiuta dal punto di vista ritmico e formale e che sia un testo da rileggere più volte per apprezzarne la profondità di significato. Le immagini e gli ossimori da te scelti riescono a far viaggiare davvero la mente del lettore, o per lo meno così li ho percepiti io. Una bella prova!

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46 minuti fa, ivalibri ha scritto:

Ciao @Totem

trovo  che la tua poesia sia ben compiuta dal punto di vista ritmico e formale e che sia un testo da rileggere più volte per apprezzarne la profondità di significato. Le immagini e gli ossimori da te scelti riescono a far viaggiare davvero la mente del lettore, o per lo meno così li ho percepiti io. Una bella prova!

Ciao ti ringrazio per le belle e gratificanti parole

Un saluto 

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Ciao @Totem, io credo che la poesia debba essere nudità, nel senso che quando si scrive ci si deve chiedere 'è vero quello che sto scrivendo?'. Voglio dire, non significa che devo usare le parole che uso a pranzo, ma quello che scrivo dovrebbe corrispondere a cos'ho provato. Tu hai pensato alla parola eternità all'interno del tu e io di cui parli? Mi riesce difficile pensarlo. Forse hai pensato 'non andare via, resta qui' o qualcosa di simile. O forse la musica, se giustamente puà ricordare qualcosa di delicato come la prima traccia, può rimandare a una mano, un abbraccio, un sentire una parola, un'avere una parola. Ecco, è sempre molto complicato per me leggere qualcosa di così 'aereo', e per aereo intendo lontano dalla terra. La marea ad esempio.. è una cosa straordinaria se l'hai vista, ma la parola marea è meno straordinaria dello spostamento quotidiano delle acque e dei solchi nella sabbia. Ma forse, ogni tanto mi interrogo, forse è un mio limite.

Ps spero sia una critica costruttiva, ho letto una tua poesia qualche giorno fa che mi è piaciuta molto, forse rinunciava a descrivere e diceva, semplicemente.

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54 minuti fa, Elisa Audino ha scritto:

Ciao @Totem, io credo che la poesia debba essere nudità, nel senso che quando si scrive ci si deve chiedere 'è vero quello che sto scrivendo?'. Voglio dire, non significa che devo usare le parole che uso a pranzo, ma quello che scrivo dovrebbe corrispondere a cos'ho provato. Tu hai pensato alla parola eternità all'interno del tu e io di cui parli? Mi riesce difficile pensarlo. Forse hai pensato 'non andare via, resta qui' o qualcosa di simile. O forse la musica, se giustamente puà ricordare qualcosa di delicato come la prima traccia, può rimandare a una mano, un abbraccio, un sentire una parola, un'avere una parola. Ecco, è sempre molto complicato per me leggere qualcosa di così 'aereo', e per aereo intendo lontano dalla terra. La marea ad esempio.. è una cosa straordinaria se l'hai vista, ma la parola marea è meno straordinaria dello spostamento quotidiano delle acque e dei solchi nella sabbia. Ma forse, ogni tanto mi interrogo, forse è un mio limite.

Ps spero sia una critica costruttiva, ho letto una tua poesia qualche giorno fa che mi è piaciuta molto, forse rinunciava a descrivere e diceva, semplicemente.

Ciao @Elisa Audinograzie per aver commentato. Ritengo scontata la tua precisazione in merito alla verità del contenuto. Nel senso che deve essere ciò che veramente stai pensando in quel momento, ma nella forma in cui lo si sta pensando. Il linguaggio utilizzato ritengo che possa cambiare in base al momento ed a cosa si sta provando in quell'istante. Io ad esempio scrivo anche in vernacolo ( parliamo del napoletano che è considerata una vera e propria lingua) e mai mi sognerei di scrivere in italiano una poesia che ho pensato in napoletano. La poliedricità nelle forme espressive non è altro che una migliore capacità di esprimere ciò che si sente, senza condizionamenti di sorta. Per quanto attiene i tuoi dubbi in merito al mio sentire ciò che ho scritto, la risposta è in ciò che ho appena spiegato.

Le critiche, quando non espresse con secondi fini, sono sempre costruttive.

Un saluto

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