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Kasimiro

Newton e Kant (si presero per mano)

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Leggeva il libro di scienze, nella biblioteca comunale. Capitolo dodicesimo: “Newton e la legge di gravitazione universale.”

Ma il suo pensiero era rivolto altrove.

Il libro era sempre aperto, alla stessa pagina da una settimana, come il suo sguardo, rivolto nella stessa direzione: Marta, intenta a studiare filosofia.

Provava un'attrazione speciale e la guardava stando attento a non farsi sorprendere.

Poi, distrattamente, un occhio ritornava sul libro di scienze:

“...mentre riposava ai piedi di un albero, vide cadere una mela sopra la sua testa. Il signor Newton, persona intelligente e colta, si chiese il perché di quella discesa, e dopo studi e formule matematiche elaborò la legge di gravitazione universale. Correva l'anno 1687.”

Sviluppò la teoria secondo la quale: un corpo cade perché viene attratto dalla terra da una forza, chiamata gravitazionale; maggiore è la massa dell'oggetto e più forte sarà l'attrazione e cadrà più velocemente.

“E se esiste una forza gravitazionale anche fra persone? - Pensava - Una forza che mi attrae verso Marta! Sembra che più mi avvicini e maggiore sia l'attrazione, come formulava Newton. Oppure ha a che fare con la chimica?”

Aveva letto che ogni cosa presente in questo mondo è formata da legami chimici: Noi, le rocce, l'acqua, il gatto, il trenino telecomandato, i biscotti per la colazione. Stessi atomi, legati fra loro in forme diverse.

Prometteva bene il ragazzo, appassionato di scienze, matematica, chimica, ma completamente disorientato di fronte a quell'interesse verso la ragazza.

“Quale legame ci sarà tra me e lei? Forse siamo due nuclei di un atomo, con gli elettroni intorno che passano a velocità supersonica: ci attraversano, ci compenetrano e si portano una parte di noi che viene condivisa. Dev'essere così!”

In alcuni momenti, Giacomo sentiva come un brivido che lo attraversava, un flusso che partiva dalla testa e arrivava alla punta delle dita: “Ecco l'elettrone!”

Marta era sempre intenta a studiare il suo manuale di filosofia moderna; sul tavolo, sparpagliati, fogli con appunti, scarabocchi, evidenziatori. Giacomo fu colpito da un disegno, una specie di cavalluccio marino formato da una serie di figure tondeggianti concentriche accostate, disegnate con la biro.

Ebbe un sussulto: “Lo sapevo che c'era qualcosa in comune!”

Era sempre stato affascinato dal cavalluccio marino; la prima volta che ne aveva sentito parlare, fu da bambino; lo aveva visto disegnato in alcuni racconti di mitologia greca: animale metà cavallo e metà pesce che traina il carro di Poseidone, dio del mare.

Poi la scoperta: un pesce di pochi centimetri.

Fu durante la visita ad un acquario, in una sala semibuia, che notò la piccola teca a forma di parallelepipedo posta in direzione verticale: una quindicina di esemplari dalla sagoma inconfondibile. Lentamente salivano e scendevano aiutati dalla piccola pinna dorsale che oscillava ad alta frequenza, quasi come un battito d'ali messo in moto da una carica a manovella di quei giochi di latta di una volta.

In mezzo alla vasca si ergeva verticalmente, partendo dal fondo sabbioso, una roccia esile con tanti spunzoni ai quali erano ancorati alcuni coralli, anemoni di mare, piante acquatiche con foglie lunghe e sottili. Gli ippocampi si muovevano lentamente, sfiorandosi e aggrappandosi con la loro coda prensile ad ogni appiglio.

Giacomo riviveva quella scena, con lo sguardo perso in direzione della ragazza: un'ora estasiato ad osservare quelle bizzarre creature, interrotto dalla guardiana che dovette far presente l'imminente chiusura.

Stava per chiudere anche la biblioteca.

Ordinatamente ognuno sistemò i propri libri.

Il ragazzo calibrava ogni azione per rendere contemporanea l'uscita con lei.

Appena ebbe superata la soglia... un altro brivido, più intenso.

Ruppe gli indugi:

“Lo sai che di tutte le specie animali, il cavalluccio marino è l'unico maschio che partorisce?” Gli si rivolse nudo e crudo senza preavviso.

Lei rimase un attimo sospesa, poi dal volto si delineò un sorriso: “Davvero?”

Anch'egli rimase in sospeso, non aveva pensato ad una possibile risposta, perché, non aveva pensato alla domanda.

“Ehm...sì, la femmina depone le uova in una specie di marsupio presente sul ventre del maschio; lui le fertilizza, le accudisce e quando avviene la schiusa le partorisce e i genitori rimarranno uniti per tutta la vita!”

“Sembra una bella favola.”

“Una stupenda favola che realizza la natura!”

“Veramente succede questo?”

“Certo! Non è bellissimo? Un' equa suddivisione dei ruoli!”

“Mi sembra stupendo! La realtà supera la fantasia! Come va con Newton?

Rimase sorpreso, non si aspettava quella domanda: “Ehm...abbastanza bene.”

“Scusa, non volevo metterti in imbarazzo; avevo notato che da alcuni giorni sei fermo sulla stessa pagina.”

“Mmmm...mi piace approfondire l'argomento.”

“Beh, anch'io sono ferma da diversi giorni: questo Kant è davvero incomprensibile, non riesco ad andare avanti, lo avevi notato?”

“Mah...no, ero attratto da altro...da quell'ippocampo stilizzato, bellissimo!”

“Cosa?”

“Il cavalluccio marino, che hai disegnato sul foglio. Un extra terrestre piombato in mare: muso da cavallo, coda prensile, pinne bizzarre, punte che sbucano dal corpo. Non ha niente del comune pesce.”

“Ah...sì, mi piace fare scarabocchi sovra pensiero. Non avevo nessun particolare interesse verso il cavalluccio: me lo stai facendo scoprire ora tu.”

“Dev'essere quell'elettrone...”

“Che cosa?”

“Oh scusa, una mia fantasia... immaginavo che eravamo due atomi con un elettrone in comune che girava e ad ogni passaggio scambiava qualcosa di noi.”

“Che idea romantica.”

“Ci vediamo domani?”

“Stessa sala, stesso libro?”

“Potremmo anche cambiare posto...mi piacerebbe farti ascoltare una cantante. Una passeggiata al parco?”

“Oh sì, mi piace la natura e la musica.”

Giacomo passò le cuffiette a Marta che rimase concentrata ad ascoltare.

“Che voce struggente!”

“Eh sì, come la sua vita.”

“Come si chiama?”

“Billie Holiday!”

Dopo qualche pezzo...

“Ora ti faccio ascoltare qualcosa di più allegro!”

Marta riconsegnò le cuffiette a Giacomo che rimase sbalordito.

“Senti che ritmo!” -Esclamò la ragazza mentre muoveva dei passi- Dai, seguimi: Uno, dos, tres, cuatro...”

Prese per mano Giacomo, che a fatica e in modo impacciato, provava a seguire.

“Credo che l'elettrone si sia spostato da te, ed è molto salterino!” Commentò il ragazzo.

L'indomani...

Di nuovo insieme in biblioteca: Marta di fronte alla pagina del capitolo su Newton e Giacomo a leggere Kant.

“Così potremo confrontarci e dare la nostra opinione su entrambi!” Concluse Giacomo.

“Ma la mela che è caduta, se la sarà mangiata?” Chiese Marta.

“Secondo me, sì. Le vitamine aiutano a sviluppare il cervello, anche se lui, non credo che ne avesse bisogno.”

 

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Una storia molto tenera, perché semplice.

@Kasimiro, la prima parte mi ha ricordato "la spada nella roccia", quando Mago Merlino da scoiattolo spiega la forza di gravità a Semola e la paragona all'amore. :rolleyes:

Poi il cavalluccio marino, :rolleyes:, come l'hai descritto bene, mi è piaciuto come lo hai gestito per attaccare bottone. 

Le parti tra loro non sono molto amalgamate, tipo:

7 ore fa, Kasimiro ha scritto:

L'indomani...

Mi sa di "Intanto a Clerville". È sempre difficile staccare da un tempo a un altro.

Evita i punti esclamativi, non piacciono, come il grassetto.(Non lo dico io, non sono un'esperta, l'ho scoperto in officina)

Comunque un bel racconto.

Ciao

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Grazie @Lauram  per il commento; è proprio vero che ricorda un calare fumettistico, ho voluto cavarmela in modo sbrigativo, dovrò porre più attenzione.  E pensare che nel tempo sto eliminando gli esclamativi! Orca! Forse c'è la posso fare, devo fare meditazione. Il grassetto lo risolvo subito: è giunto il momento di passare dalle lenti 0,75 a +1,00 o 1,50. Grazie alla prossima

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Ciao @Kasimiro

piacere di leggerti!

Parto col dirti che mi è piaciuto il titolo, mi ha incuriosito e invogliato a leggere il tuo racconto.  Hai usato delle parentesi nel titolo, potevi anche toglierle per renderlo più agile ma immagino che la tua scelta sia dovuta alla volontà di evidenziare due piani di lettura diversi, da un lato Newton e Kant (argomento molto serio, quindi) e dall'altro il prendersi per mano (che prelude allo sviluppo dell'inizio della storia d'amore). Dunque, a mio parere, la scelta, seppure insolita, ha un suo perché.

Il tema non è nuovo, l'applicazione della teoria di Newton, all'attrazione tra due persone, ma l'hai trattato in modo personale e garbato.

Anch'io ti consiglio di evitare il grassetto nel corpo del testo (stanca un po' la vista di chi legge!).

La parte sul cavalluccio marino è molto bella e tenera e aiuta a dare un tocco di poesia in più al tuo racconto. A questo proposito ti segnalo una bella favola di José Eduardo Agualusa, uno scrittore angolano, i cui protagonisti sono proprio una coppia di cavallucci marini.

Passo ad alcune annotazioni, di gusto personale e dunque opinabili, sul testo:

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Leggeva il libro di scienze, nella biblioteca comunale. Capitolo dodicesimo: “Newton e la legge di gravitazione universale.”

Mi piace l'incipit, senza fronzoli, ci porta nel cuore della scena.

 

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Il libro era sempre aperto, alla stessa pagina da una settimana, come il suo sguardo, rivolto nella stessa direzione: Marta, intenta a studiare filosofia.

Qui non mi è chiaro l'uso di quel "come il suo sguardo", vuoi dire che anche il suo sguardo era aperto verso Marta? Secondo me risulterebbe più chiaro spezzare la frase o mettere la congiunzione "e" o "mentre" davanti a sguardo.

 

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Provava un'attrazione speciale e la guardava stando attento a non farsi sorprendere.

Per gusto personale eliminerei "stando" e metterei al suo posto una virgola. 

 

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Sviluppò la teoria secondo la quale: un corpo cade perché viene attratto dalla terra da una forza, chiamata gravitazionale; maggiore è la massa dell'oggetto e più forte sarà l'attrazione e cadrà più velocemente.

Credo che i due punti siano un refuso.

 

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

E se esiste una forza gravitazionale anche fra persone? - Pensava - Una forza che mi attrae verso Marta! Sembra che più mi avvicini e maggiore sia l'attrazione, come formulava Newton. Oppure ha a che fare con la chimica?”

Qui dovresti scegliere: o usi le caporali nei dialoghi o per riportare i pensieri o il trattino.

 

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Aveva letto che ogni cosa presente in questo mondo è formata da legami chimici: Noi, le rocce, l'acqua, il gatto, il trenino telecomandato, i biscotti per la colazione

Perché Noi maiuscolo dopo i due punti?

 

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Prometteva bene il ragazzo, appassionato di scienze, matematica, chimica, ma completamente disorientato di fronte a quell'interesse verso

Non l'avrei detto che prometteva bene, da come l'hai descritto finora... forza dell'amore!

 

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Lei rimase un attimo sospesa, poi dal volto si delineò un sorriso: “Davvero?”

poi sul volto

 

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Anch'egli rimase in sospeso, non aveva pensato ad una possibile risposta, perché, non aveva pensato alla domanda.

Toglierei la virgola dopo perché.

 

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Il cavalluccio marino, che hai disegnato sul foglio. Un extra terrestre piombato in mare: muso da cavallo, coda prensile, pinne bizzarre, punte che sbucano dal corpo. 

Bello!

 

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Dopo qualche pezzo...

Anch'io ti segnalo questo stacco e il seguente. Capisco che ne hai bisogno per continuare la storia ma dovresti trovare un altro espediente meno didascalico.

 

16 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Ma la mela che è caduta, se la sarà mangiata?” Chiese Marta.

“Secondo me, sì. Le vitamine aiutano a sviluppare il cervello, anche se lui, non credo che ne avesse bisogno.”

Bello il finale, leggero e in linea con il tono del testo.

Una bella lettura, comunque, un racconto molto gradevole e garbato. Perfetto per i ragazzi!

Ciao 

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Grazie @ivalibri per il commento e le puntualizzazioni. Per me è un gran piacere che la lettura sia stata gradevole. Grazie anche per la segnalazione della favola di José Eduardo Agualusa, che non conosco. Sarà un piacere leggerla.

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