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Miriana

L'amore perduto

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La guardò. Gli occhi verde chiaro del fantasma dell'amore della sua vita si specchiarono nei suoi, di un verde più spento. Le labbra di Lei, solitamente carnose e piene di rossetto rosso, erano secche e screpolate, labbra che erano state baciate solo dalla morte. I capelli biondi e ricci in cui Isaac amava passare le mani e accarezzarli tanto che erano morbidi, le incorniciavano il viso piccolo. Il suo corpo era pallido, coperto soltanto dalla camicia da notte bianca, che le lasciava scoperte le braccia e le gambe esili. Sembrava ancor più fragile di quando era in vita, come se bastasse una folata di vento a farla sgretolare. Si avvicinò a lui fino a stargli di fronte.
<< Sei reale? >> mormorò Isaac a mezza voce.
<< Solo se vuoi che lo sia. >>
La sua voce era sempre la stessa, docile e calma, avrebbe potuto dire anche la cosa più volgare del mondo ma nulla dalla sua bocca suonava come un rimprovero o un insulto. Questo era un vantaggio durante i rari litigi di coppia, Lei era sempre in grado di fare un passo indietro, di disinnescare ed evitare che tutto si trasformasse in una discussione futile. 
<< Certo che lo voglio >> disse Isaac mentre gli occhi gli si riempivano di lacrime. 
<< Ti ho aspettato per tutto questo tempo >> disse Lei posando una mano sulla sua guancia per asciugargli le lacrime come aveva sempre fatto, era sempre stata quella con il carattere più forte tra i due. Isaac rabbrividì a quel contatto. Avrebbe voluto baciarla e stringerla a sé ma era così sconvolto da non riuscire a muovere un solo muscolo del corpo. 
<< Non ho mai smesso di amarti. >> Isaac le sfiorò la mano che aveva sulla sua guancia tremando, avvertendo la pelle fredda di un'anima rimasta per troppo tempo da sola. Intrecciò le dita alle sue, sottili e pallide. << Non sono riuscito ad amare nessuna nel modo in cui ho amato te. >> Non riuscì a nascondere il tono di disperazione che aveva nella voce, cacciando fuori quel pensiero che lo aveva tormentato per anni, quella dura verità che spesso non riusciva ad ammettere neanche con sé stesso, fingendo che andasse tutto bene e che quel lutto non avesse chiuso per sempre il suo cuore. 
Lei lo stava guardando con l'ombra di un sorriso sulle labbra e con lo stesso sguardo di un tempo, così intenso come se riuscisse a leggergli dentro soltanto attraverso gli occhi, come se sapesse quello che stava provando e lo capiva, non c'era mai bisogno di usare troppe parole con Lei ma sapeva già tutto. << Resti con me? >> chiese, guardandolo con occhi speranzosi e quasi imploranti.
La porta della stanza sbatté violentemente spinta da un improvviso soffio di vento, accompagnata dal rumore della serratura che si chiudeva a chiave. Il pavimento sotto i piedi di Isaac cominciò a tremare come scosso da un terremoto, le tende della stanza oscillarono, le pareti divennero distanti rispetto a loro. Erano immobili al centro della stanza mentre il mondo intorno a loro sembrava dissolversi. Isaac si chiese se fosse la presenza di Lei a provocare tutto questo.
<< Possiamo avere tutto quello che non abbiamo avuto >> proseguì Lei. << Non hai niente da perdere. Quello che hai perso è tutto qui dentro, non ho fatto altro che mostrartelo da quando sei arrivato. >>
Il suo sguardo era ammaliante, sembrava incantarlo con i suoi occhi e spingerlo ad avvicinarsi, senza possibilità di fuga.
Era l'unica possibilità che aveva per ricongiungersi a Lei, non ne avrebbe avute altre. Ma ricongiungersi a Lei significava...

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Ciao @Miriana :)

Hai scelto il narratore onnisciente per questa storia. Così hai preso un rischio grosso, poiché questo genere di narratore ti espone al rischio del "punto di vista ballerino", un punto di vista, cioè, che rimbalza da un personaggio all'altro continuamente e senza controllo. Ciò rende difficile commentare il frammento, e anche leggerlo. Forse se cambi narratore o lo migliori, tutto si aggiusta ;) e la storia viene fuori meglio. Perché questa non sarebbe male in sé: a me piacciono lo cose surreali. Qua c'è addirittura un dialogo tra un vivo e una morta che si muove. Wow!

 

Non ho capito alcune cose, e magari ciò deriva dal fatto che questo frammento è estratto da un testo più lungo. Anzi, sicuramente lo è.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

labbra che erano state baciate solo dalla morte

 

Quindi nessuno l'ha mai baciata in vita, però poi parli di una relazione tra lei e Isaac, qui:

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

Questo era un vantaggio durante i rari litigi di coppia

 

Poi aggiungi:

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

<< Ti ho aspettato per tutto questo tempo >> disse Lei

 

Quindi, lei e Isaac hanno avuto una relazione tranquilla, ma lui non l'ha mai baciata. Inoltre, lei lo ha aspettato, ma, se stavano insieme, lei che ha aspettato? 

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

Lei lo stava guardando con l'ombra di un sorriso sulle labbra e con lo stesso sguardo di un tempo, così intenso come se riuscisse a leggergli dentro soltanto attraverso gli occhi, come se sapesse quello che stava provando e lo capiva, non c'era mai bisogno di usare troppe parole con Lei ma sapeva già tutto.

 

Questo è un esempio di quello che sopra ho chiamato "punto di vista ballerino". 

Io toglierei non c'era mai bisogno di usare troppe parole con Lei ma sapeva già tutto.

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

sapeva già tutto. << Resti con me? >> chiese

 

È meglio andare a capo prima della battuta.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

I capelli biondi e ricci in cui Isaac amava passare le mani e accarezzarli tanto che erano morbidi, le incorniciavano il viso piccolo

 

A parte il refuso del che (capita:)), qui hai messo una virgola tra soggetto e predicato: non andrebbe fatto, anche se io in questo caso ci passo sopra obtorto collo considerata la lunghezza del sintagma nominale. Il discorso è lungo, ma il vero problema è che la sintassi della frase è sbagliata e che essa contiene una piccola ridondanza. Andrebbe "rifrasato" tutto l'enunciato, includendo il prima e il dopo, però io fare i così: I capelli biondi, ricci e morbidi, che Isaac amava accarezzare, le incorniciavano il viso piccolo.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

dal rumore della serratura che si chiudeva a chiave

 

Qualcuno dall'esterno li ha rinchiusi nella stanza?
Chi ha girato la chiave?

Sembra un giallo ;)

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

era così sconvolto da non riuscire a muovere un solo muscolo del corpo
<< Non ho mai smesso di amarti. >> Isaac le sfiorò la mano che aveva sulla sua guancia tremando

 

Se non riesce a muoversi, come fa poi a sfiorarle la mano? E come fa a tremare? Bè', se trema allora non è vero che era così sconvolto da non riuscire a muoversi, perché tremare è un movimento, in sostanza. Oddio, sto impazzendo :D

 

Ah, a proposito, perché metti la maiuscola a Lei? Per me "lei" (senza maiuscola) già basta. Quanto meno, l'avrei messa anche a Lui per non essere accusato di sessismo ;)

Scherzo!

 

Sai che c'è? Che il rosa (perché il tuo frammento è un rosa) non è il mio genere preferito e quindi tendo a vedere pecche dove magari non ci sono. La prosa è poco vigorosa, piuttosto adolescenziale, che non è una critica per me. I personaggi… buoni, ma non si capisce se erano in una relazione o no.

 

La storia non è male e il finale a sorpresa mi ha lasciato un po' interdetto positivamente e con la voglia di sapere come va a finire :)

Poi che succede? Lei si alza e si sposano?

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Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

piene di rossetto rosso

opterei per un più naturale "tinte di rossetto" per due motivi.

 

1. Un termine più preciso rende la scrittura più fluida e "tinte" è certamente più idoneo di "piene". 

2. la parola rossetto associa già il suo significato al colore rosso. Se tu stessi parlando di un rossetto dalle tonalità viole, indaco o rosa è un conto, ci sta specificarlo. Ma se dici solo "rossetto" la maggior parte dei lettori ci vedrà comunque il colore rosso. Aggiungerlo diventa superfluo, oltre che un po' cacofonico.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

I capelli biondi e ricci

è una descrizione un po' anonima. Già solo la tonalità di biondo può essere sfumata in cenere, bianco, platino e argento e chissà quante altre che neanche conosco. I capelli possono essere folti, lucenti, soffici (sì lo so, hai usato morbidi subito dopo che è quasi un sinonimo. Era solo per fare degli esempi e non mi veniva altro) . Più precisa sarai nel descriverli, più facile sarà immaginare questa mano che li accarezzava.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

le incorniciavano il viso piccolo.

anche in questo caso piccolo non valorizza abbastanza la descrizione. Il viso potrebbe essere piccolo ma la donna avere la fronte larga, le guance paffute, il naso a patata ecc.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

Lei era sempre in grado di fare un passo indietro, di disinnescare ed evitare che tutto si trasformasse in una discussione futile. 

Lei era sempre in grado di fare un passo indietro

di disinnescare

ed evitare che tutto si trasformasse in una discussione futile. 

 

hai detto tre volte quasi la stessa cosa. Inoltre, si ha la percezione che più che "discussione futile" tu sottintendessi "violento litigio".

Anche perché sono i violenti litigi la miccia che fanno esplodere le continue discussioni futili a cui una coppia finisce per condannarsi.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

<< Non ho mai smesso di amarti. >> Isaac le sfiorò la mano che aveva sulla sua guancia tremando, avvertendo la pelle fredda di un'anima rimasta per troppo tempo da sola.

Andrei a capo dopo le virgolette, almeno in questo caso.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

<< Non sono riuscito ad amare nessuna nel modo in cui ho amato te. >>

Sembra una frase semplice, persino abusata nella scrittura (e nella vita stessa), però è emblematica.Perché lascia intendere che ce ne siano state altre. E il modo in cui è formulata la frase a me lascia pensare che si riferisca a donne arrivate dopo di lei, e non prima. Altrimenti sarebbe stato più facile ricorrere al classica "non ho mai amato nessun altra come te", e forse vi ricorrerei, proprio perché questa frase lascia aperte entrambe le possibilità. 

 

Lasciar pensare a quelle arrivate dopo crea nel lettore domande e aspettative (ma, se è questo che vuoi, ci può stare purché, prima o poi, vengano soddisfatte)

Credo che il giochino possa venir meglio migliorando i dettagli, sia delle descrizioni (ho provato a fare qualche esempio) ma anche i ricordi (sono stati insieme a lungo, rievoca qualcosa come farebbe una qualsiasi coppia in un momento simile)

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

<< Non hai niente da perdere. Quello che hai perso è tutto qui dentro, non ho fatto altro che mostrartelo da quando sei arrivato. >>

 

 

Un altro elemento su cui, fosse in te, mi soffermerei è quel 

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

<< Non hai niente da perdere. Quello che hai perso è tutto qui dentro, non ho fatto altro che mostrartelo da quando sei arrivato. >>

dove, molto più che nella rivelazione di "cosa sia diventata lei" può esserci la vera svolta del racconto.

 

Il tono del racconto fin qui sentimentale assume un inquietante sfumatura horror, con un fantasma che vuole spingere il protagonista all'altro mondo.

Avrei calcato un po' più la mano.

 

Per trarre una conclusione: carina l'idea, un po' acerba la resa ma, tutto sommato, scorrevole.

Un ultimo suggerimento: dai un nome proprio a Lei. Chiamarla "Lei" è già un indizio. Se devi giocare col lettore, fallo fino in fondo e non concedergliene di troppo espliciti. Se li coglie, darà la colpa a te.

 

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Un bell'esercizio di stile sul tema "Amore e Morte", ma...

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

docile e calma

Qui, da buon wagneriano quale sono, avrei preferito "dolce e calma".

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

<< Certo che lo voglio >>

"Si, lo voglio" sarebbe stato più intimo ed evocativo

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

<< Non ho mai smesso di amarti. >>

Superfluo e ridondante, dato il contesto

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

Lei lo stava guardando con l'ombra di un sorriso sulle labbra e con lo stesso sguardo di un tempo, così intenso come se riuscisse a leggergli dentro soltanto attraverso gli occhi, come se sapesse quello che stava provando e lo capiva, non c'era mai bisogno di usare troppe parole con Lei ma sapeva già tutto.

Secondo me suonerebbe meglio così: "Lei lo stava guardando con l'ombra di un sorriso e gli stessi occhi di un tempo, così intensi da riuscire a leggergli dentro, come se già capisse quello che stava provando. Non c'era bisogno di usare troppe parole, lei sapeva già tutto."

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

Il pavimento sotto i piedi di Isaac cominciò a tremare come scosso da un terremoto

L'immagine del terremoto mi sembra un po' troppo forte e "fisica" per un racconto dai toni così intimi e spettrali.

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Ciao @Miriana!

Inizio dicendoti che l'incipit mi è piaciuto. Trovo l'idea di base molto carina.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

Le labbra di Lei,

 

Il "Lei" maiuscolo non mi ha molto convinta. Hai scelto di usarlo per qualche motivo in particolare o solo perché il nome della donna non è precisato? In quest'ultimo caso, ti consiglio di evitarlo: non è necessario.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

Gli occhi verde chiaro del fantasma dell'amore della sua vita si specchiarono nei suoi, di un verde più spento. Le labbra di Lei, solitamente carnose e piene di rossetto rosso, erano secche e screpolate, labbra che erano state baciate solo dalla morte. I capelli biondi e ricci in cui Isaac amava passare le mani e accarezzarli tanto che erano morbidi, le incorniciavano il viso piccolo. Il suo corpo era pallido, coperto soltanto dalla camicia da notte bianca, che le lasciava scoperte le braccia e le gambe esili. Sembrava ancor più fragile di quando era in vita, come se bastasse una folata di vento a farla sgretolare. Si avvicinò a lui fino a stargli di fronte.

 

Il confronto fra l'immagine della donna viva e quella di lei fantasma è una delle cose che mi è piaciuta di più. Ti segnalo comunque qualche scelta stilistica che non mi ha convinto.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

Le labbra di Lei, solitamente carnose e piene di rossetto rosso, erano secche e screpolate, labbra che erano state baciate solo dalla morte

 

Secondo me puoi renderlo più incisivo. 

Io scriverei: "Le labbra di lei, prima carnose e belle, erano secche e screpolate, ora che erano state baciate dalla morte".

Altro appunto: immagino che i protagonisti della storia siano due adulti. Fidanzati, forse marito e moglie, non è precisato, ma tant'è:  anche se defunta, mi sembra strano che le

sue labbra sia state baciate solo dalla morte. 

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

Il suo corpo era pallido, coperto soltanto dalla camicia da notte bianca, che le lasciava scoperte le braccia e le gambe esili. Sembrava ancor più fragile di quando era in vita, come se bastasse una folata di vento a farla sgretolare. Si avvicinò a lui fino a stargli di fronte.

 

Ti consiglio di evitare di precisare nuovamente che lei sia morta. L'hai già messo in chiaro. Il testo così mi sembra scorrere più fluido.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

<< Ti ho aspettato per tutto questo tempo >> disse Lei posando una mano sulla sua guancia per asciugargli le lacrime come aveva sempre fatto, era sempre stata quella con il carattere più forte tra i due. Isaac rabbrividì a quel contatto.

 

Sostituirei la virgola con un punto.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

ei lo stava guardando con l'ombra di un sorriso sulle labbra e con lo stesso sguardo di un tempo, così intenso come se riuscisse a leggergli dentro soltanto attraverso gli occhi, come se sapesse quello che stava provando e lo capiva, non c'era mai bisogno di usare troppe parole con Lei ma sapeva già tutto. << Resti con me? >> chiese, guardandolo con occhi speranzosi e quasi imploranti.

 

Eliminerei il  "quasi" per dare maggior pathos alla scena.

 

Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

le pareti divennero distanti rispetto a loro.

 

Onestamente: ho capito l'immagine che vuoi creare, ma il termine distanti non mi piace. Prova a cambiarlo, prova a rendere l'immagine più elegante.

 

A presto!

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Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

La guardò. Gli occhi verde chiaro del fantasma dell'amore della sua vita si specchiarono nei suoi, di un verde più spento. Le labbra di Lei, solitamente carnose e piene di rossetto rosso, erano secche e screpolate, labbra che erano state baciate solo dalla morte. I capelli biondi e ricci in cui Isaac amava passare le mani e accarezzarli tanto che erano morbidi, le incorniciavano il viso piccolo. Il suo corpo era pallido, coperto soltanto dalla camicia da notte bianca, che le lasciava scoperte le braccia e le gambe esili. Sembrava ancor più fragile di quando era in vita, come se bastasse una folata di vento a farla sgretolare. Si avvicinò a lui fino a stargli di fronte.
<< Sei reale? >> mormorò Isaac a mezza voce.
<< Solo se vuoi che lo sia. >>
La sua voce era sempre la stessa, docile e calma, avrebbe potuto dire anche la cosa più volgare del mondo ma nulla dalla sua bocca suonava come un rimprovero o un insulto. Questo era un vantaggio durante i rari litigi di coppia, Lei era sempre in grado di fare un passo indietro, di disinnescare ed evitare che tutto si trasformasse in una discussione futile. 
<< Certo che lo voglio >> disse Isaac mentre gli occhi gli si riempivano di lacrime. 
<< Ti ho aspettato per tutto questo tempo >> disse Lei posando una mano sulla sua guancia per asciugargli le lacrime come aveva sempre fatto, era sempre stata quella con il carattere più forte tra i due. Isaac rabbrividì a quel contatto. Avrebbe voluto baciarla e stringerla a sé ma era così sconvolto da non riuscire a muovere un solo muscolo del corpo. 
<< Non ho mai smesso di amarti. >> Isaac le sfiorò la mano che aveva sulla sua guancia tremando, avvertendo la pelle fredda di un'anima rimasta per troppo tempo da sola. Intrecciò le dita alle sue, sottili e pallide. << Non sono riuscito ad amare nessuna nel modo in cui ho amato te. >> Non riuscì a nascondere il tono di disperazione che aveva nella voce, cacciando fuori quel pensiero che lo aveva tormentato per anni, quella dura verità che spesso non riusciva ad ammettere neanche con sé stesso, fingendo che andasse tutto bene e che quel lutto non avesse chiuso per sempre il suo cuore. 
Lei lo stava guardando con l'ombra di un sorriso sulle labbra e con lo stesso sguardo di un tempo, così intenso come se riuscisse a leggergli dentro soltanto attraverso gli occhi, come se sapesse quello che stava provando e lo capiva, non c'era mai bisogno di usare troppe parole con Lei ma sapeva già tutto. << Resti con me? >> chiese, guardandolo con occhi speranzosi e quasi imploranti.
La porta della stanza sbatté violentemente spinta da un improvviso soffio di vento, accompagnata dal rumore della serratura che si chiudeva a chiave. Il pavimento sotto i piedi di Isaac cominciò a tremare come scosso da un terremoto, le tende della stanza oscillarono, le pareti divennero distanti rispetto a loro. Erano immobili al centro della stanza mentre il mondo intorno a loro sembrava dissolversi. Isaac si chiese se fosse la presenza di Lei a provocare tutto questo.
<< Possiamo avere tutto quello che non abbiamo avuto >> proseguì Lei. << Non hai niente da perdere. Quello che hai perso è tutto qui dentro, non ho fatto altro che mostrartelo da quando sei arrivato. >>
Il suo sguardo era ammaliante, sembrava incantarlo con i suoi occhi e spingerlo ad avvicinarsi, senza possibilità di fuga.
Era l'unica possibilità che aveva per ricongiungersi a Lei, non ne avrebbe avute altre. Ma ricongiungersi a Lei significava...

E' molto bello questo brano. Trovo sia scritto bene e abbia tutti gli elementi per incuriosire e attrarre un lettore. Più che l'amore perduto lo intitolerei: "l'amore ritrovato", perché se non ho capito male il finale lascia intendere che Isaac sia morto e che si stia ricongiungendo a una donna morta in passato. Ad ogni modo complimenti all'autore del brano.

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Il 8/10/2019 alle 21:13, Miriana ha scritto:

"La guardò. Gli occhi verde chiaro del fantasma dell'amore della sua vita si specchiarono nei suoi, di un verde più spento. Le labbra di Lei, solitamente carnose e piene di rossetto rosso, erano secche e screpolate, labbra che erano state baciate solo dalla morte. I capelli biondi e ricci in cui Isaac amava passare le mani e accarezzarli tanto che erano morbidi, le incorniciavano il viso piccolo. Il suo corpo era pallido, coperto soltanto dalla camicia da notte bianca, che le lasciava scoperte le braccia e le gambe esili. Sembrava ancor più fragile di quando era in vita, come se bastasse una folata di vento a farla sgretolare. Si avvicinò a lui fino a stargli di fronte.
<< Sei reale? >> mormorò Isaac a mezza voce.
<< Solo se vuoi che lo sia. >>
La sua voce era sempre la stessa, docile e calma, avrebbe potuto dire anche la cosa più volgare del mondo ma nulla dalla sua bocca suonava come un rimprovero o un insulto. Questo era un vantaggio durante i rari litigi di coppia, Lei era sempre in grado di fare un passo indietro, di disinnescare ed evitare che tutto si trasformasse in una discussione futile. 
<< Certo che lo voglio >> disse Isaac mentre gli occhi gli si riempivano di lacrime. 
<< Ti ho aspettato per tutto questo tempo >> disse Lei posando una mano sulla sua guancia per asciugargli le lacrime come aveva sempre fatto, era sempre stata quella con il carattere più forte tra i due. Isaac rabbrividì a quel contatto. Avrebbe voluto baciarla e stringerla a sé ma era così sconvolto da non riuscire a muovere un solo muscolo del corpo. 
<< Non ho mai smesso di amarti. >> Isaac le sfiorò la mano che aveva sulla sua guancia tremando, avvertendo la pelle fredda di un'anima rimasta per troppo tempo da sola. Intrecciò le dita alle sue, sottili e pallide. << Non sono riuscito ad amare nessuna nel modo in cui ho amato te. >> Non riuscì a nascondere il tono di disperazione che aveva nella voce, cacciando fuori quel pensiero che lo aveva tormentato per anni, quella dura verità che spesso non riusciva ad ammettere neanche con sé stesso, fingendo che andasse tutto bene e che quel lutto non avesse chiuso per sempre il suo cuore. 
Lei lo stava guardando con l'ombra di un sorriso sulle labbra e con lo stesso sguardo di un tempo, così intenso come se riuscisse a leggergli dentro soltanto attraverso gli occhi, come se sapesse quello che stava provando e lo capiva, non c'era mai bisogno di usare troppe parole con Lei ma sapeva già tutto. << Resti con me? >> chiese, guardandolo con occhi speranzosi e quasi imploranti.
La porta della stanza sbatté violentemente spinta da un improvviso soffio di vento, accompagnata dal rumore della serratura che si chiudeva a chiave. Il pavimento sotto i piedi di Isaac cominciò a tremare come scosso da un terremoto, le tende della stanza oscillarono, le pareti divennero distanti rispetto a loro. Erano immobili al centro della stanza mentre il mondo intorno a loro sembrava dissolversi. Isaac si chiese se fosse la presenza di Lei a provocare tutto questo.
<< Possiamo avere tutto quello che non abbiamo avuto >> proseguì Lei. << Non hai niente da perdere. Quello che hai perso è tutto qui dentro, non ho fatto altro che mostrartelo da quando sei arrivato. >>
Il suo sguardo era ammaliante, sembrava incantarlo con i suoi occhi e spingerlo ad avvicinarsi, senza possibilità di fuga.
Era l'unica possibilità che aveva per ricongiungersi a Lei, non ne avrebbe avute altre. Ma ricongiungersi a Lei significava..."

 

 

Devo dire che è un testo davvero interessante.

è piacevole leggere ogni tanto qualcosa di bello e semplice come questo testo. ( non mi metterò a dirti cosa funziona e cosa non...perché questo lavoro l'hanno già fatto gli altri e non mi  piace ripetermi, segui i loro consigli che li ho trovati giusti) . Spinge il lettore a domandarsi cosa accadde dopo. Perché qui non vi è una vera fine, ma solo quei tre puntini che ti portano a domandarti...e ora? cosa succede? Quindi spero che tu continui a tenerci aggiornati perché almeno io sono davvero curiosa:D

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