Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Shiki Ryougi

Vivere di sola scrittura in Italia

Post raccomandati

Vorrei sapere se è possibile e come.

Quali sono le vostre idee a proposito?

Sono in crisi con l'università e sono "troppo vecchia" per intraprendere altre strade (almeno che siano consone a come sono fatta io e ai miei problemi) quindi mi sto cercando una via di fuga.

Può essere la scrittura una via di salvezza?

O è una strada per pochi?

  • Mi piace 1
  • Confuso 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao, ma con "vivere di scrittura" intendi scrivere libri oppure praticare una qualsiasi attività legata al mondo della scrittura (es. editing, copywriting ecc.)?

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Se parli di vivere attraverso i tuoi libri, ad oggi, in Italia, non credo esista nessuna possibilità. Le persone che sembrano farlo hanno tutte un altro lavoro, o buoni risparmi che gli permettono comunque di vivere egregiamente con o senza scrittura. Anche con super campagne pubblicitarie come quelle Rizzoli, o sei un personaggio conosciuto, oppure sparirai nel giro di pochi mesi.

 

Per anche solo iniziare a pensare di vivere con i propri libri il primo passo è pubblicare prodotti di qualità, e con cadenza regolare: uno o due all'anno. Eppure quando suggerisco di scrivere sempre nuovi libri, becco freccine rosse. Non so il perché, ma è un sintomo che scrivere e quindi pubblicare più libri all'anno per qualche motivo viene ritenuto nocivo. Forse viene vista come una minaccia. E credo sia il motivo per cui nemmeno le CE suggeriscono di scrivere tanto ai loro autori: e prima di far pubblicare nuovamente un loro autore lasciano passare anche due anni.

 

Cose strane che non capisco. Anche di più se la stessa politica sembra imperare pure su un forum di scrittura.

 

Se invece la domanda è di più ampio respiro, e quindi quel scrittura è da leggere in generale, ti posso dire che esistono strade per guadagnare scrivendo anche fuori dal mondo editoriale classico. Certo siamo in Italia e le vie sono limitate, ma esistono.Ad esempio nel tempo sono diventato un partner quora e mi pagano per scrivere domande, ci tiro fuori circa 100 euro il mese, soldi che un po' uso per altre attività che mi riportano soldi, un po' per pagarmi la pubblicazione dei libri in self.

 

Esiste poi tutto un universo di copywriting che può portare buoni introiti. Devi cerare, informarti, ed essere dinamica. Le occasioni esistono, ma devi scrivere tutti i giorni, nessuno escluso, e avere una mentalità aperta a nuovi modi di guadagno. Perché se aspetti che le persone leggano i tuoi libri solo perché li hai pubblicati vai poco lontano.

 

Ho visto un altra discussione che per me è unita a questa e si tratta della creazione della pagina autore. Una pagina autore mantenuta permette di fidelizzare i lettori dei tuoi libri, tenerli aggiornati sul tuo lavoro e magari conoscere anche persone che possono aiutarti o aprirti nuove strade. Sai di essere sulla buona strada quando un lettore, o anche un altro scrittore, dopo aver letto i tuoi libri decide di contattarti e informarsi su di te, sul tuo lavoro e su come lo porti a compimento. Quindi il tuo obbiettivo primario e trovare il modo di suscitare curiosità nei lettori.

 

Considera che un lettore ti giudicherà con lo stesso metro di giudizio con cui legge un libro targato da una grande CE. Non penserà mai "guarda come scrive bene, ma è self, gli voglio dare una mano". In Italia chi ragione così è la netta minoranza dei lettori. Il più ti legge, magari ti apprezza, ma passa oltre in cinque minuti. Sta a te, con la tua scrittura, colpirli talmente forte da costringerli a non dimenticarli e tornare a cercarti anche a distanza di molti mesi da una pubblicazione all'altra.

 

Ne parlavo stamani con un amico che fa self come me. Considerando il volume di vendite e di contatti, derivanti voglio sperare dalla qualità dei nostri scritti, ma anche e soprattutto dalla quantità, al netto di una esposizione pari a zero, per raggiungere grandi numeri di vendite, basterebbe davvero poco. Ma poco poco. Ma quel poco, che si riferisce alla visibilità, è un abisso che a oggi non esiste modo di colmare. Vuoi perché il mercato italiano è piccolo, perché il self si porta dietro una montagna di diffidenza, e anche e soprattutto per la poca propensione dei lettori italiani a lasciare commenti e feedback.

 

E questo mi riporta all'inizio. Vivere di scrittura oggi in Italia è quasi impossibile.

 

 

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
25 minuti fa, Ospite ha scritto:

il primo passo è pubblicare prodotti di qualità, e con cadenza regolare: uno o due all'anno. Eppure quando suggerisco di scrivere sempre nuovi libri, becco freccine rosse. Non so il perché, ma è un sintomo che scrivere e quindi pubblicare più libri all'anno per qualche motivo viene ritenuto nocivo.

 

Questa cosa non l'ho mai capita nemmeno io. Il mio ideale è di quattro libri l'anno. Il mio obbiettivo è scriverne tre nel 2020 e quattro nel 2021.

Leggevo da qualche parte che c'è un pregiudizio sullo "scrittore seriale" di questo tipo: più spesso uno scrittore scrive, più bassa sarà la qualità della produzione. Io non credo sia così.

Ribaltando l'idea, dovrei concludere che uno scrittore che scrive, al più, un libro all'anno è uno che scrive con qualità. Per quale alchimia? Sono perplesso :umh::grat:Può essere, per carità, ma non è affatto detto.

D'altro canto, chi scrive più di un libro all'anno può benissimo avere una grande fantasia, descrivere personaggi sempre più interessanti, atmosfere sempre più particolari, trame sempre più avvincenti, temi sempre più vari, eccetera. Inoltre si esercita. Sappiamo tutti che la scrittura migliora col tempo e con lo studio.

Come una volta disse il buon @libero_s: "Voi pensate a scrivere bene". Aggiungo io: "… E fregatevene del resto".

È questa la chiave: la quantità non correla sempre negativamente con la qualità. O viceversa.

 

  • Mi piace 1
  • Confuso 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@dyskolos Sì è strano. Io ho scoperto che più scrivo e più miglioro. E per scrivere intendo "finire un libro". E prima lo finisco, prima lo pubblico, prima lo vendo e mi faccio conoscere da nuovi lettori e quindi prima posso iniziare quello successivo e ripetere il ciclo.

 

So invece di autori che sono stati accettati da grandi CE che aspettano più di 12 mesi per uscire. E nel mentre non scrivono altro. Quello per me è tempo perso.

  • Mi piace 1
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Puoi scrivere di scrittura se pubblichi per una grossa realtà e poi vendi anche. Altrimenti un anticipo di qualche migliaio di euro non ti fa campare.

 

Se pubblichi per una piccola o media come il 99,9% degli scrittori, seppur tu possa guadagnarci di sicuro non ci vivi. Rimane comunque che i sogni se non li insegui da giovane di sicuro non ti si aprono possibilità a cinquant'anni e se si aprono non te le godi.

  • Non mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie a tutti per i commenti. Scusate se scrivo solo ora e di fretta ma ho sempre così poco tempo a disposizione, o una cattiva gestione di esso. Sicuramente entrambe le cose.

 

Quindi da come ho capito, devo rassegnarmi.

Scrivere ok ma non come lavoro. È troppo tardi ormai, anche se non ho 50 anni. E questo è il paese sbagliato.

 

 

  • Confuso 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Shiki Ryougi mi spiace molto per quello che stai vivendo e ti capisco, io (un po' per colpa mia, un po' delle circostanze e di altre persone) sono finita a fare un lavoro per cui non sono portata, che non amo e che mi causa tensione e sforzi continui. I miei sogni ormai li ho accantonati, ma per il futuro ho ancora la speranza, se non altro, di trovare un lavoro che sia più adatto a me. 

Hai mai pensato a un corso professionale che riguardi, che ne so, il social media managing, lo storytelling, il copywriting e roba simile? So che non è come "scrivere", e che il mercato è saturo pure lì, ma magari potrebbe avvicinarsi ai tuoi interessi più di quello che stai facendo adesso.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, Shiki Ryougi ha scritto:

Scusate, sono in un periodo di crisi e non vedo futuro da nessuna parte.

Sono periodi di scoramento che attraversiamo tutti, l'importante è reagire. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ti capisco perfettamente: io faccio un lavoro che odio, per cui non sono portata e che va totalmente contro la mia natura. Voi direte: e allora perché lo fai? Ecco, perché non ho scelta, perché i soldi purtroppo sono obbligatori in questa brutta società.

La scrittura sarebbe il mio lavoro ideale: creativo, solitario, tranquillo e si può fare da casa. E su di me ha sempre suscitato un enorme fascino.

Purtroppo, lo stress e il malessere che mi crea il lavoro mi impedisce di dedicare alla scrittura tutto il tempo che vorrei e a volte non mi viene nemmeno la voglia di farlo. Lo so, è una debolezza, ma anche Stephen King dice che per scrivere bisogna avere serenità d'animo.

Ma non posso permettermi di arrendermi e vado avanti, ricercando quella piccola speranza che vorrebbe non morire mai.

 

A me basterebbe anche fare un qualsiasi lavoro che abbia a che fare con la scrittura, quindi non solo romanzi. Anche se ovviamente questi li preferirei. 

  • Mi piace 5

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Torno in questa discussione dopo mesi.

L'ho aperta in un periodo buio della mia vita, che si è protratto fino a gennaio-febbraio. Stavo poi per uscirne ed è arrivato il virus... ma questo è un'altro discorso.

 

Continuo l'università, anche se a volte ho ancora voglia di mollare, ma so di aver bisogno di quel pezzo di carta e mollare adesso sarebbe come buttare all'aria anni e anni di sacrifici. Anche se ho sbagliato strada, non significa che non potrò trovarne una giusta in futuro o anche ora. Quindi porto avanti ciò che ho iniziato perché è doveroso completare una responsabilità, ma farò anche in modo di portare avanti i miei sogni.

Sembro ingenua a ragionare così, ma ho una vita davanti e farò in modo di non sprecarla.

 

(Al momento mi sento al quanto positiva, ma credetemi, in questo non credo di essere ancora uscita da quel periodo buio che ha caratterizzato questo inverno)

  • Mi piace 5

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Voglio dare anch'io il mio contributo a questa interessante discussione. Ma mi chiedo: Che cosa si intende per vivere di scrittura? Avere un villa con la piscina? Sfamare una moglie e dei figli? Avere un'auto di lusso? Viaggiare per il mondo?

Ci sono modi diversi di vivere!

Da cinque anni ho abbracciato uno stile di vita che esclude tutto ciò che è superfluo. Mangio il necessario per il mio organismo, tutto dosato, senza mai esagerare. Non frequento bar, pizzerie, ristoranti. Non vado in discoteca o in nessun luogo in cui si debba pagare per entrare. Uso scarpe e vestiti fino a che non diventano inutilizzabili. Non mi fidanzerò, non mi sposerò, non avrò figli. L'auto? Quando devo spostarmi prendo il treno o vado a piedi. Non faccio regali per compleanni, anniversari o altro (e non ne ricevo, perché sarebbero cose superflue). Non fumo, non bevo alcolici o altre bibite che non siano acqua gratuita, non prendo caffè. Non ho abbonamenti o offerte sul cellulare che prevedano una spesa mensile, faccio una chiamata l'anno col telefonino o anche nessuna. Non guardo la TV, non ce l'ho. Mi curo con le erbe. Ho fatto corsi di sopravvivenza, so riconoscere piante e erbe commestibili, so procurarmi cibo dal mare: pesci, molluschi o crostacei. Saprei costruirmi un riparo, so accendere il fuoco coi bastoncini. Utilizzo acqua calda per lavarmi solo nei tre mesi invernali. Vivo ospite in uno stanzino dove ho l'essenziale, in alternativa potrei stare tranquillamente in un magazzino con un letto, un cesso, un fornello e un lavandino.

Mi basta un portatile e la connessione a internet, solo questo.

Forse così si può sopravvivere di scrittura. Io ci provo, finché posso. Se un giorno non sarà più possibile, mi guarderò attorno.

Questa è la mia esperienza. Avrò scritto la verità al cento per cento? Avrò forse esagerato su qualche punto? Chissà.

 

Secondo me, per realizzare un sogno, si deve rinunciare a molto altro. Anche voi intendete questo per vivere di scrittura?

P.S. Le rinunce non mi rendono triste, io rido sempre, il mio nuovo modo di vivere ha portato la vera felicità nella mia vita!

  • Mi piace 3
  • Divertente 1
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non so se sia possibile vivere di scrittura @Shiki Ryougi. Ma ne so qualcosa di crisi e del mettere in discussione il proprio percorso universitario, anche se ciò non vuol dire che sappia come uscirne vincitori.

Per quanto riguarda l'oggetto del topic, penso che la questa risposta che ti è stata data mostri uno dei pochi modi nei quali è realmente possibile vivere scrivendo.

L'alternativa è "fare il botto", ma nemmeno è così semplice come sembra. Tempo fa ascoltai Maurizo De Giovanni (lasciamo stare qualsiasi giudizio sui suoi scritti) che, all'epoca, aveva già riscosso un bel successo con i primi romanzi della sua serie dedicata al commissario Ricciardi. De Giovanni raccontò che, pur essendo i suoi libri dei best sellers, non poté lasciare il lavoro se non dopo molto tempo, quando, cioè, cominciò a lavorare sulla trasposizione televisiva dei suoi romanzi e, nel contempo, lavorare ad altri progetti -di varia natura, sempre legati alla scrittura.

Ora, vista così, la cosa sarebbe quasi deprimente. Ma c'è una domanda da porsi:

tu perché scrivi? Qual è la molla che ti spinge a scrivere?
Perché la risposta non è così scontata. Io mi sono posto questa domanda molto tempo fa e ho concluso che per me la scrittura è fondamentalmente evasione, un certo distanziarmi dalla vita per comprenderla meglio, esprimerla, comunicare. La scrittura è complementare alla vita, per me.
E questo che c'entra?
C'entra. Perché, credo, che eliminando quella parte della vita legata a un lavoro che mi è estraneo non avvertirei più quella spinta, quella necessità di evadere e di esprimere me stesso e la mia visione delle cose. Tirando in ballo scrittori veri, dal successo planetario e sempiterno, la vita non va tenuta fuori ma va accolta nelle proprie storie.

Questo, comunque, non vuol dire molto, e lo so più che bene, fidati.
E' necessario barcamenarsi tra l'incubo del "dover fare qualcosa di concreto", quel tarlo costante del "con la scrittura non si vive" e, checchesenedica, con il pregiudizio costante che aleggia intorno a questa nostra necessità.

Per quanto riguarda l'università, dando per scontato che tu stia studiando materie scientifiche, non pensare che seguendo un corso di studi incentrato su materie umanistiche sarebbe meglio. Io ho abbandonato ingegneria per iscrivermi a Lettere. La delusione è stata enorme sia per quanto riguarda il contesto -colleghi- sia per quanto riguarda gli insegnanti -molto legati allo snocciolamento meramente mnemonico di nozioni- sia per quanto riguarda gli insegnamenti -molta memoria, poca sostanza. Magari io sono stato sfortunato e, probabilmente, la colpa è anche da ricercarsi nel mio atteggiamento. Ma ciò non toglie che quella esperienza mi abbia fortemente deluso.
Quindi, che si fa?
Non c'è speranza?
Sì, c'è. Ma sta a te.
Non lasciarti sfuggire quelle cose che danno senso alla tua vita. Non perdere di vista le cose che è necessario fare per poter, comunque, esistere all'interno della società.

Se riuscirai a trovare un equilibrio tra le due cose, vedrai, il peso che ora senti sarà molto meno opprimente e, chissà, magari scomparirà.
:)
Su, su.

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, Ngannafoddi ha scritto:

Non frequento bar, pizzerie, ristoranti. Non vado in discoteca o in nessun luogo in cui si debba pagare per entrare. Uso scarpe e vestiti fino a che non diventano inutilizzabili. Non mi fidanzerò, non mi sposerò, non avrò figli. L'auto? Quando devo spostarmi prendo il treno o vado a piedi. Non faccio regali per compleanni, anniversari o altro (e non ne ricevo, perché sarebbero cose superflue). Non fumo, non bevo alcolici o altre bibite che non siano acqua gratuita, non prendo caffè. Non ho abbonamenti o offerte sul cellulare che prevedano una spesa mensile, faccio una chiamata l'anno col telefonino o anche nessuna

 

Quello sono io :)

Sto avendo una crisi d'identità: io e tu siamo la stessa persona? :grat:

Per me va benissimo così.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, dyskolos ha scritto:

Per me va benissimo così

Gola, sesso e denaro sono la rovina del mondo. Meno si ha e più ricchi si è! Se lo capissero tutti, la terra diverrebbe paradiso.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, Ngannafoddi ha scritto:

Gola, sesso e denaro sono la rovina del mondo. Meno si ha e più ricchi si è! Se lo capissero tutti, la terra diverrebbe paradiso.

 

Ma esisterebbe solo un quarto di tutte le storie mai scritte dall'uomo.

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Ngannafoddi @nescio

 

Grazie per le vostre risposte, sono state spunto di riflessione.

 

Io "studio" ingegneria, ho quasi 29 anni e vivo mantenuta dai miei.

Scrivo e disegno perché completano la mia vita.

Renderlo un lavoro sembra un sogno, quanto basti per fare una vita normale, quindi non sfarzosa ma nemmeno priva di qualche sfizio.

Poi mi rendo conto che sono poco incline a "piegarmi" alle autorità e avrei problemi a rendere un lavoro qualcosa che per me è libertà creativa (con le sue regole, ovviamente, ma senza soffocare). Mi sentirei soffocata nelle commissioni e facendo qualcosa che per me è libertà come un lavoro. Quindi per ora mi accontenterei di avere qualche soddisfazione da qualcosa che per ora è solo un hobby o poco più.

 

La crisi mistica con l'università ce l'ho ancora, ma vado con calma e accetto la cosa.

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Bella discussione, me la sono letta tutta con enorme piacere! La domanda oggetto del topic me la sono posta e me la pongo spesso!

Vi riporto brevemente quella che è la mia esperienza, Io ho 32 anni ed ho una mia attività(che non ha nulla a che vedere con la scrittura). Sarò sincero, in questi ultimi mesi sto cambiando il mio modo di vedere le cose, sto elaborando delle decisioni che probabilmente mai avrei preso fino a poco tempo fa. 

Come dicevo, ho una piccola attività tutta mia, lavoro da solo e a livello economico certamente non mi rende ricco ma mi permette di togliermi quei sfizi che ho. Non amo la vita sociale, quello che mi piace è camminare in mezzo al verde con il mio cane, dove non c'è nessuno oppure andare in montagna o al mare e stare per ore, da solo, a contemplare il paesaggio. Diciamo che sono sempre stato così di carattere, pur essendo una persona comunque di compagnia quando sono in famiglia e con gli amici

La beffa è che la mia attività prevede, prevalentemente, il contatto con la gente! :asd:

Detto questo, tornando all'inizio, mi sto facendo delle domande su di me, sul mio percorso professionale ecc.. francamente oggi mi viene voglia di stravolgere totalmente la mia vita professionale. 

Ho la fortuna di non avere spese, ho già una casa di proprietà quindi senza mutuo e affitto, ho tutto quello che mi serve e sinceramente non saprei davvero che altro chiedere, materialmente parlando.

Questa mia fortuna mi permette di vivere in maniera decorosa e serena, se non fossi in questa situazione ovviamente avrei già dovuto chiudere l'attività perchè se solo avessi avuto un mutuo o anche un semplice affitto non sarei assolutamente riuscito a vivere con quello che mi fa guadagnare la mia attività

Dunque mi sto davvero guardando attorno, il mio lavoro mi lascia tantissimo tempo libero, lavoro su appuntamenti quindi posso gestire il mio tempo come voglio. Ho sempre amato leggere e scrivere, adesso finalmente mi sto impegnando in maniera seria a scrivere un libro e, quando sarà finito, lo pubblicherò. Poi vada come vada

Potessi scegliere, il mio lavoro ideale sarebbe proprio lo scrittore. Lontano dallo stress, dal telefono che squilla tutto il giorno, lontano dai capricci della gente. Mi ci vedo, isolato a scrivere! Sarebbe davvero il mio sogno

Quindi è così, sono arrivato ad un punto della mia vita nel quale mi sto chiedendo se vale la pena andare avanti con il mio lavoro che, ok mi da da mangiare, ma non mi entusiasma più. Vista la mia situazione sarei tentato di mollare tutto, rischiare e buttarmi sulla scrittura. Male che vada mi toccherà tornare sui miei passi e riprendere la mia attività. Quel che è certo è che da adesso sto facendo entrambe le cose, lavorare e scivere. Chissà che un domani io possa davvero dedicarmi solo alla scrittura, facendo finalmente il lavoro che amo lavorando come voglio, dove voglio e quando voglio

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
1 ora fa, Bojack88 ha scritto:

Chissà che un domani io possa davvero dedicarmi solo alla scrittura, facendo finalmente il lavoro che amo lavorando come voglio, dove voglio e quando voglio

 

Sarebbe bellissimo, ma purtroppo è solo una visione romantica dello scrittore; che condivido in quanto romanticone indefesso. In pratica, però, al giorno d'oggi non è più così. Ti faccio comunque tanti auguri :)

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
55 minuti fa, dyskolos ha scritto:

In pratica, però, al giorno d'oggi non è più così.

Il fatto è che in Italia ci sono sessanta milioni di scrittori e zero lettori :lol:.

E a quelli come me non resta altra alternativa che il suicidio. L'ennesimo. :nuo:

  • Divertente 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
3 minuti fa, Ngannafoddi ha scritto:

E a quelli come me non resta altra alternativa che il suicidio

 

Nooo, ti prego! Se ti butti da un ponte, fammelo sapere che mi metto sotto e ti afferro ;)

  • Divertente 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Shiki Ryougi

Il 6/6/2020 alle 21:51, Shiki Ryougi ha scritto:

mi rendo conto che sono poco incline a "piegarmi" alle autorità e avrei problemi a rendere un lavoro qualcosa che per me è libertà creativa

Scusa la franchezza, ma se non cominci a considerare scrittura e disegno come un lavoro non ha nemmeno senso provarci.

 

Ho amici talentuosi nel disegno che sono riusciti a renderla una professione non perché bravi a disegnare ma perché il loro approccio mentale era estremamente professionale molto prima di farne un occupazione retribuita. Ho conosciuto ragazzi dall'enorme talento artistico incapaci di gestirsi con serietà e pertanto mai in grado di sfondare.

Questa è la differenza fondamentale nel cercare una via d'uscita creativa all'ordinario. Anche se sono solo degli hobby bisogna sempre metterci impegno, costanza e determinazione oltre a una buona dose di umiltà e autocritica. Sono caratteristiche fondamentali nella vita di tutti i giorni, per persone che tutti i giorni affrontano un lavoro che certo non le soddisfa, o una situazione familiare/sentimentale che non è quello che sognavano, ciò non toglie che bisogna metterci l'anima nelle cose che fai. Concludi quello che hai cominciato, ingegneria apre molte porte, cercati quella che più ti aggrada, prova, sperimenta e continua a coltivare le tue passioni, ma con passione!

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Brutus il punto è che non ce la faccio.

Se li vedo come un lavoro la mia voglia di mettermi in gioco svanisce. E' un mio difetto, una mia mancanza e non è una giustificazione, questo lo so bene. Infatti non volevo giustificarmi ma esporre un dato di fatto, un problema serio che mina la mia vita.

Ma questo non significa che io non metta passione in ciò che faccio, ma la paura di fallire, il senso di incatenamento che mi da il doverlo fare per lavoro, per accontentare le esigenze di un pubblico spietato, mi frenano.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Shiki Ryougi da come scrivi sembra che tu debba stravolgere le tue opere per darle in pasto al pubblico. Sicura che sarà così?

In ogni lavoro ci sono compromessi e non capisco perché tu sia convinta che questi possano castrare la tua libertà creativa, ma qui stiamo andando OT ormai. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 15/6/2020 alle 11:00, Shiki Ryougi ha scritto:

@Brutus il punto è che non ce la faccio.

Se li vedo come un lavoro la mia voglia di mettermi in gioco svanisce. E' un mio difetto, una mia mancanza e non è una giustificazione, questo lo so bene. Infatti non volevo giustificarmi ma esporre un dato di fatto, un problema serio che mina la mia vita.

Ma questo non significa che io non metta passione in ciò che faccio, ma la paura di fallire, il senso di incatenamento che mi da il doverlo fare per lavoro, per accontentare le esigenze di un pubblico spietato, mi frenano.

 

14 ore fa, Shiki Ryougi ha scritto:

@Brutus ho semplicemente difficoltà a scendere a compromessi. 

 

Sono due messaggi che potrei aver scritto io. Ho qualche anno in più ma ho vissuto e vivo praticamente la tua stessa crisi e ho lo stesso modo di approcciare alle cose.

Nel post che ho scritto precedentemente ho detto che la scrittura è per me evasione, una sorta di rifugio dalla vita, forse un modo per comprenderla ed esprimerla. E questo potrebbe voler dire che se "scrivessi per mestiere" probabilmente ne sarei meno entusiasta. Ma è normale:  la ripetizione, il dover scrivere cose che non ci piacciono, fa sicuramente approcciare alla scrittura (così come al resto) in maniera molto diversa.

Credo che il segreto sia... riuscire a fare un po' e un po'. A volte è necessario scrivere di cose che non ci interessano, in modi che non ci piacciono e -probabilmente- darli in pasto a persone che 1) non se ne fregano nulla 2) scrivono in un modo che ci ripugna ma saranno loro a "editare" il tuo testo e renderlo conforme 3) non vedono al di là del loro naso o del loro lavoro. Ho in mente un esempio molto specifico che non posso riportare, purtroppo, ma che sarebbe più che appropriato.

Purtroppo puoi farci poco, ma è così che sono le cose in questo mondo. Il fatto che tu debba fare qualcosa che non ti piace o per lavoro non ti rende "meno te stessa", anzi, definisce in qualche modo cosa non sei. Questo, senza contare che potresti sempre e comunque dominare anche quegli incarichi che ti vengono commissionati.

 

Per quanto riguarda il fallimento... eh, lo comprendo. Ma questa è la tua vita, le nostre vite. Non metterci in gioco significa starsene in disparte e lasciarle scorrere... e se hai un talento, un modo per imbrigliare questa vita e plasmarla, mostrarla agli altri, allora è davvero uno spreco che tu non lo faccia.
E poi... poi il fallimento fa parte delle cose. L'unica cosa importante è agire bene, agire correttamente, agire al meglio: solo così potrai guardarti allo specchio, guardare gli altri e dire "sì, ho fallito, ma sono io, sono me stessa, ho fatto il meglio che ho potuto in quella situazione".

 

E, credimi, non è poco e non è da tutti.
 

  • Mi piace 1
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, nescio ha scritto:

poi il fallimento fa parte delle cose. L'unica cosa importante è agire bene, agire correttamente, agire al meglio: solo così potrai guardarti allo specchio, guardare gli altri e dire "sì, ho fallito, ma sono io, sono me stessa, ho fatto il meglio che ho potuto in quella situazione".

 

Avrei quotato l'intero messaggio, ma questa parte mi ha preso particolarmente.

La paura del fallimento è il mio più grande ostacolo...

Ma se non provo non potrò mai fare quel passo avanti che mi porterà a crescere, come persona e artista.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×