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bukowsky77

Riviste che pubblicano e retribuiscono racconti

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beh, non è detto. Se un blog mi paga un euro per ospitare un mio racconto in homepage ma davvero quel sito non se lo fila nessuno, nemmeno la madre del blogger, in pratica non glielo sto regalando? Un euro è un pagamento simbolico, e sono tipi di pagamento che non mi interessano. Se invece il sito ospitante facesse mille visite al giorno, se mi danno anche l'euro meglio, se non c'è capirai che perdita.

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Manuela, infatti non ho capito perché una CE dovrebbe pubblicizzarti di più se non ti paga.

Modificato da Nick Quasi Senza Pietà

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Quanti esempi potete farmi di autori che pubblicando grauitamente abbiano fatto il BUM delle vendite e quindi sfondato? Un CE ha più stimolo a far pubblicità al romanzo se c'ha speso TOT perchè deve rientrarci e guadagnare TOT + 1, se invece ha speso TOT - 1 basta che rientri a TOT e quindi basta che faccia meno lavoro a livello pubblicitario... secondo me è un'arma a doppio taglio per lo scrittore, come al solito d'altronde.

Modificato da Manuela82

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a me i discorsi che han fatto gli altri non mi sembra dicano che una CE che risparmi su un compenso prettamente monetario faccia più pubblicità.

C'è solo chi sta dicendo che accetterebbe altre forme di pagamento (come contratti molto vantaggiosi sotto altri aspetti).

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a me i discorsi che han fatto gli altri non mi sembra dicano che una CE che risparmi su un compenso prettamente monetario faccia più pubblicità.

C'è solo chi sta dicendo che accetterebbe altre forme di pagamento (come contratti molto vantaggiosi sotto altri aspetti).

Ma certo, questo è comprensibile e non è nemmeno così sbagliato come ragionamento, non ho sindacato assolutamente su questo... basta che ti paghino, poi quale sia il pagamento è soggettivo. Ma quello che mi fa storcere il naso è sentir parlare di pagamento in pubblicità, perchè a questo punto vale il discorso che ho fatto sopra e quindi a mio avviso diventa una fregatura, tutto qui.

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diventa una fregatura se hai qualcun altro che ti offre una buona cifra per il racconto (che di questi si parla, non romanzi). Tra "regalare" per pochi spicci un racconto a un sito senza visite e il regalarlo al corriere della sera per farlo stampare in seconda pagina, preferisco la seconda opzione. Se proprio lo voglio pubblicare da qualche parte.

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diventa una fregatura se hai qualcun altro che ti offre una buona cifra per il racconto (che di questi si parla, non romanzi). Tra "regalare" per pochi spicci un racconto a un sito senza visite e il regalarlo al corriere della sera per farlo stampare in seconda pagina, preferisco la seconda opzione. Se proprio lo voglio pubblicare da qualche parte.

Esatto... se proprio lo voglio pubblicare da qualche parte... hai centrato il problema!

Pubblicare per forza a costo di non farsene niente(rimando al discorso sulla pubblicità)?

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nel caso di un racconto a mio modo di vedere posso pure permettermi di regalarlo a una grossa testata con la garanzia che verrà letto da un po' di gente in cambio della mera soddisfazione di farmi leggere. Però, una, due volte, poi basta.

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Forse mi sono espressa male. Quello che volevo dire è che la pubblicità non può essere considerata una forma di pagamento, in quanto la CE ti pubblicizzarebbe in ogni caso, e non per te, ma per i suoi guadagni.

Quello che mi dà fastidio è vedere che molte persone questo ragionamento non lo fanno (e mi ci metto dentro pure io, perché fino all'anno scorso la pensavo diversamente), perché credono che essere pubblicati da una CE sia un favore e non un investimento.

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Molte persone per esempio ragionano in un certo modo perchè nei confronti della CE si sentono la parte debole... ma lo sono perchè si rendono tali non perchè è naturale che sia così, invece di cercare un equilibrio e costringere la controparte a cercarlo insieme ci si pone già di partenza come in svantaggio;

si dice che chi si fa pecora il lupo se la mangia, questa è la saggezza popolare (e non mi sto riferendo a nessuno in particolare, non prendetela come un'offesa è una riflessione please :saltello: )

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Puoi regalarmi un racconto, cedendomi anche i diritti, provo a rivenderlo in giro, avendo cura di riportare in maniera corretta il nome dell'autore, magari facendo anche un pò di pubblicità, naturalmente terrò i guadagni solo per me.

Grazie.

accetto, e non sto scherzando. ne ho uno adatto, ha già vinto due concorsi di livello nazionale, reso un po' di soldi, ma è inedito. se ti va di provare, per me è ok. sono serissimo.

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diventa una fregatura se hai qualcun altro che ti offre una buona cifra per il racconto (che di questi si parla, non romanzi). Tra "regalare" per pochi spicci un racconto a un sito senza visite e il regalarlo al corriere della sera per farlo stampare in seconda pagina, preferisco la seconda opzione. Se proprio lo voglio pubblicare da qualche parte.

Esatto... se proprio lo voglio pubblicare da qualche parte... hai centrato il problema!

Pubblicare per forza a costo di non farsene niente(rimando al discorso sulla pubblicità)?

parto dal presupposto che in Italia i racconti per un esordiente non hanno mercato, salvo smentite. non le racclote personali, tantomeno i lavori singoli, che se va bene approdano in antologie collettive a tema, o in coda ai gialli da edicola. tra pubblicare su un blog e pubblicare su un'antologia come la "Gioventù Cannibale del 2012" cedendo gratis i diritti di pubblicazione e mantenendo magari quelli di adattamento cinetelevisivo, scelgo la seconda tutta la vita. cito quella antologia perché è un pezzo di storia della narrativa italiana contemporanea, e ci hanno esordito diversi sconosciuti (tra cui Niccolò Ammaniti, per dire) che prima di quel lavoro avevano magari ceduto gratis il loro primo romanzo ad altri piccoli editori, trovando spazio accanto a nomi già affermati (ai tempi mi vengono in mente Pinketts, Nove, la Teodorani). Saranno ancora in collera con Einaudi per essersi svenduti?

quanto alle dinamiche di mercato, funzione che un editore big mette in cantiere un'antologia, e naturalmente la promuoverà. ha un budget, servono 10 autori, 8 li paga in proporzioni diverse, 2 no, chi lo sa. Li paga in altro modo, affari loro e del curatore che li ha proposti. se gli diranno "no grazie" ne cercherà altri. Però tu esordiente vieni letto al traino dei big di turno. una buona alternativa al pod o al blog.

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Ospite

Puoi regalarmi un racconto, cedendomi anche i diritti, provo a rivenderlo in giro, avendo cura di riportare in maniera corretta il nome dell'autore, magari facendo anche un pò di pubblicità, naturalmente terrò i guadagni solo per me.

Grazie.

accetto, e non sto scherzando. ne ho uno adatto, ha già vinto due concorsi di livello nazionale, reso un po' di soldi, ma è inedito. se ti va di provare, per me è ok. sono serissimo.

Qui siamo tra amici, tranne per gli utenti che si dichiarano cattivi, puoi parlare liberamente: ma da cosa proviene tutta questa disperazione? I "no" così come li riceviamo, dobbiamo anche darli, qualche rivincita ogni tanto bisogna prendersela, specie con chi non può fare a meno del tuo lavoro senza riconoscertelo.

Se il tuo racconto è buono non devi regalarlo alla prima persona che te lo pubblica, sicuramente potrebbe essere valutato meglio. Con sincerità, consiglierei a tutti gli esordienti, di trovarsi un lavoro che possa permetterci di sostenere la nostra passione di scrittore o lettore, questo ci permetterà il "lusso" di resistere maggiormente, quando arrivano offerte che possano screditare il nostro operato, perchè un racconto gratis non ha stima e reputazione. Bisogna rendere gli autori più forti, nel momento in cui arriverà un qualsiasi contratto, spero sempre che qualcuno valuti quello che è meglio per sè e non per gli altri.

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non sono mica disperato, e naturalmente ho un lavoro per manternermi :asd:

il racconto spero sia buono, potrei pubblicarlo domani in e-book, e ho anche già rifiutato una proposta per la quale mi avrebbero pagato con 100 copie su 300 di tiratura. la questione è semplice, oggi non è tra le mie prorità. sempliemente ha una lunghezza che lo rende difficilmente collocabile sul mercato. cercare un editore mi toglierebbe tempo che non ho, e se davvero vuoi fare l'esperimento, per me va bene, ci guadagno in ogni caso, dal mio punto di vista. diciamo che il racconto si è già ripagato da solo, mi ha reso in tutto sul migliaio di euro, ci tengo, è inedito, e mi piacerebbe vederlo stampato su carta. ora è lì a prendere polvere e io ho altre priorità relativamente ai progetti editoriali.

i no non si danno per disperazione, come dicevo prima valuto e pondero, scrivo dozzine di racconti e per ciascuno di essi posso scegliere un destino diverso. alcuni li pubblico anche gratis sulla mia pagina, per dire. altri non li regalerei mai, altri sì, se il regalo si ripaga con quel che può portare

Modificato da bukowsky77

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Non ho seguito tutta la discussione, ma concordo sul non regalare i racconti.

Sono riuscita a pubblicarne una raccolta :flower: (gialli) con una CE free e non andata male. Buone recensioni anche su riviste nazionali, interviste varie nel web. Vendite modeste, ma l'editore è piccolo e, questo sì, i racconti vanno meno dei romanzi

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Non ho seguito tutta la discussione, ma concordo sul non regalare i racconti.

Sono riuscita a pubblicarne una raccolta :flower: (gialli) con una CE free e non andata male. Buone recensioni anche su riviste nazionali, interviste varie nel web. Vendite modeste, ma l'editore è piccolo e, questo sì, i racconti vanno meno dei romanzi

anche io sono riuscito con una raccolta di genere; in effetti i rari racconti "regalati" non erano di questo genere, o successivi alla pubblicazione della raccolta in questione. un paio finiti sul libro erano già editi in forme precedenti ma avevo dato solo i diritti di prima pubblicazione. e alcune copie del libro so per certo essere state comprate da persone che avevano letti i racconti in precedenza, senza "regalarli" non mi avrebbero proabiblmente letto e comprato poi il libro.

amo il giallo, per non andare ot mi puoi dire anche in pvt della tua raccolta?

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Mah, io non vedo il problema nel regalare racconti, davvero. Farei notare che ne vengono "regalati" di continuo ovunque, anche in questo forum, o se c'era la % sulle visite ai post a me l'assegno non è mai arrivato. :asd:

Di fronte alla possibilità di pubblicare gratis un manoscritto con una big, direi che la risposta va ponderata. Se per quello stesso manoscritto avessi ricevuto solo porte in faccia da varie altre ce, magari da anni, beh penso proprio direi di si, senza neanche pensarci troppo tutto sommato.

Davvero strano stupirsi tanto, neanche non esistessero fenomeni quali editoria a pagamento, print on demand etc... qui nel peggiore dei casi si tratta di restare in pari dal punto di vista economico, e mantenere vive potenzialità latenti di guadagno sui diritti d'autore, oltre alla visibilità, etc

Finché non si trova nessuno disposto a pagare per quello che fai, invece di chiamarlo lavoro e indignarsi del valore del tempo speso e mai retribuito, meglio chiamarlo hobbye, che è più azzeccato e farsi meno paranoie.

La lista di quelle riviste è utile, grazie.

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E' diverso però non guadagnare da una propria opera se invece la casa editrice ci guadagna, dal diffondere qualcosa gratuitamente senza che nessuno spenda denaro per leggerla.

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Mah, io non vedo il problema nel regalare racconti, davvero. Farei notare che ne vengono "regalati" di continuo ovunque, anche in questo forum, o se c'era la % sulle visite ai post a me l'assegno non è mai arrivato. :asd:

Forse perché il WD non ci lucra sopra.

La differenza è solo questa.

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Ospite Jack Shark

Farei notare che ne vengono "regalati" di continuo ovunque, anche in questo forum, o se c'era la % sulle visite ai post a me l'assegno non è mai arrivato. :asd:

Non mi risulta che nel momento in cui pubblichi un racconto in questo forum, firmi un documento con il quale ti impegni a cedere tutti i diritti al forum stesso.

Capisco forse voleva essere una battuta, ma c'è una bella differenza.

Non solo...

In realtà chi pubblica un racconto qui, non incrementa le visite ai post, bensì riceve un servizio di valutazione e correzione spesso a livello professionale, il tutto assolutamente gratis.

Siamo proprio all'opposto.

Modificato da Jack Shark

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E' diverso però non guadagnare da una propria opera se invece la casa editrice ci guadagna, dal diffondere qualcosa gratuitamente senza che nessuno spenda denaro per leggerla.

sacrosanto, tutto sta nel capire cosa voglia dire, per ciascuno di noi, questo fondamentale "non guadagnare". Qualche copia, la visibilità, il "prestigio" da cui potrebbe derivare altro, la possibilità di capitalizzare lo scritto in altri modi (i famosi diritti cineme per esempio) possono rappresentare un guadagno maggiore di (esempi concreti e testati): un assegno da 150 euro - e stiamo parlando di un racconto su antologia edito da una big, Mondadori - o da 1,50 euro - e stiamo parlando di un racconto su antologia pubblicato da piccolo editore che lo paga (Stranamore, My secret diary)

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Erak-Sel, quando posti un racconto qui se lo vuoi rimuovere basta che lo chiedi allo staff... le riviste non lo fanno, si tengono il racconto bello stretto

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Leggendo i commenti di Bukowski, e confrontandoli con gli altri, noto due visioni della scrittura molto diverse.

Bukowsky mi sembra uno navigato. Mi ricorda un Ghost writer che ho avuto modo di conoscere. Il valore affettivo verso il racconto non esiste, o comunque è soppresso in cambio di un risultato più immediato. Che sia visibilità, o ritorno economico.

Altri invece sono innamorati dei loro racconti, li ritengono sudore della loro fronte e mai e poi mai scenderebbero a compromessi. In questa categoria, mi pare, rientrano anche scrittori che hanno pubblicato più di un libro, come Lem e Jack. Jack a sua volta però ha più volte manifestato una certa disillusione nei confronti della piccola editoria, tanto da dire che probabilmente non ha più interesse a pubblicare.

Io, non so, ma mi sono fatto questa convinzione. Non ho alcun problema a far pubblicare gratuitamente un mio racconto, l'ho già fatto e lo rifarei. Anche a partecipare a concorsi a pagamento, qualora li ritenessi concorsi validi e degni di interesse (oppure se in cambio ci fosse un premio importante). In fondo i soldi che potrei guadagnare sarebbero cifre risibili. Probabilmente guadagnerei di più con adwords, mettendo il mio racconto online sul mio sito. Al contrario non pubblicherei mai gratuitamente un romanzo. In quel caso vorrei la mia percentuale, anche se sarebbe comunque minima.

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Visio non credo sia un discorso di quanto uno è innamorato del proprio testo, quanto un discorso etico, se così si può dire o di etica del lavoro di scrittore. Dettato dalla risposta di quel direttore di rivista che a un, purtroppo se pagassimo gli autori falliremmo in due mesi, siamo una realtà troppo piccola e non organizzata per fare tutto in maniera professionale, speriamo che l'attenzione che mettiamo nella scelta dei testi e i consigli agli esordienti che diamo, nonché la nostra piccola visibilità possano essere considerate una sorta di pagamento per l'autore che decide di mandarci qualcosa, preferisce un ci mancherebbe come se fosse scontato che è già tanto che non si fanno pagare.

In linea teorica la penso anch'io così, che si dovrebbe essere pagati sempre, ma capisco anche che nella gavetta di uno scrittore non funziona così, che in certi casi se si punta a farlo in maniera professionale, forse va privilegiata la visibilità a un corretto pagamento. E' un discorso un po' egoistico, però se Adelphi volesse mettere sul suo sito un mio racconto senza darmi nulla in cambio, se non il suo marchio, onestamente non credo che rifiuterei. Poi magari quel giorno mi sentirei particolarmente etica, ma farebbero leva sulla mia vanità, sui miei piani di conquista del mondo di lettori, e probabilmente cederei subito. Ma quella di dare un pagamento, anche simbolico all'autore, per riconoscerne il lavoro, sarebbe una buona prassi mentre non pare una mentalità troppo diffusa.

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Leggendo i commenti di Bukowski, e confrontandoli con gli altri, noto due visioni della scrittura molto diverse.

Bukowsky mi sembra uno navigato. Mi ricorda un Ghost writer che ho avuto modo di conoscere. Il valore affettivo verso il racconto non esiste, o comunque è soppresso in cambio di un risultato più immediato. Che sia visibilità, o ritorno economico.

Altri invece sono innamorati dei loro racconti, li ritengono sudore della loro fronte e mai e poi mai scenderebbero a compromessi. In questa categoria, mi pare, rientrano anche scrittori che hanno pubblicato più di un libro, come Lem e Jack. Jack a sua volta però ha più volte manifestato una certa disillusione nei confronti della piccola editoria, tanto da dire che probabilmente non ha più interesse a pubblicare.

Io, non so, ma mi sono fatto questa convinzione. Non ho alcun problema a far pubblicare gratuitamente un mio racconto, l'ho già fatto e lo rifarei. Anche a partecipare a concorsi a pagamento, qualora li ritenessi concorsi validi e degni di interesse (oppure se in cambio ci fosse un premio importante). In fondo i soldi che potrei guadagnare sarebbero cifre risibili. Probabilmente guadagnerei di più con adwords, mettendo il mio racconto online sul mio sito. Al contrario non pubblicherei mai gratuitamente un romanzo. In quel caso vorrei la mia percentuale, anche se sarebbe comunque minima.

la mia posizione è esattamente questa. riguardo ai romanzi, ho accettato di pubblicare a condizioni particolari solo l'esordio, un testo di narrativa erotica molto spinto, ai limiti della "pornografia". non gratis ma pagato solo al di sopra di una soglia di vendita. l'editore ha poi garantito promo, pubblicità, presentazioni in fiere editoria tra cui Torino e Pisa con saletta riservata eccetera. la scelta si è ripagata, perchè oggi grazie a quel lavoro e oppurtunità derivate provengono la maggior parte dei miei introiti scrittevoli.

cedere "gratis" oggi una raccolta o un romanzo: non so, in linea di massima no, poi come si diceva dipende dal contratto. riguardo al singolo racconto, altro discorso, come si diceva.

sulvalore affettivo: ho scrito cose che amo più di altre, e proprio per questo non mi interessa pubblicarle, venderle, farle leggere.

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io lavoro come giornalista e posso assicurare che moltissime testate, soprattutto on line, adducono gli stessi motivi qui sentiti per non pagare i collaboratori, alcuni facendo leva pure sulla gloria del marchio. Ormai tra giornalisti sappiamo bene chi paga e chi no, e di conseguenza stiamo alla larga dalle collaborazioni non retribuite. Tempo di gavetta è finito, all'inizio molti giovani vengono sfruttati per articoli, cronaca ecc e vi assicuro che tanti cadono nella trappola del farsi pubblicare dal tal giornale... alla fine, almeno in questo mondo, il gioco non vale la candela. Poi giusto considerare le proprie priorità, ci mancherebbe, e Bukovsky in più occasioni ha ben messo in luce il suo rispettabile pensiero ma io, con la poca esperienza acquisita sul campo, me ne sto alla larga... il tempo è poco e preferisco spenderlo - anche - per un qualche ritorno economico, visto che le riviste campano con le collaborazioni, ormai in redazione non ci sta quasi più nessuno

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io lavoro come giornalista e posso assicurare che moltissime testate, soprattutto on line, adducono gli stessi motivi qui sentiti per non pagare i collaboratori, alcuni facendo leva pure sulla gloria del marchio. Ormai tra giornalisti sappiamo bene chi paga e chi no, e di conseguenza stiamo alla larga dalle collaborazioni non retribuite. Tempo di gavetta è finito, all'inizio molti giovani vengono sfruttati per articoli, cronaca ecc e vi assicuro che tanti cadono nella trappola del farsi pubblicare dal tal giornale... alla fine, almeno in questo mondo, il gioco non vale la candela. Poi giusto considerare le proprie priorità, ci mancherebbe, e Bukovsky in più occasioni ha ben messo in luce il suo rispettabile pensiero ma io, con la poca esperienza acquisita sul campo, me ne sto alla larga... il tempo è poco e preferisco spenderlo - anche - per un qualche ritorno economico, visto che le riviste campano con le collaborazioni, ormai in redazione non ci sta quasi più nessuno

e al posto tuo farei lo stesso, un giornalista è giusto viva degli articoli che scrive. poi anche lì ci sono mille eccezioni e contingenze; conosoco un giornalista professionista freelance che scrive gratis sul Corriere online per esempio. così come scrittori professionisti che a volte regalano, o dirigono riviste senza un diretto e correlato compenso economico. e in tutti questi casi, per professionsiti intendo "che vivono del proprio mestiere".

Modificato da bukowsky77
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Farei notare che ne vengono "regalati" di continuo ovunque, anche in questo forum, o se c'era la % sulle visite ai post a me l'assegno non è mai arrivato. :asd:

Non mi risulta che nel momento in cui pubblichi un racconto in questo forum, firmi un documento con il quale ti impegni a cedere tutti i diritti al forum stesso.

Capisco forse voleva essere una battuta, ma c'è una bella differenza.

Non solo...

In realtà chi pubblica un racconto qui, non incrementa le visite ai post, bensì riceve un servizio di valutazione e correzione spesso a livello professionale, il tutto assolutamente gratis.

Siamo proprio all'opposto.

Chiaramente il mio era un'esempio scherzoso, ma non per questo direi che siamo all'opposto.

Un raccontino da 10k caratteri a me costa mezza giornata di "lavoro" (ci metto dentro anche il tempo di revisione per renderlo almeno presentabile), ed è un sacco di tempo, ma se dovessi entrare nell'ottica che quel tempo ha un valore economico, starei camminando nelle nuvole: non è il mio caso(beato chi può dire il contrario).

Per me finché sei Mr Nessuno, puoi metterci l'anima, risorse, 1000 ore nella tua opera, canzone, manoscritto, quello che ti pare, ma continua ad avere un valore economico pari a ZERO finché qualcuno che conta qualcosa nel settore non decide il contrario, o -ben più improbabile- non riesci a importi da solo su quel mercato.

Quindi capisco bene che magari qui ricevo correzioni, utile,e difatti anche questo è un tipo di tornaconto, seppur non economico, tanto quanto la visibilità di cui parlava bukosky.

Il fatto dei diritti è secondario dal mio punto di vista, credo che se siamo convinti del valore di un nostro racconto lo spediamo a un concorso senza fargli fare prima una capatina in qualcosa che assomigli anche solo vagamente a una pagina web.

Non era mia intenzione dire nulla contro codesto foro(sempre gli dei l'abbiano in gloria, e poi sono già al limite avvertimenti) ma solo far notare che di gente che scrive e poi getta il suo racconto nel mare magnum della rete, senza ricavarci nulla dal punto di vista economico ce n'è tantissima(e non solo qui), e non c'è proprio niente di male.

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sacrosanto, tutto sta nel capire cosa voglia dire, per ciascuno di noi, questo fondamentale "non guadagnare". Qualche copia, la visibilità, il "prestigio" da cui potrebbe derivare altro, la possibilità di capitalizzare lo scritto in altri modi (i famosi diritti cineme per esempio) possono rappresentare un guadagno maggiore

Ecco, forse la nostra differenza di visione è questa: per quel che mi riguarda solo la parte in grassetto può essere considerata una forma di pagamento.

Con questo non voglio essere fraintesa, le altre sono cose forse ancora più importanti, ci mancherebbe, e di certo quando valuto un concorso letterario o una rivista mi informo bene su questi punti, ma continuo a non essere d'accordo nel definirle forme di retribuzione. Perché non sono cose con cui l'editore premia l'autore, sono cose che fa per se stesso e per i suoi guadagni, e sono cose che farebbe sempre e comunque, a meno che ovviamente l'autore non abbia coperto interamente le spese, ma in tal caso si tratterebbe di EAP e non voglio certo tirarli in ballo.

Nel momento in cui l'editore decide di investire su di te, che tu abbia una retribuzione economica o no, lui cerca il più possibile di farti pubblicità e di farti ottenere prestigio. È nel suo interesse, non potrebbe essere altrimenti.

Il pagamento, invece, dovrebbe essere qualcosa di diverso, ovvero una parte di guadagno che l'autore riceve per ceduto qualcosa che gli appartiene (e forse è questo che molti si dimenticano, che le opere sono dello scrittore e che senza gli scrittori le riviste e le case editrici non esisterebbero, mentre loro continuerebbero a scrivere).

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sacrosanto, tutto sta nel capire cosa voglia dire, per ciascuno di noi, questo fondamentale "non guadagnare". Qualche copia, la visibilità, il "prestigio" da cui potrebbe derivare altro, la possibilità di capitalizzare lo scritto in altri modi (i famosi diritti cineme per esempio) possono rappresentare un guadagno maggiore

Ecco, forse la nostra differenza di visione è questa: per quel che mi riguarda solo la parte in grassetto può essere considerata una forma di pagamento.

Con questo non voglio essere fraintesa, le altre sono cose forse ancora più importanti, ci mancherebbe, e di certo quando valuto un concorso letterario o una rivista mi informo bene su questi punti, ma continuo a non essere d'accordo nel definirle forme di retribuzione. Perché non sono cose con cui l'editore premia l'autore, sono cose che fa per se stesso e per i suoi guadagni, e sono cose che farebbe sempre e comunque, a meno che ovviamente l'autore non abbia coperto interamente le spese, ma in tal caso si tratterebbe di EAP e non voglio certo tirarli in ballo.

Nel momento in cui l'editore decide di investire su di te, che tu abbia una retribuzione economica o no, lui cerca il più possibile di farti pubblicità e di farti ottenere prestigio. È nel suo interesse, non potrebbe essere altrimenti.

Il pagamento, invece, dovrebbe essere qualcosa di diverso, ovvero una parte di guadagno che l'autore riceve per ceduto qualcosa che gli appartiene (e forse è questo che molti si dimenticano, che le opere sono dello scrittore e che senza gli scrittori le riviste e le case editrici non esisterebbero, mentre loro continuerebbero a scrivere).

il tuo ragionamento è sacrosanto, però ti pongo un esempio reale: una big paga un racconto 100 euro, in una antologia ci sono tot autori. dividi il ricavato del libro promosso e strapromosso. quanto ti rimane in tasca? le antologie vendono poco, non ne ricordo in cima alle classifiche di vendita, ed è un pecato, perché ce ne sono di ottime.

i diritti di adattamento cinematografico o televisivo mi risulta invece siano sempre a tre zeri.

Se una big ti pubblicasse gratis insieme ad altri 9 big che paga, un pensierino non ce lo faresti? Certo, non è scontato che il racconto possa essere comprato dal cinema, ma è una possibilità. il nome gira, e chi è interessato ti legge.

Ovvio, la soluzione migliore è "racconto pagato". ma se il curatore chiama te esordiente chiedendo il racconto gratis, e tu dici no, ce ne sono mille altri dopo di te. o alla peggio il libro esce lo stesso ma senza di te.

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