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bukowsky77

Riviste che pubblicano e retribuiscono racconti

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tengo a precisare che il mio hobby nel momento in cui produce guadagno non si può più considerarlo tale, va ricompensato.

assolutamente condivisibile, però l'editoria non è un campo in cui applicano automaticamente le dinamiche lavorativa garantite dai vari ccnl, su cui anche io non transigo. se per uno stage mi offrono di lavorare a 400 euro al mese, li denuncio e rigo anche la macchina. se un curatore mi contatta chiedendomi un racconto perchè gli piace come scrivo, e sono un signor nessuno, anche se il solo compenso a parte la pubblicità è una copia del libro, ci penso e nel 99% dei casi lo faccio. il mio (modesto) guadagno come dicevo, al momento, è sui 500-1000. e arrivano anche grazie a racconti ceduti gratis. flessibilità ed elasticità mentale in questo mondo, a parere mio, non sono sinonimo di "chinare le braghe". devi provare e valutare. se per un racconto dato gratis arrivano due proposte per scrivere cose che saranno retribuite, ok, di corsa. alla peggio hai fatto un buon esercizio di scrittura e ti sei confrontato con i feedback di professionisti del settore

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Ospite Luna

http://www.writersmagazine.it/premio/regolamento.php

questo è il link del concorso a cui facevo riferimento: 10 euro di tassa d'iscrizione (oltre all'abbonamento) e per i vincitori non è previsto neanche il pdf in omaggio. Questo per me è assurdo.

Sono d'accordo con Bukowsky per quanto riguarda il cedere un racconto gratis in cambio di pubblicità o altri lavori. Ma non è questo il caso. Qui si parla di un concorso fine a se stesso, non di una collaborazione con qualcuno che preveda poi altri lavori retribuiti.

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Ospite Jack Shark

Se gli autori selezionati sono anche il tuo target di vendita...

Penso stia qui la risposta.

Gli introiti vengono soprattutto dagli autori, e amici e parenti che acquistano le copie.

Se l'autore riceve il PDF, l'editore perde delle vendite quasi sicure.

Poi, che questo metodo sia opinabile e discutibile, non ci piove. A me non piace affatto, per esempio.

Comunque, se in una raccolta di dieci racconti all'autore, a rigor di logica, spetterebbe l'un per cento, in una raccolta di 365 quanto dovrebbero darti?

Per 365 se non sbaglio c'è un 30% di sconto sull'acquisto della copia della raccolta.

Ora io non so a quanto ammonta, perché non so quanto costa una copia, ma anche fossero 3 euro, non è molto di meno che avere una percentuale sulle vendite equiparata al numero di copie/numero di autori.

Uno lo sa già da prima, e se questa cosa non gli sta bene, non partecipa, oppure per "protesta" contro questa forma di concorso, fa come fanno anche alcuni autori del WD, e cioè partecipa senza comprare poi l'antologia, riducendo così alla CE il numero di copie vendute.

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http://www.writersma...regolamento.php

questo è il link del concorso a cui facevo riferimento: 10 euro di tassa d'iscrizione (oltre all'abbonamento) e per i vincitori non è previsto neanche il pdf in omaggio. Questo per me è assurdo.

Sono d'accordo con Bukowsky per quanto riguarda il cedere un racconto gratis in cambio di pubblicità o altri lavori. Ma non è questo il caso. Qui si parla di un concorso fine a se stesso, non di una collaborazione con qualcuno che preveda poi altri lavori retribuiti.

non avevo letto. bah, dal momento che si possono inviare manoscritti in ogni momento, non vedo perchè pagare per farlo, dato che i "premi" sono gli stessi. certo, nei 10 euro c'è la tessera, se una persona fa cquisti o altro, comunque non sono a fondo perduto.

meglio a questo punto il premio Robot, per racconti horror fantasy si-fi eccetera, gratuito, per gli abbonati alla rivista, e pubblicazione retribuita.

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Ora io non so a quanto ammonta, perché non so quanto costa una copia, ma anche fossero 3 euro, non è molto di meno che avere una percentuale sulle vendite equiparata al numero di copie/numero di autori.

nelle altre antologie cui ho partecipato e che vengono retribuite (cartaceo con Stranamore e Mysecretdiary; digitale con Lite editions) la percentuale per gli autori è il canonico 10% e lo sconto il solito 30% di un romanzo. solo che è un 10% diviso tra molte persone. nel caso della Delos, non avrebbe senso dividere per 365. credo che chi partecipa lo faccia per gioco, divertimento o gratificazione personale, nessuno ci diventa ricco (anche perchè Delos è un'associazione ed eventuali utili quando ci sono vanno reinvestiti nell'attività). personalmente ho partecipato volentieri alle prime tre edizioni, indipendentemente dall'averla comprata o ossermela fatta regalare. del resto le condizioni sono chiarissime, chi non vuole non partecipa.

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C'è poi anche un altro aspetto della partacipazione, il divertimento personale: esempio Delmiglio edizioni di Verona mi ha chiesto un racconto per un'antologia dove è presente anche Arona, io lo leggo da sempre, mi ha fatto piacere, libro ben curato, presentazione in Feltrinelli davanti a 80-100 persone, cena offerta, bella festa, conosci gente, parli di libri. se è gratis, pazienza. Il mio consiglio è quello di non irrigidirsi, ecco. Sono tanti gli aspetti da valutare, finchè appunto non si è "professionisti".

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Ospite Lem Mac Lem

bukowsky, per cortesia non flooddare: è sufficiente usare l'opzione 'multi-citazione' e in un solo messaggio puoi rispondere a tutte le persone che vuoi, senza allungare le discussioni. Grazie :)

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Per 365 se non sbaglio c'è un 30% di sconto sull'acquisto della copia della raccolta.

Ora io non so a quanto ammonta, perché non so quanto costa una copia, ma anche fossero 3 euro, non è molto di meno che avere una percentuale sulle vendite equiparata al numero di copie/numero di autori.

L'anno scorso ho ordinato la mia copia dal sito della Delos e mi pare di aver speso poco più di 10 euro (spedizione inclusa).

Credo che effettivamente in questo caso sia più sensato offrire uno sconto che una retribuzione, perché davvero dividere per 365 sarebbe un casino.

C'è da dire però che dare un ebook gratuito sarebbe ancora meglio (tanto poi la maggior parte degli autori compra comunque delle copie per amici e parenti).

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guarda, per carità è una bella opportunità. Ma quello che non mi piace della rivista è che quasi tutti i concorsi che fanno per inserire racconti all'interno della rivista stessa prevedono che all'autore non spetta né un compenso, né una copia omaggio della rivista. Cavolo che costa loro mandare, non dico il cartaceo, ma l'ebook in pdf agli autori che pubblicano? Anche solo per far sentire riconosciuto il loro lavoro. Cioè è come andare da un negoziante e mettersi d'accordo con lui in modo che tu cuci i vestiti e lui li vende e a te non ne regala nemmeno la fotografia. Convieni con me che pare proprio una presa per i fondelli?

parli della writers magazine? non sono più abbonato da circa un anno, ma prima se non ricordo male i racconti pubblicati venivano retribuiti, è sempre inoltre possibile inviare proposte di pubblicazione per racconti o poesie anche al di fuori del concorso "premio writers magazine". inevitabilmente il target sono in gran parte i lettori stessi. del resto è una rivista che puoi avere solo in abbonamento, quindi è automatico che chi manda un racconto in valutazione sia già abbonato (o se non automatico, quantomeno altamente probabile). il concorso a pagamento da 10 euro qual è?

Se vai sul sito di WM c'è scritto che è una via preferenziale per essere pubblicato l'essere abbonato (tanto che ci sono due caselle di posta diverse alle quali inviare il racconto)... una rivista che ragiona così non credo proprio che retribuisca, oltretutto io a sentirmi parlare di titoli preferenziali quando si parla di soldi (in tipico stile italiano) mi sento proprio presa in giro.

Opinione mia, anche discutibile, ma non ditemi che non sono meccanismi visti e svisti in tanti altri ambiti.

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Per racconti fantasy c'è qualche rivista disponibile? Speravo in Altrisogni ma accetta solo Weird, horror e sci-fi.

la "storica" rivista Robot, c'è anche il premio in scadenza a breve http://www.delosbooks.it/premi/robot/regolamento.php

sulla corsia preferenziale della wm, come dicevo, non ci vedo nulla di male. se tu autore invii un racconto a una rivista che leggi, io editore presumo tu abbia preparato un racconto mirato e adatto al target, quindi ti valuto prima. ci sta. il tempo ha un costo. ho fatto spesso il giurato in concorsi a tema e arrivano spesso racconti fuori tema, anche quando c'è una quota di iscrizione, non immagino cosa debba succedere in caso di invii liberi e gratuiti come per la WM. sono tutti accorgimenti che vanno a vantaggio della qualità finale del lavoro e del prodotto offerto ai lettori (che in questo caso coincidono con gli abbonati).

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Per racconti fantasy c'è qualche rivista disponibile? Speravo in Altrisogni ma accetta solo Weird, horror e sci-fi.

la "storica" rivista Robot, c'è anche il premio in scadenza a breve http://www.delosbook...regolamento.php

Interessante (più per chi è già abbonato, forse), anche se non c'è scritto se retribuiscono il vincitore. Immagino di sì, comunque, dato che retribuiscono gli altri.

Peccato che l'abbia visto tardi, spero che facciano altre iniziative in futuro che coinvolgono il fantasy (come Muirne anch'io preferirei scrivere quel genere, sebbene stia provando a scrivere weird per Altrisogni).

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Interessante (più per chi è già abbonato, forse), anche se non c'è scritto se retribuiscono il vincitore. Immagino di sì, comunque, dato che retribuiscono gli altri.

Peccato che l'abbia visto tardi, spero che facciano altre iniziative in futuro che coinvolgono il fantasy (come Muirne anch'io preferirei scrivere quel genere, sebbene stia provando a scrivere weird per Altrisogni).

sulla home page del sito specificano che (copio e incollo)

"Il racconto vincitore sarà pubblicato sulla prestigiosa rivista Robot. L'autore avrà un regolare contratto di pubblicazione e riceverà il compenso previsto per i racconti al momento della pubblicazione."

la rivista secondo me è notevole, formato tascabile, tante pagine di ottima narrativa e contenuti.

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Ospite Luna

Ammazza però quanto costano gli abbonamenti. 33 euro per 4 numeri. Voi sapete quanto sono grandi (più o meno il numero di pagine) queste riviste?

Perché quest'ultima cosa sulla rivista Robot potrebbe interessarmi.

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Ammazza però quanto costano gli abbonamenti. 33 euro per 4 numeri.

Eh, un numero costa 9,90, quindi a 'sto punto conviene abbonarsi.

Anch'io però sarei curiosa di saperne di più, perché di solito prima di comprare una rivista la sfoglio, e qui dovrei fare un acquisto un po' a scatola chiusa.

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Ospite Luna

c'è una promozione in atto che permette di comprare 3 numeri a 19,90 euro. quindi un prezzo più ragionevole. Da qui http://www.delosstore.it/delosbooks/scheda.php?id=42004 ho constatato che è di 192 pagine e la dimensione. Mi sarebbe piaciuto vedere un'anteprima (anche di un numero vecchissimo) però, per poter capire se può interessarmi o meno.

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Robot ha circa 200 pagine, e vinto anche premi internazionali come miglior rivista di fantascienza e affini. pubblica autori di livello mondiale.

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Ospite Linda Rando

Anche Speechless - che per carità, non paga gli autori ma è una rivista gratuita che ha ottenuto oltre due milioni di contatti in un paio di mesi.

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Scopro in ritardo questa discussione, e altrettanto in ritardo intervengo. Ai em sorri.

La rivista Inchiostro non paga i racconti, vero. Ma è anche vero che sono seri e competenti. Per chi è alle prime armi è un punto di riferimento sicuro. Diciamo che in cambio del tuo lavoro ricevi attenzioni professionali e il commento dei lettori, che spesso sono abbastanza scafati.

Nei primi anni dall'apertura ho pubblicato un botto di racconti su Inchiostro; è stata una palestra fondamentale. Alla fine ho conosciuto Dalle Molle e ho potuto constatare di persona la passione che mette in quel che fa e la sua preparazione. È anche simpatico, che dal punto di vista professionale non è indispensabile, ma da quello umano aiuta non poco.

Inchiostro è una rivista per esordienti: riceve una quantità smodata di racconti, li vaglia, stila schede di valutazione (che sono a disposizione dell'autore). Se una mattina ti svegli con la geniale idea di scrivere e non sai da che parte pigliare, be', lì sei sicuro di ricevere consigli azzeccati senza rischi di fregature.

Non è esattamente la stessa cosa che commissionare un racconto e poi non pagartelo.

Chiunque sia già a un altro livello, padrone dei propri mezzi, e voglia puntare ai compensi, si rivolgerà altrove, con giusta ragione. Per i principianti, a mio parere, Inchiostro resta un approdo importante.

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Anche Speechless - che per carità, non paga gli autori ma è una rivista gratuita che ha ottenuto oltre due milioni di contatti in un paio di mesi.

Già. Speechless. Prima o poi manderò di sicuro qualcosa di mio. Non mi pagheranno, già lo so, ma semmai mi pubblicassero ne sarei orgoglioso. Oltretutto sarebbe pubblicità per me, e scusate se è poco.

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Ecco, però io confesso che se devo pubblicare gratis preferisco farlo su una rivista gratis. Se io non guadagno niente dai miei scritti vorrei che non lo facesse nessuno. Pensiero egoistico, forse, ma se gli autori non ricevono compensi non vedo perché dovrebbero riceverne gli altri che lavorano al progetto. Così davvero lo scrittore viene considerato di serie B, mentre in una pubblicazione gratuita tutti sono allo stesso livello.

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Ecco, però io confesso che se devo pubblicare gratis preferisco farlo su una rivista gratis. Se io non guadagno niente dai miei scritti vorrei che non lo facesse nessuno. Pensiero egoistico, forse, ma se gli autori non ricevono compensi non vedo perché dovrebbero riceverne gli altri che lavorano al progetto. Così davvero lo scrittore viene considerato di serie B, mentre in una pubblicazione gratuita tutti sono allo stesso livello.

si potrebbe obiettare che se una rivista non è gratis, deve per forza puntare sulla qualità per vendere e sopravvivere. tra i pregi e i difetti delle diffusioni gratuite e delle autoproduzioni, senza voler fare di tutta l'erba un fascio, c'è anche il dettaglio che pubblicare di tutto non costa niente.

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Ecco, però io confesso che se devo pubblicare gratis preferisco farlo su una rivista gratis. Se io non guadagno niente dai miei scritti vorrei che non lo facesse nessuno. Pensiero egoistico, forse, ma se gli autori non ricevono compensi non vedo perché dovrebbero riceverne gli altri che lavorano al progetto. Così davvero lo scrittore viene considerato di serie B, mentre in una pubblicazione gratuita tutti sono allo stesso livello.

si potrebbe obiettare che se una rivista non è gratis, deve per forza puntare sulla qualità per vendere e sopravvivere. tra i pregi e i difetti delle diffusioni gratuite e delle autoproduzioni, senza voler fare di tutta l'erba un fascio, c'è anche il dettaglio che pubblicare di tutto non costa niente.

D'accordo, ma essendo gratis uno può scaricarsi la rivista e valutarne la qualità prima di decidere se inviare qualcosa, quindi non vedo dove stia il problema.

Tra l'altro da quel poco che ho visto di rivistre free e a pagamento non ho visto poi tutta questa differenza qualitativa. Io personalmente non parto prevenuta, ogni cosa può essere valida o meno a prescindere dal prezzo.

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Ospite Linda Rando

Ecco, però io confesso che se devo pubblicare gratis preferisco farlo su una rivista gratis. Se io non guadagno niente dai miei scritti vorrei che non lo facesse nessuno. Pensiero egoistico, forse, ma se gli autori non ricevono compensi non vedo perché dovrebbero riceverne gli altri che lavorano al progetto. Così davvero lo scrittore viene considerato di serie B, mentre in una pubblicazione gratuita tutti sono allo stesso livello.

si potrebbe obiettare che se una rivista non è gratis, deve per forza puntare sulla qualità per vendere e sopravvivere. tra i pregi e i difetti delle diffusioni gratuite e delle autoproduzioni, senza voler fare di tutta l'erba un fascio, c'è anche il dettaglio che pubblicare di tutto non costa niente.

Si potrebbe obiettare che in commercio c'è tanta di quella porcheria, distribuita sia da dilettanti che da professionisti, che la gente è restia a sborsare anche un centesimo a scatola chiusa.

Parlando di autoproduzioni, difficile dubitare della qualità di una rivista che in pochi mesi ha superato due milioni di download e ospita artisti del calibro di Luis Royo e Victoria Francés.

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Ecco, però io confesso che se devo pubblicare gratis preferisco farlo su una rivista gratis. Se io non guadagno niente dai miei scritti vorrei che non lo facesse nessuno. Pensiero egoistico, forse, ma se gli autori non ricevono compensi non vedo perché dovrebbero riceverne gli altri che lavorano al progetto. Così davvero lo scrittore viene considerato di serie B, mentre in una pubblicazione gratuita tutti sono allo stesso livello.

si potrebbe obiettare che se una rivista non è gratis, deve per forza puntare sulla qualità per vendere e sopravvivere. tra i pregi e i difetti delle diffusioni gratuite e delle autoproduzioni, senza voler fare di tutta l'erba un fascio, c'è anche il dettaglio che pubblicare di tutto non costa niente.

Si potrebbe obiettare che in commercio c'è tanta di quella porcheria, distribuita sia da dilettanti che da professionisti, che la gente è restia a sborsare anche un centesimo a scatola chiusa.

Parlando di autoproduzioni, difficile dubitare della qualità di una rivista che in pochi mesi ha superato due milioni di download e ospita artisti del calibro di Luis Royo e Victoria Francés.

Su speechless non posso che darti ragione, infatti non mi riferivo a loro (anche se magari poteva sembrare, perché ho scritto il mio post subito dopo quello in cui li citavi). Impossibile pensare male di quella redazione, o per esempio di Knife o altri prodotti digitali del tutto free. La mia era una riflessione generale in merito alle tante, forse troppe cose gratis che ci sono in giro, che spesso aggregano emeriti sconosciuti, e in quel caso secondo me esiste il rischio obiettivo di autoreferenzialità, o di mano leggere nel selezionare i racconti. Se invece una rivista è a pagamento, e si presume necessiti di vendere per campare, si presume che la selezione sia più accurata, perché un lettore deluso non significa un download in meno la prossima volta, ma soldi perduti.

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Scusate ma devo intervenire sulla faccenda Inchiostro.

Ho letto interventi che, per quanto legittimi, ci mancherebbe, partono da una concezione "ideale" che cozza pesantemente con la realtà dei fatti.

Mi spiego.

Forse sarebbe bene conoscere certo mondo: il mondo delle riviste che trovi in libreria. Innanzitutto se ne vendono pochissime. Una grossa libreria di Roma (una delle poche che le teneva, e in una città come Roma), le ha da poco tolte perché non si vendono.

Inchiostro venderà se va bene 300 copie. Vogliamo fare 500? Sto esagerando, ma consideriamo 500. E' bimestrale, non ha pubblicità (nota bene), e costa 4 euro. Fanno 2000 euro (e sono di manica larga) ogni due mesi.

Apro un numero a caso: 22 racconti.Come fanno a retribuire? Oltre al direttore responsabile Giampiero Dalle Mole, ci sono un art director, una responsabile del sito, e tre persone che lavorano in redazione. Questi ovviamente sono pagati, ma questa gente tira a campare.

Sappiate che nel comitato di lettura, oltre al suddetto Dalle Mole, ci sono altre dodici persone. Che non prendono un centesimo!

Lo fanno per passione. E' gente che campa d'altro ma che si presta per mandare avanti una realtà in cui crede. Non è gente "sfruttata" perché nessuno gli ha mai puntato contro una pistola.

Così come nessuno la punta, la pistola, a chi i racconti li invia. E' una rivista conosciuta e apprezzata nel settore ed essere pubblicati sì, può fare curriculum.

Qualcuno gli invia i racconti per tale motivo, qualcuno unicamente per la soddisfazione di vedersi pubblicato.

Se, come ho letto, questa gente gente non esistesse, allora pagherebbero. No. Se questa gente non esistesse, realtà del genere come Inchiostro non esisterebbero.

Lo sfruttamento è quando qualcuno ti promette un compenso e poi ti sotto paga o non ti paga affatto. Che è cosa ben diversa dalla libera scelta di una persona di dare qualcosa sapendo già che non avrà un ritorno economico.

O queste persone sono tutte stupide?

Stiamo qui sempre a lamentarci di tutto e tutti, quando invece realtà del genere meritano solo applausi. Poi si è liberi di non parteciparvi, ma per favore non stiamo a dire che sono sfruttatori e "furbetti del quartiere".

Non si può certo dire per micro realtà genere.

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In base a quanto detto, ho provato a fare una verifica su Sppechless tramite alcuni servizi di valutazione dei siti. E, al di là di pubblicità autoproclamata (proprio come quella dei libri "venti milione in due mesi") hanno un valore di mercato di 0 euro e circa una ventina di visitatori unici al giorno.

Come vedete, non c'è trippa per gatti nemmeno quando sei gratis. Figurati una realtà come Inchiostro.

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Ospite Linda Rando

Ecco, vedi, segui il tuo stesso consiglio: prima di parlare conosci le cose di cui parli. I download di Speechless sono messi nero su bianco da Issuu, un sito specializzato per l'hosting e la condivisione di testi. E i numeri fatti hanno spinto varie testate nazionali a occuparsene.

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Allora, ho avuto contatti con Altrisogni che mi ha parlato di pagamento annuale con regolare contratto etcetc e qui abbiamo testimonianze di persone che ci sono passate e si sono trovate bene... il direttore di Inchiostro mi ha chiesto se conosco riviste che pagano di fargli in nomi (cosa che non ho fatto perchè se gli interessa si informa da solo non è il mio lavoro quello)... in sostanza mi ha dato della bugiarda dopo avermi detto che l'esordiente deve essere come Giotto che va a bottega da Cimabue gratuitamente (1200..diritti umani zero e stesso periodo della gente al rogo, non so se ci capiamo) e "ci mancherebbe altro" che ti paghiamo... permettete che possono avere tutte le più belle intenzioni del mondo ma da come si pone chi li rappresenta sono tutto tranne che professionali?

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