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bukowsky77

Riviste che pubblicano e retribuiscono racconti

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"Non contesto le scelte personali, siamo sempre in un paese libero, però mi piace ascoltare punti di vista differenti (l'ho chiesto espressamente) per capirne le ragioni, poi ognuno deve effettuare le scelte che preferisce. Detto questo, affermi che trovi gratificante lavorare gratis perchè è pur sempre uno sbocco editoriale, se è possibile andrebbe approfondito questo discorso:

1)I nomi che hai citato,Arona e company, lavorano anche loro gratis?

2)Non pensi che il tuo lavoro di poca fatica sia solo a loro vantaggio, magari facendoti promesse che non potranno mai mantenere?

3)Tu sei la persona importante, quello che permetta la pubblicazione della rivista con i tuoi racconti, non pensi che se loro guadagnano 100 almeno 20 sia per te, possono essere anche i soldi della benzina, la connessione internet, il tuo tempo, che dedichi a una cosa non tua?

4)Se tutte le agenzie lavorassero a gratis cosa succederebbe?"

per ora la scrittura non è una professione, mi entrano 500-1000 all'anno se va bene. reputo queste cose opportunità, non obiettivi.

riguardo le domande

1)il alcuni casi sì, credo che i nomi che hai citato le intro le abbiano scritte gratis

2)no, non hanno fatto nessuna promessa, solo chiesto racconto in cambio di una, dire, tre copie

3)posta così la domanda ha poco senso, o forse non la capisco io. se parli nello specifico di Inchiostro, la leggo volentieri ma non mi interessa mandare racconti. altre realtà mi hanno chiesto racconti e li ho dati gratis, per esempio Nerocafè, prima che antrassi a fare parte dell'associazione. perchè? per supportare la scena, perché la rivista mi piace, perché qualche mese prima mi hanno fatto un'intervista contattandomi dopo averl letto il mio libro che era piaciuto.

4)non lo vedo come lavorare gratis. valuto e pondero, il ritorno in promozione magari mi basta come compenso per un'ora di lavoro. il resto lo derubrico alla voce "hobby"

dove non transigo è alle presentazioni: le copie le ordina il libraio, e il locale (o la festa dell'unità, l'associazione, il centro sociale) mi deve offire la consumazione (in rari casi mi hanno pagato notte in albergo e rimborso spese per il viaggio). ho sentio di autori che affittano spazi, ecco, quello mi sembra pazzesco.

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Sì, d'accordo con il principio che non bisogna lavorare gratis. Ma non in senso assoluto. Anche quando fai beneficenza lavori gratis. Una volta si lavorava gratis anche quando si andava a imparare un mestiere. Mettersi a confronto con altri scrittori in un concorso di racconti può essere utile e ti aiuta a migliorare. Anche tu impari qualcosa, anche semplicemente a confrontarti con una casa editrice, o a capire quanto vali. Inoltre, se partecipi a concorsi di case editrici e magari li vinci loro imparano anche a conoscere il tuo nome.

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Ospite Jack Shark

Visio, rispetto il tuo punto di vista, ma per favore... non mi paragonare il pubblicare gratis per un editore/imprenditore (che ha il suo introito) con la beneficenza ;)

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Io per principio pago sempre gli amici che mi fanno un lavoro, fosse anche con un regalo a base di cioccolata (sempre molto gradito :asd: ) se loro proprio si rifiutano di accettare i soldi.

Scroccare è una cosa bruttissima.

Brava Lem. Ma sei un caso raro. A me non è mai, dico - mai -, capitato. Poi, per fortuna, ho smesso (almeno per quello che posso).

Perché se io vado dal mio amico idraulico, lo pago. Se i freni della mia macchina non funzionano io il meccanico lo pago. Figurarsi l'amico geometra, notaio o avvocato. Ma loro da me vogliono il lavoro gratis.

Si vede che è destino: scrittori e informatici, secondo gli altri, devono lavorare gratis. :sss:

Nel mio campo

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Io per principio pago sempre gli amici che mi fanno un lavoro, fosse anche con un regalo a base di cioccolata (sempre molto gradito :asd: ) se loro proprio si rifiutano di accettare i soldi.

Scroccare è una cosa bruttissima.

Brava Lem. Ma sei un caso raro. A me non è mai, dico - mai -, capitato. Poi, per fortuna, ho smesso (almeno per quello che posso).

Perché se io vado dal mio amico idraulico, lo pago. Se i freni della mia macchina non funzionano io il meccanico lo pago. Figurarsi l'amico geometra, notaio o avvocato. Ma loro da me vogliono il lavoro gratis.

Si vede che è destino: scrittori e informatici, secondo gli altri, devono lavorare gratis. :sss:

Nel mio campo Per scherzare si dive sempre che a parenti e amici i denti vanno tolti (e messe dentiere), ai pazienti i denti curato

(e messi impianti). I primi infatti non vogliono pagare XD

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Visio, rispetto il tuo punto di vista, ma per favore... non mi paragonare il pubblicare gratis per un editore/imprenditore (che ha il suo introito) con la beneficenza ;)

Sì Jack, paragone azzardato, mi scuso. Volevo soltanto lasciar intendere che non sempre gratis=sfruttamento, truffa-

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Ospite Jack Shark

Volevo soltanto lasciar intendere che non sempre gratis=sfruttamento, truffa-

Quello è ovvio, un tornaconto per l'autore c'è sempre, sia esso in termini di immagine, pubblicità o anche solo soddisfazione personale anziché meramente economica.

Però sai cosa?

Mi sembra come sul mondo del lavoro, una corsa al ribasso.

Fino a che ci saranno persone disposte a lavorare per un salario sempre più basso fregandosene dei più elementari sistemi di sicurezza, ci saranno morti bianche e imprenditori sfruttatori.

E così, fino a che ci saranno scrittori disposti a "regalare" la propria arte in cambio di pubblicità o gloria, ci saranno editori che non vorranno pagare gli scrittori. Tanto hanno chi fornisce materiale a costo zero...

Se TUTTI pretendessero un pagamento, anche simbolico, questo malcostume cesserebbe.

Invece mi sembra una guerra fra poveri.

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Ospite Luna

c'è anche il fattore crisi che di certo non aiuta tutte quelle piccole realtà editoriali che hanno bisogno di guadagnare qualcosa e che quindi non sempre possono permettersi di retribuire gli autori.

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mettila così: regali un racconto, e ottieni un'antologia che ne contiene dieci volte tanti.

Beh, ma questa infatti è una forma di pagamento.

La maggior parte dei concorsi letterari e riviste, però, non regalano affatto delle copie. Anzi, è già tanto che non obblighino gli autori ad acquistarne un tot o a pagare un'alta quota di partecipazione.

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Ospite Jack Shark

c'è anche il fattore crisi che di certo non aiuta tutte quelle piccole realtà editoriali che hanno bisogno di guadagnare qualcosa e che quindi non sempre possono permettersi di retribuire gli autori.

Basterebbe pagare in percentuale, in base alle vendite.

Zero vendite = zero guadagno per gli autori

Ma almeno ci sarebbe la volontà di retribuire, anche fossero pochi spiccioli.

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Ospite Luna

Hai ragione Jack, in effetti potrebbe essere una soluzione perfetta al problema. Però credo che molte CE indicano dei concorsi proprio per 'risollevarsi', per farsi un po' di pubblicità e garantirsi un tot di copie autori\parenti che verranno poi vendute dell'antologia. Come "tappa buchi".

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Jack, invece a me sembra che qui sia la solita questione se sia nato prima l'uovo o la gallina.

I lavoratori sono sfruttati perché ce ne sono altri disposti a lavorare per meno soldi. Oppure siccome c'è poco lavoro e le possibilità sono poche le persone si adattano a prendere meno soldi. D'altro canto io tu te la senti di fare la morale a uno che va a lavorare a nero perché la famiglia ne ha bisogno? Se avessi un mutuo da pagare, un figlio da vestire e nutrire e non avessi molte altre scelte, davvero ti metteresti a rivendicare i tuoi diritti?

Noi abbiamo un esempio pratico. Una volta al nord Italia certe cose come: straordinari non pagati, nero in busta, pressioni psicologiche, caporalato, erano fenomeni molto meno diffusi. Al sud era la normalità. La colpa, alcuni dicevano, era dei meridionali lassisti, vittimisti e pure un po' sfaticati. Ora che il lavoro comincia a essere carente pure al nord queste brutte cose avvengono anche nell(ex) ricco nord-est.

La questione editoriale è la stessa. Il problema sono gli scrittori che partecipano a concorsi in cui non vengono retribuiti, oppure il problema è che ci sono troppi scrittori e troppi pochi lettori? Insomma, il mercato editoriale è davvero asfittico perché esistono concorsi come la 365? Mah, permettimi di dubitarne.

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@ Luna: Beh, tutte le antologie che raccolgono decine e decine di autori in un unico libro nascono per quello, direi che ci sono pochi dubbi in proposito.

Modificato da Nick Quasi Senza Pietà

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Ospite Jack Shark

Il problema lavoro nasce dal fatto che esistono le leggi ma non vengono fatte rispettare. (ma forse siamo OT)

La questione editoriale è la stessa. Il problema sono gli scrittori che partecipano a concorsi in cui non vengono retribuiti, oppure il problema è che ci sono troppi scrittori e troppi pochi lettori? Insomma, il mercato editoriale è davvero asfittico perché esistono concorsi come la 365? Mah, permettimi di dubitarne.

La questione editoriale è diversa.

Perché chi partecipa ai concorsi è scrittore per hobby e non ci porta certo il pane a tavola. Nessuno lo obbliga a pubblicare, è tutta una questione di soddisfare il proprio ego.

Insomma, è come lavorare per il gusto di farlo senza averne la reale necessità.

E se c'è chi può scegliere, sceglierà sempre chi lo fa gratis a spese degli altri.

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se non mi regalassero l'antologia su cui sono presente non la comprerei, questo è poco ma sicuro.

inoltre si tratta (parlo di me) di antologie edite da piccoli editori, a volte con comparsate importanti, ma sempre piccoli editori. chiaro che nel momento in cui dovessi avere la fortuna di fare un passo avanti, allora no, non lavorerei gratis, in linea di massima.

i soldi che girano sono comunque quelli che sono. il giallo mondadori paga 150 euro a racconto, per esempio.

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Ospite Jack Shark

e come si fa per scrivere un racconto per il giallo mondadori?

Si partecipa al loro concorso.

Ne fanno anche uno per la collana Urania (fantascienza)

Tra l'altro anche un ex utente WD è stato pubblicato in un giallo Mondadori

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ci sono i concorsi (solo nel 2012 ce n'erano almeno 4 o 5 collegati alla collana) e c'è la selezione continua da parte della wd. per i romanzi, selezione annuale aperta a tutti (premio Tedeschi)

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La collana Urania in teoria accetta anche fantasy, ma nella pratica non so se ne scelgano mai (non sono molto informata, ammetto).

a volte pubblicano horror o fantasy o si-fi fuori collana, ma non credo anche esordienti, si tratta di casi particolari.

p.s. tornando al discorso di prima: ci sono antologie dove per partecipare chiedono anche tassa per iscrivere il racconto? pazzesco :wah:

.

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Una mia amica è stata selezionata in un concorso, ma per essere pubblicata in un'antologia ha dovuto pagare 30 euro per acquistare delle copie (mi pare 10). Ha accettato perché dice che comunque il prezzo delle copie è vantaggioso e che a quanto pare faranno delle recensioni ai racconti. Io non sono molto convinta, ma più che dirglielo a voce non è che abbia potuto fare molto.

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Ospite Luna

ci sono i concorsi (solo nel 2012 ce n'erano almeno 4 o 5 collegati alla collana) e c'è la selezione continua da parte della wd. per i romanzi, selezione annuale aperta a tutti (premio Tedeschi)

cioè come funziona? perdonatemi ma mi piacerebbe capire come fare. La cosa mi interessa...

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dai un occhio al sito della writers magazine, o per i concorsi ai principali blog dedicati alla narrativa di genere (es. thrillercafè eccetera). oppure sui libri stessi.

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Ospite

Visio, rispetto il tuo punto di vista, ma per favore... non mi paragonare il pubblicare gratis per un editore/imprenditore (che ha il suo introito) con la beneficenza ;)

Sì Jack, paragone azzardato, mi scuso. Volevo soltanto lasciar intendere che non sempre gratis=sfruttamento, truffa-

Mi fa molto piacere questo ravvedimento, magari alcune agenzie fossero no profit, in questo caso sarebbe giusto non ricevere compenso, sopratutto se si può donarlo per una giusta causa, ma qui parliamo di persone che guadagnano sul tuo lavoro e non ti riconoscono nulla.

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Sto avendo uno scambio di idee che mi piace molto con il direttore di Inchiostro (dopo il mio piccolo sfogo sembrava più incuriosito dalla mia reazione che da altro e mi ha ricontatta per chiarire i punti di vista, una persona interessante devo ammetterlo, e non me lo aspettavo :asd: ).

Diciamo che dal punto di vista di queste riviste l'emergente che pubblica gratuitamente è come lo stagista che deve imparare il mestiere e va in azienda a fare uno stage di sei mesi gratuito... personalmente la trovo una stupidaggine a prescindere però almeno è una spiegazione. Mi è stato citato "Giotto che andava a bottega da Cimabue gratuitamente" e anche qui mi permetto di non essere d'accordo non solo perchè Cimabue faceva da maestro e queste riviste fanno altro ma anche perchè mi rifiuto di paragonare il 2012 con il 1200.

Se mi risponderà di nuovo vi aggiornerò, ha guadagnato tutto il mio rispetto solo per lo scambio di idee che è sempre a prescindere qualcosa di costruttivo (ma tanto io aggrattise non gli mando niente :D)

:la:

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