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bukowsky77

Riviste che pubblicano e retribuiscono racconti

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Ospite Jack Shark

Chiaramente il mio era un'esempio scherzoso, ma non per questo direi che siamo all'opposto.

Il fatto dei diritti è secondario dal mio punto di vista,

No, ti sbagli. Il fatto dei diritti è primario, perché in questo caso il racconto rimane TUO, di tua proprietà, puoi farne ciò che vuoi.

Se lo cedi a una rivista, non è più tuo, diventa a tutti gli effetti di proprietà dell'editore, e lui può farne ciò che vuole senza che tu possa metterci becco.

Spero tu abbia compreso la grande differenza.

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Se una big ti pubblicasse gratis insieme ad altri 9 big che paga, un pensierino non ce lo faresti? Certo, non è scontato che il racconto possa essere comprato dal cinema, ma è una possibilità. il nome gira, e chi è interessato ti legge.

Ovvio, la soluzione migliore è "racconto pagato". ma se il curatore chiama te esordiente chiedendo il racconto gratis, e tu dici no, ce ne sono mille altri dopo di te. o alla peggio il libro esce lo stesso ma senza di te.

È ovvio che ci penserei, ma sul fatto di accettare o meno dipenderebbe molto dal contratto e dalle varie clausole. Prima di tutto vorrei capire come mai gli altri 9 vengono pagati e io no.

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@ Jack

La differenza è ovvia, ma la questione non è poi di grande importanza quando si parla di web.

Se l'avessi creduto materiale capace di generare valore economico l'avrei usato diversamente, come si deduce dal resto della frase che mi hai troncato nel quote. :asd:

Diritti o no, non mi fiderei a metterla in rete dove può essere copiata dal primo che passa. E se d'altra parte considero il racconto talmente scarso da non generare la benché minima eventualità di plagio... chiaro che per me non vale nulla, proprio quanto quanto i suoi diritti.

I diritti li cedo volentieri anche gratis, nel caso dell'antologia, o qualsivoglia pubblicazione cartacea, se ritengo che il tornaconto "d'altro genere"(bisognerà trovargli un nome, fra poco) sia valido.

Sennò mi tengo il racconto.

Ma anche no, lo do via lo stesso. Dipende, ma che ne so.

Nessuno me l'ha mai chiesto, in fondo.

L'unica cosa di cui sono certo è valuterei bene, senza dire per partito preso "non vedo soldi quindi no".

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Ospite Luna

@ Jack

La differenza è ovvia, ma la questione non è poi di grande importanza quando si parla di web.

Se l'avessi creduto materiale capace di generare valore economico l'avrei usato diversamente, come si deduce dal resto della frase che mi hai troncato nel quote. :asd:

Diritti o no, non mi fiderei a metterla in rete dove può essere copiata dal primo che passa. E se d'altra parte considero il racconto talmente scarso da non generare la benché minima eventualità di plagio... chiaro che per me non vale nulla, proprio quanto quanto i suoi diritti.

In realtà pubblicando qui, i racconti sono tutelati. Nessuno può copiarli senza pagarne le conseguenze. Se poi non ti fidi, puoi sempre prima registrarli su MyFreeCopyright o con il CreativeCommons.

Altra cosa: puoi chiedere allo staff di cancellarli in qualsiasi momento.

io l'ho fatto per alcuni testi che poi ho pubblicato in una raccolta con una CE :)

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Ospite Jack Shark

@ Jack

La differenza è ovvia, ma la questione non è poi di grande importanza quando si parla di web.

Se l'avessi creduto materiale capace di generare valore economico l'avrei usato diversamente, come si deduce dal resto della frase che mi hai troncato nel quote. :asd:

Diritti o no, non mi fiderei a metterla in rete dove può essere copiata dal primo che passa.

La differenza entra in gioco nel momento in cui tu con quel racconto decidi di farci qualcosa di più che lasciarlo "abbandonato" sul web.

Regalarlo a una rivista per es. secondo il modo di vedere di Buk, non genera valore economico immediato ma genera i presupposti per un possibile valore economico futuro di altri racconti.

In ogni caso, prima di mettere qualsiasi racconto sul web, io nel dubbio lo registro con Myfreecopyright ;)

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@ Jack

La differenza è ovvia, ma la questione non è poi di grande importanza quando si parla di web.

Cioè, non è importante per te se una persona lucra sui tuoi scritti o no?

Per me è fondamentale.

Tanto per dire, un mio racconto uscirà presto in un'antologia di beneficenza, e lì io sono la prima a non voler essere pagata, non avrebbe senso dato che sia gli organizzatori del concorso che mi ha selezionata sia l'editore non guadagneranno nulla. Però ecco, la beneficenza secondo me o la fanno tutti o non la fa nessuno. Non capisco perché alcune realtà pretendano che la faccia solo l'autore.

P.S. Tra l'altro io in realtà una forma di pagamento l'ho pure avuta, perché essendo arrivata terza ho vinto 4 libri (e anche quelli erano stati ceduti gratis dalle CE agli organizzatori del concorso). Ma anche se non avessi ricevuto nulla, in quel caso preciso avrei saputo che ne valeva la pena, perché tutti al di là della beneficenza otteniamo la stessa cosa (visibilità, pubblicità e quant'altro).

Modificato da Nick Quasi Senza Pietà

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Non si può paragonare il giornalista allo scrittore, anche perché per fare il giornalista di professione devi essere iscritto all'albo e per poter fare l'esame devi avere un certo numero di articoli pubblicati. Per fortuna non esiste l'albo degli scrittori.

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Cioè, non è importante per te se una persona lucra sui tuoi scritti o no?

Per me è fondamentale.

a me non me ne frega molto, se ciò che volevo io l'ho ottenuto. Magari posso concedere non per soldi un racconto, ma non per nulla.

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Sarò pessimista, ma per me una volta che hai caricato il racconto nel modem e l'hai sparato nell'etere il suo destino è perlomeno incerto.

Se ti accorgi(ed è già un se pesante) che tre anni fa Pierino Carolino alla rassegna annuale "giovani penne di Castelcucco di Sovramonte", si è portato a casa il terzo premio, 300 eu e una cassa di prosecco, copiando per filo e per segno una tua storia presa da un forum, che fai?

Prendi l'auto e ti fai 500 km? con la super a 2eu al litro?

Denuncia ai carabinieri? ne vale la pena? quanto tempo ci vuole? tempo e soldi?

Più probabile che lasci stare, quei 300 eu non li vedrai mai, e il vino se l'è già scolato alla tua salute. Certo, in un mondo perfetto sarebbe diverso, fai denuncia e in ben che non si dica ti restituiscono il malloppo, in posta prioritaria davanti al portone di casa; ma non è in quel tipo di mondo che viviamo, temo.

Ora, non era mia intenzione disincentivare/criticare chi posta racconti in giro per il web(difatti lo faccio anche io), anzi ero partito sostenendo il contrario per chi se lo ricorda :bestem:

ma anzi, dare uno spunto di distensione, paranoie su cavilli legali e compensi che "sarebbero" dovuti non appartengono al mio modo di pensare più dilettantesco e se mi capita l'occasione di andare su carta stampata, o comunque di farmi leggere da molte persone probabilmente la colgo perché sarebbe già un passo avanti.

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Sarò pessimista, ma per me una volta che hai caricato il racconto nel modem e l'hai sparato nell'etere il suo destino è perlomeno incerto.

Se ti accorgi(ed è già un se pesante) che tre anni fa Pierino Carolino alla rassegna annuale "giovani penne di Castelcucco di Sovramonte", si è portato a casa il terzo premio, 300 eu e una cassa di prosecco, copiando per filo e per segno una tua storia presa da un forum, che fai?

Ma è successo davvero?

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Scenari plausibili in mondi possibili.

Sarà successo di certo, e sopratutto succede indipendentemente dal fatto che chi di dovere se ne accorga o meno.

Con tutte le possibili variazioni sul tema, dal plagio palese a quello più vago, parziale, al semplice furtarello della battuta o di un finale particolarmente brillante.

Quindi la risposta è: sì, ovvio, ma nella fattispecie nomi e personaggi e marche di vini sono frutto di finzione. :)

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Mah, io tutte queste persone pronte a plagiare il primo sconosciuto che trovano sul web non le conosco, anche perché di gente che legge i racconti su internet ce n'è davvero poca (lo dico per esperienza diretta, il mio vecchio blog era molto più seguito quando facevo polemica che quando ci postavo degli scritti).

Gli unici plagi che ho visto fare sono stati su fan fiction, e in questo caso si trattava di ragazzini che volevano il loro momento di gloria su internet.

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È ovvio che ci penserei, ma sul fatto di accettare o meno dipenderebbe molto dal contratto e dalle varie clausole. Prima di tutto vorrei capire come mai gli altri 9 vengono pagati e io no.

semplice: perché sono autori noti e tu (io) no. fai una prova, prendi dalla tua libreria tre o quattro antologie di racconti di autori italiani pubblicate da editori italiani ben distribuiti, e vedrai che la composizione dei nomi, generalmente è eterogenea: uno o due big, un tot di buoni nomi, e uno o due esordienti o quasi.

quanto al pubblicare (oggi) un racconto inedito cui tengo e che reputo valido su un forum, non mi passerebbe nemmeno per la testa; non certo per svalutare chi lo fa, ma perché se lo reputo valido cercherei altri sbocchi. mi è capitato invece di farlo con racconti già editi ma di cui detengo i diritti.

Modificato da bukowsky77

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Ospite

Ricordo che i libri di Moccia erano stati fotocopiati, ma questo non ha inciso sul successo del libro, fortunatamente perchè l'autore, "autoproducendosi", aveva i diritti della sua opera. Pensateci prima di regalare o inviare un racconto, se non lo vogliono poco importa queste sono le nostre condizioni e quelle che tutti gli autori dovrebbero adottare come prassi consolidata.Occorrerebbe maggiore tutela, forse meglio i giornalisti che possono iscriversi a un albo con tutti i pro e i contro. Bisogna trovare una soluzione anche per gli scrittori.

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È ovvio che ci penserei, ma sul fatto di accettare o meno dipenderebbe molto dal contratto e dalle varie clausole. Prima di tutto vorrei capire come mai gli altri 9 vengono pagati e io no.

semplice: perché sono autori noti e tu (io) no. fai una prova, prendi dalla tua libreria tre o quattro antologie di racconti di autori italiani pubblicate da editori italiani ben distribuiti, e vedrai che la composizione dei nomi, generalmente è eterogenea: uno o due big, un tot di buoni nomi, e uno o due esordienti o quasi.

Sì, lo so che le cose stanno così, però a me non piace. Se una persona merita di stare in un'antologia va pagata, altrimenti viene da pensare che forse non lo meriti poi così tanto.

Poi che gli autori "big" vengano pagati di più è quasi ovvio, si può discutere anche se sia giusto questo, ma è una cosa che avviene in ogni campo, a prescindere dall'editoria.

Per quanto riguarda il pubblicare cose sul web, io di solito lo faccio solo con le cose che non ho intenzione di spedire in giro, perlopiù esperimenti di vario tipo. Non credo che se uno mi plagiasse usando gli scritti che ho sul WD diventerebbe ricco, già se li rileggessi ora immagino che mi farebbero pena. XD

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Ricordo che i libri di Moccia erano stati fotocopiati, ma questo non ha inciso sul successo del libro, fortunatamente perchè l'autore, "autoproducendosi", aveva i diritti della sua opera. Pensateci prima di regalare o inviare un racconto, se non lo vogliono poco importa queste sono le nostre condizioni e quelle che tutti gli autori dovrebbero adottare come prassi consolidata.Occorrerebbe maggiore tutela, forse meglio i giornalisti che possono iscriversi a un albo con tutti i pro e i contro. Bisogna trovare una soluzione anche per gli scrittori.

Moccia è figlio di Pipolo, lo sceneggiatore che lavora in coppia con Castellano, e questo secondo me ha anche aiutato non poco. E in ogni caso non si è fotocopiato, ma ha pubblicato con un eap. A parte questo, fotocopie o altra edizione, secondo me c'entra relativamente. Anche Ammaniti esordì con Branchie con un piccolo editore sconosciuto (forse gratis, se non con contributo), poi è uscito il racconto su Gioventù Cannibale (forse gratis), infine Einaudi ha ristampato Branchie (certamente non più gratis, per non parlare di quando ci hanno fatto il film con Grignani).

Modificato da bukowsky77

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Ospite

Questo è indubbiamente un punto che lascia un dispiacere, nonostante la famiglia e le amicizie menzionate, l'esempio riportato era solo per far capire quanto possa essere importante detenere i diritti dell'opera.

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l'esempio riportato era solo per far capire quanto possa essere importante detenere i diritti dell'opera.

okay, ma a questo punto si comincia a diventare paranoici. Finisce che uno non invia manco più un racconto scritto in poche ore a un concorso senza guadagno a cui parteciperebbe solo per il gusto della sfida (a me è capitato di "regalare" racconti solo per mettermi alla prova).

Se sono i plagi che temete, film strafamosi hanno pescato a piene mani da libri e fumetti, quindi che ne abbiate i diritti o no se uno vuole rubarvi senza darvi un centesimo un'idea, un capitolo, un personaggio, lo può fare tranquillamente. Cambi i nomi, aggiungi qualche scena, insomma modifichi un po' la confezione e nessuno potrà farci nulla.

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Questo è indubbiamente un punto che lascia un dispiacere, nonostante la famiglia e le amicizie menzionate, l'esempio riportato era solo per far capire quanto possa essere importante detenere i diritti dell'opera.

non li ha tenuti, se ha pubblicato con eap li ha comunque ceduti allo psedoreditore/tipografo. e in ogni caso con un contratto standard li cedi per 3 o 5 anni, poi tornano tuoi. per i racconti, solitamente, cedi invece i diritti di prima edizione, senza vincoli temporali.

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Ricordo che i libri di Moccia erano stati fotocopiati, ma questo non ha inciso sul successo del libro, fortunatamente perchè l'autore, "autoproducendosi", aveva i diritti della sua opera. Pensateci prima di regalare o inviare un racconto, se non lo vogliono poco importa queste sono le nostre condizioni e quelle che tutti gli autori dovrebbero adottare come prassi consolidata.Occorrerebbe maggiore tutela, forse meglio i giornalisti che possono iscriversi a un albo con tutti i pro e i contro. Bisogna trovare una soluzione anche per gli scrittori.

Moccia è figlio di Pipolo, lo sceneggiatore che lavora in coppia con Castellano, e questo secondo me ha anche aiutato non poco. E in ogni caso non si è fotocopiato, ma ha pubblicato con un eap. A parte questo, fotocopie o altra edizione, secondo me c'entra relativamente. Anche Ammaniti esordì con Branchie con un piccolo editore sconosciuto (forse gratis, se non con contributo), poi è uscito il racconto su Gioventù Cannibale (forse gratis), infine Einaudi ha ristampato Branchie (certamente non più gratis, per non parlare di quando ci hanno fatto il film con Grignani).

Il primo editore con cui Ammaniti pubblicò Branchie è la EDS, casa editrice sindacale specializzata in diritto del lavoro e in questioni di politica aziendale/sindacale (CGIL), non si pubblica un romanzo con loro per motivi prettamente casuali; non sottovaluterei poi il fatto che la prima, fondamentale parte della sua carriera di autore (ciò che in termini economici suole definirsi "avviamento") fa leva sulla pubblicazione per Mondadori del saggio sull'adolescenza scritto in combinato col padre, che come noto è uno dei più importanti neuropsichiatri italiani (e docente universitario).

Ammaniti pubblica subito dopo per Mondadori la raccolta Fango, utilizzando al meglio il piedino messo dentro la Mondadori in precedenza...

Non casualmente dai tempi di Gioventù Cannibale in poi (era usanza molto in voga anche presso la prima incarnazione della Castelvecchi) si fa strada la moda dei copiosi ringraziamenti, elemento che indica la linea rossa di contatti e PR che porta alla pubblicazione un dato libro.

Stando al punto che dibattevate, direi che misurando sul metaforico bilancino i pro ed i contro della pubblicazione online il rischio di plagio è prossimo allo zero; certo, molti editori non vogliono materiali che abbiano già visto luce, anche luce digitale, ma spesso la viralità del web è un buon modo per veicolare e ricevere attenzione.

Tralasciando la pessima blogghizzazione del linguaggio e i libri che nascono da blog o da esperienze digitali spesso discutibili, per esperienza personale non posso che parlare bene del mostrarsi nel mare magnum del web - non sono pochi gli editori che in vario modo fanno scouting guardandosi in giro su internet

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Ospite Gigio_02

Com'è la situazione oggi? Esistono ancora riviste che pubblicano e retribuiscono racconti?

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prima di tutto comprate la rivista e cercate di capire che cosa vogliono. C'è sempre da qualche parte un indirizzo mail a cui spedire i racconti. Poi scrivete una bella mail con tanti complimenti e una breve sinossi del racconto. Non chiedete nulla riguardo al compenso, è poco carino.

Infine armatevi di pazienza e umiltà. Qualche anno fa ho visto un mio racconto pubblicato nel giro di un mese, ma poi mi hanno letteralmente estorto i diritti d'autore senza darmi un soldo.

Di recente (a ottobre 2013) ho cominciato a inviare racconti a un'altra rivista e a gennaio ne hanno pubblicato solo uno, ma retribuito. Gli altri non so che fine abbiano fatto, e credo che gli scriverò ancora una mail per saperne qualcosa. Sappiate che hanno centinaia di racconti, sono sommersi da mail e la selezione è durissima.

Infine a novembre 2013 ne ho spedito un altro a un'altra rivista, e mi hanno risposto la settimana scorsa dicendomi che non lo pubblicheranno.

Questo in sintesi è il mio calvario. Tempi lunghi, pochi soldi, e tante incertezze. (Scusate, ma non sono depressa: è la verità!)

Comunque se siete interessati provateci, anche solo per vedere il proprio nome stampato su una rivista nazionale... è inebriante!

in bocca al lupo!!!

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Io ho mandato l'anno scorso un giro di mail e da qualche parte (forse proprio qui) dovrei aver pubblicato la corrispondenza poco carina con una rivista che mi ha risposto "no, non retribuiamo e mi permetta di aggiungere anche un *e ci mancherebbe altro*"...

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vi segnalo questa rivista con cui mi sono trovato a collaborare: il Lettore di Fantasia (www.illettoredifantasia.it https://www.facebook.com/illettoredifantasia)

è gratuita e retribuisce gli autori grazie alla vendita di spazi pubblicitari

 

spero che sia utile a qualcuno! ciao a tutti!

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@sean: hai incluso una parentesi di troppo nell'hyperlink e FB da pagina non trovata, prova a contattare un admin per farti sistemare i link :)

che comunque dovrebbero essere:

www.illettoredifantasia.it

https://www.facebook...toredifantasia

Modificato da Yattaman

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