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mina99

[MI129] Giochiamo: tu fai la vittima

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commento

Traccia di mezzogiorno

 

Senti la sveglia suonare e con un gesto della mano la fai smettere, poi sbuffi e ti alzi a sedere. Ordini alle luci di accendersi. Esci dalla camera e vai in cucina. Prendi una tazza, la riempi d’acqua al rubinetto e la metti nel forno microonde. Intanto afferri una scatola di biscotti, la apri e la posi sul tavolo. Quando il microonde suona, recuperi la tazza e ci butti dentro una zolletta di zucchero e una busta di tè da discount. Ti siedi e mangi in silenzio, fissando il vuoto. Vai in bagno, dove ti lavi denti e viso. Ti guardi allo specchio, il viso gocciolante, gli occhi vitrei. Torni in camera e ti vesti. Spente le luci, passi in salotto dove recuperi la valigetta e il cappotto, poi esci di casa.

Chiusa la porta alle spalle, prosegui a testa bassa verso la stazione. Attorno a te si stagliano palazzi ricoperti di insegne al neon. Fumo nero sale da alcune torri, offuscando il sole. Le auto sfrecciano rapidamente in cielo su strade invisibili. Ti stringi nella giacca e tiri dritto. Arrivi cinque minuti in anticipo, e il treno fa dieci minuti di ritardo. Una volta su ti siedi in un angolino tranquillo, la valigetta in grembo, e sospiri. Prendi il cellulare olografico e lo accendi.

Non è connesso alla rete. Forse hai dimenticato di pagare l’abbonamento nella convinzione di averlo già fatto, ti dici. Strano. Niente musica, niente social, niente giornale, niente libri. Si prospetta un viaggio noioso. Sospiri e vaghi con lo sguardo nella cabina. È colma di gente, impegnata coi loro telefoni. I soliti viaggiatori che si trovano la mattina presto: lavoratori, studenti e qualche anziano. Di fronte a te una coppia di vecchietti sta guardando qualcosa sullo stesso schermo, sorridendo. Per un istante l’anziano alza lo sguardo su di te. Ti senti a disagio. Che sguardo strano, quasi accusatorio. Cerchi di scacciare il pensiero.

Per un po’ rivolgi l’attenzione all’esterno, oltre i vetri sporchi. Vedi scorrere palazzi grigi, cartelloni pubblicitari, robot spazzini e auto di lusso lassù in alto, irraggiungibili. Cerchi di perderti nei tuoi pensieri, ma hai una sensazione fastidiosa. Ti volti all’interno della cabina e scorgi molte persone abbassare lo sguardo ai propri cellulari. Il tuo cuore manca un battito. Che significa? Apri la bocca come a voler dire qualcosa. Te lo sei immaginato? Sembrano tutti presi dai propri affari. Magari hai qualcosa fuori posto. Ti studi il giubbotto, la valigetta, i pantaloni, le scarpe. Tutto nella norma. Ti convinci che nessuno ti stava fissando. Perché dovrebbero? Sei una persona qualunque, mica il protagonista di un racconto o cos’altro.

In fondo alla carrozza una ragazzina ti sta guardando negli occhi. È seduta con la cartella ai piedi, il telefono mollemente in mano, mentre un ragazzo accanto le sonnecchia su una spalla. Lo sguardo è rivolto direttamente a te. Con sorpresa ti guardi attorno, chiedendoti cosa abbia attirato la sua attenzione. Non c’è niente di interessante. La sbirci: ti sta ancora fissando intensamente, un’espressione truce. Non reggi lo sguardo e lo abbassi. Cosa c’è di interessante in te? Cerchi di rilassarti con respiri profondi. Niente. Probabilmente è solo imbambolata su un punto a caso. Capita anche a te, quando fai le ore piccole. Non sta guardando te, no, no di certo.

Però ti rendi conta che ora anche un anziano, una donna elegante e un omone, sparsi per la carrozza, ti stanno fissando. Che sta succedendo? Senti l’angoscia bloccarti sul sedile e inizi a sudare freddo. La tua immaginazione vaga: forse hai fatto qualcosa che non avresti dovuto? No, sei innocente. Una fantasia alla Dr Jekyll e Mr Hyde ti attraversa la mente: forse di notte compi crimini atroci di cui la mattina non hai memoria, e ora l’hanno scoperto.

Che sciocchezze. Ti perdi spesso in film mentali, la tua vita non è molto avventurosa. Se solo avessi accesso alla rete! Ci metteresti un secondo a controllare i giornali. O meglio, pensi, ci metteresti un secondo a spegnere ogni dubbio su questa stupidaggine, verificando che nessuno sa di te. Sapere cosa, poi? Non hai fatto niente. Non hai nessuna assurda confessione da fare. Però essere tagliati fuori dalla rete è una sensazione orribile, ti fa sentire un’illusione.

Hai la tentazione di chiedere ai signori di fronte il telefono in prestito, ma ti trattieni per non fare una strana impressione. E poi ti stanno fissando. Devi resistere solo fino alla tua meta, lì ogni dubbio sarà fugato. Di una cosa hai la certezza: sei innocente. Dev’essere solo la suggestione che collega nella tua testa elementi casuali, nessuno ti sta guardando, sono allucinazioni dettate dal tuo disperato bisogno di attenzioni. Altra gente però ti fissa ora. Stai forse sognando? Sì, dev’essere un incubo, ora ti sveglierai e…

Il treno si arresta e le porte si aprono. Scatti in piedi in modo automatico. Gli altri passeggeri restarono seduti, la schiena dritta e gli occhi puntati su di te, in un silenzio tombale. Ti senti le gambe molli. Come negli incubi, il primo passo è quello più difficile. Ci metti un’eternità, ma infine metti un piede dopo l’altro e corri fuori. Rabbrividendo al vento gelido della città, senti ancora quegli sguardi alla schiena. Ti confondi tra la ressa di viandanti e ti dirigi verso la metropolitana.

Cos’è appena successo? Ti senti preda di un terrore irrazionale e non riesci a realizzare che tutto questo sta accadendo proprio a te. Ti sembra di starti guardando dall’esterno, dall’alto. Sai però che quella figura spaventata sei tu, e ti senti terribilmente in pericolo. Qualcuno dei passanti ti lancia rapide occhiate, per poi andarsene. Arrivato il treno metropolitano, ti butti nella calca per entrare. Ancora poco per scoprire la verità, pensi tremando.

Cosa vogliono da te? Sei innocente, ti ripeti, sei innocente, e se necessario lo proverai… La tua esistenza ne è una prova. Sei una persona qualunque, insignificante, come altri miliardi al mondo. Ma qualcosa è successo. Forse, forse, forse non sei innocente come credi. Forse sei colpevole. Criminale. No! Ti conosci, hai vissuto al tuo fianco sin dalla tua nascita, sei innocente, eppure…

D’un tratto ti sorge la domanda più ardita di tutte: perché ci sono delle scritte che descrivono tutto quello che fai e pensi? Ora le scritte stanno descrivendo come pensi a come stanno descrivendo i tuoi pensieri, pensi. E mentre pensi ti sembra quasi di trovarti dove ti trovi, a leggere una semplice storia, ma è una sensazione che dura un attimo, perché poi sei di nuovo in metropolitana, tra decine di altre valigette, cappotti, braccia allungate a reggersi, con un odore stagnante di persone. Stai impazzendo. Il treno fila via rapido.

Calmi il respiro, controlli il cellulare – ancora sconnesso – e infine alzi lo sguardo. Tutti gli occhi sono puntati su di te. Ti lasci sfuggire un mugolio dalle labbra. Borbotti un paio di saluti a chi ti guarda, sperando di spingerli a risponderti o almeno distogliere lo sguardo. Al contrario, iniziano a bisbigliare tra loro. Sei un fantasma forse?

Accogli la fermata successiva come una benedizione: ti fai strada a gomitate tra la gente immobile e corri fuori, su per le scale, verso l’aria aperta e la libertà. Fossi anche colpevole – ma no, sei innocente! – hai bisogno di capire cosa sta succedendo. Esci in strada e tutti si voltano di scatto a guardarti, un’espressione indecifrabile in volto. Ansimante, corri verso la piazza. Un anziano ti passa accanto, guardandoti triste, e se ne va sospirando e scuotendo la testa. Provi a chiamarlo, ma è inutile. Ti trascini fino alla piazza, e lo vedi. Su un cartellone elettrico di un grattacielo c’è il tuo volto. Cadi in ginocchio, piangendo senza ritegno. Le persone si chiudono a cerchio attorno a te, impassibili, e tu finalmente capisci. Tiri su col naso e alzi lo sguardo. La gente avanza.

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24 minuti fa, mina99 ha scritto:

Prendi il cellulare olografico e lo accendi.

Non è connesso alla rete. Forse hai dimenticato di pagare l’abbonamento nella convinzione di averlo già fatto, ti dici.

Un cellulare olografico e un abbonamento che si paga manualmente? Mi puzza.

 

27 minuti fa, mina99 ha scritto:

Una fantasia alla Dr Jekyll e Mr Hyde ti attraversa la mente: forse di notte compi crimini atroci di cui la mattina non hai memoria, e ora l’hanno scoperto.

Fantastica questa frase :D

 

Mi è piaciuto molto il tuo racconto, che a mio parere potrebbe facilmente essere una puntata di Black Mirror. 

L'uso della seconda persona mi è sembrato del tutto adatto al tipo di racconto e al tema. 

Non sono riuscita a trovare cose da segnalare relativamente alla scrittura, che, in questo flusso di coscienza, mi è sembrata scorrevolissima. Forse avrei omesso i punti di sospensione qui:

33 minuti fa, mina99 ha scritto:

e se necessario lo proverai…

 

 

35 minuti fa, mina99 ha scritto:

D’un tratto ti sorge la domanda più ardita di tutte: perché ci sono delle scritte che descrivono tutto quello che fai e pensi? Ora le scritte stanno descrivendo come pensi a come stanno descrivendo i tuoi pensieri, pensi

Dove vede le scritte? Le sente lette nella propria testa (stile Peter Griffin quando racconta la propria vita in diretta)? 

Questo passaggio mi è piaciuto, perché mi piace l'idea che lui in qualche modo senta di essere raccontato ma il fatto che non si capisce dove vede le scritte secondo me stona. Perché non dire che le sente nella testa? O che qualcuno le legge? O che le legge in dei cartelloni? O le sussurrano i passanti? Quest'ultima in particolare la troverei parecchio inquietante e azzeccata. 

40 minuti fa, mina99 ha scritto:

Un anziano ti passa accanto, guardandoti triste, e se ne va sospirando e scuotendo la testa.

Ecco questo è interessante, così come sono interessanti i due anziani all'inizio del racconto. 

Come se gli anziani sapessero qualcosa e non fossero del tutto vittime del meccanismo che sta invece facendo impazzire tutti gli altri. Io ho pensato che facendo parte di un'altra generazione fossero come non contaminati da quello che sta succedendo, che è l'ultima novità virale in stile reality (vedi the truman show). 

 

42 minuti fa, mina99 ha scritto:

Su un cartellone elettrico di un grattacielo c’è il tuo volto.

Sicuramente è una questione di scelta ma mi sarebbe piaciuto che comparisse qualcosa di più, tipo uno slogan, oppure i pensieri stessi del protagonista che scorrono in sovrimpressione. 

 

43 minuti fa, mina99 ha scritto:

e tu finalmente capisci.

Mi piace il fatto che lui capisca ma noi lettori no. Il protagonista è comunque, che lo voglia o no, immerso in questo mondo quindi di fronte all'evidenza riesce a capire cosa sta succedendo. Noi da esterni invece non possiamo comprendere, anzi, non ci è dato comprendere. Ed è giusto così, forse meglio così per noi. Così questa non spiegazione non viene affatto vissuta come una mancanza (almeno io la vedo così).

 

Grande Minuccio, per me un ottimo racconto.

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3 ore fa, mina99 ha scritto:

Niente musica, niente social, niente giornale, niente libri. Si prospetta un viaggio noioso

 

Quanta verità :D

 

E io che pensavo che tutti lo guardassero perché non guardava il cellulare (unico in tutta la città). IL racconto mi è piaciuto, ti dà un senso di inquietudine per tutta la durata, addirittura il sogno nel racconto. Però alla fine tutto mi si affloscia perché non ci fai capire, almeno un piccolo indizio. Così io lettore resto nel buio e insoddisfatto. Non ti dico che tutto va spiegato, però almeno di dare un indizio per capire. Racconto bellissimo ma con un finale che mi ha lasciato più dubbi che altro. Posso fare illazioni, ma non ho elementi per elaborarle.

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Che inquietante @mina99 l'ho letto viaggiando in treno. Forse guardano anche me? 

Il finale mi piace, ma mi frustra, vorrei saperlo anche io cosa capisce.

Bel racconto ansiogenoO_O

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Alla fine si resta un po' a bocca asciutta... o forse no, ciascuno vi può costruire attorno i più disparati sviluppi. Io ne ho due: nella realtà si è svegliato il giorno dopo aver fatto una strage, mentre in una versione onirica (che tendo a preferire) si è "svegliato" dopo essere morto. Comunque sia, trovo che il racconto giochi prevalentemente sul senso di claustrofobia, che arriva tutta.

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Ciao @mina99, che ansia! 😁

Mi è piaciuto molto questo racconto, anche se il metaletterario è sempre un po’ problematico. Da quello che ho capito dal titolo il gioco è tra l’autore e la vittima, il suo personaggio: complesso, forse un po’ troppo (tanto che non credo di averla imbroccata 😂). 
Il finale mi ha ricordato molto La Lotteria di Shirley Jackson, mi ha lasciata con la stessa sospensione -devo ancora capire se mi sia piaciuta oppure no. 
 

14 ore fa, mina99 ha scritto:

D’un tratto ti sorge la domanda più ardita di tutte: perché ci sono delle scritte che descrivono tutto quello che fai e pensi? Ora le scritte stanno descrivendo come pensi a come stanno descrivendo i tuoi pensieri, pensi. 

Ho interpretato questo insieme di frasi come la chiave di lettura del testo, ma non mi convince l’incastro delle ripetizioni, ho dovuto rileggerlo più volte per poi arrendermi all’interpretazione istintiva. 
Buonissima la “regia”, ho sentito sferragliare i vagoni e sfrecciare lontani i cartelloni pubblicitari, complimenti!

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Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

 

. Stai forse sognando? Sì, dev’essere un incubo, ora ti sveglierai e…

Il treno si arresta e le porte si aprono. Scatti in piedi in modo automatico. Gli altri passeggeri restarono

restano

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

seduti, la schiena dritta e gli occhi puntati su di te, in un silenzio tombale. 

...

Cos’è appena successo? Ti senti preda di un terrore irrazionale e non riesci a realizzare che tutto questo sta accadendo proprio a te. Ti sembra di starti guardando dall’esterno,

forse suona meglio: Ii sembra di stare a guardarti dall'esterno,

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

dall’alto. Sai però che quella figura spaventata sei tu, e ti senti terribilmente in pericolo. Qualcuno dei passanti ti lancia rapide occhiate, per poi andarsene. Arrivato il treno metropolitano, ti butti nella calca per entrare. Ancora poco per scoprire la verità, pensi tremando.

Cosa vogliono da te? Sei innocente, ti ripeti, sei innocente, e se necessario lo proverai… La tua esistenza ne è una prova. Sei una persona qualunque, insignificante, come altri miliardi al mondo. Ma qualcosa è successo. Forse, forse, forse non sei innocente come credi. Forse sei colpevole. Criminale. No! Ti conosci, hai vissuto al tuo fianco sin dalla tua nascita, sei innocente, eppure…

D’un tratto ti sorge la domanda più ardita di tutte: perché ci sono delle scritte che descrivono tutto quello che fai e pensi? Ora le scritte stanno descrivendo come pensi a come stanno descrivendo i tuoi pensieri, pensi. E mentre pensi ti sembra quasi di trovarti dove ti trovi, a leggere una semplice storia, ma è una sensazione che dura un attimo, perché poi sei di nuovo in metropolitana, tra decine di altre valigette, cappotti, braccia allungate a reggersi, con un odore stagnante di persone. Stai impazzendo. Il treno fila via rapido.

Calmi il respiro, controlli il cellulare – ancora sconnesso – e infine alzi lo sguardo. Tutti gli occhi sono puntati su di te. Ti lasci sfuggire un mugolio dalle labbra. Borbotti un paio di saluti a chi ti guarda, sperando di spingerli a risponderti o almeno distogliere lo sguardo. Al contrario, iniziano a bisbigliare tra loro. Sei un fantasma forse?

Accogli la fermata successiva come una benedizione: ti fai strada a gomitate tra la gente immobile e corri fuori, su per le scale, verso l’aria aperta e la libertà. Fossi anche colpevole – ma no, sei innocente! – hai bisogno di capire cosa sta succedendo. Esci in strada e tutti si voltano di scatto a guardarti, un’espressione indecifrabile in volto. Ansimante, corri verso la piazza. Un anziano ti passa accanto, guardandoti triste, e se ne va sospirando e scuotendo la testa. Provi a chiamarlo, ma è inutile. Ti trascini fino alla piazza, e lo vedi. Su un cartellone elettrico di un grattacielo c’è il tuo volto. Cadi in ginocchio, piangendo senza ritegno. Le persone si chiudono a cerchio attorno a te, impassibili, e tu finalmente capisci. Tiri su col naso e alzi lo sguardo. La gente avanza.

 

Il  "Wanted" del futuro. Bravo, @mina99 :)

 

Mi hai tenuto incatenata al video dall'inizio alla fine. 

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Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

Arrivi cinque minuti in anticipo, e il treno fa dieci minuti di ritardo.

Grande!

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

mentre un ragazzo accanto le sonnecchia su una spalla

Bello.

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

forse di notte compi crimini atroci di cui la mattina non hai memoria, e ora l’hanno scoperto.

Vero nell'essere assurdo.

Mi è piaciuto molto, scritto a mio avviso molto bene. Il finale? Eddai potevi dircelo, no? 

Ciao, @mina99

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Il titolo, ecco il finale, è nel titolo, lo hai scritto. A caso si designa una vittima e la si rende nota, quando viene individuata la si uccide, è un gioco. Figo! Mi piace la mia interpretazione e me la tengo. 

Ciao @mina99

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Giochi del caxxo. Ero piccola, quando un giorno tutti i compagni e compagne di giochi si misero d'accordo per farmi un scherzo del genere. Ho portato rancore verso di loro per diverso tempo. Maledetti!:D

A parte ciò, ho apprezzato il racconto tutto. non cambierei nulla(y)  

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@Thea @Ghigo @kiki @Vincenzo Iennaco  @Garrula @Poeta Zaza  @Lauram  @Alba360 grazie mille dei commenti :rosa: vi ringrazio per gli ottimi consigli e correzioni, e per le interpretazioni. Provo a rispondere più o meno punto per punto :)

Il 6/10/2019 alle 22:15, Thea ha scritto:

Un cellulare olografico e un abbonamento che si paga manualmente? Mi puzza.

In effetti sono d'accordo; ho cercato di trasmettere l'immagine di un futuro sì tecnologizzato ma ancora molto molto vicino a noi come stile di vita e circa anche come società. Però sì, hai ragione xD

Il 6/10/2019 alle 22:15, Thea ha scritto:

Dove vede le scritte? Le sente lette nella propria testa (stile Peter Griffin quando racconta la propria vita in diretta)? 

Questo passaggio mi è piaciuto, perché mi piace l'idea che lui in qualche modo senta di essere raccontato ma il fatto che non si capisce dove vede le scritte secondo me stona. Perché non dire che le sente nella testa? O che qualcuno le legge? O che le legge in dei cartelloni? O le sussurrano i passanti? Quest'ultima in particolare la troverei parecchio inquietante e azzeccata. 

Bell'idea :umh: Il concetto che ho voluto esprimere era una sorta di sfarfallamento della realtà tra tu (protagonista) e tu (lettore)

Il 7/10/2019 alle 12:29, Garrula ha scritto:

Da quello che ho capito dal titolo il gioco è tra l’autore e la vittima, il suo personaggio: complesso, forse un po’ troppo (tanto che non credo di averla imbroccata 😂). 

Invece hai colto in pieno una delle mie intenzioni :)

19 ore fa, Alba360 ha scritto:

Giochi del caxxo. Ero piccola, quando un giorno tutti i compagni e compagne di giochi si misero d'accordo per farmi un scherzo del genere. Ho portato rancore verso di loro per diverso tempo. Maledetti!:D

Che ansia :aka: Mi spiace, io penso sarei morto dalla paura :sob:

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Ciao @mina99

 

Interessante e dall’aria inquietante.

Strana sensazione quella che ti guardano tutti senza un motivo e con la progressiva sensazione che le cose si metteranno al peggio.

L’ho provata diverse volte anchio, quando ero molto giovane e prendevo la metro a Roma, da Termini a Laurentina, ma il motivo per cui  alcuni, non tutti, mi guardavano male era perché stavo in uniforme e in servizio di ronda, con al fianco due paracadutisti e avevamo pistola e manganello e la faccia poco benevola nei confronti  del mondo circostante e dei “civiliin particolare, che si era propensi a considerare in svariati modi…

Ma allora non esistevano cellulari, epoca fortunata,  e meno problemi di adesso.

 

Il tuo personaggio vive in un epoca indefinita, un futuro molto prossimo mi pare. La dimensione dei fatti è molto onirica e il racconto in prima persona contribuisce ancora di più a dare la dimensione del sogno.

Non è dato sapere perché la gente guardi in modo accusatorio il protagonista. Ho fatto le più ardue, metafisiche e filosofiche speculazioni sul motivo, giungendo a inverosimili e pseudo mistiche conclusioni da “fumato”, tipo che sul suo volto, per il risultato di una diabolica lotteria futuristica si sia stampato il marchio di Caino, che gli uomini avrebbero dovuto evitare o isolare, ma credo che non sia politicamente corretto fare un’affermazione così paranoica, visto che  oggi Caino gode di tutte le agevolazioni e immunità…

Scusa, ogni tanto mi lascio andare; da quando hanno iniziato a distruggere la religione cristiana mi sono rifugiato nella patristica e nell'esicasmo…

Mi piace come il personaggio, pur sentendosi innocente e anche in grado di dimostrarlo, in fondo si renda conto di poter essere colpevole. Già, ma di cosa?

Forse un piccolo accenno a una colpa la si poteva mettere, anche una colpa puramente simbolica, ideologica. Ad esempio potrebbe aver urtato senza volerlo una donna o un uomo d.o.c. oppure  d.o.p., come capita anche oggi nelle strade. Secondo chi urti ti linciano mediaticamente e non solo, davvero, perché è interpretato come odio…

Starei delle ore a fare delle tranquille esposizioni mentre il Titanic affonda, ma ho apprezzato questa aria di inquietudine, di rivelazioni non dette e infine la catarsi finale, se così si può dire, perché ogni fine è in fondo un innalzamento, una liberazione, una rigenerazione.

Quelle tre parole finali: “la gente avanza” sono terribili e bellissime allo stesso tempo. L’incubo del protagonista, in un modo o nell’altro, finirà.

Mi è piaciuto. Ho notato una maturazione di stile nella tua scrittura, non che prima scrivessi male, ma ora mi sembri più pacato, ponderato nella terminologia e nelle introspezioni dei personaggi.

 

 

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Ciao @Alberto Tosciri

 

Grazie mille del passaggio. I tuoi interventi sono sempre graditissimi e lasciano spazio a riflessioni. Grazie anche dei complimenti e delle tue interpretazioni :rosa: a presto!

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Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

Le persone si chiudono a cerchio attorno a te, impassibili, e tu finalmente capisci.

Beato lui! Ma ci torno dopo... ;)

 

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

Attorno a te si stagliano palazzi ricoperti di insegne al neon. Fumo nero sale da alcune torri, offuscando il sole

Descrizione breve ma molto efficace nel creare l'atmosfera un po' distopica, un po' asettica. Mi hai fatto pensare a una cosa a metà tra Londra (con i fumi neri) e una città ultramoderna (cosa che poi si rafforza con le auto che volano).

 

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

il treno fa dieci minuti di ritardo

Anche nel futuro, sempre la solita Trenitalia...

a parte gli scherzi, lo farei arrivare in orario solo perché il ritardo quasi mi stona con l'ambientazione così impersonale e meccanica (ma è una pignoleria stupida).

 

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

Sei una persona qualunque, mica il protagonista di un racconto o cos’altro.

Altra pignoleria: taglierei il riferimento al racconto (ma forse è significativo per te).

 

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

La tua immaginazione vaga: forse hai fatto qualcosa che non avresti dovuto? No, sei innocente. Una fantasia alla Dr Jekyll e Mr Hyde ti attraversa la mente: forse di notte compi crimini atroci di cui la mattina non hai memoria, e ora l’hanno scoperto.

Molto bello il riferimento letterario, l'ho trovato azzeccato. Quasi avevo creduto proprio ci stessi raccontando una storia simile. Taglierei però l'affermazione precedente, è ancora immatura la sensazione di "colpevolezza" (per ora c'è più la sensazione di essere al centro dell'attenzione).

 

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

Però essere tagliati fuori dalla rete è una sensazione orribile, ti fa sentire un’illusione

È un concetto semplice, espresso con altrettanta semplice è per questo ne ho percepito tutta la potenza.

 

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

D’un tratto ti sorge la domanda più ardita di tutte: perché ci sono delle scritte che descrivono tutto quello che fai e pensi? Ora le scritte stanno descrivendo come pensi a come stanno descrivendo i tuoi pensieri, pensi.

Bellissima. :)

Avrei insistito ancora un po' in questa matrioska, quasi quasi. 

 

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

Le persone si chiudono a cerchio attorno a te, impassibili, e tu finalmente capisci.

Beato lui. E son tornato all'inizio :lol:

Scusa il ritardo...

Scelta coraggiosa la seconda persona, ma azzeccata per il tipo di racconto. Contribuisce in maniera determinante a trasferire l'ansia e la sensazione di smarrimento del personaggio al lettore. È proprio su questi sentimenti che hai giocato (a me il titolo ha fatto pensare proprio a un gioco tra autore e lettore) e il risultato è un ottimo quanto insolito miscuglio di sensazioni che vanno dal distopico al fantascientifico al quasi horror in qualche punto...

Il finale è volutamente aperto e tutto il racconto può essere riletto a seconda dell'idea che ciascuno di noi si è fatto. Hai sicuramente ragione a dire che ci sono delle analogie tra i nostri racconti, in particolare sul modo in cui abbiamo immaginato lo sviluppo del tema.

Bravo, gran pezzo!

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Wow. Adoro quando l'opera, sia essa letteraria o cinematografica, riesce a trarmi in inganno.

Fino a un certo punto ho pensato infatti che, il tutto, fosse dovuto proprio all'impossibilità di poter accedere alla rete, in un futuro ipotetico, risalterà ancora di più alla vista una situazione del genere, quindi ho inteso il racconto come una critica (legittima, per quanto mi riguarda) alla società contemporanea.

Il protagonista viene fissato da tutti per tale motivo e cominciano le sue paranoie (cosa avrò fatto di male per meritare ciò), vede la fine del suo tormento proprio nella possibilità di accedere nuovamente alla rete da lì a poco.

 

Si passa dunque alla rivelazione shock: si sente forse egli stesso il protagonista di un'opera di fantasia? 

 

In quanto lettore, ho immaginato possibili ripercussioni in tal senso: un po' come un Deadpool privato della componente ironica/sarcastica e gettato in un contesto decisamente più drammatico e serio.

 

Quanto ad eventuali errori, ti è già stato fatto notare il "restarono/restano", in un racconto tutto al presente, stona parecchio un passato remoto.

 

Non condivido la visione di altri utenti circa la visione di ciò che accade: non può essere defunto se viene fissato dalla gente, non può essere una vittima e basta se, nel finale, pur di dispera. Se fosse un semplice gioco in cui lui è la vittima, dopo averlo scoperto, la reazione più naturale sarebbe quella di tirare un sospiro di sollievo, cade invece in ginocchio e piange.

 

Per ora, l'ipotesi più plausibile avanzata mi sembra quella della strage compiuta la sera prima e dimenticata, non si spiega però lo sguardo compassionevole dell'anziano nel finale.

 

Stupende alcune immagini che descrivono la metropoli del futuro: potenti e chiarissime.

 

Proverò ad elaborare una mia teoria sulla storia, nel frattempo, complimenti!

 

 

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@Joyopi @Giovanni Prete grazie mille del passaggio, sono lusingato :rosa:  e grazie anche degli ottimi consigli

Il 14/10/2019 alle 12:45, Joyopi ha scritto:

Anche nel futuro, sempre la solita Trenitalia...

a parte gli scherzi, lo farei arrivare in orario solo perché il ritardo quasi mi stona con l'ambientazione così impersonale e meccanica (ma è una pignoleria stupida).

:asd: hai ragione; ti do la stessa motivazione che ho dato all'abbonamento a internet non pagato:

Il 10/10/2019 alle 08:33, mina99 ha scritto:

ho cercato di trasmettere l'immagine di un futuro sì tecnologizzato ma ancora molto molto vicino a noi come stile di vita e circa anche come società. Però sì, hai ragione xD

 

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Complimenti, un ottimo racconto. il testo procede con una progressione ferrea, inesorabile, verso la catastrofe. Catastrofe che, la drammaturgia greca insegna, è il punto culminante, la fine della parabola (del percorso) del protagonista.

Lo stile procede parattatico, creando la giusta tensione angosciosa. L'uso della seconda persona singolare è la chiave del testo: la voce narrante descrive l'avventura del protagonista (da giornata-tipo routinaria a incubo) con un tono in apparenza asettico, scienfico (ti alzi, vai, fai questo fai quello etc), ma in realtà spietato, da occhio che giudica (e condanna, forse).

Se fosse un film, diremmo che la macchina da presa non s'identifica mai con il protagonista (non c'è mai una soggettiva), ma sta sempre o al suo livello o sopra di lui, comunque distante, non partecipe.

Qual è la colpa dell'anonimo protagonista? Giustamente non ci viene detto. Giustamente perché come diceva Alberto Savinio "ogni rivelazione del mistero è inferiore al mistero stesso" e perché in questo racconto che echeggia Kafka e Buzzati la Colpa viene svelata alla fine al protagonista, ma la si cela ai lettori.

 

PS complimenti anche per aver creato uno scenario fantascientfico senza eccedere in prolisse descrizioni. Lo stridore tra l'anomima vita grigia, da travet, del protagonista e il mondo tecnologico che lo circonda è ancora più forte

 

PPS Il titolo... A dire "Giochiamo" è probabilmente è la voce narrrante. E chi è la voce narrante? Dio? il Destino? Lo scrittore crudele?

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9 ore fa, Max Friedmon ha scritto:

Complimenti, un ottimo racconto. il testo procede con una progressione ferrea, inesorabile, verso la catastrofe. Catastrofe che, la drammaturgia greca insegna, è il punto culminante, la fine della parabola (del percorso) del protagonista.

Lo stile procede parattatico, creando la giusta tensione angosciosa. L'uso della seconda persona singolare è la chiave del testo: la voce narrante descrive l'avventura del protagonista (da giornata-tipo routinaria a incubo) con un tono in apparenza asettico, scienfico (ti alzi, vai, fai questo fai quello etc), ma in realtà spietato, da occhio che giudica (e condanna, forse).

Se fosse un film, diremmo che la macchina da presa non s'identifica mai con il protagonista (non c'è mai una soggettiva), ma sta sempre o al suo livello o sopra di lui, comunque distante, non partecipe.

Qual è la colpa dell'anonimo protagonista? Giustamente non ci viene detto. Giustamente perché come diceva Alberto Savinio "ogni rivelazione del mistero è inferiore al mistero stesso" e perché in questo racconto che echeggia Kafka e Buzzati la Colpa viene svelata alla fine al protagonista, ma la si cela ai lettori.

 

PS complimenti anche per aver creato uno scenario fantascientfico senza eccedere in prolisse descrizioni. Lo stridore tra l'anomima vita grigia, da travet, del protagonista e il mondo tecnologico che lo circonda è ancora più forte

 

PPS Il titolo... A dire "Giochiamo" è probabilmente è la voce narrrante. E chi è la voce narrante? Dio? il Destino? Lo scrittore crudele?

Grazie mille delle bellissime parole, questo commento lo incornicio :rosa: e grazie del tuo prezioso punto di vista

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Il racconto ti cattura sin dalla prima parola e ti tiene incollato a leggerli per tutto il tempo, quasi trattenendo il respiro. Merito certo della seconda persona adottata per far immedesimare maggiormente il lettore, ma anche dello stile di scrittura come un flusso di coscienza unico e continuo. Ho apprezzato tutto il racconto fino al finale che mi ha un po’ troncato la voglia di leggere, come se tutto ciò che avessi letto fino a quel momento fosse inutile. Mi piace quando vengo lasciato con il dubbio ma avrei preferito giusto un minimo di spiegazione in più. Detto ciò gran bel racconto. Ben fatto!

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4 ore fa, Antonio avallone ha scritto:

Il racconto ti cattura sin dalla prima parola e ti tiene incollato a leggerli per tutto il tempo, quasi trattenendo il respiro. Merito certo della seconda persona adottata per far immedesimare maggiormente il lettore, ma anche dello stile di scrittura come un flusso di coscienza unico e continuo. Ho apprezzato tutto il racconto fino al finale che mi ha un po’ troncato la voglia di leggere, come se tutto ciò che avessi letto fino a quel momento fosse inutile. Mi piace quando vengo lasciato con il dubbio ma avrei preferito giusto un minimo di spiegazione in più. Detto ciò gran bel racconto. Ben fatto!

Grazie mille del passaggio :rosa:<3 sull'inutilità del racconto ti do piena ragione, infatti non avevo un motivo particolare per scriverlo :grat:

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Ciao carissima @mina99:), quanto tempo! Ti commento forse con un leggero ritardo ma il tuo titolo mi è saltato "all'occhio" molte volte. È curioso, originale e personalmente mi stuzzica. Ti dico subito che... io voglio fare la vittima:asd:

 

Il 6/10/2019 alle 21:30, mina99 ha scritto:

Senti la sveglia suonare e con un gesto della mano la fai smettere, poi sbuffi e ti alzi a sedere.

Io non capisco perchè tutti qui nel wd avete questo vizio. Ti alzi a sedere. Perchè non si può dire solo ti alzi

 

Quota

Ordini alle luci di accendersi. Esci dalla camera e vai in cucina. Prendi una tazza, la riempi d’acqua al rubinetto e la metti nel forno microonde. Intanto afferri una scatola di biscotti, la apri e la posi sul tavolo. Quando il microonde suona, recuperi la tazza e ci butti dentro una zolletta di zucchero e una busta di tè da discount. Ti siedi e mangi in silenzio, fissando il vuoto. Vai in bagno, dove ti lavi denti e viso. Ti guardi allo specchio, il viso gocciolante, gli occhi vitrei. Torni in camera e ti vesti. Spente le luci, passi in salotto dove recuperi la valigetta e il cappotto, poi esci di casa.

Mi piace questa descrizione: semplice, schietta e scorrevole.

 

Quota

Attorno a te si stagliano palazzi ricoperti di insegne al neon.

Forse inserirei una virgola dopo a te

 

Quota

 Le auto sfrecciano rapidamente in cielo su strade invisibili.

:aka:mi spieghi questa frase? Penso agli aeri;(

 

Quota

Prendi il cellulare olografico e lo accendi.

Sono andata su Wikipedia a  vedere che cosa significa olografia. Termine difficile per questo racconto.

 

Quota

Non è connesso alla rete. Forse hai dimenticato di pagare l’abbonamento nella convinzione di averlo già fatto, ti dici. Strano.

Voglio essere pignola: frase ad effetto. Strano. Dico.

 

Quota

I soliti viaggiatori che si trovano la mattina presto: lavoratori, studenti e qualche anziano. Di fronte a te una coppia di vecchietti sta guardando qualcosa sullo stesso schermo, sorridendo. Per un istante l’anziano alza lo sguardo su di te. Ti senti a disagio. Che sguardo strano, quasi accusatorio. Cerchi di scacciare il pensiero.

Bell'immagine. Molto veritiera.

 

Quota

Per un po’ rivolgi l’attenzione all’esterno, oltre i vetri sporchi. Vedi scorrere palazzi grigi, cartelloni pubblicitari, robot spazzini e auto di lusso lassù in alto, irraggiungibili. Cerchi di perderti nei tuoi pensieri, ma hai una sensazione fastidiosa.

:tze:Forse è un racconto fantasy? auto di lusso in alto:aka:

 

Quota

Ti volti all’interno della cabina e scorgi molte persone abbassare lo sguardo ai propri cellulari. Il tuo cuore manca un battito. Che significa? Apri la bocca come a voler dire qualcosa. Te lo sei immaginato? Sembrano tutti presi dai propri affari. Magari hai qualcosa fuori posto. Ti studi il giubbotto, la valigetta, i pantaloni, le scarpe. Tutto nella norma. Ti convinci che nessuno ti stava fissando. Perché dovrebbero? Sei una persona qualunque, mica il protagonista di un racconto o cos’altro.

Pezzo interessante.

 

Quota

In fondo alla carrozza una ragazzina ti sta guardando negli occhi.

Inserirei una virgola dopo carrozza,

 

Quota

È seduta con la cartella ai piedi, il telefono mollemente in mano, mentre un ragazzo accanto le sonnecchia su una spalla.

Invece qui la eliminerei dopo mano. Preferirei: dorme sulla sua spalla.

 

Quota

 Non sta guardando te, no, no di certo.

Secondo me stona: no, no di certo.

 

Quota

Però ti rendi conta Refuso che ora anche un anziano, una donna elegante e un omone, sparsi per la carrozza, ti stanno fissando.

Scriverei: Poi però ti rendi conto

 

Quota

Che sta succedendo? Senti l’angoscia bloccarti sul sedile e inizi a sudare freddo. La tua immaginazione vaga: forse hai fatto qualcosa che non avresti dovuto? No, sei innocente. Una fantasia alla Dr Jekyll e Mr Hyde ti attraversa la mente: forse di notte compi crimini atroci di cui la mattina non hai memoria, e ora l’hanno scoperto.

Mi stai facendo venire l'ansia:s

 

Quota

 O meglio, pensi, ci metteresti un secondo a spegnere ogni dubbio su questa stupidaggine, verificando che nessuno sa di te.

Aggiungerei: pensi che ci metteresti un secondo ecct..

 

Quota

 Dev’essere solo la suggestione che collega nella tua testa elementi casuali, nessuno ti sta guardando, sono allucinazioni dettate dal tuo disperato bisogno di attenzioni.

Non capisco la prima parte.

 

Quota

Gli altri passeggeri restarono seduti, la schiena dritta e gli occhi puntati su di te, in un silenzio tombale.

Che ansia.

 

Quota

Ti senti le gambe molli. Come negli incubi, il primo passo è quello più difficile. Ci metti un’eternità, ma infine metti un piede dopo l’altro e corri fuori. Rabbrividendo al vento gelido della città, senti ancora quegli sguardi alla schiena. Ti confondi tra la ressa di viandanti e ti dirigi verso la metropolitana.

Metterei alla fine: Ti senti ancora quegli sguardi alla schiena. Secondo me, farebbe più effetto.

 

Quota

Ti senti preda di un terrore irrazionale e non riesci a realizzare che tutto questo sta accadendo proprio a te.

Questa frase non mi piace.

 

Quota

Ti sembra di starti guardando dall’esterno, dall’alto.

Chi?

 

Quota

Sai però che quella figura spaventata sei tu, e ti senti terribilmente in pericolo.

Cancellerei: terribilmente

 

Quota

Arrivato il treno metropolitano, ti butti nella calca per entrare. Ancora poco per scoprire la verità, pensi tremando.

Direi: Arrivata la metropolitana, ti butti nella calca per entrare.

 

Quota

 Forse, forse, forse non sei innocente come credi.

Non ripeterei 3volte. Forse, non sei innocente come credi.

 

Quota

 Ti conosci, hai vissuto al tuo fianco sin dalla tua nascita, sei innocente, eppure…

Bella frase.:D

 

Quota

D’un tratto ti sorge la domanda più ardita di tutte: perché ci sono delle scritte che descrivono tutto quello che fai e pensi? Ora le scritte stanno descrivendo come pensi a come stanno descrivendo i tuoi pensieri, pensi.

Dove appaiono le scritte?

Spiegherei meglio la seconda frase.

 

Quota

E mentre pensi ti sembra quasi di trovarti dove ti trovi, a leggere una semplice storia, ma è una sensazione che dura un attimo, perché poi sei di nuovo in metropolitana, tra decine di altre valigette, cappotti, braccia allungate a reggersi, con un odore stagnante di persone. Stai impazzendo. Il treno fila via rapido.

Preferirei: braccia allungate per reggersi.

 

Quota

Ti lasci sfuggire un mugolio dalle labbra.

Cioè? un mugolio?

 

Quota

Borbotti un paio di saluti a chi ti guarda, sperando di spingerli a risponderti o almeno distogliere lo sguardo. Al contrario, iniziano a bisbigliare tra loro. Sei un fantasma forse?

Accogli la fermata successiva come una benedizione: ti fai strada a gomitate tra la gente immobile e corri fuori, su per le scale, verso l’aria aperta e la libertà. Fossi anche colpevole – ma no, sei innocente! – hai bisogno di capire cosa sta succedendo. Esci in strada e tutti si voltano di scatto a guardarti, un’espressione indecifrabile in volto. Ansimante, corri verso la piazza. Un anziano ti passa accanto, guardandoti triste, e se ne va sospirando e scuotendo la testa. Provi a chiamarlo, ma è inutile. Ti trascini fino alla piazza, e lo vedi. Su un cartellone elettrico di un grattacielo c’è il tuo volto. Cadi in ginocchio, piangendo senza ritegno. Le persone si chiudono a cerchio attorno a te, impassibili, e tu finalmente capisci. Tiri su col naso e alzi lo sguardo. La gente avanza.

E poi? :aka:

 

Conclusione: definirei questo racconto come un'analisi psicosomatica. La paura di essere osservato in continuazione. Testo molto scorrevole e ben imposto. Naturale, descrivi benissimo le azioni del protagonista senza fare una lista della spesa ma con abilità. L'ansia arriva pian piano, aspetta che cedi. Da metà narrazione si avverte quest'ansia e questo disagio psichico del protagonista. La fine mi lascia a bocca asciutta, anch'io come l'utente Kikki non ho compreso che cosa capisce il protagonista.

Ti auguro un buon week-end:flower:

Flo

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Ciao @Floriana e grazie mille del passaggio e degli utilissimi consigli :rosa: prendo nota^^

5 ore fa, Floriana ha scritto:

:aka:mi spieghi questa frase? Penso agli aeri;(

è ambientato in un futuro imprecisato; ho inserito l'elemento delle auto volanti^^ un po' banale, ma mi è sembrato un buon espediente per dare contorno a un racconto futuristico senza mettere l'ambientazione al centro della narrazione

Grazie ancora e buon fine settimana anche a te :sss:

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