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Commento MI 128] Storia del professor De Grandi, il più grande genio di tutti i tempi

Da Edu, 9 giugno in Racconti

 

 

 

 

La foglia

 

C'era una foglia sempreverde, attaccata al suo solido ramo.

Non c'era stagione che la scalfiva, né grandine o bufera. Era stabile, bella e lucida, sempre appesa.

Di fianco c'era un altro albero, lo avevano portato con un camion, tutto impacchettato. Avevano fatto una grande fossa ed eretto lì, vicino al sempreverde.

Le foglie dei due erano molto simili ma differivano sensibilmente dal tronco: uno più grosso e rugoso, l'altro esile e liscio.

I due alberi erano così vicini che le chiome si compenetravano. Era primavera, erano rigogliosi, molto simili tra loro, tanto che le loro foglie non si distinguevano le une dalle altre.

Sembravano della stessa specie. La foglia sempreverde era in ottima compagnia, amava stare insieme alle altre. Ce n'era una, che presa dallo slancio della crescita gli si era appoggiata sopra: “Oh! scusa l'invadenza” disse.

“No, anzi, mi piace il contatto, e poi... sei leggerissima!”

“Sono nata da pochi giorni.”

“Posso fare qualcosa per te?”

“Già sostenermi mi dà sicurezza, posso rimanere qui?”

“Certo, sono dura e coriacea e ho più di cinquantanni, ti proteggerò. Da queste parti l'inverno è molto rigido.”

La neonata foglia rimase in silenzio.

“Tutto bene? Ho detto qualcosa che non va?”

“Assolutamente no, sei molto gentile. E' che... d'inverno, io non ci sono più!”

“Come?”

“Mi stacco dal ramo e divento concime per la terra”.

“Oh!”

“Niente di male, ritorno in primavera più bella e più forte. Il nostro albero d'inverno soffre il freddo e la carenza di luce. Per non disperdere troppe energie nel dare nutrimento a tutte le foglie, va in una specie di letargo. Noi ci sacrifichiamo volentieri cedendo la nostra clorofilla, di cui ha bisogno per sopravvivere.

“Quante cose sai per essere appena nata!”

“Siamo un tutt'uno con la pianta, che ha molti, molti anni...”

Le due foglie passarono uno splendido periodo una vicina all'altra, fino a quando la leggera fronda iniziò a cambiare colore: un verde più spento per poi passare ad un giallo sempre più intenso.

“E' arrivata la mia ora!” disse la giovane foglia.

Un colpo di vento... e si staccò, cadendo dolcemente poco distante.

Lentamente tutte le altre la seguirono adagiandosi sul terreno.

La grande foglia sempreverde le osservava, cercando di scorgere la sua amica mimetizzata in un tappeto caldo di fogliame.

“Per una pianta longeva come me, un l'inverno non è poi così lungo!” Pensava.

E rimase tranquilla ad aspettare una nuova primavera.

 

 

 

 

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Buongiorno, @Kasimiro

 

9 ore fa, Kasimiro ha scritto:

“Sono nata da pochi giorni.

 

9 ore fa, Kasimiro ha scritto:

“Mi stacco dal ramo e divento concime per la terra”.

Refuso. Nella seconda citazione hai messo il punto fuori rispetto alle virgolette 

 

9 ore fa, Kasimiro ha scritto:

“Oh! scusa l'invadenza” disse.

“No, anzi, mi piace il contatto, e poi... sei leggerissima!”

“Sono nata da pochi giorni.

“Posso fare qualcosa per te?”

“Già sostenermi mi dà sicurezza, posso rimanere qui?”

“Certo, sono dura e coriacea e ho più di cinquantanni, ti proteggerò. Da queste parti l'inverno è molto rigido.”

La neonata foglia rimase in silenzio.

“Tutto bene? Ho detto qualcosa che non va?”

“Assolutamente no, sei molto gentile. E' che... d'inverno, io non ci sono più!

Molto bello il dialogo tra le due foglie, il silenzio in mezzo detta una pausa carica di tristezza. Per enfatizzarla toglierei il punto esclamativo alla fine

 

9 ore fa, Kasimiro ha scritto:

“Niente di male, ritorno in primavera più bella e più forte. Il nostro albero d'inverno soffre il freddo e la carenza di luce. Per non disperdere troppe energie nel dare nutrimento a tutte le foglie, va in una specie di letargo. Noi ci sacrifichiamo volentieri cedendo la nostra clorofilla, di cui ha bisogno per sopravvivere.

In questo discorso diretto mancano le virgolette che lo chiudono 

 

9 ore fa, Kasimiro ha scritto:

E'

È=Alt+0200

 

9 ore fa, Kasimiro ha scritto:

La grande foglia sempreverde le osservava, cercando di scorgere la sua amica mimetizzata in un tappeto caldo di fogliame.

L'aggettivo che hai usato, mimetizzata, mi ha fatto storcere il naso, lo trovo fuori contesto. Avrei costruito così 

La grande foglia sempreverde le osservava cercando di scorgere la sua amica che cominciava a confondersi col caldo tappeto di fogliame

credo renda meglio l'immagine protratta nel tempo per la formazione dell'humus

 

9 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Per una pianta longeva come me, un l'inverno non è poi così lungo!” Pensava.

Non c'è una pausa tra la fine del diretto e l'inizio dell'indiretto, quindi dovresti riprendere col minuscolo

 

Mi è sembrata una breve favola matura che parla di morte e rinascita. La fogliolina che muore sembra avere più consapevolezza del sempreverde, il suo entusiasmo è dettato dal fatto che è consapevole della caducità dell'esistenza. 

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Grazie @Plata per le precise puntualizzazioni, devo prestare sicuramente più attenzione alla punteggiatura e ammetto che spesso abuso dei punti esclamativi. Vado subito ai ripari.

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@Kasimiro ciao, passo solo per farti notare che non hai inserito il link al commento, ma il titolo del testo commentato. La prossima volta controlla di aver inserito il collegamento, così ci mettiamo di meno a controllare.

 

Così:


Grazie, ciao.

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@Kasimiro

 

Ciao. Ti segnalo questo refuso:

14 ore fa, Kasimiro ha scritto:

una pianta longeva come me, un l'inverno non è poi così lungo!” Pensava.

Ci sono due articoli per "inverno".

 

Per il resto la storia scorre bene ed è facile da leggere...

 

Forse, all'inizio varierei qualche verbo "essere" con altri...

 

Un saluto.

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Ciao @Kasimiro. La storia mi è sembrata molto carina e di sostanza. Mi chiedo solo se, trattandosi di un testo destinato (anche?) ai bambini, alcune scelte terminologiche non possono essere semplificate. Buona permanenza nel wd

Modificato da Edu

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Ciao @Kasimiro una graziosa favola, mi è piaciuto leggerla.

4 ore fa, Kasimiro ha scritto:

vicino al sempreverde.

A lei, eviteresti la ripetizione. 

4 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Le foglie dei due erano molto simili ma differivano sensibilmente dal tronco: uno più grosso e rugoso, l'altro esile e liscio.

I due alberi erano così vicini che le chiome si compenetravano. Era primavera, erano rigogliosi, molto simili tra loro, tanto che le loro foglie non si distinguevano le une dalle altre.

Qui i concetti sono ripetuti due volte.

4 ore fa, Kasimiro ha scritto:

Per non disperdere troppe energie nel dare nutrimento a tutte le foglie, va in una specie di letargo. Noi ci sacrifichiamo volentieri cedendo la nostra clorofilla, di cui ha bisogno per sopravvivere.

E' molto spiegato a mio avviso, ed è difficile da capire, stai parlando a dei bambini. Adotti il dialogo, tra di loro le foglie fanno domande, usane anche per spiegare questo passaggio.

Il nostro albero in inverno va a dormire. Non può badare a noi, non ha energie.  

E voi che fate?

E' un esempio di cosa intendo.

Ciao e ben arrivato sul wd

 

I

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Grazie  @Lauram per i consigli. Ho sempre degli interrogativi su quale possa essere il migliore approccio verso i bambini. Sono sempre molto attenti alle parole che diciamo e pongono molti perché. Fanno domande che neanche riusciamo a immaginare, come mia figlia, che a sei anni, dopo avergli letto storie di mitologia greca un giorno mi chiede: "Papà, ma è nato prima Zeus o Dio?" E' passato un anno e devo ancora rispondergli.

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Il 28/9/2019 alle 01:12, Kasimiro ha scritto:

lancio della crescita gli si era appoggiata 

Refuso: le si era...

Gli altri refusi te li hanno già segnalati.

Lettura molto gradevole, ognuno ha il proprio ruolo su questa terra (la natura sa comportarsi meglio dell'umanità che le gira intorno), per quanto diversi hanno grande affinità. Sperimentando la bellezza del "sostegno", dell'amicizia.  In ultimo affrontano la morte dell'una, che non è, però, qualcosa di definitivo ma solo uno dei cicli della vita. La vita infatti continua a rinnovarsi sostenendo anche chi non ne è capace. 

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