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Aporema Edizioni

Il Segreto di Sibrium - Alessandro Cuccuru

Post raccomandati

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Titolo: Il Segreto di Sibrium
Autore: Alessandro Cuccuru
Casa editrice: Aporema Edizioni
ISBN: 9788832144284

Data di pubblicazione: Settembre 2019
Prezzo: € 15,90 (versione cartacea)

Genere: Storico - Avventura

Pagine: 450 (832 mila caratteri)

Link all'acquisto: Sito dell'editore

Link acquisto ebook: kindle, epub
Pagina Facebook

Quarta di Copertina:

Nel 773 d.C., dopo secoli di rapporti contrastati, tra Longobardi e Franchi è giunta l’ora della resa dei conti: re Desiderio e il figlio Adelchi si trovano a fronteggiare l’astro nascente di Carlo, chiamato in Italia da Papa Adriano a difendere i territori della Chiesa.

Dopo il fallimento della diplomazia, e prima che la parola passi alle armi, è il tempo degli intrighi e delle spie. Liutgardo, il giovane gastaldo di Sibrium, è incaricato di compiere una delicata missione, che lo porterà lontano dalla sua fortezza, all’interno della quale si cela un segreto, in grado di stravolgere la sua vita e forse le sorti della guerra.

L’odio, il rancore e il desiderio di vendetta, retaggio di popoli da poco usciti da una lunga barbarie, si mescolano a intensi sentimenti d’amicizia, d’amore, di fedeltà e di senso dell’onore, sullo sfondo dell’angosciosa attesa di uno scontro finale.

Modificato da Aporema Edizioni

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In molti mi hanno chiesto se questo romanzo sia il seguito del precedente, intitolato semplicemente "Sibrium".
La risposta è no, non lo è.

Esistono, è vero, alcuni sottili fili che legano uno dei personaggi a un altro che compare nel mio primo libro; ma per il resto, il principale comune denominatore rimane la località dove si svolge la maggior parte degli avvenimenti, ovvero il castrum di Sibrium, oggi Castelseprio, dal 2011 riconosciuto quale patrimonio dell'umanità dell'umanità dall'Unesco. Altro fattore che accomuna le due vicende è il dover affrontare, da parte dei protagonisti, un difficile periodo di transizione: nel 476 d.C., in "Sibrium", i Romani si trovano a fare i conti con la fine dell'Impero e l'affermarsi di un'aristocrazia barbaro-germanica; nel 773, ne "Il Segreto di Sibrium", i Longobardi e i Franchi, entrambi di origine germanica, si contendono il predominio sulla Penisola.
Per facilitare il compito a chi volesse avere maggiori informazioni sul primo romanzo, inserisco qui il link relativo alla discussione aperta nel forum sulla prima edizione (oggi non più disponibile) e quello relativo alla seconda edizione, Aporema, che ha pubblicato anche questo romanzo.

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Eccoci arrivati alla prima presentazione ufficiale de "Il segreto di Sibrium", che si terrà sabato prossimo alle 21,00, nell'ambito della rassegna "Narrare l'Antico", organizzata dal Museo Archeologico Lomellino di Gambolò, in provincia di Pavia, all'interno della sede  in piazza Castello. Non si parlerà solo del mio romanzo, ma più in generale della storia dei Longobardi, con particolare riferimento alla fine del loro dominio nel Nord Italia. Ho preparato una presentazione ad hoc, davvero ricca di immagini e di spunti di riflessione e sarò felice di incontrarvi.

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Anche quest'anno, in compagnia di altri autori della mia casa editrice, sarò presente alla Rassegna della Microeditoria di Chiari, che si terrà sabato 9 e domenica 10 novembre, dalle 10,00 alle 20,00. Un'occasione per parlare di libri, non solo del mio, e per comprarne a prezzi promozionali, con tanto di dedica. Vi aspetto ;)


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Modificato da Alexmusic

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Presentare un libro in locali dove di solito vengono allestite mostre d'arte... Perché no? :)
Venerdì 6 dicembre, alle ore 21,00,  infatti, presenterò il mio ultimo romanzo all'interno dello "Spazio Arte Carlo Farioli", in via Silvio Pellico 15 a Busto Arsizio (Va).
Sarà l'occasione per discutere, attraverso anche una proiezione di immagini, di un periodo storico tra i più controversi e poco conosciuti della nostra storia.

Vi aspetto.

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Vi propongo questa recensione da Amazon e dalla pagina della casa editrice:
Quando ho saputo che "Il segreto di Sibrium" non avrebbe sviluppato le storie dei protagonisti del primo romanzo, ho provato un po' di amarezza. Quando ti affezioni a dei personaggi, è naturale. Ma Alessandro Cuccuru non mi ha delusa nemmeno questa volta. Ha saputo "trasportare" magistralmente l'interesse del lettore, alle nuove storie che si intrecciano nelle vite dei protagonisti del secondo capitolo.
Il suo non vuole essere un romanzo storico e se da una parte non lo è, dall'altro l'autore dimostra di conoscere molto bene la storia di quel periodo. Nuovamente scrive di valore, amore, lealtà, onore, fede, corruzione, e la lista potrebbe non finire più. Nemmeno in questo nuovo romanzo mancano emozioni, e nuovamente si legge facilmente grazie alla sua scrittura scorrevole, volutamente moderna.
E come il primo, la sua conclusione ti lascia un "piccolo lutto".
Assolutamente da leggere e se non lo si è fatto, consiglio di leggere anche il primo nonostante non sia d'obbligo per iniziare il secondo. Le storie infatti, a parte qualche riferimento qua e là, si svolgono in epoche diverse e a distanza di circa 300 anni l'una dall'altra. Buona lettura :-)

Link Amazon
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Volevo informarvi che il romanzo è ora disponibile anche nella versione ebook, in formato kindle e in formato epub.

Ne approfitto anche per postare l'ultima recensione ricevuta:


Chi ha già letto “Sibrium” sa cosa aspettarsi: un ottimo romanzo storico frutto di una rigorosa ricerca e dei personaggi convincenti, difficili da dimenticare. Questo romanzo è un “finto sequel” alla Ken Follet: la vicenda ruota intorno al medesimo luogo, Sibrium appunto, ma si svolge molto tempo dopo il primo romanzo, quindi è pienamente godibile anche se letto per primo (che dopo vorrete di sicuro recuperare). Le vicende dei vari personaggi si intersecano, dipingendo un affresco di un periodo storico che ha segnato fortemente la Storia del nostro paese ma di cui purtroppo sappiamo troppo poco, ma l’autore è riuscito a sfruttare queste lacune a suo vantaggio con trovate brillanti ma verosimili che tengono alto l’interesse e il coinvolgimento fino all’ultima pagina, solleticando la curiosità di andare a fare qualche ricerca per capire dove si trova quella linea in cui Storia è finzione si incontrano: si può chiedere di più a un romanzo storico? Bravo Cuccuru!

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Un'altra recensione da Amazon, della quale non posso che essere soddisfatto.


Sono molto esigente quando leggo romanzi storici, ma questo ha superato ogni mia aspettativa! Fatti e luoghi storici sono stati rispettati e tutelati, emergono infatti competenze e ricerche fatte dello scrittore. Interessante la storia, ricca di personaggi noti e meno noti, raccontata dal punto di vista dei longobardi. Sarà che lo sguardo dei vincitori ormai mi ha un po' stancato, ma ho molto apprezzato questo approccio, che mi ha portato anche a rivedere alcune vicende e dettagli storici che non ricordavi. È bello, quando alla Storia si intrecciano storie più leggere, anche d'amore, che fanno del libro un romanzo godibile dalla prima all'ultima pagina!

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In questi giorni di forzata clausura ho pensato di lanciare un quiz sulla pagina facebook dedicata ai miei libri, dando la possibilità al primo che indovina la risposta di ricevere gratis la versione ebook del romanzo. Lo ripropongo qui, per tutti gli amanti della storia, della lingua e anche dei dialetti...

 

Qual è il termine longobardo per "stupido"?

 

Inutile "googolare", perché in Internet l'informazione non si trova.:P
 

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Primo, prima di Omero
Secondo, dopo Barbero

E così, ho fatto anche la rima:D

P.S. Comunque la soluzione per il quiz precedente era "lifroch", lifrocu o lifrocco in bustocco e in milanese.

 

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Mi sono accorto di postare spesso link, che poi, per un motivo o per l'altro, fanno riferimento a pagine che spariscono dalla rete. :umh:

A questo punto, copio e incollo le recensioni, così sono sicuro che rimarranno qui.
Questa è di Ivan Gianesini, un attento lettore di romanzi storici, e l'ha postata sulla pagina facebook di Aporema.

"Il Segreto di Sibrium mi ha veramente colpito. Ciò che appare più evidente è la rapidissima evoluzione dello stile dell’autore, Cuccuru, rispetto al primo romanzo. La struttura, la fluidità, l’individuazione di trama e protagonisti, l’inserimento di un linguaggio “moderno” nei dialoghi perché più intuitivo ed immediato ha finalmente un suo perché ed il risultato è ottimo.

Sebbene non sia il seguito del primo romanzo, Il Segreto di Sibrium condivide con esso l’orografia e la logistica; anch’esso si snoda, quantomeno nei riferimenti evocativi, tra Ravenna, Sibrium, le Alpi e altri posti chiave dell’era longobarda.

L’incedere degli avvenimenti è molto coinvolgente, il sentore che il dominio longobardo abbia raggiunto in soli due secoli la stessa decadenza degli ultimi anni dell’Impero Romano d’Occidente è presente in ogni pagina. Così come la difficoltà, dovuta al breve tempo di dominio, dei longobardi stessi ad adattarsi ad una politica comune stabilizzante; la strategia dei ducati aveva bisogno di secoli di preparazione prima di essere applicata.

Come tutte le invasioni “vincenti”, partendo da quelle di Alessandro Magno, l’occupazione di territori nuovi necessita di molto tempo per essere metabolizzata e radicata al punto giusto per poter pensare ad una stabilità a lungo termine.

Dentro al libro si capiscono in maniera molto chiara i contrasti interni dell’essenza antropologica del popolo longobardo e della loro attitudine alla guerra con il dovere di gestire prolungati tempi di pace senza ricorrere a tributi pesanti, di fronte a nuovi invasori. La presenza di Carlo Magno è disegnata benissimo; si rende omaggio anche al padre, il mai troppo celebre Pipino il Breve, spesso citato più per la facile ironia sul nome più che per il suo innegabile ruolo di pioniere dell’epoca dei Franchi.

Cuccuru però non dimentica la sua radice popolare e racconta i suoi protagonisti anche nel loro quotidiano, ciascuno con le proprie ansie, paure, gioie, vittorie e sconfitte personali. Personaggi molto gradevoli, nessuno escluso, che insieme compongono una trama avvincente, storicamente fondata nei suoi punti chiave. Molto indovinata la figura di Runfrido, novello anarchico in tempi non sospetti, che risulta essere la vera sorpresa del vulnus del libro. Proprio un bel romanzo storico: leggibilissimo, gradevole, mai pedante. Lo consiglio caldamente."

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Per chi volesse vedere com'è oggi il sito archeologico di Castelseprio visto dall'alto, ecco un breve ma emozionante video.
Purtroppo non è visibile la parte a valle, a pochi metri dal fiume Olona, che oggi è sotto la tutela del FAI. 
In questo caso vi consiglio una visita al sito.

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Nel romanzo trovano spazio alcuni personaggi realmente esistiti, protagonisti di una tragedia, scritta da un altro Alessandro, che era un po' più bravino del sottoscritto.
Per rendergli omaggio, all'inizio del libro mi sono permesso di inserire alcuni versi del primo coro dell'Adelchi, che ogni tanto mi diverto a recitare a memoria per tenermi sveglio, mentre guido, durante i viaggi un po' lunghi. Funziona benissimo quando sono da solo, un po' meno quando sono in compagnia... la gente non apprezza più i classici ;(

 

Udite! Quei forti che tengono il campo,
Che ai vostri tiranni precludon lo scampo,
Son giunti da lunge, per aspri sentier:
Sospeser le gioie dei prandi festosi,
Assursero in fretta dai blandi riposi,
Chiamati repente da squillo guerrier.

Lasciar nelle sale del tetto natio
Le donne accorate, tornanti all’addio,
A preghi e consigli che il pianto troncò:
Han carca la fronte de’ pesti cimieri,
Han poste le selle sui bruni corsieri,
Volaron sul ponte che cupo sonò.

A torme, di terra passarono in terra,
Cantando giulive canzoni di guerra,
Ma i dolci castelli pensando nel cor:
Per valli petrose, per balzi dirotti,
Vegliaron nell’armi le gelide notti,
Membrando i fidati colloqui d’amor.

Gli oscuri perigli di stanze incresciose,
Per greppi senz’orma le corse affannose,
Il rigido impero, le fami durar:
Si vider le lance calate sui petti,
A canto agli scudi, rasente agli elmetti,
Udiron le frecce fischiando volar.

Modificato da Alexmusic

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Ebbene sì, a Castelseprio nell'ottavo secolo si batteva moneta. Questo tremisse aureo, con impressa la dicitura "Flavia Sibriot" risale al regno di Desiderio, ultimo re dei Longobardi. Sibriot è una delle tante variazioni del nome attribuito al castrum (altrove troviamo Sibrium o Seprio, che verrà usato per il resto del medioevo); mentre Flavia indica la diretta dipendenza della Judicaria dal sovrano, che aveva la sua corte a Ticinum (Pavia).
Se volete immergervi più a fondo nella storia di un travagliato periodo che segnò la fine di un'epoca, non vi resta che leggere il romanzo.

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Eccovi un altro video davvero molto interessante, che in pochi minuti spiega la storia del Monastero di Torba, dove ho ambientato buona parte del romanzo.
Uno degli aspetti storici più discussi riguardo a Castelseprio riguarda proprio il torrione che appare nel video e che, alla fine dell'epoca longobarda, perse il suo ruolo di bastione difensivo, per essere trasformato appunto in un monastero. Perché? Perché vennero abbandonate anche le mura che collegavano la parte inferiore del castrum a quella superiore, che invece sopravvisse come presidio militare fino al 1287? Nel mio romanzo ho provato ad avanzare qualche ipotesi.

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Secondo la leggenda, il Monastero di Cairate, Comune che confina con Castelseprio, fu fondato dalla principessa Manigunda, nipote di re Liutprando, come riconoscenza per una grazia ricevuta. A un certo punto del romanzo, alcuni protagonisti de "Il Segreto di Sibrium" arrivano anche qui. Su questo monastero, oltre a quella del fantasma della principessa, circolano molte altre leggende. Qui avrebbe dormito la notte prima della Battaglia di Legnano (29 maggio 1176) Federico Barbarossa, ma gli abitanti del paese, ostili all'imperatore, fecero di tutto per disturbarne il sonno e a quanto pare ci riuscirono, visto che il giorno dopo venne sconfitto dai Comuni della Lega Lombarda.

 

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Tra le zone d'ombra lasciate dalla Storia nel periodo in cui è ambientato "Il Segreto di Sibrium" una riguarda il il nome della figlia di Desiderio, mandata in sposa al re dei Franchi e da lui ripudiata perché sterile o, più probabilmente, per ragioni politiche: non se ne trova traccia in alcun documento ufficiale. La sfortunata principessa pare sia stata condannata, in modo più o meno consapevole, a una sorta di damnatio memoriae. Secondo alcuni il suo vero nome era Desiderata, ma Alessandro Manzoni, nella sua tragedia “Adelchi”, le attribuisce quello fantasioso di Ermengarda, che pure io ho scelto di adottare, proprio per una sorta di omaggio al nostro grandissimo romanziere e poeta.

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L'autore ci ha comunicato di aver cominciato nei giorni scorsi la stesura dell'ultimo capitolo della saga su Castelseprio. In realtà non la si potrebbe definire una vera e propria saga, dato che tra il primo episodio ("Sibrium") e il secondo ("Il Segreto di Sibrium") intercorrono circa tre secoli, mentre tra il secondo e il terzo ne trascorrono addirittura cinque. Il comune denominatore resta dunque il luogo, la fortezza di Castelseprio (Va), dichiarata qualche anno fa Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO.
Una piccola anticipazione. Tra i protagonisti del nuovo romanzo, un ruolo di spicco avrà Ottone Visconti, qui sotto raffigurato in un dipinto, perfettamente conservato alla Rocca di Angera (Va), mentre entra trionfalmente in Milano dopo la vittoria nella battaglia di Desio (1277).

 

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IL SEGRETO DI SIBRIUM

 

Il Writer's Dream si avvia alla chiusura. Mi pare doveroso salutare un po' alla volta tutti coloro che si sono affacciati alle discussioni riguardanti i miei libri e coloro che - se, come pare, il forum resterà comunque consultabile - potrebbero affacciarsi qui in futuro. Al posto delle parole preferisco usare le immagini, postando una veduta aerea di come appaiono oggi i luoghi in cui ho deciso di ambientare la trilogia su Castelseprio.

 

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Castelseprio vi dà appuntamento nella seconda metà del tredicesimo secolo, con l'epilogo della trilogia, che avrà tra i suoi protagonisti le famiglie dei Visconti e dei Della Torre.

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