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mercy

Non leggere (alcuni generi)

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56 minuti fa, Fraudolente ha scritto:

Qui, se non avete voglia di leggere...

Molto bello anche il film, ma il libro è diverso. Il protagonista, in particolare, è molto più apprezzabile nella versione romanzata più che in quella cinematografica, in quanto, essendo in prima persona, se ne evince molto meglio il carattere. E la parte divertente è proprio l'essere messi al corrente del suo pensiero e dell'opinione che lui ha di sé :asd:

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12 minuti fa, Miss Ribston ha scritto:

No, mi manca... lo consigli?

Sì. Non è perfetto, se si esaminano certi elementi che sanno un po' di stereotipo, ma è di una forza e di un coinvolgimento molto alti: uno di quei libri che facevo fatica a staccarmi dal leggere. E l'ho letto pochi anni fa, in un periodo che ero molto selettivo e facevo fatica a trovare qualcosa che m'interessasse davvero. Battle royale è riuscito in questo. A mio avviso, anche se l'autrice lo nega, ha ispirato Hunger Games, solo che è molto più crudo e potente.

Ci hanno tratto anche un film e un manga.

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4 ore fa, Talia ha scritto:

Credo di non aver ben chiare le caratteristiche che inquadrano un genere. 

 

In effetti (se n'è discusso altrove) il genere è spesso una categorizzazione a fini commerciali e non tutti i romanzi possono essere inquadrati facilmente.

Comunque sì, Ende è decisamente fantasy (e io decisamente l'adoro).

 

Per quanto riguarda i romanzi storici, io ammetto che ho difficoltà soprattutto quando l'autore parla di epoche molto distanti dalla sua (con la felice eccezione di Eco, direi) quindi sono piaciuti anche a me Pratolini, Levi, Sciascia. Follett no, ma proprio non digerisco la sua prosa - credo sia questione di gusti.

 

4 ore fa, Talia ha scritto:

Non so davvero cosa pensare, voi avete tutti le idee molto più chiare

O forse sei tu che hai meno pregiudizi nello scegliere i libri. :) 

 

4 ore fa, M.T. ha scritto:

 

6 ore fa, mercy ha scritto:

Io, ad esempio, ho un particolare debole per la letteratura fantastica tutta, ma preferisco nettamente la fantascienza al fantasy e (dopo lunghe discussioni con altri lettori) ho anche capito perché... 

Perché (mi hai incuriosito)?

 

4 ore fa, Miss Ribston ha scritto:

In generale, del fantasy mi piacciono il fattore magia,

 

Proprio quello che a me a volte indispone. xD

Trovo che la magia inserisca un elemento caotico e irrazionale nella narrazione, a totale discrezione dell'autore - e quindi la tollero a piccole dosi. Con qualche eccezione dovuta probabilmente alla bravura degli autori (Tolkien, Pullman, Ende), preferisco decisamente il low fantasy. Il ricorso massiccio alla magia spesso mi sembra un deus ex machina all'interno della trama. 

Con la fantascienza non ho mai questo problema:

l'autore rispetta le premesse ("fanta"scientifiche) della sua ambientazione ---> bene

l'autore fa un po' il cavolo che vuole ---> butto il libro.

Poi, non posso farci nulla, ho una formazione (e una mentalità) rigidamente razionalista. Non me ne vanto, perché riconosco che sia un limite: non sono mai riuscita a pregare. Non ho mai avuto paura leggendo (o guardando) un horror, l'elemento soprannaturale mi sembra sempre vagamente ridicolo. Fantasmi? Demoni? Maledizioni? Tutti elementi folkloristici che possono essere funzionali alla trama, ma che non mi mettono un briciolo d'ansia.

 

4 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

per il realismo magico sono buoni esempi: La casa degli spiriti e Cent'anni di solitudine (giusto? O i libri di Neri Pozza che non mi dispiacciono), New weried, non so,  credo di non aver letto proprio nulla.

Sì, Isabel Allende e García Márquez sono di solito inseriti nel genere. Ma anche Borges, Cortázar, Bulgakov (e parte della produzione di Calvino e di Buzzati) :love3:

Il New Weird è una categorizzazione piuttosto nuova, un sottogenere che mescola in modo "strano" (weird) fantasy, fantascienza e (in alcuni casi anche horror): mi vengono in mente Neil Gaiman oppure Mervyn Peake.

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51 minuti fa, mercy ha scritto:

Il ricorso massiccio alla magia spesso mi sembra un deus ex machina all'interno della trama. 

Deve esserci una ragione per la presenza della magia  e deve avere un senso. Mi viene in mente la trilogia della Spada Nera di Weis e Hickman, con un mondo dove tutti possono usare la magia tranne uno: storia bella, che ricorda un po' Io sono leggenda di Matheson.

 

53 minuti fa, mercy ha scritto:

Non ho mai avuto paura leggendo (o guardando) un horror, l'elemento soprannaturale mi sembra sempre vagamente ridicolo. Fantasmi? Demoni? Maledizioni? Tutti elementi folkloristici che possono essere funzionali alla trama, ma che non mi mettono un briciolo d'ansia.

Se però li vedi come modo per denunciare la società e mostrare i suoi lati oscuri, allora è un altro paio di maniche: penso per esempio a Pet Semetary e It di King.

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13 ore fa, M.T. ha scritto:

Weis e Hickman

:no:

13 ore fa, M.T. ha scritto:

Matheson

<3 

 

13 ore fa, M.T. ha scritto:

Se però li vedi come modo per denunciare la società e mostrare i suoi lati oscuri, allora è un altro paio di maniche: penso per esempio a Pet Semetary e It di King.

Certo, la buona narrativa è piena di simboli - ma i simboli di questo tipo hanno su di me scarsissimo effetto, non mi muovono nulla. L'idea di essere sola e diversa da tutti quelli che mi circondano (Io sono leggenda) mi angoscia molto di più di quanto non faccia una fantomatica entità ultraterrena vestita da clown. I clown non fanno paura, fanno tenerezza e un po' pena. 

Ho visto il vecchio film di It da bambina e poi letto il libro. Credo sia un buon romanzo di formazione: mi è piaciuto, ma non mi ha entusiasmato. Un limite soggettivo, non oggettivo, ma tant'è.

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Nei Gaiman e Bulgakov credo di averli letti mille volte e continuo a rileggerli, così come Pullman. Per quanto riguarda gli storici a me non dispiace affatto Edward Rutherfurd di cui sto rileggendo I principi d'Irlanda. Invece, ultimamente ripenso spesso a 1984 di Orwell e vorrei rileggerlo. Al tempo è stato il primo libro che lessi in inglese e mi aveva affascinato moltissimo il fatto di esserci riuscita, l'ho poi riletto e ho visto anche il film, ma sono comunque passati tanti anni.

L'erotico anche io l'avevo scordato come genere, per me non esiste nemmeno. Mi piace moltissimo che ci sia una storia d'amore all'interno della storia, ma odio quando tutta la narrazione ruota solo intorno a quello, ma devo dire che, quando manca il fattore sentimentale lo sento e lo cerco.

La letteratura per bambini, piccoli e cresciutelli, mi piace quasi tutta, negli ultimi tempi sono molto affascinata dai libri di Manlio Castagna che sono davvero scenografici. @Miss Ribston io per il distopico ti consiglio la Atwood, non solo i famosissimi Racconti dell'ancella, ma tutti i suoi libri.

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Capisco cosa intendi quando parli dei romanzi storici, per questo ti posso consigliare "Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo" di Alessandro Barbero. Oltre ad averci vinto uno Strega (!) se hai mai ascoltato Barbero sai anche che le sue conoscenze non si limitano agli aspetti storici ma anzi sono sempre rivolte agli aspetti di vita quotidiana e ad ogni altra dimensione in cui è immerso l'uomo (la guerra, la famiglia, la legge, il gioco).

  • Grazie 1

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3 ore fa, mercy ha scritto:

I clown non fanno paura, fanno tenerezza e un po' pena. 

I clown li ho sempre trovati inquietanti, nella migliore delle ipotesi tristi.

 

3 ore fa, mercy ha scritto:

Ho visto il vecchio film di It da bambina e poi letto il libro.

Il vecchio film, come il nuovo, ha dei limiti che non possono essere superati, ovvero non può mostrare tutto quello che c'è nel libro. Più che il mostro, la paura, di It mi ha colpito la perdita che avviene nel crescere, che è davvero tanta. Senza contare tutte le altre sfumature: la pazzia, il non riuscire a comunicare tra genitori e figli, i sogni e la fantasia che si hanno da piccoli, per citarne alcune.

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Il 21/9/2019 alle 19:29, mercy ha scritto:

 

Il 21/9/2019 alle 16:04, ivalibri ha scritto:

Oltre ai generi menzionati da mercy devo aggiungere anche il fantasy.

@ivalibri, il fantasy è un terreno scivoloso: c'è molta roba illeggibile, banale e prolissa - ma è un genere vastissimo che secondo me contiene delle perle. Se anche tu (come Alba) hai voglia di farmi qualche esempio di temi o romanzi che ti sono piaciuti particolarmente, magari riesco a consigliarti qualcosa.

Ciao @mercy  la cosa curiosa è che non ho temi preferiti e sono molto aperta a tematiche differenti, amo molto anche la letteratura fantastica. Dovessi elencare romanzi che mi sono piaciuti particolarmente farei una lista lunghissima... Il fantasy però non riesco a leggerlo, nemmeno Tolkien o Harry Potter. Tu cosa consiglieresti?

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A proposito di young adults e new adults mi è venuto in mente un autore che ho particolarmente amato, cioè Neil Gaiman. Alcune sue opere sono più per ragazzi (tipo Il figlio del cimitero), altre per tutte le età (Neverwhere, Stardust). Sono fantasy che non fanno rima con Tolkien. Molto belle sono anche le graphic novels, se ti piace il genere (Sandman, Black Orchid).

C'è pure American Gods di cui ho sentito parlare molto bene e che credo sia diretto ad un pubblico adulto ma che non conosco personalmente. Se ne vuoi un assaggio è pure uscita una serie tv. Puoi vedere il trailer e capire se ti ispira.

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8 minuti fa, ivalibri ha scritto:

la cosa curiosa è che non ho temi preferiti e sono molto aperta a tematiche differenti, amo molto anche la letteratura fantastica. Dovessi elencare romanzi che mi sono piaciuti particolarmente farei una lista lunghissima... Il fantasy però non riesco a leggerlo, nemmeno Tolkien o Harry Potter. Tu cosa consiglieresti?

Prendiamoci questo rischio, via. Due libri e due autori diversissimi - ma entrambi fantasy.

1) La prigione della libertà, Michael Ende. L'ho consigliato anche a @Poeta Zaza che ha (o aveva) qualche perplessità sul fantasy. Si tratta di una raccolta di otto racconti (così, in caso non ti piaccia, lo chiudi in fretta): è molto fantasy ma senza draghi, elfi, spade magiche e foreste incantate, anzi. Ci sono città reali e personaggi umani troppo umani. Lo stesso Ende dichiara di considerare la raccolta un omaggio a Borges e io sono d'accordo con lui. 

Se dovesse piacerti, puoi continuare con la raccolta precedente, Lo specchio nello specchio, che Ende ha dedicato al padre (e pittore surrealista, Edgar). Onirica anche questa raccolta, ma decisamente più cupa (e non so se ti piacciono le atmosfere cupe).

 

2) Jonathan Strange & il signor Norrell, Susanna Clarke. Un romanzone che aveva tutte le premesse per non piacermi (un po' storico, un po' ucronico, molto magico, vagamente sentimentale) e invece mi ha incantata. Ambientato in un XIX secolo ucronico, durante le guerre napoleoniche. Ci sono il Duca di Wellington, Lord Byron e re Giorgio III,  un sacco di tè, un giovanotto impunito e un signore di mezza età tremebondo e subdolo.

So che ne hanno fatto anche una serie televisiva, ma mi sono rifiutata di guardarla, per non sciupare il piacere del libro.

 

Magari arrivano altri suggerimenti, @ivalibri, ma sarei curiosa di avere da te un feedback, fammi sapere. :) 

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@Tessa79 Neil Gaiman è un grande, anche se guardi solo le cose che ha sceneggiato, partendo da Good Omens: non vedo l'ora di poter guardare la serie e intanto mi leggo il romanzo. Nel frattempo sto per iniziare la serie di American Gods, il trailer promette assai bene, anche per quella mi sto procurando anche il libro. Volendo si può vedere anche la serie Lucifer, dove Gaiman ha un ruolo un po' più marginale, infatti direi che è solo carina, ma dipende dai gusti. Di certo è molto fantasy e direi per adulti.

 

 

 

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@SeeEmilyPlay Il successo maggiore di Neil Gaiman è sicuramente Sandaman, serie a fumetti; buon lavoro anche quello sugli Eterni per la Marvel (anche se è dura confrontarsi con Kirby). Per quanto riguarda i libri, belli Nessun Dove e  Il cimitero senza lapidi e altre storie nere; Stardust è uno dei pochi casi in cui ho preferito il film al libro. American gods, che non ho letto, divide: c'è chi lo ritiene un  capolavoro, chi una delusione (oltre alla serie tv, hanno fatto anche la serie a fumetti).

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2 ore fa, mercy ha scritto:

) La prigione della libertà, Michael Ende. L'ho consigliato anche a @Poeta Zaza che ha (o aveva) qualche perplessità sul fantasy. Si tratta di una raccolta di otto racconti (così, in caso non ti piaccia, lo chiudi in fretta): è molto fantasy ma senza draghi, elfi, spade magiche e foreste incantate, anzi. Ci sono città reali e personaggi umani troppo umani. Lo stesso Ende dichiara di considerare la raccolta un omaggio a Borges e io sono d'accordo con lui. 

Se dovesse piacerti, puoi continuare con la raccolta precedente, Lo specchio nello specchio, che Ende ha dedicato al padre (e pittore surrealista, Edgar). Onirica anche questa raccolta, ma decisamente più cupa (e non so se ti piacciono le atmosfere cupe).

 

2) Jonathan Strange & il signor Norrell, Susanna Clarke. Un romanzone che aveva tutte le premesse per non piacermi (un po' storico, un po' ucronico, molto magico, vagamente sentimentale) e invece mi ha incantata. Ambientato in un XIX secolo ucronico, durante le guerre napoleoniche. Ci sono il Duca di Wellington, Lord Byron e re Giorgio III,  un sacco di tè, un giovanotto impunito e un signore di mezza età tremebondo e subdolo.

So che ne hanno fatto anche una serie televisiva, ma mi sono rifiutata di guardarla, per non sciupare il piacere del libro.

 

Magari arrivano altri suggerimenti, @ivalibri, ma sarei curiosa di avere da te un feedback, fammi sapere. :) 

Grazie @mercy li leggo e ti faccio sapere. Le descrizioni che hai fatto già mi incuriosiscono!

A presto!

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4 ore fa, mercy ha scritto:

 

1) La prigione della libertà, Michael Ende. L'ho consigliato anche a @Poeta Zaza che ha (o aveva) qualche perplessità sul fantasy. Si tratta di una raccolta di otto racconti (così, in caso non ti piaccia, lo chiudi in fretta): è molto fantasy ma senza draghi, elfi, spade magiche e foreste incantate, anzi. Ci sono città reali e personaggi umani troppo umani. Lo stesso Ende dichiara di considerare la raccolta un omaggio a Borges e io sono d'accordo con lui. 

 

Sì, cara @mercy  :)

La prigione della libertà di Ende.

l'ho trovato sul Web solo di seconda mano, ma in buono stato e ho letto tutti i racconti mesi fa. Adesso ho passato il testo a un amico e quindi non posso "ripassare" per dirti meglio e mie sensazioni. So che qualcuno mi è piaciuto molto, altri meno o poco. Ma visto che quelli che ricordo adesso, a memoria, sono questi:

Il bambino dalle mille case che cercava quella di cui provare nostalgia, vista in un quadro,  sino ad arrivarci alla fine della vita in una fantastica odissea.

Senza senso e costrutto, per me, quello dell'auto familiare che inghiotte persone, cose e ambienti.

Molto apprezzato, invece, quello delle 111 porte (credo quello che dà il nome al libro) tra cui essere costretti a scegliere una sicura via di uscita. Metafora di chi non osa vivere, vegetando in una vita di non scelte, travolto dagli accadimenti esterni o decisi dagli altri. E metafora del fatto che, anche quando compiamo una scelta per avere un certo risultato, l’esito non è in mano nostra, ma del destino, in massima parte. In più, ho apprezzato la vena sofistica-filosofica della voce fuori campo, le sue incontestabilmente logiche asserzioni.

Max Muto che viaggiava volentieri.

Ende scrive benissimo, ovvio, e il suo stile intriga, è coinvolgente.

Ho letto, del genere fantasy, anche Il teorema del pappagallo, che non ricordo chi me lo ha consigliato, e che ringrazio, e che trovo abbia un suo fascino che centellino (devo ancora finirlo, è molto impegnativo ancorché interessante e istruttivo).

C’è del buono anche nel fantasy moderno (io vedevo solo Omero come sommo autore del genere, ma adesso non sono più prevenuta come un tempo). Devo ancora leggere (e lo farò)  il Signore degli Anelli

La mia predilezione resta comunque verso la narrativa classica, le vicende romanzate di uomini e donne in varie epoche della storia umana, in cui immedesimarsi e vedere i nostri simili o conoscenti nei vari personaggi principali o di contorno. Prediligo scorrere la storia dei tempi passati attraverso l’intreccio di una o più famiglie nell’arco del periodo (come Guerra e Pace o Via col vento). Amo le storie che possono essere vere, accadere o essere accadute davvero.

 

Amo l’autore che mi strappa una risata o una lacrima. Quello che mi fa fare associazioni di pensiero e di vita, E questo autore, lo riconosco, può firmare qualsiasi genere.

Per invogliarmi a leggere autori di generi che non mi ispirano, credo nel passaparola di gente che stimo. Per questo ho comprato i due libri di cui sopra.

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23 ore fa, mercy ha scritto:

Jonathan Strange & il signor Norrell, Susanna Clarke.

bellissimo, io l'ho molto amato anche se l'inizio è un po' lento. La serie ho provato a guardarla, ma non sono riuscita a finirla, direi che mi ha delusa

 

@ivalibri un altro bellissimo fantasy, per me, è Terramare di Ursula K. Le Guin, un'altra di quelle storie che vorresti non finisse mai!

@SeeEmilyPlay avevo cominciato Lucifer ma non sono riuscita a finirla, la serie intendo, non so se ne esista una versione libro. Non sapevo però che Gaiman ci avesse lavorato!

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Il 23/9/2019 alle 19:37, mercy ha scritto:

Per quanto riguarda i romanzi storici, io ammetto che ho difficoltà soprattutto quando l'autore parla di epoche molto distanti dalla sua (con la felice eccezione di Eco, direi)

 

Il 23/9/2019 alle 19:37, mercy ha scritto:

Follett no, ma proprio non digerisco la sua prosa - credo sia questione di gusti.

 

 

Strano: io leggo entrambi senza problemi. Digerisco benissimo la prosa di Follet, mentre devo "masticare" un po' di più quella di Eco. Bravissimi entrambi, comunque! Credo che Umberto Eco sarà uno dei pochi scrittori italiani della nostra epoca nei libri di testo dei pronipoti. Ammesso e non concesso che, tra qualche decennio, esistano ancora i libri...

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Il 25/9/2019 alle 12:10, SeeEmilyPlay ha scritto:

@Tessa79 Neil Gaiman è un grande, anche se guardi solo le cose che ha sceneggiato, partendo da Good Omens: non vedo l'ora di poter guardare la serie e intanto mi leggo il romanzo. Nel frattempo sto per iniziare la serie di American Gods, il trailer promette assai bene, anche per quella mi sto procurando anche il libro. Volendo si può vedere anche la serie Lucifer, dove Gaiman ha un ruolo un po' più marginale, infatti direi che è solo carina, ma dipende dai gusti. Di certo è molto fantasy e direi per adulti.

Alla lunga tende un po' a essere ripetitivo, però apprezzo quel "fantasy della porta accanto", in cui il mondo è pari pari il nostro ma basta voltare un angolo e ci si ritrova in un'altra dimensione. Mi pare un modo di fare fantasy piuttosto innovativo (o almeno lo era quando ha iniziato).

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Non leggo romanzi rosa.
Non leggo e non vedo film commedia o comici.

Al di là del genere non leggo mai storie ambientate durante la seconda guerra mondiale o negli anni contemporanei, come del resto evito il 1700 a priori.

 

Un tempo leggevo e cercavo un sacco di romanzi di formazione, ora non li compro più.

 

Non mi piacciono i romanzi che parlano di attualità, di problemi sociali o di impegno politico.

Evito anche i romanzi corali, quelli con più punti di vista, quelli in forma di diario e infine quelli scritti in seconda persona.

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Come sei specifico @fogliolabile:)

Sono d'accordo sulle prime due affermazioni, ma devo ammettere che cerco le eccezioni e, quando le trovo, mi sento molto soddisfatta. I romanzi corali come ti disturbano? È la pluralità del punto di vista? Trovi che sia troppo dispersivo?

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11 ore fa, Kikki ha scritto:

Come sei specifico @fogliolabile:)

Sono d'accordo sulle prime due affermazioni, ma devo ammettere che cerco le eccezioni e, quando le trovo, mi sento molto soddisfatta. I romanzi corali come ti disturbano? È la pluralità del punto di vista? Trovi che sia troppo dispersivo?

 

Non mi piacciono i romanzi corali perché ho bisogno di identificarmi in un unico protagonista, al di là della distanza che ci possa essere fra me e lui sotto ogni punto di vista. E a proposito di punti di vista, non riesco a leggere una storia che si alterna da diverse angolazioni, sopratutto se narrano lo stesso evento ma con diverse voci a rappresentare le differenze emotive. Ho bisogno che la storia si sposti in avanti in modo progressivo e questo significa per me un cambiamento nello spazio e nel tempo che non va mai indietro (per lo stesso motivo non sopporto molto i flashback) ma sempre in avanti, possibilmente con nuovi ostacoli o meglio complicazioni crescenti.

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Il 21/9/2019 alle 15:03, no mercy ha scritto:

Se volete parlate dei generi che non vi piacciono, magari questa discussione sarà utile a qualcun altro, oppure insultatemi, riempitemi di freccine rosse e dimostratemi che sbaglio

Ma va'! A me non piace quasi niente. Mi piaccio solo io! Haha! :D

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non leggo i romanzi rosa. Odio proprio il romanticismo in generale. Che poi, parlando da non esperta del genere, so che molto spesso in questo romanzi rosa si parla di violenze e stupri. Anche i diversi volumi della saga di Angelica, sopra citati, sono considerati  romanzi rosa e le fanno di tutto. Se esista un'altra forma di romanzi rosa non lo so.

 

i romanzi storici non mi incuriosiscono molto ma potrei anche leggerli. Ho sempre avuto un po' di fastidio per la storia, ma più che altro  per come mi è stata presentata in quanto materia di studio. 

non ricordo se abbia mai letto libri di fantascienza:umh: ma li leggerei se capitasse. 

gli young sono un fenomeno attuale e li paragono un po' a romanzi rosa per adolescenti, quindi, per me, è no, come dice la Maionchi.

non mi interessa nemmeno il genero erotico. Anche se purtroppo appena penso al genere erotico mi viene in mente "50 sfumature di grigio" e potrei essere molto prevenuta. Avevo letto però" histoire d'o" e mi era parso un'assurdità. 

Praticamente, a parte il genere rosa, potrei leggere anche libri che in genere mi incuriosiscono poco ma solo se scritti veramente bene. Preferisco infatti scegliere i libri più per l'autore che per il genere. A parte i gialli che, siccome li adoro, ne leggo anche di orribili senza fare una piega. 

 

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A parte i coraggiosi @bwv582 e @SeeEmilyPlay (che pure mettono dei paletti), nessuno ha ammesso di essere avido lettore di romance... Eppure il rosa vende, eccome se vende!

@Silverwillow, hai un pubblico potenziale vastissimo. Ti leggerò anche io, giusto per recensire il tuo libro dicendo che non amo i romanzi rosa. :sorrisoidiota:

 

Non mi sorprende invece la diffidenza nei confronti del fantasy. In Italia non sappiamo scriverlo (oppure pubblicarlo, oppure leggerlo... fate voi). In ogni caso è un peccato.


Comunque mi conforta sapere che non sono l'unica con qualche pregiudizio, c'è anche @Caty a farmi compagnia. :si:

Spoiler


29 minuti fa, Caty ha scritto:

A me non piace quasi niente. Mi piaccio solo io! Haha!

Così si fa, sorella! <3 

 

 

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1 ora fa, no mercy ha scritto:

, hai un pubblico potenziale vastissimo. Ti leggerò anche io, giusto per recensire il tuo libro dicendo che non amo i romanzi rosa. :sorrisoidiota:

:lol:(y)  Comunque sì, tenendo d'occhio la pagina Harmony e i blog collegati mi sono resa conto che i seguaci del genere sono tantissimi e molto agguerriti. Mi sento quasi un'infiltrata in qualche setta xD. Mi sta anche venendo voglia di scriverne degli altri, giusto per dare una scossa al genere.

 

Il fantasy a me piace molto, anche se negli ultimi tempi l'ho un po' abbandonato. L'ultimo letto, che è molto particolare e molto bello è "Il sognatore" di Laini Taylor, che consiglio a chi non ama il fantasy troppo classico (elfi, nani, signori oscuri, ecc.). C'è anche un seguito, è una duologia (così dice la copertina). Un altro che ho letto anni fa e avevo adorato (ma non so se si trova ancora) era "Il libro segreto del signore oscuro" di Paul Dale, che è un vero fantasy ma al tempo stesso una presa in giro dei suoi cliché. Di italiani mi piacevano solo quelli di Fabiana Redivo, parlo di vent'anni fa, ma mi pare abbiano fatto nuove edizioni ebook.

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Ho sempre letto di tutto, ci sono libri che mi hanno colpito e hanno lasciato una traccia nella memoria, altri che sono svaniti nell'oblio. Mi piacciono i libri scritti bene, scorrevoli, coinvolgenti, indipendentemente dal genere di appartenenza. Non apprezzo particolarmente gli scavi in anime graffiate. Dei grandi romanzieri, spesso riesco ad amare uno o due libri, ma non le saghe interminabili costruite solo con scopi commerciali, dove si percepisce da lontano il tentativo dell'autore di sfruttare una vena ormai scaduta. Noto che il genere satirico, che a volte sfiora la fantascienza distopica, è poco gettonato: che dire di Stefano Benni o di Michele Serra? Comunque, l'importante è leggere e, ancora di più, cercare il modo di far amare la lettura ai nostri figli e nipoti, perché leggere è formarsi, è capire, è aggiungere alle proprie migliaia di altre esperienze, è viaggiare, volare lontano: qualsiasi autore capace di ottenere questo risultato merita di essere letto, indipendentemente dalle classificazioni di genere.

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9 ore fa, Silverwillow ha scritto:

molto bello è "Il sognatore" di Laini Taylor,

è piaciuto moltissimo anche a me @Silverwillow, ricordo che ero rimasta molto colpita dalle descrizioni, davvero vivide. Il seguito non mi aveva fatto impazzire a dire il vero, tanto che poco tempo fa stavo per ricomprarlo pensando di non averlo mai letto :aka:

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