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Ospite Domenico Santoro

Il mio cane

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Ospite Domenico Santoro

Commento a "Subconscio computabile" di Riddle Seeker

 

Se potessi essere il protagonista di una storia, sceglierei quella dell’uomo che entra in un caffè e fa splash. 

Entrare in un caffè, che sensazione meravigliosa dev’essere. Tu entri in un caffè e il caffè entra in te.Ci fosse un modo per fare l’amore con lui, lo troverei. Lascerei il mio lavoro, mia moglie, i miei figli per stare con lui.

Questo per dirvi che quel lunedì mattina ero molto contento perché avevo una tazza in mano, quando mia moglie mi svelò che il nostro cane era gay.

«Cosa?» dissi.

«L’ho visto coi miei occhi.»

«Come fai a esserne certa?»

«La scena non si poteva equivocare.»

Ci pensai su. Io sono cattolico. Secondo la mia religione, certe cose non si dovrebbero fare, anche se io ho sempre pensato siano scelte private. Avrei dovuto chiedere forse consiglio al parroco; sì, ma con che coraggio?

«I bambini l’hanno visto?» domandai.

«Tutto quanto si poteva vedere hanno visto.»

«Cosa hai detto loro?»

«Hanno dodici e tredici anni. Sanno più cose di noi.»

L’oggetto dell discussione scodinzolò in cucina. Le orecchie abbassate, lo guardo malinconico. Avrei dovuto capirlo da subito. Ho sempre pensato fosse un cane molto sensibile.

«Eccolo» dissi.

«Lui in persona.»

«Che dobbiamo fare?»

«Niente. Che vuoi farci. È la sua vita.»

Ci ripensai sui. Mia moglie non aveva tutti i torti. Finché lui era contento… inoltre, secondo il catechismo, gli animali non hanno un’anima da mettere in pericolo. Poteva divertirsi finché era in tempo.

Guidai verso il lavoro, ancora sconvolto dall’informazione.

Sono un impiegato. Nel mio reparto lavoriamo per un’ora e mezza, poi prendiamo il caffè alla macchinetta. Non è una gran bontà, ma anelavo quel momento.

«Novità?» chiese uno.

«Il mio cane è gay.»

In seguito sarei diventato più riservato su quell’informazione, ma ero ancora scioccato.

«Il mio è feticista.»

«Gambe dei tavoli?»

«Divani, soprattutto.»

«È solo una fase» disse un’altra collega, con aria esperta, come se ci fosse passata anche lei.

Durante la pausa pranzo, feci per cercare “cani gay” su Google, ma mi fermai. Ho sempre avuto il sospetto che ci controllassero.

Dopo il lavoro, accompagnai il botolo ai giardinetti. Fischiettai noncurante.

Incontrai l’ingegner Zanchi col suo Oscar, un simpatico golden retriever. Il mio cane e Oscar cominciarono ad annusarsi.

«Tutto bene in famiglia?» mi chiese.

«Mio figlio minore ha vinto il torneo cittadino di yoga.»

«Un campione.»

«Non so da chi abbia preso. Io sono sempre stato una schiappa in tutto.»

«Come funziona un torneo di yoga?»

«C’era una giura. Era presente il grade maestro Satyamanda Sareswesti.»

«Mai sentito.»

«È molto conosciuto nell’ambiente.»

«Andiamo, Oscar. Ancora complimenti» disse l’ingegnere, passando oltre.

Io, nel frattempo, era ancora dispiaciuto per il mio cane. Aveva un’aria solitaria. Avrei voluto trovargli qualcosa come un fidanzato. Mia moglie, però, non avrebbe mai accettato un altro cane in casa. Già aveva fatto fatica con lui.

Sedetti a una panchina e lo slegai, per lasciarlo libero di giocare per il parco coi suoi compagni.

È inoffensivo, e poi torna come faccio un fischio. È un bravo cane.

Il baracchino del caffè… di solito non ne prendevo di sera, ma decisi di fare uno strappo. Appena tornato a casa, mi dissi, sarei andato a lavare i denti, prima che mia moglie potesse annusarmi l’alito. Non era contenta della mia passione per il caffè. Questioni di salute a parte, credo ne fosse gelosa.

Guardai i cani giocare. Vi confesso che volevo vedere se stesse facendo quella cosa lì. Niente di che, si limitava a rincorrersi con gli altri.

Mi chiesi se mia moglie mi prendesse in giro. Per un momento provai del sollievo. Mi pentii.

Comunque, avevo deciso che sarei stato di supporto. Fischiai. Lo legai al guinzaglio. Gli carezzai il capo. Era un caro cane. Volevo renderlo felice.

Nei giorni successivi indagai nel network dei padroni di cani dei giardinetti, con discrezione.

«Il mio peloso è molto sensibile» dissi alla ragazza Azzani, che in quel periodo faceva la dog sitter, a dire il vero con molta pena. Ne trascinava tre alla volta, con fatica. Abbaiavano.

«Scrive poesie?» chiese.

«Credo che, se potesse, lo farebbe.»

«Gli piace guardare il tramonto?»

«Molto.»

Era vero. Ogni tanto di sera si accucciava in giardino e se ne stava con lo sguardo languido, verso l’orizzonte. Ecco che faceva. Guardava il tramonto.

«I miei invece sono scatenati.»

«Dev’essere stancante. Come vanno gli studi?»

«Letteratura francese è tosto, ma dovrei venirne a capo.»

La ragazza si allontanò. Secondo me non era affatto adatta a quel lavoro, ma non stava a me farglielo notare.

Giocai a palla col sacco di pulci. Usavo una rossa, da pelota basca. Era dura, rimbalzava bene, gli piaceva morderla. Letteratura francese. M’ero fatto l’idea di potermi aprire con l’Azzani. Il giorno dopo mi confidai con lei.

«Capisco» disse la ragazza. In quel momento era senza cani. Stava leggendo alla panchina del parco.

«Vorrei avesse compagnia» dissi. «Mi sembra sempre un po’ abbacchiato.»

«Ha l’aria triste, in effetti» disse l’Azzani, guardandolo. «Perché non cerca sui forum di internet? Magari trova un’altra persona nella stessa situazione.»

«Quando cerco qualcosa del genere su internet vengono fuori soltanto immagini poco edificanti.»

«Giusto. Provò a chiedere fra i miei datori di lavoro, se le fa piacere.»

«Con discrezione.»

«Con discrezione, sia chiaro.»

«Grazie. Cosa legge?»

«Racconti.»

«Sono buoni?»

«Alcuni sì, altri insomma… »

Il cane andò al solito albero per fare le sue cose, poi trottò versò un randagio. Non mi piaceva che frequentasse certe compagnie. Lui è vaccinato, ha un veterinario. Cercai di richiamarlo, ma non non volle sentirmi. Poi, vidi che si allontanava con un cane di strada.

Capii subito quale fosse il suo problema. Si era innamorato di un “bad boy.”

La situazione è molto comune. Anch’io, da giovane, mi ero infatuato di una poco di buono.

Sì, ma come fargli capire il suo eroe? Non puoi veramente discutere col tuo cane!

E poi, si sa, l’amore non ha padroni.

La sera, a letto, esposi il problema a mia moglie. Si stava passando una crema sulle braccia.

«Un randagio» disse lei.

«Esatto.»

«Non si prenderà delle malattie?»

«Spero di no.»

«È cattivo?»

«Chi?»

«Il randagio.»

«Sembra mansueto.»

«Devi farlo controllare dal veterinario.»

Mia moglie è più saggia di me. L’ho sposata per questo.

Il giorno dopo, misi il cane di strada in un portantino. Io lo trovavo molto brutto, ma, si sa, al cuor non si comanda.

Il dottore gli tirò il sangue e gli fece delle punture. Mentre discutevamo, lasciammo i due cani giocare.

«Sembra sano» disse il veterinario. «Ma aspettiamo le analisi.»

Io, comunque, vedevo una luce diversa negli occhi della mia palla di pelo preferita, quando era con quello che (a quel punto) dovevo chiamare il suo compagno. Era felice.

«Come va con la sua situazione?» mi chiese la ragazza Azzani, quando fui di nuovo al parco col quattro zampe.

«Difficile da dire. Ha trovato compagnia, ma è un cane di strada.»

«Al cuor non si comanda.»

«È quello che dico anch’io.»

«Lo lasci fare.»

Dopo cena, discussi di nuovo con mia moglie.

«Non ci prenderemo un randagio in casa» rispose immediatamente.

«Sono felici insieme.»

«Daranno il cattivo esempio ai bambini.»

«Stai dicendo che sei omofoba? La donna che ho sposato lottava per i diritti di tutti!»

Lei sospirò.

Il giorno dopo, per una volta, portò lei il cane al parco.

Di sera, venne da me.

«A due condizioni.»

«Sentiamo.»

«Dovrai bere meno caffè.»

«Quanto di meno?»

«Massimo tre al giorno.»

Inghiottii un groppo di saliva. Pensai alla felicità del mio cane… 

«Lo farò» promisi.

«Seconda condizione. Questa volta scelgo io il nome.»

Ai tempi avevamo lasciato fare ai bambini, ed è per questo che il nostro cane si chiama Caccona. Noi non volevamo, ma gli è rimasto appiccicato.

Mia moglie cominciò a cercare su internet una lista di nomi appropriati per un cane, mentre la bestiola entrava nella stanza. Cacca non aveva idea della sorpresa che stavamo preparando per lui!

 

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Ciao @Domenico Santoro,

ho letto il racconto che ho trovato molto divertente, simpatico e scritto molto bene. Non è facile affidarsi sostanzialmente al solo dialogo per scrivere un bel racconto: ti faccio i miei complimenti. Non ho trovato particolari errori.

Ho solo due annotazioni:

8 ore fa, Domenico Santoro ha scritto:

Questo per dirvi che quel lunedì mattina ero molto contento

Io inizierei subito con "Quel lunedì mattina", quel "questo per" l'ho trovato molto didascalico.

 

8 ore fa, Domenico Santoro ha scritto:

Questioni di salute a parte, credo ne fosse gelosa.

Qui non ho afferrato bene: la moglie è gelosa del caffè? Un po' estrema come cosa, anche se capisco che l'intento sia ironico.

 

Bravo ancora, a presto!

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Ciao @Domenico Santoro, non è il tuo primo racconto che leggo, ma non ti ho mai commentato fino ad ora. Anche gli altri tuoi racconti mi sono piaciuti, la tua scrittura è pulita ed essenziale, "leggera", ma inteso in senso positivo.

Ho notato un paio di refusi che ti segnalo:

9 ore fa, Domenico Santoro ha scritto:

«Giusto. Provò a chiedere fra i miei datori di lavoro, se le fa piacere.»

Proverò invece di Provò.

9 ore fa, Domenico Santoro ha scritto:

Sì, ma come fargli capire il suo eroe? Non puoi veramente discutere col tuo cane!

errore, non eroe

 

A parte queste due sciocchezze il resto fila liscio, è una lettura piacevole venata di un umorismo gradevole e lievemente surreale.

Con pochissimi tratti sei riuscito a delineare bene la figura del narratore, ma anche quella della moglie che emerge da brevissime annotazioni e pensieri del protagonista. Partendo da una situazione assolutamente plausibile hai costruito un racconto in cui ogni cosa viene affrontata con un eccesso di serietà che diventa comica e dei personaggi che parlano fra loro senza mostrare alcuna espressività è coinvolgimento, impassibili come dei Buster Keaton parlanti.

In conclusione un racconto piacevole e ben scritto.

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Ospite Domenico Santoro

@Alessiomantelli Ciao, sono contento il racconto ti sia piaciuto. Mi piace scrivere dialoghi, spesso faccio molto affidamento su di loro, forse troppo. Ti ringrazio per le annotazioni, ne terrò sicuramente conto in fase di revisione. @libero_s Sono contento il racconto ti sia piaciuto e ti ringrazio per aver segnalato i refusi. A mia (parziale) discolpa: ho l'impressione che a volte il correttore ortografico di Scrivener trasformi le parole. Non sempre tutta questa tecnologia viene in nostro supporto. Trovo interessante l'accostamento coi film di Buster Keaton, che non conosco. Proverò a recuperarne qualcuno. @jjackflash Sono felice la storia ti sia piaciuta. Il titolo è buttato lì, non mi veniva in mente niente di meglio. Diciamo che non volevo anticipare le "sorprese" del racconto, perciò ho fatto una scelta neutra. Se tu avessi suggerimenti, te ne sarei grato. Grazie a tutti!

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5 ore fa, Domenico Santoro ha scritto:

Trovo interessante l'accostamento coi film di Buster Keaton, che non conosco.

In realtà è un accostamento un po' tirato per i capelli, si tratta di un comico dei tempi del muto che rimane impassibile di fronte a qualsiasi evento. Sicuramente ci sarebbero accostamenti più azzeccati, ma mi è venuto in mente quello :)

 

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Buongiorno @Domenico Santoro:flower: mi auguro che stai bene. Inizio la giornata leggendo il tuo racconto.

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Se potessi essere il protagonista di una storia, sceglierei quella dell’uomo che entra in un caffè e fa splash. 

Entrare in un caffè, che sensazione meravigliosa dev’essere. Tu entri in un caffè e il caffè entra in te.Ci fosse un modo per fare l’amore con lui, lo troverei. Lascerei il mio lavoro, mia moglie, i miei figli per stare con lui. Qui non andrei a capo Questo per dirvi che quel lunedì mattina ero molto contento perché avevo una tazza in mano, quando mia moglie mi svelò che il nostro cane era gay.

Incipit davvero curioso e originale:)

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

L’oggetto dell discussione scodinzolò in cucina.

Manca una a: della

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Non è una gran bontà, ma anelavo quel momento.

Che significa anelare?

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Durante la pausa pranzo, feci per cercare “cani gay” su Google, ma mi fermai. Ho sempre avuto il sospetto che ci controllassero.

:asd:

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Avrei voluto trovargli qualcosa come un fidanzato.

Non mi convince quel "qualcosa"

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Sedetti a una panchina e lo slegai, per lasciarlo libero di giocare per il parco coi suoi compagni. Anche qui niente a capo  È inoffensivo, e poi torna come faccio un fischio. È un bravo cane.

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Il baracchino del caffè… di solito non ne prendevo di sera, ma decisi di fare uno strappo. Appena tornato a casa, mi dissi, sarei andato a lavare i denti, prima che mia moglie potesse annusarmi l’alito. Non era contenta della mia passione per il caffè. Questioni di salute a parte, credo ne fosse gelosa.

Perchè metti i puntini di sospensione?

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Guardai i cani giocare. Vi confesso che volevo vedere se stesse facendo quella cosa lì. Niente di che, si limitava a rincorrersi con gli altri.

Questa frase la metterei prima del baracchino del caffè.

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Comunque, avevo deciso che sarei stato di supporto.

A cosa?

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

«Scrive poesie?» chiese.

«Credo che, se potesse, lo farebbe.»

Il cane?:aka:

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Stava leggendo alla panchina del parco.

Direi: sulla panchina del parco.

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Capii subito quale fosse il suo problema. Si era innamorato di un “bad boy.”

<3:love2:

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

quando era con quello che (a quel punto) dovevo chiamare il suo compagno. Era felice.

Non mi piace: con quello (son una rompi :angelo:)

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Ai tempi avevamo lasciato fare ai bambini, ed è per questo che il nostro cane si chiama Caccona. Noi non volevamo, ma gli è rimasto appiccicato.

:asd::asd::asd:

 

Conclusione: racconto spiritoso, geniale. Scritto bene e molto scorrevole. Non mi trovi d'accordo sulla sua struttura, per me ci sono troppi spazzi bianchi e troppi invii. Mi lascia pensieroso il nome del cane "Caccona" per un maschio? Ora  che ci penso,:tze:forse i bambini avevano già capito tutto fin dall'inizio:asd:. Questo racconto lo definirei un racconto per passare il tempo con un sorriso.:D

A rileggerti. Floriana

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Ospite Domenico Santoro

@Floriana


Ciao, sono contento che il mio racconto ti abbia fatto iniziare la giornata con un sorriso. Alla fine, il mio scopo è questo.

 

Sulle tue utili critiche:

Sicuramente vado troppo "a capo", per una questione di leggibilità. Ma credo sia un difetto.

Proverò a spostare qualche frase come mi hai detto.

Grazie di aver corretto il refuso.

Anelare in quel contesto significa "aspirare a", ma forse potevo scrivere semplicemente "aspirare" in effetti.

Il cane chiamato Caccona. È una situazione più comune di quanto non si pensi. La sorellina di un mio conoscente aveva chiamato il gatto (maschio) Deborah.

 

Qua e là mi hai segnalato difetti che vedrò di correggere. Grazie ancora, a rileggersi.

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Ciao @Domenico Santoro

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Mio figlio minore ha vinto il torneo cittadino di yoga

😆

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Era presente il grade maestro S

grande

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Io, nel frattempo, era ancora dispiaciuto per il mio cane.

ero

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Usavo una rossa, da pelota basca.

Ne usavo una rossa

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

. Provò a chiedere fra i miei datori di lavoro, se le fa piacere.»

Provo o proverò

Racconto molto divertente e gustoso. Hai creato un vero e proprio spaccato di vita canina, non senza spunti di riflessione che vanno oltre i quattro zampe.

Bello lo stile semplice e diretto. Si adatta bene alla storia. 

Piaciuto!

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Ospite Domenico Santoro

@ivalibri Ciao, sono contento il racconto ti sia piaciuto e ti ringrazio per le utili correzioni. Sono contento tu abbia apprezzato la battuta sullo yoga, temevo di averla capita solo io. A presto.

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Buona sera @Domenico Santoronon so se mi conosci, ma ci tengo a dirti che nella città di Brindisi, provincia e buona parte d'Italia sono il cinofilo più conosciuto. 

Il titolo del tuo racconto ha acceso la curiosità, trovo il tuo racconto molto coinvolgente ed interessante fluido e corretto nel rispondere nelle domande e nei dubbi che  si creano; e se fosse successo ad un mio cane o ad un mio figlio come avrei reagito? Senza tenere conto che: « quello che succede a te può benissimo succedere anche a me.» Tuttavia è bene sapere che gay cane o animale è molto diverso dal gay umano, che qui non c'è spazio sufficiente per  elencarlo. Di errori non ne ho visti, scrittura chiara e facile da intuire . Complimenti, ti auguro tanta fortuna 

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Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

dell’uomo che entra in un caffè e fa splash.

Ahahah, ricordo che questa me la raccontarono, come "freddura sporca".

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

dell discussione

Refuso: della

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

era ancora

Refusi: ero

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

 Avrei voluto trovargli  qualcosa come un fidanzato

Perché "qualcosa"? Meglio dire direttamente " ... trovargli un fidanzato"

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

Scrive poesie?» chiese.

«Credo che, se potesse, lo farebbe.»

«Gli piace guardare il tramonto?»

«Molto.»

Era vero. Ogni tanto di sera si accucciava in giardino e se ne stava con lo sguardo languido, verso l’orizzonte. Ecco che faceva. Guardava il tramonto.

Mi piace (y)

 

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

«Giusto. Provò a chiedere fra i miei

Refuso: Provo

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

come fargli capire il suo eroe?

Refuso? Errore (eroe non ha senso)

Il 10/9/2019 alle 06:41, Domenico Santoro ha scritto:

mi chiese la ragazza Azzani

Mi chiese la Azzani (oppure la dog sitter)

Bravo @Domenico Santoro, ci stai abituando ai bei racconti. Una storia simpatica, divertente, che tra una battuta e un'altra lascia trasparire sensibilità per la situazione del cane, grande affetto - vista decisione presa - e infine la disponibilità al sacrificio - la rinuncia al caffè - per un animale veramente amato dai suoi padroni. Grande fluidità, direi che trama e scrittura non fanno una piega.

Complimenti

 

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Ospite Domenico Santoro

@flambar Ciao, sono contento i tuo racconto ti sia piaciuto. Naturalmente, non aveva molte pretese di essere realistico...

 

@Adelaide J. Pellitteri Ciao, sono felice tu abbia apprezzato il racconto. A presto.

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Non ti dirò quanto mi piace la tua scrittura per non ripetermi, ma in questo racconto rispetto ad altri risalta una certa "caricatura" del reale. Il cane che è gay con i sentimenti provati dai suoi padroni un po' come il figlio che supera le barriere e dichiara di essere gay - che poi tali barriere (pregiudizi) sono presenti in Italia più che altro - e questo cane che diventa l'individuo che si apre al mondo, personificato al punto che "se sapesse scrivere scriverebbe poesie perché è sensibile". Poi la sua affezione a un "bad boy", davvero hai offerto molti spunti interessanti di riflessione in questa storia.

L'unica cosa che non colgo, ma forse sono io, è la parte su caffè che mi sembra un po' slegata. Cioè, ci sta come gusto del padrone del cane, ma non sono riuscito a capire se ci fosse un significato più profondo della sua passione per i caffè (a parte il collegamento con l'incipit e la rinuncia ai caffè finale). Non so, credo sia una cosa personale, forse mi hai dato talmente tanto da pensare e tante metafore che una parte "così com'è"... mi stona. :D

Per il resto non ho parole, mi piace davvero molto il tuo modo di scrivere e anche le tue storie, @Domenico Santoro. La tua ironia soffusa e pulita, l'inclinazione al surreale... è tutto molto bello.

Buon fine settimana e alla prossima lettura.

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Ospite Domenico Santoro

@bwv582 Ciao, sono contento che, nel complesso, il racconto ti sia piaciuto. La parte sul caffè è assolutamente slegata e casuale, l'ho messa solo per fare ridere il lettore, non ha grandi significati. A presto.

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Posso dirtelo in franchezza? Veramente un bel racconto e bella scrittura.
Ci sono un po' di refusi che non sto qui a segnalarti perché lo hanno fatto gli altri.
C'è chi ti ha detto troppi a capo. Non sono d'accordo, ci stanno, anzi amplificano la frammentarietà, che in questo racconto serve.
Lo stile è piatto e pulito, altro punto a favore (gusto personale qui).
Ironia e surrealismo, sembra quasi un racconto di Keret.
I dialoghi sono veramente ben fatti. Poi hai anche un modo di raccontare, di proseguire per immagini che è veramente figo.
Vorrei essere più cattivo per spingerti a migliorare ancora di più, ma seriamente non mi viene.
Spero di rileggerti presto.
Un saluto.

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Ospite Domenico Santoro

Ciao @Pierpiero sono contento che il raccontino ti sia piaciuto. Non conoscevo Keret, lo recupererò sicuramente. Sono sempre alla ricerca di raccolte di raccontini interessanti. Grazie per la segnalazione.

A rileggersi, Domenico.

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