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cynthia collu

L'editing, questo (s)conosciuto

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Fare editing, per un autore, è un’esperienza non sempre facile. Spesso l’editor viene visto un po’ come il “nemico”, quello che si permette di dirti, Questa cosa non va e quest’altra è meglio che la cambi, quello che entra, insomma, liberamente nell’orticello tuo, orticello che hai coltivato magari per anni con tanto amore, e zampetta qua e là, calpestando (ai tuoi occhi), la tenera pianticella che stavi custodendo perché crescesse forte, oppure, afferrata un’accetta, mena grandi botte all’albero di cui ti eri innamorata, quello che pensavi inamovibile, proprio l’albero grande e rigoglioso sotto cui infine contavi di riposarti ricevendo beata i plausi di chi l’avrebbe osservato, così ben cresciuto e imponente. Maestoso.
 

È facile, per un autore, risentirsi e pensare che “l’altro” non ha capito. Peggio, che non ti ha capito. Ma l'autore accorto sa che l’editing è comunque una grande occasione, perché permette di interrogarsi sulle proprie scelte, ed eventualmente di rafforzarne le motivazioni. Il che è crescita, e non solo letteraria. 
Si sappia: il compito dell'editor non è facile, lui ha in mano una materia incandescente (la sensibilità dell’autore) e deve maneggiarla con cura, deve camminarci sopra in punta di piedi. Capire, rispettare. Farsi capire, ottenere rispetto. È l’occhio esterno che vede quello che a volte l’autore, a furia di scrivere, di ripensamenti e d’innamoramenti, non vedrebbe neanche con la lente d’ingrandimento, ma non può certo dirglielo tout court, deve piuttosto suggerire senza invadere, rispettare senza imporsi, accettare che l’autore... non accetti i suoi suggerimenti. Insomma, deve essere un vero editor.
 

Questo è il mio terzo editing. Sono stata fortunata, ho sempre avuto a che fare con persone intelligenti e accorte. Con Stefano Izzo, però, è stato speciale. Il rispetto, la stima, la fiducia che mi ha dimostrato non sono da tutti. La libertà totale di scegliere se accettare o meno i suoi suggerimenti. Il tirarsi indietro con discrezione, da persona di garbo, sensibile e bella qual è, come ho imparato a conoscerlo, come penso lo conoscano gli altri, e non solo i suoi autori, mi ha commossa.
Mi fermo, Stefano. Sappi solo che la tua stima è ampiamente ricambiata. E, vogliamo dirlo o no? Non sarà un caso che quest’anno tu sia stato premiato come miglior editor del 2019!
Un abbraccio.

http://picenodautore.monteprandone.online/evento/premio-nazionale-editor-piceno-d-autore-2019/?fbclid=IwAR1D4Mw1kCiRHibiBWQ5hjlzi-U4NS94bB4c_GcqP9v9-u0rFL_FlUV8s1c

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Buongiorno, ho un dubbio sull'editing. Se editore,  o chi per lui, e autore non sono d'accordo su alcuni punti (cioè modifiche del testo), a chi spetta l'ultima parola?  Grazie a chi mi risponderà 

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In genere si trova un accordo, motivando il perché dei cambiamenti richiesti o della necessità di non apportare quella determinata modifica.

In alcuni contratti, tuttavia, è specificato che l'ultima parola spetta all'editore. Dovresti verificare se sul tuo è riportata questa clausola.

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