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Talia

[FdI 2019 - 3] Nostoc alchemico

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Commento

 

La sua voce è un rantolo ma gli occhi neri, circondati da rughe antiche, brillano pieni di vita.

«Ormai hai quattordici anni, Enzo, sei un uomo. Domani ci sarà la luna piena: devi agire. Non resisterò un altro mese.» Ansima per lo sforzo di parlare, a fatica si solleva dalla sedia e allunga un braccio. Con la mano ossuta avvinghia il polso di Enzo che sta per rispondere quando una donna entra sbattendo la porta.

«Vieni via da qui!» E trascina il ragazzino sui gradini che portano all'uscio.

«Ti ha chiesto di andare nel boschetto, vero?» Chiede una volta in strada.

«Non ho paura, sono grande ormai.» Ringhia Enzo contro la madre, fermandosi. Tanto è intensa la sua rabbia che, nel rispondere, alcune gocce di saliva gli spruzzano fuori dalla bocca.

«Oh mio dio come ti ha ridotto.» Esclama guardandolo con occhi inteneriti. «Nessuno deve fare più niente per lui. É molto vecchio e questa volta morirà, come normalmente succede a tutte le persone. Tu non farai niente di ciò che chiede, chiaro?» Intima la madre, tirando fuori tutta la sua autorità.

Enzo ha lo stomaco contratto e il viso rosso nel tentativo di trattenere le lacrime.

Ogni volta che ha fatto visita a suo nonno, ha sempre ricevuto severe punizioni: in famiglia tutti cercano di tenerlo lontano da quell'uomo. Ma lui ha solo ricordi piacevoli delle loro passeggiate segrete e delle storie magiche. Niente altro che favole. Non ci aveva mai visto niente di pericoloso. Eppure sua madre e gli zii più volte lo avevano allertato:«Stai lontano da lui; non è come sembra.»

 

Sul greto del ruscello, dentro il nero della notte senza stelle, spicca la palla bianca della luna. Enzo esita. Alle sue spalle si trova il paese e davanti a lui, oltre il fiume, il boschetto. Un barbagianni soffia e cambia ramo smuovendo il fogliame.

«Tuo nonno uccide le persone.» Queste le parole di Adele qualche giorno prima, «Mia madre dice che devo starti lontana e mia nonna mi ha raccontato di come tuo nonno tornò diverso dal suo soggiorno a Torino. Da allora, ogni tanto qualcuno viene trovato spiaccicato sulla provinciale, dove c'è il burrone che delimita il boschetto. Tutte persone che frequentavano tuo nonno. In paese si parla di poteri soprannaturali. A me fa paura e adesso anche tu mi fai paura, non possiamo più vederci.»

Pettegolezzi sentiti tante volte, che lo feriscono, ma Enzo non solo non ci crede. Odia quel piccolo paese in mezzo alle montagne, fatto di gente ignorante e superstiziosa. Anche lui tra non molto, come aveva fatto suo nonno, sarebbe andato a studiare in una grande città. E non sarebbe più tornato tra quei bifolchi, perchè sa pensare con la sua testa.

Si decide: vuole vedere cosa nasconde il boschetto. Sa di rischiare molto se viene scoperta la sua fuga notturna. Sa che lo scopriranno, visto che è un sorvegliato speciale, pertanto trova la risolutezza di andare fino in fondo.

Muove un passo incerto sui massi affioranti dall'acqua, poi un secondo e un terzo, ed eccolo oltre il confine di sicurezza.

Comincia a ispezionare il luogo. Prima di proseguire vuole memorizzare qualche punto di riferimento. A destra un'enorme quercia, ecco il primo. Poco più avanti tre rocce, eccone un secondo.

Mentre cammina, si accorge che i suoi passi muovono su un sentiero battuto. Ai bordi crescono faggi alti e olmi nodosi, dalla chioma fitta e intricata. Il silenzio è pesante e ovattato come quando va sott'acqua a raccogliere ricci. Si sente solo il suo respiro affannoso.

Prosegue curioso, nonostante il cuore galoppi nella cassa toracica e la camicia sia zuppa di sudore acido, gli animali selvatici lo avranno già fiutato.

A un certo punto, i sassolini del sentiero risplendono con una tonalità innaturale, come quella prodotta da un neon.

Più si addentra nel sentiero più la luminosità diventa fluorescente. Si avvicina a un pino e ne guarda la base. Tra muschio e erba, alcune infiorescenze globulari e gelatinose diffondono i raggi della luna. Lo ha trovato!

«Il nostoc cresce lungo il sentiero che porta dal fiume fino al burrone che costeggia la provinciale.» Gli aveva spiegato il nonno. «Il nostoc brilla di notte, con la luna piena. Ne devi raccogliere qualche esemplare e lo puoi toccare solo a mani nude, altrimenti il suo potere terapeutico svanirà. »

Deve solo prenderne un po' e tornare. Ma ormai che si trova lì, vuole scoprire cosa nasconde il sentiero, per smentire i paesani. Col dorso della mano si scosta i capelli appiccicati alla fronte e continua l'esplorazione.

La strada si stringe e fa una curva. La fluorescenza si affievolisce fino quasi al buio e adesso solo la luna continua a guidarlo. Una pietra liscia, bianchissima, illuminata da un mare di palline verdastre, appare al centro della strada, come fosse un altare. Accelera il passo, attratto da quella stranezza. Sopra il masso c'è inciso qualcosa con elegante calligrafia:

 

Un'anima giovane

che sfiora di notte

il nostoc che brilla,

assorbe il potere

della luna splendente.

Se abbraccia d'amore

la donna d'argento

regala vigore a colui

che col sangue alla notte

ha fatto giuramento.

 

Non è mai stato appassionato di poesia e rimane deluso. Davvero sperava di trovare ben altri segreti. Decide che la sua esplorazione dell'ignoto può finire per adesso.

Le palline di nostoc che fanno da cornice alla pietra sono più grandi di quelle che ha visto lungo il sentiero: ne colpisce una con un dito e la fa vibrare. Gli viene da sorridere, gli sembrano proprio buffe e innocue.

Ne sceglie due e le raccoglie, una per mano. Al contatto con la sua pelle cominciano a emettere del fumo violaceo e del liquido nero. I palmi gli bruciano tanto che il suo urlo buca il silenzio. Prova a scuotere le mani ma le due palline sono fuse con la pelle.

Il dolore si diffonde a tutto il corpo e si fa insopportabile. Enzo urla e urla e urla ancora, fino a spengere la voce in gola e svenire, quando qualcosa sembra mangiargli il cervello.

Lo risveglia il soffio di un barbagianni. Il suo corpo è disteso su un letto di muschio umido e nell'aria un odore dolciastro di mandorle e gelsomino gli riempie le narici.

Quando, con lentezza, i suoi sensi riprendono a funzionare vede la testa di una ragazza dalla pelle candida e splendente, con i capelli argentei, che si muove su di lui ansimando. Il volto ha tratti delicati, la bocca è semiaperta e gli occhi socchiusi, sembra colta in un momento di grande beatitudine.

Il corpo di Enzo comincia a vibrare di estremo piacere, una sensazione bellissima che parte dai genitali e si diffonde fino alle zone più periferiche del corpo. Il viso ha, adesso, la stessa espressione estatica della ragazza.

Lei gli accarezza una guancia e lo bacia in un modo intenso e profondo da sconvolgerlo e paralizzarlo. Poi si ferma e si mette in piedi sopra di lui.

Tutte le sensazioni piacevoli cessano e a Enzo rimane solo la voglia di provarle ancora. Si tira su a fatica. La bocca si riempie di saliva e gli inguini di desiderio.

La donna lo guarda dritto negli occhi con sguardo vivace. Sorride, gli fa cenno con l'indice di seguirla e scappa via.

Enzo comincia un inseguimento folle, in cui i suoi istinti animali sono desti e potenti: vuole quella donna, a tutti i costi. Dimentica il dolore alle ossa, dimentica che le mani bruciano e la testa pulsa. Corre saltando radici e evitando pietre, con passi pesanti e rumorosi. La ragazza, al contrario, si muove leggera senza disturbare il sottobosco.

Infine eccola ferma qualche metro più avanti. Il vestito ondeggia nel vento e i capelli d'argento brillano creando un'alone intorno alla figura fluttuante nel buio. Lei protende le braccia in segno di richiamo. Enzo allunga le sue per afferrarla, apre la bocca per baciarla e spicca un salto nel vuoto, giù nel burrone.

 

Nel momento in cui si sfracella a terra, suo nonno si alza dal letto. Si sgranchisce il collo, allunga le gambe e con un salto supera i tre gradini che separano la camera da letto e il corridoio.

 

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43 minuti fa, Talia ha scritto:

Un'anima giovane

che sfiora di notte

il nostoc che brilla,

assorbe il potere

della luna splendente.

Se abbraccia d'amore

la donna d'argento

regala vigore a colui

che col sangue alla notte

ha fatto giuramento.

 

 

Volutamente incompleta, la poesia non mette in guardia l'anima giovane sui pericoli di quell'accoppiamento ...

 

43 minuti fa, Talia ha scritto:

Nel momento in cui si sfracella a terra, suo nonno si alza dal letto. Si sgranchisce il collo, allunga le gambe e con un salto supera i tre gradini che separano la camera da letto e il corridoio.

 

Un buon lavoro nel fantastico, @Talia , brava! :rosa:

 

Ben scritto, coi giusti riferimenti per il lettore, che porti con scioltezza all'epilogo, comunque sorprendente!

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Bel lavoro, @Talia , decisamente riuscito. Una visione negativa dell'esplorazione, stavolta: la scoperta uccide l'esploratore.

La narrazione, la percepisco naturale e sciolta, ti fa pensare a  ciò che sta rappresentando e non alle parole che stai usando, che è un'ottima cosa.

 

Un paio di punti che rivedrei:

 

7 ore fa, Talia ha scritto:

La strada si stringe e fa una curva. La fluorescenza si affievolisce fino quasi al buio e adesso solo la luna continua a guidarlo. Una pietra liscia, bianchissima, illuminata da un mare di palline verdastre, appare al centro della strada, come fosse un altare.

Una cosa che può essere opinabile è questa: io , quando penso a una strada, mi raffiguro qualcosa che sia come minimo delle dimensioni di una mulattiera. Fino a questo punto, hai parlato di un sentiero, quindi qualcosa di stretto, da percorrere da soli o in fila indiana. Ma quello che non è opinabile è la ripetizione: secondo me, almeno uno dei termini andrebbe cambiato, che so io, in percorso o tracciato.

 

7 ore fa, Talia ha scritto:

Lei gli accarezza una guancia e lo bacia in un modo [tanto] intenso e profondo da sconvolgerlo e paralizzarlo. Poi si ferma e si mette in piedi sopra di lui.

Nella prima frase, inserirei il  "tanto" che ti ho evidenziato (o anche "così"): è vero che si può dire "bello da impazzire", "duro da schiattare", eccetera, ma con due aggettivi e due verbi mi sembra innaturale.

Per quando riguarda la seconda frase, messa così me la sono vista ritta sul suo stomaco. Se anche immagino che la ragazza sia eterea e senza peso, mi aspetto un cenno di meraviglia da parte del ragazzo che non ne sente la pressione sulla pancia: ma immagino che in realtà dovrei raffigurarmela con un piede per lato a gambe aperte sopra di lui. Però un cenno a questo particolare, per evitare equivoci lo farei; magari, anche solo usare "si alza" in piedi potrebbe bastare, perché con quel verbo me la raffiguro rizzarsi dalla posizione di partenza, mentre con "si mette" me la immagino camminare e spostarsi dal punto dov'era prima, e quindi "si mette in piedi sopra"  mi suona come "si piazza in piedi sopra".

 

Un ultimo spunto di riflessione, più che un'osservazione: considererei l'idea (anche se sono il primo a rendermi conto che non è facile) una poesia meno rivelatrice. Quando ho letto

7 ore fa, Talia ha scritto:

regala vigore a colui

che col sangue alla notte

ha fatto giuramento.

ho pensato subito al nonno, alle dicerie su di lui, e, anche se non sapevo ancora come, ero certo che il ragazzo sarebbe finito male e il vecchio ne avrebbe tratto beneficio. La sorpresa è in parte rimasta, soprattutto grazie al passaggio finale, secondo me uno dei punti forti del racconto, breve ed essenziale, con quel salto così innaturale per un anziano che trasmette una forte impressione di diabolicità dell'uomo. Ma un filo in più di dubbio, mentre lui insegue la fanciulla, secondo me non avrebbe guastato.

 

Decisamente, ripeto, un buon racconto. Complimenti, e a rileggerci!

 

 

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@Talia, ti muovo la stessa osservazione di @Marf , il mettersi in piedi della ragazza su di lui, nella mia immaginazione, ha creato la stessa immagine.  La voglia di esplorare rende il tuo personaggio sordo alle raccomandazioni della madre, mentre il nonno si rivela un vero mostro. Il pezzo è ben ruscito nella traccia quanto nella prosa, alcune piccolezze non inficiano il lavoro.

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La voglia di esplorazione è doppia e a scalare. Dal nipote al nonno e viceversa, entrambi hanno il desiderio di visitare luoghi nascosti. Bella la componente fantasy, belle le descrizioni. Un buonissimo lavoro @Talia

(Il nonno si sente meglio dopo la morte del nipote, è stato così anche dopo la morte delle altre persone? Forse mi è sfuggito, ma non ho trovato riferimenti al riguardo, solo curiosità.)

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Ciao @Talia, il tuo racconto è scorrevole e ben scritto. Il racconto mi è piaciuto molto nonostante un finale crudele. Sono sincero, temevo che avresti fatto fare una brutta fine al protagonista, ma fino alla fine ho tifato per il ragazzo.

 

Saluti,

 

Intes

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Descrizioni ben fatte; odori, colori, suoni, non manca davvero nulla, di fatto è inevitabile l'immedesimazione esplorativa col protagonista. In più il mistero ben gestito dietro il segreto del nonno intensifica il tutto appagando alla fine il lettore con una serie di eventi evocativi e oscuri che culminano in quel saltello energico del nonno, atto finale e crudele di un uomo egoista che pur di non morire sacrifica il nipote. Un racconto tra il magico e l'horror, bello, bello... piaciuto molto. Ciao, @Talia

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21 ore fa, Poeta Zaza ha scritto:

Un buon lavoro nel fantastico, @Talia , brava! :rosa:

 

Ben scritto, coi giusti riferimenti per il lettore, che porti con scioltezza all'epilogo, comunque sorprendente!

Grazie @Poeta Zaza per il commento tempestivo e le belle parole, sono contenta tu abbia gradito. :rosa:

 

Talia 

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14 ore fa, Marf ha scritto:

Una cosa che può essere opinabile è questa: io , quando penso a una strada, mi raffiguro qualcosa che sia come minimo delle dimensioni di una mulattiera. F

Beh sì hai ragione, ma io pensavo alla parola strada col sinonimo di "percorso" più che come dimensioni del tracciato. La ripetizione è brutta, da cambiare. 

 

14 ore fa, Marf ha scritto:

Per quando riguarda la seconda frase, messa così me la sono vista ritta sul suo stomaco. Se anche immagino che la ragazza sia eterea e senza peso, mi aspetto un cenno di meraviglia da parte del ragazzo che non ne sente la pressione sulla pancia: ma immagino che in realtà dovrei raffigurarmela con un piede per lato a gambe aperte sopra di lui.

Sì esatto come dici tu, con i piedi lateralmente al corpo, uno per ogni lato, volevo dire. Anche @Adelaide J. Pellitteri mi fa notare la stessa cosa

 

6 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

ti muovo la stessa osservazione di @Marf , il mettersi in piedi della ragazza su di lui, nella mia immaginazione, ha creato la stessa immagine.  

Per cui davvero c'è qualcosa da cambiare. 

 

14 ore fa, Marf ha scritto:

Quando ho letto

22 ore fa, Talia ha scritto:

regala vigore a colui

che col sangue alla notte

ha fatto giuramento.

ho pensato subito al nonno, alle dicerie su di lui, e, anche se non sapevo ancora come, ero certo che il ragazzo sarebbe finito male e il vecchio ne avrebbe tratto beneficio. La

Ecco tu hai trovato troppo svelato il finale nella poesia, invece @Lauram mi muove un'osservazione esattamente all'opposto 

 

5 ore fa, Lauram ha scritto:

nonno si sente meglio dopo la morte del nipote, è stato così anche dopo la morte delle altre persone? Forse mi è sfuggito, ma non ho trovato riferimenti al riguardo, solo curiosità.

Avevo pensato alla poesia un po' rivelatrice proprio per spiegare il tipo di magia che ho immaginato possa ridare energia e forza vitale al vecchio. Alla fine non ho accontentato nessuno xD. Capita. 

 

@Marf, @Adelaide J. Pellitterie @Lauram sono onorata dei vostri apprezzamenti e molto felice che tutti e tre abbiate apprezzato il racconto. Grazie per aver letto. :rosa:

 

Talia 

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1 ora fa, INTES MK-69 ha scritto:

Ciao @Talia, il tuo racconto è scorrevole e ben scritto. Il racconto mi è piaciuto molto nonostante un finale crudele

Grazie @INTES MK-69 per aver letto e commentato. Le tue parole mi rendono felice:D.

 

1 ora fa, Rhomer ha scritto:

Un racconto tra il magico e l'horror, bello, bello... piaciuto molto. Ciao, @Talia

Grazie @Rhomer per le parole di apprezzamento, è sempre bello sentirsi dire certe cose :arrossire:.

 

Talia 

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Mi è piaciuto molto l'ambientazione e la ritualità dal sapore ancestrale di questo perdersi nel bosco. Molto suggestivo questo frutto che si illumina al buio. Una lettura che scorre molto bene e cattura. Molto bello!

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Bel racconto fantastico dai risvolti cupi, come nelle migliori fiabe dei Grimm, con un'ambientazione magica e fuori dal tempo. Si capisce presto come andrà a finire, ma solo perché tu stessa hai messo in chiaro da subito che del nonno e delle sue indicazioni non c'è da fidarsi (quindi immagino che l'effetto sorpresa non fosse una tua priorità). Le atmosfere fantastiche mi piacciono sempre, specie se, come in questo caso, sono rese con dettagli concreti e vividi, che riescono a creare la giusta atmosfera (il bosco, la luna piena, i fiori, il barbagianni...). Il racconto è anche scritto molto bene, il ritmo è rapido e la punteggiatura corretta. Ti segnalo solo quella frase (che ti hanno già segnalato) sul mettersi "in piedi sopra di lui". Anche a me ha dato l'impressione che fosse in piedi sulla sua pancia, anche se poi ho capito che non era così. Avrei aggiunto anche un paio di virgole, qui, ad esempio:

 

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

Con la mano ossuta avvinghia il polso di Enzo che sta per rispondere quando una donna entra sbattendo la porta.

metterei virgola dopo Enzo

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

Decide che la sua esplorazione dell'ignoto può finire per adesso.

anche qui, prima di per adesso (non credo sia una regola, ma io metto sempre la virgola quando ci sono espressioni di tempo alla fine della frase (per ora, finalmente, alla fine, ecc.)

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

Prova a scuotere le mani ma le due palline sono fuse con la pelle.

e qui, prima del ma

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

Pettegolezzi sentiti tante volte, che lo feriscono, ma Enzo non solo non ci crede. Odia quel piccolo paese in mezzo alle montagne, fatto di gente ignorante e superstiziosa.

quando trovo "non solo" mi aspetto dopo un "ma anche" o simili, quindi o continui la frase, in modo che diventi una spiegazione di quel "non solo": "ma Enzo non solo non ci crede: odia quel piccolo paese in mezzo alle montagne, fatto di gente ignorante e superstiziosa", oppure lo taglierei: "ma Enzo non ci crede. Odia..."

 

Sono solo sottigliezze per renderlo perfetto, perché è già ottimo così. Molto bella la poesia, evocativa e in qualche modo minacciosa ma non troppo esplicita, e molto efficace anche la frase finale, che dice tutto senza bisogno di spiegare. Avrei cambiato solo (a mio gusto personale) quel "si sfracella" con "si schianta" o altro. Probabilmente è una cosa mia, ma sfracellarsi lo sento più in un contesto comico/ironico. Un ottimo racconto, comunque. Piaciuto(y)

 

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Ciao @Talia Bello il tuo racconto, qualcosa del genere la raccontavano i coetanei di mio nonno si chiamava "nonnoorco" si raccontava di burroni e magie specialmente nelle nottate d'inverno in cerchio vicino il braciere, lo scopo era di farci prendere sonno, ma una volta che la mamma ci metteva a letto, sia mia madre che mio padre compreso gli zii tornavano a posizionarsi in torno al braciere per sentire la fine del racconto, in fin dei conti noi eravamo i loro bambini ma alloro volta loro erano i bambini di mio nonno. Racconto molto attraente dall'espressione dura, questo penso che sia una cosa normale al giorno d'oggi, si legge e si comprende con  molta facilità. Grazie della lettura, augurandoti una felice domenica 

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Ammappelo oh  il nonnetto, per un pelo schiattava lui, povero Enzo, poteva da retta a mamma. Bello davvero, fantastico in tutti i sensi!

Bravissima @Talia

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Grazie @ivalibri per il commento gentile, sono contenta tu abbia gradito:rosa:.

 

Il 24/8/2019 alle 18:56, Silverwillow ha scritto:

immagino che l'effetto sorpresa non fosse una tua priorità)

No, @Silverwillow, volevo solo lasciare qualche dubbio durante la lettura, che si sarebbe dovuto sciogliere nel finale. Nessuna certezza fino alla fine, ma nemmeno un twist off totale.

 

Grazie per le correzioni e le osservazioni, davvero molto gradite e interessanti. 

 

Grazie anche per aver apprezzato il brano e la poesia, sono contenta tu sia piaciuto:rosa:

 

Il 24/8/2019 alle 21:43, flambar ha scritto:

qualcosa del genere la raccontavano i coetanei di mio nonno si chiamava "nonnoorco" s

Sono sempre molto interessanti le tradizioni popolari e le storie intorno al fuoco, @flambar soprattutto perché a volte nascondono sempre qualche fondo di verità .

Mi hanno sempre molto affascinata. 

Grazie per aver letto e commentato e soprattutto grazie per le belle parole :rosa:

 

 

Il 24/8/2019 alle 22:14, Alba360 ha scritto:

Bello davvero, fantastico in tutti i sensi!

Bravissima @Talia

Grazie @Alba360, sono onorata del tuo apprezzamento. :rosa:

 

 

Talia 

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Ciao @Talia

Assai bello e pieno di suggestioni questo racconto. Hai messo insieme tutti gli ingredienti di una storia che meriterebbe assi più delle ottomila battute di questo contest. Il ragazzo con l'età giusta per trasgredire e ribellarsi agli ordini dei genitori; il nonno che incanta; e poi il bosco con tutto il suo carico di misteri; e infine la magia del "nostoc" e della fanciulla che incanta, affascina e tradisce come le mitiche sirene.

Bella l'ambientazione e bello l dipanarsi degli eventi fino all'epilogo.

Non scendo nei dettagli,  per certe scelte ogni penna pesca nel proprio calamaio, e dunque si tratta di cose personalissime che, anzi, a volte danno al brano q

 

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Scusa, @Talia , non avevo finito e il computer ha deciso per me.

Dunque dicevo che certe scelte danno al brano per tocco particolare che distingue.

Perciò: brava ! I miei complimenti.

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Un buon horror casalingo, ma tu pensa il nonno...

Come sempre gli avvertimenti cadono nel vuoto.

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Il vizietto dei nonni del mio racconto era decisamente più innocuo di quello del tuo! :lol:

Molto molto carino, e poi le leggende di creature che rincorrono la vita eterna nutrendosi di giovinezze altrui mi piacciono sempre. 

Pollice su 

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Buongiorno @Talia.

Nonostante questo periodo sia per me inclemente, ho fatto un salto qui per leggere il suo brano.

 

A parte qualche refuso (in particolare le virgole), ho notato in primis che ci sono dei passaggi un po' troppo repentini (ad esempio, lo stato d'animo della madre: prima entra sbattendo la porta e trascina fuori il ragazzo, poi lo guarda con "occhi inteneriti" e infine gli dà un ordine perentorio "Tu non farai niente di ciò che chiede, chiaro?" con tutta la sua autorità: per evitare la sensazione di schizofrenia - che altrimenti andrebbe spiegata - toglierei quegli "occhi inteneriti").

 

Lo stile è sempre piacevole da leggere; purtroppo, nella parte centrale, perde scorrevolezza in alcuni passaggi; inoltre non tutti i passaggi narrati sono del tutto plausibili in quanto a contenuti (es. sfido ad "assaporare" certe sensazioni, se hai le mani che bruciano!)

 

La trama è si ben svolta, ma ha - per me - un punto dolente: il rapporto tra il nonno e sua figlia / o sua nuora (insomma, la madre di Enzo).

Mi spiego meglio: la bella poesia fa capire che il nonno ha fatto un giuramento di sangue e quindi deve "procacciarsi" delle vittime per restare arzillo.

Ci sta che - ad inizio racconto, così malandato - l'unica sua vittima a sua disposizione sia il nipote, ma trovo difficile che la madre di Enzo - soprattutto se sospetta che il nonno abbia a che fare qualcosa con le precedenti vittime - si sia comportata in maniera così... "blanda" con entrambi gli altri protagonisti.

 

Insomma, in tutta sincerità, stavolta ho trovato la sua prova leggermente al di sotto dello standard a cui mi ha finora abituato: con questo voglio dire che ho la netta sensazione che un racconto del genere andrebbe ampliato e approfondito, e che i soli 8.000 caratteri siano un limite non indifferente, per rendere giustizia alla bella idea che prende spunto dalla "Spuma di primavera".

 

Alla prossima! ;)

 

P.S.: sotto spoiler le mie solite, noiose, pulci.

 

Spoiler

La sua voce è un rantolo, ma gli occhi neri, circondati da rughe antiche, brillano pieni di vita. (virgola mancante)

 

Con la mano ossuta avvinghia il polso di Enzo che sta per rispondere, quando una donna entra sbattendo la porta. (virgola mancante)

«Vieni via da qui!» (Normalmente si usa "Vieni via da lì!" o "Vai via da qui!" ... non so, mi suona male...nello specifico, avrei usato "Andiamo via da qui!")

 

«Oh, mio Dio, come ti ha ridotto.»  (virgole dell'inciso mancanti e, imho, D maiuscola - anche se non ti riferisci a quello cristiano. Minuscola va bene quando parli al plurale)

 

Non ci ha mai visto niente di pericoloso. (E' ancora convinto della cosa, quindi "ha"; "aveva" sarebbe corretto se ora lui avesse cambiato idea).

 

Eppure sua madre e i suoi zii più volte lo avevano allertato:«Stai lontano da lui: non è come sembra.» ("gli zii" - di chi? - e servono i due punti, perché spiegano come mai deve stare lontano da lui)

 

Da allora, ogni tanto, qualcuno viene trovato spiaccicato sulla provinciale, dove c'è il burrone che delimita il boschetto. (virgola mancante)

 

Pettegolezzi sentiti tante volte, che lo feriscono, ma Enzo non solo non ci crede. Odia quel piccolo paese in mezzo alle montagne, fatto di gente ignorante e superstiziosa.

(questa due frasi non mi convincono del tutto: spezzano un po' lo stile scorrevole che ha mostrato finora. Suggerirei una forma diversa: "Enzo non crede ai pettegolezzi che sente dire in giro e che lo feriscono, ed è arrivato a detestare tutta questa gente ignorante e superstiziosa, che vive in questo piccolo paese in mezzo alle montagne." 

 

Anche lui tra non molto, come aveva fatto suo nonno, sarebbe andato a studiare in una grande città. (Imho più scorrevole)

 

E non sarebbe più tornato tra quei bifolchi, perché sa pensare con la sua testa. (a parte la pignoleria sul refuso, ma è proprio necessaria questa frase? Per me non spiega, anzi, confonde un po' le idee!)

 

Sa che lo scopriranno, visto che è un sorvegliato speciale, pertanto trova la risolutezza di andare fino in fondo. (uhm... non mi convince del tutto: fin qui si sa che è sorvegliato solo da sua madre, mentre questa frase, scritta così, induce a pensare che sia un "sorvegliato speciale" da parte di tutto il paese... e allora il lettore si chiede: "Perché?")

 

Prosegue curioso, nonostante il cuore galoppi nella cassa toracica e la camicia sia zuppa di sudore acido; gli animali selvatici lo avranno già fiutato. (imho, meglio il punto e virgola)

 

A un certo punto, i sassolini del sentiero risplendono di una tonalità innaturale, come quella prodotta da un neon. (meglio "di" di "con")

 

Più si addentra nel sentiero, più la luminosità diventa fluorescente. (virgola mancante)

 

Ma, dato che ora si trova lì, vuole scoprire cosa nasconde il sentiero, per smentire i paesani. (il semplice "ormai" non mi convince)

 

Sopra il masso c'è inciso qualcosa in elegante calligrafia: (la calligrafia non incide massi... :lol:)

 

Decide che la sua esplorazione dell'ignoto può finire, per adesso. (virgola mancante)

 

Enzo urla e urla e urla ancora, fino a spegnere la voce in gola e svenire, quando qualcosa sembra mangiargli il cervello. (refuso; la parte in corsivo non mi convince)

 

Quando, con lentezza, i suoi sensi riprendono a funzionare, vede la testa di una ragazza dalla pelle candida e splendente, con i capelli argentei, che si muove su di lui ansimando. (virgola mancante)

 

La bocca si riempie di saliva e gli inguini di desiderio. (Ohibò! Ne ha due?)

 

Dimentica il dolore alle ossa, dimentica che le mani bruciano e la testa pulsa. (uhm, qui qualcosa non mi torna: se le mani gli bruciano ancora, difficilmente "prima" poteva "apprezzare" ciò che ha "subito"; o era sotto un incantesimo, che ora è svanito... ma allora non "dimentica", gli "tornano" i vari dolori!)

 

Infine, eccola ferma qualche metro più avanti. (virgola mancante)

 

Il vestito ondeggia nel vento e i capelli d'argento brillano, creando un'alone intorno alla figura fluttuante nel buio. (virgola mancante)

 

Nel momento in cui si sfracella a terra, suo nonno si alza dal letto. Si sgranchisce il collo, allunga le gambe e, con un salto, supera i tre gradini che separano la camera da letto e il corridoio.

 

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Ciao @TaliaTalia.

In questa tappa del FdI ho come l'impressione che ognuno stia dando il meglio di se stesso. Si aggiunge il tuo racconto, che per me è il migliore dei tuoi che ho letto. Come è stato già detto, è riuscitissima l'atmosfera cupa da fratelli Grimm, il ritmo tiene incollati, e il finale è da applausi. Bravissima!

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@Talia Ciao, secondo me sei molto brava nei dialoghi, però qualcosa non mi convince a livello delle descrizioni. Forse dovresti usare meno parole, più semplici, più accorte. Io ritengo che migliorare nei dialoghi sia molto più difficile che fare descrizioni migliori, perciò penso di averti dato una buona notizia. Questa però è solo la mia umile opinione, per il "mio" gusto nello scrivere. Complimenti per il racconto, a rileggersi.

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@Talia Ciao. Il racconto mi è piaciuto, riesce a tenere in bilico l'aspettativa (almeno fino alla poesia premonitrice). Il mio pessimismo di base mi aveva fatto propendere verso un infasto epilogo e gli avvertimenti e i moniti iniziali, oltre a essere premonitori, risultano per diventare pedagogici. A non ascoltare gli altri, a volte, si sbatte contro un muro o si finisce tra le braccia di una bella da morire.

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@Mariner P, @Macleo, @Befana Profana, @H3c70r, @Edu, @Domenico Santoro e @Vincenzo Iennaco

 

Mi scuso per il ritardo con cui vengo a ringraziarvi ma è davvero un perioduccio uccio uccio. 

Vi ringrazio sia per gli apprezzamenti, che fanno sempre piacere e riempiono il cuore (per cui fatene e fatene), sia per le annotazioni. Ognuno di voi mi ha detto delle cose davvero interessanti, che mi serviranno sicuramente nella stesura dei prossimi racconti. :rosa:

 

Talia 

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Ciao @Talia bel racconto dalla trama intrigante e finale che mi ha sorpreso... complimenti!

 

Attenzione alla ripetizione di "chiedere":

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

portano all'uscio.

«Ti ha chiesto di andare nel boschetto, vero?» Chiede una volta in strada.

 

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

le persone. Tu non farai niente di ciò che chiede, chiaro?»

 

 

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

pericoloso. Eppure sua madre e gli zii più volte lo avevano allertato:«Stai lontano da lui; non è come sembra.»

 

Sul greto del ruscello

Qui manca uno spazio dopo i due punti.

 

 

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

tu mi fai paura, non possiamo più vederci.»

Pettegolezzi sentiti tante volte, che lo feriscono, ma Enzo non solo non ci crede.

La frase è monca: prevede una subordinata comparativa o avversativa... se è quella che segue il punto, va messa la virgola; altrimenti dovresti togliere "non solo".

 

 

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

 

 

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

Anche lui tra non molto, come aveva fatto suo nonno, sarebbe andato a studiare in una grande città. E non sarebbe più tornato tra quei bifolchi, perchè sa pensare con la sua testa.

La consecutio non mi convince... Ci andrebbe il futuro e non il condizionale passato, perché il tempo è presente... altrimenti può anche suonare come una "anticipazione" della trama: questa è l'unica parte dove ho avuto il sospetto che al protagonista potesse accadere qualcosa... pare suggerire: "sarebbe andato, ma non andrà...".

 

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

boschetto. Sa di rischiare molto se viene scoperta la sua fuga notturna. Sa che lo scopriranno, visto che è un sorvegliato speciale, pertanto trova la risolutezza di andare fino in fondo.

Non mi convince: "sa" di rischiare "se" viene scoperto, ma al contempo "sa" che verrà scoperto, il che annulla il "se". Se lo sa non è un se (scusa il gioco di parole)... non so se mi sono spiegato...

 

 

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

Sopra il masso c'è inciso qualcosa con elegante calligrafia:

Lascerei solo il verbo essere perché diventa troppo sovrabbondante con il participio di "incidere': "sopra il masso è inciso..."

 

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

urla e urla e urla ancora, fino a spengere la voce in gola e svenire, quando qualcosa sembra mangiargli il cervello.

Mi pare un "quando" traditore: può essere frainteso come una subordinata temporale che introduce qualcosa di successivo e differente; invece lo hai usato per sottolineare l'immediatezza o punto di arrivo dell'azione precedente.

Specificherei meglio: "proprio quando" oppure "nel momento in cui" o simili...

 

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

donna lo guarda dritto negli occhi con sguardo vivace. Sorride

Attenzione alla ripetizione "guarda / sguardo".

 

Bella storia, ottima idea, buona ambientazione, intrigante e d'atmosfera.

Ciao!

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Ciao @AndC,

Hai fatto un gran bel lavoro sul mio testo, ti ringrazio. Accetto tutte le tue osservazioni, dato che sono sensate e migliorative. 

Solo su una annotazione non sono completamente d'accordo, ma forse non ho esplicitato in maniera chiara il mio pensiero. 

4 ore fa, AndC ha scritto:

Non mi convince: "sa" di rischiare "se" viene scoperto, ma al contempo "sa" che verrà scoperto, il che annulla il "se". Se lo sa non è un se (scusa il gioco di parole)... non so se mi sono spiegato...

Volevo far capire che il ragazzo è scappato di notte da un certo tipo di sorveglianza. Visto che la madre lo ha scoperto dal nonno e sospetta che abbia coinvolto il figlio, lo ha messo sotto sorveglianza. Lui ha eluso i controlli, perciò sa di rischiare di venir scoperto in quella scampagnata notturna. Se ciò dovesse accadere, sa bene che rischia delle punizioni, e pertanto, consapevole che probabilmente pagherà il fio, preferì e andare fino in fondo, ormai che c'è. 

 

Grazie mille per le correzioni e gli apprezzamenti:rosa:

 

Talia 

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3 ore fa, Talia ha scritto:

Solo su una annotazione non sono completamente d'accordo, ma forse non ho esplicitato in maniera chiara il mio pensiero. 

Sì... era tutto chiaro... io ne facevo solo uno sciocco puntiglio sintattico-grammaticale...

Semplicemente, ci avrei visto bene qualcosa anche come una semplice congiunzione, tipo:

Il 23/8/2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

Sa di rischiare molto se viene scoperta la sua fuga notturna e sa che (prima o poi, molto probabilmente) lo scopriranno, visto che è un sorvegliato speciale, pertanto trova la risolutezza di andare fino in fondo.

 

Ma solo per una questione di successione temporale delle idee... come dire: "sa che lo scopriranno" è una considerazione successiva al "se viene scoperta la sua fuga"... come dire: non mi tornava che all'interno del suo cervello convivessero in contemporanea i due tipi di "sapere", uno che porta l'ipotesi di essere scoperto (il "se"), l'altro che ne ha invece certezza.

 

Ma più che altro era un trip tutto mio... Così come hai scritto non è sbagliato e comunque si capisce benissimo il senso.

 

Alla prossima!

 

 

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Il ‎23‎/‎08‎/‎2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

«Ti ha chiesto di andare nel boschetto, vero?» Chiede una volta in strada.

«Ti ha chiesto di andare nel boschetto, vero?» chiede una volta in strada.

 

Il ‎23‎/‎08‎/‎2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

Non ho paura, sono grande ormai.» Ringhia Enzo contro la madre, fermandosi.

 

Il ‎23‎/‎08‎/‎2019 alle 15:21, Talia ha scritto:

«Oh mio dio come ti ha ridotto.» Esclama guardandolo con occhi inteneriti.

in questi casi, dopo la chiusura delle virgolette ci vuole la lettera minuscola

 

Attenzione alla punteggiatura.

 

Una favola oscura ben narrata.

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@Talia bentrovata! Bella la tua favola, molto dark. Ottime le descrizioni, mi sono trovata in quel bosco insieme a Enzo, e il ritmo serrato tiene incollati alle parole fino alla fine. E che fine poi, da brividi! Bella storia. Piaciuta!

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